L'opinione di Giovanni Saracco

20 nov 2017

Al servizio del Paese.

L'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. (art. 1).

Eleggendo i propri rappresentanti dai Comuni fino allo Stato ( Camera dei deputati e Senato).

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. (art: 49).

I partiti nel loro insieme costituiscono il coro polifonico mediante il quale essi parlano al Paese confrontandosi dialetticamente ed operando per la soluzione dei problemi di interesse generale e per il bene comune.

La nuova recente legge elettorale premia le coalizioni, che si vanno formando in vista delle elezioni politiche della prossima primavera

Il centrosinistra non senza difficoltà sta cercando la sua strada in questo senso, che gli consenta di competere alla pari con il già formato coacervo di centrodestra; mentre il M5S correrà da solo anche se consapevole di non ottenere i voti necessari per governare.

Da sondaggi recenti sulle intenzioni di voto – che possono mutare con l'approssimarsi delle elezioni – nessuna coalizione e nemmeno il M5S otterrebbe la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, determinando una situazione di stallo nociva per l'Italia e da prevenire per quanto possibile.

Tocca ai partiti  farsene carico dimostrando concretamente l'utilità del loro ruolo al servizio del Paese.

 

15 nov 2017

La perla che si cerca può essere in un letamaio.

Attingendo dall'esperienza si tratteggia un profilo essenziale di politico necessario oggi in Italia.

Convenga che fare politica significa operare per realizzare l'interesse generale ed il bene comune concorrendo alla soluzione dei problemi che si presentano nella vita concreta delle persone e della società.

Abbia come stella polare la Costituzione ed operi con probità, onestà, coerenza, fiducia, capacità, equilibrio, consapevolezza, senso di responsabilità, dedizione; in una sorta di missione per fare quanto occorre.

Sappia andare anche controcorrente per fare prevalere l'interesse generale ed il bene comune nel quale ci sta quello di ciascuno.

Sia consapevole che la perla che si cerca può essere in un letamaio.

Non conti su riconoscimenti per avere fatto il proprio dovere, ma sappia intimamente gioirne se pervengono.

Non patisca ma auspichi la critica sana e costruttiva e sappia farne tesoro.

Giunga alle sintesi assumendo il meglio dei contributi espressi dandone atto.

Sia intransigente con se stesso, salomonicamente giusto nei confronti altrui.

Nella ricerca delle soluzioni coinvolga il meglio delle competenze e della sapienza.

Consideri tempo ben speso quello per chiarire i problemi da risolvere e gli obiettivi da raggiungere a quanti vi sono coinvolti.

Sappia suscitare il meglio dai collaboratori e dalle persone con cui  intrattiene rapporti.

Dia buon esempio e mantenga la parola data.

Sorrida e goda delle cose buone della vita e ne renda partecipe il maggior numero possibile di persone.

13 nov 2017

Praterie di possibilità.

Da "la Repubblica" del 12 novembre 2017 perché più modernamente conforme alla Costituzione di così sull'argomento non ho letto finora altro.


08 nov 2017

Le quattro Libertà.

Pensionati che amano la vita, in salute, persone normali nella quotidianità e nei viaggi per il mondo che intraprendono quando scatta l'uzzolo, Alda e Claudio prediligono gli Stati Uniti di cui conoscono vita e miracoli.

Capaci di vivere in simbiosi con le persone dei luoghi visitati, padroneggiano la lingua; tutto di loro denota che sono persone perbene e glielo riconoscono.

Ideali ambasciatori del Made in Italy senza darlo ad intendere, quindi particolarmente efficace. E si divertono ad esserlo come la loro natura li ispira.

Visitano e documentano il meglio delle grandi città ma non disdegnano realtà minori, lande disabitate e luoghi impervi. Con la passione dei neofiti ed il sorprendente livello tecnico ed organizzativo che nulla lascia al caso.

Rientrati a casa organizzano e mettono a punto il materiale raccolto e girato e ne escono documentari straordinariamente efficaci per fare rivivere quanto da essi praticato e divulgarlo.

Da impenitente "bogianen" ho il privilegio di accedere a questo bene di dio comodamente in poltrona con loro a disposizione per aiutarmi a capire con le immagini, le colonne sonore ed i commenti appropriati i temi trattati. Con tutti i sensi che concorrono a gustare quanto viene proposto.

Nella circostanza emergono sensazioni nuove anche per loro, gratificati per averli resi godibili come se  fossi stato della partita.

Consapevoli insieme che tutto ciò è possibile perché la democrazia e la società statunitense si rifanno a principi di alto profilo che ne caratterizzano la vita, indirizzandola, non senza contraddizioni, verso condizioni e rapporti più equi ed evoluti.

Come emerge dalla dichiarazione del Presidente Franklin Delano Roosevelt proclamata al Congresso degli Stati Uniti il 6 gennaio 1941, nota come "Le quattro Libertà".

"Nei giorni a venire che noi cerchiamo di rendere sicuri, noi desideriamo intensamente un Mondo fondato su quattro essenziali libertà umane.

La prima è la libertà di parola e di espressione – ovunque nel Mondo.

La seconda è la libertà di ogni persona di venerare Dio a modo proprio - ovunque nel Mondo.

La terza è la libertà dal bisogno….ovunque nel Mondo.

La quarta è la libertà dalla paura….  in qualsiasi luogo del Mondo."

(Testo tradotto da Alda e Claudio.)

07 nov 2017

Ha votato meno della metà degli aventi diritto.

In Sicilia le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale  hanno dato in estrema sintesi questi risultati:

Ha vinto il centrodestra con  Nello Musumeci al 40%;

Secondo è arrivato il M5S con Giancarlo Cancelleri al 34,6 %;

Terzo il centrosinistra con Fabrizio Micari al 18,5%;

Quarto la sinistra con Claudio Fava al 6,2%.

All'interno delle coalizioni le principali forze politiche hanno ottenuto questi voti:

Forza Italia 16,4%;

M5S 26,7%;

Partito Democratico 13,2%;

Mdp, SI, altri 5,3%.

