L'opinione di Giovanni Saracco

27 giu 2017

Orgogliosi di Lui.

Domenica 25 giugno scorso si sono svolte le elezioni di ballottaggio per eleggere i sindaci nei comuni con più di 15.000 abitanti nei quali nessun candidato aveva superato il 50% al primo turno.

Il centrodestra è andato bene, il centrosinistra ha perso alcuni comuni emblematici per la prima volta dopo avere governato per decenni (es. Genova e Sesto S. Giovanni); il M5S era in lizza in poche significative realtà. L'affluenza ha toccato minimi storici sotto il 50%.

In sintesi alcune delle possibili cause di tutto ciò.

Trattandosi di elezioni comunali le caratteristiche dei candidati prevalgono sull'appartenenza di partito nella stragrande maggioranza delle realtà medio-piccole interessate. L'utilizzo dei voti delle liste escluse dopo il primo turno risponde perlopiù a logiche locali, non sempre riconducibili ai partiti. La stitica partecipazione al voto denota un malessere che se non diagnosticato e curato bene può indebolire addirittura gli anticorpi della democrazia.

Perfino dove si è operato bene come a L'Aquila, ma non solo, ci sono segnali cui il centrosinistra ed il Partito Democratico debbono attenzione per capire cosa non va e porvi sollecito rimedio.

È morto Stefano Rodotà; mente alta, libera, onesta.

Un privilegio averci avuto a che fare come Sinistra Indipendente: un'idea di Ferruccio Parri assunta con lungimiranza dal PCI anni '70 che veicolò in Parlamento personalità nei vari campi del sapere senza vincoli di appartenenza, con l 'obiettivo di giovare al Paese.

"Adista", artigianato di qualità, lo strumento di collegamento tra le molteplici presenze territoriali della Sinistra Indipendente o ad essa riconducibili, che annoverò  in Parlamento oltre a Stefano Rodotà lo  stesso Parri, Antonicelli, Carlo Galante Garrone, Ossicini, Lelio Basso, Claudio Napoleoni, Gozzini, Raniero La Valle, Branca, Anderlini, Tullia Romagnoli Carrettoni i primi nomi che vengono in mente.

Stefano Rodotà saldo sui valori e principi, integerrimo nella loro applicazione, professore universitario, giurista; studioso amò la Costituzione, la promosse e difese senza riserve e si batté per la sua concreta attuazione, specie sul rispetto e la dignità del lavoro.

Ricco di umanità e maestro di vita.

Orgogliosi di Lui.

 

23 giu 2017

Qui ed ora.

Ci capita un'occasione importante per contribuire a lasciarci alle spalle la crisi degli ultimi sei-sette anni aiutati da alcuni favorevoli segnali: Pil, occupazione, inflazione, immaginando una economia che guardi alla qualità della vita, e al che fare nel nostro piccolo e riorientarla in tale senso.

Intanto darci obiettivi condivisi come Italia incrociandoli con quelli dell'Europa e perfino mondiali, e lavorarci per realizzarli. Con i vantaggi che ne derivano equamente distribuiti tra quanti concorrono a realizzarli con il loro lavoro.

Producendo beni durevoli e di qualità con modalità ambientalmente compatibili e riconoscendo al lavoro umano una irrinunciabile centralità anche come libera espressione di sé.

Considerando lo stare bene per tutti la carta vincente, unificante con  socialità e solidarietà. Con doveri e diritti così improntati, applicati e sviluppati puntando sulla convinzione di fare la cosa giusta.

Economia volta a vivere meglio tutti e per ciò apprezzabile.

Quindi ricchezza diffusa tra il maggior  numero possibile di persone, cosicché essa circoli e produca nella ordinaria quotidianità i suoi benefici effetti.

I designati ad operare ai vari livelli istituzionali e non, probi, capaci, credibili e per ciò autorevoli e meritevoli di  fiducia, soprattutto per il sano utilizzo della loro discrezionalità; che dimostrino di sapere fare con risultati concreti e coerenti col tutto.

Con l'onestà che riconosce essere il bene per sé all'interno dell'interesse generale e del bene comune.

Consapevoli che le piccinerie siano inevitabili ma che così operando non prevarranno.

