20 nov 2014

Il Lavoro.

La trattazione dà per scontata la dimensione etica del lavoro, ed assume il punto di vista di chi ha fatto la gavetta, magari da garzone agricolo adolescente, aiuto fabbro, metalmeccanico fino alla prima categoria, il diploma da adulto, ruoli diversi nel pubblico impiego, libera professione associata, la laurea ultraquarantenne, e così avanti per molti anni.

Tutte le attività umane lecite e giovevoli a sé e ad altri si possono considerare lavoro.

Dal lavoro si deve trarre il necessario per vivere dignitosamente, ed anche gratificazione ed autostima.

Ognuno deve rispondere del proprio lavoro come se a fruirne fosse lui stesso. Infatti nessuno meglio di chi lo esegue sa se è stato eseguito come si deve.

Qualunque tipo di lavoro richiede impegno, dedizione e ingegno per migliorarne l’esecuzione.

Il computer consente “performance” lavorative inedite in cui la qualità è in larga misura merito di chi vi opera, assistito da tecnologie d’avanguardia.

Il lavoro dipendente da azienda privata che compete nel mercato è “costretto” a dare il meglio di sé altrimenti l’azienda ne risente.

Il lavoro dipendente da istituzioni o altro ente pubblico non ha il mercato che lo giudica e spesso deve trovare in sé le ragioni che lo motivino e inducano a fare bene ciò che fa, cioè rendere un servizio che aiuti ed emancipi.

La libera professione rettamente intesa è una sorta di vocazione laica che utilizza la libertà di cui dispone per aiutare la società entro la quale opera a risolvere i problemi, migliorarsi e sviluppare energie, motrici di proficui aggiornamenti e cambiamenti.

Paradossalmente categorie di lavoratori in passato considerati la crema dei sistemi di appartenenza, paiono più subire che concorrere alle notevoli trasformazioni in corso; i bancari tra questi. Come se il loro apporto si debba immiserire nella mera, supina acquiescenza a volontà aziendali altolocate.

Il lavoro si mantiene, promuove e crea investendo in tecnologie e nella produzione di beni e servizi che soddisfino esigenze e bisogni evoluti. E nella crescita umana del sapere e del sapere fare consapevole e diffuso.

La salvezza o supremazia propria o di pochi a danno di altri ha i giorni contati.

La competizione coraggiosa per la crescita collettiva ed uno sviluppo nuovo in cui chi ha più filo fa più tela, non ha alternative.

Con il lavoro per tutti nel ruolo centrale che gli spetta.

 

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