2 ott 2017

Evitare che una palla di neve diventi slavina.

Ci sarebbe da sorridere e invece è pianto. Centinaia di persone ferite negli scontri con la polizia in Catalogna perché le cose sono andate degenerando a causa di malintesi plurimi imputabili all'imprevedibile: la Catalogna chiede l'autonomia, qualcuno che conta ha inteso l'indipendenza, incostituzionale e quindi da vietare.

Contrastando ai sensi di legge il referendum; dove a pagare sono i più deboli cioè le persone in fila per votare (una marea!).

Se si usa anche solo il buon senso ed il rispetto umano e democratico non si fa così.

Il referendum , cioè la libera espressione dei cittadini, si tiene comunque ed il risultato lo si utilizza "a bocce ferme" e per quanto consente la Costituzione vigente. Se si conviene di andare oltre si può modificare anche la Costituzione con le canoniche modalità.

Siccome si tratta di questione importante non soltanto per la Catalogna ma per tutta la Spagna si può ragionare il tempo necessario per fare le cose per bene.

Evitando quanto ha scritto Concita De Gregorio inviata speciale de "la Repubblica" sul posto, cioè "che una palla di neve diventi una slavina".

Farlo adesso si è ancora in tempo e la necessaria generosa cura deve mettercela chi ha il potere: intanto di arginare la slavina

Non conosco la Costituzione spagnola e mi viene in mente anche il Regnante.

19 set 2017

Bella Ciao!

A Carmagnola, ridente cittadina in provincia di Torino, non si può cantare "Bella Ciao" perché non piace al vice sindaco ed alla Giunta comunale. Era già successo con la Banda musicale in occasione del 25 Aprile Festa della Liberazione.

Domenica 10 settembre nell'ambito della Festa del Peperone di cui Carmagnola è produttrice regina era prevista l'esibizione del "CoroMoro" delle Valli di Lanzo, del quale fanno parte giovani profughi in un percorso di integrazione che prevede anche di esprimersi  in piemontese, con in repertorio "Bella Ciao". Il vice sindaco chiede di toglierla dalla serata ma il gruppo musicale  risponde che non è possibile.

Lo stallo si risolve con la rinuncia del CoroMoro ad esibirsi rendendo pubblica la vicenda.

Ho discreta seppure datata conoscenza della gente del posto e mi sento di escludere che alle cittadine e cittadini di Carmagnola andasse per storto "Bella Ciao".

Mi è tornato infatti in mente il contiguo comune di Carignano dove risiedetti per anni con la famiglia e svolsi un lavoro impegnativo nella pubblica amministrazione.

Alla stele di Pilone Virle era in corso la celebrazione di martiri partigiani lì barbaramente uccisi dai nazifascismi durante la Resistenza. Ad un certo punto prima sommessamente poi più sonora "Bella Ciao" divenne il sottofondo che coinvolse i numerosi presenti evocando l'irripetibile nascita e vita della lotta di Liberazione dalla tirannide.

Tirannide vissuta come imposizione autoritaria e violenta di modi di fare e di vivere estranei al comune concetto di libertà sul quale era impostata, insieme alla sobrietà, probità e laboriosità, la vita di quelle operose comunità.

Quanto al vice sindaco di Carmagnola veda se non sia il caso di avvicinarsi un po’ alla sensibilità media dei cittadini al cui servizio egli è.

14 set 2017

Un ragazzo di settant'anni fa.

Ad un ragazzo  di settant'anni fa riaffiorano episodi della sua adolescenza.

Scaduta la mezzadria alla "cascina del medic" la famiglia si trasferisce nel capoluogo del comune nell'astigiano: asilo infantile, scuole elementari, guerra 1940-45.

Aspirante nell'Azione cattolica e chierichetto in parrocchia; ragazzotto in campagna poi apprendista meccanico in piccola officina. Amicizie con coetanei e sfollati da Torino.

Gioco delle bocce su sterrato della piazza principale e acciottolato dell'adiacente via. Alle partite degli adulti la domenica con due file di spettatori ai lati. Gioco del biliardo nei 5 caffè e ristoranti che ne disponevano.

Calcio sull'acciottolato nella piazzetta della parrocchiale e nei  prati appena dopo la fienagione improvvisando le porte.

Uomo a undici anni sorpreso dal modo con cui si annuncia.

In gruppo con le biciclette da grandi fino alla fonte solforosa di Montafia lungo la provinciale solo inghiaiata; dissetandosi ai pozzi artesiani ai lati della strada azionando l'apposita saracinesca. Alla Scarassera un pozzo che pompava acqua sulla collina con un ingegnoso sistema che emetteva un ritmico "colpo d'ariete": bum….bum.

Lettura di tutti i libri della modesta biblioteca dell'Azione cattolica.

Ricupero petardi ferroviari inesplosi – usati come segnali acustici in caso di nebbia – e loro esplosione col botto centrandoli con una pietra.

Commissioni per conto terzi tra cui ritiro quotidiano dei giornali alla stazione ferroviaria con vendita lungo il percorso e consegna all' edicola nel capoluogo. Servizio remunerato con una copia dei settimanali "l'Intrepido" e "Il Vittorioso ".

Rincorsa in bicicletta dei rari camion alimentati dal gasogeno, cioè bruciando carbonella, per appendersi e farsi rimorchiare per un tratto.

Eiaculazione spontanea durante il sonno capita parlandone con gli amici o con la mamma.

25 luglio 1943. Assiste esterrefatto allo smantellamento di un grande fascio littorio sulla facciata delle scale che adducono all'edificio scolastico.

8 settembre 1943. La mamma aiuta militari che scappano fornendo loro abiti usati e ricevendo quelli militari.

Sotto bombardamento e mitragliamento aereo di treno di munizioni fermo alla stazione; un miracolo che nessuna delle centinaia di persone in fuga sia stata colpita.

Autunno 1944. Impiccagione del partigiano Luigi Capriolo da parte di militari nazifascisti al balcone di casa Marrone a Borgovecchio con minaccia di bruciare le case se il corpo fosse stato rimosso nella notte. La sera stessa la famiglia si trasferì nel granaio di uno zio in campagna e vi rimase per il resto della guerra.

Lezioni di francese a casa della maestra Borgnino con esercizi che simulavano risposte a domande poste da stranieri; chiese lumi  a papà che tranquillizza: ti serviranno tra un po’.

Aprile 1945. Dalla vigna dello zio in collina segue la parziale distruzione del ponte sul torrente Triversa ad opera dei partigiani. Dopo qualche giorno arrivano i soldati angloamericani con camion e carri armati: sigarette, gallette, benzina in cambio di non ricorda cosa. Per passare costruiscono in poche ore un ponte di ferro sovrastante quello danneggiato.

Dicembre 1946. Primo libretto di lavoro e assunzione alle Officine Meccaniche Cuffini ad  un chilometro da casa.

 

12 set 2017

Il crogiolo di tutti i problemi.

Nel Mondo mai come oggi ci sono state le condizioni per vivere meglio tutti.

