18 set 2019

Biberon di latte caprino.

Donna di novantadue primavere e non sentirle: una vita conquistata giorno dopo giorno migliorando il già fatto ed altro se lo si reputa e può, stando nel giusto ma continuando a fare piuttosto che non fare più data l'età

Già la nascita: secondogenita, in casa con la partoriente assistita da altre donne con pratica concreta e poco altro.

Il papà "ragazzo del '99" tornato dalla Grande Guerra 1915-18 combattuta in trincea, con una leggera zoppia causa colpo di fucile.

Biberon di latte caprino ad integrare quello materno insufficiente. Affidata alla primogenita per le incombenze cui sapeva provvedere. Impara presto a mangiare ciò che c'è; da quando ha cognizione di sé e si ricorda ha fatto di necessità virtù imparando dalla vita l'essenziale per proseguire.

Con coetanei per l'indispensabile rapporto umano, amicale, sociale. Fino alla. terza elementare nella pluriclasse decentrata nella frazione del Comune di residenza; durante e dopo in casa e campagna ad aiutare nella conduzione agricola di piccoli appezzamenti di proprietà da cui trarre il sostentamento.

Fanciullezza e adolescenza scandite dalla ricerca per uscire dalla monotona ripetitività quotidiana; festicciole in famiglia e tra famiglie del borgo, con il ballo sua scelta preferenziale cui è tuttora dedita.

Matrimonio con l'amato di dieci anni più giovane, non del posto ma lì per lavoro; conosciuto alla Festa del Santo Patrono. Gioiosa vita di coppia allietata dalla nascita di una figlia.

Muoiono entrambi i genitori in poco tempo l'uno dall'altro.

Muore di tumore l'adorato marito.

Muore di tumore la figlia quarant'enne.

Il piacere di ballare le consente di uscire indenne da prove così severe, e di raccontarmi con una parlata tra dialetto e italiano – alla Camilleri per intenderci – una  normale, sofferta e ben vissuta storia di vita tuttora in corso.

In cui il ballo e come ci si presenta sono per lei emozioni vitali che solo il poeta saprebbe esprimere con parole di analoga gradevole efficacia.

Nel suo caso e per l'occasione indossa un  vestito leggero fatto a mano a maglie "vedo  non vedo”, già "in tiro" agghindata per il ballo di lì a poco.

17 set 2019

Ed intanto noi qui a soffrire.

Stamattina 17 settembre 2019 al risveglio due pessime notizie: il Toro primo in classifica ha perso 2 a 1 contro il Lecce ultimo, viva il Lecce che ha giocato meglio. Matteo Renzi senatore della Repubblica eletto nelle liste del Partito Democratico è uscito dal Partito portandosi dietro 10 senatori e 20 deputati che a loro volta daranno vita a due nuovi Gruppi parlamentari o confluiranno nel Gruppo misto se mancano i numeri.

Vedremo come proseguiranno il Toro e Renzi. Per certo i due episodi portano in sé il segno di nuove incertezze di cui proprio non si sentiva il bisogno.

Passi per il Toro che avrà modo e tempo per rifarsi se si tratta di uno scivolone.

Mentre per Renzi che ha alternato genialità e scivoloni ci vorrà tempo per capire come stanno veramente le cose.

Ed intanto noi qui a soffrire.

 

 

 

12 set 2019

Mondo globale.

Come contributo all'attività del nuovo governo ripropongo  "L'Opinione" del 5.2.2019 il cui contenuto  ritengo tuttora attuale.

Il Mondo globale è attraversato dall'indilazionabile necessità di ridistribuire in modo più equo la ricchezza tra tutti gli abitanti che in qualche misura hanno concorso alla sua realizzazione.

Ricchezza intesa come disponibilità di risorse per una vita dignitosa lavorando, ma anche di opportunità per realizzare sé stessi.

Ridistribuzione ritenuta indispensabile per ottenere pace sociale ed il suo sviluppo nel tempo.

Da praticarsi tenendo conto delle realtà con cui si ha a che fare : già avviata e da proseguire e consolidare negli Stati avanzati, ancora embrionale od anche meno dove più problematiche sono le condizioni di vita.

Ponendo la solidarietà umana al primo posto per le decisioni politiche da assumere e la loro attuazione.

In Italia con i governi di centrosinistra qualche iniziativa seppure modesta è già stata realizzata.

Non rivendicazioni né elemosine dunque ma chi può aiuti quanti penano, con senso di giustizia ed attuando la Costituzione.

Questo vale anche per i migranti, umanità che fugge da guerre ed ataviche miserie, con tribolazioni, angherie e peggio prima di approdare in Europa. Evitando che a migliaia muoiano strada facendo.

Queste sono le priorità del nostro tempo, soprattutto per quanti hanno ruoli e responsabilità istituzionali e politiche ai vari livelli.

Questi devono essere  gli obiettivi prioritari del Partito Democratico rimesso a nuovo, escogitando soluzioni originali e coinvolgendo tutti i soggetti interessati.

Facendo concorrere ogni energia disponibile capace di produrre sviluppo solidale, bene e pace tra le persone, le famiglie, nella società, negli Stati e tra di essi.

Connotando con  questo modo di fare, la globalizzazione come luogo.dei problemi e delle opportunità per risolverli.

Non lasciando sola ed in angustie nemmeno una dei sette miliardi di persone che costituiscono l'intera odierna umanità.

 

 

 

3 set 2019

Tim Cook, Luigi Einaudi e Karl Marx.

I giornali hanno recentemente citato un documento di 181 colossi mondiali del mercato nel quale si afferma per la prima volta che il buon andamento degli affari non deve essere solo riferito all'ammontare del dividendo distribuito agli azionisti, ma anche al contributo che  i produttori forniscono per il  bene complessivo delle persone che vi operano e, più in generale, della società civile in cui essi sono inseriti.

Resipiscenza rispetto all'andazzo attuale che si ritiene non possa impunemente durare, in cui pochi godono della ricchezza prodotta dal lavoro dei più; sul quale s'era già espresso due anni fa Tim Cook amministratore delegato di Apple?