Anzi che nel corso del tempo le situazioni potrebbero evolvere fino a rendere naturale, quasi ovvio, opporsi al sopruso e trarre forza per alimentare e difendere la spirale virtuosa dello stare bene con se stessi e con gli altri, contribuendo a realizzare qui  ed ora il possibile condiviso di felicità.

 

15 giu 2017

Rinnovarsi o scomparire.

Domenica 11 giugno scorso si è votato in oltre 1000 comuni per eleggere sindaci e consigli; tra essi anche capoluoghi di Regione e provinciali.

Una buona occasione per tastare il polso dell'elettorato in una fase delicata con segnali di ripresa dopo una crisi lunga e pesante che ha richiesto sacrifici particolari ad una parte significativa della nostra società che lavora e produce e va in qualche modo risarcita.

I risultati si possono riassumere di massima così. Astensione ancora in crescita: hanno votato mediamente 6 elettori su 10. I partiti continuano a perdere consensi. Il centrosinistra nel complesso mantiene le posizioni; il centrodestra le migliora; il M5S le peggiora.

Qualche commento.

L'aumento dell'astensione come sfiducia che il voto possa cambiare qualcosa chiunque sia eletto. O addirittura che la politica delle istituzioni sia inadeguata rispetto a quanto le persone e la porzione di società cui appartengono s'attendono.

Non nascondiamoci che anche nei piccoli comuni – Lampedusa insegna – ci si trova di fronte a problemi inediti per affrontare i quali oltre alle capacità occorre abnegazione, volontà, determinazione e coraggio spesso straordinari quindi non da tutti.

Circa i partiti sono costituiti dalle persone che vi si dedicano, perlopiù in aggiunta agli ordinari impegni di lavoro, affettivi, familiari. La selezione avviene  provando e riprovando artigianalmente con i limiti che ciò ancora comporta. La fiducia personale nei leader non basta più, ma senza di loro nemmeno s'inizia. Rinnovarsi o scomparire pare il segnale che arriva dagli elettori.

Centrosinistra e centrodestra identificano forze, insiemi ancora vitali dai cui confronti possono scaturire risultati soddisfacenti.

Ad Asti, dove non si è ancora certi se al ballottaggio contro il centrodestra stantio e del "già visto" di Rasero ci andrà il M5S o il Partito Democratico  (sventatezze  nell'attribuzione dei voti da riconteggiare), un po’ di Biagio Riccio docet: "contro Rasero con chiunque" potrebbe stimolare convergenze e mobilitare sensibilità, volontà, disponibilità sopite e disamorate verso un protagonismo responsabile e perciò stesso già novità vincente.

10 giu 2017

Coppa con le orecchie.

C'è qualcosa da imparare da quanto è successo in piazza San Carlo a Torino in occasione della recente finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid a Cardiff in Galles.

Trentamila persone avvinte al teleschermo gigante sul quale scorrono immagini che "devono" portare i bianconeri a conquistare l'ambita e tutt'ora mancante coppa con le orecchie. Il primo tempo conferma questo diffuso stato d'animo.

Nel secondo tempo cambia tutto: invece di una Festa la via crucis. Con vittime sacrificali quanti assaporavano già una notte da ricordare.

Pochi ragazzotti non ci stanno e mimando o lasciando intendere cose più grandi di loro fanno scoppiare dei petardi; con i presenti che prima si ritraggono poi innescano un fuggi-fuggi che s'ingrossa rapidamente diventando orda irrefrenabile.

Millecinquecento e più feriti, di cui alcuni gravi, passati negli ospedali della Città che hanno smistato il di più in strutture sanitarie territorialmente prossime. Nessun morto: un miracolo si creda o no.

Responsabilità. Intanto di ognuno di noi 30.000, con gradi diversi certo. Ma ancora prima qualcuno ha esagerato con l'autostima creando aspettative quasi patologiche. Con relative frustrazioni malvissute e in condizioni psico-fisiche alterate da parte di non pochi.

Andando più di fino magari emergeranno manchevolezze e inottemperanze a disposizioni, norme, regolamenti; ma anche il prodigarsi solidale, coraggioso, instancabile di addetti ai lavori, ed anche di non lì quasi per caso che si sono generosamente prestati per principi umanitari ed etici.

Certo un di più anche solo di comune buon senso sarebbe servito.