Nel senso che se si utilizzassero beni e risorse di cui disponiamo ed orientassimo la produzione verso ciò che serve per stare meglio, già adesso si potrebbe bandire la miseria.

Invece si inducono e diffondono paure di ogni genere – ritorna addirittura quella della bomba atomica – per tenere in apprensione e  non si pensi ad altro.

E si continua a produrre armi sempre più costose e sofisticate, mentre il terrorismo internazionale da malattia acuta s'è trasformata in espressioni forse più subdole e intimorenti. Perfino la propaganda elettorale alimenta cinicamente paure per raccattare consensi. Ci sono poi ambienti retrivi che si propongono di scimmiottare la "marcia su Roma" come se non bastassero le barbarie della dittatura che seguì.

Lungi dal pensare  che un'unica mente perversa possa arrivare a tanto, resta la motivata convinzione che gruppi ristretti guadagnino da queste paure a danno dei più e specialmente di quanti patiscono infime condizioni esistenziali.

La paura utilizzata cioè per ritardare e/o impedire cambiamenti di cui c'è diffusa consapevolezza ed esigenza, per eliminare ingiustizie ormai intollerabili.

Anche insinuandosi in gangli vitali di poteri pubblici e da lì continuare imperterriti a sottomettere gli interessi generali ed il bene comune alle proprie brame.

 Se così stanno le cose il da farsi è chiaro: niente paure e continuare tenacemente ad utilizzare la testa ed esprimersi in libertà, operando per conquistare queste condizioni ov'esse manchino a livello globale.

Perché è questo il crogiolo di tutti i problemi ma anche delle risorse per affrontarli e risolverli.

PS. Lo spunto per trattare questo argomento e la fonte per le necessarie informazioni sono stati i seguenti numeri della rivista "Internazionale": 1208, 1214, 1215, 1216, 1217, 1218 e 1220 dell’anno 2017.

 

 

 

Parole nuove.

Secondo gli studiosi dei fenomeni negli stati tecnologicamente avanzati dobbiamo aspettarci cambiamenti tali che poco o nulla di quanto c'è rimarrà così com'è. E la velocità con cui si manifesteranno non attenderà che maturi una pur auspicabile diffusa consapevolezza.

Avvisaglie che non si possa continuare come adesso sono già pervenute, come i malesseri interni alle realtà opulente per risolvere i quali ci si affida a chi promette l'impossibile, vedasi Trump negli Usa ma non solo; oppure la fuga di moltitudini da luoghi dove vivere è così difficile da indurre a correre qualsiasi rischio pur di andarsene. Ed ancora il peggioramento delle condizioni ecoambientali di vaste zone del Pianeta. Paradigmatica per noi mediterranei la situazione israelo-palestinese di due stati per due popoli dolorosamente irrisolta da decenni; il terrorismo di distorta matrice islamica drammaticamente presente ed attuale.

Sono solo alcuni dei molti problemi che la modernità ha evidenziato e che le persone ed istituzioni preposte ad occuparsene e risolverli non ce la fanno. Lasciando intendere di non esserne capaci e/o di non volerlo fare.

Siccome nonostante tutto le persone tendono a vivere esse si ingegnano sperimentando embrioni di modi alternativi per comunque ovviare a quanto non va.

Organizzare queste modalità che nascono dal basso riconoscibili come efficaci dai risultati che esse ottengono e orientarle verso obiettivi di interesse generale, pare sarà uno dei modi nuovi di fare politica. Con il protagonismo femminile  alla ribalta. Il tutto supportato con il necessario di nuova tecnologia disponibile.

Quanti e quali saranno gli approdi nessuno lo sa. Per certo provando e riprovando fortemente stimolati dalla vita che urge risultati si otterranno. Se si discernerà il meglio dall'espressione del Mondo in ricerca se ne gioverà la qualità in grado di alimentare il desiderio di felicità motore di un'impresa senza eguali.

Per definire la quale saranno necessarie parole nuove con assonanze familiari alla pluralità di quanti vi parteciperanno. 

6 set 2017

Spottone elettorale ?

Dopo avere letto entrambi le recensioni convenimmo – un non iscritto ed io – che chi avesse letto per primo: “Matteo Renzi- Avanti. Perché l'Italia non si ferma” (Feltrinelli), avrebbe detto spassionatamente all'altro il suo pensiero.

"Spottone elettorale?" mi comunicò dopo qualche settimana, indicando a matita nel testo quanto reputava andasse oltre. Lo lessi e concordai che lo scopo del libro è di comunicare a quanti sono anche solo curiosi, cos'ha fatto l'Italia nei mille giorni in cui il segretario nazionale del Partito Democratico è stato anche Presidente del Consiglio dei Ministri e cosa intende  fare se gli elettori gliene rioffriranno la possibilità. Senza nascondere che la somma algebrica ha già dato un risultato positivo, cioè il buono è prevalso sulle  inadeguatezze, insufficienze, errori e presunzioni di troppo. Ciò in forza dell'immissioni di capacità di lavoro, slancio, volontà, determinazione inusitate Un buono misurato oggettivamente dagli Enti preposti (Istat ed altri). Certo migliorabile specie dove gli esiti pratici sono insoddisfacenti; da rafforzare e sviluppare nel complesso.

Tra gli errori evidenziato il modo di porsi nel referendum del 4 dicembre 2016 mescolando riforme essenziali con altro di importanza secondaria o addirittura che poco ci entrava, col conseguente pollice verso della maggioranza dei votanti.

Dimissioni di Renzi da entrambe le cariche di segretario nazionale del Partito Democratico e di capo del Governo.

Da qui la nascita del libro di cui trattiamo e del Governo Gentiloni con la dichiarata volontà di continuare in autonomia il lavoro del precedente fino alla scadenza naturale della legislatura Le primarie con la rielezione a segretario nazionale del Partito Democratico; l'uscita dal Partito di dissidenti di peso: Bersani, D'Alema, Speranza ed altri con la costituzione di  una nuova formazione politica (Mdp), che finora ha sostanzialmente sostenuto, seppur criticamente, il governo di centrosinistra.

E siamo ai giorni nostri, disponendo tutti di dati, elementi e considerazioni in più per farci l'idea di quanto Matteo Renzi abbia tratto dall'esperienza maturata, per eliminare il negativo che ad essa ha portato.

E tenerne conto.

P.S. Siccome la politica è fatta dalle persone che s'impegnano e la praticano per realizzare gli obiettivi che ci si propone ed occorrono coese maggioranze parlamentari e governi di legislatura, è tra chi è in grado di realizzare queste condizioni che si svolge il confronto, auspicabilmente con la più ampia partecipazione di cittadine e cittadini poi elettrici ed elettori.

23 ago 2017

Tira di più.

Un figlio virgola trenta per ogni donna; maschi con metà degli spermatozoi rispetto a qualche decennio fa; desiderio naturale dell'altra persona in calo e ricorso a sostanze nocive al piacere ed alla riproduzione. Questo lo scenario negli stati e nei continenti sviluppati; per noi l'Italia e l'Europa.

Con conseguenze rilevanti.

