13 dic 2018

La quadra.

In democrazia la politica è operare per migliorare le condizioni di vita dei cittadini affinché tutti abbiano di che vivere dignitosamente con il frutto del proprio lavoro.

Se ci si comporta così l'insieme funziona in modo accettabile a tutti i livelli istituzionali dal Parlamento al più piccolo degli oltre 8000 Comuni d'Italia.

Nel  Mondo globale l'Unione Europea diventerà sempre più la casa comune di tutti gli Stati che ne fanno parte perché la dimensione nazionale, pur importante, non consente più di esprimere al meglio le capacità di ciascuno.

Litigare come Italia con l'Europa è quindi sbagliato e costoso e lo “spread” intorno ai 300 punti da settimane è un indicatore inoppugnabile. Se ne vanno miliardi di euro per pagare maggiori interessi sul nostro debito pubblico ed il sistema-Paese soffre e stagna con cittadini e imprese.

Il governo M5S-Lega s'è finalmente convinto che con l'Europa bisogna ragionare e trattare rispettando le regole che ci siamo date.

Il documento di economia e finanza (Def) per l'anno 2019 deve però fare i conti con la penuria di risorse; occorre quindi stabilire delle priorità, cioè tra le numerose cose da fare decidere cosa fare prima.

È iniziato un tira e molla nel governo tra  M5S e Lega, poi tra governo e l'Europa, senza giungere finora ad alcuna conclusione.

Mentre il tempo stringe e si rischia la procedura d'infrazione, cioè anziché decidere insieme deciderà l'Europa per noi.

Dunque il governo deve trovare presto “la quadra” dimostrando di sapersi togliere d'impiccio, facendo prevalere le scelte buone che aiutino il lavoro, l'attività economica, l'equo utilizzo di quanto c'è, lo sviluppo come stimolo, dando un  orientamento credibile e fiduciario su cui il Paese possa contare per fare la sua parte.

Diversamente sarà la resa con conseguenze difficilmente prevedibili.

Scenario certamente da non auspicare.

Intanto facciamo in modo che tutti possano vivere un buon Natale e  Capodanno 2019. Auguri!

 

4 dic 2018

Gilet gialli.

In Francia la protesta dei “gilet gialli”, dal colore dell'indumento che indossano, è iniziata contro l'aumento dei prezzi dei carburanti. Poi s'è estesa territorialmente e nelle richieste diventate 42, tra cui: aumento dei salari minimi, riduzione delle tasse, ripristino della patrimoniale, rispetto di chi governa verso i cittadini a partire dei ceti medio-bassi della società.

Tra i manifestanti si sono infiltrati i “casseurs” che rompono, distruggono, incendiano. Centinaia di feriti, purtroppo alcune vittime, centinaia i fermati dalla polizia, i più indiziati di reati vari; rilevanti i danni materiali.

Ora iniziano le trattative con il governo per capire quanto è possibile raccogliere delle richieste avanzate.

Una cosa è certa: l'ingiusta distribuzione della ricchezza prodotta dal lavoro comune non è più tollerabile né tollerata. Da qui bisogna ripartire per realizzare una più attuale e duratura convivenza civile tra persone di diversa provenienza, abitudini, cultura che si muovono nel Mondo e sempre di più si muoveranno.

Il Parlamento italiano ha approvato il decreto sicurezza che disciplina il fenomeno migratorio, voluto dal ministro dell'Interno e leader della Lega attualmente al governo col M5S.

A giudizio della maggioranza di quanti si occupano di migranti esso peggiora le loro condizioni.

Possibile che quanto succede nella civile Francia, ma non solo, non ci  suggerisca di pensare alle diversità come una risorsa anziché evocarle come un pericolo da cui difenderci ? Tenendo anche conto che la nostra denatalità - solo 1,32 nati per donna - ci porterebbe già ora scompensi notevoli se mancasse l'apporto del lavoro dei migranti ( stimati in centomila quelli addetti  nell'agricoltura in tutta Italia e in numero irrinunciabile per il suo funzionamento quelli nell'industria). Certo preparati ed integrati con le  famiglie, vivono del loro lavoro e consentono all'Inps di incassare i contributi per pagare le pensioni.

Il Partito Democratico all'opera in vista delle primarie per eleggere il Segretario nazionale che si terranno il 3 marzo 2019, è attraversato dalla problematica immigrazione. I candidati non faranno certo mancare il loro contributo critico-propositivo per rimediare alle pecche più gravi del discutibile recente provvedimento.

In particolare Marco Minniti, sia per l'esperienza maturata come ministro dell'Interno che per la concretezza che caratterizza da sempre il suo operato.

 

Colpisce quando meno te l'aspetti.

L'intervista a Luca Vialli (Corriere della Sera 26.11.18) m'ha suggerito di fare dialogare con lui un immaginario ammalato di cancro sopravvissuto anch'esso al male comune.

Sintetizzo quanto ritengo condiviso da entrambi.

Colpisce quando meno te l'aspetti, ed una parte di te che reputavi meno esposta ad essere violata.

In realtà se ci pensi un po’ si capisce che si tratta di quella che utilizzi di più o più intensamente di te, quasi senza accorgertene quando stai bene. Oppure è il contesto generale o il modo con cui vivi ad avere in sé qualcosa di patologico.

Mettere nero sul bianco, scrivere qualcosa aiuta a riflettere, a farsene una ragione. Come accettare di convivere con un ospite indesiderato che è stato posto sì in condizione di non nuocere, ma non è uscito dalla nostra persona una volta per sempre.

Una cosa è certa. Per farcela non bisogna demordere e  mettere in campo il meglio di sé per prevalere e fors'anche prevenire per quanto possibile, modificando il proprio stile di vita specialmente laddove si capisce di avere forse ecceduto.

Giova irrobustire la fiducia che si nutre nei confronti di se stessi e delle altre persone in qualche modo implicate: familiari, parenti, amici, conoscenti, personale sanitario o comunque professionalmente coinvolto nella  vicenda.

Accettando tutti di giocare la partita della vita. Per la persona interessata fino a quasi soggiogare il male stesso, convincendolo mentalmente a restare latente piuttosto che combinare guai in cui ha tutto da perdere perché se prevale muore anch'esso.

Centellinando così ogni giorno, capendo molto di più e meglio quanto valga la vita e come meriti di essere vissuta e spesa.

E che ciò conti tanto quanto le pur importanti medicine e cure cui ci si assoggetta.

 

27 nov 2018

Senza perdere la faccia.

Senza perdere la faccia il governo italiano rimetterà mano al Def (Documento di economia e finanza) per l'anno 2019 non solo perché lo chiede l'Unione Europea ma perché è obiettivamente squilibrato per la pochezza degli investimenti atti a stimolare l'economia e la produzione di beni di qualità, e la  quantità di risorse destinate a quanti sarebbero in grado di guadagnarsele se avessero un lavoro.

Il tutto aumentando il già cospicuo debito pubblico (132% del Pil) con la speranza che, in grazia di non si sa bene cosa, l'economia si riprenda e le cose si sistemino.

