L'opinione di Giovanni Saracco

28 mag 2014

Sul Monginevro nevica.

Avevo chiesto qualche appunto, m’è arrivato il diario della performance cicloturistica di 1026 chilometri da Barcellona – raggiunta in nave da Genova – a Torino, che Marco ha progettato con Sara sua moglie e realizzato in solitaria.

Lo propongo tal quale.

24 aprile scorso partenza alla volta di Genova in treno con bici al seguito.

24 aprile, imbarco sulla nave della “Grandi Navi Veloci” per Barcellona-Tangeri. Viaggio in compagnia di un numeroso gruppo di nordafricani che ha con sé ogni tipo di mercanzia, tra cui alcune centinaia di biciclette “usate”. Equipaggio della nave battente bandiera italiana: in maggioranza filippini che non spiccicano una parola d’italiano, invisibili ma efficienti.

25 aprile sbarco a Barcellona con destinazione Girona (Spagna). Bici ed inizio; strade strette ma in ottime condizioni, quasi tutte a grande percorrenza, in riva al mare. Dai negozi si vede che la crisi c’è ancora; persone cortesi, sorridenti, ospitali e generose. Pranzo con meno di 10 euro, percepisco che la “ricchezza” che c’è è ben distribuita.

Attraversato il confine franco-spagnolo a Perthus la strada non è più larga di 4 metri, poco più di un viottolo. Per la prima ed ultima volta vedo delle prostitute che lavorano, principalmente con autotrasportatori. Automobilisti gentili e pazienti.

Girona città universitaria, si respira aria frizzante e leggera; una giovane farmacista mi aiuta ad individuare la pomata giusta per evitare il formarsi di piaghe alle chiappe (esilarante il colloquio in lingua franco-anglo-italiana). Persone di 100 nazionalità diverse.

26 aprile partenza con destinazione Rivesaltes. Strade secondarie in ordine, tutto appare pulito e curato; vigneti a perdita d’occhio, impianti eolici a decine forse centinaia. Vento, vento ed ancora vento sempre contrario, giornata faticosa.

27 aprile partenza per Agde; sempre vento forte e contrario. Ancora vigne ininterrottamente. Unico ristorante aperto dopo le 20 ad Agde è condotto da indiani; alberghetto in periferia: accogliente e ad hoc per cicloturisti. Bambini che giocano a bocce.

28 aprile via per Arles. Dall’ingresso in Camargue - nota oasi naturalistica con ambiente, animali, vegetazione da Eden - piste ciclabili come biliardi, totalmente indipendenti dalla viabilità ordinaria: un paradiso. Incrocio comitiva di cicloturisti francesi: l’unica volta.

29 aprile in sella verso Vaison la Romaine. Valle del Rodano, cielo terso, boschi secolari, paesini da fiaba, bambini a frotte che giocano nel principale parco pubblico. I bambini sono una presenza costante.

30 aprile mi prefiggo Gap. Respiro aria di casa costeggiando il lago artificiale di Embrun, con livello dell’acqua di 10 metri inferiore alla media degli ultimi 20 anni.

1° maggio verso Briançon tra colline di un verde lussureggiante, paesi da 500 abitanti con l’Ufficio del Turismo aperto 12 ore al giorno; all’ingresso del paese c’è sempre un bagno pubblico aperto, pulito e riscaldato.

2 maggio punto su Torino. Pioggia battente in partenza; sul Monginevro nevica con -2°C. La pioggia m’accompagna tutto il dì, ma ormai sono in corso Francia e piango di gioia al cartello “Torino”.

P.S. Per dormire ho pagato da 30 a 100 euro colazione compresa. Non ho forato né patito guasti alla bici. Ho goduto di buona salute.

Elezioni Europee.

In Italia è andata di lusso con il Partito Democratico oltre il 40% (+15%) il M5S poco sopra il 21%(- 4%); FI al 16% e rotti (- 5%).

Gli elettori si sono riservati l’ultima parola ed hanno sovvertito ogni previsione.

Anche il Ncd supera il quorum; mentre la Lega va oltre il 6%.

In Francia la destra di madame Le Pen relega i socialisti di Hollande 10 punti sotto , raggiunge il 25% e diventa il primo partito.