Intanto si attenua al disotto dell'accettabile il piacere dell'amplesso come reciproco dono di sé nella pienezza dell'atto che perpetua gioiosamente la vita. In campagna ed in fabbrica dove ho vissuto l'adolescenza si riassumeva alla buona il tutto nel detto: "tira di più un pelo del pube che una coppia di buoi".

Poi sul piano socio-economico abbiamo strutture, risorse, istituzioni democratiche occorrenti per vivere bene in 65 milioni di italiani e per circa mezzo miliardo di europei. Ma per garantire il loro aggiornamento e rinnovamento occorrono in media due figli per ogni donna. Altrimenti l'insieme che abbiamo posto in essere non funziona e crea squilibri non da  poco nei singoli stati e fra di essi nel continente.

Basta pensare che procedendo di questo passo la Germania e l'Italia nei prossimi decenni perderebbero il 30% della popolazione attuale, diventando destinazioni ambite per la mobilità di popolazioni che a casa loro stanno così male da rischiare la vita pur di andarsene.

Quanto sopra accennato è stato recentemente confermato da ricerche e studi e diffusamente trattato dagli organi di informazione.

Siccome parliamo di fatti che non hanno precedenti con cui confrontarli e tali da influenzare la vita profonda di popoli ed in particolare di tre generazioni di persone contemporaneamente viventi e sempre più a lungo: genitori, figli, nipoti, bisogna occuparsene per tempo così da coinvolgerle nella ricerca delle soluzioni, partendo dal basso e pervenendo prima possibile al livello statuale e continentale.

Tenendo conto delle migrazioni già in  atto e ricuperandone le esperienze nel quadro generale delineato.

8 ago 2017

Arzilli propagandisti di prodotti Talmone.

Chi di anni ne ha un po’ ricorda lei e lui arzilli propagandisti di prodotti Talmone nota marca torinese di cose buone che promettevano di aiutare ad invecchiare bene.

A guardarli paiono proprio loro, qualche acciacco in più ma verosimili nei vestiti un po’ all'antica, movenze, atteggiamenti, intenti a godersi una ghiotta e profumata cioccolata al bar d'angolo sulla passeggiata a mare della cittadina nella Liguria di ponente.

Sostare un po’ e scambiare due chiacchere li trova consenzienti e perfino divertiti.

Figli e nipoti da altre parti a fare loro cose; prodighi di attenzioni, e consigli spesso disattesi senza malizia, forse per il sottile piacere di fare di testa propria, magari sbagliando ma certi del loro perdono.

Ospiti di una pensioncina frequentata da quando i loro figli si reggevano appena sulle gambe. Vivono di una dignitosa pensione dopo una vita di lavoro. Mangiano e dormono di gusto e stanno bene insieme, facendosi reciprocamente valere quando ritengono sia il caso, con rispetto e senza ledere l'altrui libertà.

Leggono, guardano la televisione, intrattengono rapporti e relazioni con parenti ed amici e non disdegnano le novità; manoscrivono quanto serve e  capiscono qualcosa del digitale.

Entrambi patentati; lui guida ancora l'auto e ricorda l'esame effettuato appena diciottenne al volante di una Fiat "giardinetta" con la carrozzeria ancora di legno causa penuria di lamiera per la guerra finita da poco.

Votano sempre: amministrative, politiche, referendum, primarie perché in democrazia bisogna esserci e farsi sentire. Orientati verso sinistra si affidano alla  loro capacità di capire, piuttosto che alla propaganda e ai sondaggi.

Scandalizzati per i tanti soldi che girano nelle mani di pochi nullafacenti di buono e nullatenenti per il fisco.

Ritengono che in un mondo dove chiunque può andare dappertutto sia bello vivere. Se invece si è costretti a fuggire da casa propria verso uno sconosciuto altrove c'è qualcosa di importante che non va, cui deve porre rimedio chi di dovere.

Non disdegnano affettuosità coniugali, che ritengono gioiosa manifestazione del di sé in divenire, vantaggiose per l'equilibrio psicofisico profondo e delicato.

Cristiani praticanti aiutano il prossimo relazionandosi il più direttamente possibile con le situazioni di bisogno.

Gradiscono corrisposti la franchezza della chiacchierata ed accettano sia comunicata per sintesi ad altri perché se ne giovino.

Arrivederci a dopo Ferragosto e buone vacanze!

 

25 lug 2017

Nemmeno se casca il mondo!

Anche Pier Luigi Bersani avrà le sue ragioni per affermare: “Ci vuole un nuovo Sessantotto. Senza una svolta il governo cade” (La Stampa, 13 luglio scorso)

Ci sono i giovani che cercano invano un lavoro perché stiamo appena uscendo da una crisi lunga e velenosa determinata da avventurieri della finanza che hanno vanificato il lavoro dei più e li hanno impoveriti spostando denaro dalle loro tasche alle proprie ed aumentando smisuratamente il potere che ne deriva.

Tra questi ricchi di denaro ci sono anche imprenditori non da poco e ad essi si è rivolto recentemente Papa Francesco esortandoli ad intraprendere seriamente secondo la Costituzione, cioè operando anche con finalità sociali e pagando il giusto di tasse  (artt. 41 e 53).

Denaro che viene tutt'ora utilizzato per fare altro denaro sottraendolo all'economia reale che pena, e si orienta a risparmiare sul lavoro affidandolo ai robot.

Ci sono poi i servizi forniti dallo Stato e da altri enti pubblici che lasciano a desiderare in punto efficienza e qualità.

La criminalità organizzata maneggia per sé una incredibile quantità di miliardi di euro che penalizza ulteriormente lo stragrande numero di persone dedite ed  oneste ed il loro lavoro.

L'insicurezza e la povertà sono spettri che intimoriscono e toccano strati sociali da sempre indenni.

Per uscire come Paese verso una normalità moderna occorre riconoscere e premiare comportamenti onesti, probi, retti.

Chi può cimentarsi in un'opera di questo genere oggi in cui stentiamo addirittura a dotarci di una legge elettorale che consenta almeno maggioranze parlamentari e governi che durino l'intera legislatura ?

Quanti conoscendo bene a cosa vanno incontro si candidano a metterci mano ed hanno già dimostrato di avere voglia, volontà, energia, testa e quant'altro occorre per ottenere i consensi necessari per passare dalle parole ai fatti, coinvolgendo in profondità ed estensione quanti ci stanno; connotandosi come insieme capace di gioire e soffrire senza demordere. Nemmeno se casca il mondo!

21 lug 2017

Di persone in carne ed ossa.

Ho letto l'estratto del libro "Avanti" di Matteo Renzi su "la Repubblica" del 9 luglio scorso e  non mi trattengo dal dire la mia fin d'ora.

Si parla di noi italiani ma non solo, di persone in carne ed ossa che insieme ad altre cose dedicano un po’ del loro tempo a fare politica di sinistra, cioè ad occuparsi dei problemi di tutti, quindi anche dei loro, convinti che così si trovano le soluzioni migliori.

