27 dic 2011

Elezioni amministrative astigiane 2012

Al lamento di una improbabile sospensione della democrazia
parlamentare, prontamente rintuzzato dal Presidente della Repubblica,
il centrosinistra risponde concretamente con più partecipazione
democratica, invitando i cittadini di Asti alle primarie del 22
gennaio prossimo, per scegliere il candidato sindaco della Città nelle
elezioni che si terranno nella primavera del 2012.
I concorrenti alle elezioni primarie sono Fabrizio Brignolo indicato
dal Partito Democratico, Anna Bosia dalla lista Uniti per Asti,
Alberto Pasta dall'IdV, Massimo Campaner da SEL.
Al voto possono partecipare tutti i cittadini in possesso della
tessera elettorale. La dislocazione dei seggi in cui si voterà sarà
comunicata in tempo utile.
La persona che otterrà il maggior numero di voti sarà il candidato
sindaco di Asti per la coalizione di centrosinistra.
Da tempo i concorrenti si confrontano con i cittadini sui problemi
della città, le possibili soluzioni e le relative priorità.
Con il voto alle primarie i cittadini influiscono direttamente sulla
scelta del candidato e sulla formazione del programma con il quale
egli si presenterà per essere eletto sindaco.
Le primarie non sono obbligatorie, perciò i partiti e/o le coalizioni
che le scelgono avvicinano la politica ai cittadini affinché alle
decisioni che riguardano tutti possano partecipare quanti lo desiderano.
Queste primarie hanno poi un'importanza particolare perché il Comune
avrà parte non da poco nell'equa distribuzione del peso della crisi in
corso e sui passi da compiere perché la ripresa si basi sul lavoro e
sull'economia, con al centro la qualità della vita delle persone, la
salubrità e la sicurezza del territorio e dell'ambiente, la tutela
dell'agricoltura, la cultura, il sapere e il saper fare. Con la
finanza che amministri i proventi frutto del lavoro di tutti, a
sostegno di iniziative serie e congruenti.
Andare a votare rafforza questi principi e contribuisce alla loro
affermazione.

22 dic 2011

Respiro del Mondo

Diciamocela tutta. Dalla crisi se ne esce solo in avanti con più qualità. E per e con questa lavorare e fare più Pil per vivere meglio, pagare man mano i debiti, diminuire le differenze tra chi ha molto e chi ha poco, praticare stili di vita più sobrii. Dare tutti il meglio e riconoscerselo.

Nessun esperto sa, o può o vuole dire di più. Ma ciascuno di noi nel suo piccolo sa cosa serve fare o non fare per raggiungere l’obiettivo e trarre da questa esperienza una ulteriore lezione; utilizzandola per fare un passo avanti nel modo di vivere personale e collettivo.

Alcuni esempi.

-       Fare in modo che ogni persona possa dare quello che sa e ricevere quanto le occorre per vivere dignitosamente;

-       Prestarsi solidarietà e aiuto reciproco perché ognuno possa esprimere il meglio di sé;

-       La fiducia tra persone è utile per intrattenere rapporti sani, duraturi, efficaci, soddisfacenti; essa va curata, alimentata, sviluppata; può cambiare in meglio il corso degli eventi;

-       La competizione deve servire per far emergere i talenti e non per prevalere comunque;

-       Siamo strettamente connessi, al punto che se si muove una foglia fuori posto in Australia può generare uno tsunami a Gibilterra;

-       Gli abitanti di realtà “Patrimonio dell’Umanità” secondo l’Unesco, hanno lo stesso interesse a contenere l’aumento medio della temperatura sulla Terra entro i due gradi centigradi (2°C) rispetto al periodo pre-industriale, di quanti vivono nelle aree più neglette del pianeta;

-       Il vissuto delle persone, cioè la loro vita, è elemento importante per valutarne credibilità e affidabilità;

-       Siccome la crisi è di sistema, cioè generata da comportamenti sbagliati di una pluralità di persone operanti in molteplici situazioni, per uscirne bene bisogna capire quali sono e correggerli;

-       Si tratta di un diffuso lavorio democratico, che farà emergere leader coerenti con gli obiettivi che ci si dà e le modalità per raggiungerli, capaci di portarlo a sintesi risolutive in situazioni specifiche; che serviranno anche d’esempio laddove si sta ancora ricercando;

-       Porsi in sintonia con il respiro del Mondo, così unici come siamo, ed interagire con gli altri, fa scaturire contributi originali che nessuno può offrire in nostra vece, dando compiutezza agli esiti del lavoro comune.

Pensarci non costa. Correggere, migliorare, aggiungere si può. Provarci nel nostro quotidiano operare è possibile. Dai risultati si vedrà se è conveniente e giovevole.

 

 

 

 

21 dic 2011

Speciale elezioni amministrative astigiane 2012

Una simpatica signora astigiana del tempo andato, esortava, ad iniziare la campagna elettorale successiva, il giorno dopo le elezioni appena concluse. Come dire che la campagna elettorale era nelle cose che si fanno tutti i giorni, con accentuazioni e finalizzazioni particolari in corrispondenza delle elezioni, complice l’acuirsi dell’attenzione dei cittadini per i problemi di interesse generale.

Alla selezione dei candidati provvedevano i partiti, in particolare nelle realtà più consistenti; altrove vi concorreva e/o suppliva la notorietà personale dei candidati, il cui vissuto personale e la professionalità erano significativi elementi di legittimazione.

Nel nostro tempo si vanno affermando le elezioni primarie di partito e/o di coalizione, per designare i candidati.

La prossima primavera si terranno ad Asti ed in molti comuni della provincia, le elezioni amministrative (sindaci e consiglieri comunali).