Nella Germania della Merkel i conservatori Cdu-Csu perdono qualche punto ma restano il primo partito col 35%, mentre la Spd (socialisti), con Martin Schulz candidato a presiedere la Commissione, guadagna sei-sette punti e raggiunge il 27%.

Laburisti e conservatori inglesi sono stati scavalcati dai no-euro, che potrebbero creare addirittura problemi al premier Cameron.

Buon risultato di Syriza guidato da Alexis Tsipras, che ha raggiunto il 4% e risulta il primo partito in Grecia.

Gli euroscettici e le destre estreme non hanno sfondato come si prefiggevano, pur costituendo nella loro eterogeneità quasi il 20% del nuovo parlamento.

Martin Schulz e Jean Claude Juncker si contendono la presidenza della Commissione.

Il Partito Democratico Italiano potrà svolgere un incisivo ruolo politico nel Gruppo Socialisti e Democratici, e nel corso del semestre di presidenza italiano del Consiglio d’Europa che inizierà a breve.

Tutto questo nonostante l’affluenza alle urne sia purtroppo diminuita, superando comunque il 50%.

 

In Piemonte e Abruzzo s’è votato per rinnovare i Consigli, le Giunte ed i Presidenti; in entrambe ha vinto il centrosinistra di cui il Partito Democratico è l’animatore.

Sergio Chiamparino in Piemonte e Luciano D’Alfonso in Abruzzo sono i presidenti delle rispettive Giunte, cui non mancherà certo il lavoro da fare; ma la volontà c’è ed anche la capacità.

Aiutiamoli ad essere d’esempio di un tempo nuovo, che consideri e valorizzi impegno, onestà, fiducia, giovani, talenti; e rimuova gli ostacoli al pieno dispiegarsi di queste qualità.

 

Non rubare.

Nel corso degli anni sessanta del secolo scorso curai per dieci anni appalti ed altre incombenze come dipendente di un Comune di 10.000 abitanti nell’hinterland torinese. Nei quarant’anni successivi di libera professione m’occupai di urbanistica, senza disdegnare puntate nella vasta gamma di competenze maturate in uno studio associato tutt’ora attivo.

Qualche cenno dunque sugli appalti nella pratica.

Di certo fare le cose formalmente e sostanzialmente bene negli appalti è sempre stato impegnativo, per la molteplicità dei fattori che vi concorrono.

Ma che l’alternativa sia soggiacere al ricatto di chi può esercitarlo o delinquere per potervi partecipare alla pari, la ritengo inaccettabile.

Certo che i preposti devono mantenere la schiena dritta e svolgere con etica, competenza, giustizia ed equità il proprio ruolo.

E sì, c’entra anche l’etica, direi soprattutto, cioè sani principi entrati nel personale stile di vita. Quindi non soltanto gli intangibili “non rubare” e “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, ma predisporre bandi seri e fornendo ogni opportuna informazione perché i concorrenti possano parteciparvi esprimendo il meglio.

Se poi si è aiutati da buone leggi stringate e chiare tanto meglio. Colmando eventuali carenze con l’utilizzo di giurisprudenza e consuetudini, e giovandosi della riconosciuta irreprensibilità dei comportamenti personali.

Risolvendo gli eventuali contenziosi alla luce del sole e senza pregiudicare l’oggetto dell’appalto.

 

Poche parole sugli arrivi dal mare in Italia di migranti che cercano in Europa condizioni di vita accettabili di cui non dispongono a casa loro; con l’orrore della perdita di vite umane lungo i viaggi in condizioni disastrose.

Nonostante il prodigarsi della nostra marineria in aiuto dei disperati. Ed anche a terra per quanto possibile.

Tutto drammaticamente prevedibile, al quale si stenta a porre rimedio attraverso intese con i Paesi di provenienza dei flussi migratori.

Certo con iniziative di livello Unione Europea, ma non trascurando una temporanea convenuta sussidiarietà mediante accordi bilaterali con l’Italia.

Mettendo in conto il caso estremo di organizzare l’aiuto in mare al limite delle acque territoriali.

Per evitare intanto che il mediterraneo - mare da cui i popoli rivieraschi traggono vita e speranza - diventi un cimitero.

 

 

Spogliare le banche private dal potere di creare denaro.