O addirittura un sussulto etico del capitalismo come insegnava Luigi Einaudi, o più draconianamente riferibile a Karl Marx?

Eppure già la Costituzione Italiana s'esprime in questo senso all'art. 41 “La legge determina i programmi ed i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

Comunque sia avere dichiarato e scritto quanto sopra conta, eccome.

Ora questi complessi mondiali attivino a casa propria con gli Stati in cui operano e gli Enti e realtà coinvolte, iniziative che riducano ed eliminino le ingiustizie in atto ripartendo equamente la ricchezza prodotta dal lavoro di tutti.

Consentendo ad ogni abitante della Terra nel mondo globale di vivere dignitosamente con il frutto del proprio lavoro.

Ne “la Repubblica” del 27.8.19 Stefano Mancuso, premio Capalbio col libro “La nazione delle piante” (Laterza) sostiene e motiva che solo con la posa a dimora di alberi su tutto il territorio nazionale ove sia possibile, in particolare nelle città in cui vive la maggioranza della popolazione e si produce l'eccesso di anidride carbonica (CO2), si avrà modo di riassorbirla eliminandola dall'atmosfera dove ristagna causando il riscaldamento globale.

Secondi l'autore si tratterebbe dell'operazione più semplice e meno costosa per risolvere il problema.

Abbandonando via via i combustibili fossili: petrolio, carbone e chiudendo le centrali nucleari perché pericolose e non si sa come smaltire in sicurezza le scorie. Fino a  produrre tutta l'energia occorrente in modo ecocompatibile  ed utilizzandola in modo parsimonioso (la Germania ne produce già il 40%, l'Italia il 20%).

 

 

 

30 ago 2019

L'arte del possibile.

Leggere e riflettere sugli editoriali di Michele Serra e Massimo Franco rispettivamente su “la Repubblica” del 28 agosto ed il “Corriere della Sera” del 29 agosto ha aiutato a capire che è generoso e giusto che il Partito Democratico faccia il governo con il M5S e ce la metta tutta perché funzioni per  realizzare bene comune ed interesse generale puntando su lavoro, eco-ambiente, equa ripartizione della ricchezza prodotta, certo in Italia ma con l'occhio lungo al Mondo globale attraverso intese da tessere e realizzare tra Continenti.

I due giornalisti trattando e sviluppando aspetti diversi con taglio critico-propositivo concludono entrambi che si tratta di un passaggio che andava fatto, anche sa la possibilità che produca i risultati auspicati è da costruire e sviluppare attingendo all'ottimismo della volontà e facendolo prevalere sul pure comprensibile pessimismo della ragione, che avrebbe portato ad elezioni anticipate.

Che con l'attuale  legge elettorale avrebbero con ogni probabilità riproposto le problematiche attuali, appesantite dal “rimorso” per non averci provato.

Ricordando sempre che la politica è “l'arte del possibile” cioè cavare il meglio dalla situazione data, operando “con disciplina ed onore” (art. 54 Costituzione), con cosciente consapevolezza e senso di responsabilità, ottenendo comunque come minimo e per intanto che la situazione non peggiori o degeneri.

Tenendo nel debito conto che poco più del 50% dei cittadini ha un atteggiamento critico sulla decisione di fare questo accordo di governo; ma 7 su 10 non vogliono le elezioni anticipate.

E lo “spread” è significativamente diminuito facendo risparmiare un bel po’ di euro di interessi da pagare sul debito pubblico.

 

 

29 ago 2019

Giancarlo.

Mi sono convinto che se Giancarlo non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Superati i settanta, vitale ha sperimentato di tutto nella vita: ciclista, motociclista eclettico, paracadutista, volontario nella Croce Rossa, autista di Tir, senza entrare nel dettaglio. Sposato con famiglia e nipoti, tuttofare per il buon andamento della casa e per rimediare a inconvenienti che sopravvengono, addestrato per interventi di primo soccorso di persone in difficoltà, gradevole affabulatore, garbato e arguto. Disponibile a rimettere in funzione l'asciuga capelli della giovane donna e rimediare la rottura del gancetto della collana cui l'anziana tiene in modo particolare.

Anch'egli ospite della struttura a conduzione familiare al mare nella Liguria di ponente a nostro agio ed al giusto prezzo; tra i  libri a disposizione alcuni classici tra cui “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway nella edizione scolastica Mondatori corredata di note che ne agevolano la lettura e la comprensione.

Non disdegna un bicchiere di vino buono in compagnia.

La testa lo assiste, notevole memoria che allena ricordando, ragionando ed anche l'istinto se la situazione lo richiede.

Di assoluta fiducia nel senso di mettersi nei panni della persona che ha bisogno per giovarle a prescindere.

Si comporta assecondando propensioni naturali che lo gratificano e ne alimentano l'autostima.

Riconoscendogli confidenzialmente quanto sopra riportato l’ho fatto arrossire.

 

 

 

31 lug 2019

Ridere fa buon sangue.

“L'uomo allegro il ciel l'aiuta”, “Ridere fa buon sangue” detti popolari validati da secoli di pratica di vita. Ora sappiamo che hanno anche fondamento scientifico.

Il tema è trattato nel libro di Joël de Rosnay “La sinfonia del vivente. Come l'epigenetica cambierà la vostra vita” (traduzione di Alberto Folin), Neri Pozza pagine 208 euro 17.

L'autore intervistato da Cesare Martinetti (Tuttolibri - La Stampa 20.7.2019) va al sodo affermando e chiarendo che con l'epigenetica possiamo influenzare il comportamento dei nostri geni inducendoli a dare il meglio, adottando uno stile di vita cui concorrano: sana alimentazione, normale esercizio fisico, controllo stress con pause di meditazione, autostima  a fare bene le proprie cose, ambiente familiare e di lavoro coinvolti.

L'Autore 82 anni, biologo, già direttore dell'istituto Pasteur di Parigi, diplomatico di Stato ed altro ancora si definisce “un utopista positivo che anziché annunciare catastrofi offre soluzioni” ai problemi, anche partecipando a gruppi di lavoro che applicano queste modalità.