Per scegliere il proprio candidato sindaco di Asti, il centrosinistra ha indetto le primarie che si terranno il 22 gennaio prossimo; potranno parteciparvi tutti i cittadini in possesso della tessera elettorale. Vi concorrono le seguenti persone, indicate dai partiti o liste di provenienza: Fabrizio Brignolo (Partito Democratico), Anna Bosia (Uniti per Asti), Alberto Pasta (Idv), Massimo Campaner (Sel).

Altre forze politiche e liste hanno già il candidato sindaco, individuato con modalità loro proprie: Mariangela Cotto (Noi per Asti), Giovanni Pensabene (Rifondazione), Gabriele Zangirolami (Movimento 5 stelle). Probabilmente se ne proporranno ancora.

Nelle primarie del 22 gennaio prossimo i cittadini potranno quindi indicare la persona che ritengono più adatta a rappresentare la coalizione di centrosinistra nelle elezioni del sindaco di Asti che si terranno nella primavera del 2012.

Le primarie rappresentano anche un’occasione importante per discutere della città e dei suoi problemi e di come i vari concorrenti sindaci intendono affrontarli. Tenendo anche conto della particolare, difficile situazione economico-finanziaria, del lavoro e delle attività produttive in cui ci troviamo; che richiederà al nuovo sindaco ed al consiglio comunale un di più di impegno, autorevolezza e capacità rispetto al passato.

Siccome poi ci sarà comunque bisogno della collaborazione di ulteriori intelligenze, competenze e disponibilità, le primarie contribuiscono a farle emergere così da poterne disporre all’occorrenza.

 

 

16 dic 2011

Russia, Siria, Duban

Russia.

Decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Mosca per chiedere legalità, chiarezza e provvedimenti contro il malaffare che alligna nella società. Si tratta di una protesta forte e civile che riguarda anche il partito di Putin, accusato di brogli nelle recenti elezioni della Duma (parlamento). Nonostante ciò, questo partito ha perso la maggioranza assoluta di cui disponeva. Ora per governare dovrà accordarsi con altre forze politiche, cedendo ad esse parte del potere che da tempo gestiva in solitudine.

Si è determinata quindi una situazione che, se non mette in discussione l’obiettivo si Putin di essere rieletto alla presidenza, lo costringe però a tenere conto del protagonismo dei cittadini e delle modalità con cui esso si manifesta: consapevole, coinvolgente, inclusivo e pacifico.

Siria.

La Lega Araba ha sanzionato le violenze e le uccisioni perpetrate dalla polizia e dall’esercito di Assad, nei confronti di cittadini che da mesi rivendicano libertà, giustizia, lavoro e dignitose condizioni di vita.

Anche la più vasta comunità internazionale ha espresso forte riprovazione e minacciato restrizioni economiche nei confronti del governo.

Il Paese è percorso da scioperi e manifestazioni. Sono in atto scontri armati tra militari lealisti e disertori. Complessivamente si parla di migliaia di morti, di decine di migliaia di persone incarcerate, vittime di violenze o che non danno notizie di sé.

Sono particolarmente attivi i giovani che non intravedono alcun futuro degno. E’ verosimile che non demorderanno fino a quando le loro istanze non troveranno ascolto ed accettabile soddisfazione.

Ad oggi sono pochi a ritenere che Assad sia in grado di riprendere il controllo della situazione e garantire l’incolumità dei cittadini e il libero esercizio dei loro diritti.

Duban (Sud-Africa).

La perseverante determinazione della signora Maite Nkoana-Mashabane, ministro degli esteri del Sud-Africa, ha ottenuto il voto finale unanime della 17^ Conferenza delle Parti che hanno sottoscritto la Convenzione Onu sui Cambiamenti del Clima, conclusasi all’alba dell’11 dicembre scorso a Duban.

Con questo voto tutti gli Stati del Mondo riconoscono praticamente che il cambiamento del clima esiste, che è grave e va assolutamente contrastato. Essi si impegnano quindi a stipulare entro il 2015, un accordo con gli atti concreti da compiere a partire dal 2020. L’accordo vincolerà gli stati firmatari a contenere entro due gradi centigradi (2° C) l’aumento della temperatura sulla Terra rispetto all’era pre-industriale.

Fin d’ora ciascun Stato deve perciò organizzarsi in modo da rispettare gli impegni assunti e le scadenze indicate.

A tutti l’augurio che le prossime Festività siano occasione di pace, solidarietà, giustizia.

 

 

 

 

12 dic 2011

PIL

Per essere considerato un Paese affidabile, l’Italia dovrebbe avere il Pil (Prodotto interno lordo, cioè quanto si produce in Italia in un anno) in crescita tra l’uno e il due per cento. Con il bilancio dello Stato in pareggio, cioè entrate e uscite che si equivalgono. E’ una qualità di vita accettabile per tutti.

Attualmente abbiamo il Pil che non cresce; un disavanzo del bilancio annuale – cioè maggiori spese rispetto alle entrate – del 4% circa; una qualità di vita oggettivamente inadeguata per il 15, 20% degli abitanti (famiglie monoreddito, pensionati al minimo o con meno di mille euro al mese, famiglie con disabili e/o anziani a carico; cassintegrati e senza lavoro, in particolare giovani). Inoltre siamo indebitati per oltre 1850 miliardi pari al 120% del Pil. Su questo debito paghiamo interessi per 85 miliardi l’anno.

In passato ci siamo già trovati in situazione analoga e la cura adottata fu semplice e facilona: svalutazione della lira anche del 20% e oltre; quindi pagavano soprattutto i redditi da lavoro a causa del minor potere d’acquisto di paghe e pensioni, ed i risparmiatori con la svalutazione del capitale investito.

Un modo subdolo che molti stentavano a capire, pur subendone le pesanti conseguenze.

Con l’ingresso nell’Italia nell’euro (anno 2001), questa pratica disdicevole e socialmente iniqua non è più possibile. Dobbiamo quindi comprendere le cause di questo malessere e porvi rimedio; con modi e tempi che facciano salva l’irrinunciabile condizione, di poter vivere in modo degno per noi stessi e per realizzare quanto serve per mettere a posto le cose.