L’articolo di Luciano Gallino su “la Repubblica” dell’11 maggio è di quelli che tagliano la testa al toro, ovverossia pongono con le spalle al muro chiunque si occupi di finanza dal punto di vista dell’interesse pubblico e generale.

E lo fa appoggiandosi ad un articolo di Martin Wolf sul “Financial Times” del 24 aprile scorso.

La parola a Gallino.

“Gli si desse retta il solo titolo - Spogliare le banche private dal potere di creare denaro - basterebbe per mandare in soffitta le teorie, le istituzioni e le politiche economiche che prima hanno creato la crisi, poi l’hanno aggravata con le politiche di austerità” [….] ”Il fatto nuovo è che a dirlo è il maggior quotidiano economico del mondo, da sempre pilastro (bisogna ammetterlo: con dosi di pensiero critico che di rado si ritrovano nei suoi confratelli) della cultura economica neoliberale. I chiodi su cui batte Wolf sono tre.

Il primo è che la stragrande maggioranza del denaro in circolo viene creato dal nulla- perché lo Stato glielo consente - dalle banche private” [….].

“Il secondo chiodo su cui batte Wolf è il pesante ruolo negativo che la suddetta creazione di denaro svolge a danno della intera economia. Il nostro sistema finanziario è palesemente instabile perché lo Stato prima gli ha concesso di creare quasi tutto il denaro che circola nell’economia, poi si è visto costretto a sostenerlo nello svolgimento di tale funzione. Questo è un buco gigantesco nel cuore della nostra economia di mercato”. [….]. ”Grosso modo si tratta di una massa di denaro potenziale- potenziale, va notato, come la nitroglicerina- che gira per il mondo in quantità decine di volte superiori alle transazioni aventi per oggetto beni e servizi reali.

Infine c’è la fondamentale proposta dell’autore, che va ben al di là di quanto sintetizzato nel titolo. Il potere di creare denaro dovrebbe essere riservato esclusivamente allo Stato. La funzione delle banche dovrebbe essere circoscritta alle intermediazioni tra risparmiatori e investitori o mutuatari, alla effettuazione dei flussi di pagamento, e alla custodia dei depositi”. [….].

“Agli oppositori i quali temono che in questo modo rischierebbe di sparire il credito alle imprese, l’autore ricorda che le banche finanziano l’investimento produttivo in misura pari ad appena il 10% dei loro prestiti”. [….].

“Soltanto un forte riduzione del potere creativo delle banche può fare uscire i governi UE dal ruolo di burattini del potere finanziario che attualmente svolgono.

Salvo che, naturalmente, in tale ruolo ci si trovino bene, per scelta o per incompetenza. Al riguardo è ancora Martin Wolf che avverte: Quando arriva la prossima crisi - e di sicuro arriverà - abbiamo bisogno di essere pronti”.

 

23 mag 2014

Si debba accettare il buono da qualunque parte provenga.

Sono da sempre dell'idea che in politica si debba accettare il buono da qualunque parte provenga, dandone atto.

E che l'opposizione debba operare dimostrando di essere altrettanto e più capace della maggioranza pro-tempore.

Legittimandosi così a candidarsi per vincere le prossime elezioni.

E veniamo al dunque.

Elezioni europee.

In Italia un derby Renzi-Grillo?

Non ritengo sia così. Renzi parla dell'Europa come casa comune di nazioni e popoli che le abitano, fiducia e politiche nuove, con spazio e risorse per lo sviluppo attraverso il lavoro.

Grillo cavalca il malessere diffuso di chi sta peggio per il troppo rigore, e sciupa questo potenziale innovativo negando che l'Europa possa farcela, additando l'euro come un ostacolo da togliere di mezzo!

Mentre l'impegno del Partito Democratico con il Gruppo dei socialisti e Democratici europei è di lavorare perché l'Unione Europea manifesti la parte migliore di sé.

Il semestre di presidenza italiana del Consiglio d'Europa che inizierà poco dopo le elezioni aiuterà in questo senso. Se si centrasse anche l'obiettivo di portare il socialista Martin Schulz alla presidenza della Commissione, si realizzerebbero le condizioni per fare un buon tratto di strada nella direzione giusta

L'invito - appello è che noi elettrici ed elettori italiani andiamo a votare in tanti e diamo al Partito Democratico la forza di agire da protagonista, catalizzando la disponibilità di altre forze progressiste a fare la propria parte.