Oltre ai benefici personali se ne giovano ambienti e la società nel suo insieme, in particolare nel passaggio da forme gerarchiche rigide ad altre più flessibili ed inclusive che tengano conto delle dinamiche tra le realtà esistenti strettamente interrelate, come la natura e l'ecosistema.

Non tutto però fila liscio perché dell'epigenetica si può fare un uso riduttivo ed anche distorto, guardando ed inducendo a guardare al fuorviante  cambiamento per piccoli pezzi.

L'autore afferma che per non correre questo rischio lui continua a praticare il surf in equilibrio sulla cresta delle onde, perché da questo punto vista   comprende meglio qual è la scelta giusta.

Buone Vacanze, arrivederci a dopo Ferragosto.

23 lug 2019

Moscopoli.

Moscopoli. Un gruppo di aspiranti stregoni nostrani intreccia con i russi una balorda trattativa politico-economica che sfugge di mano magari senza giungere alla conclusione per cui è stata ordita. Ma tutto il male che ne deriva per l'Italia e il discredito relativo è stato compiuto.

Tempo fa ne scrissero "la Repubblica" e "L'Espresso".

Recentemente dei privati americani hanno fatto pervenire alla Magistratura italiana ed ai media documenti ritenuti importanti per risalire a quanti vi hanno posto mano.

Il Ministro dell'Interno italiano è politicamente tirato in ballo fino a ritenere violato il principio di svolgere con "disciplina ed onore" i compiti istituzionali affidatigli (art. 54 Costituzione).

Alla Magistratura compete l'accertamento di eventuali reati e l'erogazione delle relative sanzioni.

La politica deve ovviare per quanto possibile al male derivante da comportamenti istituzionali ritenuti inaccettabili.

Aumentano le persone che contratta una malattia oncologica la comunicano pubblicamente; ancora recentemente il caso della moglie di un noto giocatore e di un allenatore di calcio.

Altre spettacolarizzano momenti della loro vita con riprovevole leggerezza; oppure trasgrediscono, alterate, norme e regolamenti ed anche il comune buon senso per provare emozioni, causando sciagure.

Sembra la corsa a vivere sopra le righe, con la quantità che prevale in modo insaziabile, essendo limitata dalla finitezza dell'orbe terracqueo che tutti ci ospita.

Trascurando la qualità che invece è accessibile all'infinito, ma per essere conquistata richiede l'apporto ed il contributo personale di quanti optano per essa.

Avverto che tra gli argomenti sopra accennati c'è un nesso, ma non so bene quale sia. Forse la richiesta d'aiuto ancora primordiale per fare tutto da sé rischiando di sbandare; oppure già pensata e consapevole che da soli non basta per uscirne bene. O un po’ di tutto questo ed altro ancora.

Che però la qualità sia risolutiva perché ci trascende ora e nel tempo e tutti possono partecipare alla realizzazione di quanto serve per vivere bene ed in salute, pare incontrovertibile.

 

 

17 lug 2019

Capaci e toste.

Due donne capaci e toste in altrettanti ruoli importanti dell'Unione Europea: Ursula von der Leyen a capo della Commissione, Christine Lagarde alla guida della Banca Centrale Europea (BCE).

Esperte di vita e di politica, adatte ai ruoli cui sono state designate, europeiste convinte, quindi nelle migliori condizioni per comunicarlo e concorrere alla realizzazione dell'Europa Continentale.

Pazienti e determinate e con l'età per fare interagire virtuosamente autorevolezza ed energie proprie e suscitare ed utilizzare le altrui.

I loro curriculum danno già conto di tutto questo.

Quanto si aggiungerà sarà il frutto del lavoro comune che si dovrà compiere per fare contare nel Mondo Globale mezzo miliardo di cittadine e cittadini europei insieme a quelli degli altri continenti, perché tutti possano trarre dal loro lavoro il necessario per condurre una vita dignitosa personalmente e con famiglia in pace e libertà.

Le intese politiche in Europa che hanno portato ad esprimere sollecitamente le persone più adatte ad assumere responsabilità elevate – da ricordare il ruolo di Presidente dell'Assemblea Generale affidato all'italiano David Sassoli e quello ancora da attribuire ad un Commissario italiano – fanno ben sperare in un buon funzionamento della legislatura.

Che traguardi agli interessi di tutti a partire da quelli di ognuno; forti della convinzione comune che nel più sommariamente tratteggiato per il Continente ci stanno culture, modi di vita, problemi di cui tenere conto e risorse di ogni singolo Stato da attivare e valorizzare sempre.

Quindi all'opera in unità d'intenti, che si può allargare coinvolgendo strada facendo quanti si convincono sulla bontà del lavoro da compiere, europei d'origine ed altri che lo sono diventati a vario titolo.

Gratificati tutti nel potere partecipare insieme a costruire il Mondo Globale come migranti per scelta e non per necessità.

 

12 lug 2019

Calvario.

Dalla Libia in guerra intestina (che qualcuno dall'esterno sobilla e paga) continuano a salpare barchini e barconi stracarichi di umanità dolente che rischia continuamente la vita pur di approdare in Europa o più vicino possibile ai suoi confini; i barchini alla spicciolata quasi non considerati, i barconi spesso in avaria affondano.

A volte nei pressi ci sono mezzi di soccorso vari che applicando il codice del mare salvano i salvabili facendoli poi approdare nel più vicino porto sicuro.

Se non che in Italia è diventato un calvario perché un ministro tuttofare impedisce l'attracco iniziando una manfrina che a volte dura giorni con i derelitti allo stremo.

L'alternativa sarebbe lavorare con chi ci sta in Europa perché si faccia carico del problema che prevedibilmente si protrarrà nel tempo; iniziando dallo Stato da cui salpano o addirittura e per quanto possibile da quello di residenza.