I miliardi di euro che occorrono per avviare e portare a regime le operazioni necessarie, devono essere reperiti con tagli di spese superflue e chiedendoli soprattutto a quanti ne posseggono assai, e possono darli senza nocumento per il loro tenore di vita e per l’attività svolta.

La prosecuzione è compito di tutti, rimboccandoci fin d’ora le maniche.

 

 

 

 

Elezioni amministrative astigiane 2012

Una serata ben riuscita quella del 5 dicembre scorso presso l’ex sala consiliare di Asti, organizzata dalla rivista “Culture”, rappresentata da Laurana Lajolo che ne ha anche curato lo svolgimento.

All’inizio Giampiero Vigna ha ricordato Giorgio Platone, assessore all’urbanistica nella sua giunta negli anni ’70, recentemente scomparso. Evidenziandone personalità, competenze e lungimiranza, generosamente dispensate a servizio dei cittadini e nell’interesse della città.

A seguire, i candidati sindaci alle elezioni di primavera sono intervenuti in successione secondo l’ordine alfabetico, rispondendo a numerose domande su argomenti di interesse della città, poste dai cittadini che gremivano la sala.

Ad oggi essi sono: Fabrizio Brignolo (PD), Anna Bosia (Uniti per le frazioni), Alberto Pasta (Idv), Massimo Campaner (Sel), tutti consiglieri comunali uscenti, tra i quali con le elezioni primarie del 22 gennaio prossimo sarà scelto il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra; Mariangela Cotto (Uniti per Asti), Giovanni Pensabene (Rifondazione), Gabriele Zangirolami (Movimento 5 stelle). Il sindaco Giorgio Galvagno (Pdl) che si riproporrebbe, era assente per impegno sopravvenuto.

Si riportano alcuni degli argomenti trattati, con una sintesi delle risposte prevalenti:

-       Emergenza casa: proposte per affrontarla e per rimuovere le cause che la determinano;

-       Cultura: è essenziale per lo sviluppo ed è un proficuo investimento economico;

-       Asti e i giovani: rendere attraente la città perché vi rimangano ed operino;

-       Tangenziale sud – ovest (TSO): anche in versione ridotta (300 milioni)costa troppo;

-       Servizi per persone e famiglie: sono irrinunciabili e rappresentano elemento di equità sociale;

-       Macroarea TO, MI, GE: individuare il ruolo di Asti e redigere il nuovo Piano Regolatore con esso coerente;

-       Mobilità: realizzarla con modalità salubri, torna l’idea di utilizzare l’anello ferroviario come metropolitana, garantire servizi ferroviari adeguati;

-       Ruolo dei cittadini: iniziative di democrazia partecipata con il Comune reattivo e disponibile;

-       Territorio: investire in sicurezza e prevenzione nei confronti di dissesti ed esondazioni;

-       Centri commerciali: la città ne è ormai satura;

-       Lavoro, imprese, ripresa: fermare l’emorragia, invertire il trend, con sindaco, comune, istituzioni ed enti vari a fare squadra;

-       Parchi e sistema del verde: considerati risorsa vitale da curare e sviluppare;

-       Riconoscimento Unesco come “patrimonio dell’umanità” di territori a vite e relative aziende: ritenuto obiettivo importante dal punto di vista economico e stimolo per migliorare la qualità del prodotto e del contesto ambientale.

L’idea che i problemi che ci stanno di fronte possano trovare idonea soluzione solo se si mobilitano intelligenze e volontà diffuse, ha trovato positivo riscontro nel corso della serata.

 

 

 

 

6 dic 2011

Lucio e Giorgio

Lucio Magri classe 1932, ha deciso di farla finita con la vita; l’ha prostrato la solitudine dopo la morte della moglie.

Colto, brillante, appassionato, vitale, convincente; forse un po’ narciso. La politica come vita, a sinistra, comunista. Non c’era difficoltà con cui non si cimentasse, generoso e rigoroso: protagonista nella seconda metà del secolo scorso.

Viene ricordato soprattutto per aver fatto parte del gruppo dissidente nel Pci, poi espulso, che fondò “Il Manifesto”. Senza tentennamenti per la libertà e la democrazia con la politica; giustizia ed equità sociale secondo il principio: da ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i proprii bisogni. I partiti come supporto per realizzare questi obiettivi.

Gli dobbiamo tutti molto. L’accolga nel suo grembo la terra che ha amato.

 

Se n’è andato anche Giorgio Platone, illustre cittadino di Asti. Una vita per la scuola, assessore all’urbanistica in Comune negli anni ’70, poi consigliere. Fautore del Piano Regolatore lungimirante e di qualità, che ha disciplinato una fase importante di trasformazione della città; formatore del Personale per la sua applicazione.

Rigoroso nel maturare i propri convincimenti, paziente e determinato nel realizzarli. Integerrimo e di alto profilo il suo ruolo a servizio dei cittadini e del bene comune. Innata la propensione a coniugare competenza e politica, per realizzare migliori condizioni di vita per tutti a partire dai ceti più disagiati. Trovando a sinistra i partiti di riferimento – per lui il Pci – che incarnavano questi principi.

All’annuncio della sua scomparsa, dalla sala Pastrone del teatro Alfieri – gremita per un convegno sull’urbanistica – s’è levato spontaneo, un applauso memore e riconoscente.

 

 

 

 

2 dic 2011

Milan - Barcellona

La recente partita di calcio di Champions League Milan – Barcellona, vinta per 2 a 3 dagli spagnoli è stata un godimento per lo spettacolo e una lezione di vita.

Il Barcellona.