Per ottenere i risultati sperati dobbiamo valorizzare il meglio di ciascuno distinguendolo dal ciarpame inevitabilmente presente. Aprirsi ai cambiamenti quindi intanto anche personalmente iniziando dai proponenti.

Certo conoscendo e tenendo conto degli errori propri e di quelli altrui per non ripetere gli stessi.

Rivangarli e rinfacciarli come colpe che marchiano indelebilmente e sono di ostacolo a qualsiasi cambiamento, anche di se stessi, non va bene. Se si ricoprono ruoli importanti ricordarsi che si è al servizio del bene comune e dell'interesse generale specie in una materia così delicata come i rapporti tra  persone.

Perfino l'eventuale possibile malanimo perdurante va messo in conto senza che la dialettica tesi-antitesi-sintesi abbia a patirne.

Certo i tempi delle decisioni potranno allungarsi un po’ ma l'investimento resta e continuerà a produrre buoni esiti ancora in tempo utile.

Per sua intrinseca natura un sano relativismo è connaturato all'attività politica avendo a che fare con l'irripetibile unicità di ogni persona e del suo farsi insieme Paese, Continente, Mondo perché solo così si potrà stare  meglio tutti.

Applicando in particolare gli articoli 3, 4, 10, 34, 41, 53 della nostra Costituzione (vedi oltre).

 

Costituzione italiana (estratto)

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 10

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Art. 41.

L'iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

 

12 lug 2017

Solo grazie al digitale.

Dicono gli esperti che "viviamo in ambienti sempre più complessi che funzionano solo grazie al digitale". Una opportunità di cui stiamo scoprendo via via  potenziale, limiti, pericoli di utilizzo improprio o addirittura arbitrario, soperchievole, piratesco; cioè tutta la gamma del verosimile umano ed oltre che in rete diventa immediato e globale.

Quindi di una rilevanza imponente da comprendere e finalizzare a vantaggio dell'interesse generale e del benessere di quanto vive sul Pianeta.

Soprattutto se si avvererà l'ipotesi che entro il 2025, cioè prestissimo, il 50% delle persone vivrà in città cablate, cioè sempre più connesse e, diciamo, digital-dipendenti.

Una situazione da immaginare ed acquisire fisiologicamente da parte di tutti, specie dalla generazione anziana con meno dimestichezza per questo genere di novità, per evitare di rimanere indietro e contare poco nelle decisioni da assumere.

Un rischio che si corre già ora è di lasciar fare fiduciariamente ai competenti. Infatti con le risorse finora accumulate è possibile appropriarsi di molto potere e fare il bello e cattivo tempo, senza che i più nemmeno se ne accorgano subito.

Qualche segnale in questo senso c'è già stato, rintuzzato con efficacia dai più accorti tra gli utenti della rete cui stanno giustamente a cuore le impareggiabili conquiste che essa consente in termini di libertà e diritti.

È quindi essenziale che anche in questo caso si estenda ed acuisca la consapevolezza che per fare andare bene le cose che riguardano tutti ognuno di noi deve fare la propria parte.

 

5 lug 2017

Il sindaco di Moncenisio.

Nella attuale situazione di effervescenza politica e dei partiti rifacciamoci alla Costituzione e in particolare: art.. 49 "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale"; art. 54 "… I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge."; art. 67 "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Applicando questi tre articoli secondo l'insegnamento e l'esempio dei "migliori" – Stefano Rodotà tra questi ma anche il sindaco di Moncenisio –  si è sulla strada giusta per fare bene le cose.

Curando la conoscenza della politica e della democrazia iniziando dai maestri antichi fino ai contemporanei. Consapevoli quanto entrambe siano impegnative, faticose, impervie ma anche stimolanti, gratificanti e capaci di liberare endorfine fisiologiche.

Anche per contenere le distanze tra enunciazione di principi e valori condivisi e gli atti quotidiani che ciascuno è chiamato a svolgere, senza che abbiano a patirne l'equilibrio e la salute personale.

Utilizzando i partiti che posseggono quanto occorre per svolgere i compiti oggi immani loro attribuiti.

Non conventicole quindi nella disponibilità di chi se le inventa per ragioni e/o interessi che nulla hanno a che vedere col dettato costituzionale.

Convenendo che alle migliori intenzioni devono fare seguito fatti concreti e coerenti con esse.

Con il consenso e la legittimazione dell'operato dei governanti da parte dei cittadini con  tempi e  modalità relazionate alla complessità di quanto si tratta, aiutandosi a capire e migliorare

Curiosi per l'eclatante risultato ottenuto dal centrodestra nei ballottaggi del 25 giugno scorso per l'elezione dei sindaci, cui hanno concorso circa un terzo dei voti che al primo turno avevano votato M5S!

Sapendo che non basta disporre del potere di decidere per farlo al meglio; né si può pretendere che le scelte giuste ottengano lì per lì il consenso che si meritano.

Mentre può essere coraggioso e meritorio assumere decisioni nell'interesse generale e del bene comune non rinviabili, per le quali si intuisce che il consenso dei cittadini non potrà che pervenire  postumo.

Essere aperti e ricettivi, disponibili al confronto critico-costruttivo può trasformare la gestione pro-tempore del potere in una positiva esperienza di vita senza uguali per tutti.

 

27 giu 2017

Orgogliosi di Lui.

Domenica 25 giugno scorso si sono svolte le elezioni di ballottaggio per eleggere i sindaci nei comuni con più di 15.000 abitanti nei quali nessun candidato aveva superato il 50% al primo turno.

Il centrodestra è andato bene, il centrosinistra ha perso alcuni comuni emblematici per la prima volta dopo avere governato per decenni (es. Genova e Sesto S. Giovanni); il M5S era in lizza in poche significative realtà. L'affluenza ha toccato minimi storici sotto il 50%.

In sintesi alcune delle possibili cause di tutto ciò.

Trattandosi di elezioni comunali le caratteristiche dei candidati prevalgono sull'appartenenza di partito nella stragrande maggioranza delle realtà medio-piccole interessate. L'utilizzo dei voti delle liste escluse dopo il primo turno risponde perlopiù a logiche locali, non sempre riconducibili ai partiti. La stitica partecipazione al voto denota un malessere che se non diagnosticato e curato bene può indebolire addirittura gli anticorpi della democrazia.

Perfino dove si è operato bene come a L'Aquila, ma non solo, ci sono segnali cui il centrosinistra ed il Partito Democratico debbono attenzione per capire cosa non va e porvi sollecito rimedio.

È morto Stefano Rodotà; mente alta, libera, onesta.

Un privilegio averci avuto a che fare come Sinistra Indipendente: un'idea di Ferruccio Parri assunta con lungimiranza dal PCI anni '70 che veicolò in Parlamento personalità nei vari campi del sapere senza vincoli di appartenenza, con l 'obiettivo di giovare al Paese.

"Adista", artigianato di qualità, lo strumento di collegamento tra le molteplici presenze territoriali della Sinistra Indipendente o ad essa riconducibili, che annoverò  in Parlamento oltre a Stefano Rodotà lo  stesso Parri, Antonicelli, Carlo Galante Garrone, Ossicini, Lelio Basso, Claudio Napoleoni, Gozzini, Raniero La Valle, Branca, Anderlini, Tullia Romagnoli Carrettoni i primi nomi che vengono in mente.

