28 mag 2014

Sul Monginevro nevica.

Avevo chiesto qualche appunto, m’è arrivato il diario della performance cicloturistica di 1026 chilometri da Barcellona – raggiunta in nave da Genova – a Torino, che Marco ha progettato con Sara sua moglie e realizzato in solitaria.

Lo propongo tal quale.

24 aprile scorso partenza alla volta di Genova in treno con bici al seguito.

24 aprile, imbarco sulla nave della “Grandi Navi Veloci” per Barcellona-Tangeri. Viaggio in compagnia di un numeroso gruppo di nordafricani che ha con sé ogni tipo di mercanzia, tra cui alcune centinaia di biciclette “usate”. Equipaggio della nave battente bandiera italiana: in maggioranza filippini che non spiccicano una parola d’italiano, invisibili ma efficienti.

25 aprile sbarco a Barcellona con destinazione Girona (Spagna). Bici ed inizio; strade strette ma in ottime condizioni, quasi tutte a grande percorrenza, in riva al mare. Dai negozi si vede che la crisi c’è ancora; persone cortesi, sorridenti, ospitali e generose. Pranzo con meno di 10 euro, percepisco che la “ricchezza” che c’è è ben distribuita.

Attraversato il confine franco-spagnolo a Perthus la strada non è più larga di 4 metri, poco più di un viottolo. Per la prima ed ultima volta vedo delle prostitute che lavorano, principalmente con autotrasportatori. Automobilisti gentili e pazienti.

Girona città universitaria, si respira aria frizzante e leggera; una giovane farmacista mi aiuta ad individuare la pomata giusta per evitare il formarsi di piaghe alle chiappe (esilarante il colloquio in lingua franco-anglo-italiana). Persone di 100 nazionalità diverse.

26 aprile partenza con destinazione Rivesaltes. Strade secondarie in ordine, tutto appare pulito e curato; vigneti a perdita d’occhio, impianti eolici a decine forse centinaia. Vento, vento ed ancora vento sempre contrario, giornata faticosa.

27 aprile partenza per Agde; sempre vento forte e contrario. Ancora vigne ininterrottamente. Unico ristorante aperto dopo le 20 ad Agde è condotto da indiani; alberghetto in periferia: accogliente e ad hoc per cicloturisti. Bambini che giocano a bocce.

28 aprile via per Arles. Dall’ingresso in Camargue - nota oasi naturalistica con ambiente, animali, vegetazione da Eden - piste ciclabili come biliardi, totalmente indipendenti dalla viabilità ordinaria: un paradiso. Incrocio comitiva di cicloturisti francesi: l’unica volta.

29 aprile in sella verso Vaison la Romaine. Valle del Rodano, cielo terso, boschi secolari, paesini da fiaba, bambini a frotte che giocano nel principale parco pubblico. I bambini sono una presenza costante.

30 aprile mi prefiggo Gap. Respiro aria di casa costeggiando il lago artificiale di Embrun, con livello dell’acqua di 10 metri inferiore alla media degli ultimi 20 anni.

1° maggio verso Briançon tra colline di un verde lussureggiante, paesi da 500 abitanti con l’Ufficio del Turismo aperto 12 ore al giorno; all’ingresso del paese c’è sempre un bagno pubblico aperto, pulito e riscaldato.

2 maggio punto su Torino. Pioggia battente in partenza; sul Monginevro nevica con -2°C. La pioggia m’accompagna tutto il dì, ma ormai sono in corso Francia e piango di gioia al cartello “Torino”.

P.S. Per dormire ho pagato da 30 a 100 euro colazione compresa. Non ho forato né patito guasti alla bici. Ho goduto di buona salute.

Elezioni Europee.

In Italia è andata di lusso con il Partito Democratico oltre il 40% (+15%) il M5S poco sopra il 21%(- 4%); FI al 16% e rotti (- 5%).

Gli elettori si sono riservati l’ultima parola ed hanno sovvertito ogni previsione.

Anche il Ncd supera il quorum; mentre la Lega va oltre il 6%.

In Francia la destra di madame Le Pen relega i socialisti di Hollande 10 punti sotto , raggiunge il 25% e diventa il primo partito.

Nella Germania della Merkel i conservatori Cdu-Csu perdono qualche punto ma restano il primo partito col 35%, mentre la Spd (socialisti), con Martin Schulz candidato a presiedere la Commissione, guadagna sei-sette punti e raggiunge il 27%.

Laburisti e conservatori inglesi sono stati scavalcati dai no-euro, che potrebbero creare addirittura problemi al premier Cameron.

Buon risultato di Syriza guidato da Alexis Tsipras, che ha raggiunto il 4% e risulta il primo partito in Grecia.

Gli euroscettici e le destre estreme non hanno sfondato come si prefiggevano, pur costituendo nella loro eterogeneità quasi il 20% del nuovo parlamento.

Martin Schulz e Jean Claude Juncker si contendono la presidenza della Commissione.

Il Partito Democratico Italiano potrà svolgere un incisivo ruolo politico nel Gruppo Socialisti e Democratici, e nel corso del semestre di presidenza italiano del Consiglio d’Europa che inizierà a breve.

Tutto questo nonostante l’affluenza alle urne sia purtroppo diminuita, superando comunque il 50%.

 

In Piemonte e Abruzzo s’è votato per rinnovare i Consigli, le Giunte ed i Presidenti; in entrambe ha vinto il centrosinistra di cui il Partito Democratico è l’animatore.

Sergio Chiamparino in Piemonte e Luciano D’Alfonso in Abruzzo sono i presidenti delle rispettive Giunte, cui non mancherà certo il lavoro da fare; ma la volontà c’è ed anche la capacità.

Aiutiamoli ad essere d’esempio di un tempo nuovo, che consideri e valorizzi impegno, onestà, fiducia, giovani, talenti; e rimuova gli ostacoli al pieno dispiegarsi di queste qualità.

 

Non rubare.

Nel corso degli anni sessanta del secolo scorso curai per dieci anni appalti ed altre incombenze come dipendente di un Comune di 10.000 abitanti nell’hinterland torinese. Nei quarant’anni successivi di libera professione m’occupai di urbanistica, senza disdegnare puntate nella vasta gamma di competenze maturate in uno studio associato tutt’ora attivo.

Qualche cenno dunque sugli appalti nella pratica.

Di certo fare le cose formalmente e sostanzialmente bene negli appalti è sempre stato impegnativo, per la molteplicità dei fattori che vi concorrono.

Ma che l’alternativa sia soggiacere al ricatto di chi può esercitarlo o delinquere per potervi partecipare alla pari, la ritengo inaccettabile.

Certo che i preposti devono mantenere la schiena dritta e svolgere con etica, competenza, giustizia ed equità il proprio ruolo.

E sì, c’entra anche l’etica, direi soprattutto, cioè sani principi entrati nel personale stile di vita. Quindi non soltanto gli intangibili “non rubare” e “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, ma predisporre bandi seri e fornendo ogni opportuna informazione perché i concorrenti possano parteciparvi esprimendo il meglio.

Se poi si è aiutati da buone leggi stringate e chiare tanto meglio. Colmando eventuali carenze con l’utilizzo di giurisprudenza e consuetudini, e giovandosi della riconosciuta irreprensibilità dei comportamenti personali.