Si ragionerà quindi con l'Unione Europea trovando una strada per incentivare e preparare i giovani con competenze richieste dalle aziende, e consentire agli anziani di godere dell'agognata pensione; magari facendo tesoro dei suggerimenti del presidente dell'INPS Boeri in modo che tutto sia compatibile con l'impegnativa situazione in cui ci troviamo.

Circa lo “spread” da settimane superiore a 300 punti, ci costa qualche miliardo di euro in più all'anno per pagare gli interessi sul debito. Sempre che gli investitori ed i risparmiatori ora riluttanti, riprendano ad acquistare i Btp (Buoni del tesoro pluriennali) con i quali l'Italia si finanzia.

Ma non si potrà continuare a lungo così.

L'unica leva di cui disponiamo è la fiducia per rassicurare gli acquirenti dei titoli di Stato che non diventeranno carta straccia.

Ma per meritarci questa fiducia il Governo deve agire in modo chiaro ed unitario con un programma credibile attuabile nel tempo; e non continuare come adesso a praticare stucchevoli, infidi e spesso inconcludenti “do ut des” tra le due componenti  che lo costituiscono: M5S e Lega.

Per realizzare questo cambio di passo del Governo il tempo stringe.

Del resto l'alternativa sarebbero le non auspicabili elezioni anticipate per manifesta incapacità ad adempiere quanto compete, con “disciplina ed onore”.

Il Partito Democratico nuovo come protagonista che risorge dalle proprie ceneri ? Per certo la buona politica se ne gioverebbe non solo nell'attuale ruolo di pungolo costruttivo dall'opposizione in Parlamento. Prefiggendosi di conquistare e riconquistare la fiducia di quanti avvertono necessaria una presenza responsabile con cui dialogare per la soluzione dei problemi sui quali ci si arrovella.

Vediamo intanto gli esiti delle prossime primarie per eleggere il Segretario Nazionale e del Congresso che seguirà. Sarebbe già un ottimo segnale se tutto ciò avesse luogo con gambe in spalla, olio di gomito e spremuta di meningi generosamente collaboranti al servizio del Paese.

Che raramente ha avuto bisogno come adesso del meglio che si riesce a mettere in campo per farcela.

Insieme a quant'altri di buona volontà.

 

21 nov 2018

Sigmund Freud.

Lei e lui entrambi di origine contadina e da tempo amici ed in confidenza Già avanti negli anni lui, molto meno lei. Si sentono al telefono dopo un po’ dall'ultima volta e si aggiornano raccontando di sé e di altri.

Estraggo dal loro dialogo quanto segue.

La salute, il tempo, gli impegni nella quotidianità e quelli di più lungo periodo con le incertezze della situazione in atto non solo in Italia. L'ospitalità tra conoscenti che vede primeggiare la gente del sud piacevolmente ridondante nei confronti del nord parco ed essenziale.

Infatti al sud ci si mobilita all'arrivo degli ospiti e tale rimane fino al commiato con forma e sostanza d'eccellenza, visite a luoghi da sogno, presenza di persone terze e dissertazioni stimolanti, il meglio dei cibi, attenzioni altre a non finire.

Il nord accoglie con piacere inserendo la presenza degli ospiti nell'ordinaria quotidianità senza dedicarvisi in particolare, dando loro modo di scegliere quanto preferiscono. Convivialità ineccepibile, conoscenza della parentela che aveva motivato il viaggio solo ai saluti per il gradito soggiorno, quando non ci speravano più.

La mamma di lei vive tuttora in campagna e deve sottoporsi ad esami clinici che non gradisce, tanto da dimenticarsene. Lei per superare la sua ritrosia ha affettuosamente insistito fino a citare Sigmund Freud scopritore della rimozione, dimenticanza indotta delle cose che non piacciono.

Ma come fa questo signor Freud a dire questo di me se non ci siamo mai visti? È la candida domanda-risposta della mamma.

Gioia e commozione di lei all'annuncio della sua unica figlia che presto diventerà nonna per la prima volta. Nonna nel Mondo globale con Parigi luogo natale.

Infine alla domanda dell'amico perché lei sia tuttora "single" dopo la prematura morte dell'amato coniuge, pronta, serena e perentoria la risposta: ho sofferto indicibilmente da non potere nemmeno immaginare una replica.

19 nov 2018

Dirsi le cose che non vanno.

La Regione Valle D'Aosta ha poco meno di 120.000 abitanti con buon reddito medio e notevole qualità di vita.

Recentemente una giovane mamma valdostana, infermiera in ospedale s'è suicidata dopo avere ucciso i suoi due figli, lasciando una lettera in cui rimprovera il marito di averla resa infelice. Secondo gli abitanti del piccolo luogo di residenza niente lasciava presagire una cosa simile.

La ferale dolorosa notizia induce a riflettere su cosa può avere indotto una persona normale a maturare un gesto così estremo, irreversibile senza che familiari, parenti, amici, conoscenti si accorgessero del rovello che la tormentava.

Da papà mi chiedo cosa può avere indotto lei a ritenere che la colpa di suo marito richiedesse una pena immensa come essere l'unico sopravvissuto dell'intera famiglia distrutta.

Da veterani di matrimonio mia moglie ed io abbiamo scavato nel nostro vissuto alla ricerca di elementi utili per capire; non considerando eventuali patologie che possono avere alterato la volontà.

È emerso il seguente vademecum:

- dirsi le cose che non vanno anche se richiedono di manifestare limiti e debolezze proprie;

- quanto si desidera per sé dall'altra persona deve trovare la propria disponibilità a fare altrettanto;

- aiutarsi ad investire nello sviluppo di entrambe le personalità e manifestarle nei rapporti che s'intrattengono senza mirare a supremazie;

- l'intesa sessuale è importante e ciascuno deve potervi trarre quanto desidera, l'abitudine e la routine sono da evitare;

- la fedeltà sostanziale e la dedizione reciproca sono ambite, alimentano l'autostima, aiutano a dare il meglio di sé per il bene proprio e l'altrui;

- la felicità riguarda la vita di coppia ed i rapporti che la medesima ed i singoli soggetti intrattengono;

- entrambi i membri della coppia possono essere felici, ciascuno a modo proprio.

Il venire meno di alcune modalità sopraccennate può avere contribuito a creare le condizioni che hanno portato al drammatico irreparabile epilogo.

 

15 nov 2018

O la va o la spacca.

Dai mezzi di comunicazione: giornali, tv e quelli informatici più sofisticati si evince che a sostenere la linea del muro contro muro nei confronti dell'Unione Europea sul nostro Def (Documento di economia e finanza ) per l'anno 2019, sarebbero rimasti i due vicepresidenti del Consiglio nonché ministri e leader rispettivamente del M5S e della Lega.

E questo perché nella campagna elettorale delle elezioni 4 marzo 2018 avrebbero fatto promesse che intendono mantenere. Anche se contravvengono a norme dell'Unione Europea per quanto attiene iniziative che fanno aumentare il già rilevante debito pubblico (132% del Pil).

Si tratta di problema risolubile inserendo nel Def il possibile di quanto desiderato e promesso, rinviando il resto a quando saranno concretamente disponibili le relative risorse.

I due vice si sarebbero invece incaponiti per fare prevalere il loro punto di vista in una sorta di “o la va o la spacca”. Al punto da mettere in conto anche la procedura di infrazione, cioè il commissariamento dell'Italia da parte dell'Unione Europea per correggere quanto non va.

