L'opinione di Giovanni Saracco

26 set 2016

Tutti abbiamo vinto qualcosa.

Paralimpiadi ovvero ricavare opportunità dalle disgrazie riguardandole da prospettive per ciascuno inedite, divertendosi ed entusiasmando.

Rifiutandosi di soggiacere all'ineluttabile destino cinico e baro e scoprendo che anche solo con la metà – sì, proprio fisica – del nostro corpo si è capaci di realizzazioni impensabili.

Donando e ricevendo stimoli vitali.

Un inno alla qualità infinita cui attingere, purchè lo si voglia con determinazione.

Un continuo godere a scoprirsi e scoprire.

Capendo che non è velleitario, che osare si può si deve.

Se la vita è , com'è, emozioni su questa strada occorre addirittura disciplinarle per evitare che straripino.

Un profluvio di medaglie perché le motivazioni fanno la differenza rispetto ai normodotati.

Positività, energia, fiducia, speranza con risultati conseguenti: ottimo viatico per tutti.

Gli ingredienti essenziali di cui la globalizzazione ha bisogno per sviluppi umani e vivere meglio.

Rio de Janeiro gaiamente estroversa, contradditoria e fiera chiude questa edizione dei Giochi come meglio non poteva.

C'è gloria per tutti, tutti abbiamo vinto qualcosa.

 

 

16 set 2016

La pena deve tendere al recupero del reo.

Due note attività mi hanno raccontato episodi che reputo di interesse generale.

Casa di riposo in Asti. Ispezione periodica dei NAS, nel corso della quale il Personale sta cambiando la mutanda-pannolone di un ospite incontinente intrisa di pipì e popò. Sul verbale si segnala il cattivo odore proveniente dal locale in cui si svolge l'operazione effettuata nel rispetto delle norme e del buon senso compreso il ricambio dell'aria.

Agriturismo nel torinese. L'Inps si fa vivo durante il pranzo in un giorno festivo con i commensali ospiti in un dignitoso locale realizzato ricuperando quello inidoneo già  destinato al deficitario allevamento di conigli.

Dalla conta risulterebbero più coperti di quanti consenta l'attività agrituristica svolta per integrare il magro reddito agricolo. I solerti ispettori deducono che di ristorazione si tratti andando anche indietro nel tempo. Ne viene fuori una zuppa di oltre settantamila euro da pagare che il gracile contadino fittavolo non sa come mettere insieme, ritenendosi per di più ingiustamente sanzionato. Ricorre quindi contro il provvedimento ed è in attesa di conoscere l'esito.

In ambedue i casi la morale è che i servizi dello Stato dovrebbero aiutare a lavorare nella sostanziale osservanza della congerie di norme in vigore, piuttosto che sanzionare  anche ogni minimo scostamento con inaudita e non sempre giusta severità, come se il loro lavoro e professionalità non sapesse come esprimersi diversamente.

Cinquantenne o poco più sveglio e ligio alle regole m'ha raccontato questa.

Comune della cintura di Torino, albeggia nessuno all'incrocio tranne lui in auto, semaforo in funzione, il verde tarda e lui deve svoltare subito a destra senza impegnare l'incrocio, s'avvia lentamente e va. Sempre nessun'altro nell'intorno visuale.

Euro 184 di sanzione e meno 6 punti sulla patente dice la comunicazione ricevuta qualche tempo dopo.

La  pena deve tendere al recupero del reo, cioè al rispetto sostanziale delle regole violate: s'è mosso col rosso, foto, targa, giorno e ora; tutto ineccepibilmente oggettivo. C'è però un modo giusto, rispettoso ed efficace per farlo nei confronti di un buon cittadino. Basta conoscerlo ed applicarlo. E  non è mai troppo tardi. 

 

Burkini.

Dove non ce l'hanno fatta le piazze né le guerre a modernizzare il Medioriente potrebbe riuscirci il burkini – assemblando burka e bikini – cioè l'esigenza vitale delle donne di godersi il mare!

E magari l'Italia potrà avere il ruolo importante di testare questa esperienza.

Infatti da noi si dice che "il meglio non nuoccia al bene", in questo caso rappresentato comunque da un passo avanti nell'accogliere le esigenze delle donne musulmane finora inascoltate e assumendo dell'Islam le posizioni più evolute facendole diventare modo diffuso, stile di vita stando all'interno della religione praticata che nella fattispecie dette anche le linee guida del vivere civile.