Risolvendo gli eventuali contenziosi alla luce del sole e senza pregiudicare l’oggetto dell’appalto.

 

Poche parole sugli arrivi dal mare in Italia di migranti che cercano in Europa condizioni di vita accettabili di cui non dispongono a casa loro; con l’orrore della perdita di vite umane lungo i viaggi in condizioni disastrose.

Nonostante il prodigarsi della nostra marineria in aiuto dei disperati. Ed anche a terra per quanto possibile.

Tutto drammaticamente prevedibile, al quale si stenta a porre rimedio attraverso intese con i Paesi di provenienza dei flussi migratori.

Certo con iniziative di livello Unione Europea, ma non trascurando una temporanea convenuta sussidiarietà mediante accordi bilaterali con l’Italia.

Mettendo in conto il caso estremo di organizzare l’aiuto in mare al limite delle acque territoriali.

Per evitare intanto che il mediterraneo - mare da cui i popoli rivieraschi traggono vita e speranza - diventi un cimitero.

 

 

Spogliare le banche private dal potere di creare denaro.

L’articolo di Luciano Gallino su “la Repubblica” dell’11 maggio è di quelli che tagliano la testa al toro, ovverossia pongono con le spalle al muro chiunque si occupi di finanza dal punto di vista dell’interesse pubblico e generale.

E lo fa appoggiandosi ad un articolo di Martin Wolf sul “Financial Times” del 24 aprile scorso.

La parola a Gallino.

“Gli si desse retta il solo titolo - Spogliare le banche private dal potere di creare denaro - basterebbe per mandare in soffitta le teorie, le istituzioni e le politiche economiche che prima hanno creato la crisi, poi l’hanno aggravata con le politiche di austerità” [….] ”Il fatto nuovo è che a dirlo è il maggior quotidiano economico del mondo, da sempre pilastro (bisogna ammetterlo: con dosi di pensiero critico che di rado si ritrovano nei suoi confratelli) della cultura economica neoliberale. I chiodi su cui batte Wolf sono tre.

Il primo è che la stragrande maggioranza del denaro in circolo viene creato dal nulla- perché lo Stato glielo consente - dalle banche private” [….].

“Il secondo chiodo su cui batte Wolf è il pesante ruolo negativo che la suddetta creazione di denaro svolge a danno della intera economia. Il nostro sistema finanziario è palesemente instabile perché lo Stato prima gli ha concesso di creare quasi tutto il denaro che circola nell’economia, poi si è visto costretto a sostenerlo nello svolgimento di tale funzione. Questo è un buco gigantesco nel cuore della nostra economia di mercato”. [….]. ”Grosso modo si tratta di una massa di denaro potenziale- potenziale, va notato, come la nitroglicerina- che gira per il mondo in quantità decine di volte superiori alle transazioni aventi per oggetto beni e servizi reali.

Infine c’è la fondamentale proposta dell’autore, che va ben al di là di quanto sintetizzato nel titolo. Il potere di creare denaro dovrebbe essere riservato esclusivamente allo Stato. La funzione delle banche dovrebbe essere circoscritta alle intermediazioni tra risparmiatori e investitori o mutuatari, alla effettuazione dei flussi di pagamento, e alla custodia dei depositi”. [….].

“Agli oppositori i quali temono che in questo modo rischierebbe di sparire il credito alle imprese, l’autore ricorda che le banche finanziano l’investimento produttivo in misura pari ad appena il 10% dei loro prestiti”. [….].

“Soltanto un forte riduzione del potere creativo delle banche può fare uscire i governi UE dal ruolo di burattini del potere finanziario che attualmente svolgono.

Salvo che, naturalmente, in tale ruolo ci si trovino bene, per scelta o per incompetenza. Al riguardo è ancora Martin Wolf che avverte: Quando arriva la prossima crisi - e di sicuro arriverà - abbiamo bisogno di essere pronti”.

 

23 mag 2014

Si debba accettare il buono da qualunque parte provenga.

Sono da sempre dell'idea che in politica si debba accettare il buono da qualunque parte provenga, dandone atto.

E che l'opposizione debba operare dimostrando di essere altrettanto e più capace della maggioranza pro-tempore.

Legittimandosi così a candidarsi per vincere le prossime elezioni.

E veniamo al dunque.

Elezioni europee.

In Italia un derby Renzi-Grillo?

Non ritengo sia così. Renzi parla dell'Europa come casa comune di nazioni e popoli che le abitano, fiducia e politiche nuove, con spazio e risorse per lo sviluppo attraverso il lavoro.

Grillo cavalca il malessere diffuso di chi sta peggio per il troppo rigore, e sciupa questo potenziale innovativo negando che l'Europa possa farcela, additando l'euro come un ostacolo da togliere di mezzo!

Mentre l'impegno del Partito Democratico con il Gruppo dei socialisti e Democratici europei è di lavorare perché l'Unione Europea manifesti la parte migliore di sé.

Il semestre di presidenza italiana del Consiglio d'Europa che inizierà poco dopo le elezioni aiuterà in questo senso. Se si centrasse anche l'obiettivo di portare il socialista Martin Schulz alla presidenza della Commissione, si realizzerebbero le condizioni per fare un buon tratto di strada nella direzione giusta

L'invito - appello è che noi elettrici ed elettori italiani andiamo a votare in tanti e diamo al Partito Democratico la forza di agire da protagonista, catalizzando la disponibilità di altre forze progressiste a fare la propria parte.

Elezioni regionali in Piemonte.

Il centrodestra esce malconcio ed anzitempo dalla legislatura a motivo di una sentenza della Magistratura che ha invalidato le elezioni per illegittimità in cui è incorsa una lista i cui voti sono risultati determinanti per la sua vittoria.

I piemontesi memori possono contare sulla capacità, sobrietà e onestà di Sergio Chiamparino, che col Partito Democratico riferimento di spicco del centrosinistra, si propone al governo della regione.

Anche in questa elezione votare il Partito Democratico è garanzia che il possibile e qualcosa di più sarà fatto, alimentando lo sviluppo innovativo che si giovi di provvidenze europee per realizzare progetti che utilizzino le diffuse competenze di cui il Piemonte è dotato.

Elezioni nei Comuni.

In queste storiche realtà in sintonia col territorio di cui sono concreta espressione, si può realizzare la modernizzazione organizzando a sistema quanto già c'è. Perché se i doveri sono certo gravosi, i poteri di cui si dispone consentono interventi contenenti potenzialità ben relazionate e suscettibili di premiare le capacità di quanti operano.

A tale proposito un'occasione da non perdere per l'Astigiano sono gli stimoli e le opportunità offerte dall'ormai prossimo riconoscimento Unesco di "Patrimonio dell'Umanità" di estese superfici vitate di pregio, con le relative strutture aziendali e quelle per la lavorazione e valorizzazione del prodotto, e dell'indotto che potrebbe avere ampiezza e caratteristiche interessanti.

12 mag 2014

Patrimonio dell'Umanità.

Il 25 maggio prossimo in tutta l’Unione Europea si voterà per il rinnovo del Parlamento, della Commissione e del suo Presidente; organi che in Italia corrispondono al Parlamento, al Governo ed al Presidente del consiglio dei ministri.