Elezioni regionali in Piemonte.

Il centrodestra esce malconcio ed anzitempo dalla legislatura a motivo di una sentenza della Magistratura che ha invalidato le elezioni per illegittimità in cui è incorsa una lista i cui voti sono risultati determinanti per la sua vittoria.

I piemontesi memori possono contare sulla capacità, sobrietà e onestà di Sergio Chiamparino, che col Partito Democratico riferimento di spicco del centrosinistra, si propone al governo della regione.

Anche in questa elezione votare il Partito Democratico è garanzia che il possibile e qualcosa di più sarà fatto, alimentando lo sviluppo innovativo che si giovi di provvidenze europee per realizzare progetti che utilizzino le diffuse competenze di cui il Piemonte è dotato.

Elezioni nei Comuni.

In queste storiche realtà in sintonia col territorio di cui sono concreta espressione, si può realizzare la modernizzazione organizzando a sistema quanto già c'è. Perché se i doveri sono certo gravosi, i poteri di cui si dispone consentono interventi contenenti potenzialità ben relazionate e suscettibili di premiare le capacità di quanti operano.

A tale proposito un'occasione da non perdere per l'Astigiano sono gli stimoli e le opportunità offerte dall'ormai prossimo riconoscimento Unesco di "Patrimonio dell'Umanità" di estese superfici vitate di pregio, con le relative strutture aziendali e quelle per la lavorazione e valorizzazione del prodotto, e dell'indotto che potrebbe avere ampiezza e caratteristiche interessanti.

12 mag 2014

Patrimonio dell'Umanità.

Il 25 maggio prossimo in tutta l’Unione Europea si voterà per il rinnovo del Parlamento, della Commissione e del suo Presidente; organi che in Italia corrispondono al Parlamento, al Governo ed al Presidente del consiglio dei ministri.

In Piemonte si voterà anche per eleggere i 50 consiglieri regionali, la Giunta ed il suo Presidente

Nei Comuni si rinnoveranno Consigli, Giunte, Sindaci.

 

L’Unione Europea. Ha retto egregiamente ai colpi della crisi e senza perdere alcun Stato membro. Certo alcuni faticano ancora, ma i conti sono sostanzialmente a posto e si può e si deve pensare ad uno sviluppo nuovo al passo coi tempi; con il lavoro per migliorare le condizioni di vita, specialmente dove si soffre di più.

Questo è l’obbiettivo principale del Partito Democratico, componente di rilievo del Gruppo dell’Alleanza Progressista dei socialisti e democratici europei, che appoggia l’elezione di Martin Schulz alla presidenza della Commissione.

Con un ricambio di candidati ed una rappresentanza paritaria di genere, adeguata per proseguire nella costruzione dell’Europa federale, solidale, che aiuti gli Stati membri a sviluppare le proprie capacità. E stia da protagonista autorevole nel contesto di prossimità, nel mediterraneo e nel mondo globale.

 

In Piemonte. Si tratta di elezioni anticipate a causa della crisi del centrodestra, e della sentenza della magistratura che ha dichiarato illegittimo l’operato di una lista che ha concorso in modo determinante al suo successo.

Il Partito Democratico innerva il centrosinistra e con Sergio Chiamparino candidato alla presidenza della Giunta, punta a dare alla nostra regione un governo capace, sobrio, onesto. Di riferimento per irrobustire i segnali di ripresa dell’economia, e suscettibile di riscuotere e ridare fiducia.

Per avere bene ed efficacemente operato ogni qualvolta è stato chiamato a svolgere compiti impegnativi, per portare a buon fine i quali era necessario individuare e rendere disponibili capacità, energie e risorse.

 

Nei Comuni. Si tratta di valorizzare e rimotivare il Personale di cui si dispone e di ottimizzare l’utilizzo di risorse modeste che già ci sono; e ricuperarne altre con progetti che aggiungano qualità a quanto si è e si fa, o si decide di essere o fare.

Collocandosi per noi astigiani, nell’alveo del riconoscimento di “Patrimonio dell’Umanità” da parte dell’Unesco ormai in dirittura d’arrivo.