Perché non correggerlo ora in un serrato, serio confronto con i Colleghi dell'Unione che miri a relazionare rispetto delle norme e obiettivi possibili ritenuti confacenti con le esigenze dell'Italia e degli italiani ?

Evitando così di perdere credibilità e fiducia con rilevanti sacrifici di cui porterebbero il peso maggiore lavoratori e pensionati con redditi già al limite della dignitosa sopravvivenza, attività economiche cui le banche centellinerebbero i finanziamenti con interessi aumentati e l'Italia intera che pagherebbe centinaia di milioni in più di interessi sul debito pubblico a causa dello “spread” fuori controllo.

Per dire solo le prime cose che vengono in mente.

Proprio uno scenario in cui nessuna persona di comune buon senso vorrebbe ritrovarsi. 

 

12 nov 2018

Diciamocela tutta.

Diciamocela tutta. L'attuale triade che governa l'Italia: presidente del Consiglio dei ministri ed i suoi due vice, nonché leader delle rispettive forze politiche – M5S e Lega – che costituiscono la maggioranza nei due rami del Parlamento, sanno meno di quanto sarebbe necessario sapessero per svolgere in modo adeguato quanto di loro competenza.

Né può fare più di tanto il Ministro Tria stretto tra il dovere che conosce e il potere reale per adempiere che non ha.

Tutto questo s'è evidenziato nella preparazione del Def ( Documento di economia e finanza ) per l'anno 2019 all'esame del Parlamento ed inviato alla Commissione dell'Unione Europea che ha risposto sollecitamente al Governo rilevando quanto contravviene rispetto alla vigente normativa e chiedendo di rimediarvi ragionando insieme.

In estrema sintesi si tratta di spese finanziate facendo debiti superiori rispetto a quanto ammesso e non destinate ad investimenti che producano lavoro e miglioramenti qualitativi della nostra economia.

La risposta del nostro Governo è stata che il Def rimane così com'è.

La Commissione preoccupata per le possibili conseguenze negative che coinvolgano altri Stati dell'Unione ha posto l'Italia in "quarantena" in attesa di sviluppi.

Per superare lo stallo finché siamo in tempo occorre trattare con l'Europa, considerata risorsa e non nemica, per convenire condizioni accettabili per entrambi, aiutati a praticare quanto necessario e possibile. Consapevoli che le nostre difficoltà ormai esplicite ci indurranno a riprogrammare obbiettivi e scadenze già incautamente fissate, motivando e spiegando le ragioni al Paese che capirà.

Consapevoli altresì che il nostro elevato debito pubblico (132% del Pil) ci costa di interessi e in agibilità politica. Con l'Ulivo di Prodi al Governo (1996-2001) lo riducemmo al 104% del Pil con una scelta virtuosa e lungimirante che giovò all'Italia ed agli Italiani a partire dai meno favoriti.

Teniamone conto e non impuntiamoci per il molto meno che ci richiede ora l'Unione Europea.

 

6 nov 2018

Da dove veniamo.

Per comprendere meglio dove andare mi permetto di tratteggiare a spanne da dove veniamo.

Tutte le forze politiche antifasciste furono presenti e si batterono nella Resistenza e vinsero il 25 aprile 1945. Ed ancora nel referendum Repubblica o Monarchia ed alla formazione e approvazione della nostra bella e buona Costituzione.

Dopo governò la Democrazia Cristiana e con il lavoro di tutti si realizzò il miracolo della ricostruzione ed il primo boom economico: la Fiat 600 costava un anno di salario operaio e se ne costruirono milioni.

Passammo anche tempi difficili con l'inflazione oltre il 20% con i titoli di Stato che pagavano interessi del 13%. Con Segni presidente della Repubblica s'avvertì addirittura tintinnar di spade. Senza seguito. Scandali negli appalti anche per l'acquisto all'estero di aeroplani.

Attentati neofascisti tra cui: Banca dell’Agricoltura a Milano, piazza della Loggia a Brescia e treno Italicus.

Approdammo a governi di centrosinistra con i socialisti: Bettino Craxi presidente del Consiglio dei Ministri. Conquista di importanti diritti civili.

Malaffare nella pubblica amministrazione, pool di Magistrati, "Mani pulite" con carcere anche per personaggi molto in vista, alcuni suicidi.

Brigate rosse, “anni di piombo”, centinaia di morti e feriti in una sorta di guerra civile. La sinistra nelle istituzioni e nel Paese non cedette alla violenza e tenne duro. Aldo Moro politico probo, lungimirante, coraggioso e rigoroso della Democrazia cristiana rapito con sparatoria in cui morì la sua scorta, prigioniero per circa due mesi, seviziato psicologicamente restò indenne. Venne assassinato e fatto ritrovare in un'auto parcheggiata non lontano dalle sedi della Democrazia cristiana e del Partito comunista.

Carlo Alberto Della Chiesa generale dei carabinieri debellò le Brigate rosse. Pagando poi con la vita per mano di sicari malavitosi insieme a sua moglie ed all'agente di scorta. Coerente ed impavido, esemplare nel suo ruolo istituzionale svolto “con disciplina ed onore”.

Ancora attentati neofascisti e della criminalità organizzata diffusi nel Paese tra cui: strage della stazione ferroviaria di Bologna e luoghi d'arte a Firenze con decine di morti e feriti.

Abbiamo anche avuto Cossiga Presidente della Repubblica “picconatore”, cioè una sorta di “bastian cuntrari”.

Giudici antimafia Falcone e Borsellino barbaramente trucidati con moglie e scorta il primo e con la scorta l'altro in due distinti attentati: in autostrada e nell’abitato facendo deflagrare quintali di esplosivo.

All'inizio degli anni 90' discesa in campo di Berlusconi, con lui c'è già la Lega dell'allora leader Bossi. Non va subito bene, però prende quota. Sono anni di stasi e scadente politica. Nella legislatura 1996-2001 governi di centrosinistra iniziando con l'Ulivo di Prodi con l'ingresso dell'Italia nell'euro moneta unica dell'Unione Europea e la riduzione del debito pubblico appena al disopra del 100% del Pil.

Resa finale dell'ultimo governo Berlusconi oltre vent'anni dopo il suo ingresso in politica,  con "spread" ad oltre 500 punti e dimissioni per evitare il baratro.

Governo d'emergenza Monti cui provvede con lungimirante tempistica il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Poi governi Renzi, Letta, Gentiloni con buoni risultati tenuto conto delle difficili condizioni in cui hanno operato.

4 marzo 2018, elezioni politiche in cui il M5S promosso dal comico Beppe Grillo e dalla Casaleggio Associati ottiene oltre il 30% dei voti e forma un sofferto governo con la Lega (17% dei voti) stipulando un inedito “contratto” delle cose da fare.

Siamo ai giorni nostri.

Possiamo dire che il passato non è stato “rose e fiori” e che ce l'abbiamo sempre fatta ad uscirne dignitosamente. Pagando costi politici ed umani rilevanti perlopiù da parte dell'universo dei cittadini più vulnerabili.

Se agiamo in modo assennato e fermo anche nella situazione in atto si potrà uscirne  con qualcosa di buono,  soprattutto per i meno favoriti.

