L'opinione di Giovanni Saracco

18 feb 2013

Populisti e riformisti.

In un recente incontro pubblico per la campagna elettorale del centrosinistra con la senatrice Magda Negri e il sen. Enrico Morando del Partito Democratico, è emerso che la competizione più forte in atto è tra populisti e riformisti.

Per populisti s’intendono quanti di fronte alle malefatte cercano innanzitutto qualcuno cui dare la colpa, gridando scandalizzati; ed in seguito non si curano perlopiù di fare altro.

I riformisti invece si premurano di capire e rimuovere le cause che hanno generato i guai e di riorganizzare le cose in modo che non si ripetano. Avendo altresì cura che persone, famiglie e imprese non abbiano a patire danni e siano comunque aiutate se incontrano difficoltà.

Lasciando alla magistratura il compito di accertare eventuali reati e sanzionare i colpevoli.

Tra i populisti odierni c’è il centrodestra di Berlusconi e la Lega.

E’ invece riformista il centrosinistra – Bersani, con “Scelta civica” di Monti e alleati disposti a collaborare.

Mentre il “Movimento 5 stelle” (Grillo) e “Rivoluzione civile” (Ingroia) potranno trovare più compiuta espressione di sé nel corso dell’esperienza istituzionale cui queste elezioni li porteranno.

Da quanto precede si ricava l’ulteriore conferma che il cambiamento in meglio dell’Italia può avere luogo solo se vince il centrosinistra con Bersani, non essendoci altri che dispongano di consensi sufficienti per sconfiggere il retrivo centrodestra di Berlusconi.

Votare centrosinistra significa perciò aprire la strada ad una stagione di riforme capaci di ridare speranza, fiducia, opportunità, lavoro, specie ai giovani; e sviluppo, vita dignitosa e serenità per tutti.

 

Con lungimirante acume.

Papa Benedetto XVI si è dimesso con decorrenza 28 febbraio prossimo. Una decisione che lascerà il segno qualunque siano i motivi che l’hanno determinata.

 

Appello al voto per le elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013.

 

Per governare l’Italia e proseguire le riforme necessarie: lavoro, ripresa dell’economia, sviluppo nuovo e dignità di vita per tutti, è necessario disporre di maggioranze solide e coese in ambedue i rami del Parlamento: Camera dei deputati e Senato della Repubblica.

Come tutti ormai sanno, solo con il centrosinistra si possono ottenere i voti necessari per sconfiggere la perversa logica del “tanto peggio, tanto meglio” adottata dal leader del centrodestra per rimettersi in sella. E riaprire opportunità non da poco per la politica, i cittadini e l’Italia.

Se ciò non avverrà si tornerà alle vecchie vane promesse e ai “vorrei ma non posso” o “non me lo lasciano fare”.

Affinché le cose vadano nel verso giusto è quindi indispensabile che il centrosinistra confermi i consensi di cui è accreditato per la elezione della Camera e migliori quelli per l’elezione del Senato, i cui seggi vengono attribuiti su base regionale. Vale a dire che per avere la maggioranza al Senato il centrosinistra deve praticamente vincere in tutte le regioni.

Si tratta di obiettivi realizzabili se il voto viene utilizzato con lungimirante acume, che già in altre circostante gli elettori hanno dimostrato di possedere.

Cioè votare innanzitutto perché il centrosinistra vinca sia alla Camera che nelle singole regioni per il Senato, e contemporaneamente valorizzare il modo nuovo di fare politica: dal basso, sempre nel merito, propositivamente tanto in maggioranza quanto dall’opposizione, votando anche i fautori di questa impostazione.

 

Certi che gli elettori capiranno e faranno bene la loro parte.

 

12 feb 2013

Come viene, viene.

Come viene, viene.

 

*      Giuseppe Bulgarella, 61 anni, scapolo, muratore disoccupato, sindacalista Cgil di Guarrato in provincia di Trapani. Si è impiccato lasciando un biglietto nella Costituzione: “Se non lavoro non ho dignità. Adesso mi tolgo dallo stato di disoccupazione”. (Costituzione, art. 1: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”; art. 4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”).

Giuseppe come Cristo.

 

*      Beppe Fenoglio: già cinquant’anni senza …. E sembra ieri.

Profondo, essenziale, moderno e fedele a se stesso.

