L'opinione di Giovanni Saracco

15 dic 2015

Un anziano austero.

Enclave spagnola in Marocco ospita un giovane nipote matematico: una disciplina che lo zio ha abbordato da autodidatta faticando non poco per capirci qualcosa, adolescente o poco più.

Universitario, laurea magistrale è lì per studio e lavoro con colleghi del posto e s'è fermato un po’.

Dal racconto che ne ha fatto al suo rientro ho tratto quanto dirò.

Monarchia che regna e governa un Paese antico in transizione verso la sua modernità.

Ruderi ben conservati di insediamento romano nei pressi della città. Popolazione musulmana; poco visibile la presenza di altre religioni. Agricoltura primordiale e rigogliosa, il mulo come aiuto preminente.

Autostrada senza protezioni laterali né sovra o sottopassi; cartelli intervallati: "Attenzione attraversamento animali".

Episodio di vita originale e stimolante.

Cena di commiato tra le persone che hanno avuto parte nel soggiorno. Intanto si provvedono del pesce fresco assortito e di ottima qualità sul mercato locale e lo consegnano al ristorante che lo cucini. Il medesimo fornirà anche il coperto (pane azzimo), le bevande e la frutta; tutto ottimo ed abbondante, convivialità adeguata.

Mentre si alzano da tavola un anziano austero s'avvicina chiedendo con dignitosa semplicità in lingua spagnola di continuare il pasto con alcuni familiari giovandosi di quanto non era stato consumato.

All'accondiscendente risposta ringrazia e s'accomodano in tre.

Quanto avviene è considerato del tutto normale dai componenti indigeni del gruppo che ha cenato e dallo stesso ristorante.

Alla cassa il prezzo del tutto: poche decine di euro.

Per me un eccellente viatico di Buon Natale e Sereno Capodanno, con l'Augurio di tutto cuore di goderne Tutti.

"L'opinione" si rifarà viva dopo l'Epifania.

 

11 dic 2015

Abbiamo raschiato il fondo del barile.

Ritengo che nessuno abbia ragionato a fondo quanti punti di PIL valga la fiducia nella disponibilità degli Italiani. Ma una cosa è fin d'ora certa: se gli italiani non si decidono ad investire la fiducia di cui dispongono non potrà esserci ripresa durevole né nuovo sviluppo; preso atto che del vecchio abbiamo raschiato il fondo del barile.

Ma come si fa ad investire questa fiducia?

La risposta è semplice: occorre assecondare nel limite del giusto le iniziative che entusiasmano quanti le ideano ed avviano, senza frapporre adempimenti perché non ci si fida a priori; quindi carte, pratiche corse da un ufficio all'altro che dovrebbero sopperire a questa mancanza di fiducia ed invece non fanno altro che disamorare, dissuadere, spegnere anche l'entusiasmo più genuino, consapevole e tenace dei più, spesso i migliori. Invece di suscitarlo e, quando c'è, accompagnarlo perché produca gli esiti buoni che si prefigge; certo accertando che non traligni.

Ma l'accertamento presuppone che ci si fidi dei preposti a ciò affinché possano utilizzare al meglio le proprie capacità, compreso l'uso responsabile della discrezionalità.

Valutando dai risultati cui si perviene, introducendo correttivi suggeriti dall'esperienza, premiando chi fa bene, aiutando che erra in buona fede, sanzionando senza se e senza ma i reprobi che se la vanno a cercare.

Quante possibilità ha di riuscire questo modo di operare?

Intanto sapere che altri hanno fiducia in noi fa aumentare l'autostima, la considerazione di sé, gratificando ed inducendo comportamenti coerenti con questo positivo stato d'animo. Poi applicandolo integralmente in realtà campione per verificarne l'efficacia, prima di generalizzarne l'operatività.

Tutto ciò presuppone di considerare gli umani capaci di far prevalere il meglio che c'è in ognuno e che questo determini vantaggi per quanti lo praticano: come stare bene perché si fa la cosa giusta; ed anche di tipo economico e sociale per la probità che si fa status riconoscibile e riconosciuto.

D'altro canto farsi scudo di adempimenti, procedure e carte per evitare abusi ed anche reati non è valso né siamo migliorati. Anzi.

Tanto vale puntare sulla volontà e capacità di essere al meglio se stessi e vederselo riconosciuto.

 

7 dic 2015

Rita.

Continente Africa. Nazione Kenya. Villaggio nell'entroterra con l'oceano indiano all'orizzonte. Popolazione cristiana e musulmana. Vi si trova un orfanotrofio.

È presente da tempo un'organizzazione umanitaria che opera a beneficio degli abitanti, specie dei bambini.

Rita Fossaceca è cofondatrice e volontaria dell'organizzazione, lavora come radiologa all'ospedale maggiore di Novara ed è ricercatrice universitaria. In passato è stata più volte nel villaggio.

Questa volta vi si è recata portando in dono un ecografo con quale ha migliorato l'assistenza sanitaria fornita dalla locale infermeria. Con lei c'erano pure i genitori ed uno zio sacerdote.

Benvoluta e stimata dalla comunità locale aveva trascorso il tempo previsto e si apprestava a rientrare in Italia.

La sera precedente alcuni rapinatori armati sono entrati nell'abitazione minacciando lei i suoi parenti e due collaboratrici. Rita s'è parata di fronte a loro invitandoli a desistere parlando la lingua del posto. Nella concitazione viene esploso un colpo di pistola che la uccide.

Tempestive indagini della polizia hanno portato all'arresto di alcune persone sospettate del tentativo di rapina conclusosi in tragedia.

Rita Fossaceca bella persona, entusiasta, capace, generosa, altruista fino al dono di sé.

Per evitare che il male assuma gravità tale da porre a repentaglio la vita di quanti gli oppongono il bene c'è un solo modo: spezzettarlo facendo ognuno la nostra parte  affrontandolo sul nascere, o meglio ancora prevenendolo.

 

4 dic 2015

Molto del male del mondo.

Papa Francesco in Africa. Popolo in festa ad apprezzarne parole di pace, di umiltà e misericordia e comportamenti concreti coerenti: le scarpe nere un po’ sformate dall'uso che si vedono sotto l'abito bianco; anche l'Imam musulmano sulla papamobile.

Sui problemi dell'Africa ha detto: povertà, cibo, acqua potabile, scuola, sanità. A questo bisogna che chi può e deve ponga rimedio, perché molto del male del mondo deriva da queste condizioni.


Russia e Turchia. Entrambe necessarie per costruire nuovi e più avanzati equilibri europei e di buon vicinato. Anche la sicurezza del continente si giova del loro apporto. Nella consapevolezza che, specie in Turchia, lasciano a desiderare i diritti umani, i rapporti con le opposizioni e le minoranze e la stessa democrazia.

In casi come questo le decisioni di politica estera sono volte a fare prevalere almeno le cose buone, perché già contenere quelle che non vanno non è impresa da poco.


A Parigi le nazioni del mondo stanno lavorando sui rimedi da adottare perché si conservino i  ghiacciai e la calotta polare ed il livello dei mari e degli oceani (che coprono i due terzi della superficie terrestre) non superi quello attuale. Ben sapendo che le cause del riscaldamento derivano dall'uso smodato dei combustibili fossili (carbone, petrolio, gas) e dal cattivo utilizzo di boschi e foreste. Si troverà il modo di ridurre il loro consumo fino a sostituirli con fonti energetiche rinnovabili (eolico, fotovoltaico, idraulico, maree ed altre cui si sta lavorando). Contenendo così l'aumento della temperatura media sulla terra entro i 2 gradi centigradi rispetto a quella precedente l'industrializzazione per evitare il collasso dell'ecosistema.

Le decisioni per attuare tutto ciò sono ora alla nostra portata perché è aumentata e si è diffusa la consapevolezza che "tirare ancora la corda la si spezza", innescando fenomeni planetari che non siamo in grado nemmeno di ipotizzare nell'inedita ed enorme loro consistenza.


Sicurezza è sempre più sinonimo di capacità di convivere bandendo la sopraffazione cruenta variamente motivata.

Le devianze devono essere trattate come contravvenzioni o reati a seconda della gravità, assumendo a riferimento la "Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo" adottata e proclamata il 10 dicembre 1948 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU).