Tirando le fila al termine della legislatura, od anche prima se la situazione lo richiedesse.

 

30 ott 2018

Da buon Padre di famiglia.

In Brasile vince il ballottaggio e diventa presidente l'ex militare dell'ultradestra Bolsonaro, che ha superato Haddad leader del Partito dei Lavoratori, già riferimento del precedente presidente Lula.

Mi pare una notizia non buona.

In Germania nell'Assia alle elezioni regionali la Cdu partito di Angela Merkel ed i socialdemocratici sono incorsi nel peggiore risultato della loro storia; com'era già successo qualche settimana fa in Baviera: Ne traggono vantaggio i Verdi e l'estrema destra che entra per la prima volta nel Parlamento regionale.

Nemmeno questa è una buona notizia seppure temperata dal positivo risultato dei Verdi.

Negli Usa a Pittsburgh un uomo ha sparato all'impazzata nella sinagoga uccidendo undici persone in preghiera e ferendone altre. Solo se prevale la bestia che è in noi si può arrivare a tanto orrore.

Un po’ dappertutto nel Mondo ma di più vicino a mari ed oceani, il maltempo ha lasciato una scia di vittime e gravi distruzioni al suo passaggio. C'è ancora tempo per metterci una pezza attuando gli accordi di Parigi per non aumentare oltre gli attuali 1,5 gradi centigradi la temperatura media sulla terra. Puntando su fonti energetiche pulite e rinnovabili ed una notevole riduzione dei consumi adottando apparecchiature che già lo consentono (es. le lampadine a led ma non solo).

Giannelli vignettista ha disegnato sul “Corriere della Sera” 29.10.18 un allusivo “Quadro economico” col titolo “La tempesta”: Italia, atmosfera fosca, lampi; il ministro Tria appartato e ammantato da balia accudisce bimbetto, una figura austera con vincastro – Commissario Europeo Moscovici ? – osserva passando.

Anche qui c'è poco da stare allegri.

Quindi si va inevitabilmente verso il peggio nel Mondo con l'Italia che si arrabatta?

Reputo non sia così perché a fronte di cose che non vanno si attivano movimenti dal basso che si assumono responsabilità, prendono decisioni, agiscono. Mettendo alle strette chi deve curare gli interessi generali ed il bene comune e non lo fa o lo fa male. Aiutando a comprendere che o si fa il proprio dovere oppure si è tagliati fuori, anche con modalità “dalle stelle alle stalle” quando meno lo si aspetta.

E nelle Istituzioni sono più di quanti immaginiamo a fare le cose per bene, anche in modo esemplare come Sergio Mattarella Presidente della Repubblica, pacatamente, distinguendo costituzionalmente tra giusto ed ingiusto ed operando concretamente per porre rimedio a quanto non va, perseverando giorno dopo giorno fino a che diventi cosa normale, ordinaria, costume, vita. Da buon Padre di famiglia.

Dare una mano in questo senso è alla portata di tutti.

Facciamolo da cittadini responsabili in Italia, solidali sempre con l' Europa famiglia più grande nel Mondo globale.

 

26 ott 2018

Il battito d'ali di una farfalla.

Ancora sulla fiducia.

Assumendo un caso importante di applicazione concreta e con riferimento agli articoli di Andrea Bonanni e di Sebastiano Messina "la Repubblica" del 24.10.2018.

Si tratta della cosiddetta "Manovra" o "Documento di economia e finanza" siglato Def per l'anno 2019, preparato dal Governo italiano e inviato all'Unione Europea, di cui il nostro Paese è importante membro fondatore, affinché l'apposita Commissione si esprimesse sulla sua ammissibilità con riferimento alle norme vigenti.

Dopo averlo esaminato la Commissione ha riscontrato delle difformità, soprattutto rispetto al nostro rilevante debito pubblico che la manovra fa ulteriormente crescere.

Aumentando la vulnerabilità dei nostri conti e riducendo le già modeste possibilità di disporne come desidereremmo.

Spiegando per bocca del Commissario Dombrovskis che l'euro, moneta unica per gli Stati dell'Unione Europea che vi hanno liberamente aderito, è fondato sulla fiducia.

E sulla serietà con la quale ci si comporta.

Analogo concetto è stato ribadito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e da altre istituzioni e realtà che hanno a cuore le sorti dell'Italia e dei suoi rapporti con l'Europa.

La Commissione ha quindi richiesto che entro 15 giorni il Governo ovvii alle discrepanze, confermando la propria disponibilità ad interloquire, tra partner e non come avversari, per trovare le giuste possibili soluzioni.

Va da sé che le attuali regole possono essere aggiornate per tenere meglio conto delle situazioni dei singoli Stati; ma questo fa parte del normale ordinario lavoro da svolgere nell'Unione Europea al quale tutti gli Stati sono chiamati.

Unione Europea che è sostanziale, reale garanzia per i singoli Stati, altrimenti in balia dei sommovimenti della globalizzazione, nella quale il battito d'ali di una farfalla agli antipodi può generare distruttive folate di vento dalle nostre parti.

 

24 ott 2018

Fiducia.

Fiducia, parola che richiama comportamenti i cui esiti concreti continuano ad avere grande rilevanza nella vita delle persone e delle società.

Dove la fiducia vige ed è in buona salute le cose vanno bene. Dove essa non gode buona salute tutto è più difficile e si pena.

Alcuni esempi concreti tratti dalla vita di tutti i giorni.

Un nonno al nipotino che gliela ha combinata grossa: contrariato gli spiega perché non va bene cosa ha fatto, concludendo con un buffetto affettuoso e l'esortazione a non ricaderci.

Una anziana signora affida ad un giovane la cura del suo giardinetto durante un periodo di assenza e gli anticipa il corrispettivo pattuito. L'interessato per un po’ ottempera all'impegno assunto, poi sempre meno fino a dimenticarsene.

Mamma dell'est Europa con bimbetta, senza soldi per tornare a casa. Uomo di mezz'età lì con altri; fugace consegna di banconota: “la utilizzi bene”. E se ne va.

Un tempo non così lontano vacche e buoi, e non solo, si compravendevano con una stretta di mano. Chi veniva meno all'impegno assunto era considerata persona con la quale nessuno voleva più averci a che fare.

Il produttore di ortofrutta biologica, cioè indenne da sostanze insalubri, oltre all'osservanza delle norme garantisce fiduciariamente e ne risponde a tutti gli effetti.

Rapporti fiduciari assenti o carenti tra quanti avevano mano nella gestione, possono essere stati concausa del drammatico crollo del viadotto Morandi a Genova.

Lo spread è influenzato negativamente dalla scarsa fiducia nei confronti di persone che svolgono pro-tempore compiti ai vertici dello Stato.

Da quanto accennato deriva che tra le due opzioni: fiducia o diffidenza nei rapporti tra persone il favore va alla prima per i migliori esiti cui si perviene applicandola.

Ma anche perché scegliere la fiducia significa corrispondere ad una ancestrale disponibilità umana della parte buona di ogni persona che patirebbe nell'intimo il suo venire meno.

 

16 ott 2018

Da uomo della strada.