Ma chi ormai esce dopo un acquazzone per vedere dai ristagni d' acqua negli abitati dove e come intervenire perché le circostanze di disagio e pericolo non si ripetano?

Oppure mio nonno che, solo mezzadro nella cascina del medico del paese, soleva percorrere il podere con sacco in testa e zappa in spalla per disciplinare il ruscellare dell'acqua verso valle, eliminando ristagni e pericoli tutti ben visibili unicamente in quelle circostanze? 

8 giu 2017

Aspre, calde e ventose.

Diario di persona cara che ha scelto la Sardegna per l'annuale "scommessa" in bicicletta alla "spera in dio".

22 aprile 2017. Da Torino Porta Nuova a Genova Piazza Principe in treno con bicicletta al seguito e imbarco sul traghetto per Porto Torres.

23 aprile. Approdo a Porto Torres dopo notte sotto le stelle chiacchierando con un nuovo amico: Pietro Lai, sardo, ciclista vagabondo. Con qualche soldo risparmiato e la pensione di 900 euro al mese vive ospite della "divina provvidenza" di notte; viaggia continuamente; il budget giornaliero di spesa non deve superare i 10 euro. Ora in bici con direzione nord: Sorso, Castelsardo, Badesi, Trinità d'Agultu e Vignola. Ad Aglientu dormo nel B&B Lu Nodu con cena a base di gallette…. il ristorante più vicino è a 15 km…. troppi.

24 aprile. Verso S. Teresa di Gallura incontro una gara ciclistica di velocità tra dilettanti con, bellissima notizia, il traffico automobilistico bloccato. A seguire Palau, Cannigione di Arzachena e infine Olbia: sole, mare in piacevole solitudine. 

25 aprile. Mio onomastico e Festa della Liberazione dal nazifascismo nel 1945. Vado verso sud: Porto San Paolo, San Teodoro (dove l'acqua nelle case durante la stagione estiva 2012 non era potabile; chissà se la situazione è migliorata?), verso Budoni poi Siniscola a fine pomeriggio, dove il 50% degli abitanti chiede all'eleggendo nuovo sindaco di fare pagare le tasse comunali al restante 50%!

26 aprile. Di nuovo in sella mi allontano dalla costa verso Nuoro: sarà la tappa più faticosa. Attraverso territori pianeggianti con piccoli Comuni come Irgoli e Loculi, poi una rampa di 5 km: un automobilista supponendomi a corto di acqua mi dona al volo la sua! Mi reidrato a Nuoro e riprendo forza dormendo due ore su una panchina all'ombra benefica di un albero secolare. Rinfrancato raggiungo Mecomer con il treno del novecento a scartamento ridotto. Dormo come un sasso dalla signora Giuseppina che il mattino dopo mi illustra le bellezze del posto. (E spenderà 7 euro per spedirmi un libro che avevo dimenticato!).

27 aprile. Verso Bosa Marina con 40 km di discesa durante i quali ho sfiorato i 55 km/ora. Sosta per pranzo ed inizio della tappa più emozionante verso Alghero: quasi 50 km di "paradiso terrestre" contaminato dal "Parco Giochi" della Costa Smeralda che apre i battenti per poche settimane all'anno.

28 aprile. Riposo nell'ospitale e gradevole Alghero girovagando nel centro storico, oziando sulla spiaggia,  ascoltando buona musica e sorseggiando Vermentino di Sardegna-Aragosta durante l'aperitivo.

29 aprile. Ritorno flemmatico a Porto Torres al traghetto per Genova e da lì rientro a Torino in treno.

Le persone che ho incontrato sono come la loro terra: aspre, calde e ventose, ma mai come appaiono a prima vista. Luoghi dai forti contrasti. Dopo il venire meno delle attività industriali tradizionali la modernità deve ancora trovare un suo positivo equilibrio valorizzando le specificità che caratterizzano l'isola.

 

2 giu 2017

E già questo non è cosa di poco conto.

Le elezioni amministrative di domenica 11 giugno prossimo sono più interessanti di quanto a prima vista potrebbero apparire. In particolare ad Asti 20 liste chiederanno il voto per realizzare programmi per la Città nei 5 anni di durata del mandato.