In questi casi operazioni di "Pubblica sicurezza planetaria" ripristineranno il diritto violato assicurando alla giustizia i responsabili.

In attesa di potere operare in siffatto modo si affrontino i problemi sul tappeto anticipando per quanto possibile l'adozione di queste modalità.

 

30 nov 2015

Rimbalzo.

Due buone nuove che ci aiutano a proseguire l'impegnativo lavoro in corso per la ripresa dell'economia, che porti il segno concreto di una giustizia sociale adeguata ai tempi, e necessaria perché l'Italia coesa possa dare il meglio di sé per se stessa e per l'Europa nel suo percorso federale in un mondo multipolare continentale.

La prima.

Mario Deaglio economista, curatore del recente rapporto sull'economia globale e l'Italia per conto del Centro Einaudi e Ubi Banca, ritiene che la ripresa sia già iniziata con quello che definisce un "rimbalzo" che va sviluppato da contingente a duraturo. E che ci sono le condizioni per farlo con decisioni di politica nazionale che sostengano persone e famiglie a mantenere un virtuoso rapporto tra spese e risparmi, cioè ad avere più sicurezze che consentano di spendere per beni e servizi durevoli finora centellinati; con riguardo per  chi arranca affinchè  non scenda tra i nuovi poveri, fascia sociale cui prestare attenzione particolare.

Sviluppando così la domanda interna intorno al 2% con corrispondente aumento del Pil. Ottenendo una significativa riduzione del debito pubblico ed un aumento annuale medio di 175.000 posti di lavoro "buoni" cioè durevoli.

Il rapporto rimarca infine che circa la metà delle imprese prevede di chiudere il 2015 con un fatturato in crescita rispetto al 2014, ed oltre la metà stima che questa tendenza si protrarrà e consoliderà nel 2016.

La seconda.

Maurizio Del Conte giuslavorista, coestensore del Jobs Act è stato nominato presidente dell'Agenzia delle politiche attive del lavoro (Anpal), con il compito prioritario di fare diventare gli attuali Centri per l'impiego protagonisti attivi ed efficaci nel mercato del lavoro in Italia

Incominciando a fare funzionare ciò che c'è in modo razionale ed integrato, riferendosi alle esperienze prevalenti in Europa ed utilizzando i relativi fondi. Operando in modo che le Regioni impostino il loro lavoro con standard minimi comuni, consentendo aggiustamenti migliorativi che tengano conto delle specificità di ciascuna.

Valutando i risultati con il criterio che chi cerca lavoro abbia nei Centri per l'impiego l'intermediario naturale che gli consente di trovarlo.

Valorizzando le strutture ed il personale che già opera in questo modo dimostrandolo con i risultati.

Proponendosi l'andata a regime dell'Agenzia nei primi mesi del 2016.

 

Poste Sì, Poste No ?

Come si sa Poste Italiane ha rarefatto la presenza degli uffici postali sui territori dei Comuni e nelle città.

In alcune realtà il loro posto è stato preso da "Poste Sì", gestite da privati che fanno di tutto: dal recapito di corrispondenza,  pacchi ed altri servizi postali alle visure ipotecarie, catastali, camerali, protesti nonché assicurazioni varie e finanziamenti rimborsabili con la cessione del quinto dello stipendio.

In pieno centro di una città del Piemonte alcuni uffici postali sono stati chiusi ed ora la distanza per raggiungere quello più vicino aperto può superare il chilometro, quindi fuori dalla portata a piedi di molti anziani e di quanti deambulano con difficoltà.

Non distante da un ufficio eliminato è stato aperto un "Posta Sì" con la cui gestrice è stato contrattato il prezzo per spedire un libricino in apposita busta ad un destinatario abitante nella stessa città, con un tempo di consegna di 3 giorni lavorativi.

Al pressappochismo della tariffa postale s'aggiungono smodati tempi di consegna; resta la speranza sulla ineccepibilità del recapito.

Poco a che vedere comunque con l'affidabilità di Poste Italiane nello svolgimento di un così importante e delicato servizio pubblico.

 

25 nov 2015

Spendere meglio per spendere meno.

La "Legge di stabilità" (già "Finanziaria") non è argomento avvincente ma importante sì, perché dispone  delle risorse nazionali in una prospettiva triennale. Quindi è utile ragionarci un momento.

Anche perché, a dirla tutta, l'intervento di replica del governo terminata la discussione in Senato – dal quale ha ottenuto il voto favorevole con la fiducia, cioè facendo passare  uno ad uno i senatori sotto il seggio del  Presidente scandendo "si" oppure "no"- è stato effettuato dal vice ministro Enrico Morando di cui sono note competenze e serietà maturate partendo dalla gavetta.

Egli ha sostenuto e ribadito che si tratta di un provvedimento "effettivamente espansivo", cioè che aiuta l'Italia a proseguire la strada verso uno sviluppo nuovo, caratterizzato dalla qualità delle cose che si fanno.

Cioè si va di fino con tasse e tributi più contenuti e con spese più attente, avendo ben presente che la ricchezza vera si crea solo con il lavoro fonte di reddito e dignità per quanti lo svolgono (art. 4 Costituzione); che imposte e tasse devono essere pagate da tutti e con criteri di progressività (art. 53 Costituzione ); che gli imprenditori devono investire gli utili nelle aziende (art. 41 Costituzione ); che  tutti hanno diritto ad una scuola che aiuti ad esprimere il meglio di sé (art. 34 Costituzione), e così via per tutto il resto.

Che la "Legge di stabilità" va in questa direzione risulta dall'esame delle singole voci di spesa, dalla distribuzione delle risorse e degli incentivi tenendo conto delle esigenze specifiche delle aree del Paese e dei settori verso cui sono indirizzati. Nonché del fatto che  ci sono investimenti in più pari a mezzo punto di PIL (7-8 miliardi ) rispetto a quanto si poteva fare con la legislazione vigente.

Rispettando le regole dell'Unione Europea.

Facendo tesoro per quanto possibile dei contributi emersi dal lavoro dell'apposita Commissione.

Ora la "Legge di stabilità" andrà alla Camera dei deputati dove potrà essere ulteriormente migliorata a saldi invariati, cioè intervenendo sulle singole voci di spesa senza che i totali cambino.

Spendere meglio per spendere meno mi pare riassuma efficacemente il senso del tutto.

 

20 nov 2015

Il fratello che porta a morte il fratello.

Mi riferisco al reportage di Domenico Quirico ("La Stampa" 17/11 scorso) che di mondo arabo e terrorismo se ne intende avendo fatto esperienze drammatiche come giornalista e inviato nelle realtà più disparate e penose.

Egli descrive una situazione in cui vero e verosimile si intrecciano, trattando di due fratelli terroristi, uno kamikaze e l'altro killer, nella tremenda notte di Parigi del recente 13 novembre.

Sono in auto e si stanno recando nei luoghi convenuti: a farsi esplodere tra  numerose persone ignare di un caffè il passeggero con la cintura già indossata; a sparare sui giovani ad un concerto in una sala gremita il conducente.

"È una storia che non ha eguali. È nel tempo in cui i due sono vissuti durante il viaggio in auto, nelle frasi che si sono scambiate, o nel silenzio che li ha avvolti, che si misura l'abisso che ci circonda, che freme intorno a noi. Il fratello che porta a morte il fratello".

Questo accade all'età in cui tutto è un inno alla vita ed alla voglia di viverla, conquistandosi la possibilità più prossima ai propri desideri.

Quindi è importante capire cosa può indurre dei giovani a fare l'opposto, cioè obnubilare l'istinto naturale alla sopravvivenza sostituendogli la morte ricercata e data, attribuendo di fatto a quest'ultima un'importanza prevalente.

"Gli aderenti all'islamismo, senza cultura, sono sopraffatti dall'arabo classico, il linguaggio dei demagoghi religiosi sembra erudito, familiare, profondo. Le parole, terribili, mantengono ancora la loro magia. Chi non legge l'arabo forse non riesce a capire l'abisso che c'è tra la musicalità della lingua, come un canto o un inno alla vita, e l'atrocità delle immagini del supplizio, della violenza annichilatrice del Jihad. Si recitano versi terribili come se fossero un poema d'amore".