In Piemonte si voterà anche per eleggere i 50 consiglieri regionali, la Giunta ed il suo Presidente

Nei Comuni si rinnoveranno Consigli, Giunte, Sindaci.

 

L’Unione Europea. Ha retto egregiamente ai colpi della crisi e senza perdere alcun Stato membro. Certo alcuni faticano ancora, ma i conti sono sostanzialmente a posto e si può e si deve pensare ad uno sviluppo nuovo al passo coi tempi; con il lavoro per migliorare le condizioni di vita, specialmente dove si soffre di più.

Questo è l’obbiettivo principale del Partito Democratico, componente di rilievo del Gruppo dell’Alleanza Progressista dei socialisti e democratici europei, che appoggia l’elezione di Martin Schulz alla presidenza della Commissione.

Con un ricambio di candidati ed una rappresentanza paritaria di genere, adeguata per proseguire nella costruzione dell’Europa federale, solidale, che aiuti gli Stati membri a sviluppare le proprie capacità. E stia da protagonista autorevole nel contesto di prossimità, nel mediterraneo e nel mondo globale.

 

In Piemonte. Si tratta di elezioni anticipate a causa della crisi del centrodestra, e della sentenza della magistratura che ha dichiarato illegittimo l’operato di una lista che ha concorso in modo determinante al suo successo.

Il Partito Democratico innerva il centrosinistra e con Sergio Chiamparino candidato alla presidenza della Giunta, punta a dare alla nostra regione un governo capace, sobrio, onesto. Di riferimento per irrobustire i segnali di ripresa dell’economia, e suscettibile di riscuotere e ridare fiducia.

Per avere bene ed efficacemente operato ogni qualvolta è stato chiamato a svolgere compiti impegnativi, per portare a buon fine i quali era necessario individuare e rendere disponibili capacità, energie e risorse.

 

Nei Comuni. Si tratta di valorizzare e rimotivare il Personale di cui si dispone e di ottimizzare l’utilizzo di risorse modeste che già ci sono; e ricuperarne altre con progetti che aggiungano qualità a quanto si è e si fa, o si decide di essere o fare.

Collocandosi per noi astigiani, nell’alveo del riconoscimento di “Patrimonio dell’Umanità” da parte dell’Unesco ormai in dirittura d’arrivo.

E con attività produttive ecoambientalmente sostenibili di beni tecnologicamente all’avanguardia e ad alto valore aggiunto.

Fino a quando ?

Il settimanale “Internazionale” n. 1048 del 24/30 aprile scorso ha pubblicato la fotografia da Sumatra, Indonesia di “Un orango maschio di quattordici anni viene curato da un veterinario nella sala operatoria del Sumatra Orangutan Conservation Programme Center. L’animale è stato ferito da colpi di arma da fuoco, in una foresta del distretto di Langkat. Nel centro sono stati curati più di duecentottanta oranghi, feriti dai bracconieri, e oltre duecento sono stati reinseriti nel loro habitat naturale. La popolazione di questi primati sta diminuendo rapidamente a causa della distruzione delle foreste, abbattute per essere trasformate in piantagioni di palme da olio”.

Cioè un essere definito animale ma che ha molto, ma molto in comune con noi umani, cacciato a fucilate da casa sua per trasformarla da gioiello di tutti in paccottiglia, da pochi delinquenti che ci fanno soldi. Soldi dico e non benefica, diffusa ricchezza reale. Pezzi di carta, o meglio numeri su conti correnti.

Coi quali certo possono straviziare bestialmente nel circuito perverso chiamandolo mercato.

Fino a quando ?

 

 

 

6 mag 2014

Dimmi Mamma.

Tra le numerose carte di Fisiat è stato ritrovato questo toccante intimo excursus sulla vita, scritto per la mamma ammalata nel dicembre del 1978.


Ciao Mamma.

Non potrò venire a trovarti,
ma non mi potrete
impedire di pensarti.

Nulla è cambiato, dalla mia
ormai lontana adolescenza.
Già allora ti amavo, e di te
dovevo fare senza.

Laborioso e fatale
Il fanciullesco destino,
di un bambino adulto,
ed un adulto bambino.

Ora che son diventate
forti le mie mani,
non servono a donarti
tanti domani?

Dimmi Mamma. Al mondo
è meglio capire;
o sognare, continuando
a dormire?



Ma i denari per fare ciò sono finiti nelle tasche di pochi.

In Italia il problema centrale della crisi che pare avere allentato un po’ la sua presa, resta la mancanza di lavoro.
Per creare posti di lavoro durevoli occorrono ricerca e investimenti. Ma i denari per fare ciò sono finiti nelle tasche di pochi che preferiscono investirli in operazioni finanziarie anziché nell’economia reale.
In questo modo si spostano solo denari – ma che dico, numeri – da un conto all’altro; mentre per produrre ricchezza cioè valore aggiunto, occorre lavoro.
Fare tornare la finanza al suo ruolo di servizio delle attività economiche, cioè del lavoro, è quindi imperativo. Dimostrando che le convenienze di sistema nel medio periodo sono meglio del mordi e fuggi.
In Italia ci sono già molte cose belle e buone che invogliano ad intrattenere relazioni. Ad esse dobbiamo affiancare un moderno ed efficiente sistema di servizi: trasporti, giustizia, sicurezza, pubblica amministrazione, ricerca, professionalità, ed una soddisfacente qualità ambientale e di vita in generale.
Dimostrando così l’esistenza di condizioni complessivamente convenienti per investimenti di medio-lungo periodo.
Unitamente alla tassazione a livello europeo delle transazioni finanziarie.
Ma non è quello che stanno facendo il governo Renzi e la maggioranza che lo sostiene, tenendo aperta la porta ai contributi di quanti vogliono concorrere a determinare gli obiettivi che portino ai risultati condivisi che si desiderano?
Per fare ripartire il lavoro con accesso per le nuove generazioni ci sono già imprese i cui fattori della produzione hanno convenuto originali forme di dare-avere esercitabili in un quadro legislativo dato.
Il provvedimento per promuovere lavoro proposto dal ministro Poletti potrebbe assumere queste caratteristiche, consentendo aggiustamenti in corso d’opera sulla base degli esiti applicativi.
Con tutti gli attori che svolgono la loro parte, sindacati compresi, perché il concerto produca i risultati che ci si prefigge.
Reinnescando anche la mobilità sociale la cui carenza produce disuguaglianze economiche, perché soprattutto attraverso il lavoro è possibile dimostrare le personali capacità e vederle riconosciute.

28 apr 2014

Perché nulla su questa terra è per sempre.

Il 18 aprile scorso è morto a Città del Messico lo scrittore colombiano Gabriel Garcia Márquez, aveva 87 anni.

Nobel nel 1982 con il romanzo “Cent’anni di solitudine” scritto nel 1967.

Con Garcia l’America Latina ha trovato il suo cantore: umile, modesto, sublime.

Amico di Bill Clinton e di Fidel Castro.

Disse di lui Vargas Llosa: in politica no, ma come scrittore è un gigante.

Disse di sé: amo il giornalismo più di tutto.