Stefano Rodotà saldo sui valori e principi, integerrimo nella loro applicazione, professore universitario, giurista; studioso amò la Costituzione, la promosse e difese senza riserve e si batté per la sua concreta attuazione, specie sul rispetto e la dignità del lavoro.

Ricco di umanità e maestro di vita.

Orgogliosi di Lui.

 

23 giu 2017

Qui ed ora.

Ci capita un'occasione importante per contribuire a lasciarci alle spalle la crisi degli ultimi sei-sette anni aiutati da alcuni favorevoli segnali: Pil, occupazione, inflazione, immaginando una economia che guardi alla qualità della vita, e al che fare nel nostro piccolo e riorientarla in tale senso.

Intanto darci obiettivi condivisi come Italia incrociandoli con quelli dell'Europa e perfino mondiali, e lavorarci per realizzarli. Con i vantaggi che ne derivano equamente distribuiti tra quanti concorrono a realizzarli con il loro lavoro.

Producendo beni durevoli e di qualità con modalità ambientalmente compatibili e riconoscendo al lavoro umano una irrinunciabile centralità anche come libera espressione di sé.

Considerando lo stare bene per tutti la carta vincente, unificante con  socialità e solidarietà. Con doveri e diritti così improntati, applicati e sviluppati puntando sulla convinzione di fare la cosa giusta.

Economia volta a vivere meglio tutti e per ciò apprezzabile.

Quindi ricchezza diffusa tra il maggior  numero possibile di persone, cosicché essa circoli e produca nella ordinaria quotidianità i suoi benefici effetti.

I designati ad operare ai vari livelli istituzionali e non, probi, capaci, credibili e per ciò autorevoli e meritevoli di  fiducia, soprattutto per il sano utilizzo della loro discrezionalità; che dimostrino di sapere fare con risultati concreti e coerenti col tutto.

Con l'onestà che riconosce essere il bene per sé all'interno dell'interesse generale e del bene comune.

Consapevoli che le piccinerie siano inevitabili ma che così operando non prevarranno.

Anzi che nel corso del tempo le situazioni potrebbero evolvere fino a rendere naturale, quasi ovvio, opporsi al sopruso e trarre forza per alimentare e difendere la spirale virtuosa dello stare bene con se stessi e con gli altri, contribuendo a realizzare qui  ed ora il possibile condiviso di felicità.

 

15 giu 2017

Rinnovarsi o scomparire.

Domenica 11 giugno scorso si è votato in oltre 1000 comuni per eleggere sindaci e consigli; tra essi anche capoluoghi di Regione e provinciali.

Una buona occasione per tastare il polso dell'elettorato in una fase delicata con segnali di ripresa dopo una crisi lunga e pesante che ha richiesto sacrifici particolari ad una parte significativa della nostra società che lavora e produce e va in qualche modo risarcita.

I risultati si possono riassumere di massima così. Astensione ancora in crescita: hanno votato mediamente 6 elettori su 10. I partiti continuano a perdere consensi. Il centrosinistra nel complesso mantiene le posizioni; il centrodestra le migliora; il M5S le peggiora.

Qualche commento.

L'aumento dell'astensione come sfiducia che il voto possa cambiare qualcosa chiunque sia eletto. O addirittura che la politica delle istituzioni sia inadeguata rispetto a quanto le persone e la porzione di società cui appartengono s'attendono.

Non nascondiamoci che anche nei piccoli comuni – Lampedusa insegna – ci si trova di fronte a problemi inediti per affrontare i quali oltre alle capacità occorre abnegazione, volontà, determinazione e coraggio spesso straordinari quindi non da tutti.

Circa i partiti sono costituiti dalle persone che vi si dedicano, perlopiù in aggiunta agli ordinari impegni di lavoro, affettivi, familiari. La selezione avviene  provando e riprovando artigianalmente con i limiti che ciò ancora comporta. La fiducia personale nei leader non basta più, ma senza di loro nemmeno s'inizia. Rinnovarsi o scomparire pare il segnale che arriva dagli elettori.

Centrosinistra e centrodestra identificano forze, insiemi ancora vitali dai cui confronti possono scaturire risultati soddisfacenti.

Ad Asti, dove non si è ancora certi se al ballottaggio contro il centrodestra stantio e del "già visto" di Rasero ci andrà il M5S o il Partito Democratico  (sventatezze  nell'attribuzione dei voti da riconteggiare), un po’ di Biagio Riccio docet: "contro Rasero con chiunque" potrebbe stimolare convergenze e mobilitare sensibilità, volontà, disponibilità sopite e disamorate verso un protagonismo responsabile e perciò stesso già novità vincente.

10 giu 2017

Coppa con le orecchie.

C'è qualcosa da imparare da quanto è successo in piazza San Carlo a Torino in occasione della recente finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid a Cardiff in Galles.

Trentamila persone avvinte al teleschermo gigante sul quale scorrono immagini che "devono" portare i bianconeri a conquistare l'ambita e tutt'ora mancante coppa con le orecchie. Il primo tempo conferma questo diffuso stato d'animo.

Nel secondo tempo cambia tutto: invece di una Festa la via crucis. Con vittime sacrificali quanti assaporavano già una notte da ricordare.

Pochi ragazzotti non ci stanno e mimando o lasciando intendere cose più grandi di loro fanno scoppiare dei petardi; con i presenti che prima si ritraggono poi innescano un fuggi-fuggi che s'ingrossa rapidamente diventando orda irrefrenabile.

Millecinquecento e più feriti, di cui alcuni gravi, passati negli ospedali della Città che hanno smistato il di più in strutture sanitarie territorialmente prossime. Nessun morto: un miracolo si creda o no.

Responsabilità. Intanto di ognuno di noi 30.000, con gradi diversi certo. Ma ancora prima qualcuno ha esagerato con l'autostima creando aspettative quasi patologiche. Con relative frustrazioni malvissute e in condizioni psico-fisiche alterate da parte di non pochi.

Andando più di fino magari emergeranno manchevolezze e inottemperanze a disposizioni, norme, regolamenti; ma anche il prodigarsi solidale, coraggioso, instancabile di addetti ai lavori, ed anche di non lì quasi per caso che si sono generosamente prestati per principi umanitari ed etici.

Certo un di più anche solo di comune buon senso sarebbe servito.

Ma chi ormai esce dopo un acquazzone per vedere dai ristagni d' acqua negli abitati dove e come intervenire perché le circostanze di disagio e pericolo non si ripetano?

Oppure mio nonno che, solo mezzadro nella cascina del medico del paese, soleva percorrere il podere con sacco in testa e zappa in spalla per disciplinare il ruscellare dell'acqua verso valle, eliminando ristagni e pericoli tutti ben visibili unicamente in quelle circostanze? 

8 giu 2017

Aspre, calde e ventose.