Per il fratello kamikaze lo scempio ha richiesto che lui s'immolasse. Il fratello killer "è ancora vivo, fuggiasco, braccato. Ha avuto paura di morire?".

PS. Se l'epilogo nel frattempo fosse mutato gli interrogativi restano; semmai più pressanti. Insieme ai ragionamenti da continuare per rispondervi.

 

17 nov 2015

Sembra avere digerito il rospo.

La signora Aung San Suu Kyi premio Nobel per la Pace con il partito "Lega nazionale per la democrazia" (Nld), è riuscita a realizzare la transizione democratica in Birmania vincendo le elezioni con il 70% dei consensi.

La Giunta militare sembra avere digerito il rospo con la presa d'atto del risultato delle urne, assicurando che il passaggio dei poteri sarà pacifico.

La complessità della situazione nel Paese è nota ed i rapporti con i generali delicato in quanto per legge essi mantengono il 25% dei seggi in  parlamento, mentre l'attuale Costituzione riconosce loro la facoltà di esautorare addirittura il governo se la sicurezza nazionale fosse minacciata.

Di questa prerogativa essi si avvalsero nel 1990 quando vanificarono analoga vittoria elettorale del partito guidato da Suu Kyi.

Certo un quarto di secolo non è passato invano e le giovani generazioni hanno conoscenze, consapevolezza e maturità adeguate per costruire una democrazia rispettosa delle minoranze ben presenti nella società.

La stessa economia va ripensata in termini moderni evitando di farsi colonizzare dai detentori di cospicue risorse vicini alla giunta militare, e magari disposti a salire sul carro della vincitrice pur di continuare a fare i loro comodi.

La vicinanza con la Cina poi suggerisce una politica internazionale pragmatica che punti sui rapporti di buon vicinato ma aperti e giovevoli per lo sviluppo della Birmania e rispettosi della sua sovranità.

Questo mix di problemi e opportunità rappresenterà il banco di prova per il nuovo governo che la vincitrice è chiamata a costituire.

 

15 nov 2015

Pianto amaro.

Terrorizzare e sterminare affermando che c'è un dio che lo vuole. Un dio che  vorrebbe il terrore e lo sterminio di tutti quelli che la pensano in modo diverso non ha riscontro in alcuna religione monoteista.

Sentire il bisogno di legittimarsi in questo modo la dice lunga sulla complessità del diabolico con il quale dobbiamo fare i conti.

Ho ancora la testa in tumulto ed il pianto amaro per i morti, i feriti, le atrocità, il male commesso in una delle peggiori notti che la Francia ricordi.

Mi impongo però di non accettare la logica barbara che ispira tutto ciò: impedirci di ragionare.

Vogliono terrorizzarci e noi dobbiamo fare il contrario: prudenza, tolleranza, coraggio. Sapendo di potere contare su quanti hanno cura della nostra sicurezza.

Terroristi kamikaze scelgono il martirio malefico per uccidere ma il loro stato d'animo lo denota: preveniamoli scoprendoli. Inducendo per esempio interlocutori occasionali a manifestarsi e segnalandoli a chi di dovere nel caso di ragionevoli sospetti.

Relazionandoci con altre persone e famiglie per condividere le modalità accennate ed affinarle.

Poi l'utilizzo del buon senso: non farsi trovare soli di notte in luoghi non illuminati e poco frequentati; prudenza verso sconosciuti anche solo istintivamente non graditi, ovvero palesemente inopportuni o peggio; non frequentare luoghi affollati privi di elementari accorgimenti per la sicurezza.

Si tratta di una inedita esperienza da maturare conducendo la normale vita di tutti i giorni.

Insieme a tutti quelli che ci stanno.

 

13 nov 2015

Una sinistra pragmatica.

"l'Unità" di domenica 8 novembre scorso ha pubblicato il testo della relazione che Matteo Renzi segretario nazionale del Partito Democratico ha tenuto recentemente all'assemblea dei Gruppi parlamentari del Senato e della Camera dei deputati. Sono 4 pagine di giornale cui rimando per capire l'uomo e quanto ha in testa e pratica nella duplice veste di segretario del Partito e di capo del Governo

In questa paginetta alcuni cenni bonari sul suo tratto o modo di fare.

Fa un po’ sorridere la critica che possa sovvertire la nostra giovane democrazia come "uomo solo al comando", o indebolirla ponendola a rischio. Proprio  lui che del lavorare in gruppo ne ha fatto una religione.

Intanto sono cresciuti giovani bravi e generosi e si sono messi in discussione meno giovani esperti, per politiche innovative e riforme al servizio del Paese.

Fa la sua parte nel tessere intese e si entusiasma quando riesce nei suoi intenti col governo e la maggioranza che lo sostiene in Parlamento.

Non tutte le ciambelle riescono o riusciranno col buco ma sono finora poche quelle fallate.

Ha chiare le priorità, non si fa distrarre e mira al sodo. Versatile,  accattivante ed attento ad evitare ambiguità.

Usa con efficacia ogni occasione e strumento per raggiungere gli obiettivi, e comunica in modo che ciascuno lo percepisce come rivolto a sé.

Non ci mette sempre il faccione ma quando serve a risolvere problemi non si tira indietro.

Gli si riconoscono notevoli capacità di lavoro e l'impegno che vi profonde.

Finora ha dedicato molte energie per l'Italia e poche per il Partito, e s'avverte; veda di porvi rimedio.

Le minoranze hanno diritto ad ascolto e attenzione sempre; se propongono cose buone ancora di più.

Lo ritengo appartenere ad una sinistra pragmatica che fa parlare i fatti: premiare il merito, giustizia economica e sociale, valorizzare il lavoro, solidarietà, Costituzione come faro.

 

10 nov 2015

Nulla si crea, nulla si distrugge.

Entro la fine del corrente mese si riuniranno a Parigi tutte le 195 nazioni del mondo per concludere un trattato che le vincolerà a scelte ecoambientali per contenere l'aumento della temperatura sulla terra al disotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli precedenti l'industrializzazione. Onde evitare sovvertimenti gravi per la vita del nostro pianeta.

L'obiettivo è di produrre la maggior parte dell'energia che ci serve da fonti rinnovabili: fotovoltaico, vento, salti d'acqua, maree ed ogni altra modalità che non produca anidride carbonica (CO2); riducendo al minimo l'utilizzo di combustibili fossili: carbone, petrolio, gas.

Una intesa che richiederà investimenti per oltre 13000 miliardi di dollari, a carico in particolare dei Paesi più industrializzati che producono l'eccesso di anidride carbonica, ora pericolosamente accumulata nell'atmosfera e nei mari della terra.

Quanto precede è necessario perché con l'attività antropica, umana, che si svolge sulla terra "nulla si crea  nulla si distrugge tutto si trasforma" (Antoine-Laurent Lavoisier).

Una buona pratica è la raccolta differenziata dei rifiuti con il riciclo e riuso di quelli ricuperabili, che fa risparmiare energia e sollecita ricerche ed attività nuove per uno sviluppo sano ed ecoambientalmente compatibile.

Si avverte una diffusa consapevolezza ed un rinnovato interesse per la conclusione dell'accordo e sulla realizzabilità degli obiettivi previsti, giovevoli per gli abitanti e tutte le specie viventi nonché per il futuro di nostra Madre Terra.

 

6 nov 2015

Si tresca.

In Vaticano, il più piccolo stato del mondo - poche decine di ettari - si tresca come altrove per questioni di potere, con una differenza non da poco: il capo dello stato è anche Papa della Chiesa cattolica nella quale sto da credente.

Ed è a questo titolo che mi esprimo su quanto sta capitando.

Fa tristezza che uomini di Chiesa predichino in un modo e facciano il contrario, venendo anche meno alla fiducia riposta in loro.

Un pessimo esempio ed un danno per sé e per la Chiesa, nella quale i più operano con generosa dedizione volta al bene.

Sorprende che tra i coinvolti si siano anche religiosi con ruoli di tipo tecnico e amministrativo-contabile.

Ritengo pacchiano ed umanamente offensivo che curiali di rango vivano come nababbi, ostentandolo addirittura.