Disse di Rossana Rossanda allora direttrice de il Manifesto: è la donna più intelligente che io abbia conosciuto.

 

25 Aprile 2014. 69° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

La Resistenza è l’apoteosi della capacità di una moltitudine di individualità perlopiù giovani, di farsi esercito partigiano e Stato. Prendendo in mano le sorti dell’Italia nel corso di venti mesi, contro i resti del peggiore fascismo asservito all’invasore tedesco agguerrito e crudele.

Entrambi battuti e vinti.

Pagando un prezzo elevato in vite umane.

Un indelebile marchio di eroismo quotidiano consegnato alla storia d’Italia come insegnamento e monito perenne.

A dimostrazione che la libertà e la dignità sono valori per la cui difesa e riconquista vale la pena di mettere in gioco la vita.

Poi la Costituzione democratica con diritti e doveri inerenti e correlati, da inverare ogni giorno.

Perché nulla su questa terra è per sempre.

 

1° Maggio 2014. Festa del lavoro e dei lavoratori. 128° anniversario dello sciopero generale che porterà ad ottenere le otto ore lavorative negli Stati Uniti, e da lì nel mondo.

Intanto lavoro e lavoratori senza i quali non ci può essere festa.

La mancanza di lavoro e la patologica riduzione dei lavoratori, specie tra i giovani, denota gravi anomalie e lesioni all’essenza stessa della nostra Costituzione, che devono essere rimosse.

Siccome permangono difficoltà a sviluppare lavoro per produrre ricchezza, a motivo della ritrosia di chi ha i soldi ad investirli in questo senso, è da lì che bisogna ripartire.

Sapendo poi trarre dalla crisi ogni utile indicazione per riconoscere al lavoro ed ai lavoratori l’importanza che meritano, e quanto loro spetta secondo equità e giustizia.

Servizi sociali.

Nemmeno la fantasia più sbrigliata poteva immaginare che alle elezioni europee del 25 maggio prossimo Forza Italia arrivasse con un leader ammaccato, in affidamento ai servizi sociali presso cui sconta una condanna per evasione fiscale.

Al quale, in mancanza di meglio, è affidato l’improbo compito di ridare speranza ad una compagine sfiduciata e delusa, e di rimontare un consistente calo di consensi nel corso di una impegnativa e difficile campagna elettorale.

Probabilmente il suo commiato dai vertici della politica militante.

Dipenderà da lui se sarà il canto del cigno o l’ultimo bluff.

Il Partito Democratico ha investito energie fresche nelle candidature con equilibrate presenze di genere, come già aveva fatto il governo nel recente rinnovo dei manager di importanti aziende di Stato.

Le ragioni di questo impegno sono diverse e tutte importanti.

Confermare la vocazione europeista dell’Italia e la nostra decisa volontà di cofondatori e protagonisti, convinti che lo sviluppo dell’Unione si realizzi facendo virtuosamente interagire il meglio di ciascun Stato membro. Disposti in questo senso alla cessione di sovranità, per dotarsi di organismi che consentano all’Unione di operare con efficace coesione unitaria nel mondo globale.

Auspici e obiettivi tutti da conquistare.

Convincendo gli euroscettici e debellando le anacronistiche, fallaci e pericolose derive “no euro” e l’immemore ritorno al provincialismo delle economie ed alle monete nazionali con inflazioni a due cifre, e sotto scacco di valute forti che le sovrastano e annichiliscono.

Utilizzando il semestre di presidenza italiana del Consiglio d’Europa, per affrontare il problema dell’immigrazione dai Paesi mediterranei verso l’Europa attraverso l’Italia.

Svolgendo un ruolo propositivo e di leale apertura verso gli Stati che guardano con fiducia all’Unione; nel rispetto della loro sovranità e delle volontà dei popoli che li abitano.

Ragionando con gli Stati mediterranei per costruire insieme politiche che affrontino i problemi e prevengano emergenze e crisi; creando in loco le condizioni che consentano alle popolazioni di progredire autonomamente nella qualità della vita.

Utilizzando la sagace autorevolezza del Vecchio Continente per avviare a soluzione la questione israelo-palestinese di due Stati per due Popoli.

26 apr 2014

Titolare del marchio M5S.

Inaccettabile che il portavoce del M5S e titolare del marchio chiami politica la truculenta sequenza di male parole e il blasfemo parafrasare Primo Levi di “Se questo è un uomo”, a fini polemici del tanto peggio tanto meglio.

Sintesi del florilegio utilizzato sul suo blog.

Nella fotografia del cancello di accesso al campo di sterminio nazista di Auschwitz è stata ritoccata la scritta che lo sovrasta: arbeit macht frei, facendola diventare: P2 macht frei, quindi modificato il titolo del capolavoro “Se questo è un uomo” in “Se questo è un Paese” e parafrasando: Se questo è un Paese, nato dalle morti di Falcone e Borsellino, dalla trattativa stato mafia, schiavo della P2.

Utilizzando il tutto per definire il Capo dello Stato un “vecchio impaurito dalle sue stesse azioni che ignora la Costituzione”, e il Presidente del Consiglio dei ministri “un volgare mentitore assurto a leader da povero buffone di provincia”.

Viene da chiedersi da che pulpito ed altro; ma fermiamoci qui e giudichino gli italiani.

Circa la proposta del governo di porre un tetto ai corrispettivi dei manager di aziende pubbliche e di dirigenti di Enti ed istituzioni, non superiore a quanto percepisce il Capo dello Stato (238.000 euro l’anno), occorrerà certo verificare che non si violino norme e principi costituzionali, né possa essere intesa come una sorta di diminuzione dell’importanza del ruolo.

Di certo non si tratta di una novità, essendoci già cimentato Adriano Olivetti in tempi non sospetti; mentre in Svizzera s’è tenuto recentemente un referendum per fissare un massimo di quindici volte quanto guadagna il lavoratore meno pagato della realtà interessata.

Oggi nelle impegnative difficoltà in cui versa l’Italia, con tanti cittadini cui il fisco preleva anche parte dell’essenziale per vivere decorosamente, un sano principio di giustizia richiede l’adozione di questa misura.

 

Sfogo di impresario edile.

Sfogo di impresario edile laureato con studi anche all’estero, 40 anni, terza generazione di mestiere, con un organico a regime di 50 dipendenti, che si sono ridotti ad una decina a partire dal 2008.

E che ora continua l’attività per la straordinaria dedizione e per una questione di principio: non vuole essere il becchino della realtà imprenditoriale che ha prodotto nel tempo opere e manufatti di qualità, avvalendosi di professionalità di alto livello, innovando processo e prodotto, investendo nell’impresa gli utili, aggiornando e migliorando attrezzature, macchine, condizioni di lavoro per stare a buon diritto nel mercato.

Molte realtà come la sua hanno dovuto chiudere, non poche portando i libri in tribunale.

Egli ravvisa nelle inadeguatezze della pubblica amministrazione, nell’esosità del fisco, nella ritrosia delle banche a fornire il credito necessario a tassi accettabili, le principali cause dell’appesantimento degli effetti della crisi.

In proposito esemplifica così.