D'altro canto la mia generazione ricorda bene i lunghi vestiti neri delle  nostre nonne, il loro andare a seguito del marito per strada a piedi o al massimo al fianco; il velo rigorosamente sul capo in chiesa e durante processioni e funerali.

La più parte di loro non vide mai il mare!

Eppure furono essenziali per l'economia specie agricola e per le famiglie, fungendo gli uomini al fronte nelle due asprissime guerre mondiali della prima metà del secolo scorso (1915-18; 1940-45). Parteciparono alla Resistenza ed ai Movimenti per la loro emancipazione e conquistarono il diritto al voto solo con la Costituzione repubblicana.

È quindi possibile che nell'odierno mondo globale sia il burkini l'avvisaglia di altre importanti conquiste da parte delle donne che ne sono ancora prive e del loro irrompere sulla scena con esigenze il cui soddisfacimento porta con sé  cambiamenti generali di portata storica.

 

5 set 2016

Antonio Gramsci.

Antonio Gramsci è sempre più conosciuto e letto nel mondo. L'attualità e l'interesse per il suo pensiero m'inducono a brevi riflessioni sul periodo di condannato e incarcerato dal fascismo, con in seguito la scrittura dei "Quaderni" e la sua morte prematura

Sul modo di essere partito, il suo ruolo e gli obiettivi nella particolare drammatica contingenza politica, la discussione tra Gramsci ed i compagni del Partito Comunista in clandestinità non s'interruppe in carcere, ed è nota l'asprezza e le divisioni cui essa giunse anche per le difficoltà di comunicazione per pervenire ad una compiuta sintesi collettiva.

Mussolini capo del fascismo al corrente di tutto ci mise cinicamente del suo per tenere Gramsci in carcere nonostante fosse malato, perché aveva ben colto il valore delle sue elaborazioni ed il pericolo che esse rappresentavano per evidenziare quanto di sordido e pericoloso il fascismo rappresentasse per l'Italia.

Quando le condizioni di salute peggiorarono il duce forse considerò addirittura la possibilità di un salvacondotto verso l'URSS (Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche) che però non andò a buon fine, si disse, perché il Partito Comunista non convenne con la necessaria decisione.

La morte di Gramsci indomito oppositore diventò ingombrante per il fascismo ormai a pieno regime. Tanto che Mussolini potrebbe essersi adoperato ad alimentare artatamente il sospetto che il Partito Comunista   ritenesse utile politicamente dimostrare con la morte di Gramsci l'essenza nefasta del regime fascista.

Emerge comunque che il pensiero di Antonio Gramsci portato a compimento avrebbe potuto imprimere al Partito Comunista una accelerazione in senso democratico che si ravviserà nella formazione del governo in esilio dopo la caduta del fascismo il 25 luglio 1943, nella Resistenza, nel governo Parri primo del dopoguerra e nella formazione della Costituzione.

 

4 set 2016

Non tutto il male viene per nuocere.

Che politica e vita siano obiettivamente intrecciate mi pare un dato di fatto di cui prendere atto.

Dopodiché si può decidere di non occuparsi di politica, convenendo però che così si lascia a quanti se ne occupano il compito di assumere decisioni che riguardano tutti senza metterci del proprio.

Torno su questo tema che mi sta a cuore a seguito di personale ricominciamento esistenziale indotto da implicanti fatti nuovi che sollecitano a ripensare un po’ tutto. Dalle modalità di pensiero alle priorità e perfino a nuovi valori di riferimento che aiutino a tenere meglio conto delle nuove esigenze e protagonisti in gioco.

Ed anche perché m'accorgo che situazioni simili alla mia si sono significativamente diffuse assumendo quindi anche rilevanza politica.

M'accorgo inoltre che la maggiore consapevolezza che si matura su temi vitali migliora le risposte che ciascuno è in grado di elaborare per meglio rispondere alle nuove esigenze.

Ritengo quindi si possa ribadire il concetto che occuparsi di politica è atto normale, sano ed equilibrato che fa bene alla salute e può fornire aiuto non da poco se qualcosa vi attenta, ricuperando addirittura qualità giovandosi della nuova impegnativa esperienza maturata, per sé ed altri che lo desiderino.

Il tutto riecheggia la massima che "non tutto il male viene per nuocere", ovvero che le contraddizioni vanno intese come  motore della storia, cioè dei cambiamenti per soddisfare le esigenze delle generazioni che si avvicendano.