Mi fa specie che il Santo Padre debba spiegare a persone del suo intorno che per acquistare un bene o realizzare un'opera è meglio disporre di più preventivi e pagare la fattura solo dopo avere controllato che tutto sia a posto.

Oppure che non va bene assumere dipendenti senza accertare la reale necessità.

Circa la  perdurante inadeguata capacità nell'amministrare il cospicuo patrimonio immobiliare, forse è meglio affidarlo a terzi che ci sappiano fare, liberando da tentazioni intelligenze altrimenti utilizzabili.

Fare uso improprio di documenti e informazioni riservate e propalare falsità con finalità riprovevoli, se compiuto con piena avvertenza e deliberato consenso è reato per qualsiasi dipendente; figuriamoci se si tratta di persone consacrate tenute a rispettare anche il diritto canonico!

Ritengo anch'io che, come detto dal suo portavoce Padre Lombardi, il Papa non sia stupito né indignato da quanto succede; dispiaciuto certo sì.

Infatti si tratta di esiti dell'intrapresa operazione trasparenza da Lui voluta grazie alla quale emergono magagne da risolvere e autori da esautorare.

 

2 nov 2015

Per dormire saporitamente non occorre altro.

La legge non è sufficiente a fare diventare persone perbene ladri e delinquenti di ogni risma; altruisti gli egoisti; fedeli i fedifraghi; sobri gli alcolizzati; virtuosi gli empi; veritieri i bugiardi; parsimoniosi i prodighi a spese altrui; cittadini responsabili gli evasori fiscali e via salmodiando.

Eppure qualcosa bisogna fare per riportarci nel novero dei Paesi sviluppati, non fosse altro per il costo ormai insostenibile che il malaffare diffuso comporta.

Sanzioni certe e sollecite sono un efficace deterrente.

Per alcuni reati la condanna potrebbe consistere in prestazioni personali che ovvino al mal fatto e prevengano il suo ripetersi: chi sporca pulisca; chi rompe ripristini; chi emette assegni a vuoto o non paga i debiti non abbia credito, e così via.

Fare in modo che comportarsi bene convenga, valorizzando il civismo di tanti.

Considerare aggravante il venire meno del rapporto di fiducia da parte dei servizi pubblici e di pubblica utilità verso i cittadini.

Insegnare, indurre, sollecitare, aiutare a darsi una gerarchia di valori e praticarli concretamente fin da piccoli: in famiglia, a scuola, in società, con gli amici, sul lavoro proponendosi aggiustamenti migliorativi sulla base dell'esperienza propria ed altrui. Poco tempo fa dal parrucchiere una mamma in attesa del turno per un figlio già grandicello, giocava con il più piccino di un anno circa, rispondendo con un "grazie" affettuoso, appagante, pedagogico ad ogni gesto del bimbo ad essa gradito.

L'esempio, i comportamenti quotidiani infatti valgono più di molte parole: fare bene il proprio lavoro, dire la verità che si conosce, mantenere le promesse gli impegni e la parola data, in modo che gli altri possano farci conto.

Ed infine al termine della giornata quando si fa il bilancio dialogando con la propria coscienza, accertarsi che prevalga il rispetto e l'osservanza concreta dei valori di riferimento scelti.

Per dormire saporitamente non occorre altro.

Sternia.

La "sternia" era una pavimentazione con ciottoli di fiume che caratterizzava vie e piazze dei nostri paesi; ma anche di città, sulla quale è stato sovrapposto nel tempo un manto di conglomerato bituminoso.

Una alternativa di qualità era rappresentata dai cubetti di porfido o di altro materiale lapideo con dimensioni variabili a seconda se il traffico era pedonale o veicolare, la cui posa era affidata ad operai che sapevano il fatto loro.

Recentemente ho visto all'opera due di loro e li ho osservati con attenzione.

Lavorano seduti su uno sgabello con una sola gamba alto una spanna. Posano cubetti piccoli con spigolo di 5 centimetri. Guanti di gomma, zappettino con robusta penna all'altra estremità per rimuovere piccole asperità. Sabbia come sottofondo.

"Lignola" cioè filo teso tra due picchetti ad indicare il profilo longitudinale da osservare nella posa; tavoletta di legno per controllare la pendenza trasversale.

Disegno ad archetti contrastanti per la stabilità della pavimentazione: Saturazione con acqua e sabbia dello spazio tra cubetti; ultimi ritocchi con il mazzapicchio, sorta di cilindro di legno impugnato con entrambe le mani per eliminare le disparità in altezza tra cubetti.

In un metro quadrato ci sono 400 cubetti che vengono posati in  un'ora: un cubetto al suo posto ogni 9 secondi!

Capolavoro di abilità professionale in cui testa e mani si relazionano di continuo per trovare la migliore soluzione ai problemi del momento: come individuare a colpo d'occhio il cubetto più adatto per completare un archetto, scegliendolo da mucchietti ai lati.

I posatori sono ragazzi poco più che ventenni, probabilmente extracomunitari.

Gratificati dall'essere stati osservati.

 

23 ott 2015

Già preparati per il mondo nuovo.

Esprimere liberamente il proprio pensiero non è solo pratica di libertà garantita dalla Costituzione (art. 21), ma anche uno stimolante modo di produrre naturalmente endorfine,  alimentare la buona considerazione di sé e contribuire a fare altrettanto per quella altrui.

Persone gratificate e motivate di cui beneficia la società umana.

Realizzare, garantire e sviluppare queste condizioni non è agevole in presenza di situazioni statiche, o all'opposto crogiuoli di vitalità, oppure in transizione accelerata da ragioni contingenti.

Assumere come dono la libera espressione di chicchessia e corrispondervi con la propria non dà luogo solamente alla sommatoria di saperi ma ad una reazione il cui prodotto è un "quid novi", qualcosa di originale difficilmente ottenibile in altro modo.

Che non solo non crea problemi ma può concorrere alla loro soluzione o addirittura prevenirli.

Dispone al confronto con stimoli alla creatività, più accentuati se le persone coinvolte sono libere di intrattenersi su temi di comune interesse.

In cui non conta il prevalere di singole ragioni ma la capacità di giungere a sintesi condivise.

Partendo da elementi comuni che più si confanno a quanti si relazionano, ed operando con naturalezza.

Integrandosi, cioè rendendo vicendevolmente completi i rapporti tra diversi, aggiungendo ciò che manca.

Costruendone  di nuovi già frutto di convivenza benintesa e vissuta coerentemente, che fa di ciascuno l'abitante a pieno titolo del luogo in cui è.

Già preparati per il mondo nuovo, al quale tutti siamo fin d'ora chiamati.

 

22 ott 2015

Non è tutto oro ciò che luccica.

Nemmeno nel nord-est d'Italia è tutto oro ciò che luccica.

Infatti due rinomate banche di quelle parti sono ricorse per anni ad un trucchetto  gabbando decine di migliaia di risparmiatori e depredandoli di parecchi miliardi di euro.

La racconto come l'ho capita cercando di rispettare l'essenziale, desumendo le informazioni dall'editoriale del "Corriere della Sera" del 19 ottobre scorso.

Per concedere prestiti e mutui ai richiedenti queste banche non badavano alla loro serietà ed alla validità delle attività in atto o da intraprendere dal punto di vista economico e sociale (art. 41 Costituzione), quanto alla loro parallela disponibilità ad acquistare azioni delle banche stesse: tanto ti dò se comperi anche un tot di mie azioni a prezzo sopravvalutato.

Molte di queste azioni sono poi finite sul mercato ed acquistate da piccoli risparmiatori, magari dipendenti delle aziende stesse.

Va da sé che un siffatto modo di operare non poteva che portare alla bancarotta com'è puntualmente avvenuto. 

Con le azioni delle banche interessate che hanno perso l'80% del loro valore.

Tradotto in soldoni significa che sono andati i fumo dai 5 ai 7 miliardi; carta straccia per quanti se le ritrovano in portafoglio; spesso frutto di sudati  risparmi.

Al rapporto fiduciario tra banche e clienti si è sostituito un ignobile "do ut des", dare per avere, tra i due che avviavano l'operazione; uno dei quali, la banca, teneva saldamente il coltello dalla parte del manico.

