27 giu 2017

Orgogliosi di Lui.

Domenica 25 giugno scorso si sono svolte le elezioni di ballottaggio per eleggere i sindaci nei comuni con più di 15.000 abitanti nei quali nessun candidato aveva superato il 50% al primo turno.

Il centrodestra è andato bene, il centrosinistra ha perso alcuni comuni emblematici per la prima volta dopo avere governato per decenni (es. Genova e Sesto S. Giovanni); il M5S era in lizza in poche significative realtà. L'affluenza ha toccato minimi storici sotto il 50%.

In sintesi alcune delle possibili cause di tutto ciò.

Trattandosi di elezioni comunali le caratteristiche dei candidati prevalgono sull'appartenenza di partito nella stragrande maggioranza delle realtà medio-piccole interessate. L'utilizzo dei voti delle liste escluse dopo il primo turno risponde perlopiù a logiche locali, non sempre riconducibili ai partiti. La stitica partecipazione al voto denota un malessere che se non diagnosticato e curato bene può indebolire addirittura gli anticorpi della democrazia.

Perfino dove si è operato bene come a L'Aquila, ma non solo, ci sono segnali cui il centrosinistra ed il Partito Democratico debbono attenzione per capire cosa non va e porvi sollecito rimedio.

È morto Stefano Rodotà; mente alta, libera, onesta.

Un privilegio averci avuto a che fare come Sinistra Indipendente: un'idea di Ferruccio Parri assunta con lungimiranza dal PCI anni '70 che veicolò in Parlamento personalità nei vari campi del sapere senza vincoli di appartenenza, con l 'obiettivo di giovare al Paese.

"Adista", artigianato di qualità, lo strumento di collegamento tra le molteplici presenze territoriali della Sinistra Indipendente o ad essa riconducibili, che annoverò  in Parlamento oltre a Stefano Rodotà lo  stesso Parri, Antonicelli, Carlo Galante Garrone, Ossicini, Lelio Basso, Claudio Napoleoni, Gozzini, Raniero La Valle, Branca, Anderlini, Tullia Romagnoli Carrettoni i primi nomi che vengono in mente.

Stefano Rodotà saldo sui valori e principi, integerrimo nella loro applicazione, professore universitario, giurista; studioso amò la Costituzione, la promosse e difese senza riserve e si batté per la sua concreta attuazione, specie sul rispetto e la dignità del lavoro.

Ricco di umanità e maestro di vita.

Orgogliosi di Lui.

 

23 giu 2017

Qui ed ora.

Ci capita un'occasione importante per contribuire a lasciarci alle spalle la crisi degli ultimi sei-sette anni aiutati da alcuni favorevoli segnali: Pil, occupazione, inflazione, immaginando una economia che guardi alla qualità della vita, e al che fare nel nostro piccolo e riorientarla in tale senso.

Intanto darci obiettivi condivisi come Italia incrociandoli con quelli dell'Europa e perfino mondiali, e lavorarci per realizzarli. Con i vantaggi che ne derivano equamente distribuiti tra quanti concorrono a realizzarli con il loro lavoro.

Producendo beni durevoli e di qualità con modalità ambientalmente compatibili e riconoscendo al lavoro umano una irrinunciabile centralità anche come libera espressione di sé.

Considerando lo stare bene per tutti la carta vincente, unificante con  socialità e solidarietà. Con doveri e diritti così improntati, applicati e sviluppati puntando sulla convinzione di fare la cosa giusta.

Economia volta a vivere meglio tutti e per ciò apprezzabile.

Quindi ricchezza diffusa tra il maggior  numero possibile di persone, cosicché essa circoli e produca nella ordinaria quotidianità i suoi benefici effetti.

I designati ad operare ai vari livelli istituzionali e non, probi, capaci, credibili e per ciò autorevoli e meritevoli di  fiducia, soprattutto per il sano utilizzo della loro discrezionalità; che dimostrino di sapere fare con risultati concreti e coerenti col tutto.

Con l'onestà che riconosce essere il bene per sé all'interno dell'interesse generale e del bene comune.

Consapevoli che le piccinerie siano inevitabili ma che così operando non prevarranno.

Anzi che nel corso del tempo le situazioni potrebbero evolvere fino a rendere naturale, quasi ovvio, opporsi al sopruso e trarre forza per alimentare e difendere la spirale virtuosa dello stare bene con se stessi e con gli altri, contribuendo a realizzare qui  ed ora il possibile condiviso di felicità.

 

15 giu 2017

Rinnovarsi o scomparire.

Domenica 11 giugno scorso si è votato in oltre 1000 comuni per eleggere sindaci e consigli; tra essi anche capoluoghi di Regione e provinciali.

Una buona occasione per tastare il polso dell'elettorato in una fase delicata con segnali di ripresa dopo una crisi lunga e pesante che ha richiesto sacrifici particolari ad una parte significativa della nostra società che lavora e produce e va in qualche modo risarcita.

I risultati si possono riassumere di massima così. Astensione ancora in crescita: hanno votato mediamente 6 elettori su 10. I partiti continuano a perdere consensi. Il centrosinistra nel complesso mantiene le posizioni; il centrodestra le migliora; il M5S le peggiora.

Qualche commento.

L'aumento dell'astensione come sfiducia che il voto possa cambiare qualcosa chiunque sia eletto. O addirittura che la politica delle istituzioni sia inadeguata rispetto a quanto le persone e la porzione di società cui appartengono s'attendono.

Non nascondiamoci che anche nei piccoli comuni – Lampedusa insegna – ci si trova di fronte a problemi inediti per affrontare i quali oltre alle capacità occorre abnegazione, volontà, determinazione e coraggio spesso straordinari quindi non da tutti.

Circa i partiti sono costituiti dalle persone che vi si dedicano, perlopiù in aggiunta agli ordinari impegni di lavoro, affettivi, familiari. La selezione avviene  provando e riprovando artigianalmente con i limiti che ciò ancora comporta. La fiducia personale nei leader non basta più, ma senza di loro nemmeno s'inizia. Rinnovarsi o scomparire pare il segnale che arriva dagli elettori.

Centrosinistra e centrodestra identificano forze, insiemi ancora vitali dai cui confronti possono scaturire risultati soddisfacenti.

Ad Asti, dove non si è ancora certi se al ballottaggio contro il centrodestra stantio e del "già visto" di Rasero ci andrà il M5S o il Partito Democratico  (sventatezze  nell'attribuzione dei voti da riconteggiare), un po’ di Biagio Riccio docet: "contro Rasero con chiunque" potrebbe stimolare convergenze e mobilitare sensibilità, volontà, disponibilità sopite e disamorate verso un protagonismo responsabile e perciò stesso già novità vincente.

10 giu 2017

Coppa con le orecchie.

C'è qualcosa da imparare da quanto è successo in piazza San Carlo a Torino in occasione della recente finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid a Cardiff in Galles.

Trentamila persone avvinte al teleschermo gigante sul quale scorrono immagini che "devono" portare i bianconeri a conquistare l'ambita e tutt'ora mancante coppa con le orecchie. Il primo tempo conferma questo diffuso stato d'animo.

Nel secondo tempo cambia tutto: invece di una Festa la via crucis. Con vittime sacrificali quanti assaporavano già una notte da ricordare.

Pochi ragazzotti non ci stanno e mimando o lasciando intendere cose più grandi di loro fanno scoppiare dei petardi; con i presenti che prima si ritraggono poi innescano un fuggi-fuggi che s'ingrossa rapidamente diventando orda irrefrenabile.