 

*      Gli piacevano gli aeroplani e aveva studiato perché gli facessero fare il militare in aviazione: invece genio pionieri.

Da qui lo scontento …. e l’abolizione della leva obbligatoria!

 

*      Tra la politica che può tutto e quella imbelle, c’è la possibile: ottenere il meglio in quel dato momento e posto, e relativamente alle condizioni lì esistenti.

 

*      Un altro Festival della canzone di Sanremo, proprio in campagna elettorale: non poteva capitare più a fagiolo!

 

*      Figlia unica in coma da anni ospite di una struttura apposita. I genitori straziati la frequentano come se tutto fosse normale. Muore la mamma. Come farà il papà e perché di tutto questo solo Dio sa.

 

*      Del Perseo di suo papà ferroviere ad Asti, curava la manutenzione un amico bravo con gli orologi. Per corrispettivo l’ottima Barbera di Vinchio e Vaglio.

 

Per avvicinarsi alle elezioni vivendo, l’ho pensata così. Non posso però esimermi dal ricordare che si tratta di scadenza importante cui vale la pena prestare attenzione. Andando a votare e scegliendo il meglio, o il men peggio se preferite.

Ma scegliendo.

 

8 feb 2013

A giocarsela restano comunque loro.

A poco più di 10 giorni dal termine della campagna elettorale che ci porterà alle elezioni del 24-25 febbraio ci sono elementi sufficienti per fare il punto.

Intanto si può dire che l’esito elettorale scaturirà dal confronto tra le coalizioni di centrosinistra con Bersani ed il centrodestra di Berlusconi.

Un ruolo significativo lo svolgeranno anche la lista “Scelta Civica” di Monti (coalizzata al senato con Udc di Casini e Fl di Fini), e il Movimento 5 stelle; un ruolo minore per “Rivoluzione civile” – Ingroia, e di mera testimonianza per “Fare per fermare il declino” – Oscar Giannino.

Alla camera dei deputati la coalizione che otterrà più voti (probabilmente il centrosinistra) godrà del premio che le attribuirà la maggioranza dei 630 seggi.

Al senato i 315 seggi saranno attribuiti sommando i seggi conquistati da ciascuna coalizione e dal Movimento 5 stelle nelle singole regioni, mentre le altre formazioni potranno al massimo conquistare qualche seggio se supereranno lo sbarramento dell’8%. Nel caso in cui nessuno ottenga il 50% più uno dei seggi, la maggioranza si potrà formare mediante alleanze. Il centrosinistra con Bersani e la lista “Scelta civica” di Monti hanno già dichiarato una reciproca disponibilità in tale senso.

Il centrosinistra ribadisce che le sue priorità sono: il lavoro per tutti, giovani in particolare; riduzione delle tasse, iniziando dai redditi ordinari da lavoro e pensione e per le imprese che assumono; meno Imu per chi ha poco e progressivamente di più per chi ha molto (art. 53 Costituzione); orientare il credito verso la ripresa dell’economia.

Il centrodestra vellica gli umori del momento, cioè promette ciò che piace purché porti voti; poi si vedrà.

A giocarsela restano comunque loro.

Certo anche i risultati di tutti gli altri conteranno. Ma se e quanto essi potranno incidere, molto dipenderà da chi vincerà.

Infatti il centrodestra di Berlusconi ha già fatto il pieno di quanti poteva aggregare. Mentre il centrosinistra con Bersani ha dichiarato che resta aperto a coloro che si riconosceranno nel riformismo che fa bene all’Italia, nell’Unione Europea, alle decisioni della quale l’Italia parteciperà alla pari.

Stando così le cose l’offerta politica più appropriata è quella del centrosinistra, cui s’aggiunge capacità e determinazione già dimostrate nel saper anteporre a tutto gli interessi dell’Italia e degli italiani.

 

5 feb 2013

Non è possibile che la nostra credulità giunga a tanto.

Possibile che la nostra credulità si spinga fino a prestar fede alle promesse elettorali del centrodestra che chiede voti per fare quanto non è riuscito a fare fino al mese di novembre 2011, quando si dimise il governo del Cavaliere e gli subentrò quello tecnico di Mario Monti per evitare all’Italia il baratro greco sul cui orlo ormai ci trovavamo?