Anni per ottenere il necessario via libera ai lavori da parte degli enti cui compete; ancora anni di ritardo nei pagamenti di opere e lavori eseguiti per loro conto, cui solo da poco s’è iniziato a rimediare.

Difficoltà a scontare in banca le fatture per le prestazioni di cui sopra e quelle della committenza privata, e con elevati tassi di interesse e spese che si mangiano in pratica l’utile d’impresa. Esse chiedono poi garanzie reali di importo sproporzionato per fare credito col contagocce ed a tassi gravosi.

Lo Stato, e gli Enti locali con addizionali e tasse di competenza, colpiscono pesantemente gli immobili destinati ad attività d’impresa, mentre l’IRAP si basa su imponibili presunti che raramente si realizzano, in particolare nelle perduranti difficoltà.

Farraginosità ed elevata onerosità fiscale per reperire Personale professionalmente aggiornato.

Come si vede tra le cose che incidono negativamente sull’attività d’impresa, numerose sono quelle relative alla scadente qualità dei servizi di cui essa ha bisogno.

Per portarli a livello adeguato, più che di risorse finanziarie occorre l’espressione concreta di volontà virtuose, alla nostra portata e da attivare.

Senza badare se portano consensi immediati.

L’importante e che giovino all’Italia, al lavoro per tutti, allo sviluppo nuovo ecosostenibile e solidale, da realizzare con quanti condividono e vi pongono concretamente mano.

 

 

 

11 apr 2014

Tre formulette.

Ragioniamo alla buona. Nelle seguenti tre formulette sono riassunte le nostre attuali difficoltà ed anche i modi per uscirne:

-bilancio annuale in rosso del 2,80%, cioè lo Stato spende più di quanto incassa;

-debito pari al 130% del PIL (Prodotto interno lordo di un anno);

-disoccupazione generale oltre il 12%, al cui interno quella giovanile supera il 40%.

La materia prima di cui disponiamo in abbondanza è quindi la capacità di lavorare bene: da parte dei meno giovani mettendo a profitto il vissuto e l’esperienza, mentre dei giovani la preparazione, la voglia e l’energia. Con i generi, donne e uomini, che vi concorrono apportando la ricchezza delle loro specificità.

Con il sistema-Paese a sostenere il pieno dispiegarsi di questo potenziale: lo Stato ed il pubblico in generale posti in condizioni di efficienza, il privato dinamico che investe ed opera.

Lavoro ai disoccupati ed ai giovani in particolare, con corrispettivi per quanti iniziano a lavorare relazionati alle loro capacità, e comunque non inferiori a minimi stabiliti che consentano di vivere dignitosamente.

Producendo servizi e beni di qualità, utili ed ecocompatibili, facendo aumentare il Pil e diminuire implicitamente il debito, insieme ad altri provvedimenti specifici per portarlo sotto quota 100% del Pil. Traguardo non proibitivo, essendoci già arrivati vicino (104%) nella XIII^ legislatura 1996-2001 con i governi Prodi, D’Alema, Amato.

Gli investimenti dall’estero arriveranno perché in molti settori produttivi siamo tra i primi in Europa e nel mondo e ci prepariamo ad avere uno Stato ed un apparato pubblico capaci di supportare quanti intendono intraprendere all’interno di un quadro programmatico delineato e noto. Con una società capace, moderna, gradevole nel modo di porsi e di fare la propria parte, in un contesto da Patrimonio dell’Umanità.

Per quanto si comprende, i governi che si sono avvicendati di recente: Monti, Letta, Renzi hanno seguito più o meno questa strada con una positiva accelerazione impressa da quello guidato dell’ex sindaco di Firenze. In ultimo chiamando a collaborare anche quanti sono rimasti finora in posizione defilata.

Dopodiché ci attendiamo di godere i frutti concreti dell’impegno in cui  l’Italia sta dando il meglio di sé.

6 apr 2014

Sarà il tempo galantuomo a dire l'ultima parola.

Elsa Fornero già Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del governo Monti con un articolo su “La Stampa” del 1° aprile scorso, rivendica l’utilità della riforma del lavoro e delle pensioni che porta il suo nome, tenendo conto delle opportunità che essa apre per l’avvio al lavoro dei giovani, trascurati a suo dire un po’ da tutti in passato.

Essa si ritiene ingiustamente vittima di un tiro al piccione, che la reputa responsabile di quanto non va nella legge, misconoscendone il buono.

E soprattutto non tenendo conto del contesto estremamente difficile per l’Italia in cui essa è maturata, e delle maggioranze che nei due rami del Parlamento l’hanno votata, nonché la competente, generosa dedizione da essa profusa al servizio del Paese.

Tornando a casa dopo che la situazione fu portata sotto controllo, senza nulla chiedere se non una onesta, oggettiva disamina del suo operato, all’interno della collegialità di governo, chiamato a spendere, specialmente all’inizio, la credibilità personale dei suoi componenti a partire dal presidente Monti.

Fornendo a chi volesse correggerne inadeguatezze ed errori, ovvero fare di più e meglio, una base di partenza migliore di quella ereditata.

Elsa Fornero ritiene poi suo dovere ribadire, anche come docente universitario e per gli studenti che s’avvalgono del suo insegnamento, che non c’è alcuna “vergogna” nella riforma di cui si tratta, ma severità e forte equilibrio a favore dei giovani nei rapporti tra generazioni.

Queste le intenzioni; per gli esiti concreti sarà il tempo galantuomo a dire l’ultima parola.

Per certo il vissuto di Elsa Fornero, la sua esperienza istituzionale, i suoi ragionamenti e le motivazioni addotte di avere rettamente operato, depongono a suo favore.

 

P.S. Sempre in tema lavoro ed in particolare del Jobs Act, se ne tratterà con il vice Ministro dell’Economia sen. Enrico Morando ed altri, venerdì 11 aprile 2014 ore 21 ad Asti presso la ex sala consiliare, in piazza S.Secondo.

 

 

 

L'odissea di un pomeriggio da ottuagenario.

Per rendere l’idea di come vanno le cose ecco l’odissea di un pomeriggio da ottuagenario.

Via da Torino per l’Astigiano col treno delle13,55 dal Lingotto - o un po’ prima da Porta Susa - parecchio distanti entrambe dal centro città.

Infatti da qualche mese Porta Nuova, intelligente esempio ferroviario che serviva da sempre centralmente Torino, non offre più questo benefico servizio per i collegamenti regionali, costringendo gli utenti a percorrere più strada per raggiungere la stazione.

Giunto a destinazione e sbrigate le sue faccende muovendosi tra amici e conoscenti, utilizzando la loro impagabile disponibilità, decide di rientrare a Torino con il treno locale in partenza poco dopo le 19.

Mentre attende in stazione, l’unico ferroviere presente annuncia a viva voce che il treno è stato soppresso, mentre l’altoparlante continua imperterrito gli annunci centralizzati, ignorando la circostanza.

Dovrebbe esserci un bus sostitutivo ma nulla si sa di preciso; sono in tre i viaggiatori a sperarci.

Dopo circa mezz’ora arriva: è dell’Asp di Asti, quasi nuovo. Autista bravo, con un percorso faticoso che ha toccato tutte le stazioni, approda al Lingotto poco prima delle 21 (col treno si sarebbe giunti un’ora prima, ma è già un miracolo così!).