Millecinquecento e più feriti, di cui alcuni gravi, passati negli ospedali della Città che hanno smistato il di più in strutture sanitarie territorialmente prossime. Nessun morto: un miracolo si creda o no.

Responsabilità. Intanto di ognuno di noi 30.000, con gradi diversi certo. Ma ancora prima qualcuno ha esagerato con l'autostima creando aspettative quasi patologiche. Con relative frustrazioni malvissute e in condizioni psico-fisiche alterate da parte di non pochi.

Andando più di fino magari emergeranno manchevolezze e inottemperanze a disposizioni, norme, regolamenti; ma anche il prodigarsi solidale, coraggioso, instancabile di addetti ai lavori, ed anche di non lì quasi per caso che si sono generosamente prestati per principi umanitari ed etici.

Certo un di più anche solo di comune buon senso sarebbe servito.

Ma chi ormai esce dopo un acquazzone per vedere dai ristagni d' acqua negli abitati dove e come intervenire perché le circostanze di disagio e pericolo non si ripetano?

Oppure mio nonno che, solo mezzadro nella cascina del medico del paese, soleva percorrere il podere con sacco in testa e zappa in spalla per disciplinare il ruscellare dell'acqua verso valle, eliminando ristagni e pericoli tutti ben visibili unicamente in quelle circostanze? 

8 giu 2017

Aspre, calde e ventose.

Diario di persona cara che ha scelto la Sardegna per l'annuale "scommessa" in bicicletta alla "spera in dio".

22 aprile 2017. Da Torino Porta Nuova a Genova Piazza Principe in treno con bicicletta al seguito e imbarco sul traghetto per Porto Torres.

23 aprile. Approdo a Porto Torres dopo notte sotto le stelle chiacchierando con un nuovo amico: Pietro Lai, sardo, ciclista vagabondo. Con qualche soldo risparmiato e la pensione di 900 euro al mese vive ospite della "divina provvidenza" di notte; viaggia continuamente; il budget giornaliero di spesa non deve superare i 10 euro. Ora in bici con direzione nord: Sorso, Castelsardo, Badesi, Trinità d'Agultu e Vignola. Ad Aglientu dormo nel B&B Lu Nodu con cena a base di gallette…. il ristorante più vicino è a 15 km…. troppi.

24 aprile. Verso S. Teresa di Gallura incontro una gara ciclistica di velocità tra dilettanti con, bellissima notizia, il traffico automobilistico bloccato. A seguire Palau, Cannigione di Arzachena e infine Olbia: sole, mare in piacevole solitudine. 

25 aprile. Mio onomastico e Festa della Liberazione dal nazifascismo nel 1945. Vado verso sud: Porto San Paolo, San Teodoro (dove l'acqua nelle case durante la stagione estiva 2012 non era potabile; chissà se la situazione è migliorata?), verso Budoni poi Siniscola a fine pomeriggio, dove il 50% degli abitanti chiede all'eleggendo nuovo sindaco di fare pagare le tasse comunali al restante 50%!

26 aprile. Di nuovo in sella mi allontano dalla costa verso Nuoro: sarà la tappa più faticosa. Attraverso territori pianeggianti con piccoli Comuni come Irgoli e Loculi, poi una rampa di 5 km: un automobilista supponendomi a corto di acqua mi dona al volo la sua! Mi reidrato a Nuoro e riprendo forza dormendo due ore su una panchina all'ombra benefica di un albero secolare. Rinfrancato raggiungo Mecomer con il treno del novecento a scartamento ridotto. Dormo come un sasso dalla signora Giuseppina che il mattino dopo mi illustra le bellezze del posto. (E spenderà 7 euro per spedirmi un libro che avevo dimenticato!).

27 aprile. Verso Bosa Marina con 40 km di discesa durante i quali ho sfiorato i 55 km/ora. Sosta per pranzo ed inizio della tappa più emozionante verso Alghero: quasi 50 km di "paradiso terrestre" contaminato dal "Parco Giochi" della Costa Smeralda che apre i battenti per poche settimane all'anno.

28 aprile. Riposo nell'ospitale e gradevole Alghero girovagando nel centro storico, oziando sulla spiaggia,  ascoltando buona musica e sorseggiando Vermentino di Sardegna-Aragosta durante l'aperitivo.

29 aprile. Ritorno flemmatico a Porto Torres al traghetto per Genova e da lì rientro a Torino in treno.

Le persone che ho incontrato sono come la loro terra: aspre, calde e ventose, ma mai come appaiono a prima vista. Luoghi dai forti contrasti. Dopo il venire meno delle attività industriali tradizionali la modernità deve ancora trovare un suo positivo equilibrio valorizzando le specificità che caratterizzano l'isola.

 

2 giu 2017

E già questo non è cosa di poco conto.

Le elezioni amministrative di domenica 11 giugno prossimo sono più interessanti di quanto a prima vista potrebbero apparire. In particolare ad Asti 20 liste chiederanno il voto per realizzare programmi per la Città nei 5 anni di durata del mandato.

Già  la campagna elettorale presenta una novità rispetto all'andazzo di altre situazioni. Si lavora infatti per dimostrare di valere la fiducia che si chiede agli elettori col voto, piuttosto che polemizzare, o peggio, denigrare gli altri concorrenti per avvantaggiarsene in qualche modo.

E già questo non è cosa di poco conto.

Ci sono poi 600 candidati consiglieri comunali che danno vita ad un turbinio virtuoso di rapporti, stimoli, idee, iniziative che coinvolgono un intorno vasto alzando la qualità del lavoro che si compie e permettendo agli elettori di rendersi meglio conto di quanto viene loro proposto con la richiesta del voto, che ci traghetterà verso un  tempo di novità non da poco per la vita di tutti i giorni.

I candidati sindaci sintetizzeranno poi il tutto nei prescritti programmi impegnandosi a realizzarli se eletti, lasciando spazio al non noto, cioè  quanto si manifesterà nel corso del quinquennio.

Quindi dalle urne uscirà un/a sindaco/a con la sua maggioranza ed un programma per la città, al quale chi vincerà potrà porre mano fin da subito con capacità, duttilità, lavoro di gruppo, rispetto degli interlocutori, disponibilità ad utilizzare i contributi che pervengono per meglio perseguire l'interesse generale ed il bene comune nella sua versione alta contenuta nell'articolo 54 della Costituzione, cioè “con disciplina ed onore”, vale a dire spirito di servizio e probità.

Qualità certamente proprie di tutti/e  i/le candidati/e, cui bisogna aggiungere la necessaria preparazione e/o esperienza nello svolgimento dei compiti ai quali ci si candida.

Con queste caratteristiche si ritiene di potere annoverare la lista del Partito Democratico con candidata sindaca Angela Motta, che ha già dimostrato di saperci fare, unitamente al possesso di  sensibilità per apprezzare e valorizzare i contributi che le pervengono da elettrici ed elettori e dalle persone che con lei lavorano in questa interessante tornata elettorale.

Miscellanea.

Donald Trump l'abbiamo compreso meglio durante il suo recente viaggio in Italia per la riunione del G7 a Taormina sui principali problemi del Pianeta.

È quel che è; dobbiamo farcene una ragione e  cavarci il meno peggio. Quindi non crucciarsi più di tanto e non confonderlo con il popolo americano che l'ha eletto e sa come trattarlo se debordasse.