Ma chi vi pone mano? Magari la signora Ursula Gertrud von der Leyen nuova Presidente della Commissione dell'Unione Europea cui non fanno certo difetto le caratteristiche per cimentarvisi.

In Grecia le elezioni politiche anticipate le ha vinte il centrodestra di Kyriakos Mitsotakis. Dopo avere messo il suo Paese al  sicuro passando attraverso l'oculato controllo dell'Unione Europea, Alexis Tsipras premier e leader del partito Syriza ha pagato lo scotto di non essere riuscito a completare il lavoro con politiche di sviluppo e giustizia che si era prefisso, specialmente nei confronti di quanti non si sono ancora ripresi dopo i sacrifici fatti.

Né questa politica può trovare ascolto nel centrodestra.

La sinistra dall'opposizione dovrà quindi continuare a lavorare perché non si vanifichi quanto fatto finora, utilizzando l'esperienza maturata e la voglia di fare  bene specie dei giovani.

Per migliorare ancora al servizio della Grecia e d'esempio in Europa.

11 lug 2019

Orso polare.

Continuano ad arrivare segnali che nel clima c'è qualcosa di importante che non va: ghiacciai del Polo Nord che si liquefano, l'Orso polare che mendica cibo agli igloo, punte di caldo torrido africano ancora di questi giorni.

Gli Stati del Mondo si sono incontrati a Parigi circa tre anni fa hanno ragionato e capito cosa non va ed hanno convenuto cosa fare.

C'è troppa anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera che le piante non riescono più a scindere trasformare ottenendo legno per sé e ossigeno per la vita di tutti sulla Terra.

Si è formata perciò una cappa - una serra - con aumento della temperatura di due gradi rispetto a quella media prima dell'era industriale, con tutti i viventi sotto a patirne.

Ridurre l'anidride carbonica iniziando da Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese maggiori produttori, poi via via tutti gli altri, utilizzando fonti energetiche rinnovabili al posto di carbone e petrolio, così da non superare i già pericolosi due gradi.

Poi con operosa sollecitudine adottare stili di vita meno energivori come la già effettuata sostituzione delle lampadine ad incandescenza per l'illuminazione con quelle a "led", e la produzione già avviata dei motori elettrici sostituendo quelli a scoppio delle auto.

Avviare piani di riforestazione con specie vegetali adatte a migliorare la stabilità dei versanti e la qualità degli ambienti.

Studiare con le famiglie iniziative per la natalità responsabile.

Ridurre la produzione di armi a garantire la sicurezza cui provvedono gli Stati.

Utilizzare quanto ricerca, scienza, tecnologie mettono a disposizione per ricuperare un equilibrio ambientale naturale che consenta all'Orso polare di provvedersi il cibo ed agli abitanti della terra umani, animali, vegetali di respirare in libertà aria portatrice di salute da godere.

Attivare interscambi tra gli Stati affinché la migliore espressione di ognuno possa concorrere alla costruzione di entità continentali che si avvicendino democraticamente al governo del Mondo Globale.

Capaci di risolvere i contenziosi con la paziente ragione, dimostrando che il peggiore accordo è sempre preferibile alla guerra come ancestrali ed  ancora attuali esperienze dimostrano.

Non dimenticando mai che affinché il bene si affermi occorre che ciascuno - giovani in particolare come stanno già facendo - produca la propria parte ed insieme la si faccia democraticamente prevalere.

 

 

 

4 lug 2019

Prima gli italiani.

Prima pagina de “la Repubblica” del 23 giugno scorso, vignetta di Altan: uomo con posa, tratti somatici, corporatura e maglietta allusivi; impugna un ombrello chiuso, in alto la scritta “Prima gli italiani”.

Non v'è dubbio che per l'azione del governo M5S-Lega il nostro Paese si trovi isolato nel contesto europeo ed in stallo con sofferenze per lavoratori, imprese, economia, famiglie al punto da minare unità e solidarietà sociale.

Indicatore eloquente il tasso di interesse sul debito che ci costa mezzo miliardo di euro di più al mese per lo “spread” stabilmente sopra i 250 punti.

Qui l'Unione Europea non c'entra perché si tratta della fiducia che non c'è sulla stabilità del governo che dice e contraddice e non si sa a chi dare retta. Creando sconcerto tra i risparmiatori che per continuare a comperare Bot e Btp esigono interessi maggiori.

Fiducia sulla stabilità e serietà del governo che esso potrebbe ottenere se, ad esempio, dichiarasse e praticasse come obiettivo prioritario dei tre anni che restano della corrente legislatura, la significativa riduzione dell'elusione e dell'evasione fiscale, che l'Istat stima equivalente almeno agli interessi su tutto il nostro debito pubblico.

Così l'uomo della vignetta avrebbe modo di utilizzare intelligenza, energie, consenso e credibilità di cui dispone per avviare concretamente e sviluppare un obiettivo di portata storica.

Che gli consentirebbe di assumere l'ambìto profilo di statista per il quale  bene comune, interesse generale, giustizia, solidarietà sono valori costituzionali imperituri.

25 giu 2019

Cinguettio.

Ragionando tra sé.

So un po’ di tutto ma non ho particolari competenze. Continuo ad avere voglia di imparare a modo mio però, senza arrovellarmi se non mi riesce bene un SMS o una e-mail o non capisco subito un “cinguettio”.

Preferisco manoscrivere quanto reputo importante, nutrendo la dovuta considerazione per il progresso che si fa carico di fare stare meglio le persone a partire da quelle che stanno peggio, consentendo a tutte una vita dignitosa con addirittura qualche sprazzo di felicità, intesa tale da loro stesse.

Con la disponibilità, voglia, capacità di assumersi responsabilità dalle ordinarie alle più impegnative; godendo di poterlo fare anche come esercizio della propria libertà

Non avendo nulla da nascondere ma non potendo raccontare tutto sempre.

Rifacendosi alle situazioni concrete in cui si vive ed opera senza pretendere che siano quelle desiderate; ma non rinunciando ad apportarvi le migliorie possibili.

Facendo tesoro dei contributi specialmente critico-propositivi, godendo dei riconoscimenti che aiutano a perseverare.