Bus per rientrare verso il centro città. Nei pressi dell’ospedale Molinette l’autista fa scendere gli ignari passeggeri dicendo che la corsa è limitata.

Per il bus successivo venti minuti d’attesa; dopodiché alle 21,45 si raggiunge Porta Nuova.

Occorre ancora un tram per avvicinarsi a casa, ad una distanza raggiungibile a piedi da ginocchi assistiti da stampella.

Sono le 22 passate quando l’ultraottantenne perviene all’agognata magione.

Estrema sintesi:

-Etica e umanità nei rapporti personali: buone;

-Razionalità e competenze: sufficienti a livello operativo di base;

-Si può (deve?) fare meglio per scelte e decisioni che attengono livelli più elevati della scala gerarchica.

1 apr 2014

Peccatori imperdonabili.

Barack Obama in visita di Stato a Roma giovedì 27 marzo scorso, si è detto positivamente impressionato dall’energia e impegno che il presidente del consiglio Matteo Renzi esprime nelle iniziative del governo volte a fare funzionare meglio lo Stato, far ripartire lavoro, economia, sviluppo, e collaborare con l’Europa affinché diventi la casa comune dei popoli che vi si riconoscono.

Nell’incontro con Papa Francesco il Presidente Usa ha convenuto un comune impegno per ridurre nel Mondo le ormai insostenibili differenze tra chi ha troppo e chi troppo poco per vivere dignitosamente.

In altra circostanza Obama ha affermato che la libertà e la pace comportano impegno e risorse, per cui ciascun Stato membro della Nato (Alleanza atlantica) vi deve contribuire. E che in particolare la tensione con la Russia per la crisi dell’Ucraina va risolta con il dialogo tra le parti interessate.

Dal canto suo il Pontefice aveva già definito i corrotti - cioè quanti utilizzano a proprio vantaggio i poteri delle funzioni pubbliche loro affidate - peccatori imperdonabili.

A “Servizio Pubblico” con Santoro su La7 dello stesso giorno, si è ricordato che gli aerei F35 di cui tanto si parla, verranno a costare 130 milioni di dollari l’uno (il triplo di quanto inizialmente previsto), ma che essi rappresenterebbero un deterrente necessario per evitare più costosi e drammatici conflitti.

In proposito Renzi rispondendo alle domande di giornalisti e del conduttore Mentana la sera del 28 marzo su La7, ha confermato che per il loro acquisto si terrà conto che il Ministero della Difesa dovrà risparmiare 2 miliardi di euro sul suo budget, e che l’Europa potrebbe dotarsi di un piano di difesa comune.

I conflitti armati in corso nel mondo sono oltre 30 e coinvolgono decine di milioni di civili, tra i quali si conta il maggior numero di vittime, donne e bambini in particolare. Per contenerli e spegnerli occorre spesso l’intervento di forze di interposizione dotate di quanto serve alla bisogna.

Conflitti fomentati anche da interessi inconfessabili e da mercanti di morte, che abusano delle debolezze di Stati e popolazioni in via di sviluppo per fare i loro sporchi affari.

Con la comunità internazionale (ONU) che stenta a fronteggiarli con la necessaria efficacia, anche a causa di anacronistici poteri di veto di cui dispongono importanti Stati facenti parte del Consiglio di Sicurezza.

 

Non è un pesce d'aprile postumo.

Se non ci fosse il M5S di Casaleggio e Grillo, per la democrazia diretta attraverso il web; sbirciando a destra verso la signora Le Pen uscita bene dalle recenti elezioni amministrative in Francia, più di un quinto degli elettori italiani mancherebbero di un loro riferimento politico, e non andrebbe bene.

E ci accorgiamo che è così anche considerando la funzione di innumerevoli germi e virus nell’habitat dei viventi; in incessante competizione in cui ogni attore è sollecitato a dare il meglio. Od anche il peggio se ci si riferisce agli agenti e\o condizioni patologiche che attentano alla vita altrui, come nei casi di degenerazioni cellulari oncologiche.

Innescate anche da difficoltà esistenziali, disistima di sé e magoni, risolvibili se si manifesta una solidale attenzione umana e sociale verso le persone che ne patiscono.

Che ogni persona poi, valga più di quanto costi per mantenersi in dignitose condizioni di vita, e produca più di quanto consumi, è noto da tempo. Tanto che si ritiene sia un bene da tutelare anche da questo punto di vista.

In particolare nel mondo globale è quindi interesse comune che ogni persona possa sviluppare appieno le proprie capacità, perché ciò che ognuno fa agli antipodi si riflette sulla vita dell’intero globo terracqueo in tempo reale.

Ed è bene realizzare questa condizione a partire dal luogo di nascita, poi via via nell’altrove dove si vivrà.

Quindi per noi l’Italia, poi l’Europa che aiuti a sviluppare le potenzialità dei popoli di cui è costituita, col l’euro moneta unica, la Bce (Banca centrale europea) che lo tuteli sostenendo economie ecocompatibili ed uno sviluppo nuovo incentrato sulla qualità e utilità di quanto si produce.

In pace all’interno e fautori di pace nel contesto universale.

26 mar 2014

Quanto capita sulla Terra interessa ormai tutti.

Tra le novità della globalizzazione c’è anche la possibilità di rendersi conto in tempo reale di come si vive nei circa 200 stati e nazioni in cui è suddivisa la Terra, e di come vadano le cose all’interno di queste realtà.

Nei continenti si sono costituite delle aggregazioni come gli Stati Uniti, l’Unione Europea ed altre, per vivere meglio con regole comuni.

Quanto capita sulla Terra interessa ormai tutti, in particolare se si tratta del continente di appartenenza.

È il caso dell’Ucraina tutt’ora aperto.

Iniziato con dimostrazioni popolari in favore dell’adesione all’Unione Europea, cui il presidente Yanukovich ha risposto con duri interventi di polizia che hanno causato la morte di cittadini. Dopo un tentativo di accordo il presidente fugge e ripara in Russia, che invia militari.

La Crimea annessa all’Ucraina nei primi anni ’50 del secolo scorso indice un referendum, nel quale la stragrande maggioranza dei cittadini si esprime a favore del ritorno alla Russia, con il presidente Putin che autorizza prontamente.

Il tutto si svolge in poche settimane.

Gli Usa con l’Inghilterra e l’Unione Europea ritengono illegittima la procedura seguita per la riannessione, perché violerebbe la sovranità dell’Ucraina e attenterebbe alla sua integrità territoriale, e minacciano sanzioni economiche alla Russia.

Si rischiano incomprensioni e incidenti con esiti nefasti ai confini dell’Unione Europea, ormai casa comune di circa 30 nazioni e stati, con altri che vi ambiscono.

Risolvere bene il caso, contemperando interessi, aspirazioni e speranze di quanti sono coinvolti, dipende in buona misura da come agirà l’Unione Europea.

Si tratta di una prova importante per dimostrare che è possibile una leadership nuova, la cui forza derivi dall’autorevolezza conquistata sul campo.

La Russia coltiva mire annessionistiche nei confronti delle repubbliche ex Unione Sovietica?