Diario di persona cara che ha scelto la Sardegna per l'annuale "scommessa" in bicicletta alla "spera in dio".

22 aprile 2017. Da Torino Porta Nuova a Genova Piazza Principe in treno con bicicletta al seguito e imbarco sul traghetto per Porto Torres.

23 aprile. Approdo a Porto Torres dopo notte sotto le stelle chiacchierando con un nuovo amico: Pietro Lai, sardo, ciclista vagabondo. Con qualche soldo risparmiato e la pensione di 900 euro al mese vive ospite della "divina provvidenza" di notte; viaggia continuamente; il budget giornaliero di spesa non deve superare i 10 euro. Ora in bici con direzione nord: Sorso, Castelsardo, Badesi, Trinità d'Agultu e Vignola. Ad Aglientu dormo nel B&B Lu Nodu con cena a base di gallette…. il ristorante più vicino è a 15 km…. troppi.

24 aprile. Verso S. Teresa di Gallura incontro una gara ciclistica di velocità tra dilettanti con, bellissima notizia, il traffico automobilistico bloccato. A seguire Palau, Cannigione di Arzachena e infine Olbia: sole, mare in piacevole solitudine. 

25 aprile. Mio onomastico e Festa della Liberazione dal nazifascismo nel 1945. Vado verso sud: Porto San Paolo, San Teodoro (dove l'acqua nelle case durante la stagione estiva 2012 non era potabile; chissà se la situazione è migliorata?), verso Budoni poi Siniscola a fine pomeriggio, dove il 50% degli abitanti chiede all'eleggendo nuovo sindaco di fare pagare le tasse comunali al restante 50%!

26 aprile. Di nuovo in sella mi allontano dalla costa verso Nuoro: sarà la tappa più faticosa. Attraverso territori pianeggianti con piccoli Comuni come Irgoli e Loculi, poi una rampa di 5 km: un automobilista supponendomi a corto di acqua mi dona al volo la sua! Mi reidrato a Nuoro e riprendo forza dormendo due ore su una panchina all'ombra benefica di un albero secolare. Rinfrancato raggiungo Mecomer con il treno del novecento a scartamento ridotto. Dormo come un sasso dalla signora Giuseppina che il mattino dopo mi illustra le bellezze del posto. (E spenderà 7 euro per spedirmi un libro che avevo dimenticato!).

27 aprile. Verso Bosa Marina con 40 km di discesa durante i quali ho sfiorato i 55 km/ora. Sosta per pranzo ed inizio della tappa più emozionante verso Alghero: quasi 50 km di "paradiso terrestre" contaminato dal "Parco Giochi" della Costa Smeralda che apre i battenti per poche settimane all'anno.

28 aprile. Riposo nell'ospitale e gradevole Alghero girovagando nel centro storico, oziando sulla spiaggia,  ascoltando buona musica e sorseggiando Vermentino di Sardegna-Aragosta durante l'aperitivo.

29 aprile. Ritorno flemmatico a Porto Torres al traghetto per Genova e da lì rientro a Torino in treno.

Le persone che ho incontrato sono come la loro terra: aspre, calde e ventose, ma mai come appaiono a prima vista. Luoghi dai forti contrasti. Dopo il venire meno delle attività industriali tradizionali la modernità deve ancora trovare un suo positivo equilibrio valorizzando le specificità che caratterizzano l'isola.

 

2 giu 2017

E già questo non è cosa di poco conto.

Le elezioni amministrative di domenica 11 giugno prossimo sono più interessanti di quanto a prima vista potrebbero apparire. In particolare ad Asti 20 liste chiederanno il voto per realizzare programmi per la Città nei 5 anni di durata del mandato.

Già  la campagna elettorale presenta una novità rispetto all'andazzo di altre situazioni. Si lavora infatti per dimostrare di valere la fiducia che si chiede agli elettori col voto, piuttosto che polemizzare, o peggio, denigrare gli altri concorrenti per avvantaggiarsene in qualche modo.

E già questo non è cosa di poco conto.

Ci sono poi 600 candidati consiglieri comunali che danno vita ad un turbinio virtuoso di rapporti, stimoli, idee, iniziative che coinvolgono un intorno vasto alzando la qualità del lavoro che si compie e permettendo agli elettori di rendersi meglio conto di quanto viene loro proposto con la richiesta del voto, che ci traghetterà verso un  tempo di novità non da poco per la vita di tutti i giorni.

I candidati sindaci sintetizzeranno poi il tutto nei prescritti programmi impegnandosi a realizzarli se eletti, lasciando spazio al non noto, cioè  quanto si manifesterà nel corso del quinquennio.

Quindi dalle urne uscirà un/a sindaco/a con la sua maggioranza ed un programma per la città, al quale chi vincerà potrà porre mano fin da subito con capacità, duttilità, lavoro di gruppo, rispetto degli interlocutori, disponibilità ad utilizzare i contributi che pervengono per meglio perseguire l'interesse generale ed il bene comune nella sua versione alta contenuta nell'articolo 54 della Costituzione, cioè “con disciplina ed onore”, vale a dire spirito di servizio e probità.

Qualità certamente proprie di tutti/e  i/le candidati/e, cui bisogna aggiungere la necessaria preparazione e/o esperienza nello svolgimento dei compiti ai quali ci si candida.

Con queste caratteristiche si ritiene di potere annoverare la lista del Partito Democratico con candidata sindaca Angela Motta, che ha già dimostrato di saperci fare, unitamente al possesso di  sensibilità per apprezzare e valorizzare i contributi che le pervengono da elettrici ed elettori e dalle persone che con lei lavorano in questa interessante tornata elettorale.

Miscellanea.

Donald Trump l'abbiamo compreso meglio durante il suo recente viaggio in Italia per la riunione del G7 a Taormina sui principali problemi del Pianeta.

È quel che è; dobbiamo farcene una ragione e  cavarci il meno peggio. Quindi non crucciarsi più di tanto e non confonderlo con il popolo americano che l'ha eletto e sa come trattarlo se debordasse.

Per parte nostra, dice bene Angela Merkel,  dobbiamo continuare a lavorare per un'Europa continentale federata aperta, capace di utilizzare al meglio le sue intelligenze, i saperi, le capacità e potenzialità culturali ed economico-produttive per il piacere di vivere bene ed in  pace.

Papa Francesco in visita ad uno stabilimento ha detto che il lavoro per tutti è meglio del sussidio. E che c'è un'abissale differenza tra intraprendere secondo lo spirito e la lettera della nostra Costituzione e  speculare, cioè arraffare per il proprio esclusivo tornaconto. Una mirabile sintesi che vale un'enciclica

Nella recente intervista televisiva di Gianni Minoli a Vincenzo Boccia presidente di Confindustria s'è visto un serrato, serio e chiaro confronto sull'economia e sul lavoro con  i protagonisti che non si sono sottratti a fare ciascuno il proprio mestiere, senza ricorrere ai trucchetti di dire solo le cose che piacciono e non quanto serve per capire  meglio e farsi un'idea propria su quanto si discute.