Per parte nostra, dice bene Angela Merkel,  dobbiamo continuare a lavorare per un'Europa continentale federata aperta, capace di utilizzare al meglio le sue intelligenze, i saperi, le capacità e potenzialità culturali ed economico-produttive per il piacere di vivere bene ed in  pace.

Papa Francesco in visita ad uno stabilimento ha detto che il lavoro per tutti è meglio del sussidio. E che c'è un'abissale differenza tra intraprendere secondo lo spirito e la lettera della nostra Costituzione e  speculare, cioè arraffare per il proprio esclusivo tornaconto. Una mirabile sintesi che vale un'enciclica

Nella recente intervista televisiva di Gianni Minoli a Vincenzo Boccia presidente di Confindustria s'è visto un serrato, serio e chiaro confronto sull'economia e sul lavoro con  i protagonisti che non si sono sottratti a fare ciascuno il proprio mestiere, senza ricorrere ai trucchetti di dire solo le cose che piacciono e non quanto serve per capire  meglio e farsi un'idea propria su quanto si discute.

È emerso che per lavorare tutti bisogna lavorare meglio e produrre quanto serve per mantenere in salute psico-fisica e contente le persone, salvaguardando il Pianeta e tutto quanto esso contiene di vitale. E che tutti dobbiamo operare avendo in testa questi obiettivi.

Il dibattito politico in corso può concludersi con un'intesa per approvare in Parlamento la nuova legge elettorale “alla tedesca” che consentirà di esprimere un vincitore in grado di formare subito ma non da solo il governo; fisserà inoltre la percentuale minima d “sbarramento” che indurrà le piccole formazioni ad allearsi per eleggere dei parlamentari.

Non un pateracchio quindi né la quint'essenza del meglio, ma il possibile oggi.

A legge approvata sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a decidere se indire le elezioni in tempi ravvicinati o attendere la scadenza naturale della legislatura.

 

23 mag 2017

In pratica le cose non filano così lisce.

I migranti sono una risorsa o un problema? L'una e l'altra cosa insieme.

Sono una risorsa se ci si occupa di loro in modo serio, cioè fin dal momento in cui essi decidono di andarsene da casa loro perché vittime di guerre o soprusi, od anche solo per cercare altrove migliori condizioni di vita per sé e le proprie famiglie.

D'altra parte non è in discussione l'assunto che una persona in salute, di intelligenza media, tra i 18 ed i 60 anni, capace di svolgere un lavoro utile costi meno di quanto produce; quindi rappresenti una potenziale risorsa.

Sono invece un problema se lasciati alla mercé dei trafficanti da cui subiscono vessazioni ed angherie di ogni genere fino a farli salpare in imbarcazioni comunque sia, lasciando ad altri il compito di salvarli dal naufragio e traghettarli nel porto più prossimo per ricevere le cure del caso. Pagando comunque un tragico pedaggio con migliaia di morti in mare o in altri tristi modi. Sono inoltre da mettere in conto odissee indegne del vivere civile.

La soluzione perfino banale è aiutare a casa  loro quanti potrebbero rimanerci, contingentandone le partenze e distribuendoli tra i Paesi disposti a riceverli fornendo loro il necessario per una vita dignitosa. Prima di tutto il lavoro, la casa e la scuola per i figli e, all'occorrenza, anche per sé.

I perseguitati, quanti fuggono da guerre o dalla miseria cui non intravedono rimedio, hanno diritto d'asilo secondo l'art 10  della nostra Costituzione. L'Unione Europea si fa già carico di ripartirli in modo equo tra gli Stati che ne fanno parte contribuendo al loro inserimento.

Consapevoli certo che in pratica le cose non filano così lisce, sia perché i Paesi da cui fuggono non sono certo collaboranti, mentre l'esodo può assumere forme e dimensioni non agevolmente governabili. Inoltre si riscontrano limiti e manchevolezze e perfino reati a danno dei  migranti, da prevenire ove possibile e perseguire ai sensi di legge negli altri casi.

È comunque sempre molto importante che i migranti siano considerati da tutti i punti di vista come noi indigeni; in particolare per quanto concerne i doveri da ottemperare e i diritti di cui fruire. E quanto prima giungere al riconoscimento formale di italiani per quanti lo desiderano.

 

16 mag 2017

Joseph Stiglitz e Enrico Morando.

Due particolari e importanti punti di vista sulla situazione in Italia e in Europa espressi da Joseph Stiglitz Nobel per l'economia nel 2001 e da Enrico Morando viceministro dell'Economia in due recenti interviste rilasciate rispettivamente a "La Stampa" l'11 maggio scorso e a "la Repubblica" il 12 maggio.

Il premio Nobel asserisce che nel nostro tempo i ricchi lo sono sempre di più a fronte dei poveri che aumentano e stanno sempre peggio. E che non è il destino cinico e baro a determinare queste condizioni ma il perpetuarsi di ingiustizie che ingigantiscono le disuguaglianze; mettendo a rischio intere popolazioni e finanche la coesione  sociale e la stessa democrazia, aggiungo di mio.

Rimuovere le ingiustizie è compito della politica e lo si può fare guardando, ad esempio, ad alcuni Paesi del nord Europa che vi provvedono da tempo.

Stiglitz afferma poi che i parametri con i quali si valuta lo stato delle economie nei vari Paesi non si basano su analisi economiche proprie ma sono decisi discrezionalmente da chi ha il potere di farlo, quindi non certo dai meno abbienti. E che pertanto possono e debbono essere ridefiniti.

Occorre infine farsi dare di più da quanti la ricchezza non fa difetto, per soccorrere i molti ai quali non è andata così bene. Così da contribuire "al benessere di tutti".

Il vice Ministro Enrico Morando ritiene che gli squilibri in Europa tra i Paesi in cui l'economia tira e gli altri in disavanzo possono essere corretti e governati e rientrare nella norma se chi sta meglio, la Germania per esempio, fa investimenti e sollecita la domanda aggregata, cioè non pensa solo ai vantaggi per sé ma contribuisce a realizzare un contesto equilibrato nel quale tutti stiano meglio.

Egli stima che la situazione in Italia e in Europa sia stabile e che il nostro Paese debba avvalersi del nuovo europeismo propugnato da Macron giovane presidente francese; riducendo da parte sua le tasse per i lavoratori e le imprese per ulteriori 18-20 miliardi di euro.

Realizzando inoltre in Europa un istituto che si occupi di disoccupazione non fisiologica, coltivando parallelamente iniziative già in atto per incrementare la domanda.

Dalle due interviste si ricavano elementi e proposte complementari nelle quali è ben identificata una politica riformista che tiene conto delle specifiche condizioni dei singoli Stati nazionali, nei confronti dei quali un'Europa sovranazionale rappresenta garanzia di stabilità che consente di operare senza patemi nel lavoro di lunga lena che ci attende.

12 mag 2017

Una faticaccia continua.

Intendiamoci su come stanno le cose e vediamo il da farsi possibile procedendo convinti verso l'obiettivo di fare funzionare l'Italia come Paese normale moderno ed al passo coi tempi, valorizzando il lavoro la laboriosità l'intraprendenza.

Debito pubblico. È al 132% del PIL ma con l'Ulivo nella XIII^ legislatura era sceso al 105% dal 125% ereditato; vale a dire che se si vuole si può, anche se la crisi ha lasciato segni durevoli.