Il centrodestra è andato meglio di quanto sperava;

Il M5S riteneva di vincere e non  ce l'ha fatta;

Il Partito Democratico: meno peggio di quanto temeva, meno di quanto sperava.

Ha votato meno della metà degli aventi diritto.

La coalizione vincente non ha i numeri per governare da sola.

Interessanti gli sviluppi che ci saranno per formare una maggioranza stabile con un programma che dia risposte concrete ai bisogni, necessità, esigenze delle persone, del lavoro,dell'economia, della legalità.

I precedenti consentono di affermare che il voto delle regionali ha una sua specificità, da non prendersi quindi a misura o anticipazione di quanto potrà verificarsi alle elezioni politiche della primavera prossima.

Le singole forze politiche non potranno non tenere conto di quanto è avvenuto per cercare  di migliorare comunque il proprio fare.

02 nov 2017

4.0

I giornali riportano spesso qualcuno di questa serie di numeri: 1.0, 2.0, 3.0, 4.0 dando per scontato che chi legge sappia di che si tratta. Io non lo sapevo, ho chiesto lumi e mi è stato spiegato - spero di avere bene inteso - che lo sviluppo produttivo ed economico è stato suddiviso in quattro fasi.

La prima 1.0 relativa al passaggio dal telaio a domicilio azionato manualmente a quello mosso dall'energia del vapore ed ospitato in uno stanzone con altri. In Inghilterra furono decine di migliaia gli artigiani che si dettero alla macchia – molti furono uccisi – piuttosto di lavorare in questo modo.

La seconda 2.0 connotata dall'utilizzo generalizzato dell'energia elettrica. Avevo 6 anni quando in casa nostra mio papà sostituì il lume a petrolio alla luce del quale facevo i compiti di seconda elementare con una lampadina elettrica in ogni stanza.

La terza 3.0 si riferisce all'introduzione dell'elettronica e dei robot. Per quanto conosco l'ho fatta coincidere con la DEA fabbrica degli anni '70 del secolo scorso situata nel comune di Moncalieri alle porte di Torino.

La quarta 4.0 quella in cui ci troviamo attualmente caratterizzata da quanto scoperto e inventato finora, compresi gli "occhiali" che consentono di vedere all'interno di apparecchiature senza accedervi, capire cosa non va e intervenire. Anche facendosi aiutare da un collega distante migliaia di chilometri col quali ci si relaziona tramite internet; ed a cui basta inforcare gli accennati "occhiali" per vedere quanto vede l'altro e ragionarci all'occorrenza.

Le prime due fasi si sono realizzate tra la seconda metà del 1700 a poco prima della seconda guerra mondiale (1940-45), durando circa 2 secoli.

La terza fase durò meno di mezzo secolo.

La quarta fase che stiamo vivendo giungerà a compimento entro un decennio, durando quindi un quarto di secolo.

Un'accelerazione straordinaria dei cambiamenti dovuta a intelligenza e preparazione che si sono affinate, coinvolgendo però finora meno di metà della popolazione del Pianeta.

L'altra metà insegue faticando; serviranno politiche globali che consentano di recuperare.

Non mancherà certo il da fare e si tratterà perlopiù di cose nuove ora appena ipotizzabili e intravedibili.

Un mondo nuovo da vivere, curioso, interessante, stimolante, intrigante di cui ciascuno deve poterne godere contribuendovi, affinché divenga miscelando desideri e aspettative di tutti.

Pattuendo col Pianeta modi di vita globalmente compatibili e sostenibili con i ritmi naturali che lo caratterizzano fin dai suoi albori.

31 ott 2017

Non abbiamo più alibi.

Staino il papà di Bobo disegna le sue vignette per "L'Avvenire" quotidiano della CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Perché rimanga tutto chiaro e senza equivoci ribadisce sereno che resterà ateo.

Quest'anno il Nobel per la medicina è andato a tre arzilli anziani: Jeffrey Hall, Michael Rosbash e Michael Young i quali hanno scoperto scientificamente perché andando a letto quando fa notte ed alzandosi ai primi albori si vive nei ritmi naturali bene, sani, allegri ed a lungo. Adesso lo sappiamo anche noi e non abbiamo più alibi.

Matteo Renzi ha capito che lavorare insieme ad altri con cui ci s'intende si fatica meno per portare a casa riforme che fanno bene all'Italia ed aiutano ad utilizzare l'intelligenza di oltre 60 milioni di italiani nativi ed altri legittimamente presenti sul territorio nazionale, in attesa di essere messi alla prova da cittadini responsabili; piuttosto di restare nel limbo del "vorrei ma non posso".

Si tratta di tre fatti inauditi che denotano cambiamenti al passo coi tempi nelle gerarchie ecclesiastiche e nelle realtà governate democraticamente,  facendo concorrere nella ricerca delle soluzioni dei problemi che si presentano quante più intelligenze possibili; cioè quante lo desiderano.

Considerando le diversità dei punti di vista una ricchezza, che consente di pervenire a risultati impensati e trovare soluzioni migliori in tempi più brevi. Con i più che remano nella stessa direzione per attuarle, perché ciascuno trova che c'è qualcosa di suo nel fare comune.

Infatti l'antidoto per le nostre difficoltà potrebbe essere la sostituzione dell'acefala osservanza dell'impossibile moltitudine di norme vigenti con quanto serve qui ed ora, senza contrastare con la sostanza delle medesime.

Colmando il gap con una promossa e riconosciuta capacità di assumersi responsabilità, tutelando i coraggiosi che vi pongono mano  e ringraziando i non pochi che già la praticano.

Con risultati ottimi nelle realtà che la buona sorte unitamente ad un  tessuto sociale propenso ne hanno già consentita l'espressione.

17 ott 2017

Chiunque ci lavori è benemerito.

È diffusa l'esigenza di una legge elettorale che consenta a chi vince le prossime elezioni politiche di governare con una maggioranza che duri l'intera legislatura nell'interesse dell'Italia e della democrazia; chiunque ci lavori è benemerito.

Per i partiti politici è un dovere proporsi questo obiettivo e perseguirlo al meglio. Ciò vale per tutti, in particolari per quelli con percentuali di consenso diciamo dal 10% in su.