Una squadra che gioca divertendosi e divertendo ed in questo modo arriva al goal, e spesso alla vittoria. Le caratteristiche personali dei giocatori, tutti bravi, sono poste in risalto dal tipo di gioco praticato, nel quale le diversità concorrono in modo armonico. Ne risulta un insieme complementare e coeso, nel quale ciascuno esprime il meglio di sé e aiuta gli altri a fare altrettanto, essendone aiutato a sua volta: in modo normale, naturale, come vita. Dentro c’è egoismo, altruismo, generosità e tant’altro, ma in dosi tali da determinare equilibrio, consapevolezza, senso di responsabilità e convergenza tra i destini personali e quelli comuni. Non vorrei farla troppo grossa: si tratta di un gioco e tale rimane. Ma l’impressione è che siamo di fronte ad un fenomeno al quale concorrono cultura, solidarietà, stili di vita e il convincimento che per stare bene insieme sia meglio, non solo giocare, ma anche vivere così.

Il Milan.

Ha tenuto botta. Ma con evidente fatica, soprattutto per comprendere le caratteristiche basilari dell’antagonista, la sua filosofia. E ne ha fatto una questione di agonismo e di amor proprio, mettendocela tutta e finendo stremato. Ogni giocatore ha dato il meglio dal punto di visto fisico e sportivo, ma in ognuno c’era dell’altro che non è stato utilizzato, con scapito per l’efficacia del lavoro svolto.

Forse l’allenatore l’ha capito, ma lì per lì non ha certo potuto sopperire all’evidente divario rispetto agli avversari, posti nella condizione di utilizzare appieno le risorse di cui ciascuno disponeva, per fare di ogni gesto un atto vitale.

Ad un certo punto della partita si è avuta la sensazione che gli spettatori si rendessero conto dell’inanità dell’impegno profuso dai rossoneri, non tanto per l’esito numerico della contesa, quanto per la sostanza. Come se – paradossalmente – il risultato fosse indifferente a definire il vincitore sostanziale, tanto era palese la differenza qualitativa tra chi stava in campo.

 

 

 

 

30 nov 2011

Speciale elezioni amministrative astigiane 2012

Giunto al termine della legislatura il sindaco di Asti Galvagno ha spiegato agli studenti delle scuole superiori “come voglio far crescere Asti” (“La Stampa” 26.11.11). Loro hanno risposto che si tratta di parole ripetute, di sogni di carta, di progetti dispendiosi e che le priorità sono le persone diversamente abili in difficoltà, il lavoro che manca, i negozi che chiudono, l’assenza di futuro per i giovani.

Infatti dal sindaco uscente, che potrebbe ricandidarsi per un altro mandato, ci si attende il rendiconto delle cose fatte, dei problemi risolti, delle migliorie apportate alla città ed al livello di vita dei cittadini. Ed in base a ciò – e non a vaghe idee – poter valutare il suo operato.

I sindacati provinciali, Cgil, Cisl, Uil hanno dato vita ad una serie di iniziative con la presentazione di proposte per affrontare i maggiori problemi che affliggono cittadini, famiglie, imprese: adeguatezza e qualità degli interventi regionali sulla sanità e funzionamento dei servizi pubblici in generale, esenzioni per le fasce deboli; emergenza abitativa, lotta all’evasione ed equità fiscale, tagli ai costi della politica, misure concrete per il lavoro e la crescita. L’obiettivo e di far sì che il 2012 sia l’anno di svolta per la rinascita di Asti e dell’Astigiano. In proposito i sindacati stanno preparando uno studio di respiro territoriale con il contributo dell’Università, cui far riferimento per migliorare l’efficacia del lavoro da svolgere.

E’ auspicabile che questa proposta trovi convinto sostegno in occasione delle elezioni primarie, durante la campagna elettorale e nei programmi dei candidati.

Sempre in tema si segnala la ricerca della Fondazione Gianni Goria: Asti domani, idee per una economia della conoscenza, aprile 2011.

La ripresa del lavoro alla Way Assauto di Asti con la nuova proprietà cinese stenta a decollare. Per contribuire a farcela, la Provincia ed il Comune di Asti potrebbero affiancare esplicitamente e con determinazione i sindacati ed i lavoratori. Si tratterebbe di un eloquente e positivo segnale sulla loro disponibilità a fare squadra, per portare a buon fine questa operazione ed altre in cui si ritenesse utile il loro intervento.

 

28 nov 2011

Impegno generoso

Diciamocela tutta. In politica non c’è il partito giusto fatto su misura con cui operare, come nella vita non esiste bello e pronto il partner ideale con il quale fare le cose che ci piacciono. In entrambi i casi, al massimo, c’è qualcosa o qualcuno che si può prestare alla bisogna, ma serve impegno generoso per renderlo recettivo alle personali aspettative e realizzare obiettivi con modalità frutto di scelte comuni e condivise, in cui ciascuno esprime il meglio di sé per sé e per l’altro. Aggiungendo qualità alla nostra vita e contribuendo ad elevare quella degli altri, in particolare della/e persona/e con cui si vive ed opera.

Nel crogiuolo della quotidianità misuriamo però la differenza tra quanto c’è e quanto desideriamo. Ed a volte ci scoraggiamo e siamo tentati di stare alla finestra, aspettando che qualcuno riduca il gap, il divario. Poi ci convinciamo che questo risultato si può ottenere solo se ciascuno fa la propria parte.

Veniamo agli esempi concreti.

E’ ormai di tutta evidenza che il governo di centrodestra non ce la fa a dare le risposte che mancano per avviare l’uscita dalla crisi, dopo avere tamponato alla meno peggio l’emergenza. Occorrono quindi persone nuove per un nuovo governo, consapevole e convinto che possiamo farcela solo insieme, con equità e giustizia, lavoro e ripresa produttiva, innescando una emulazione virtuosa che orienti il Paese in questo senso. Bisogna fare presto, affinché il degrado in agguato non pregiudichi le buone possibilità di riuscita.