Operare  affinché i possessori di ricchezza la investano per produrre meglio soprattutto beni di qualità, durevoli, capaci di soddisfare esigenze e bisogni  diffusi. Per parte sua lo Stato venda beni immobili istituzionalmente non più utilizzati (caserme, ecc.) ed attui ogni altra intelligente e proficua iniziativa, con il vincolo di destinare il ricavato alla riduzione del debito, predisponendo un apposito piano da attuarsi nel tempo con perseverante determinazione.

Si otterrà così un risparmio considerevole sugli interessi (adesso ci costano oltre sessanta miliardi l'anno) da destinare a incisive politiche di sviluppo.

Lavoro. È la base di tutto. Consapevoli che quello tradizionalmente inteso verrà via via meno e ne sopraverranno altri nuovi; per cui occorre pensare fin d'ora agli ammortizzatori perché nessuno resti privo del necessario per vivere dignitosamente, ed alla formazione continua per tenere il passo.

La qualità di quanto si produce e la capacità di soddisfare esigenze e bisogni di più alto profilo caratterizzeranno sempre più il nostro fare: per casa nostra fino al mondo globale. Ragionare tra le parti che hanno mano in tutto ciò è fondamentale per raggiungere gli obiettivi che ci si pone.

Migranti. Potersi muovere  liberamente nel mondo globale è un diritto naturale; esservi costretti è una patologia che coinvolge tutti per porvi rimedio. Chi sta meglio deve aiutare chi sta peggio a raggiungere dignitose condizioni di vita; dagli Stati fino ai rapporti interpersonali osservando e rispettando regole e modi di vivere delle realtà che ospitano.

L'Italia è tra i Paesi che si prestano ad operare in questo modo; più come soccorso in mare e di primo approdo che di permanenza ambita.

All'Unione Europea il compito di distribuire equamente le quote di migranti tra gli Stati membri, stanziando gli aiuti per farvi fronte.

Modalità operative. Intanto seguire ed attuare la Costituzione soprattutto  adeguando le leggi per fare fronte ad esigenze e bisogni inediti. In proposito è essenziale l'apporto delle giovani generazioni con idee, aspettative e bisogni nuovi che richiedono innovazioni per la cui realizzazione esse dispongono di voglie ,energie, saperi e determinazione occorrenti.

Benvenuto il coinvolgimento di quant'altri sanno e ci stanno ad operare in questo modo.

Una faticaccia continua che però vale la pena compiere, perché la vita è bella in sé per sé ed anche per questo, insieme a  quanti ci si accompagna.

10 mag 2017

Emmanuel Macron.

Domenica scorsa 7 maggio si trattava di arginare la destra oltranzista e autoritaria di Marine Le Pen e ce l’ha fatta Emmanuel Macron con spirito e piglio sbarazzino e liberale. Nemmeno quarantenne lì quasi per caso, ma con un buon pedigree istituzionale come ministro e professionale di esperto in finanza, è il più giovane presidente della Francia repubblicana. Eletto con il 65% dei voti mentre alla Le Pen è andato il 34%. Ha votato il 75% degli elettori ma il 12% ha deposto nell’urna scheda bianca. L’inno alla gioia dell’Unione Europea al Louvre di Parigi ha suggellato il risultato nel tripudio di bandiere nazionali, numerose quelle dell’Unione.

Tra un mese si terranno in Francia le elezioni per il nuovo Parlamento e sarà già la prima prova della tenuta politica di quanto Macron ha dichiarato di voler praticare: una Francia sicura, aperta, operosa, equa e solidale in una Europa unita che si esprima come continente nel mondo globale.

Come capita in queste circostanze dalle cancellerie di molti Paesi sono giunte al vincitore espressioni augurali, di stima e compiacimento. Particolarmente cordiali quelle di Angela Merkel, della premier inglese Theresa May nonostante il Regno Unito sia in uscita dall’Unione Europea, del capo del governo Paolo Gentiloni e di Matteo Renzi riconfermato proprio lo stesso giorno dall’Assemblea Nazionale segretario del Partito Democratico.

Paiono quindi esserci le condizioni per svolgere un proficuo lavoro ciascuno in casa propria, ed insieme nell’Unione Europea come casa comune per competere alla pari con i colossi continentali.

Per certo il ruolo dell’Italia in Europa già significativo, assumerà maggior importanza se proseguirà il lavoro di costruzione di istituzioni democratiche proprie che consentano all’Unione di agire come tale per la tutela e lo sviluppo degli Stati membri. Ai quali va riconosciuta la possibilità di farne parte a pieno titolo con tempi e modalità diverse.

Tenendo presente che popoli “giovani”, cioè con popolazione distribuita in modo equilibrato nelle varie fasce di età, sono più propensi ai cambiamenti perché l’avvicendarsi delle generazioni con le donne in primo piano porta con sé aspirazioni, esigenze e bisogni nuovi che rendono obsolete leggi e modi di vita non più in grado di rispondervi adeguatamente.

 

3 mag 2017

Una assise senza eguali.

Elezioni primarie del Partito Democratico di domenica scorsa 30 aprile: una assise senza eguali in Europa. Con preliminari che hanno portato i candidati nei circoli della penisola coinvolgendo gli iscritti nelle  proposte di Michele Emiliano, Andrea Orlando e Matteo Renzi; seguite da rituali essenziali che hanno preparato ed accompagnato alla giornata conclusiva del voto per eleggere il segretario nazionale del partito cui hanno partecipato anche non iscritti, per un totale che sfiora i 2 milioni.

È stato eletto Matteo Renzi con il 70% dei voti, ad Andrea Orlando il 19,5%, segue Michele Emiliano con poco meno del 10,5%.

Adesso ci si rimbocchi le maniche e si lavori nel merito per risolvere i problemi dei cittadini, imprese e realtà che costituiscono l'ossatura economico-sociale dell'Italia che s'ingegna, lavora, produce sempre più beni buoni ed utili per rendere migliore la vita, solidale la convivenza, con sviluppo che punti sulla qualità in sicurezza e pace, distribuendo con equità il frutto del lavoro di tutti: da ciascuno secondo le proprie capacità a ciascuno secondo le proprie necessità, per una vita dignitosa il più vicino possibile alle aspirazioni personali.

Come Partito Democratico facendo tesoro dell'esperienza maturata senza ripetere gli errori. Con perseveranti costruite intese per la continua messa a punto di ciò che c'è fino a sostituirlo laddove necessario per rispondere alle  esigenze di cui sono portatrici le nuove generazioni e le donne in particolare.

Coinvolgendo sempre le disponibilità che si manifestano, ricuperando il buono con l'impegnativa  ma insostituibile procedura tesi-antitesi-sintesi cui giungere in tempi programmati e democraticamente decisi; e tutti siano chiamati a concorrere nei ruoli rispettivamente svolti.

A livello istituzionale operare perché maggioranze ed opposizioni escano con certezza dalle urne e siano entrambe operative fin dal giorno dopo e durino in carica l'intera legislatura. Dando modo alle maggioranze di realizzare il programma su cui sono state elette, ed alle opposizioni di accreditarsi con il riconosciuto buon lavoro svolto nel controllarne l'operato e avanzando proposte vantaggiose per il bene comune e l'interesse generale; quindi valide pretendenti ad avvicendare le maggioranze nelle elezioni successive.

1° Maggio. Festa del lavoro in tutto il Mondo. Gioia manifesta nel sacro ricordo di quante lacrime e sangue sia costato arrivare sin qui dalla giornata di lavoro "dal levare al calar del sole". E quanto competa a noi oggi ed a quanti sopravverranno nel tempo fornire l'indispensabile contributo perché dignità, giustizia ed equità connotino sempre più e meglio i rapporti di e col lavoro, su cui si fonda la Costituzione e si compendia l'essenziale del vivere civile.