Ricordandosi che i partiti sono al servizio del Paese e dei cittadini e se c'è da fare qualche sacrificio per bene di tutti lo devono fare con generosità, contando sull'intelligenza e memoria degli elettori nel saperli riconoscere ed apprezzare.

Circa le diversità di vedute all'interno di ogni singolo partito esse sono come il sale senza il quale anche gli argomenti più interessanti sono privi di gusto. Ed anche la garanzia che le conclusioni cui si perviene contengano il meglio dei contributi di quanti vi hanno concorso, informandosi, ragionando, discutendo con le capacità e modalità che  caratterizzano ogni persona.

Operando comunque perché donne e uomini dispongano delle opportunità più adatte per la migliore espressione di sé.

Cambiare partito poi o fondandone di nuovi per vedersi riconosciute queste possibilità deve essere la decisione estrema cui si ricorre, dopo averle provate tutte dove si è.

È sempre doveroso fare prevalere l'interesse generale ed il bene comune rispetto a qualsivoglia pur lecito vantaggio per il partito di appartenenza.

Fare, non fare o farne una piuttosto che un'altra di legge elettorale, tenendo presenti i criteri sopra accennati, qualifica quindi i partiti che vorranno cimentarsi.

E consente agli elettori di disporre di ulteriori elementi per indirizzare il proprio voto.

PS. Il Coro Moro, nato nelle Valli di Lanzo e formato da giovani africani, con in repertorio canzoni piemontesi è tornato a Carmagnola ridente cittadina in provincia di Torino il 6 ottobre scorso, si è esibito ed ha concluso con "Bella Ciao" coinvolgendo il pubblico soddisfatto e plaudente. A conferma che musica e parole di "Bella Ciao" mantengono intatto l'afflato universale per la libertà.

09 ott 2017

Mugugno.

Sabino Cassese fine ed acuto osservatore di come vanno le cose in Italia ne ha scritto su "L'Economia del Corriere della sera" dell'11 settembre scorso.

Se ne riassumono le parti sostanziali citandole tali e quali all'occorrenza.

Siamo lenti nel produrre sviluppo perché le procedure della nostra democrazia sono farraginose e gli operatori che se ne occupano lasciano a desiderare circa l'aggiornamento e la disponibilità ad assumersi responsabilità. "Le nostre politiche pubbliche ( le grandi decisioni, le leggi, gli indirizzi di governo) sono preparate, decise, eseguite male". Manca un metodo che consenta di procedere in modo razionale; "non si misurano i consensi, si negozia alla cieca". Ci sono poi due passaggi Camera e Senato, praticamente un doppione. Dal 1990 ogni nuova legge doveva rispettare un iter con tempi fissati, ma la norma è stata disattesa.

Manca una snella ed efficiente struttura che monitori di cosa ci si occupa, a che punto di attuazione si trovano le cose decise ed i tempi per portarle a compimento.

Il Personale è selezionato in modo inappropriato, "non c'è nessuno che si curi di spiegare come funzioni la macchina, quali sono i compiti, come si lavora". Ognuno cerca di arrangiarsi come sa e può. (N.d.R. In base alla mia esperienza professionale ed istituzionale quanto precede non riguarda il Personale di Camera e Senato né i Comuni di piccole e medie dimensioni, dove prevalgono capacità, qualità, dedizione e disponibilità diffuse).

C'è infine un'opinione pubblica più incline al mugugno ed al lamento che non a svolgere un ruolo "naturale" di segnalazione delle cose che non vanno controllando che chi deve provveda. In questo senso i giornali e gli altri media hanno il compito di conoscere, informare e formare facendosi apprezzare per questo. Così come l'accademia e l'università alle "eleganti riflessioni teoriche" dovrebbero preferire "le analisi empiriche, lo studio dei tempi e le analisi sul campo".

Quanto sopra conferma la necessità di proseguire nella realizzazione delle riforme per fornire strumenti utili a risolvere problemi ed esigenze di oggi e del tempo a venire con le priorità: lavoro ed equa distribuzione delle risorse prodotte; sicurezza personale, sociale, previdenziale; servizi sanitari e sociali; regolamentazione dei flussi migratori e della cittadinanza.

05 ott 2017

Con la sua testa.

A proposito dell'uso della ragione ho letto non ricordo dove, che Papa Francesco verso i quarant'anni si rivolse ad una psicoterapeuta che gli fu di grande giovamento.

Quindi la fiducia dei credenti in Dio non è inficiata dal ricorso alla ragione, in questo caso scientifica e professionale, per risolvere i problemi che ci toccano nel corso  della vita.

Perché è la pratica del bene in sé, il retto atteggiamento esistenziale, con tutto noi stessi: preghiera, ragione e quant'altro si possa escogitare, che non solo non confligge ma nobilita i comportamenti ed apre scenari ed opportunità nuove ed imprevedibili.

Se con questo spirito si pratica la politica ci si fida più dell'empatia di Romano Prodi che dei sondaggi, secondo cui sostenere  lo "jus soli" cioè la legge sulla cittadinanza italiana ai figli dei migranti che posseggono i requisiti di cittadini a pieno titolo, farebbe perdere voti. ("la Repubblica" 15 settembre scorso).

Infatti il Professore sa bene che l'empirica conta dei voti necessari per approvarla in Senato non raggiunge ora il numero sufficiente. Quindi suggerisce che la buona politica spieghi pazientemente e bene la sostanza del provvedimento con i pro ed i contro utilizzando il meglio della ragione; fidente nelle capacità di cittadine e cittadini di fare prevalere l'utilizzo della testa rispetto alla pancia su cui puntano i profeti di paure e sventure finora prevalenti nei sondaggi.

Rintuzzabili e superabili se la politica ritorna ad essere un servizio alla comunità perché ognuno possa meglio comprendere come stanno le cose e decidere di conseguenza.

Con la sua testa.

 

 

 

02 ott 2017

Evitare che una palla di neve diventi slavina.

Ci sarebbe da sorridere e invece è pianto. Centinaia di persone ferite negli scontri con la polizia in Catalogna perché le cose sono andate degenerando a causa di malintesi plurimi imputabili all'imprevedibile: la Catalogna chiede l'autonomia, qualcuno che conta ha inteso l'indipendenza, incostituzionale e quindi da vietare.