Asti si muove in vista delle elezioni comunali del prossimo anno. C’è bisogno di rinnovare l’aria e le motivazioni, affinché la città mantenga ciò che c’è e attragga nuove, moderne imprese e attività produttive, migliori la qualità dei servizi per sè e per un più vasto ambito territoriale; avvalendosi anche della presenza dell’università. Promuovendosi con continuità nazionalmente ed oltre, attivando le potenzialità di cui dispone.

In Provincia l’Amministrazione sembra aver assunto la crisi come alibi per mimetizzarsi e arrivare comunque al termine della legislatura, stanca ed incolore.

Entrambi gli Enti, a maggioranza di centrodestra, paiono contagiati dalle difficoltà del governo nazionale e dai suoi comportamenti, al punto da precludersi ogni operatività, pur alla loro portata, come il pronunciamento sulle difficoltà della sanità astigiana, ancorché non strettamente di istituto, cioè non d’obbligo.

I cittadini possono, debbono pretendere dai partiti che si prefiggono il cambio di passo, idee chiare, proposte fattibili e forza per realizzarle. I segni di ciò devono vedersi nella vita di tutti i giorni, con l’apertura al protagonismo dei cittadini, assumendone i punti di vista, le esigenze ed i bisogni e trasformandoli in proposte operative avanzate nelle sedi in cui si decide, istituzionali e non. Sostenendole con volontà e determinazione affinché abbiano successo.

 

 

 

 

22 nov 2011

Elezioni amministrative astigiane 2012

Questo è il primo numero di “speciale elezioni amministrative 2012”, supplemento de “L’opinione”, per seguire le elezioni amministrative della prossima primavera ad Asti ed in altri comuni della Provincia.

Asti, poker di candidati alle primarie del centrosinistra al voto il 22 gennaio, ha titolato “La Stampa” dell’11 novembre scorso.

Essi sono: Fabrizio Brignolo, Anna Bosia, Alberto Pasta, Massimo Campaner. Persone note ed attive da tempo ad Asti; consiglieri comunali i primi tre. Tra essi i cittadini potranno scegliere il candidato sindaco del centrosinistra.

Si nota l’assenza di nomi riconducibili alla Federazione della sinistra. Una risposta può essere che la politica è l’arte del possibile, che se è svolta incessantemente con serietà, lealtà ed avendo di mira l’interesse generale ed il bene comune, fa incontrare strada facendo quanti si riconoscono in questi valori.

Nessun segnale esplicito è finora giunto dal versante centrodestra circa la formazione della coalizione e le modalità con cui essa esprimerà il proprio candidato sindaco. L’impressione è che comunque qualcosa bolla in pentola; ma è difficile immaginare che utilizzi le primarie, rinunciando a calarlo dall’alto.

Per quanto riguarda la presenza di eventuali “outsider”, capaci di svolgere il ruolo di “terzo incomodo”, bisognerà forse attendere che si avvicini la campagna elettorale vera e propria.

La sfida è comunque aperta; l’auspicio è che si eleggano sindaci e consiglieri adatti a svolgere l’impegnativo compito di aiutare a superare le attuali grandi difficoltà. Distribuendo i sacrifici da fare a livello locale, con equità e giustizia sociale, promuovendo il lavoro e lo sviluppo sostenibile. Applicando i criteri dettati dall’art. 53 della Costituzione: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

 

 

 

 

18 nov 2011

Vacche magre

Siccome è vitale per l’Italia che la legislatura continui con il nuovo governo Monti, l’on. Maria Teresa Armosino, presidente della provincia di Asti, dovrà optare per una delle due cariche attualmente cumulate. Quantomeno questo sembra essere l’obiettivo che si prefigge concretamente l’iniziativa avviata recentemente da Futuro e libertà.
Se in attesa del giudicato l’interessata decidesse spontaneamente di destinare alla solidarietà uno dei due corrispettivi percepiti, si tratterrebbe di un tangibile, apprezzabile gesto in questo tribolato tempo di crisi.
Questa semplice notizia di cronaca – con aggiunto auspicio – per sollecitare il ritorno ad una sobria normalità, di cui s’è quasi persa la memoria, in particolare per quanti occupano cariche pubbliche di rilievo (art. 54 Costituzione).
Sobrietà che invece è ben presente nei nostri piccoli comuni a stecchetto, costretti a fare salti mortali per garantire i servizi essenziali di competenza. E non di rado a surrogare inadeguatezze altrui, per il fatto di essere direttamente a contatto con le difficoltà e le traversie che cittadini, famiglie e imprese devono superare per sfangarsela.
Con le elezioni amministrative alle porte, temi come questi sono di particolari attualità. Intanto perché in tempi di vacche magre la scelta di candidati sindaci e consiglieri non potrà contare su un numero elevato di persone disponibili. Poi ci sono adempimenti e responsabilità che gravano sempre più sui comuni con personale spesso sotto organico, costretti ad occuparsi di eccessivi adempimenti formali a scapito dei problemi concreti e urgenti che angustiano chi vive ed opera sul territorio.
Attingendo all’esperienza ci si domanda se non sia il caso che i comuni di maggiore consistenza ed anche la Provincia, mettano a disposizione competenze e servizi di cui dispongono, ai quali possano accedere i molti enti meno dotati, trasformando collaborazioni estemporanee qualche volta già in atto, in qualcosa di più continuativo su cui si possa contare. Con una valenza anche propedeutica a dotarsi di servizi comuni  strutturati, laddove possibile e conveniente. Ricordo in proposito l’utilizzo di attrezzature per la manutenzione di pertinenze stradali ed aree pubbliche, offerto in passato dalla Provincia ai Comuni con esiti soddisfacenti e reciproche economie.
Collaborazioni, accordi, iniziative e accorgimenti che vadano nella direzione di mantenere sul territorio l’irrinunciabile, efficiente presenza dei Comuni e dei servizi di cui i medesimi sono storici erogatori, e di altri ritenuti utili e necessari nelle molteplici contingenze che scandiscono la vita delle nostre comunità.