Già  la campagna elettorale presenta una novità rispetto all'andazzo di altre situazioni. Si lavora infatti per dimostrare di valere la fiducia che si chiede agli elettori col voto, piuttosto che polemizzare, o peggio, denigrare gli altri concorrenti per avvantaggiarsene in qualche modo.

E già questo non è cosa di poco conto.

Ci sono poi 600 candidati consiglieri comunali che danno vita ad un turbinio virtuoso di rapporti, stimoli, idee, iniziative che coinvolgono un intorno vasto alzando la qualità del lavoro che si compie e permettendo agli elettori di rendersi meglio conto di quanto viene loro proposto con la richiesta del voto, che ci traghetterà verso un  tempo di novità non da poco per la vita di tutti i giorni.

I candidati sindaci sintetizzeranno poi il tutto nei prescritti programmi impegnandosi a realizzarli se eletti, lasciando spazio al non noto, cioè  quanto si manifesterà nel corso del quinquennio.

Quindi dalle urne uscirà un/a sindaco/a con la sua maggioranza ed un programma per la città, al quale chi vincerà potrà porre mano fin da subito con capacità, duttilità, lavoro di gruppo, rispetto degli interlocutori, disponibilità ad utilizzare i contributi che pervengono per meglio perseguire l'interesse generale ed il bene comune nella sua versione alta contenuta nell'articolo 54 della Costituzione, cioè “con disciplina ed onore”, vale a dire spirito di servizio e probità.

Qualità certamente proprie di tutti/e  i/le candidati/e, cui bisogna aggiungere la necessaria preparazione e/o esperienza nello svolgimento dei compiti ai quali ci si candida.

Con queste caratteristiche si ritiene di potere annoverare la lista del Partito Democratico con candidata sindaca Angela Motta, che ha già dimostrato di saperci fare, unitamente al possesso di  sensibilità per apprezzare e valorizzare i contributi che le pervengono da elettrici ed elettori e dalle persone che con lei lavorano in questa interessante tornata elettorale.

Miscellanea.

Donald Trump l'abbiamo compreso meglio durante il suo recente viaggio in Italia per la riunione del G7 a Taormina sui principali problemi del Pianeta.

È quel che è; dobbiamo farcene una ragione e  cavarci il meno peggio. Quindi non crucciarsi più di tanto e non confonderlo con il popolo americano che l'ha eletto e sa come trattarlo se debordasse.

Per parte nostra, dice bene Angela Merkel,  dobbiamo continuare a lavorare per un'Europa continentale federata aperta, capace di utilizzare al meglio le sue intelligenze, i saperi, le capacità e potenzialità culturali ed economico-produttive per il piacere di vivere bene ed in  pace.

Papa Francesco in visita ad uno stabilimento ha detto che il lavoro per tutti è meglio del sussidio. E che c'è un'abissale differenza tra intraprendere secondo lo spirito e la lettera della nostra Costituzione e  speculare, cioè arraffare per il proprio esclusivo tornaconto. Una mirabile sintesi che vale un'enciclica

Nella recente intervista televisiva di Gianni Minoli a Vincenzo Boccia presidente di Confindustria s'è visto un serrato, serio e chiaro confronto sull'economia e sul lavoro con  i protagonisti che non si sono sottratti a fare ciascuno il proprio mestiere, senza ricorrere ai trucchetti di dire solo le cose che piacciono e non quanto serve per capire  meglio e farsi un'idea propria su quanto si discute.

È emerso che per lavorare tutti bisogna lavorare meglio e produrre quanto serve per mantenere in salute psico-fisica e contente le persone, salvaguardando il Pianeta e tutto quanto esso contiene di vitale. E che tutti dobbiamo operare avendo in testa questi obiettivi.

Il dibattito politico in corso può concludersi con un'intesa per approvare in Parlamento la nuova legge elettorale “alla tedesca” che consentirà di esprimere un vincitore in grado di formare subito ma non da solo il governo; fisserà inoltre la percentuale minima d “sbarramento” che indurrà le piccole formazioni ad allearsi per eleggere dei parlamentari.

Non un pateracchio quindi né la quint'essenza del meglio, ma il possibile oggi.

A legge approvata sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a decidere se indire le elezioni in tempi ravvicinati o attendere la scadenza naturale della legislatura.