Contrastando ai sensi di legge il referendum; dove a pagare sono i più deboli cioè le persone in fila per votare (una marea!).

Se si usa anche solo il buon senso ed il rispetto umano e democratico non si fa così.

Il referendum , cioè la libera espressione dei cittadini, si tiene comunque ed il risultato lo si utilizza "a bocce ferme" e per quanto consente la Costituzione vigente. Se si conviene di andare oltre si può modificare anche la Costituzione con le canoniche modalità.

Siccome si tratta di questione importante non soltanto per la Catalogna ma per tutta la Spagna si può ragionare il tempo necessario per fare le cose per bene.

Evitando quanto ha scritto Concita De Gregorio inviata speciale de "la Repubblica" sul posto, cioè "che una palla di neve diventi una slavina".

Farlo adesso si è ancora in tempo e la necessaria generosa cura deve mettercela chi ha il potere: intanto di arginare la slavina

Non conosco la Costituzione spagnola e mi viene in mente anche il Regnante.

19 set 2017

Bella Ciao!

A Carmagnola, ridente cittadina in provincia di Torino, non si può cantare "Bella Ciao" perché non piace al vice sindaco ed alla Giunta comunale. Era già successo con la Banda musicale in occasione del 25 Aprile Festa della Liberazione.

Domenica 10 settembre nell'ambito della Festa del Peperone di cui Carmagnola è produttrice regina era prevista l'esibizione del "CoroMoro" delle Valli di Lanzo, del quale fanno parte giovani profughi in un percorso di integrazione che prevede anche di esprimersi  in piemontese, con in repertorio "Bella Ciao". Il vice sindaco chiede di toglierla dalla serata ma il gruppo musicale  risponde che non è possibile.

Lo stallo si risolve con la rinuncia del CoroMoro ad esibirsi rendendo pubblica la vicenda.

Ho discreta seppure datata conoscenza della gente del posto e mi sento di escludere che alle cittadine e cittadini di Carmagnola andasse per storto "Bella Ciao".

Mi è tornato infatti in mente il contiguo comune di Carignano dove risiedetti per anni con la famiglia e svolsi un lavoro impegnativo nella pubblica amministrazione.

Alla stele di Pilone Virle era in corso la celebrazione di martiri partigiani lì barbaramente uccisi dai nazifascismi durante la Resistenza. Ad un certo punto prima sommessamente poi più sonora "Bella Ciao" divenne il sottofondo che coinvolse i numerosi presenti evocando l'irripetibile nascita e vita della lotta di Liberazione dalla tirannide.

Tirannide vissuta come imposizione autoritaria e violenta di modi di fare e di vivere estranei al comune concetto di libertà sul quale era impostata, insieme alla sobrietà, probità e laboriosità, la vita di quelle operose comunità.

Quanto al vice sindaco di Carmagnola veda se non sia il caso di avvicinarsi un po’ alla sensibilità media dei cittadini al cui servizio egli è.

14 set 2017

Un ragazzo di settant'anni fa.

Ad un ragazzo  di settant'anni fa riaffiorano episodi della sua adolescenza.

Scaduta la mezzadria alla "cascina del medic" la famiglia si trasferisce nel capoluogo del comune nell'astigiano: asilo infantile, scuole elementari, guerra 1940-45.

Aspirante nell'Azione cattolica e chierichetto in parrocchia; ragazzotto in campagna poi apprendista meccanico in piccola officina. Amicizie con coetanei e sfollati da Torino.

Gioco delle bocce su sterrato della piazza principale e acciottolato dell'adiacente via. Alle partite degli adulti la domenica con due file di spettatori ai lati. Gioco del biliardo nei 5 caffè e ristoranti che ne disponevano.

Calcio sull'acciottolato nella piazzetta della parrocchiale e nei  prati appena dopo la fienagione improvvisando le porte.

Uomo a undici anni sorpreso dal modo con cui si annuncia.

In gruppo con le biciclette da grandi fino alla fonte solforosa di Montafia lungo la provinciale solo inghiaiata; dissetandosi ai pozzi artesiani ai lati della strada azionando l'apposita saracinesca. Alla Scarassera un pozzo che pompava acqua sulla collina con un ingegnoso sistema che emetteva un ritmico "colpo d'ariete": bum….bum.

Lettura di tutti i libri della modesta biblioteca dell'Azione cattolica.

Ricupero petardi ferroviari inesplosi – usati come segnali acustici in caso di nebbia – e loro esplosione col botto centrandoli con una pietra.

Commissioni per conto terzi tra cui ritiro quotidiano dei giornali alla stazione ferroviaria con vendita lungo il percorso e consegna all' edicola nel capoluogo. Servizio remunerato con una copia dei settimanali "l'Intrepido" e "Il Vittorioso ".

Rincorsa in bicicletta dei rari camion alimentati dal gasogeno, cioè bruciando carbonella, per appendersi e farsi rimorchiare per un tratto.

Eiaculazione spontanea durante il sonno capita parlandone con gli amici o con la mamma.

25 luglio 1943. Assiste esterrefatto allo smantellamento di un grande fascio littorio sulla facciata delle scale che adducono all'edificio scolastico.

8 settembre 1943. La mamma aiuta militari che scappano fornendo loro abiti usati e ricevendo quelli militari.

Sotto bombardamento e mitragliamento aereo di treno di munizioni fermo alla stazione; un miracolo che nessuna delle centinaia di persone in fuga sia stata colpita.

Autunno 1944. Impiccagione del partigiano Luigi Capriolo da parte di militari nazifascisti al balcone di casa Marrone a Borgovecchio con minaccia di bruciare le case se il corpo fosse stato rimosso nella notte. La sera stessa la famiglia si trasferì nel granaio di uno zio in campagna e vi rimase per il resto della guerra.

Lezioni di francese a casa della maestra Borgnino con esercizi che simulavano risposte a domande poste da stranieri; chiese lumi  a papà che tranquillizza: ti serviranno tra un po’.