Disponibile sempre a condividere il da fare con quanti sono coinvolti in qualche modo nelle decisioni da assumere.

Rinunciando ad un vantaggio per sé se di danno per altri.

Convinto che il concreto vissuto personale ci rappresenti più compiutamente di qualsiasi altra modalità.

Contribuire quotidianamente nel nostro piccolo affinché il bene abbia la meglio sul male, anche se ciò può richiedere un impegno non da poco.

Fare politica significa assumere decisioni che coinvolgono molte persone, moltitudini. Il metodo democratico è il meglio escogitato finora esercitato come si deve; per noi in Italia fa testo la Costituzione.

Per dire che ogni nostro atto nel Mondo globale conta, si cita il volo di una farfalla che può generare uno tsunami al suo antipode.

Siccome sul Pianeta Terra siamo oltre sette miliardi di persone uniche ed irripetibili, la partecipazione della maggioranza è essenziale per decidere quanto le riguarda con un metodo democratico globale da individuare.

E proseguire conseguentemente.

 

18 giu 2019

1,30 bambini.

Le statistiche ci segnalano che le donne italiane partoriscono mediamente 1,30 bambini ciascuna. Mentre ne sarebbero necessari almeno 2 per garantire il mantenimento della popolazione attuale di 60 milioni di abitanti circa; la cui vita media continua ad aumentare: ad oggi 80 anni per gli uomini, qualche anno in più per le donne.

Semplificando si può dire che senza immigrazione che compensi il calo delle nascite il nostro Paese sarebbe destinato a spegnersi nel tempo passando attraverso problemi vari, tra cui la difficoltà di produrre beni e servizi essenziali e tenere il passo della concorrenza in vari settori dell'economia; e perfino stentare a garantire agli anziani pensioni dignitose e assistenza cui hanno diritto.

Sembrerebbe dunque logico che chi di dovere s'occupasse dell'immigrazione utile e delle provvidenze necessarie per consentire alle famiglie di avere almeno 2 figli, di poterli crescere persone per bene con l'istruzione necessaria e l'esperienze di lavoro che aiutino a fare emergere e sviluppare i talenti di cui ognuno è dotato, giovandosene personalmente e con positive ricadute sulla società di cui sono parte.

Ed intanto regolarizzare presto la cittadinanza per i nati in Italia e per quanti sono da tempo nel nostro Paese, vivono del proprio lavoro, hanno famiglia, mandano i figli a scuola, sono integrati nella società avendo intessuto apprezzate relazioni interpersonali. Rispettosi della storia, religione, cultura, usi, costumi; riscontrando sentimenti innati e graditi di reciprocità nei loro confronti.

E non attendere che a ricordarlo siano esemplari atti umani e come cittadini tutti d'un pezzo, ovvero il raggiungimento di traguardi importanti negli sport o in altre attività di rilievo.

Superando le aleatorie e defatiganti procedure attuali, che dissuadono e demoralizzano le persone interessate anziché curare  che l'ambito riconoscimento sia da loro conseguito, valorizzandolo e potendo contare su di essi  cittadini italiani a tutti gli effetti.

12 giu 2019

Avrebbe le carte in regola.

Donald Trump Presidente degli Stati Uniti è stato recentemente in Inghilterra ed ha promesso mari e monti se la Gran Bretagna uscirà dall'Unione Europea.

Perché l'Unione Europea continentale e sovrana avrebbe le carte in regola per contribuire alla pari con gli altri Continenti alla costruzione del Mondo globale già iniziata. Eventualità palesemente non gradita da Trump che preferirebbe invece avere a che fare con i singoli Stati di cui è costituita.

Vladimir Putin Presidente della Federazione Russa è sulla stessa linea e lavora a modo suo per indebolire l'Unione Europea coltivando rapporti coi governi o leader più retrivi di alcuni Stati, utilizzando anche la vendita di prodotti energetici degli enormi giacimenti russi per averli dalla sua parte.

Xi Jinping Presidente della Repubblica Popolare Cinese non fa mistero degli aiuti umanitari e investimenti in grandi infrastrutture in Stati Africani, mantenendone la gestione nel tempo in un rapporto di dipendenza che non emancipa lo Stato che se ne avvale. Mentre ragioni storiche e di vicinanza inducono a ritenere che dovrebbe essere l'Unione Europea a svolgere questo ruolo, anche come naturale continuazione dell'accoglienza che essa presta ai migrandi che vi approdano.

Interesse dell'Italia e degli Stati membri dell'Unione Europea è quindi di lavorare per completarne la costruzione unitaria che la legittimi a stare nel consesso dei Grandi continentali della Terra, contribuendo affinché il Mondo globale abbia le caratteristiche migliori di quanti concorrono alla sua realizzazione.

Un Mondo globale solidale, giusto ed in pace come già prefigurato nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata e proclamata dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 e da quanto di ulteriore si è pervenuti e si perverrà.

Va dunque ribadito in tutte le sedi e circostanze l'utilità ed il diritto-dovere  dell'Italia e degli altri Stati dell'Unione Europea di operare affinché si giunga ad una sovranità continentale Europea, mediante la quale 450 milioni di persone parteciperanno a pieno titolo con quelle degli altri continenti alla costruzione gia iniziata del Mondo globale a venire.

 

 

5 giu 2019

Dialogo e pazienza.

Fa ben sperare la conferma che il dialogo e la pazienza sono delle virtù sia da parte della moltitudine di persone che ha mai smesso di praticarle sia con gli insistiti richiami e testimonianze di Sergio Mattarella Capo dello Stato e di Papa Francesco.

Perché nel guazzabuglio politico-sociale in cui ci siamo cacciati pare non se ne possa fare a meno se vogliamo uscirne in avanti, cioè con le cose che vadano meglio per tutti e la priorità per quanti stanno peggio.