L’Italia membro importante consolidi la sua collaborazione per la costruzione di un’Europa federale giusta, operosa e solidale, in cui sia piacevole vivere e crescere in pace i propri figli.

Il resto verrà di conseguenza, come libera decisione tra realtà sovrane.

Desiderio di Dio.

Lungi anche solo l’idea di volere competere con Eugenio Scalfari, ma con l’uzzolo di dire la mia dopo la lettura del suo stimolante “Desiderio di Dio” (Vetro soffiato, l’Espresso 20 marzo scorso).

L’affermazione che intriga è: “Dio è pensabile perché è l’uomo ad averlo raffigurato con attributi e sentimenti umani; è una figura antropomorfa. Quando l’uomo gli toglie quegli attributi e quei sentimenti anche Dio diventa impensabile e quindi per l’uomo inesistente. Dio muore se non è più raffigurato con caratteristiche antropomorfiche e comunque morirà per tutti quando la nostra specie si estinguerà”.

Vado a braccio, traendo soprattutto dall’esperienza di vita quanto serve per ragionare.

Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma (Lavoisier).

Per ciascun mortale tutto inizia con un atto umano per eccellenza, cioè l’istinto naturale a riprodursi e la ragione, con l’amore a fungere da catalizzatore.

Tra tantissimi spermatozoi disponibili l’ovulo sceglie proprio quello per farsi fecondare.

Tutto predeterminato o tutto un caso, o per qualcosa e quanto c’entra la ragione? E poi l’amore che con la ragione a poco a che fare; ma senza il quale non capita nulla di veramente umano?

Dopodiché esistiamo - un unicum, nessuno uguale all’altro, né prima, né adesso, né mai- facciamo la nostra parte e moriamo, reintegrandoci in altre forme nella Terra e nel tutto cosmico, che non sappiamo se e dove finisca, quindi l’abbiamo definito infinito. Siamo perciò esseri finiti che viviamo in una dimensione infinita; dotati di cervello e di mente che ci permettono di rendercene conto.

E di noi rimane traccia per sempre in questa immensità.

Già questo non è esaltante?

E non è “normale” che si cerchi di utilizzare più del 10% attuale del potenziale di cervello-mente, per saperne di più e poter stare fin d’ora nell’infinito con migliore cognizione di causa?

E che abbia un qualche senso affiancare all’Infinito l’Eternità, e magari indagarla accogliendo il dono-opportunità della fede?

Arrivando così a pensare Dio, nelle altrimenti inspiegabili circostanze in cui un po’ tutti siamo incappati nel corso della nostra esistenza?

17 mar 2014

Endorfine piuttosto che bile.

Il microcosmo di un’assemblea condominiale può essere un indicatore significativo di come possono andare le cose più in generale in Italia.

Infatti un po’ tutti si ha una qualche esperienza da condomino, o da inquilino alle prese con le spese di competenza e con quelle del riscaldamento.

In questo senso la nuova legge dell’11 dicembre 2012 n. 220 che ne disciplina l’attività, ha introdotto alcune novità circa il numero legale, le competenze ed altro, nonché per gli adempimenti e le responsabilità dell’amministratore, che finiscono per fare costare di più le sue prestazioni, senza apprezzabili vantaggi per il condominio, né stimoli per una migliore qualità delle decisioni dell’organo deliberante.

Dipende quindi dalla volontà e maturità dei partecipanti fare in modo che durante i suoi lavori si producono endorfine piuttosto che bile.

Ed è questo l’aspetto su cui forse vale la pena intrattenersi un momento.

Se in assemblea ci si confronta lealmente e nel merito dei problemi avendo di mira gli interessi condominiali, si è sereni ed in forza di ciò alle energie profuse s’aggiunge la produzione di endorfine che aiutano il corpo ad esprimere il meglio, garantendogli un perdurante benessere che contribuisce a generare fiducia ed empatia.

Se invece l’atteggiamento personale è viziato da propositi non buoni come il preconcetto, l’egoistico vantaggio per sé o per pochi, la rivalsa, il malanimo, il corpo produce bile.

Che altera malignamente lo stato d’animo, determinando malessere personale e il peggioramento complessivo dei rapporti tra i presenti e della qualità del lavoro che essi sono chiamati a svolgere.

Cosicché è ragionevole dedurre che se si è sereni e giusti il corpo collabora e sostiene.

Se non lo si è, prevale babele e tutto ne patisce.

Lapalissiana perciò la convenienza di come ci si deve comportare.

 

Perché questo è il tesoro più importante che abbiamo: la felicità!

Si riportano i passi più significativi del discorso che il presidente dell’Uruguay José Alberto Mujica Cordano ha tenuto alla “Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile” a Rio de Janeiro il 20-22 giugno 2012.

Perché da essi emerge che il benessere per tutti è possibile solo se si punta sulla qualità materiale e immateriale che non ha limiti; invece che sulla quantità i cui limiti sono imprescindibili, attesa la finitezza fisica di Madre Terra dalla quale tutto promana.

Autorità presenti di tutte le latitudini e organismi, grazie mille.

Grazie al popolo del Brasile e alla sua sig.ra Presidentessa Dilma Rousseff. Mille grazie alla buona fede che, sicuramente, hanno presentato tutti gli oratori che mi hanno preceduto.

Esprimiamo la profonda volontà come governanti di sostenere tutti gli accordi che questa nostra povera umanità possa sottoscrivere.

Comunque, permetteteci di fare alcune domande a voce alta. Tutto il pomeriggio si è parlato dello sviluppo sostenibile. Di tirare fuori le immense masse dalle povertà.

Che cosa svolazza nella nostra testa? Il modello di sviluppo e di consumo, che è l’attuale delle società ricche?

Mi faccio questa domanda: che cosa succederebbe al pianeta se gli indù in proporzione avessero la stessa quantità di auto per famiglia che hanno i tedeschi?

Quanto ossigeno resterebbe per poter respirare? Più chiaramente: possiede il mondo oggi gli elementi materiali per rendere possibile che 7 o 8 miliardi di persone possano sostenere lo stesso grado di consumo e sperpero che hanno le più opulente società occidentali? Sarà possibile tutto ciò? [….]

Stiamo governando la globalizzazione o la globalizzazione ci governa??? È possibile parlare di solidarietà e dello stare tutti insieme in una economia basata sulla competizione spietata? Fino a dove arriva la nostra fraternità? [….]

Veniamo alla luce per essere felici. Perché la vita è corta e se ne va via rapidamente. E nessun bene vale come la vita, questo è elementare. Ma se la vita mi scappa via, lavorando e lavorando per consumare un plus e la società di consumo è il motore, perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, si ferma l’economia, e se si ferma l’economia, appare il fantasma del ristagno per ognuno di noi. Ma questo iper consumo è lo stesso che sta aggredendo il pianeta. [….]

La causa è il modello di civilizzazione che abbiamo montato. E quello che dobbiamo cambiare è la nostra forma di vivere! [….]

Queste cose che dico sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contrario alla felicità. Deve essere a favore della felicità umana; dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, dell’attenzione ai figli, dell’avere amici, dell’avere il giusto, l’elementare.

Precisamente. Perché questo è il tesoro più importante che abbiamo: la felicità!