Da uomo della strada che desidera comprendere cosa capita di massima nel mondo globale suscettibile di ricadute in Europa ed in Italia, ho letto i due articoli di Federico Rampini su "la Repubblica" 11 e 12 ottobre e quello di Roberto Perotti dell'11.10, che poi ho visto la sera stessa su La 7 a "8 e mezzo" con Lilly Gruber; un giornalista ed un economista capaci, che si propongono di farsi capire e ci riescono.

Scrive Rampini che le recenti pesanti perdite in Borsa dei supervalutati titoli di prodotti tecnologici statunitensi, hanno a che fare con la crisi Usa-Cina in atto, appesantita dai dazi di Trump, con rallentamento di entrambe le economie segnalato dal Fondo monetario internazionale.

Cui s'aggiunge l'enorme debito pubblico cinese pari al 300% del Pil e l'imperterrito attivismo a costruire ponti, ferrovie, centrali elettriche ed altre importanti infrastrutture in numerosi Stati emergenti; che diventano a loro volta debitori, determinando un perverso, pericoloso intreccio.

Pare che già adesso l'andamento dello “spread” italiano, al di là dei fattori interni, risenta anche di questo malessere che se non curato a dovere può ricontaminare il Mondo.

Perotti si occupa dei 20 miliardi di euro che mancherebbero per realizzare quanto previsto dal Def (Documento economia e finanza) sottoposto recentemente all'esame e voto del Parlamento.

Spiegando e dimostrando come il loro reperimento non sia possibile a breve, avendo dalla sua l'esperienza di Consigliere economico di Governo che si è già trovato in situazioni analoghe.

Quindi i 20 miliardi si spenderebbero senza averli, cioè indebitandoci ulteriormente, sperando che l'economia ne benefici, il Pil s'incrementi e si realizzino le risorse per pagare gli interessi e ridurre il debito stesso.

Più che una speranza pare a Perotti un azzardo che sarebbe meglio non correre.

Egli invece propone di porre mano con certosina pazienza e robusta determinazione alla faticosa ricerca delle cose giuste come ci si prefigge, ma già ora possibili e suscettibili di essere virtuosamente proseguite e consolidate da quanti disporranno delle necessarie qualità.

La prima delle quali è di gratificarsi nel rendere un buon servizio all'Italia ed agli Italiani senza averne riconosciuto subito il merito.

 

12 ott 2018

Forza vitale.

Lettera aperta.

Al Prof. Paolo Savona, ministro del governo della Repubblica.

Le scrivo tra ottuagenari dopo avere letto su "la Repubblica" del 10.10.18 che il Def – Documento di economia e finanza- presentato va cambiato se fa volare lo spread.

Siccome questa condizione si è già verificata occorre prenderne atto e modificare il Def tenendone conto.

Nonostante gli anni pesino Lei ha mantenuto un'invidiabile capacità mentale che Le consente di fare tesoro delle riflessioni altrui per migliorare le proprie a beneficio dell'Italia e degli  italiani.

Svolgendo secondo me l'insostituibile funzione dell'uso del buon senso frutto di sapere e d'esperienza maturati nel corso della già lunga vita, che non ci dispiace affatto si prolunghi ulteriormente in accettabili condizioni di salute.

Contributo che può aiutare anche i suoi giovani colleghi di governo a comprendere che non tutto quanto  loro ritengono giusto lo sia; e che quand'anche lo fosse possa essere realizzato con un tocco di bacchetta magica, senza preoccuparsi delle conseguenze, come il rischio di vanificare i vantaggi ancora prima di conseguirli.

Convincendoci in buona sostanza che cambiare idea migliorando non è segno di debolezza senile ma, semmai, di forza vitale bene indirizzata.

Particolarmente apprezzata se promana dal governo della Repubblica che finora ha lasciato a desiderare.

 

11 ott 2018

Non tutto il male viene per nuocere.

Voci dissonanti da Torre di Babele connotano la politica del governo. Da qui la necessità di discernere per capire tra quanto è bene fare e quant'è concretamente possibile porvi mano adesso. Intuendo che occorrerà un approccio nuovo con una dialettica che ricerchi ed assuma il meglio, da chiunque espresso, e lo faccia concorrere alla soluzione dei problemi.

Tra le priorità alcune tra le più significative.

- Mantenere la fiducia dei detentori e degli acquirenti dei titoli del debito pubblico.

- Realizzare investimenti per ridurre la povertà non dando il pesce ma la lenza per pescarlo.

- Incentivare le imprese al migliore utilizzo del loro potenziale produttivo, con aumento dell'occupazione specie giovanile.

- Lavorare con l'Unione Europea per attuare politiche di sviluppo che tengano conto che per aiutare gli Stati che ne hanno bisogno occorre adottare modalità mirate di intervento. Circa i migranti  vanno considerati una risorsa potenziale la cui espressione dipende dal lavoro da compiere con gli Stati di provenienza e con gli  stessi migranti.

- Manutenzione di strutture ed infrastrutture pubbliche e del territorio in generale e di quanto su di esso si trova: corsi d'acqua, aree boscate e da rimboscare, stabilità dei pendii, ecc.

- Completare le grandi opere in corso.

Per porvi mano occorre concertare: reperibilità delle risorse, volontà politiche ed energie da coinvolgere; disponibilità di ogni livello istituzionale e non, senza dovere ricorrere a forzature cui è stato costretto il sindaco di Riace per affrontare situazioni e risolvere problemi inediti relativi all'integrazione di migranti

Bandendo protervia e primogeniture e riconoscendo capacità, generosità, meriti di quanti si cimentano.

Il Partito Democratico pare orientato a rilanciarsi adottando queste modalità.

Secondo Matteo Richetti ospite a La7, "8 e mezzo" da Lilly Gruber il 4 ottobre scorso potrebbe esserci una prima fase nella quale ci si confronta tra realtà di centrosinistra presenti che convengono con quanto sommariamente accennato, per passare a più impegnative intese in occasione delle prossime elezioni regionali.

Convinti che se si fa al meglio la propria parte “non tutto il male viene per nuocere”.

 

5 ott 2018

Fare di ogni erba un fascio.

L'idea che tutto vada storto che si ha guardando solo a come è governata l'Italia non deve portarci "a fare di ogni erba un fascio".

Due fatti inducono a riflettere.

Il primo è che osservando scolaresche delle elementari si apprezza la mescolanza di etnie che rappresentano ormai buona parte degli Stati del mondo. Che vive gioiosamente insieme facendo cose serie e impegnative nello studio e divertenti e di svago, come capita nei vari momenti della loro vita in comune. Con modalità naturali, normali, spontanee, non certo condizionate dal diverso colore dell'epidermide o dalla forma degli occhi o altre differenze.

Se nel prosieguo della vita subentrano diffidenze, timori e finanche paure del diverso, significa che la naturalità e normalità dei comportamenti è stata alterata in modo surrettizio, artificioso, violando la spontaneità della fanciullezza.

Comunque a "tagliare la testa al toro" ha provveduto il secondo fatto.