Dialogo e pazienza intanto con noi stessi, poi in famiglia, tra famiglie, nella vita sociale che ognuno normalmente conduce. Nel lavoro con le sue ormai innumerevoli modalità di svolgimento, accumunate dal fatto che l'umano stenta a riconoscersi anziché emergere rispetto al tutto; mai dimenticando che sul lavoro è fondata la nostra Repubblica con la bella Costituzione tutt'ora in divenire quanto all' applicazione.

Dialogo e pazienza in qualsiasi attività attraverso le quali ci si relaziona con altre persone e con esse si affrontano situazioni e problemi che richiedono il concorso di tutti.

Convenendo ad esempio che i dieci Comandamenti dispongono in modo autorevole quanto è giusto fare e quanto no.

Proponendoci personalmente di rifuggere da quanto ci giova se nuoce ad altri.

Dialogo e pazienza perché così operando le persone coinvolte danno il meglio di cui tutti beneficiano. Fidenti che altri emulino, specialmente se ricoprono ruoli di pubblico servizio, in una sorta di virtuosa didattica diffusa nella quale chi sa fa giovare del proprio sapere quanti non sanno e vi si rivolgono per risolvere i loro problemi.

Dialogo e pazienza per realizzare luoghi e condizioni in cui i portatori di problemi e di soluzioni si incontrano, interagiscono e producono risposte sempre migliori, più avanzate e giuste.

Dialogo e pazienza perché di queste virtù si alimenti continuamente l'agire del Mondo indotto - per quanto umanamente possibile - a fare prevalere armonia, qualità, felicità.

29 mag 2019

Piemontese tutto d'un pezzo.

Alcuni dati essenziali sulle elezioni Europee e Regionali del Piemonte e brevi considerazioni.

Voto in Italia per il rinnovo del Parlamento europeo:

-         la Lega ha ottenuto un inatteso straordinario 34,26%

-         il Partito Democratico un di buon auspicio 22,74%

-         il M5S in calo al 17,06%

-         Forza Italia un modesto 8,78%

-         Fratelli d'Italia un insperato 6,44%

-         Più Europa, La Sinistra, l'Europa verde ed altri con percentuali al disotto del 4% soglia minima per ottenere seggi

La Lega ha fatto incetta di seggi in tutte le circoscrizioni elettorali, talché altre forze politiche i cui candidati hanno ottenuto più voti che in passato non sono riusciti a farsi eleggere.

Nell'Europarlamento potrebbe formarsi una maggioranza di centrosinistra nonostante i socialisti abbiano perduto seggi, compensati però dal voto dei giovani per i Verdi.

Non c'è stato il ribaltone in favore dei sovranisti. Anzi si può pensare ad una Europa che lavori per una propria sovranità continentale con un programma di sviluppo ecocompatibile, più giustizia sociale e solidarietà, che valorizzi le differenze distillando il meglio degli Stati membri, considerando il fenomeno migratorio normale nel Mondo globale e da governare.

Nel voto per il rinnovo del Consiglio e della Giunta della Regione Piemonte Alberto Cirio di Forza Italia ha prevalso con il 49,90 su Sergio Chiamparino del Partito Democratico  staccato al 37,4%. Chiamparino, piemontese tutto d'un pezzo ed Europeo e del Mondo contemporaneamente, s'è battuto con impegno e dedizione portando in dote un dignitoso e serio quinquennio di buona amministrazione. Almeno altrettanto ci si aspetta dalla nuova maggioranza per il Piemonte in particolare.

A tutti gli auguri di buon lavoro con le maggioranze che rigano dritto e si danno da fare e le opposizioni critico-propositive che con il ben fare nell'interesse generale e del bene comune si candidano a diventare a loro volta maggioranza.

27 mag 2019

Il cancro non è maestro di vita.

"Il cancro non è maestro di vita" è il titolo dell'articolo a tutta pagina su "la Repubblica" del 23.5.19 dello scrittore Colm Tóibín, irlandese, 63 anni, autore di libri importanti, il quale racconta la sua dolorosa esperienza contro la  malattia dalla quale è uscito vincitore, senza però trarvi alcun insegnamento: "Insomma, io non ho imparato niente dal cancro. Niente. Niente:".

Mentr'io ritengo si possa imparare assai a patto di considerare la malattia un accidente della vita sì, ma vita esso stesso; certo dedicandovi quanto occorre perché non abbia a prevalere.

Fino a conviverci se si perviene alla fase delle cure palliative che, per quanto capisco, attribuiscono al sistema immunitario che si reputa efficiente un ruolo importante, tenuto conto di tutte le altre condizioni tra cui l'età, già superiore a quella media nel caso di cui si tratta.

Contano non poco le motivazioni a dedicarsi a quanto stimola a vivere, nulla di lecito escluso, e l'ambiente nel quale tutto questo è capito e condiviso, meglio se quello consueto e familiare.

L'assistenza medica consiste in periodici controlli che accertano le normali condizioni generali della persona e come essa viva il tutto.

È irrinunciabile non avvertire dolore o poterlo tenere al disotto del livello di fastidio, e che l'insieme consenta di intrattenere rapporti interpersonali con la cerchia di persone con le quali si ha consuetudine e familiarità.

Realizzando una "normalità" condivisa in cui la malattia non impedisce di condurre la solita vita, addirittura con sensibilità e stimoli nuovi altrimenti non possibili perché impensabili.

E contenere il futuro al giorno dopo giorno, portatore di cose nuove, emotività e gusti inediti.

Annoverabili tra quelli che rendono piacevole l'attesa e lieti il loro manifestarsi.

19 mag 2019

Se funziona va bene e non chiedere altro.