Aprile 1945. Dalla vigna dello zio in collina segue la parziale distruzione del ponte sul torrente Triversa ad opera dei partigiani. Dopo qualche giorno arrivano i soldati angloamericani con camion e carri armati: sigarette, gallette, benzina in cambio di non ricorda cosa. Per passare costruiscono in poche ore un ponte di ferro sovrastante quello danneggiato.

Dicembre 1946. Primo libretto di lavoro e assunzione alle Officine Meccaniche Cuffini ad  un chilometro da casa.

 

12 set 2017

Il crogiolo di tutti i problemi.

Nel Mondo mai come oggi ci sono state le condizioni per vivere meglio tutti.

Nel senso che se si utilizzassero beni e risorse di cui disponiamo ed orientassimo la produzione verso ciò che serve per stare meglio, già adesso si potrebbe bandire la miseria.

Invece si inducono e diffondono paure di ogni genere – ritorna addirittura quella della bomba atomica – per tenere in apprensione e  non si pensi ad altro.

E si continua a produrre armi sempre più costose e sofisticate, mentre il terrorismo internazionale da malattia acuta s'è trasformata in espressioni forse più subdole e intimorenti. Perfino la propaganda elettorale alimenta cinicamente paure per raccattare consensi. Ci sono poi ambienti retrivi che si propongono di scimmiottare la "marcia su Roma" come se non bastassero le barbarie della dittatura che seguì.

Lungi dal pensare  che un'unica mente perversa possa arrivare a tanto, resta la motivata convinzione che gruppi ristretti guadagnino da queste paure a danno dei più e specialmente di quanti patiscono infime condizioni esistenziali.

La paura utilizzata cioè per ritardare e/o impedire cambiamenti di cui c'è diffusa consapevolezza ed esigenza, per eliminare ingiustizie ormai intollerabili.

Anche insinuandosi in gangli vitali di poteri pubblici e da lì continuare imperterriti a sottomettere gli interessi generali ed il bene comune alle proprie brame.

 Se così stanno le cose il da farsi è chiaro: niente paure e continuare tenacemente ad utilizzare la testa ed esprimersi in libertà, operando per conquistare queste condizioni ov'esse manchino a livello globale.

Perché è questo il crogiolo di tutti i problemi ma anche delle risorse per affrontarli e risolverli.

PS. Lo spunto per trattare questo argomento e la fonte per le necessarie informazioni sono stati i seguenti numeri della rivista "Internazionale": 1208, 1214, 1215, 1216, 1217, 1218 e 1220 dell’anno 2017.

 

 

 

Parole nuove.

Secondo gli studiosi dei fenomeni negli stati tecnologicamente avanzati dobbiamo aspettarci cambiamenti tali che poco o nulla di quanto c'è rimarrà così com'è. E la velocità con cui si manifesteranno non attenderà che maturi una pur auspicabile diffusa consapevolezza.

Avvisaglie che non si possa continuare come adesso sono già pervenute, come i malesseri interni alle realtà opulente per risolvere i quali ci si affida a chi promette l'impossibile, vedasi Trump negli Usa ma non solo; oppure la fuga di moltitudini da luoghi dove vivere è così difficile da indurre a correre qualsiasi rischio pur di andarsene. Ed ancora il peggioramento delle condizioni ecoambientali di vaste zone del Pianeta. Paradigmatica per noi mediterranei la situazione israelo-palestinese di due stati per due popoli dolorosamente irrisolta da decenni; il terrorismo di distorta matrice islamica drammaticamente presente ed attuale.

Sono solo alcuni dei molti problemi che la modernità ha evidenziato e che le persone ed istituzioni preposte ad occuparsene e risolverli non ce la fanno. Lasciando intendere di non esserne capaci e/o di non volerlo fare.

Siccome nonostante tutto le persone tendono a vivere esse si ingegnano sperimentando embrioni di modi alternativi per comunque ovviare a quanto non va.

Organizzare queste modalità che nascono dal basso riconoscibili come efficaci dai risultati che esse ottengono e orientarle verso obiettivi di interesse generale, pare sarà uno dei modi nuovi di fare politica. Con il protagonismo femminile  alla ribalta. Il tutto supportato con il necessario di nuova tecnologia disponibile.

Quanti e quali saranno gli approdi nessuno lo sa. Per certo provando e riprovando fortemente stimolati dalla vita che urge risultati si otterranno. Se si discernerà il meglio dall'espressione del Mondo in ricerca se ne gioverà la qualità in grado di alimentare il desiderio di felicità motore di un'impresa senza eguali.

Per definire la quale saranno necessarie parole nuove con assonanze familiari alla pluralità di quanti vi parteciperanno. 

06 set 2017

Spottone elettorale ?

Dopo avere letto entrambi le recensioni convenimmo – un non iscritto ed io – che chi avesse letto per primo: “Matteo Renzi- Avanti. Perché l'Italia non si ferma” (Feltrinelli), avrebbe detto spassionatamente all'altro il suo pensiero.

"Spottone elettorale?" mi comunicò dopo qualche settimana, indicando a matita nel testo quanto reputava andasse oltre. Lo lessi e concordai che lo scopo del libro è di comunicare a quanti sono anche solo curiosi, cos'ha fatto l'Italia nei mille giorni in cui il segretario nazionale del Partito Democratico è stato anche Presidente del Consiglio dei Ministri e cosa intende  fare se gli elettori gliene rioffriranno la possibilità. Senza nascondere che la somma algebrica ha già dato un risultato positivo, cioè il buono è prevalso sulle  inadeguatezze, insufficienze, errori e presunzioni di troppo. Ciò in forza dell'immissioni di capacità di lavoro, slancio, volontà, determinazione inusitate Un buono misurato oggettivamente dagli Enti preposti (Istat ed altri). Certo migliorabile specie dove gli esiti pratici sono insoddisfacenti; da rafforzare e sviluppare nel complesso.

Tra gli errori evidenziato il modo di porsi nel referendum del 4 dicembre 2016 mescolando riforme essenziali con altro di importanza secondaria o addirittura che poco ci entrava, col conseguente pollice verso della maggioranza dei votanti.