È emerso che per lavorare tutti bisogna lavorare meglio e produrre quanto serve per mantenere in salute psico-fisica e contente le persone, salvaguardando il Pianeta e tutto quanto esso contiene di vitale. E che tutti dobbiamo operare avendo in testa questi obiettivi.

Il dibattito politico in corso può concludersi con un'intesa per approvare in Parlamento la nuova legge elettorale “alla tedesca” che consentirà di esprimere un vincitore in grado di formare subito ma non da solo il governo; fisserà inoltre la percentuale minima d “sbarramento” che indurrà le piccole formazioni ad allearsi per eleggere dei parlamentari.

Non un pateracchio quindi né la quint'essenza del meglio, ma il possibile oggi.

A legge approvata sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a decidere se indire le elezioni in tempi ravvicinati o attendere la scadenza naturale della legislatura.

 

23 mag 2017

In pratica le cose non filano così lisce.

I migranti sono una risorsa o un problema? L'una e l'altra cosa insieme.

Sono una risorsa se ci si occupa di loro in modo serio, cioè fin dal momento in cui essi decidono di andarsene da casa loro perché vittime di guerre o soprusi, od anche solo per cercare altrove migliori condizioni di vita per sé e le proprie famiglie.

D'altra parte non è in discussione l'assunto che una persona in salute, di intelligenza media, tra i 18 ed i 60 anni, capace di svolgere un lavoro utile costi meno di quanto produce; quindi rappresenti una potenziale risorsa.

Sono invece un problema se lasciati alla mercé dei trafficanti da cui subiscono vessazioni ed angherie di ogni genere fino a farli salpare in imbarcazioni comunque sia, lasciando ad altri il compito di salvarli dal naufragio e traghettarli nel porto più prossimo per ricevere le cure del caso. Pagando comunque un tragico pedaggio con migliaia di morti in mare o in altri tristi modi. Sono inoltre da mettere in conto odissee indegne del vivere civile.

La soluzione perfino banale è aiutare a casa  loro quanti potrebbero rimanerci, contingentandone le partenze e distribuendoli tra i Paesi disposti a riceverli fornendo loro il necessario per una vita dignitosa. Prima di tutto il lavoro, la casa e la scuola per i figli e, all'occorrenza, anche per sé.

I perseguitati, quanti fuggono da guerre o dalla miseria cui non intravedono rimedio, hanno diritto d'asilo secondo l'art 10  della nostra Costituzione. L'Unione Europea si fa già carico di ripartirli in modo equo tra gli Stati che ne fanno parte contribuendo al loro inserimento.

Consapevoli certo che in pratica le cose non filano così lisce, sia perché i Paesi da cui fuggono non sono certo collaboranti, mentre l'esodo può assumere forme e dimensioni non agevolmente governabili. Inoltre si riscontrano limiti e manchevolezze e perfino reati a danno dei  migranti, da prevenire ove possibile e perseguire ai sensi di legge negli altri casi.

È comunque sempre molto importante che i migranti siano considerati da tutti i punti di vista come noi indigeni; in particolare per quanto concerne i doveri da ottemperare e i diritti di cui fruire. E quanto prima giungere al riconoscimento formale di italiani per quanti lo desiderano.

 

16 mag 2017

Joseph Stiglitz e Enrico Morando.

Due particolari e importanti punti di vista sulla situazione in Italia e in Europa espressi da Joseph Stiglitz Nobel per l'economia nel 2001 e da Enrico Morando viceministro dell'Economia in due recenti interviste rilasciate rispettivamente a "La Stampa" l'11 maggio scorso e a "la Repubblica" il 12 maggio.

Il premio Nobel asserisce che nel nostro tempo i ricchi lo sono sempre di più a fronte dei poveri che aumentano e stanno sempre peggio. E che non è il destino cinico e baro a determinare queste condizioni ma il perpetuarsi di ingiustizie che ingigantiscono le disuguaglianze; mettendo a rischio intere popolazioni e finanche la coesione  sociale e la stessa democrazia, aggiungo di mio.

Rimuovere le ingiustizie è compito della politica e lo si può fare guardando, ad esempio, ad alcuni Paesi del nord Europa che vi provvedono da tempo.

Stiglitz afferma poi che i parametri con i quali si valuta lo stato delle economie nei vari Paesi non si basano su analisi economiche proprie ma sono decisi discrezionalmente da chi ha il potere di farlo, quindi non certo dai meno abbienti. E che pertanto possono e debbono essere ridefiniti.

Occorre infine farsi dare di più da quanti la ricchezza non fa difetto, per soccorrere i molti ai quali non è andata così bene. Così da contribuire "al benessere di tutti".

Il vice Ministro Enrico Morando ritiene che gli squilibri in Europa tra i Paesi in cui l'economia tira e gli altri in disavanzo possono essere corretti e governati e rientrare nella norma se chi sta meglio, la Germania per esempio, fa investimenti e sollecita la domanda aggregata, cioè non pensa solo ai vantaggi per sé ma contribuisce a realizzare un contesto equilibrato nel quale tutti stiano meglio.

Egli stima che la situazione in Italia e in Europa sia stabile e che il nostro Paese debba avvalersi del nuovo europeismo propugnato da Macron giovane presidente francese; riducendo da parte sua le tasse per i lavoratori e le imprese per ulteriori 18-20 miliardi di euro.

Realizzando inoltre in Europa un istituto che si occupi di disoccupazione non fisiologica, coltivando parallelamente iniziative già in atto per incrementare la domanda.

Dalle due interviste si ricavano elementi e proposte complementari nelle quali è ben identificata una politica riformista che tiene conto delle specifiche condizioni dei singoli Stati nazionali, nei confronti dei quali un'Europa sovranazionale rappresenta garanzia di stabilità che consente di operare senza patemi nel lavoro di lunga lena che ci attende.

12 mag 2017

Una faticaccia continua.

Intendiamoci su come stanno le cose e vediamo il da farsi possibile procedendo convinti verso l'obiettivo di fare funzionare l'Italia come Paese normale moderno ed al passo coi tempi, valorizzando il lavoro la laboriosità l'intraprendenza.

Debito pubblico. È al 132% del PIL ma con l'Ulivo nella XIII^ legislatura era sceso al 105% dal 125% ereditato; vale a dire che se si vuole si può, anche se la crisi ha lasciato segni durevoli.

Operare  affinché i possessori di ricchezza la investano per produrre meglio soprattutto beni di qualità, durevoli, capaci di soddisfare esigenze e bisogni  diffusi. Per parte sua lo Stato venda beni immobili istituzionalmente non più utilizzati (caserme, ecc.) ed attui ogni altra intelligente e proficua iniziativa, con il vincolo di destinare il ricavato alla riduzione del debito, predisponendo un apposito piano da attuarsi nel tempo con perseverante determinazione.

Si otterrà così un risparmio considerevole sugli interessi (adesso ci costano oltre sessanta miliardi l'anno) da destinare a incisive politiche di sviluppo.