Una recente ricerca-sondaggio condotta a livello mondiale da Ipsos/Fondazione Gates tra le giovani generazioni ha trovato un imprevisto prevalente ottimismo su quanto ci si attende dalla vita, con ai primi posti  Stati e Società in via di sviluppo. Quindi potenzialmente capaci di tradurlo in atti e fatti coerenti con le loro attese ed aspirazioni. (vedasi "la Repubblica" 25.9.18).

È sulla valorizzazione di questo capitale umano che dobbiamo impostare con priorità i programmi a tutti i livelli iniziando dalla ... scuola materna! E via via fino alle università del futuro che preparino al confronto non con vincenti e soccombenti ma con soluzioni migliori per i problemi cui concorrano tutti applicando il principio gramsciano: tesi, antitesi, sintesi. Distribuendo oneri ed onori tra quanti vi hanno posto mano.

Avendo riguardo alle specificità, esigenze, desideri, idealità, delle persone ed al loro stare meglio. Con i soldi come mezzo, dal cui buono e coerente impiego se ne avvalgano tutte.

Disponendo così di quanto occorre, matura la consapevole ragionevole certezza che i più collaboreranno al meglio di sé in modo naturale, normale.

Non nascondendoci che per fare emergere il meglio da ciascuno costerà impegno, fatica, pazienza, perseveranza. Sempre.

Gratificandosi.

 

1 ott 2018

Spirito e lettera della Costituzione.

“Corriere della Sera” dell'1.10.18, vignetta di Giannelli con la statua di Sergio Mattarella Presidente della Repubblica; mano destra appoggiata sulla Costituzione, indice della mano sinistra che la indica, paludato da antico romano sovrasta un barbuto ed accigliato vice premier e ministro che gli chiede sbracciandosi: “Perché parli?!”.

Ritengo parli per ricordargli e ricordarci che tutte le leggi devono riflettere e rispettare spirito e lettera della Costituzione ed in particolare i dodici articoli – Principi Fondamentali della Repubblica  –  :

  • Fondata sul lavoro; la sovranità appartiene al popolo che la esercita in conformità della Costituzione;
  • Riconosce e garantisce i diritti inviolabili delle persone e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale;
  • Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono uguali di fronte alla legge;
  • Diritto al lavoro e dovere di lavorare per sé e per concorrere al progresso materiale o spirituale della società;
  • La Repubblica è una e indivisibile; riconosce e promuove il decentramento amministrativo e le autonomie locali;
  • Tutela le minoranze linguistiche;
  • Stato e Chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani;
  • Tutte le confessioni religiose sono libere davanti alla legge;
  • Promuove cultura e ricerca, tutela il paesaggio e il patrimonio artistico e storico;
  • Osserva le norme del diritto internazionale; dà asilo allo straniero perseguitato;
  • Ripudia la guerra, consente limitazioni di sovranità nazionali d'intesa con altri Stati per assicurare pace e giustizia tra le Nazioni;
  • La bandiera della Repubblica è il tricolore verde, bianco e rosso.

E per la loro attualità anche i seguenti:

- art. 54. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche devono espletarle "con disciplina ed onore";

- art. 53. Tutti devono concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva con criteri di progressività: cioè sul di più si applicano aliquote via, via maggiori;

- art.41. L'iniziativa economica privata è libera ma non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, libertà e dignità umana, ma operando perché essa possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali;

- art.87. Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale;

- art. 67. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita la sua funzione senza vincolo di mandato;

-  art. 95. Il presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile; promuove e coordina l'attività dei ministri.

P.S. Gli articoli sopraccitati  non sono riportati integralmente ma riassunti. 

 

26 set 2018

Quest'idea balzana.

Da oggi nello scrivere questa paginetta adotto le seguenti modalità: citando i titolari di cariche o funzioni pubbliche istituzionali e non, eletti o designati con nome e cognome per esteso se operano “con disciplina ed onore” come dispone l'art. 54 della Costituzione; con le sole iniziali se appena sufficienti; indicando solo le cariche se inadeguati.

M'è venuta quest'idea balzana sentendo e leggendo che alcuni di loro si sono organizzati in modo tale da rendere comunque vantaggioso per sé qualsiasi cosa purché se ne parli. Non importano gli eventuali giudizi espressi perché essi rilanciano ad una scala scientificamente studiata, edulcorandoli o peggio se del caso, in modo che facciano breccia verso i destinatari: popolo, elettori, gente, cioè noi. Che amiamo sentirci dire quanto ci va lì per lì senza pensarci tanto.

Raggiungendo e coinvolgendo un numero di persone di gran lunga superiore alla carta stampata, cui s'aggiungono i vantaggi della interazione, concisione e immediatezza.

Una comunicazione moderna, leggera, che si presta ad influenzare. Perché mentre disponiamo di tempo mai avuto in passato, andiamo patologicamente sempre più di fretta rischiando di finire irreggimentati a nostra insaputa.

Al punto che ancora recentemente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha  voluto definire l'informazione seria ed i mezzi utilizzati linfa vitale per la nostra democrazia, esortando a salvaguardarla.

Intanto operando con buon senso e retta intenzione, con onestà, serietà, solidarietà, giustizia da buoni padri e madri di famiglia; valori che permeano la Costituzione e caratterizzano il fare concreto quotidiano della maggioranza degli italiani.

Scopriremo così che le funzioni senza nomi accanto saranno poche e che tacendoli aiutiamo i reprobi a comprendere che la strada giusta, il futuro, è operare perché ogni persona possa essere sé stessa al meglio, un unicum, irripetibile.

Consapevole e fiera di fare la sua parte nel coro polifonico del Mondo globale. 

 

23 set 2018

Con disciplina ed onore.

Questa uscita (speciale) per relazionare tra loro tre fatti concomitanti che possono avere in serbo cose buone ed utili.

La vignetta di Altan in prima pagina de "la Repubblica" del 22.9 scorso in cui c'è un uomo in piedi con giacca e cravatta d'ordinanza, un tovagliolo piegato sul braccio sinistro, che dice: “Se avete creduto alle promesse, vuol dire che erano credibili”. Suppongo si tratti di chi è nell'impossibilità di mantenere fede alle promesse cui è ricorso per ottenere consensi e voti, ed esprime incongruenze a ripetizione per dilazionare la resa dei conti, ledendo gravemente il principio di comportarsi “con disciplina ed onore” nello svolgimento di funzioni pubbliche, contenuto nell'art.54 della Costituzione.

Elsa Fornero, piemontese, canavesana, capace, convincente, perseverante, affidabile, docente universitaria di economia, è autrice della riforma delle pensioni che porta il suo nome durante la sua partecipazione come ministro al governo Monti, voluto da Giorgio Napoletano Presidente della Repubblica per evitare il fallimento del Paese sull'orlo del quale l'aveva portata l'ultimo governo Berlusconi.

La si ricorda in televisione piangente, affranta per dovere pesare sui pensionati non trovando strade più eque per distribuire i sacrifici. È tuttora coraggiosamente disponibile a spiegare perché e percome la riforma fosse indispensabile per salvare il Paese.

È stata ancora recentemente a La7 "8 e mezzo" con Lilly Gruber collaborativa nell'individuare parti della legge suscettibili di miglioramenti sulla base dell'esperienza applicativa ed in un contesto non più così drammatico come allora.

Ad essa va riconosciuto di essersi comportata "con disciplina ed onore" e di mantenere tuttora questo lodevole stile di vita.