14 nov 2011

Badare a se stessi


Non ci sono scorciatoie, il lavoro non fatto a tempo debito dal governo di centrodestra per uscire dalla crisi, dobbiamo farlo ora. Reso più arduo dall’incancrenirsi delle cause di carattere generale, cui abbiamo aggiunto del nostro, messo impietosamente e crudemente a nudo dai mercati. Nessuna congiura, nulla di misterioso. Tutto si è svolto alla luce del sole, bastava volerlo vedere. Qualcuno, pochi all’inizio, poi via via sempre di più l’hanno visto, detto, insistentemente ripetuto, nel Paese ed in Parlamento; un popolo intero ha preteso di essere ascoltato. Infine una gragnuola di colpi che precedono il kappaò, s’è abbattuta sull’Italia stordita, ma non alla mercé, non doma. Il governo di centrodestra ha preso atto di non potercela fare e il Presidente della Repubblica ha costruito con le forze politiche in Parlamento una sollecita, convincente e costituzionalmente ineccepibile via d’uscita alla situazione, giunta ormai al limite.
Ed eccoci al governo Monti, cui va il riconoscimento di aver accettato di svolgere un ruolo così impegnativo al servizio del Paese. Da esso s’attende un operato solerte, efficace, affidabile, secondo gli indirizzi dell’Unione Europea, resi compatibili con la realtà italiana cui devono giovare.
Non una panacea per i nostri mali, ma l’avvio di una cura seria per guarirli. Cui l’Italia, tutti noi, deve fare la propria parte. E non v’è dubbio che la farà. Tutti, in proporzione alle forze e possibilità di ciascuno, con il concorde obiettivo di uscirne insieme, bene, in avanti, con civiltà, democrazia, giustizia sociale, equità, consapevolezza.
Continuando la legislatura, con il Parlamento che sostiene, controlla, pungola.
Gli “egoismi” di parte tenuti a bada dal prevalente comune, ineludibile, essenziale interesse a dimostrare a noi stessi, all’Europa ed al Mondo che è stato un momento di smarrimento, da cui usciamo vaccinati. Per continuare a svolgere il ruolo che ci compete nel novero dei popoli che sanno badare a se stessi e lavorare proficuamente con gli altri in pace, nella solidarietà, sereni.

7 nov 2011

Lavoro e Terra

Sul lavoro è fondata la nostra Repubblica Democratica (art. 1 Costituzione) Di lavoro ce n’è sempre meno, per certo ambìto, non adeguatamente considerato.
Senza lavoro saremmo ancora agli albori dell’umanità.
Tutto quanto di trasformato c’è sulla terra rispetto allo stato di natura, è opera del lavoro: per vivere meglio e in modo confacente alle proprie aspirazioni.
In Italia e nel mondo sviluppato, con risultati soddisfacenti: l’aumento della durata media della vita dai 45 anni della prima metà del secolo scorso agli attuali 80 e oltre e la sua qualità, la dicono lunga in proposito.
Con un’equa distribuzione di quanto siamo in grado di produrre, gli attuali 7 miliardi di persone sulla terra avrebbero il necessario per una vita di buona qualità, senza che ne scapiti sostanzialmente quella odierna delle persone più favorite.
Quindi è sul lavoro per tutti che dobbiamo prioritariamente puntare; anche per uscire dalla grave crisi attuale, che è tale perché lo si snobba irresponsabilmente, anteponendogli la carta moneta o di credito che dir si voglia.
Infatti é il lavoro che dà la misura consapevole di ciò che siamo e la concreta possibilità di realizzare ciò che vogliamo e possiamo essere.




3 nov 2011

Coraggio

Coraggio, facciamo insieme un piccolo, essenziale passo, presto, senza indulgere oltre: consentiamo al presidente del consiglio di andarsi a godere la pensione che gli spetta senza angustie, serenamente e troviamo una persona vitale e capace che lo sostituisca, avviando tempestivamente la realizzazione di quanto promesso all’Europa per uscire dall’impiccio. Definendo i dettagli strada facendo.
Lavoro impegnativo, che richiede una durevole intesa politica e sociale, per ripartire equamente i costi dell’operazione, affinarla e renderla complessivamente giusta, equa, compatibile.
Di certo la maggioranza: cittadini, famiglie e imprese può fornire già da subito un apporto concreto, intanto lavorando e producendo, poi acquistando quanto le serve, purché la si ponga nelle condizioni di poterlo fare. Per parte sua la minoranza che possiede circa la metà della ricchezza in Italia, dovrebbe anticipare una parte consistente delle risorse per realizzare queste condizioni. Con modalità che permangano nel tempo e la possibilità di ridurre il proprio impegno, man mano prosegue il risanamento e si consolida lo sviluppo.
Una corale azione di solidarietà nazionale che gioverebbe alla credibilità del nostro Paese, con immediate, positive ricadute sul piano finanziario e di contrasto della speculazione.
Per evitare ricorrenti tragedie come quelle recenti in Liguria e Toscana, è necessario investire preventivamente in sicurezza idrogeologica ed ambientale, almeno quanto ora si spende per riparare i danni, dopo aver pianto i morti. Iniziando dalle realtà più a rischio: rimboschimento dei versanti dei bacini imbriferi; ripristino e manutenzione costante e continua nel tempo delle opere di regimazione delle acque meteoriche, per la loro permanenza in sito e il deflusso di quelle eccedenti.
Considerando le mutate condizioni atmosferiche, che comportano la stessa quantità di pioggia nel corso dell’anno, distribuita però su meno giorni e particolarmente intensa e concentrata in alcuni.
Intanto le popolazioni colpite siano aiutate a riattivare normali condizioni di vita e di lavoro.
Nei giorni 11, 12, 13 novembre 2011 si terrà ad Asti presso il Circolo Dopolavoro Ferroviario, Via al Mulino, 8 la Festa del Partito Democratico. L’occasione è buona per verificare come prosegue l’impegno per rendere il partito più capace di aiutare cittadini, famiglie, imprese a trovare risposte e intraprendere azioni efficaci per risolvere i gravi problemi riguardanti il lavoro, le condizioni di vita, l’economia, il futuro. E quanto di questo impegno può già trovare concreto riscontro in occasione del rinnovo di sindaci e consigli nelle elezioni della primavera prossima ad Asti ed in altri comuni della provincia.




