L'opinione di Giovanni Saracco

29 nov 2016

Zona Cesarini.

Molte persone decideranno in “zona Cesarini” – calciatore che segnava spesso negli ultimi minuti della partita – se andare alle urne per il referendum di domenica prossima 4 dicembre.

Sarà decisiva la comprensione almeno per sommi capi per cosa si vota.

Il Parlamento dopo avere discusso molto ha deciso delle modifiche alla seconda parte della  Costituzione riguardante “L'ordinamento della Repubblica” cioè il funzionamento dello Stato come già fatto alcune volte in passato, senza toccare la prima parte che detta i “Principi fondamentali”.

Vediamole insieme.

Si tratta della riforma del Senato riducendo i suoi membri dai 315 attuali a 100. Con compiti nuovi volti soprattutto a supportare lo sviluppo dei territori regionali, piuttosto che di “controllo” legislativo come ora

Saranno eletti tra i consiglieri regionali in carica e non percepiranno emolumenti.

Abolizione del CNEL ( Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) diventato obsoleto.

Meno burocrazia e più impegno del Parlamento per le istanze espresse direttamente dai cittadini con disegni di legge ed in altre forme.

Snellimento delle procedure, efficienza e considerevoli risparmi di spesa.

Se prevarranno i “Sì” le modifiche entreranno in vigore.

Diversamente tutto resterà com'è adesso con lungaggini, tira e molla cui s'era già cercato di rimediare in passato senza riuscirci.

Qualunque sia il risultato del referendum il governo in carica potrà proseguire il corso della legislatura.

Se decidesse altrimenti sarà il Presidente della Repubblica ad occuparsene.

Buon referendum a tutti!

 

22 nov 2016

Facciamola corta.

Qui giunti facciamola corta: ci sono sufficienti elementi per confermare che l'impazienza caratterizza da sempre le nuove generazioni e che l'attuale non fa eccezione, salvo la velocità e l'intensità inedite e l'estensione globale con la quale si manifesta.

E che l'esercizio della pazienza compete invece a quanti giovani non lo sono più.

Da qui comportamenti anche estremi di giovani che non vanno per il sottile per rendere più confacente a sé la realtà in cui vivono; e la riluttanza degli anziani alle novità e cambiamenti che ciò comporta.

Mettendo in conto entrambi che l'impellenza esistenziale avrà comunque il sopravvento e che in discussione rimarranno modalità e tempi del suo esprimersi.

Indotto a riflettere su questi argomenti dal racconto di una giovane donna cui è morto prematuramente ed improvvisamente l'amato compagno; e come tra gli atti per l'elaborazione del lutto lei abbia voluto pranzare da sola in un ristorante esclusivo presso cui avevano già deciso di recarsi. Modalità almeno inusuale rispetto alle consuetudini; per lei invece intimo atto d'amore nell'intangibile convinzione che a lui sarebbe piaciuto così.

A relazionare i due punti di vista non può che provvedervi l'accorta mediazione della generazione cui compete affinché da entrambi emerga il buono per lenire sofferenza e ricuperare serenità e – perché no – perfino felicità.

Estendere alla società civile un ragionamento analogo significa superare il timore del nuovo scalpitante e spazientito, da parte della componente tradizionalmente paziente; giungendo alla mirabile sintesi della complementarietà, ovvero quanto manca a te lo metto io.

Con risultati inediti, magari sorprendentemente moderni, soddisfacenti, gratificanti.

 

16 nov 2016

Non ti vogliamo.

Tentiamo di fare sommariamente il punto sull'avventura degli Stati Uniti d'America e del loro neopresidente repubblicano il miliardario almeno bizzarro Donald Trump, che i lavoratori hanno eletto alla Casa Bianca per  quattro anni non trovando altri cui affidare la tutela del loro legittimi interessi.

Lavoratori cioè ceto medio, stufi e arrabbiati di produrre ricchezza per tutti ridistribuita in modo iniquo a loro danno. 

Le prime reazioni sono state: continuato come se nulla fosse le Borse quindi per i ricchi va bene così, mentre il comparto tecnologie avanzate ha manifestato preoccupazione.

L'America che non l'ha votato è scesa in strada al grido: "Non ti vogliamo" e la forza pubblica ne ha arrestati un po’.

.Il Presidente della Commissione Europea lo ha considerato uno sprovveduto.

Lui non se n'è curato tirando dritto nella formazione della squadra che lo affiancherà nell'impervio compito di accontentare (o scontentare?) tutti o almeno i più senza che la democrazia patisca troppo.

Facciamocene una ragione aiutandoci con l'esperienza domestica ultraventennale di un fatto analogo seppure di importanza e con influenza minore ma con strascichi perduranti.

Tenendo conto che il mondo di adesso è più problematico.

Certo, se "il buon giorno si vede dal mattino" ovvero "chi ben inizia è a metà dell'opera", mi pare ci sia poco da stare allegri.

 

9 nov 2016

Proviamo a dire.

Cosa fare e come per dare una mano a superare perduranti difficoltà in Italia cui il terremoto in Umbria-Marche ha aggiunto di suo rilevanti danni materiali e sofferenze per gli abitanti.