Dimissioni di Renzi da entrambe le cariche di segretario nazionale del Partito Democratico e di capo del Governo.

Da qui la nascita del libro di cui trattiamo e del Governo Gentiloni con la dichiarata volontà di continuare in autonomia il lavoro del precedente fino alla scadenza naturale della legislatura Le primarie con la rielezione a segretario nazionale del Partito Democratico; l'uscita dal Partito di dissidenti di peso: Bersani, D'Alema, Speranza ed altri con la costituzione di  una nuova formazione politica (Mdp), che finora ha sostanzialmente sostenuto, seppur criticamente, il governo di centrosinistra.

E siamo ai giorni nostri, disponendo tutti di dati, elementi e considerazioni in più per farci l'idea di quanto Matteo Renzi abbia tratto dall'esperienza maturata, per eliminare il negativo che ad essa ha portato.

E tenerne conto.

P.S. Siccome la politica è fatta dalle persone che s'impegnano e la praticano per realizzare gli obiettivi che ci si propone ed occorrono coese maggioranze parlamentari e governi di legislatura, è tra chi è in grado di realizzare queste condizioni che si svolge il confronto, auspicabilmente con la più ampia partecipazione di cittadine e cittadini poi elettrici ed elettori.

23 ago 2017

Tira di più.

Un figlio virgola trenta per ogni donna; maschi con metà degli spermatozoi rispetto a qualche decennio fa; desiderio naturale dell'altra persona in calo e ricorso a sostanze nocive al piacere ed alla riproduzione. Questo lo scenario negli stati e nei continenti sviluppati; per noi l'Italia e l'Europa.

Con conseguenze rilevanti.

Intanto si attenua al disotto dell'accettabile il piacere dell'amplesso come reciproco dono di sé nella pienezza dell'atto che perpetua gioiosamente la vita. In campagna ed in fabbrica dove ho vissuto l'adolescenza si riassumeva alla buona il tutto nel detto: "tira di più un pelo del pube che una coppia di buoi".

Poi sul piano socio-economico abbiamo strutture, risorse, istituzioni democratiche occorrenti per vivere bene in 65 milioni di italiani e per circa mezzo miliardo di europei. Ma per garantire il loro aggiornamento e rinnovamento occorrono in media due figli per ogni donna. Altrimenti l'insieme che abbiamo posto in essere non funziona e crea squilibri non da  poco nei singoli stati e fra di essi nel continente.

Basta pensare che procedendo di questo passo la Germania e l'Italia nei prossimi decenni perderebbero il 30% della popolazione attuale, diventando destinazioni ambite per la mobilità di popolazioni che a casa loro stanno così male da rischiare la vita pur di andarsene.

Quanto sopra accennato è stato recentemente confermato da ricerche e studi e diffusamente trattato dagli organi di informazione.

Siccome parliamo di fatti che non hanno precedenti con cui confrontarli e tali da influenzare la vita profonda di popoli ed in particolare di tre generazioni di persone contemporaneamente viventi e sempre più a lungo: genitori, figli, nipoti, bisogna occuparsene per tempo così da coinvolgerle nella ricerca delle soluzioni, partendo dal basso e pervenendo prima possibile al livello statuale e continentale.

Tenendo conto delle migrazioni già in  atto e ricuperandone le esperienze nel quadro generale delineato.

08 ago 2017

Arzilli propagandisti di prodotti Talmone.

Chi di anni ne ha un po’ ricorda lei e lui arzilli propagandisti di prodotti Talmone nota marca torinese di cose buone che promettevano di aiutare ad invecchiare bene.

A guardarli paiono proprio loro, qualche acciacco in più ma verosimili nei vestiti un po’ all'antica, movenze, atteggiamenti, intenti a godersi una ghiotta e profumata cioccolata al bar d'angolo sulla passeggiata a mare della cittadina nella Liguria di ponente.

Sostare un po’ e scambiare due chiacchere li trova consenzienti e perfino divertiti.

Figli e nipoti da altre parti a fare loro cose; prodighi di attenzioni, e consigli spesso disattesi senza malizia, forse per il sottile piacere di fare di testa propria, magari sbagliando ma certi del loro perdono.

Ospiti di una pensioncina frequentata da quando i loro figli si reggevano appena sulle gambe. Vivono di una dignitosa pensione dopo una vita di lavoro. Mangiano e dormono di gusto e stanno bene insieme, facendosi reciprocamente valere quando ritengono sia il caso, con rispetto e senza ledere l'altrui libertà.

Leggono, guardano la televisione, intrattengono rapporti e relazioni con parenti ed amici e non disdegnano le novità; manoscrivono quanto serve e  capiscono qualcosa del digitale.

Entrambi patentati; lui guida ancora l'auto e ricorda l'esame effettuato appena diciottenne al volante di una Fiat "giardinetta" con la carrozzeria ancora di legno causa penuria di lamiera per la guerra finita da poco.

Votano sempre: amministrative, politiche, referendum, primarie perché in democrazia bisogna esserci e farsi sentire. Orientati verso sinistra si affidano alla  loro capacità di capire, piuttosto che alla propaganda e ai sondaggi.

Scandalizzati per i tanti soldi che girano nelle mani di pochi nullafacenti di buono e nullatenenti per il fisco.

Ritengono che in un mondo dove chiunque può andare dappertutto sia bello vivere. Se invece si è costretti a fuggire da casa propria verso uno sconosciuto altrove c'è qualcosa di importante che non va, cui deve porre rimedio chi di dovere.

Non disdegnano affettuosità coniugali, che ritengono gioiosa manifestazione del di sé in divenire, vantaggiose per l'equilibrio psicofisico profondo e delicato.

Cristiani praticanti aiutano il prossimo relazionandosi il più direttamente possibile con le situazioni di bisogno.

Gradiscono corrisposti la franchezza della chiacchierata ed accettano sia comunicata per sintesi ad altri perché se ne giovino.

Arrivederci a dopo Ferragosto e buone vacanze!

 

25 lug 2017

Nemmeno se casca il mondo!