28 ott 2011

Ciccia

La differenza tra le parole ed i fatti si può riassumere così: nei fatti ci sono tutte le parole occorse per realizzarli e qualcosa di più.
Un amico imbianchino mi ha confidato di essere pronto a fatturare tutto il lavoro che fa, purché quanto gli rimane in tasca dopo aver pagato le tasse e il resto, sia sufficiente per vivere decorosamente e per mantenere sul mercato, aggiornata ed efficiente la sua aziendina. Se no, ciccia.
Sprezzo. Andare in Europa e raccontare cosa si vorrebbe fare per riavviare l’economia suscitando ironia e malcelata diffidenza. Ritornarci dopo qualche giorno con le stesse cose scritte in una lettera ed ottenere il plauso. Inaspettato. Presi in parola. Ora sono cavoli acidi.
Sprezzo del pericolo. Essere consapevoli di quanto se ne corre e comportarsi in modo da ridurlo alla propria portata. Altrimenti può costare caro.
Nodi al pettine. Sapevamo come fare per smaltire l’acqua della pioggia che cadeva distribuita in 120-130 giorni nel corso dell’anno. Ora la stessa quantità di pioggia cade in meno giorni e particolarmente concentrata. Succedono tragedie. La colpa non è di qualcosa fuori di noi, ma drammaticamente nostra: aver fatto poco o nulla per mitigare il fenomeno meteorico noto da tempo; trattenere l’acqua sul posto e disciplinare il deflusso dell’eccedenza.




27 ott 2011

Raffreddore o polmonite ?

“Autunno di tensioni. Industria, è emergenza. Centinaia di posti a rischio”. E’ il titolo dell’edizione di Asti e Provincia de “La Stampa” del 22 ottobre scorso. Paradigmatico della situazione che stiamo vivendo ormai da anni ad Asti e nell’Astigiano, acuita dalla crisi.

“In realtà l’Italia non ha il raffreddore, ha la polmonite, anche se continua a curarsi come se avesse il raffreddore” (Mario Deaglio, economista, stesso giornale). Diagnosi giusta e impietosa e cura sbagliata. E’ quindi necessario porvi rimedio senza indugiare oltre. Si tratta della priorità assoluta, altrimenti il malato rischia danni gravi. Conosciamo l’antibiotico appropriato che ci può trarre d’impiccio: anche se la guarigione richiederà tempo, così come la convalescenza. Per riabilitarci dovremmo cambiare parecchio: certamente regole e modi di fare che non hanno impedito di scendere a questo punto. Di tutto questo è convinta la maggioranza degli italiani a tutti i livelli; anche l’Europa è consapevole.

La nostra giovane democrazia stenta a capire come somministrare il farmaco e cerca soluzioni tra quelle che conosce; finora invano. Forse perché una soluzione bella e pronta non c’è e bisogna costruirla, rafforzando la democrazia, con la Costituzione, entrambe essenziali come non mai. Praticarle concretamente ci gioverà: apprenderemo, aumenterà la fiducia nelle nostre capacità, si rafforzerà il sistema immunitario, essenziale per evitare abusi; capiremo meglio ciò che è giusto e si deve fare.

Il governo di centrodestra ha nascosto l’aggravarsi della malattia, sperando di farla franca. Un risico assolutamente riprovevole con in ballo l’interesse generale ed il bene comune.

La politica ha svolto male i suoi compiti, la politica deve rimediare; con le istituzioni, cui abbiamo delegato una parte della nostra sovranità con il voto, parlamento e governo in primis. Chiedendo al parlamento di esprimere un governo capace, vista l’irrecuperabile inadeguatezza dell’attuale. In caso contrario sostituendoli entrambi con le elezioni anticipate.

Con i cittadini a stare con il fiato sul collo della politica, pungolando, proponendo, controllando. Un di più per colmare il divario tra quanto c’è e quanto occorre. Un’azione corale, un idem sentire, per uscire dalle strette in cui ci troviamo e costruire una normalità altra, più vicina alle speranze, agli ideali, ai sogni di ciascuno e di tutti.

 

 

 

21 ott 2011

Senza vincolo di mandato

La crisi in corso riguarda tutto l’occidente ma colpisce in particolare i Paesi indebitati, con l’economia sottotono, il lavoro che manca, politicamente non coesi, indeboliti. L’Italia è tra questi. Da qui le scorrerie della speculazione finanziaria ed anche la violenza ed il malaffare. L’interesse particolare prevale su quello generale.

Il governo che ci ha portati fin qui non ce la fa a porvi rimedio.

E’ convinzione largamente prevalente che occorra cambiarlo presto. La sede per farlo è il parlamento; i singoli parlamentari che operano senza vincolo di mandato (art. 67 Costituzione) sono determinanti: finora hanno prevalso egoismi spiccioli, il mercimonio. Ma non può durare perché la posta in gioco è troppo alta. Prima di andare al voto bisogna cambiare l’attuale legge elettorale “porcellum” per non perpetuare l’andazzo.