È indispensabile aggregare realtà organizzate e diffuse nella società per rappresentare un'alternativa all'attuale governo pasticcione, e si chiede al Partito Democratico di farsene carico con generosità politica e per senso dello Stato.

Anche a tale scopo è stata organizzata una manifestazione nazionale a Roma domenica 30 settembre in piazza del popolo alle ore 14.

Sono invitati tutti i democratici che pensano la Costituzione capace di sostenere un ricominciamento in cui tutti abbiano la possibilità di vivere dignitosamente col frutto del proprio lavoro e partecipare a pieno titolo alla vita della società in cui si è.

Sviluppando opportunità, qualità, giustizia, solidarietà apprezzabili conducendo una vita normale in libertà e pace.

19 set 2018

Forse un simulacro.

I cento giorni della luna di miele del governo M5S-Lega sono terminati e se ne può trarre il succo.

A quanti compete per ruolo farlo: dal Presidente della Repubblica al sindaco del comune più modesto, passando per il Presidente della BCE a quello dell'Inps, al Ministro dell'Economia ed altri, in qualche modo si sono già espressi. I cittadini che lo desiderano un'idea se la sono fatta, anche se gli elementi disponibili non abbondano.

Vediamone alcuni.

Dopo un avvio tranquillo e rassicurante lo spread ha preso quota ed oscilla tra i 200 ed i 300 punti, che significa qualche miliardo di interessi in più all'anno da pagare sul debito pubblico.

S'è chiuso il capitolo Ilva acciaierie con "l'accordo possibile" che conferma il posto di lavoro per oltre 10 mila dipendenti la perdita di circa 3mila e miglioramenti di salubrità ambientale al di sotto delle attese e delle promesse.

Il "reddito di cittadinanza" non arriverà nella consistenza ed estensione promesse; forse un primo tentativo per dire che si parte.

La legge Fornero sulle pensioni resta sostanzialmente com'è con aggiornamenti dettati dall'esperienza maturata.

TAV in corso di realizzazione. Nel governo i sì ed i no si contendono la scena, ma chi lavora ha bisogno di chiarezza che non c'è.

La promessa riduzione delle tasse non è all'ordine del giorno e non lo sarà per un  po’: forse un simulacro.

Migranti. Il problema c'è, ci sarà, durerà perché le cause che lo determinano non sono state affrontate. L'Europa può e deve fare di più e meglio ed occorre lavorare insieme per questo. Dal governo solo contraddittorie, truci prese di posizione senza sbocchi concreti.

Ministro dell'Interno esorbita e deborda ma tira dritto perché i sondaggi lo danno vincente.

In politica estera assunti e coltivati rapporti coi leader più retrivi e contrari a che l'Unione Europea evolva come realtà continentale sovrana che aiuti e dia forza ad ogni singolo Stato di cui è costituita.

La politica di questi leader è stata recentemente sanzionata dall'Assemblea dell'Unione che ne ha stigmatizzata la pericolosità

Nel Mondo analoga ambigua frequentazione di leader ai quali l'Europa unita va di traverso: uno per tutti Donald Trump; ma negli Stati Uniti la democrazia s'è dotata di strumenti per rimediare a questi eccessi.

In Italia c'è la Costituzione da applicare e tanto basterebbe.

Speriamo di farcela.

 

14 set 2018

Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare.

Con chi ha bisogno è perentorio inflessibile "capitano", con quanti hanno è acquiescente mellifluo; dice con noncuranza tutto e il suo contrario un giorno sì e l'altro pure. E di ciò mena vanto, come stile di governo dall'alto dello scanno di vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'Interno, che sommati contengono poteri e responsabilità di cui solo persone assennate possono farsi carico.

Egli invece diseduca chi lo sente e si diseduca perché come capo della Lega gli basta aumentare comunque i consensi.

Un po’ come Donald Trump che in campagna elettorale si vantò: anche se mi mettessi a sparare nel centro di New York gli americani mi voterebbero. Come purtroppo avvenne con i tristi noti esiti.

E noi dovremmo accettare di finire così od anche peggio con Matteo Salvini?

Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 4  marzo scorso il M5S promise a Taranto che con le acciaierie Ilva avrebbero ottenuto di mantenere i posti di lavoro e il risanamento ambientale: premiato sulla fiducia con il 47% dei voti.

Recentemente alla conclusione delle trattative il ministro Luigi Di Maio dovette accontentarsi di molto meno; e lo spiegò affermando che era il massimo possibile nella situazione data. Gli elettori hanno manifestato il loro dissenso ritenendo di essere stati turlupinati.

"Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare" recita il buon senso popolare che Di Maio ha compreso solo toccando con mano come San Tommaso.

Comunque un passo avanti suo e del ministero di cui è a capo.

Anche dal crollo del viadotto Morandi a Genova si può imparare l'importanza di stabilire le priorità giuste tra molteplici cose da fare.

Era oramai evidente e noto non solo a quanti se ne occupavano che l'opera necessitava di interventi per garantire la sua stabilità e sicurezza, che per una serie di ragioni si protraevano o rinviavano nel tempo.

Tra queste ragioni il mancato inserimento della priorità sicurezza delle persone che utilizzavano l'autostrada e degli abitanti delle case sottostanti il viadotto e nelle immediate vicinanze.

Si  optò quindi per interventi di rattoppo la cui esecuzione poteva avere luogo senza chiudere l'autostrada e continuando a riscuotere il pedaggio.

Concausa dei luttuosi e drammatici eventi che se compresi nell'essenza che li ha determinati può evitare il loro ripetersi anche in fattispecie diverse.

 

6 set 2018

Chi vuol esser lieto sia di diman non v'è certezza.

Con una delle mie nipoti in quarta elementare (o già quinta?) mi sono impegnato a scriverle una lettera ogni mese per tutto il 2018 su argomenti più disparati che presumo di suo interesse.
Per quella di settembre conto di inviarle la presente paginetta.
Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia, di doman non c'è certezza.
Verso di Lorenzo il Magnifico se ben ricordo.
Quando il grand'uomo lo espresse le persone vivevano in media meno di quarant'anni. Ora gli uomini superano gli ottanta, qualcuno in più per le donne.
Quindi si ha la certezza di restare giovani più a lungo.
È un bel disporre che dipende, checché se ne dica, da ognuno.
Per goderne appieno questa opportunità deve essere gestita, occorre quindi avere testa, più testa, migliore testa. Assecondando l'arcobaleno dei propri desideri, aspirazioni, voglie per esprimere prima possibile quanto si sente dentro e realizzarlo in divenire nel tempo Dandosi una base culturale generale ben fondata, solida, duttile e aggiornandola in continuazione per attingervi quanto serve nel proseguire il percorso intrapreso.
Galvanizzato dai successi ed assumendo come stimoli a fare meglio: difficoltà, traversie, errori, sconfitte.
"Chi fa da sé fa per tre" è un proverbio tuttora valido nel contesto decisionale che vede partecipi tutti gli interessati, ripartendo poi personalmente compiti e responsabilità afferenti la realizzazione di quanto deciso.
L'elisir della giovinezza ad ogni età suggerisce inoltre di camminare un po’ tutti i giorni, dormire di gusto la notte, mangiare con appetito mai completamente saziato, sorridere, amare senza limiti.
Di mio aggiungerei: stare bene con le persone con cui si ha a che fare, compiacersi dell'altrui realizzarsi, prestarsi se richiesto od avvertendo che occorre, esprimere naturale gaia vitalità.
In estrema sintesi: provare un inesprimibile intimo piacere a fare bene le cose per sé e per gli altri viventi qui ed ora.