Continuando a fare le proprie cose ma con la consapevolezza che occorra una concorde convergenza di intenti per: dare vita ad una economia ecocompatibile che punti sulla qualità; mettere in sicurezza gli abitati in zone sismiche e idrogeologicamente dissestate; continuare le riforme per snellire e rendere efficiente lo Stato e le altre istituzioni; creare lavoro e distribuire equamente la ricchezza prodotta; disciplinare e valorizzare la libera circolazione di persone e beni tra continenti della Terra e così via.

Proviamo a dire.

Ricercare e costruire sinergie tra il fare concreto di ciascuno e le realtà di cui si decide di occuparsi.

Coinvolgere nelle iniziative quanti si reputano interessati spendendo a garanzia la credibilità personale e dimostrando coi fatti di meritarla.

Convincendosi e convincendo che nell'interesse generale e nel bene comune ci stanno le legittime aspettative di ognuno.

Considerando positivamente la diversità dei punti di vista, le competenze, la disponibilità al dialogo ed alla ricerca.

Nutrire la propensione a dare e ricevere fiducia e coltivare un sano ottimismo nei rapporti che  s'intrattengono; lasciando che siano i fatti cui si perverrà nel comune operare a dire se ne sia valsa la pena.

Paghi dell'occuparsi efficacemente da semplici cittadini di problemi importanti, con lo sguardo lungo dalla persona al mondo globale.

L'esperienza suggerisce che è il momento buono e che volontà e perseveranza fanno spesso la differenza con risultati interessanti.

 

3 nov 2016

In morte di Tina Anselmi.

Staffetta Partigiana dopo essere stata costretta a vedere l'impiccagione di combattenti per la Libertà ad opera dei nazifascisti durante la Lotta di Liberazione.

Sindacalista della Cgil e della Cisl; parlamentare per diverse legislature con la Democrazia Cristiana, prima donna ministro:

Istituzionalmente impegnata nell'accertare e perseguire finalità reazionarie contro la democrazia di logge massoniche segrete a partire dalla P2 di Licio Gelli, con dentro personaggi inimmaginabili: generali, ministri, altri ruoli importanti dello Stato ed altre miserie altolocate alla mercè di un bandito-azzeccagarbugli quale fu Gelli.

Giusta, equa, rigorosa, perseverante, etica. Alto senso dello Stato come servizio soprattutto a difesa e promozione dei deboli.

Grande lavoratrice, squisita persona, attiva nel promuovere ed affermare pari opportunità tra i generi.

Cristiana praticante testimoniandolo nella vita di tutti i giorni.

Annoverabile tra quanti hanno vissuto al meglio di sé faticando e gratificandosi dal piacere di farlo.

Riconoscente imperituro esempio e ricordo.

 

2 nov 2016

Ridere.

Ridere, sorridere fa bene e Dio lo desidera per noi.

Sembra che vi siano dei muscoli dedicati capaci di sollecitare la produzione di sostanze naturalmente dopanti da cui attingere all'occorrenza. Muscoli che se non utilizzati rischiano di atrofizzarsi con conseguenze nefaste.

Così i media recenti riportano e commentano una dichiarazione di Papa Francesco sull'argomento, fotografato con Roberto Benigni a rimarcarne l'importanza.

Riandando al Medioevo in cui si riteneva che il riso fosse blasfemo o, come minimo, "abbondare sulla bocca degli stolti".

Da qui all'auspicio che la pratica del riso e del sorriso trovi sempre più adepti il passo è breve; non appesantisce il bilancio dello Stato anzi lo aiuta con iniezioni di fiducia, un ingrediente di cui c'è penuria.

Abbiamo però bisogno di esempi concreti che ne promuovano la pratica a partire dalla testa del pesce, dimostrando i vantaggi che ne vengono alla qualità della vita di tutti i giorni.

Per esempio mai mentendo; proponendosi e svolgendo sempre al meglio il proprio lavoro e tenendo conto delle ricadute positive sul maggior numero di persone possibili tra le quali ci si pone: fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te.

Certo col sorriso; ridendo in modo più pieno e confidenziale senza ostentazione né reticenze o soggezioni quando le circostanze sono appropriate, perché esso manifesti  appieno le proprie taumaturgiche qualità: Dario Fo ineguagliabile in questo senso.

Accettando anche la risata non del tutto appropriata espressa da persone che traggono da essa incoraggiamento ed energia per superare patemi che le angustiano.

Sorriso di rispetto e condivisione di sofferenze che sul momento non si sa lenire in altro modo

Sorriso autoironico per attenuare sofferte dichiarazioni di inadeguatezze.

Scoppio irrefrenabile di risa istintive per divertente barzelletta ben raccontata.

Sganasciarsi dalle risa al racconto di persona informata che Donald Trump millanta le sue capacità amatorie per dissimulare una timidezza congenita nei confronti delle donne.

Sollecitando sorridendo quanti ridono raramente a farlo più spesso nell'interesse proprio e dell'intorno umano e non in cui vivono.