Occorre quindi una vasta intesa tra le forze politiche con questo obiettivo ed inoltre:

-      frenare la crisi;

-      aiutare chi fa bene: lavoro, economia, avvio dello sviluppo che punti sulla qualità; sicurezza e tutela ambientale, promozione di quanto di bello e buono abbiamo e siamo capaci di produrre, una politica solidale che lasci nessuno in balia degli eventi, siano persone, famiglie oppure imprese.

Fare questo si può. Lo hanno dimostrato le ultime elezioni amministrative a Milano, Napoli, Cagliari e in altre realtà; i 27 milioni di elettori al referendum sull’acqua pubblica, no al nucleare, no al “legittimo impedimento”; la recente raccolta di firme – oltre un milione e duecento mila – in poco più di un mese per l’abrogazione del “porcellum”.

In ogni atto di ciascuno, a partire da noi stessi, deve riconoscersi la coerenza con gli obiettivi che ci si dà e le modalità e l’impegno per realizzarli. Una sorta di virtuosa “catena di Sant’Antonio” com’è stato per realizzare i successi dianzi accennati. Un cantiere aperto alla partecipazione, con la certezza che gli apporti di ognuno si tradurranno in solidarietà, sicurezza e sviluppo a beneficio di tutti. Un investimento sulla capacità di far bene come sistema Paese, che riaprirà prospettive, specialmente per le giovani generazioni, frustrate nella loro naturale propensione di lavorare per cambiare lo stato di cose in cui non si riconoscono.

A questa semplice logica deve ispirarsi anche il lavoro già avviato ad Asti ed in altre realtà, in vista delle elezioni amministrative di primavera.

Considerando linfa vitale per la democrazia la crescita di una nuova classe dirigente che si formi nel crogiuolo della vita quotidiana, mettendosi in gioco col sapere di cui dispone e imparando continuamente nel confronto e nel lavoro per la soluzione dei problemi comuni.

 

 

 

 

17 ott 2011

Riconoscimenti

L’Africa al femminile ha ricevuto il Nobel per la Pace ex equo in tre: Ellen Johnson Sirleaf, settantadue anni, presidentessa della Liberia; Leymah Roberta Gbowee, trentanove anni, operatrice sociale liberiana; Tawakkul Karman, trentadue anni giornalista yemenita.

Nel continente culla dell’umanità, attualmente un concentrato dei problemi del mondo, c’è anche quanto serve per affrontarli e risolverli. La pace, presupposto essenziale per potervi porre mano, vede le donne protagoniste nel lavoro in corso per costruirla e svilupparla. Concrete e caparbie, esse operano secondo principi semplici ed efficaci: sviluppo sostenibile nel rispetto di madre terra, solidarietà a tutti i livelli, equo e giusto accesso attraverso il lavoro ai beni essenziali, perché tutti possano vivere dignitosamente. Principi adottabili da chiunque lo voglia, nella normalità della vita quotidiana. Per diventare costruttori di pace nel mondo globale, con le insignite a fare da battistrada.

Gramellini nel suo “Buongiorno” (“La Stampa” 8 ottobre scorso) afferma che Steve Jobs “era un genio e non un santo” e del suo discorso all’università di Stanford cita l’affermazione bella e tremenda: “la morte è la migliore invenzione della vita”. Di seguito accenna poi “all’omicidio del capitalismo perpetrato da certa finanza” che “neppure Obama è stato capace di fermare”, mentre “Jobs invece c’è riuscito”.

Secondo me Jobs ha fatto di più e meglio. Ha cioè dimostrato che il mercato globale può essere orientato al soddisfacimento di bisogni ed esigenze nuove, attraverso la collaborazione competitiva, per produrre qualità ed opportunità diffuse. Condizioni necessarie per la realizzazione di sé per sé ed a vantaggio della società nel suo insieme.

Deposito Locomotive di Torino Smistamento

Domenica mattina 9 ottobre scorso, Trenitalia ha celebrato il centenario del Deposito Locomotive di Torino Smistamento di Via Chisola, alla presenza di molti cittadini, ferrovieri in servizio ed in pensione, dirigenti regionali, rappresentanti della città di Torino, della Provincia e della Circoscrizione; nonché di associazioni e gruppi di volontariato che gestiscono musei ferroviari ed altre realtà che si occupano di mobilità su ferro.

A fare gli onori di casa il responsabile dell’Impianto dottor Giuseppe Mola con i suoi collaboratori.

Sobrie e di qualità:

-        l’esposizione di mezzi storici ferroviari;

-        la mostra fotografica e delle divise d’epoca;

-        l’esposizioni di modellini e diorami ferroviari.

Apprezzata la navetta con motrice a vapore tra Porta Nuova e il Deposito.

Originale l’entrata in scena di un imponente locomotore d’epoca al termine della cerimonia.

Un fiore per ogni ferroviere caduto, ricordato con apposita targhetta lungo il viale alberato di accesso all’Impianto.

Presente il labaro dell’Associazione Mutilati ed Invalidi.

E’ stata annunciata la costruzione di moderne strutture, che ospiteranno strumenti ed attrezzature avanzate per mantenere in efficienza il nuovo materiale rotabile.

Rimarcata la professionalità e il senso del dovere di generazioni di lavoratori che con la loro opera hanno fatto grandi le Ferrovie dello Stato e l’Italia, contribuendo nella Resistenza a salvare dignità e onore del Paese e – successivamente – alla ricostruzione post-bellica.

Nei due giorni di “Porte Aperte” l’Impianto è stato visitato da un rilevante numero di persone, molti i giovani. Tutti si sono potuti rendere conto della complessità del lavoro che vi si svolge e dell’attenzione e cura che si prestano per garantire elevati standard di sicurezza e qualità per utenti ed addetti.

Le strutture di cemento armato presenti nell’Impianto costituiscono reperti di archeologia industriale, sia per l’architettura che per le modalità realizzative, perché all’epoca l’uso di questo materiale era agli albori.