E con attività produttive ecoambientalmente sostenibili di beni tecnologicamente all’avanguardia e ad alto valore aggiunto.

Fino a quando ?

Il settimanale “Internazionale” n. 1048 del 24/30 aprile scorso ha pubblicato la fotografia da Sumatra, Indonesia di “Un orango maschio di quattordici anni viene curato da un veterinario nella sala operatoria del Sumatra Orangutan Conservation Programme Center. L’animale è stato ferito da colpi di arma da fuoco, in una foresta del distretto di Langkat. Nel centro sono stati curati più di duecentottanta oranghi, feriti dai bracconieri, e oltre duecento sono stati reinseriti nel loro habitat naturale. La popolazione di questi primati sta diminuendo rapidamente a causa della distruzione delle foreste, abbattute per essere trasformate in piantagioni di palme da olio”.

Cioè un essere definito animale ma che ha molto, ma molto in comune con noi umani, cacciato a fucilate da casa sua per trasformarla da gioiello di tutti in paccottiglia, da pochi delinquenti che ci fanno soldi. Soldi dico e non benefica, diffusa ricchezza reale. Pezzi di carta, o meglio numeri su conti correnti.

Coi quali certo possono straviziare bestialmente nel circuito perverso chiamandolo mercato.

Fino a quando ?

 

 

 

6 mag 2014

Dimmi Mamma.

Tra le numerose carte di Fisiat è stato ritrovato questo toccante intimo excursus sulla vita, scritto per la mamma ammalata nel dicembre del 1978.


Ciao Mamma.

Non potrò venire a trovarti,
ma non mi potrete
impedire di pensarti.

Nulla è cambiato, dalla mia
ormai lontana adolescenza.
Già allora ti amavo, e di te
dovevo fare senza.

Laborioso e fatale
Il fanciullesco destino,
di un bambino adulto,
ed un adulto bambino.

Ora che son diventate
forti le mie mani,
non servono a donarti
tanti domani?

Dimmi Mamma. Al mondo
è meglio capire;
o sognare, continuando
a dormire?



Ma i denari per fare ciò sono finiti nelle tasche di pochi.

In Italia il problema centrale della crisi che pare avere allentato un po’ la sua presa, resta la mancanza di lavoro.
Per creare posti di lavoro durevoli occorrono ricerca e investimenti. Ma i denari per fare ciò sono finiti nelle tasche di pochi che preferiscono investirli in operazioni finanziarie anziché nell’economia reale.
In questo modo si spostano solo denari – ma che dico, numeri – da un conto all’altro; mentre per produrre ricchezza cioè valore aggiunto, occorre lavoro.
Fare tornare la finanza al suo ruolo di servizio delle attività economiche, cioè del lavoro, è quindi imperativo. Dimostrando che le convenienze di sistema nel medio periodo sono meglio del mordi e fuggi.
In Italia ci sono già molte cose belle e buone che invogliano ad intrattenere relazioni. Ad esse dobbiamo affiancare un moderno ed efficiente sistema di servizi: trasporti, giustizia, sicurezza, pubblica amministrazione, ricerca, professionalità, ed una soddisfacente qualità ambientale e di vita in generale.
Dimostrando così l’esistenza di condizioni complessivamente convenienti per investimenti di medio-lungo periodo.
Unitamente alla tassazione a livello europeo delle transazioni finanziarie.
Ma non è quello che stanno facendo il governo Renzi e la maggioranza che lo sostiene, tenendo aperta la porta ai contributi di quanti vogliono concorrere a determinare gli obiettivi che portino ai risultati condivisi che si desiderano?
Per fare ripartire il lavoro con accesso per le nuove generazioni ci sono già imprese i cui fattori della produzione hanno convenuto originali forme di dare-avere esercitabili in un quadro legislativo dato.
Il provvedimento per promuovere lavoro proposto dal ministro Poletti potrebbe assumere queste caratteristiche, consentendo aggiustamenti in corso d’opera sulla base degli esiti applicativi.
Con tutti gli attori che svolgono la loro parte, sindacati compresi, perché il concerto produca i risultati che ci si prefigge.
Reinnescando anche la mobilità sociale la cui carenza produce disuguaglianze economiche, perché soprattutto attraverso il lavoro è possibile dimostrare le personali capacità e vederle riconosciute.