 

23 apr 2017

Quattrocentomila.

Con difetti e pregi che possono avere, le primarie per eleggere il segretario nazionale del Partito Democratico vanno annoverate tra le cose non consuete che parecchi dicono di volere e pochi o nessuno riescono a fare.

Centinaia di migliaia di persone si sono attivate per i preliminari che hanno comportato discussioni, confronti, decisioni non da poco insieme all'esame delle tesi che i candidati Michele Emiliano, Andrea Orlando, Matteo Renzi hanno sottoposto alla discussione degli oltre 400.000 iscritti al Partito.

Si fa osservare  l'esito quasi scontato della consultazione quasi a sminuirne l'importanza. Certo contano i consensi che si ottengono ma anche come e quanti hanno la loro importanza, e non solo per chi sarà il nuovo segretario. E il clima generale e le motivazioni di quanti vi parteciperanno.

E la dimostrazione che si saprà offrire di avere appreso che non di un solo uomo al comando si tratterà, ma di una comunità di persone preparate per gli impegnativi compiti che l'attendono al servizio dell'Italia. Ed anche lievito per quanti colgono segnali condivisibili per mettersi o rimettersi all'opera.

Quindi andare a votare alle primarie domenica 30 aprile 2017 significa fare prevalere fiducia, volontà di cambiamento a partire da quanti faticano a farcela.

Con il lavoro ed il reddito vitale relativo e la dignità che ne scaturiscono, in cima all'elenco delle priorità.

A breve si andrà al voto per rinnovare sindaci e consigli comunali. La città di Asti è tra le realtà importanti del Piemonte nella quale l'amministrazione uscente di centrosinistra con il sindaco Fabrizio Brignolo ha bene operato.

Con la lista capeggiata da Angela Motta candidata sindaca il Partito Democratico si ripropone. Una compagine con le credenziali in regola, in cui esperienza, capacità e volontà di fare bene costituiscono il nerbo.

Aiutarla col voto ad esprimere il meglio di sé la si incoraggia ed impegna ad intrattenere con la città franchi e fiduciosi rapporti per tutta la legislatura, con vantaggi per l'effettiva partecipazione dei cittadini e l'ascolto cui essi hanno diritto. 

18 apr 2017

Ora e sempre Resistenza !

Il leader del M5S non è lui ma Beppe Grillo; lui si limita ad aiutare gratuitamente perché crede nella democrazia diretta con internet, e nel Movimento che punta a vincere le elezioni e a realizzarla concretamente in Italia.
Circa le competenze per i ruoli di governo utilizzeranno quelle di cui dispone l'organizzazione, coinvolgendo esterni per altre ulteriormente necessarie.
Beppe Grillo è inoltre il Garante monocratico ed in questo ruolo può decidere anche diversamente da come votano in rete gli iscritti (attualmente circa 140.000).
Non ha voluto rispondere alla domanda per chi ha votato nelle passate elezioni e ritiene superata la distinzione destra-sinistra  per connotare politiche diverse e alternative.
Ha confermato che è la sua prima intervista in televisione (alla quale pare si sia preparato scrupolosamente) e che non intende prestarsi spesso.
Circa Matteo Renzi non intende parlarne né parlargli perché lo reputa mendace, avendo affermato che si sarebbe ritirato dalla politica se fossero prevalsi i "no" al referendum del 4 dicembre 2016, mentre invece è ancora lì.
S'è detto d’accordo sul "reddito di cittadinanza", cioè corrispondere a quanti non hanno disponibilità né lavoro il necessario per vivere decorosamente, utilizzando risorse solo individuate di massima in alcuni disegni di legge che parlamentari del Movimento hanno già presentato in proposito.
Ha affermato con malcelata noncuranza che gli organi di informazione non sempre colgono le proposte innovative avanzate dal Movimento e non infrequentemente ne travisano anche il senso.
A domande più puntuali, come la soglia oltre la quale una pensione possa considerarsi "d'oro", ha risposto laconico che trattasi di dettagli tecnici.
L'impressione finale è che Davide Casaleggio, il cui papà Gianroberto morto circa un anno fa è considerato il fondatore del M5S, non ambisca svolgere ruoli più impegnativi dell'esperto che pone a disposizione della politica la sue capacità professionali.
25 Aprile 1945 – 25 Aprile  2017. 72 anni dalla vittoria dei Partigiani nella Resistenza contro il nazifascismo che come la pestilenza ogni tanto riappare.
Quindi ora e sempre Resistenza!
Evviva la Repubblica Democratica fondata sul Lavoro e la Costituzione patto tra gli  Italiani costruttori di futuro giusto, solidale ed in pace con l'Europa nel Mondo globale.

13 apr 2017

E la sera facendo la conta.

Immagino che ciascuna persona di questo tempo sia costituita per il 50% di buone intenzioni e per l'altro 50% di altro meno commendevole e che tutte le mattine si svegli ed operi per fare prevalere le prime anche se di poco. E la sera facendo la conta accerti che non sempre c'è riuscita.

Quindi che la vita scorra in fretta alternando successi, pareggi e sconfitte che danno luogo ad una classifica tutta personale nella quale si occupa un posto che si reputa accettabile; al disotto del quale ne scapiterebbe la qualità della vita.

Pervenendo alla conclusione che solo il bene praticato normalmente gratifichi e renda intimamente sereni o – perché no – addirittura felici.

In barba alla diceria che vorrebbe i buoni relegati in ruoli magari importanti ma limitati alla testimonianza, cioè non incidenti nella realtà del proprio tempo.

Per converso ci si trova frequentemente di fronte a comportamenti che contraddicono questo assunto, come l'improperio, male parole, calunnie, menzogne, denigrazione delle persone utilizzati come strumenti usuali per prevalere, nel piccolo fino al mondo globale ormai interconnesso in tempo reale.

Come prevenire, rintuzzare e rimediare a questo insensato modo di fare ?

Intanto sostituendo all'alterco ed alla verbosità invereconda il rispetto e la fiducia verso chiunque: Poi valorizzando il vissuto e l'etica delle persone cui affidare le cure dell'interesse generale e del bene comune in posti di responsabilità a tutti i livelli, ed esercitando cammin facendo normali verifiche democratiche del loro operato.

In altre parole si tratta del diritto-dovere per tutti di occuparsi di buona politica e di produrne con gli strumenti previsti dalla Costituzione, in primis i partiti ed altre organizzazioni democraticamente operanti.

La buona politica intesa come l'arte del possibile capace di fornire risposte soddisfacenti ai problemi che angustiano a partire da chi sta peggio ora e qui e con l'occhio lungo al mondo. Dicendo con tranquilla fermezza pane al pane e vino al vino senza preoccuparsi della rielezione al termine del mandato.

Dandosi come priorità il lavoro per tutti come fonte di reddito per vivere e per dignità, ovvero disporre del necessario qualora esso venga temporaneamente meno; poi la previdenza e assistenza, la salute e salubrità ecoambientale, la solidarietà,  sicurezza, socialità e pace.

Almeno questo dovremmo fare senza tergiversare, mentre godiamo del bello e buono di questa nostra meravigliosa Madre Terra da tramandare integra ai posteri.

 

10 apr 2017

Addio all'euro ?