Che ci stanno a fare qui gli ormai ultra ottantacinquenni; cosa s'aspettano i sotto trentenni finiti gli studi possibili o ripromessi e/o fatta qualche esperienza di lavoro che non li ha convinti?
D'acchito la risposta potrebbe essere: per ragionarci partendo dalle esigenze, aspirazioni, visioni dei giovani e dall’esperienza di chi sta vivendo assai.
Tenendo anche conto della “dittatura” esercitata dai proprietari della tecnologia informatica più avanzata, i quali fanno il bello ed il brutto tempo: o ci stai o sei fuori, senza dire da che cosa[1].
Tagliati fuori da un certo tipo di sviluppo quanti chiedono perché e per cosa, anziani in primis la cui esperienza viene forse considerata obsoleta, per cui “non fare se prima non hai pensato” viene sostituita da “se funziona va bene e non chiedere altro”.
Dissociando pensare e fare con conseguenze negative di cui si stanno avvertendo i sintomi.
Iperconnessi i giovani: basta uno smartphone per collegarsi col Mondo e sapere tutto; dopo di che non si sa che fare di questa enorme quantità di notizie e informazioni se non ci si pone delle domande.
Come l'orario ferroviario sul tabellone luminoso di una grande stazione ripartito in due pagine che si susseguono ad un ritmo che non consente di leggerle tutte in una sola schermata.
Non viene lasciato il tempo per riflettere; spesso in modo più subdolo si dirotta l'attenzione verso cose che non interessano o che possono addirittura nuocere.
A questo punto si è già giunti in basso nella scala gerarchica della “dittatura” in cui l'atteggiamento servile si accontenta di uno zero virgola del potere che il “dittatore” concede, ma che nemmeno lui conosce, non potendo prevedere gli esiti dei suoi comportamenti, soggetti alla sola verifica che “se funziona va bene” s'intende per lui.
Quindi il “che fare” senza soggiacere non può prescindere da un comportamento esistenziale personale che utilizza criticamente quanto viene proposto, pensando e ragionando.
Tra giovani ed anziani soprattutto, come in tutto il Mondo fanno già le innumerevoli persone che si ispirano alla sedicenne Greta Thunberg, che ha deciso di occuparsene dandosi delle priorità.

[1] Tecnologie che contemporaneamente abilitano immense possibilità perché “è nel collettivo che l’uomo trova la sua cifra più autentica e letteralmente unica” (Boncinelli, E., Noi siamo cultura, RCS, Milano, 2015, p. 19) [N.d.R.]

12 mag 2019

Adamantina serietà e generosa disponibilità.

Domenica 26 maggio prossimo si voterà per rinnovare il Parlamento dell'Unione Europea ed il Consiglio regionale del Piemonte insieme al Presidente della Giunta.

Si voterà inoltre in 3.865 Comuni per eleggerne i Consigli ed i sindaci.

Tutte le elezioni sono importanti perché in democrazia così si decidono le persone che rappresentano tutti i cittadini nelle istituzioni per le quali si vota.

Come piemontesi siamo particolarmente interessati a quelle regionali del Piemonte ed a quelle dell'Unione Europea.

Due realtà importanti per le quali occorre scegliere con accortezza le persone giuste, competenti, oneste, disponibili.

Per il Piemonte il Consiglio e la Giunta con Sergio Chiamparino Presidente hanno già dimostrato di fare bene nel quinquennio trascorso, tanto da meritare di essere riproposti rinnovando il necessario per migliorare ancora.

Soprattutto per quanto riguarda il lavoro, l'economia, la sanità, l'ambiente e gli altri servizi di competenza, nonché il ruolo che il Piemonte si merita in Italia ed in Europa.

Per le elezioni europee sondaggi recenti danno al 75% i giovani che andranno a votare.

Nella lista del Partito Democratico c'è il candidato Enrico Morando, già vice Ministro dell'Economia nell'ultimo governo di centrosinistra.

Un percorso esemplare di persona nota per la sperimentata competenza, adamantina serietà e generosa disponibilità; con un curriculum che inizia poco più che ventenne da assessore nel comune di Castelnuovo Scrivia.

Gioverebbe eleggerlo bene per “costringerlo” a distillare il meglio di sé anche in Europa, in una legislatura che potrebbe rivelarsi addirittura costituente se il Continente assumerà come tale il ruolo che gli si addice nel Mondo globale, per l'autorevolezza e le capacità di cui dispone.

Valorizzando la disponibilità e l'interesse dei giovani per obiettivi alla cui individuazione e realizzazione possano attivamente contribuire con il loro lavoro a tutti i livelli.

9 mag 2019

Era stato Messi a fare la differenza.

Nel mondo sviluppato età media in aumento: anziani, vecchi e vegliardi verso gli ottantacinque anni e non si fermeranno lì. Evitiamo che diventino un ingombro utilizzandone al meglio saggezza, probità, disponibilità.

In un tratto della Liguria di ponente col mare sempre in vista sulla destra ed i rilievi pedemontani  dall'altra parte ci sarebbe un notevole buon lavoro da fare: consolidare pendii con la posa a dimora di specie arboree adatte  migliorando anche la godibilità del paesaggio.

Da quelle parti ci sono poi strutture ricettive attive anche in bassa stagione con prezzi convenienti, ottimi cibi e alloggio. Programmandone l'utilizzo gioverebbe alla salute di quanti ne beneficiano, darebbe continuità a questa utile presenza, e lavoro.

Nella vita si verificano fatti straordinari inspiegabili se non ci si rifà all'insondabile io delle persone ed agli intenti che le animano. Come nella semifinale di calcio della Champions League vinta tre a zero dal Barcellona sul proprio campo, e persa quattro a zero circa una settimana dopo a Liverpool che è così approdato in finale.

Nell'andata era stato Messi a fare la differenza, mentre al ritorno s'è affermata l'intera squadra inglese.

La Cina ambisce recitare un ruolo importante nel mondo globale e non lesina investimenti nelle realtà di suo interesse; ma anche l'agire di singole persone giustifica questa ambizione.

È il caso di una giovane rammendatrice cinese che cuce egregiamente ad “ago caldo” un piccolo oggetto di pelle dato per perso dopo avere sentito alcuni del mestiere e lo stesso marito.

Prezzo richiesto per il suo lavoro: qualche euro.

Meglio esserci “per” piuttosto che “contro”; e le prossime elezioni europee possono dimostrare questo assunto.

L'Unione Europea che lavora per realizzarsi come insieme di valenza continentale per confrontarsi ed operare alla pari nel mondo globale.