Eppure quel centrodestra e quel governo avevano lo stesso leader che negli ultimi vent’anni è stato per più di metà nella stanza dei bottoni, con maggioranze ampie e anche debordanti, con risultati pessimi per la vita di persone, famiglie e imprese; e che ora ardisce ripetere che tutto andava bene, e che se non fosse stato per Fini e Casini che lo hanno sempre frenato l’Italia sarebbe diventata un eden?

E non è sempre lui che s’è fatto ridere dietro dal mondo cui pure appartiene, per le topiche inanellate come statista e per le situazioni strambe e paradossali in cui si caccia come persona nel suo privato, che non hanno eguali a livello planetario?

E non è ancora lui che prometteva di abbassare le tasse mentre le aumentava portandoci al fallimento, senza capire granché di quanto succedeva e litigando in continuazione col suo ministro delle finanze Tremonti?

E che adesso pur di raccattare voti per rimettersi in sella dice le cose più strampalate sul duce, sull’Imu che ha messo lui ed ora si inventa un decreto già pronto per toglierla, sull’economia, la cui conoscenza non gli è proprio congeniale se siamo in questo stato dopo i suoi migliori anni di governo?

E se ne infischia di cosa è realmente successo al Monte dei Paschi di Siena (e di cosa bisogna fare per rimediarvi, lasciando alla magistratura il compito di accertare eventuali reati, sanzionare i colpevoli e recuperare il denaro frutto di azioni criminose), intento com’è a specularci elettoralmente su?

No, non è possibile che la nostra credulità giunga a tanto, riconsegnandogli un pugno di parlamentari proni al nefasto “tanto peggio (per l’Italia), tanto meglio (per sé e sodali)”.

 

 

 

4 feb 2013

I Mario cucinati in tutte le salse.

Nella campagna elettorale in corso vanno di moda i Mario cucinati in tutte le salse, mentre sarebbe opportuno distinguerli per competenze, utilizzando quelle adatte per uscire in piedi dalle difficoltà in cui ci troviamo.

Mario Draghi. Ha fatto e sta facendo bene come governatore della Banca centrale europea (Bce), e anche grazie a lui se l’Eurozona è uscita dal mirino della speculazione finanziaria e può lavorare per rendere compatibile la vita dei cittadini – a partire dai meno favoriti – con la messa a punto di bilanci, riduzione del debito, superamento delle arretratezze per la ripresa e lo sviluppo economico con modalità e finalità nuove. Mettendo a profitto le impegnative esperienze in atto per realizzare più equità e giustizia sociale e una convinta e duratura solidarietà tra gli Stati, con più Europa e – come tale – verso i Paesi del Mediterraneo, con l’occhio lungo al Mondo globale. Non cogliere questa opportunità sarebbe da sconsiderati.

Mario Monti. E’ stato efficace nell’emergenza. Può ancora contribuire a migliorare quanto è stato fatto e lavorare al da farsi. Tenendo conto delle novità intervenute nel frattempo: significativi risparmi sugli interessi del debito, responsabile risposta di cittadini, famiglie e imprese ai pesanti gravami fiscali, ricerca di soluzioni tra organizzazioni datoriali e dei lavoratori per la ripresa dell’economia, con qualche segnale che la strada è quella giusta. Cui s’aggiunge la generalizzata consapevolezza che la priorità assoluta e il lavoro e l’economia reale, e che la finanza deve essere di servizio e non il domino, beneficiario di vantaggi senza merito.

Per Monti avere scelto di mettere le mani negli afrori della politica gli può giovare, ma di certo lo distrae da compiti che più gli si addicono e ai quali ha dimostrato di sapersi dedicare con generosità e successo. Mentre il confronto con la realtà terragna gli torna utile, per evitare che assunti e convincimenti personali diventino dogmi.

Mario Balotelli. Sa giocare a pallone, e lo fa con piacere un po’ bizzarro. Già in forza all’Inter, poi in Inghilterra dove non s’è ritrovato; si spera che in Italia vada meglio. In nazionale ha dato buona prova di sé. E’ arrivato al Milan mentre ferve la campagna elettorale, ma lui non è candidato e non c’entra. Ha conosciuto le difficoltà della vita, ora i denari non gli mancano, anzi ne pare sazio.

Siamo quindi contenti che sia tornato e gli auguriamo di divertirsi divertendo.

Consapevoli che la partita che adesso conta è quella del centrosinistra con Bersani e del centrodestra del Cavaliere. Come posta il futuro prossimo di tutti noi.