Dopo avere letto Ferruccio de Bortoli su "L'Economia" del "Corriere della sera" del 10 aprile scorso sento di dovere richiamare l'attenzione su quanto egli scrive circa un argomento importante di grande attualità.
Si tratta dell'addio all'euro descritto da quanti lo propugnano come la panacea, il toccasana dei nostri mali e l'aprirsi di una paradisiaca nuova età, insieme alla ricuperata sovranità nazionale perduta stando nell'Unione Europea.

Di economia e finanza capisco quanto serve per orientarmi nell'operare quotidiano e dall’articolo citato, che apre con rilevanza anche formale il giornale, ho capito che l'autore se la gioca tutta da competente, argomentando e dimostrando che per l'Italia l'uscita dall'euro sarebbe una irrimediabile follia.

Siccome si tratta di uno scritto organico, denso, stringente e non dispongo della capacità di rilevarne l'essenziale senza  rischiare di perdere qualcosa, invito a leggerlo.

Con l'ulteriore vantaggio di potervi cogliere con la propria personale sensibilità anche passaggi non del tutto espliciti.

In definitiva mi pare che il testo solleciti, quasi costringa, ad affrontare il merito, non essendo credibile cavarsela con asserzioni presentate come apodittiche, che non necessitano di dimostrazione, o peggio con semplici battute.

Auguri di cuore di Buone Feste Pasquali a tutti!.

PS. è possibile che l’articolo di Ferruccio de Bortoli sia disponibile tra qualche giorno a questo link.




5 apr 2017

PCI: Partito del Cinema Italiano.

L'uomo allegro il ciel l'aiuta. Anzi l'ha già aiutato ad essere allegro, o almeno sereno, o in pace con se stesso. O tutto insieme ed è l'apoteosi.

Accontentiamoci di quanto riusciamo a distillare giorno per giorno, mettendoci sempre quanto possibile di nostro.

Passa a trovarci una persona cara che non vedevamo da un po’. Vicino a casa hanno aperto da poco un ristorantino e cogliete l'occasione per "provarlo" insieme, affidandovi a ricette normali fatte bene con cura ed amore. Con un modo di porle accattivante. Così, dirsi e confidarsi diventa godimento. Anche il conto va bene. Evviva.

Un controllo importante per la salute dà un esito incoraggiante, certo sperato ma tutt'altro che scontato. Grazie al cielo ed a quanti vi hanno posto mano affinché le cose andassero per il verso giusto.

La moglie al marito: è facile per chi sta bene essere ottimista; il difficile arriva quando per un motivo o per l'altro non stai bene. Certo l'aiuto in questi casi è essenziale ed occorre offrirlo senza condizioni: non dare per avere ma dono. Solo così può produrre gli esiti desiderati.

Per provare gioia può bastare un rametto di rosmarino da buttare al quale s'è formato un insperato embrionale apparato radicale, poi sufficiente a ridargli vita e futuro.

Avere a che fare con cani giova perché sono intelligenti oltre ogni immaginazione e dediti senza riserve: amano cioè incondizionatamente e basta. Ed il ritorno per loro pare sia lasciare che ci amino. Cose dell'altro mondo.

C'è infine Roberto Benigni che sceglie addirittura il Quirinale ed un incontro pubblico con la presenza del Presidente Mattarella per affermare, sostenere, produrre e praticare felicità, considerando il cinema come arte ineguagliabile a questo scopo.

Tanto da non peritarsi di riprendere un acronimo politico associandolo a qualcosa di più lieve ma altrettanto importante, come PCI ovvero Partito del Cinema Italiano.

29 mar 2017

Avvengono miracoli.

Alla Fondazione ITS (Fondazione Istituto Tecnico Superiore) di San Paolo d'Argon in provincia di Bergamo avvengono miracoli.

In una abbazia benedettina riattata con chiostro e celle monastiche altrettanto sapientemente utilizzate, oltre 300 studenti in continuo aumento alternano studio e pratica reale presso le aziende; 8 su 10 hanno già un lavoro prima di completare i vari corsi di durata biennale e triennale.

Uno degli insegnanti il prof. Armando Persico ha lasciato l'avviata attività di commercialista per dedicarvisi. Visti i buoni risultati ottenuti è stato selezionato nei primi 50 a livello mondiale per concorrere all'assegnazione di un premio da 1 milione di dollari al migliore.

Già così è un vanto per tutta la struttura, dal corpo docente agli studenti che la frequentano. Se poi fosse scelto lui, a fare il miracolo avranno concorso proprio tutti. Compresi cioè anche coloro che da quelle parti negli anni '60 del secolo scorso hanno operato per valorizzare la formazione continua mediante l'alternanza lavoro-scuola, allora incarnata nell'antesignana figura del lavoratore-studente documentata in un  testo ormai introvabile: "I fuorilegge della scuola" edito dalla provincia di Torino.

Per proseguire il corso delle riforme necessarie in Italia ci si deve dedicare anima e corpo per almeno una legislatura, disponendo di una maggioranza parlamentare coesa sugli obiettivi che ci si propone.

Occorre perciò una legge elettorale che consenta a chi vince le elezioni di governare fin da subito, senza dovere sottostare a defatiganti mediazioni per costituire il Governo e nel prosieguo. Mediazioni frequentemente al ribasso rispetto a quanto sarebbe necessario e con modalità e tempi ormai improponibili.

Quindi aggregazioni di formazioni politiche che si contendono la vittoria elettorale con programmi realistici contenenti gli obiettivi che ci si dà e le strade per conseguirli. Nel corso della legislatura si effettueranno periodiche verifiche sullo stato di avanzamento delle riforme programmate, operando le necessarie messe a punto per proseguire alacremente sul restante da farsi.

Al termine della legislatura si valuterà quanto realizzato dalla maggioranza governante e le capacità espresse dall'opposizione nel controllarne l'operato e nel formulare proposte migliorative o alternative per conseguire  meglio e più compiutamente l'interesse generale ed il bene comune.

Gli elettori disporranno così dei necessari elementi per votare il nuovo Parlamento praticando una democrazia vitale e costituzionalmente funzionante, in cui le formazioni politiche svolgono i loro compiti ed aiutano i cittadini senza sostituirsi ad essi.

 

22 mar 2017

Papa Francesco e la Costituzione.

Papa Francesco e la Costituzione in sintonia.

Papa: "Il lavoro ci dà dignità, e i responsabili dei popoli, i dirigenti hanno l'obbligo di fare di tutto perché ogni uomo e ogni donna possa lavorare e così avere la fronte alta, guardare in faccia gli altri con dignità. Chi, per manovre economiche, per fare negoziati non del tutto chiari chiude fabbriche, chiude imprese e toglie il lavoro agli uomini, questa persona fa un peccato gravissimo".

Costituzione: "Art. 1. L'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Art. 41. L'iniziativa economica privata è libera. Non  può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali ".

Non osservare, disattendere, non attuare la Costituzione viola il patto su cui si fonda la convivenza civile nel nostro Paese; e per i credenti è inoltre un peccato gravissimo.

Ce n'è da vendere per motivare un forte richiamo al molto che resta da fare, pretendendo che il lavoro sia la priorità, nonché rappresenti il metro per misurare la validità dell'operato di quanti vi sono preposti a tutti i livelli.

Alle elezioni politiche del 15 marzo scorso in Olanda ha votato l'82% degli aventi diritto; un'affluenza straordinaria che denota un rilevante interesse ed una non comune sensibilità dell'elettorato per l'importanza dell'esito.