Ed è finita con il "parco buoi" illuso ed abbindolato, o abusato vellicandone le create subdole aspettative di diventare beneficiario delle briciole del mercimonio.

Che il maneggio indegno sia potuto durare anni e che solo la crisi l'abbia fatto emergere, la dice lunga sulla tolleranza omertosa indotta  dalla commistione tra affari anche loschi e il sano ruolo che le banche sono chiamate a svolgere, distinguendo le prime da quante raccolgono risparmio e lo indirizzano nell'economia reale.

Nei casi di cui si tratta c'è solo  da augurarsi che i colpevoli siano individuati e restituiscano il frutto dell'inganno, mettendo a disposizione risorse e beni comunque intestati di cui hanno la disponibilità.

Salve ed impregiudicate le sanzioni per le responsabilità penali personali.

 

18 ott 2015

Se almeno due o più persone.

Importanti segnali provenienti da persone e realtà che conosco cui ritengo doversi prestare la dovuta attenzione.

"La piazza del sabato" di Laurana Lajolo (La Stampa 17 ottobre scorso) affronta il problema della capacità e necessità di assumersi responsabilità da parte dei cittadini, con riferimento al rischio reale e concreto che l'accorpamento con la Provincia di Alessandria privi Asti e l'Astigiano della sede di importanti e qualificati servizi che sono parte integrante e sostanziale della vita di 210 mila cittadini dal 1935.

Cioè questi servizi hanno concorso a strutturare l'insieme Asti-Astigiano e svolgono tuttora questo ruolo per il buon funzionamento del tutto.

Puntare i piedi perché questo impoverimento non abbia luogo è compito di tutti noi.

Alle forze politiche (partiti ed altro) compete in primis promuovere e organizzare questa disponibilità dei cittadini ad assumersi responsabilità.

Il fatto che a Nizza Monferrato si sia chiusa la sede del Partito Democratico, conferma purtroppo la penuria di volontà-capacità di assumersi responsabilità politiche.

Qualità che  di certo non sono mancate all'amico e compagno Dino Laspisa unico tesserato della città rimasto ( La Stampa citata).

Ma che da solo non può nemmeno sperare nella presenza di Cristo, che l'ha promessa se almeno due o più persone si riuniscono nel suo nome (Matteo, 18, 20).

 

14 ott 2015

In natura nulla è per caso.

Poca cosa, quattro millimetri in tutto, otto esili zampette, due nervosi baffi-antenne, occhietti appena visibili, bocca che si coglie dalle movenze; curioso accorto veloce sulla pagina che sto leggendo; non lo disturbo voltando foglio, sosta osserva drizza e cala i baffi-antenne.

L'ispezione dura qualche minuto; lo osservo meglio: ha quanto serve per fare quanto deve. Pare comportarsi con una sua razionalità: di fronte ad un ostacolo improvviso prima di affrontarlo ragiona per capire.

Forse cerca il suo habitat.

Entra in scena un nuovo personaggio: poco più di una capocchia di spillo; ha le ali.

I due si studiano attimi, poi ciascuno recita la sua parte come se l'altro non esistesse.

Chissà per quali ruoli sono stati programmati in natura e se hanno una qualche discrezionalità.

Per potere cogliere le mosse del più piccolo mi doto di lente: un battito d'ali più intuito che visto, un saltino è l'esito; come a dimostrare cosa sa fare.

In natura nulla è per caso;  anche così minuscolo ha quasi lo stesso mio DNA.

Sono entrambi alla mia mercé: non mi ergo a giudice o boia. Non hanno il potenziale per offendere: o più grossi o infinitamente più piccini allora sì.

Hanno terminato le loro cose e se ne vanno: il primo calandosi appeso ad una bava invisibile suppongo prodotta lì per lì, fino a toccare il pavimento mimetizzandosi in un attimo. Il secondo alzandosi – impensabile – in volo per chissà dove.

Hanno recitato la loro parte di ragnetto e moschina ma se lo sono veramente non so.

Perché  non ho visto tessere la tela, irretirla e goderne.

 

7 ott 2015

Il quantum di democrazia.

Nel dibattito in corso sulla democrazia è buona cosa non perdere di vista alcuni dei suoi punti fondamentali.

Intanto che è il men peggio finora escogitato e sperimentato per consentire una accettabile avanzata convivenza civile.

In soldoni significa potere assumere insieme le decisioni che servono per vivere meglio tutti.

A partire dalla famiglia, assemblea condominiale, bocciofila, pro-loco, fino al Parlamento.

Nelle realtà più prossime partecipandovi direttamente, poi delegando ad altri con le elezioni.

Scegliendo persone cui affidare pro-tempore e senza vincolo di mandato il compito di decidere per tutti., sulla base di un programma di massima condiviso da controllare via via nel corso della sua attuazione, chiedendo eventualmente conto all'eletto.

Nel corso della legislatura possono verificarsi fatti nuovi di cui l'eletto deve tenere conto; è quindi importante il rapporto di fiducia da instaurare tra l'elettore e l'eletto.

È auspicabile che la pratica democratica diventi costume, stile di vita e permei di sé ogni nostro atto.

Ricordando che dalla qualità dei fatti si può arguire il quantum di democrazia impiegato per porli in essere.

La democrazia aiuterà a fare scelte migliori se più cittadini la praticheranno con il piacere a la consapevolezza di giovare a sé ed agli altri.

Le istituzioni a tutti i livelli debbono garantire l'esistenza delle condizioni perché quanto precede sia possibile per tutti.

Demoralizzarsi se la democrazia non soddisfa è inutile. In questa casi bisogna incentivare e qualificare il proprio impegno, e non temere di disturbare il manovratore di turno all'occorrenza.

Disponendo noi italiani della Costituzione tra le più belle e buone del mondo, ed anche "manuale" per la pratica e lo sviluppo democratico cui attingere.

30 set 2015

Volevo la luna.

Ha girato la boa del secolo l'irriducibile compagno Pietro Ingrao prima di dire addio alla vita vissuta con intensità senza pari da protagonista.

Rivendicando il "non essere d'accordo", ma governando con alto senso di responsabilità le conquiste cui contribuì; unitamente alla realizzazione di sintesi sempre più avanzate stando "nel gorgo" degli accadimenti.

Nel PCI per portare i lavoratori a fare la storia, sì tra compagni ma anche con quanti si riconoscessero nei principi architravi della Costituzione: libertà dal bisogno, equità e giustizia sociale, progresso.

Convincimenti profondi maturati lottando contro ogni forma di totalitarismo e nella Resistenza contro il nazifascismo.

Propugnò e svolse con determinazione una pratica politica per realizzare un mondo nuovo che ben si confà con quello delineato da Felice Balbo nei suoi scritti: "Opere 1945-1964", Boringhieri: “Voglio avere sopra di me il cielo stellato, il sole vero, attorno a me le cose di ogni giorno, le sorprese, le novità, le cose strane e care che abbelliscono la nostra vita, voglio la Vita: i compagni lavorano e combattono perché i propri figli, gli uomini che verranno, abbiano sempre di più "quelle cose vere", perché tutti quegli uomini che oggi non hanno né pane, né cielo, né sole, né sorprese, né giuochi, né mezzi per una più ampia vita, possano averne”.

Pietro Ingrao ha concretamente operato per raggiungere questi obiettivi,  consapevole dell'incompiutezza del proprio fare perché, come scrisse, "Volevo la luna". 

Ed alla luna Lui e tutti noi ci stiamo avvicinando.

 

 

23 set 2015

Non è possibile nemmeno congetturare gli esiti.

Dal reportage di Domenico Quirico da Horges, Serbia (La Stampa 18.9 scorso), riassumo.

I migranti che trovo lì sono diversi, irriconoscibili da quelli che ho incontrato in altre difficili circostanze facendo il mio lavoro.

Sono diventati più duri e determinati; decisi ad ottenere un posto in cui vivere e lavorare in pace.

Ho l'impressione che lo pretendano.

Sanno organizzarsi, una marcia, un corteo; cartelli con materiali di ricupero con scritte appropriate: Grazie Serbia!, Europei: questi sono i vostri diritti umani?. E poi intrattenere rapporti, reperire taxi, trovare stazioni e treni, procacciarsi quanto serve per campare adattandosi all'ambiente e reagendo positivamente.