 

 

 

13 mar 2014

Per aumentare la torta disponibile.

Non da oggi “l’opinione” asserisce e per quanto sa cerca di dimostrare, che adottando gli opportuni accorgimenti, è possibile risparmiare fino al 30% di alcune spese che incidono non poco sui bilanci familiari: energia elettrica, gas, riscaldamento, acqua, telefono e comunicazioni in genere, alimenti.

Applicando questi concetti in modo più sofisticato e scientifico, l’economista Luca Ricolfi e il vice ministro dell’economia Enrico Morando su “ La Stampa” del 7 marzo scorso, hanno spiegato che è possibile ottenere risultati altrettanto buoni per il lavoro e l’economia, in pratica con gli stessi soldi spendendoli meglio.

Scrive Luca Ricolfi. Nella situazione in cui ci troviamo dobbiamo liberare risorse per aumentare la torta disponibile, anziché solo suddividere fette diverse di quanto c’è tra i commensali.

Questo è possibile se permettiamo alle aziende ed agli artigiani di assumere con un contratto nuovo, che egli chiama maxi-job, della durata di quattro anni, riducendo drasticamente il cuneo fiscale formato da IRPEF, contributi, IRAP, IRES. Operazione che il proponente dimostra che si paga da sé.

Il vice ministro Enrico Morando nella sua intervista afferma che per creare occupazione occorre un forte taglio all’IRAP ed una riduzione dell’IRPEF per i lavoratori dipendenti a più basso reddito. L’intervento deve essere forte, cioè le risorse vanno concentrate e non disperse. Le disponibilità si ottengono mettendo la mordacchia in modo mirato alla spesa pubblica improduttiva e facendo pagare le tasse agli evasori. Il tutto inquadrato e reso coerente con la riforma della pubblica amministrazione da attuare parallelamente.

Le due proposte mirano a creare lavoro, quindi ricchezza vera, volano indispensabile per innescare la ripresa nuova in Italia, che si sviluppi insieme alla modernizzazione dello Stato, acquisendo così carattere strutturale per durare nel tempo.

Di tutto un po'.

Gli Usa premiano “ La Grande Bellezza” con l’Oscar per il migliore film straniero, che parla di Roma e dell’Italia tutt’altro che ben messe. Se ce la facciamo a vincere in queste condizioni, figuriamoci cosa saremmo capaci di fare in situazioni normali.

Il nuovo governo sta misurando le difficoltà che si frappongono tra il dire e il fare ma non disarma; anzi aumenta l’impegno - con qualche ingenuità – per convincersi e convincere che se ce la mettiamo i traguardi annunciati sono possibili. Il primo dei quali è fermare l’emorragia del lavoro ed avviare una ripresa nuova, chiamando perentoriamente a fare la propria parte chi non ha ancora dato o dato meno di quanto dovrebbe e potrebbe (art. 53 Costituzione); anche indirizzando le proprie risorse verso impieghi con finalità sociali (art. 42 Costituzione).

Al recente incontro tra i capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, l’Italia si è presentata con le carte in regola nel fare quanto ci siamo impegnati per tenere in ordine i conti e diminuire il debito. Chiedendo che l’Europa adempia a quanto le compete circa le politiche di sostegno e sviluppo di una economia sobria ed equa, alla quale la finanza offra i servizi necessari, e da lì tragga i giusti corrispettivi per sé.

La soluzione della crisi in Ucraina presuppone il rispetto della sua integrità territoriale e della sua sovranità; con gli Usa e la Russia a dare il buon esempio. E l’Unione Europea contribuisca a trovare democratiche e pacifiche soluzioni agli impegnativi problemi, che il venire meno dell’ex Unione Sovietica ha reso manifesti, anche nelle recenti forme dolorose e cruente, di cui sono vittime i cittadini a causa del potere esercitato in modo dispotico.

Non conosco le ragioni per le quali Emma Bonino è stata avvicendata come ministro degli Affari Esteri. So che se fosse rimasta sarebbe molto utile, per le riconosciute capacità, sobrietà, riservatezza, impegno, dedizione. E per le sei lingue che padroneggia.

Il TG Rai2 delle 20,30 di giovedì 6 marzo, ha trasmesso l’intervista al presidente dell’Uruguay Josè Alberto Mujica Cordano nella spartana abitazione di proprietà della moglie Lucía Topolansky. Egli spiega con parole semplici che devolve il 90% degli emolumenti istituzionali, e che i restanti 800 euro gli bastano per vivere. Infatti durante la lunga prigionia perché oppositore del dittatore Jorge Pacheco Areco, ha imparato ad apprezzare le cose che rendono la vita migliore. Questo insegnamento rappresenta la base del programma di governo del suo piccolo Paese, democraticamente condiviso dalla popolazione.

28 feb 2014

Movimento 5 Stelle.

A seguito delle elezioni di febbraio 2013, entrano nel Parlamento Italiano circa cento deputati e oltre cinquanta senatori, perlopiù giovani; ben rappresentate le donne.

Con liste messe in piedi attraverso la rete, con Beppe Grillo e Roberto Casaleggio proprietari del simbolo, che dichiarano di puntare nel tempo al 50% dei voti più uno, per realizzare una sorta di palingenesi mediante internet.

Tagliando fuori tutti i corpi intermedi in cui si articola la nostra democrazia rappresentativa costituzionale, ponendo il cittadino nella condizione di esercitare direttamente la sovranità di cui è titolare.

Denunciando le insufficienze dei partiti, i mali e le ingiustizie reali a danno dei più deboli, formulando giuste istanze e proponendo un metodo operativo inedito, quindi discutibile.

Fin dalla formazione del primo governo il presidente incaricato Pier Luigi Bersani prima, ed Enrico Letta poi ricevettero un rifiuto sdegnoso alle loro proposte di collaborazione, inducendo quest’ultimo a cercare altrove il consenso necessario, con la formazione delle cosiddette larghe intese.

In tali occasioni il M5S ribadì la sua indisponibilità ad accordi con chicchessia, riservandosi di convergere di volta in volta su provvedimenti ritenuti coerenti con la propria impostazione ideale: fare emergere l’incapacità delle forze politiche a risolvere i problemi del Paese.

Già in questa fase il M5S fu attraversato da dubbi e perplessità circa l’efficacia di una impostazione politica che lo isolava nella realtà in cui operava.

E ci furono le prime defezioni ed espulsioni di parlamentari.

Recentemente con Renzi presidente incaricato, Grillo si dichiarò indisponibile a partecipare alle consultazioni, ma dovette andarci perché la rete così decise. Nella circostanza egli si comportò con ostentato, indisponente distacco, noncuranza e perfino derisione.

E siamo ai giorni nostri, con altri parlamentari che se ne vanno dai Gruppi della Camera e del Senato, dimettendosi o trasmigrando altrove.

Per emanciparsi da tutele, insofferenti agli aut aut, specialmente se si considera completato il loro apprendistato politico e la prevalente voglia ed il piacere di mettersi alla prova.

Convinti in ciò dal paragone, che quanto vale per i cittadini elettori circa l’espressione diretta della sovranità personale, debba anche valere per i cittadini eletti.

Come autorevolmente affermato dall’art. 67 della Costituzione: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato”.