Ha vinto il confermato premier liberale Mark Rutte anche se la sua lista è passata da 41 a 33 parlamentari. Sono avanzati i verdi di GroenLinks  da 4 a 14 seggi. Insieme hanno fatto diga verso il populismo oltranzista del Partito della Libertà con a capo Wilders, che pur guadagnando 5 seggi ha fallito la prova. Crollo dei laburisti purtroppo scesi da 38 seggi a 9.

La  tenuta delle forze politiche europeiste è di buon auspicio per le prossime impegnative elezioni che si terranno in Francia il 23 aprile ed in Germania il 24 settembre di quest'anno, per quanto riguarda soprattutto il futuro dell'Unione Europea osteggiata dalle formazioni della destra estrema di ogni Paese.

15 mar 2017

Occhio lungo ?

Che Matteo Renzi abbia l'occhio lungo per insistere durante la recente tre giorni al Lingotto di Torino per le primarie del Partito Democratico sul messaggio della speranza della ragione, da alimentare con fiducia diffusa tra quanti ci lavorano e con atti concreti emersi dal dibattito che la politica è chiamata a produrre a tutti i livelli ?

Una chiamata all'impegno collegiale nel quale chi non è d’accordo non impedisce a chi lo è di lavorare, ma dimostra di sapere fare meglio meritando di avvicendare la maggioranza alla scadenza del mandato.

L'ex presidente del Consiglio ed ex segretario del Partito Democratico, dimessosi da entrambe le cariche, dà il buon esempio e si ricimenta fin da subito nel Partito ed alla scadenza naturale della legislatura (anno 2018) per il Governo, se  elettori ed elettrici gli riconosceranno le capacità occorrenti.

Speranza incoraggiata da alcuni dati tra cui quelli dell'Istat, secondo il quale il numero degli occupati nel corso del 2016 ha raggiunto la quota di oltre 22 milioni, pari a quella del 2009 prima della crisi.

E da una moltitudine di persone che riscopre l'orgoglio di essere Italiani con l'Europa nel Mondo, per quanto si è capaci di fare migliorando se stessi e contribuendo allo sviluppo comune.

Con la modestia di riconoscere i propri limiti ed imparare  che solo aprendosi agli altri si può progredire giovando e giovandosene.

Suscitando positività ed indirizzandole alla realizzazione del bene comune e dell'interesse generale nei modi e nelle forme più confacenti, ovvero che valorizzino e gratifichino quanti si cimentano. Liberando potenzialità e disponibilità diffuse per un Mondo nuovo in divenire, che già prova dimostrando che se si vuole si può.

Senza stupirsi più di tanto se affrontando problemi e contraddizioni inedite come quelle che stiamo vivendo si scopriranno soluzioni mai praticate in passato, capaci di fare prevalere il riconoscimento dei vantaggi del bene condiviso rispetto alle  drammatiche contrapposizioni anche cruente come le guerre, che nel mondo interconnesso in tempo reale denunciano la loro irrimediabile inadeguatezza.

8 mar 2017

Ricordando sempre che vige la presunzione d'innocenza.

"Mattarella in campo per la stabilità" ha titolato l'editoriale di Ugo Magri "La Stampa" del 3 marzo scorso.
Non lasciamo il Presidente della Repubblica solo in questa impegnativa incombenza, che vuol dire evitare spread ballerino con maggiori interessi per finanziare il nostro rilevante debito pubblico (1,33 il Pil ovvero ben oltre 2000 miliardi !) e magari altro.
"L'opinione" del 13 dicembre 2016 aveva già ipotizzato scenari che potevano consentire di terminare bene la legislatura. Ora il quadro va aggiornato tenendo conto di quanto successo nel frattempo.
Indagini in corso tirano in ballo Tiziano Renzi papà di Matteo ed il ministro Lotti, ai quali si contestano frequentazioni con affari non ineccepibili. Gli interessati affermano di saperne nulla. Come stiano le cose sarà presto chiarito con fiducia negli inquirenti.
Ricordando sempre che vige la presunzione d'innocenza, e le eventuali responsabilità sono personali.
Intanto si continui a lavorare: Governo, Parlamento, forze politiche, elezioni primarie del Partito Democratico per eleggere il nuovo segretario, eccetera, riproponendosi di tornarci su a bocce ferme.
Se quanti hanno mano, l'informazione innanzitutto, aiutano a capire si farà meglio e prima guadagnandoci tutti.
Pare cosa buona vivere le sopravvenienze da persone adulte cioè considerandole tra le cose da curare, senza però volere fermare il mondo attribuendo loro un'importanza spropositata, fino ad anteporle alle necessarie indispensabili risposte che cittadini ed imprese si aspettano; e più in generale  si  aspettano quanti vivono del proprio lavoro o ne soffrono la mancanza.
Imparando dagli errori e adottando le soluzioni dialetticamente individuate per non ripeterli.
Con una virtuosa trasversalità che potrebbe soddisfare desideri ed esigenze di molti. Non pochi dei quali forse addirittura a loro insaputa.

2 mar 2017

Democrazia.

Democrazia. Alcune esemplificazioni.

0.      È il meglio, o meno peggio, di quanto si sia finora escogitato per vivere in pace tra moltitudini diverse sulla comune Madre Terra. Va accudita, mantenuta e sviluppata con cura.

1.      Farsi guidare dalla Costituzione e soprattutto dai "Principi Fondamentali" e dalla "Parte Prima. Diritti e doveri dei Cittadini." Cioè dall'art. 1 al 54 compreso.

2.      Qualcuno ha detto che la rivoluzione non è un pranzo di gala o qualcosa di simile: praticare la democrazia è forse più impegnativo.

3.      Risultare tutti un po’ scontenti dopo un vigoroso confronto tra più persone su problemi importanti di interesse generale con decisioni assunte a maggioranza.

4.      Avere in ruoli decisionali politici e istituzionali persone preparate e capaci che si assumono le responsabilità complessive relative e sanno riconoscere i meriti di quanti vi hanno concorso.

5.      Presentarsi allo sportello di un pubblico servizio con problemi e andarsene con le soluzioni.

6.      Avere nel pubblico impiego lo stipendio massimo erogato non superiore a 10 (?) volte quello minimo che deve consentire di vivere dignitosamente.

7.      Tra quanti si occupano di politica e di istituzioni, bene comune e interesse generale siano declinati nelle priorità: istruzione, lavoro, salute, previdenza, salubrità ambientale-territoriale, sicurezza, solidarietà, equa distribuzione della ricchezza prodotta, pace.

8.      Disporre di luoghi di partecipazione sostanziale alle decisioni politiche dove si vive e si lavora.

9.      Occuparsi della robotica ovvero delle tecnologie avanzate e del mondo digitale già adesso, affinché il loro utilizzo concorra a migliorare la qualità della nostra vita.

10.  Prevenire la circostanza che l'abnorme accumulo di ricchezza nelle tasche di pochi diventi ostacolo, o peggio, per la normale pratica democratica nelle realtà in cui essa vige.

11.   

20 feb 2017

Dita negli occhi.

Partiamo pure dalla metafora delle "dita negli occhi" di Bersani che votai nelle primarie per il segretario di allora del Partito democratico con oltre tre milioni di votanti.

Ammettiamo che le "dita negli occhi" non fanno piacere, anzi come minimo disturbano e possono addirittura impedire la migliore espressione di sé.