Lavoro. È la base di tutto. Consapevoli che quello tradizionalmente inteso verrà via via meno e ne sopraverranno altri nuovi; per cui occorre pensare fin d'ora agli ammortizzatori perché nessuno resti privo del necessario per vivere dignitosamente, ed alla formazione continua per tenere il passo.

La qualità di quanto si produce e la capacità di soddisfare esigenze e bisogni di più alto profilo caratterizzeranno sempre più il nostro fare: per casa nostra fino al mondo globale. Ragionare tra le parti che hanno mano in tutto ciò è fondamentale per raggiungere gli obiettivi che ci si pone.

Migranti. Potersi muovere  liberamente nel mondo globale è un diritto naturale; esservi costretti è una patologia che coinvolge tutti per porvi rimedio. Chi sta meglio deve aiutare chi sta peggio a raggiungere dignitose condizioni di vita; dagli Stati fino ai rapporti interpersonali osservando e rispettando regole e modi di vivere delle realtà che ospitano.

L'Italia è tra i Paesi che si prestano ad operare in questo modo; più come soccorso in mare e di primo approdo che di permanenza ambita.

All'Unione Europea il compito di distribuire equamente le quote di migranti tra gli Stati membri, stanziando gli aiuti per farvi fronte.

Modalità operative. Intanto seguire ed attuare la Costituzione soprattutto  adeguando le leggi per fare fronte ad esigenze e bisogni inediti. In proposito è essenziale l'apporto delle giovani generazioni con idee, aspettative e bisogni nuovi che richiedono innovazioni per la cui realizzazione esse dispongono di voglie ,energie, saperi e determinazione occorrenti.

Benvenuto il coinvolgimento di quant'altri sanno e ci stanno ad operare in questo modo.

Una faticaccia continua che però vale la pena compiere, perché la vita è bella in sé per sé ed anche per questo, insieme a  quanti ci si accompagna.

10 mag 2017

Emmanuel Macron.

Domenica scorsa 7 maggio si trattava di arginare la destra oltranzista e autoritaria di Marine Le Pen e ce l’ha fatta Emmanuel Macron con spirito e piglio sbarazzino e liberale. Nemmeno quarantenne lì quasi per caso, ma con un buon pedigree istituzionale come ministro e professionale di esperto in finanza, è il più giovane presidente della Francia repubblicana. Eletto con il 65% dei voti mentre alla Le Pen è andato il 34%. Ha votato il 75% degli elettori ma il 12% ha deposto nell’urna scheda bianca. L’inno alla gioia dell’Unione Europea al Louvre di Parigi ha suggellato il risultato nel tripudio di bandiere nazionali, numerose quelle dell’Unione.

Tra un mese si terranno in Francia le elezioni per il nuovo Parlamento e sarà già la prima prova della tenuta politica di quanto Macron ha dichiarato di voler praticare: una Francia sicura, aperta, operosa, equa e solidale in una Europa unita che si esprima come continente nel mondo globale.

Come capita in queste circostanze dalle cancellerie di molti Paesi sono giunte al vincitore espressioni augurali, di stima e compiacimento. Particolarmente cordiali quelle di Angela Merkel, della premier inglese Theresa May nonostante il Regno Unito sia in uscita dall’Unione Europea, del capo del governo Paolo Gentiloni e di Matteo Renzi riconfermato proprio lo stesso giorno dall’Assemblea Nazionale segretario del Partito Democratico.

Paiono quindi esserci le condizioni per svolgere un proficuo lavoro ciascuno in casa propria, ed insieme nell’Unione Europea come casa comune per competere alla pari con i colossi continentali.

Per certo il ruolo dell’Italia in Europa già significativo, assumerà maggior importanza se proseguirà il lavoro di costruzione di istituzioni democratiche proprie che consentano all’Unione di agire come tale per la tutela e lo sviluppo degli Stati membri. Ai quali va riconosciuta la possibilità di farne parte a pieno titolo con tempi e modalità diverse.

Tenendo presente che popoli “giovani”, cioè con popolazione distribuita in modo equilibrato nelle varie fasce di età, sono più propensi ai cambiamenti perché l’avvicendarsi delle generazioni con le donne in primo piano porta con sé aspirazioni, esigenze e bisogni nuovi che rendono obsolete leggi e modi di vita non più in grado di rispondervi adeguatamente.

 

3 mag 2017

Una assise senza eguali.

Elezioni primarie del Partito Democratico di domenica scorsa 30 aprile: una assise senza eguali in Europa. Con preliminari che hanno portato i candidati nei circoli della penisola coinvolgendo gli iscritti nelle  proposte di Michele Emiliano, Andrea Orlando e Matteo Renzi; seguite da rituali essenziali che hanno preparato ed accompagnato alla giornata conclusiva del voto per eleggere il segretario nazionale del partito cui hanno partecipato anche non iscritti, per un totale che sfiora i 2 milioni.

È stato eletto Matteo Renzi con il 70% dei voti, ad Andrea Orlando il 19,5%, segue Michele Emiliano con poco meno del 10,5%.

Adesso ci si rimbocchi le maniche e si lavori nel merito per risolvere i problemi dei cittadini, imprese e realtà che costituiscono l'ossatura economico-sociale dell'Italia che s'ingegna, lavora, produce sempre più beni buoni ed utili per rendere migliore la vita, solidale la convivenza, con sviluppo che punti sulla qualità in sicurezza e pace, distribuendo con equità il frutto del lavoro di tutti: da ciascuno secondo le proprie capacità a ciascuno secondo le proprie necessità, per una vita dignitosa il più vicino possibile alle aspirazioni personali.

Come Partito Democratico facendo tesoro dell'esperienza maturata senza ripetere gli errori. Con perseveranti costruite intese per la continua messa a punto di ciò che c'è fino a sostituirlo laddove necessario per rispondere alle  esigenze di cui sono portatrici le nuove generazioni e le donne in particolare.

Coinvolgendo sempre le disponibilità che si manifestano, ricuperando il buono con l'impegnativa  ma insostituibile procedura tesi-antitesi-sintesi cui giungere in tempi programmati e democraticamente decisi; e tutti siano chiamati a concorrere nei ruoli rispettivamente svolti.

A livello istituzionale operare perché maggioranze ed opposizioni escano con certezza dalle urne e siano entrambe operative fin dal giorno dopo e durino in carica l'intera legislatura. Dando modo alle maggioranze di realizzare il programma su cui sono state elette, ed alle opposizioni di accreditarsi con il riconosciuto buon lavoro svolto nel controllarne l'operato e avanzando proposte vantaggiose per il bene comune e l'interesse generale; quindi valide pretendenti ad avvicendare le maggioranze nelle elezioni successive.

1° Maggio. Festa del lavoro in tutto il Mondo. Gioia manifesta nel sacro ricordo di quante lacrime e sangue sia costato arrivare sin qui dalla giornata di lavoro "dal levare al calar del sole". E quanto competa a noi oggi ed a quanti sopravverranno nel tempo fornire l'indispensabile contributo perché dignità, giustizia ed equità connotino sempre più e meglio i rapporti di e col lavoro, su cui si fonda la Costituzione e si compendia l'essenziale del vivere civile.