M'è rimasta impressa una giovane donna con il suo bambino: sa il fatto suo, consapevole, determinata, serena; con una mano lo sorregge e con l'altra lo rinfresca amorevolmente con l'acqua di una bottiglia di plastica.

Di mio aggiungo.

L'Europa è opulenta rispetto a loro. I suoi giovani sono però indispettiti, irritati, arrabbiati per quanto gli tocca in sorte: 40% di disoccupazione.

Scolarizzati, diplomati, laureati; la stragrande maggioranza disponibili a lavorare purchè dignitosamente. Molti scoraggiati, amareggiati, avviliti il lavoro non lo cercano neanche più e vivacchiano rintanati nel proprio guscio.

Se questa generazione decide di mettere in comune i problemi e richiederne la soluzione ci sarà molto da fare.

A tenerli a bada non servirà la repressione che ha fermato le "primavere arabe", o le blandizie a mascherare gli egoismi degli Stati nazionali, gli stessi che ritardano il cammino dell'Europa verso il federalismo; magari desiderando che ci fosse già quando le crisi evidenziano viepiù i limiti e le inadeguatezze di quanti dovrebbero provvedere.

Potrebbe presentarsi  il momento in cui  sarà pressante  l'obbligo di risposte serie, giuste, eque, solidali ai problemi, per potere proseguire insieme lo stimolante impegno per una vita migliore.

In difetto la giovane generazione del tempo potrebbe operare direttamente per soddisfare le proprie esigenze vitali.

Trattandosi di evento senza precedenti cui rifarsi non è possibile nemmeno congetturare gli esiti.

 

21 set 2015

Purché non ci arrendiamo alla banalità, all'utilitarismo, all'appagamento.

Il prof. Emanuele Bruzzone ha scritto  una lettera a "La Stampa" (16.9 scorso) da par suo: rigorosa, sapiente, in spirito di libertà e di servizio concretamente praticato.

Personalmente amo il Senato della Repubblica per avere avuto il privilegio di farne parte per un quinquennio ormai ultrasessantenne, quasi a suggello del massimo che si può attendere dalla vita.

Non v'è dubbio che la Costituzione, oltre che la madre di tutte le leggi è anche un "manuale" che aiuta la pratica e lo sviluppo della democrazia, appena adolescente al tempo della sua formazione ed approvazione.

Metterci le mani presuppone quindi mantenere intatte queste sue prerogative e semmai migliorarle.

È di tutta evidenza che la nostra democrazia abbia bisogno di essere concretamente praticata da tutti o almeno dai più.

I partiti che dovrebbero essere le palestre entro le quali ci si educa a questo, non eccellono certo nel loro compito.

È diffusamente avvertito che per  taluni aspetti di necessaria riorganizzazione dello Stato si debba rivedere la Costituzione.

Circa le modifiche per quanto riguarda il Senato si sta operando al meglio o si forza, correndo i rischi dai quali il prof. Bruzzone ci mette in guardia?

Dire di sì mi pare azzardato.

Che si possa migliorare metodo e merito è più che auspicabile.

Poi ci sarà il referendum con il determinante intervento degli elettori.

La democrazia può fare questo piccolo miracolo.

Purché non ci arrendiamo alla banalità, all'utilitarismo, all'appagamento. (Azar Nafisi, scrittrice).

 

15 set 2015

Che nessuno aveva mai visto e forse mai vedrà.

America attonita, bookmaker sul lastrico, bagarini impazziti, esperti e giornalisti esterrefatti; lo stadio da tennis più grande del mondo con l'ingresso che costa un occhio della testa "costretto" a vedere una partita che nessuno sognava potersi giocare e che nessuno aveva mai visto e forse mai vedrà (Vittorio Zucconi "la Repubblica"), le stesse protagoniste un po’ sorprese.

Due normali ragazze pugliesi che giocano bene e vincono da parecchio si giocano tra loro la finale del più ambito trofeo statunitense l' Us Open.

Flavia Pennetta e Roberta Vinci due grandi amiche abituate a non risparmiarsi mai, prima di giocarsela tra loro hanno superato le avversarie senza timori reverenziali.

Atleticamente equilibrate, belle persone le due amiche hanno giocato come sanno e non come le avversarie si aspettavano giocassero: tranquille, agili, pulite, precise, accorte, quanto serve di furbizia, servizio a velocità umana.

Poi corsa, tanta corsa riuscendo ad imporla anche alle avversarie, alla leader Serena Williams in particolare di altra stazza e potenza e conseguente fatica di tipo diverso, cui le nostre connazionali erano avvezze e loro meno.

Ed il pubblico invitato simpaticamente ad applaudire, avvinto dallo spettacolo applaude a scena aperta.

Come se tutto questo non bastasse, Flavia la vincitrice dichiara che nel corso dell'anno si ritirerà, si sposerà e farà altro.

Grata allo sport cui deve molto.

Consapevole che l'esistenza ha in serbo altre sorprese altrettanto gratificanti meritevoli di essere vissute.

 

9 set 2015

Aylan.

Il dramma di Aylan migrante di tre anni raccolto sulla battigia in Turchia morto annegato, ci ripropone l'interrogativo: perché è toccato proprio a lui bimbetto innocente mentre i rei di tanto male vengono risparmiati?

E più in generale, perché c'è chi muore dopo pochi secondi di vita mentre altri superano il secolo?

Ingiustizia cosmica o qualcosa di diverso accettabile dalla ragione?

Assumo che a tutti gli umani viventi sia dato di esprimere compiutamente la propria irripetibile unicità.

C'è chi lo fa nei pochi secondi di vita a disposizione inducendo effetti che durano nel tempo

Ad altri occorre l'intera esistenza per raggiungere la sufficienza in relazioni così implicanti tra unicità.

Tra  penuria e  dovizia, ovvero tra poco e molto, c'è la "normalità" con le sue possibili infinite variabili.

"Normale" si può definire quella riferibile ad Aylan, in questo caso testimone della non irragionevolezza dell'assunto.

6 set 2015

Non condivido il suo pessimismo.

In Europa per ora gli unici Stati in grado di dare lavoro ai propri cittadini e ad un significativo numero di migranti sono la Germania ed alcuni altri più a nord; tutti gli altri non ne hanno a sufficienza nemmeno per sé.

Per cui non resta che distribuirci solidaristicamente, razionalmente ed efficacemente quello che c'è. Ragionevolmente certi che questa situazione non sarà di breve durata, né si conoscono in  anticipo le strade giuste per non subirla oltre misura.

Ernesto Galli della Loggia nel suo editoriale sul "Corriere della Sera"  del 31 agosto scorso ne elenca in 4 punti le cause: migrazione di massa di dimensioni mai avvenute; scarsa natalità media europea, nemmeno in grado di mantenere gli attuali abitanti; deterioramento delle condizioni ecoambientali del Pianeta; mutamenti radicali in corso nell'ambito del lavoro in generale. Non cita le guerre in atto tra cui quella in Siria tra le più torbide, crudeli, sconvolgenti, tragiche per i combattenti e le popolazioni coinvolte.

Accenna ad alcuni interventi per affrontarle tra cui la costruzione in tempi medio-lunghi del consenso necessario per decisioni che comportano oneri immediati e vantaggi protratti. Cui aggiunge l'esigenza di corroborare nel Paese il sentimento collettivo di appartenenza e di condivisione degli obiettivi.

Di mio aggiungo l'esigenza di comportamenti e di esempi concreti agevolmente comprensibili ai più, dai quali trarre quanto serve ad ognuno per fare la propria parte.

Papa Francesco che va da solo come un comune cittadino a cambiare le lenti degli occhiali e non la montatura può rientrare tra questi.

Nelle conclusioni Galli della Loggia ritiene che le democrazie faranno ben poco di tutto questo e andranno "a occhi bendati come stanno facendo, verso le tenebre del futuro".

Non condivido il suo pessimismo.

Infatti l'Umanità programma già; lo dimostra la moltitudine di persone che senza alcuna preventiva intesa fanno insieme le stesse cose: esodi di massa mai visti impervi e dolorosi, non solo dall'Africa verso l'Europa ma anche tra altri continenti.