3 set 2018

Caino verso Abele.

In generale si dicono troppe parole, numerose quelle inutili, qualcuna dannosa. Proviamo quindi a sintetizzare con l'intento di giovare.
In un condominio le plafoniere luci scale devono essere adattate per ospitare lampade a led al posto di quelle ad incandescenza, per risparmiare energia elettrica, lampadine e lavoro per la sostituzione di quelle bruciate.
L'operazione decisa dall'Assemblea condominiale stenta a decollare non si sa bene perché: magari non è stata annoverata tra le priorità rispetto alle cose da fare.
Facendo le dovute proporzioni forse anche per avere temporeggiato troppo il viadotto Morandi a Genova non ha più retto.
In democrazia la differenza tra governare e comandare è notoria e si coglie a buon senso, a partire dalla famiglia i cui membri, specie giovani, vengono coinvolto nelle decisioni mentre crescono in età e consapevolezza. Eventuali carenze o peggio si riflettono negativamente anche nella società.
Tanto i parlamentari eletti quanto i ministri nominati devono operare come dispone la Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti ed altre norme cogenti, e fare sì che i cittadini riescano a vivere dignitosamente con il frutto del loro lavoro, sereni ed in pace; sapendo che è loro compito e dovere affrontare e risolvere i problemi dello Stato.
Così significa governare.
Questo vale per tutti gli altri livelli istituzionali: Province, Comuni, Enti e realtà varie in cui il bene comune e l'interesse generale sono obiettivi imprescindibili.
Ricordando sempre che la politica è l'arte delle cose possibili nelle realtà e nei tempi in cui concretamente si è; con donne, bambini, uomini, giovani, anziani. Ben sette miliardi circa di persone del mondo globale cui s'aggiungono un'infinità di altri viventi animali e vegetali.
La politica è quindi un'attività, un lavoro impegnativo e faticoso per i preposti che vanno seguiti, controllati, aiutati dagli elettori affinché producano buoni frutti.
Considerando i sette miliardi come membri della grande famiglia globale che aspirano a vivere nel miglior modo possibile facendo ciascuno la loro parte secondo le capacità di cui dispongono.
Consapevoli che per andare d'accordo col Mondo bisogna iniziare ad andarci almeno tra due; e non fare come Caino verso Abele.
Convincendoci che tutto ciò è possibile solo stando insieme operosi e vitali, rispettando condizioni e ritmi naturali di Madre Terra unica nel cosmo infinito.

22 ago 2018

Comune buon senso e responsabilità.


Proviamo a riassumere la situazione del crollo del viadotto Morandi a Genova ed il futuro che si prepara.

Si tratta di una avveniristica importante struttura autostradale che scavalca il torrente Polcevera e sovrasta l’abitato, con l’impalcato, in cemento armato precompresso dove transitano gi autoveicoli appeso agli stralli, grossi cavi di metallo “inscatolati” in elementi di cemento armato incernierati a torri sempre in cemento armato alte parecchie decine di metri. Età del tutto circa 60 anni. Oggetto di controlli ed interventi vari nel tempo ed ancora recentemente.

La gestione è affidata ad una società concessionaria disciplinata da un contratto con diritti e doveri dei contraenti.

Alla vigilia di Ferragosto di quest’anno verso le 11,30 del mattino un temporale con tuoni e fulmini infuria sul territorio dove si trova il viadotto; normale il transito di veicoli nei due sensi di marcia; visibilità ridotta dalla pioggia sferzante.

Improvvisamente senza apparenti segnali premonitori 100 metri di impalcato con relativa torre cedono e crollano, trascinando con sé i veicoli in transito e quanti sopravvengono e non si accorgono di quanto sta accadendo.

Persone generose e coraggiose che per prime si rendono conto di quanto succede e si salvano frenando in tempo, segnalano sbracciandosi e correndo a ritroso verso chi sopravviene.

L’immagine di un camion, il cui autista è riuscito a fermarlo pochi metri prima del vuoto, rende l’idea di quanto sia a volte esiguo il confine tra la vita e la morte.

Cause e concause del crollo sono tutte da accertare, ma gli indizi disponibili suggeriscono: caratteristiche peculiari dell’opera e sua età, logorio degli elementi sia in cemento armato che metallici, la manutenzione e sostituzione di parti essenziali per la stabilità, caratteristiche ambientali e loro azione sulle strutture, forza del vento e turbinio durante il temporale ed eventuali fulmini che possono avere colpito le strutture, in particolare gli stralli in metallo.

Ricordando che le opere in cemento armato associate o meno a parti in metallo possono avere mezzo secolo di vita media ed anche meno.

Con ogni probabilità la parte di viadotto rimasta dovrà essere sollecitamente demolita e l’intera opera dovrà essere ricostruita perché la viabilità di Genova e l’attività del suo porto non possono farne a meno.

P.S. Nel corso del tempo fino al tragico epilogo in cui 43 persone sono morte e numerose sono quelle ferite e sofferenti, non è stato richiamato l’utilizzo del comune buon senso né il sano esercizio della responsabilità. Due principi etico-comportamentali da cui non si può prescindere.


28 lug 2018

14 anni di Sergio Marchionne alla Fiat.

Per valutare se e quanto siano serviti all'Italia, al lavoro ed ai lavoratori i 14 anni di Sergio Marchionne alla Fiat occorre partire dalla situazione fallimentare per porre rimedio alla quale egli era stato chiamato.

Allo stato e  di massima si  può affermare che il peggio è alle spalle, si sono fatti passi avanti ed altri sono possibili sempreché i chiamati a sostituirlo ed il capitale nel suo insieme non demordano dall'impegno, competenza e dedizione da egli concretamente profusi, e poi richiesti ai collaboratori più direttamente coinvolti ed alle parti in causa.

Alla giusta obiezione di quanti fanno notare che i posti di lavoro in Italia nella galassia Fiat sono diminuiti perché i componenti delle varie vetture, automezzi ed altro in produzione sono realizzati fuori Italia, occorre rispondere con la realizzazione di diversi e più avanzati equilibri per il conseguimento dei quali prevalgano investimenti per le novità, la qualità e la programmazione nel tempo da effettuarsi prioritariamente nel nostro Paese.

L'auto a guida informatica e quella a propulsione con energie rinnovabili, con le innovazioni relative, devono utilizzare l'Italia come realtà già predisposta per svilupparne al meglio le potenzialità con il valore aggiunto di saperi, competenze ed esperienze affermate.

Insieme all'importanza che egli attribuiva nel suo fare al guizzo d'ingegno, alla pensata che risolve ed ai naturali suoi limiti, vizi e virtù, va riconosciuta a Sergio Marchionne la pratica concreta che è l'insieme del lavoro umano a migliorare le condizioni di vita di tutti e per tutti.