Di fronte ad esse si possono avere le reazioni più disparate; la più significativa parrebbe quella che le si rintuzza anche scontrandosi cosicché – proseguendo metaforicamente – "chi ha più filo fa più tela".

Alla medesima conclusione si giunge applicando la massima gramsciana di cavare dalle contraddizioni il meglio uscendone in avanti, cioè dimostrando che infilare le dita negli occhi degli interlocutori per avere la meglio non è democratico.

Se invece si tergiversa o si svicola il rischio che il birbante di turno perseveri considerando chi non soggiace inadeguato ad occuparsi delle cose per le quali si è arrivati a tanto.

Fuori di metafora.

Alle ultime primarie che hanno portato Matteo Renzi alla segreteria nazionale del Partito democratico ho votato per lui. Giovane, preparato, voglioso di fare bene (eccessivo il suo "rottamare") e desideroso di vederlo riconosciuto, forse prima a sé che all'insieme che ci ha lavorato.

In circa tre anni di governo ha consolidato quanto di buono ereditato e ci ha messo del suo, migliorando le condizioni di quanti stanno peggio sia con le riforme che con atti specifici

Con lui il PD ha però perso il referendum (la fronda interna ha votato "No") sulla riforma del Senato ed altro indebolendo il percorso riformatore. Un significativo numero di elettori del PD di è disaffezionato e sta alla finestra.

Dove penda il piatto della bilancia del suo essere stato insieme capo del governo e segretario del partito di maggioranza relativa e gli esiti cui è approdato il suo lavoro pare incerto.

Potrà dirlo il Congresso Nazionale del Partito democratico già deciso e da tenersi presto. Lì si farà chiarezza e si tireranno le somme: chi vince governa il partito e ne orienta la politica; chi perde controlla che si faccia bene come da linee programmatiche enunciate; stando sulla stessa barca e remando con lena.

Le elezioni politiche, da tenersi probabilmente alla scadenza naturale della legislatura, diranno quale ruolo il partito sarà chiamato a svolgere al servizio del Paese.

10 feb 2017

Di tutti è l'errare.

Altolà di Mario Draghi governatore della Banca centrale europea (Bce): l'euro è irreversibile e non si tocca. Detto da lui eccellenza italiana in Europa, protagonista di quanto è possibile fare nel suo ruolo per aiutare l'Europa a riprendersi dopo la crisi più dura e difficile del dopoguerra, è un tagliare corto senza repliche.

Rivolto al pressapochismo di comodo della destra più retriva nostrana e continentale che strumentalizza il malcontento aizzandolo contro l'Unione Europea e contro l'euro; mentre sono indispensabili politiche nuove, serie, coraggiose e impegnative che aiutino gli Stati membri in difficoltà a mettersi al passo del tempo verso un futuro più giusto ed equo di sviluppo comune in senso federalista.

Donald Trump ha iniziato il suo quadriennio di presidente degli Stati Uniti accorgendosi quanto impegno e fatica richieda l'esercizio concreto della democrazia irridendo – è ridicolo ha detto - il giudice che gli ha bocciato il provvedimento che impediva a cittadini statunitensi e non, originari di numerosi Paesi dell'Africa di rientrare o entrare legittimamente nel Paese, trattando da irresponsabili i giudici di appello che hanno confermato la bocciatura e dicendo ai cittadini: rivolgetevi a loro se dovessero verificarsi atti terroristici di matrice islamica.

Di tutti è l'errare; solo dello stolto il perseverare nell'errore (Cicerone).

Italia casa nostra.

Per ora dall'Amministrazione comunale di Roma ci si accontenterebbe di segnali concreti che c'è un'inversione di marcia rispetto all'andazzo ereditato, al quale già il sindaco Ignazio Marino pagò lo scotto.

Se questi segnali ci sono già o ci saranno a breve l'Amministrazione continui nell'impegno dandole merito della svolta. Diversamente non dovrebbe essere difficile trarre le necessarie conclusioni politiche ed operare di conseguenza. Lasciando alla Magistratura eventuali iniziative di sua competenza.

Circa il voto politico anticipato andarci prima possibile con le leggi che ci sono? Buon senso suggerirebbe di no per l'alto rischio di non riuscire ad esprimere maggioranze durevoli. Necessaria quindi la prioritaria messa a punto di una legge che consenta ed aiuti il formarsi di maggioranze armoniche per Camera dei deputati e Senato.

Andare poi al voto anticipato solo se il governo Gentiloni demeritasse; mentre finora ha fatto il suo dovere.

 

9 feb 2017

Tieni puliti i vetri.

Marx, Lenin, Mao Tse-tung, Gramsci, l'Enciclica "Rerum Novarum" e via dicendo, in soffitta? Epigoni? Un po’ di tutto questo?

Sono serviti nel contesto del loro tempo e dicono ancora cose interessanti ed utili attualmente.

Per affrontare i problemi complessi di oggi servono però contributi aggiornati anche se i temi di fondo sono sostanzialmente gli stessi: esodi epocali di persone tra continenti da dove si vive peggio a dove si sta meglio con costi umani altissimi; insopportabili nuove povertà ed ingiustizie in occidente; ricchezze prodotte dal lavoro di tutti finite nelle tasche di pochi; lavoro come fonte per vivere e progredire che non c'è per tutti, mentre molto c'è da fare per vivere sulla Terra casa comune in sicurezza serenità e pace diversi così come siamo, progettando insieme il nostro futuro.

Attingendo quanto serve anche dal quotidiano minuto cui di seguito s'accenna.

Da "la Repubblica" del 15 gennaio scorso, inserto Robinson.

Una selezione di pensieri, battute, esagerazioni, paradossi di Richard Feynman, Nobel per la fisica, tratta dal libro della figlia Michelle edito da Adelphi, sulle inesattezze della scienza per sollecitarci a capire le cose senza farle troppo importanti, da cui traggo: “Ciò che chiamiamo conoscenze scientifiche è un corpo di affermazioni a diversi livelli di certezze. Alcune sono estremamente incerte, altre quasi sicure, nessuna certa del tutto”. “Io e mia moglie pensiamo che io sia pazzo”. “Anch'io ho gioito alla notizia del Nobel pensando, come te, che finalmente era stata riconosciuta la mia abilità coi bonghi”

Ron Padgett poeta e autista di autobus nel suo "Come essere perfetti" si legge: “Dormi a sufficienza”, “Cura la salute di denti e gengive”, “Sii amichevole. Aiuterà a renderti felice”, “Spera in tutto. Non aspettarti niente”, “Occupati prima di ciò che hai davanti”, “Fai ordine in camera prima di salvare il mondo. Poi salva il mondo”, “Immagina ciò che vorresti si avverasse, poi non fare niente per impedirlo”, “Tieni puliti i vetri”.

A Johanna Bonger cognata di Vincent van Gogh si deve se le opere del geniale pittore sono state conservate, curate, promosse e valorizzate. Lo ha fatto per suo marito morto appena qualche mese dopo il suicidio del fratello, l'unico allora a credere nelle sue doti artistiche.

Tre i segnali che l'attualità ci propone si annoverano paradossalmente le difficoltà del quotidiano "l'Unità" la cui tiratura si sarebbe ridotta a poche migliaia di copie, mentre il giornale fondato da Antonio Gramsci, che ha rinunciato al finanziamento pubblico, meriterebbe ben maggiori lettori.

Che occorra sviluppare conoscenze e consapevolezze nuove si evince anche dalla meritoria quantità e qualità delle pagine dell'inserto culturale "Alias Domenica" de "il Manifesto".