Analizzandoli con la necessaria attenzione si scoprirà che oltre agli specifici inediti problemi ci sono anche elementi utili per la loro soluzione.

Magari radicalmente innovativa, rivoluzionaria.

 

1 set 2015

450 milioni di abitanti.

Sembra paradossale ed invece no. Dall'Africa migrano in Europa i suoi figli migliori: giovani, in salute, preparati perché devono farcela: arrivare, stabilirsi, lavorare, guadagnare per vivere ed aiutare familiari e parenti rimasti.

Fuggono da guerre, miseria, vita di stenti senza speranza; richiedenti asilo, rifugiati od altro.

Dopo averli salvati con generoso impegno in mare o in altre circostanze, in Italia non trovano una situazione che li invogli a restare e preferiscono transitare andando a nord.

Ora l'Unione Europea ha stabilito delle quote per ogni singolo Stato aderente ed a queste ci si dovrà attenere.

Mentre si sta studiando il modo di farli arrivare sottraendoli al ricatto della criminalità e degli scafisti ed evitando che periscano durante il viaggio, si tessono rapporti con gli Stati di provenienza per realizzare lì condizioni di vita accettabili, per contenere le partenze e disciplinare per quanto possibile il fenomeno.

Papa Francesco prima ed ora anche Angela Merkel cancelliera tedesca invitano i Paesi europei a considerare i migranti non una iattura che disturba il  quieto vivere, ma una risorsa da valorizzare aiutandoli a diventare cittadini a pieno titolo negli Stati in cui vengono indirizzati.

Si muove anche l'Onu, seppure con i tempi e le modalità di una organizzazione mondiale che deve fare convergere su decisioni di profilo adeguato la volontà dei 193 Stati membri. Cogliendo la complessità di questo fenomeno migratorio mai verificatosi in passato, contribuendo a indicare ed attuare le iniziative che saranno decise.

Poche parole ancora con le quantità con le quali si devono fare i conti.

L'Europa conta circa 450 milioni di abitanti. Ci sono Stati in cui i migranti costituiscono già il 10% della popolazione, senza che ciò dia luogo a problemi particolari. Se si assume come media accettabile questa percentuale l'Europa e gli Stati che ne fanno parte  sono tranquillamente in grado di ricevere le quote loro assegnate. Specialmente se l'Onu contribuirà a fornire le risorse occorrenti, trattandosi di fenomeno che tendenzialmente e per non poco tempo coinvolgerà tutti i continenti con flussi da quelli poveri verso quelli più prosperosi.

31 ago 2015

Basilico.

Tornando dal mare in Liguria dal finestrino dell’auto sfila una vegetazione rigogliosa tra cui spiccano coltivazioni di basilico in pieno campo che mi fanno pensare.

L'anidride carbonica (CO2 ) nell'atmosfera è nutrimento per le piante di ogni genere, anche se in eccesso.

Imponenti quantità di resinose ed altre varietà offrono copertura e consolidamento ai pendii, altrimenti suscettibili di scoscendere e franare per le piogge sempre più violente e copiose in tempi ristretti.

Produzioni di eccellenti oli d'oliva, verdure, erbe officinali, gusti vari, distese di basilico per spaghetti al pesto: leccornie per noi e il Mondo.

Ossigeno buono ed utile che si libera dalla scissione della molecola CO2.

La natura risponde anche qui in modo vitale assumendo un inquinante e restituendoci beni.

Le esagerazioni che mettono in pericolo questo miracolo continuo sono solo colpa nostra – produrre quantitativamente sempre di più, il guadagno finanziario soprattutto – di cui dobbiamo emendarci prima possibile.

Miracolo che rimanda il pensiero a Marina che ha collaborato con competenza e generosa disponibilità alla ricerca di una presenza femminile italiana di qualità per un importante impegnativo intervento ad un Forum internazionale sulla condizione delle donne nel mondo.

Nonostante la calura, l'afa e le vacanze.

 

Marina.

Marina: giovane, etica, altruista, vitale s'è battuta con fiducia, impegno e coraggio contro un male insidioso e perfido: tumore alla mammella con metastasi.

Crescita incontrollata di cellule impazzite, prodotte dal suo organismo, che volevano a tutti i costi riprodursi e vivere. Ingannando il sistema immunitario che altrimenti le avrebbe eliminate in un batter di ciglia. Il più saggio tra i medici che l’hanno avuta in cura ha sussurrato: “un dolore allo spirito, che non riesce a farsi lacrime o parole, può fare questo al corpo”.

Al funerale nella sua cittadina contornata di monti un raggio di sole s'è fatto strada tra  le cime incappucciate di nubi e l'ha baciata invitta e degna.

 

 

3 ago 2015

Discrasie e inconvenienti.

È evidente e dichiarato il disegno di Matteo Renzi di volere realizzare un rapporto sinergico tra il Partito Democratico  ed  i suoi Gruppi parlamentari su cui si regge l'attuale maggioranza di governo, nel rispetto delle rispettive autonome prerogative.

Mantenendo nella sua persona il ruolo di presidente del consiglio dei Ministri e di segretario nazionale del Partito Democratico.

Con lo scopo di ottimizzare i rapporti ed il lavoro per realizzare le riforme necessarie al razionale ed efficiente funzionamento del sistema-Paese nel mondo globale.

È sotto gli occhi di tutti la gravosità di questo compito sulle spalle di una sola persona, aiutata da collaboratrici/tori di indubbia capacità e disponibilità ed affinatisi nel corso del non grande lasso di tempo di comune lavoro istituzionale.

Va da sé che si tratta di un dichiarato straordinario impegno limitato alla legislatura in corso per produrre l'intelaiatura nuova da sviluppare nel tempo con l'avvicendarsi democratico di governi e maggioranze.

Pare sensato mettere in conto discrasie e inconvenienti che si sono già in parte verificati, si verificano e continueranno, auspicabilmente in misura minore col progredire dei miglioramenti e vantaggi che sopravverranno.

La sfida è di riuscire a tenere in equilibrio il tutto in modo che i vantaggi per il Paese prevalgano rispetto ai disagi, da contenere ma non interamente eliminabili.

Il Partito Democratico è chiamato a dimostrare di avere compreso quanto succintamente accennato e di sapersi attivare a tutti i livelli – il lavoro è nazionalmente impostato e deve essere fatto proprio e sviluppato dai circoli sul territorio – per rispondere efficacemente all'impegnativo compito che gli si richiede.

Non di semplice cinghia di trasmissione ma di interlocutore intraprendente che si confronta coi cittadini e le  altre forze politiche e che, all'occasione, non si perita di disturbare il manovratore se questo giova per ottenere migliori risultati dal lavoro comune, nell'interesse e per il bene dei cittadini e dell'Italia tutta.

 

Comportamenti, pensieri, ricordi.

Fare colazione come un re, pranzo come un principe e cena come un povero.

Camminare un po’ tutti i giorni.

Dormire almeno 7 – 8 ore ogni 24.

Tenere in esercizio mente e cervello.

Utilizzare il corpo avendone cura.

Circa il suo peso puntare a quello che si aveva a 30 anni.

Intrattenere rapporti interpersonali e sociali; preziose le amicizie.

Riservare del tempo per sé.

Fare bene ciò che si fa e provare piacere.

Sapere ragionare; essere sempre in condizione di farlo.

Affrontare le avversità come vita e non come accidenti.

Sono nato quando l'età media dei maschi era di 47 anni, adesso è di 80.

Comportarsi con gli altri come vorremmo che gli altri si comportassero con noi.

Fare cose "strane" quando se ne avverte l'uzzolo.

Condividere gioie e dolori.

Anziani: possono fare cose da giovani, tenendo conto che non lo sono più.

Con l'età s'apprezzano meglio gesti semplici, istintivi, spontanei, generosi.

In ricordo di due amici astigiani di oltre novant'anni che ci hanno lasciato:

Dino leale, dedito, probo, tutto d'un pezzo. Con i suoi commilitoni resistette ai tedeschi che invasero l'Italia dopo l'8 settembre 1943 a sostegno della nascente repubblica fascista di Salò.