Anche Pier Luigi Bersani avrà le sue ragioni per affermare: “Ci vuole un nuovo Sessantotto. Senza una svolta il governo cade” (La Stampa, 13 luglio scorso)

Ci sono i giovani che cercano invano un lavoro perché stiamo appena uscendo da una crisi lunga e velenosa determinata da avventurieri della finanza che hanno vanificato il lavoro dei più e li hanno impoveriti spostando denaro dalle loro tasche alle proprie ed aumentando smisuratamente il potere che ne deriva.

Tra questi ricchi di denaro ci sono anche imprenditori non da poco e ad essi si è rivolto recentemente Papa Francesco esortandoli ad intraprendere seriamente secondo la Costituzione, cioè operando anche con finalità sociali e pagando il giusto di tasse  (artt. 41 e 53).

Denaro che viene tutt'ora utilizzato per fare altro denaro sottraendolo all'economia reale che pena, e si orienta a risparmiare sul lavoro affidandolo ai robot.

Ci sono poi i servizi forniti dallo Stato e da altri enti pubblici che lasciano a desiderare in punto efficienza e qualità.

La criminalità organizzata maneggia per sé una incredibile quantità di miliardi di euro che penalizza ulteriormente lo stragrande numero di persone dedite ed  oneste ed il loro lavoro.

L'insicurezza e la povertà sono spettri che intimoriscono e toccano strati sociali da sempre indenni.

Per uscire come Paese verso una normalità moderna occorre riconoscere e premiare comportamenti onesti, probi, retti.

Chi può cimentarsi in un'opera di questo genere oggi in cui stentiamo addirittura a dotarci di una legge elettorale che consenta almeno maggioranze parlamentari e governi che durino l'intera legislatura ?

Quanti conoscendo bene a cosa vanno incontro si candidano a metterci mano ed hanno già dimostrato di avere voglia, volontà, energia, testa e quant'altro occorre per ottenere i consensi necessari per passare dalle parole ai fatti, coinvolgendo in profondità ed estensione quanti ci stanno; connotandosi come insieme capace di gioire e soffrire senza demordere. Nemmeno se casca il mondo!

21 lug 2017

Di persone in carne ed ossa.

Ho letto l'estratto del libro "Avanti" di Matteo Renzi su "la Repubblica" del 9 luglio scorso e  non mi trattengo dal dire la mia fin d'ora.

Si parla di noi italiani ma non solo, di persone in carne ed ossa che insieme ad altre cose dedicano un po’ del loro tempo a fare politica di sinistra, cioè ad occuparsi dei problemi di tutti, quindi anche dei loro, convinti che così si trovano le soluzioni migliori.

Per ottenere i risultati sperati dobbiamo valorizzare il meglio di ciascuno distinguendolo dal ciarpame inevitabilmente presente. Aprirsi ai cambiamenti quindi intanto anche personalmente iniziando dai proponenti.

Certo conoscendo e tenendo conto degli errori propri e di quelli altrui per non ripetere gli stessi.

Rivangarli e rinfacciarli come colpe che marchiano indelebilmente e sono di ostacolo a qualsiasi cambiamento, anche di se stessi, non va bene. Se si ricoprono ruoli importanti ricordarsi che si è al servizio del bene comune e dell'interesse generale specie in una materia così delicata come i rapporti tra  persone.

Perfino l'eventuale possibile malanimo perdurante va messo in conto senza che la dialettica tesi-antitesi-sintesi abbia a patirne.

Certo i tempi delle decisioni potranno allungarsi un po’ ma l'investimento resta e continuerà a produrre buoni esiti ancora in tempo utile.

Per sua intrinseca natura un sano relativismo è connaturato all'attività politica avendo a che fare con l'irripetibile unicità di ogni persona e del suo farsi insieme Paese, Continente, Mondo perché solo così si potrà stare  meglio tutti.

Applicando in particolare gli articoli 3, 4, 10, 34, 41, 53 della nostra Costituzione (vedi oltre).

 

Costituzione italiana (estratto)

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 10

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Art. 41.

L'iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

 

12 lug 2017

Solo grazie al digitale.

Dicono gli esperti che "viviamo in ambienti sempre più complessi che funzionano solo grazie al digitale". Una opportunità di cui stiamo scoprendo via via  potenziale, limiti, pericoli di utilizzo improprio o addirittura arbitrario, soperchievole, piratesco; cioè tutta la gamma del verosimile umano ed oltre che in rete diventa immediato e globale.

Quindi di una rilevanza imponente da comprendere e finalizzare a vantaggio dell'interesse generale e del benessere di quanto vive sul Pianeta.

Soprattutto se si avvererà l'ipotesi che entro il 2025, cioè prestissimo, il 50% delle persone vivrà in città cablate, cioè sempre più connesse e, diciamo, digital-dipendenti.

Una situazione da immaginare ed acquisire fisiologicamente da parte di tutti, specie dalla generazione anziana con meno dimestichezza per questo genere di novità, per evitare di rimanere indietro e contare poco nelle decisioni da assumere.

Un rischio che si corre già ora è di lasciar fare fiduciariamente ai competenti. Infatti con le risorse finora accumulate è possibile appropriarsi di molto potere e fare il bello e cattivo tempo, senza che i più nemmeno se ne accorgano subito.

Qualche segnale in questo senso c'è già stato, rintuzzato con efficacia dai più accorti tra gli utenti della rete cui stanno giustamente a cuore le impareggiabili conquiste che essa consente in termini di libertà e diritti.

È quindi essenziale che anche in questo caso si estenda ed acuisca la consapevolezza che per fare andare bene le cose che riguardano tutti ognuno di noi deve fare la propria parte.

 

05 lug 2017

Il sindaco di Moncenisio.

Nella attuale situazione di effervescenza politica e dei partiti rifacciamoci alla Costituzione e in particolare: art.. 49 "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale"; art. 54 "… I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge."; art. 67 "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Applicando questi tre articoli secondo l'insegnamento e l'esempio dei "migliori" – Stefano Rodotà tra questi ma anche il sindaco di Moncenisio –  si è sulla strada giusta per fare bene le cose.

Curando la conoscenza della politica e della democrazia iniziando dai maestri antichi fino ai contemporanei. Consapevoli quanto entrambe siano impegnative, faticose, impervie ma anche stimolanti, gratificanti e capaci di liberare endorfine fisiologiche.

Anche per contenere le distanze tra enunciazione di principi e valori condivisi e gli atti quotidiani che ciascuno è chiamato a svolgere, senza che abbiano a patirne l'equilibrio e la salute personale.

Utilizzando i partiti che posseggono quanto occorre per svolgere i compiti oggi immani loro attribuiti.

Non conventicole quindi nella disponibilità di chi se le inventa per ragioni e/o interessi che nulla hanno a che vedere col dettato costituzionale.

Convenendo che alle migliori intenzioni devono fare seguito fatti concreti e coerenti con esse.

Con il consenso e la legittimazione dell'operato dei governanti da parte dei cittadini con  tempi e  modalità relazionate alla complessità di quanto si tratta, aiutandosi a capire e migliorare

Curiosi per l'eclatante risultato ottenuto dal centrodestra nei ballottaggi del 25 giugno scorso per l'elezione dei sindaci, cui hanno concorso circa un terzo dei voti che al primo turno avevano votato M5S!

Sapendo che non basta disporre del potere di decidere per farlo al meglio; né si può pretendere che le scelte giuste ottengano lì per lì il consenso che si meritano.

Mentre può essere coraggioso e meritorio assumere decisioni nell'interesse generale e del bene comune non rinviabili, per le quali si intuisce che il consenso dei cittadini non potrà che pervenire  postumo.

Essere aperti e ricettivi, disponibili al confronto critico-costruttivo può trasformare la gestione pro-tempore del potere in una positiva esperienza di vita senza uguali per tutti.

 

27 giu 2017

Orgogliosi di Lui.

Domenica 25 giugno scorso si sono svolte le elezioni di ballottaggio per eleggere i sindaci nei comuni con più di 15.000 abitanti nei quali nessun candidato aveva superato il 50% al primo turno.

Il centrodestra è andato bene, il centrosinistra ha perso alcuni comuni emblematici per la prima volta dopo avere governato per decenni (es. Genova e Sesto S. Giovanni); il M5S era in lizza in poche significative realtà. L'affluenza ha toccato minimi storici sotto il 50%.

In sintesi alcune delle possibili cause di tutto ciò.

Trattandosi di elezioni comunali le caratteristiche dei candidati prevalgono sull'appartenenza di partito nella stragrande maggioranza delle realtà medio-piccole interessate. L'utilizzo dei voti delle liste escluse dopo il primo turno risponde perlopiù a logiche locali, non sempre riconducibili ai partiti. La stitica partecipazione al voto denota un malessere che se non diagnosticato e curato bene può indebolire addirittura gli anticorpi della democrazia.

Perfino dove si è operato bene come a L'Aquila, ma non solo, ci sono segnali cui il centrosinistra ed il Partito Democratico debbono attenzione per capire cosa non va e porvi sollecito rimedio.

È morto Stefano Rodotà; mente alta, libera, onesta.

Un privilegio averci avuto a che fare come Sinistra Indipendente: un'idea di Ferruccio Parri assunta con lungimiranza dal PCI anni '70 che veicolò in Parlamento personalità nei vari campi del sapere senza vincoli di appartenenza, con l 'obiettivo di giovare al Paese.

"Adista", artigianato di qualità, lo strumento di collegamento tra le molteplici presenze territoriali della Sinistra Indipendente o ad essa riconducibili, che annoverò  in Parlamento oltre a Stefano Rodotà lo  stesso Parri, Antonicelli, Carlo Galante Garrone, Ossicini, Lelio Basso, Claudio Napoleoni, Gozzini, Raniero La Valle, Branca, Anderlini, Tullia Romagnoli Carrettoni i primi nomi che vengono in mente.

Stefano Rodotà saldo sui valori e principi, integerrimo nella loro applicazione, professore universitario, giurista; studioso amò la Costituzione, la promosse e difese senza riserve e si batté per la sua concreta attuazione, specie sul rispetto e la dignità del lavoro.

Ricco di umanità e maestro di vita.

Orgogliosi di Lui.

 

23 giu 2017

Qui ed ora.

Ci capita un'occasione importante per contribuire a lasciarci alle spalle la crisi degli ultimi sei-sette anni aiutati da alcuni favorevoli segnali: Pil, occupazione, inflazione, immaginando una economia che guardi alla qualità della vita, e al che fare nel nostro piccolo e riorientarla in tale senso.

Intanto darci obiettivi condivisi come Italia incrociandoli con quelli dell'Europa e perfino mondiali, e lavorarci per realizzarli. Con i vantaggi che ne derivano equamente distribuiti tra quanti concorrono a realizzarli con il loro lavoro.

Producendo beni durevoli e di qualità con modalità ambientalmente compatibili e riconoscendo al lavoro umano una irrinunciabile centralità anche come libera espressione di sé.

Considerando lo stare bene per tutti la carta vincente, unificante con  socialità e solidarietà. Con doveri e diritti così improntati, applicati e sviluppati puntando sulla convinzione di fare la cosa giusta.

Economia volta a vivere meglio tutti e per ciò apprezzabile.

Quindi ricchezza diffusa tra il maggior  numero possibile di persone, cosicché essa circoli e produca nella ordinaria quotidianità i suoi benefici effetti.

I designati ad operare ai vari livelli istituzionali e non, probi, capaci, credibili e per ciò autorevoli e meritevoli di  fiducia, soprattutto per il sano utilizzo della loro discrezionalità; che dimostrino di sapere fare con risultati concreti e coerenti col tutto.

Con l'onestà che riconosce essere il bene per sé all'interno dell'interesse generale e del bene comune.

Consapevoli che le piccinerie siano inevitabili ma che così operando non prevarranno.

Anzi che nel corso del tempo le situazioni potrebbero evolvere fino a rendere naturale, quasi ovvio, opporsi al sopruso e trarre forza per alimentare e difendere la spirale virtuosa dello stare bene con se stessi e con gli altri, contribuendo a realizzare qui  ed ora il possibile condiviso di felicità.