Pino attento al suo tempo, colto, di laboriosa famiglia; si formò nella buona società dell'epoca svolgendo poi incarichi di responsabilità nel mondo del lavoro.

Esempi di vite ben vissute.

 

30 lug 2015

1400 anni luce.

Alle autorevoli indicazioni per rimodellare la nostra vita fornite dall'Enciclica “Laudato si'” di Papa Francesco e da Luca Mercalli attraverso i canali di cui dispone ed i suoi libri, e costruire una ecocompatibilità al passo coi tempi, s'aggiunge la calura africana reale e percepita di questo rovente mese di luglio.

Della quale ebbimo un assaggio nel 2003 con 70.000 morti in Europa.

Il quadro si precisa sempre più: di pianeti vivibili come la Terra non v'è traccia nel nostro sistema solare, quindi dobbiamo tenercelo caro.

Anche se in questi giorni ci dicono che qualcosa di simile c'è ma in un altro sistema solare lontano da noi 1400 anni luce, cioè un numero di chilometri che manco si riesce a scrivere.

Qui fa un caldo boia che cambia tutto in peggio; dobbiamo quindi contrastarlo con atti concreti, perché le nostre vigne,  gli ulivi,  i ghiacciai sono lì e lì devono continuare ad esserci e vivere; tutti noi e gli altri viventi con loro.

Non consumando più combustibili fossili: carbone, petrolio, gas che non si rinnovano ed i cui  residui sono la causa dei nostri guai.

Prima che il deterioramento in corso raggiunga limiti di non ritorno: grosso modo nei prossimi venti-trent'anni per intenderci.

Facendo scelte globali – in parte già in attuazione – attrezzandoci mentalmente e materialmente ad essere felici con più e diversa qualità e meno quantità.

Sperimentando ed anticipando nel piccolo liberamente e consapevolmente scelte necessarie, per non esservi costretti poi.

Costruendo su questo tema vitale solidarietà altrimenti impensabili e praticarle prima possibile.

Consapevoli che questo  impegnativo lavoro potrà richiedere ( generare? ) un rimescolamento sociale e nuovi più avanzati equilibri.

 

La Federazione Europea si costruisce con i Popoli e gli Stati che ci sono.

"l'Espresso" del 23 luglio scorso ha posto in copertina la fotografia del ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schäuble con la scritta: “Il padrone d'Europa. Quest'uomo fa paura. Anche a noi” (goo.gl/YElAU9).

Sappiamo che i titoli devono stimolare ed anche "provocare" e stiamo al gioco.

Da pigmeo a gigante dico invece che non fa paura, anzi se non ci fosse bisognerebbe procurarcelo.

Non c'è dubbio che è sostenitore di una Unione Europea elitaria, cioè dei più bravi con la Germania al primo posto.

Seguirebbero poi altri che potranno via via accedervi se accettano l'impostazione dei primi e dimostrano di sapercela e potercela fare.

Un progetto chiaro, che a molti non piace tra cui m'annovero.

Allora bisogna lavorare ad un progetto diverso, alternativo, capace di meglio interpretare il senso e le prospettive di un'Europa Federale che agisce come soggetto autonomo, unitario per libera scelta, superando i limiti dei singoli Stati nazionali.

Facendo concorrere le differenze e le originalità dei popoli per dare vita ad una identità nuova che le riassuma tutte, a formare la quale ciascuno apporta il meglio.

Le nuove generazioni spingeranno in questo senso perché esse avvertono di più la differenza tra quanto c'è e quanto occorrerebbe per sviluppare il potenziale  di cui sono portatrici; accompagnate dalla lungimiranza di quanti vi porranno con loro mano.

Se s'intende operare così allora uno tosto come il ministro tedesco non solo non deve spaventare, ma stimolarci a mettercela tutta per dimostrare che i limiti del suo progetto sono che la Federazione Europea si costruisce con i Popoli e gli Stati che ci sono, o non è.

E che l'Europa dei migliori è un simulacro già finito prima di esistere.

Perché avoca arbitrariamente a sé il diritto di decidere per tutti, che appartiene invece ai popoli che europei lo sono già ed ambiscono federarsi contribuendo a darsi regole comuni condivise.

Quindi gli Stati europei facenti parte dell'Unione Europea prima si pongono  l'obiettivo della Federazione e ci lavorano meglio è.

19 lug 2015

Plutone.

Nell'universo infinito c'è qualcosa di abbastanza definito e noto: il sistema solare con il pianeta Plutone buon ultimo laggiù a 5913 milioni di chilometri dal sole.

Il 14 luglio scorso ha iniziato a fotografarlo da una distanza di 12 mila chilometri la sonda USA New Horizons – una attrezzatura molto sofisticata a forma di pianoforte  - che lo ha raggiunto dopo un viaggio durato 9 anni e mezzo alla velocità di 43 mila chilometri l'ora.

Le fotografie arriveranno tutte sulla Terra nel giro di qualche anno.

Viaggiando quasi alla velocità della luce i segnali della sonda impiegano 4 ore e mezza per arrivare sulla Terra da Plutone.

Quando avrà documentato cosa c'è su questo pianeta la sonda continuerà il suo viaggio alla ricerca di altre presenze nello spazio interstellare.

Con questo viaggio è stata completata l'esplorazione del sistema solare costituito da: Mercurio (58), Venere (108), Terra (150), Marte (228), Giove (778), Saturno (1427), Urano (2870), Nettuno (4497), e Plutone (5913). In parentesi la distanza dal sole in milioni di chilometri.

Più lontano ed ancora in giro nello spazio interstellare senza un obiettivo preciso, sono arrivate finora due sonde Voyager lanciate nel 1977 e le due Pioneer del 1972 e 1973.

Del sistema solare siamo gli unici abitanti.

Un eccezionale privilegio che potremmo goderci in pace.

Dipende solo da noi.

 

I fuorilegge della scuola.

La riforma della scuola è legge dello Stato. Un tassello importante per l'adeguamento ai tempi del sistema-Paese.

È stata oggetto di dibattito, critiche, manifestazioni durante l'iter di formazione ed approvazione.

Vi hanno contribuito anche  settecentomila lavoratori-studenti antesignani, che negli anni '60 si sono battuti per ottenere dalla scuola superiore e dall'università orari confacenti e attenzione particolare al rapporto scuola-lavoro, non contingente ma permanente, nel quadro dell'aggiornamento e della formazione continua.

Questa loro esperienza è stata compendiata nel libro “I fuorilegge della Scuola” edito dalla Provincia di Torino ed inviato alla ministra Stefania Giannini in data 29 ottobre 2014.

È possibile, probabile, auspicabile che se ne discuta ancora e lo si faccia per applicarla e migliorarla se ed ove occorra in corso d'opera, utilizzando intelligenza, esperienza, imprenditività e voglia di fare bene di quanti vi hanno mano. Anche per messe a punto sulla base di quanto potrà scaturire nel praticarla.

Una scuola per vivere e operare meglio tutti, in un mondo nel quale conterà sempre di più la capacità di pensare e fare in relazione alle situazioni in cui ci si verrà a trovare tenendo conto dei desideri, sensibilità ed attitudini di ogni persona.

Riconoscendo l'impegno ed il merito ovunque si manifestino, per la riuscita della straordinaria impresa di dotare tutti del necessario per realizzarsi nel corso della propria esistenza.

Sviluppando una società di qualità potenzialmente illimitata

Perché la vita si nutra di stimoli e voglie nel suo intero divenire: Non certo un  Eden senza contraddizioni, ma una moltitudine di soggettività capace di fare interagire l'unicum di ciascuno suscitandone la migliore espressione, gratificandosi a farlo.

Nella consapevolezza che è la strada giusta e sostenibile umanamente ed eco-ambientalmente, perché consente a tutti di beneficiare equamente della ricchezza prodotta dal lavoro comune in armonia con le leggi che governano il riprodursi delle risorse naturali per il vivere civile e di qualità di miliardi di persone, quante ne potrà ospitare nostra madre Terra bene accudita.

A tutto questo la scuola riformata certo non s'oppone.

Fare in modo che giovi dipende in buona misura dagli attori più direttamente coinvolti: discenti, docenti, famiglie e quanti vi operano a vario titolo.

Per quanto sa e può nessuno si chiami comunque fuori.