Qualsiasi altro ruolo che le si voglia attribuire ne vanificherebbe il divenire fino a diventare lo zimbello dei singoli Stati di cui è costituita.

Venendo meno alla visione lungimirante ed illuminata dei fondatori, tra cui l'Italia, che ha garantito un periodo di pace dopo la guerra 1940-45 mai così lungo nella sua storia millenaria.

Alle elezioni europee del 26 maggio prossimo occorre quindi votare persone serie e capaci che lavorino con mentalità aperte, moderne solidali a progetti di sviluppo che coinvolgano il meglio di tutti gli Stati, pervenendo a sintesi mirabili.

Una comunità continentale operosa formata da donne e uomini che abbiano a cuore l'interesse generale ed il bene comune da raggiungere e sviluppare con il proprio lavoro e quello dei colleghi degli altri continenti, nel rispetto e compatibilità di tutti gli elementi naturali vitali esistenti su nostra Madre Terra.

 

6 mag 2019

Chi ha guadagnato dall'euro.

In vista delle elezioni europee del 26 maggio prossimo diamo un'occhiata a chi ha guadagnato dall'euro moneta unica da circa 20 anni nell'Unione Europea. E se con essa si è realizzata maggiore giustizia sociale, cioè se più persone, famiglie ed imprese vivono meglio di prima.

Per ragionarci utilizzo un'analisi promossa e pubblicata da "Affari & Finanza" allegata a "la Repubblica" del 29.4.19, alcune riflessioni sulle elezioni politiche svoltesi in  Spagna domenica 29.4, nonché l'editoriale di Gad Lerner su "la Repubblica" del 30.4.19.

In Spagna ha vinto il Partito Socialista del segretario Sánchez con circa il 30% dei voti ed è andato a votare oltre il 75% degli aventi diritto. L'ultradestra è entrata in Parlamento con meno eletti rispetto a pronostici e previsioni.

Per raggiungere una maggioranza in grado di governare occorre realizzare intese con altre forze politiche che convengano con la coraggiosa lungimirante visione del Partito Socialista di attenzione alle realtà basche e catalane, di solidarietà e giustizia sociale, nell'Unione Europea, aperta a nuovi protagonismi nel mondo globale, valorizzando differenze e qualità degli apporti al progetto comune di sviluppo in  divenire.

I risultati delle prossime elezioni europee potranno essere positivamente influenzate da quanto è avvenuto in Spagna ed avere un qualche peso sugli esiti ultimi cui lì si perverrà.

Circa chi s'è avvantaggiato nei vent'anni dell'euro moneta unica in Europa, azzardo.

La stabilità monetaria tra gli Stati che l'anno adottata, in Europa e nel Mondo è un fatto positivo per tutti. Scarsa considerazione ha nutrito invece l'Unione nella capacità degli Stati membri di operare come Continente nel Mondo globale.

Poco s'è fatto perché la molteplicità dei modi di lavorare siano riconosciute, disciplinate e valorizzate come insostituibile espressione umana dell'irripetibilità di ogni persona.

Non dimenticando mai che sul lavoro è fondata la nostra Repubblica Democratica, una specificità, un diritto-dovere che compete a tutti confermare e consolidare, ma in "primis" a quanti hanno responsabilità istituzionali. Quindi lavoro ed ancora lavoro degno di questa nobile definizione per tutti quanti chiedono di poterne disporre!

Il problema migranti è stato sottovalutato e lasciato in carico agli Stati cui essi giungono; mentre si tratta di un processo epocale e perdurante da prevedere e gestire a livello europeo.

Il tessuto delle piccole e medie imprese ricchezza e vitalità dell'Italia, richiede attenzioni che consentano di distinguersi e caratterizzarsi come "made in Italy" che fa la differenza. Quindi formalità e burocrazia intese come servizio a loro, efficienti ed essenziali, disponibilità di credito a condizioni eque, opportunità di relazioni.

Infine i candidati alle elezioni, a tutte le elezioni, devono essere ineccepibili: capacità, onestà, generosità, senso di responsabilità, dedizione, piacere di fare bene quanto si è candidati a fare.

Ma lo devono essere in particolare per le elezioni europee più "distanti" di quelle nazionali ed anche più impegnative da capire e svolgervi i relativi compiti.

Quindi gli eletti devono dare conto agli elettori del loro operato nei modi e forme agili, comprensibili e utili per entrambi.

Mai avulsi gli eletti rispetto al contesto che li ha espressi da cui, anzi, possono continuare a trarre input utili nel corso del mandato.  

28 apr 2019

Detta in soldoni.

Detta in soldoni la situazione in cui ci troviamo e le priorità finanziarie e socio-economiche paiono essere le seguenti.

Gli interessi sul debito pubblico ci costano quasi 68 miliardi di euro di interessi l’anno. Così tanto perché il governo M5S-Lega non ispira fiducia agli acquirenti di BOT e BTP, che pretendono interessi più alti.

Lo spread spesso oltre i 250 punti (con punte oltre i 325 punti) riassume bene come stanno le cose; mentre si era stabilizzato sui 150 punti con i precedenti governi di centro-sinistra.

Dovendo pagare più interessi, non possiamo ridurre il debito pubblico che, anzi, è addirittura aumentato di qualche decina di miliardi, toccando quota 131 per cento del PIL (Prodotto Interno Lordo).

L’elusione e l’evasione fiscale continuano ad essere mediamente superiori rispetto agli altri Stati dell’Unione Europea. Non pagano, o pagano meno del dovuto, soprattutto i ricchi e i molto ricchi, che guadagnano in Italia e godono del fisco in Paesi di comodo, avvantaggiandosene. Mentre i redditi da lavoro e pensione pagano fino all’ultimo euro.

Condoni e simili, adottati o in adozione dall’attuale governo, non servono, perché i contribuenti per avvalersene temporeggiano per pagare molto meno ed il più tardi possibile.

Equità e giustizia impongono invece di ridurre le tasse a quanti stentano a vivere dignitosamente e alle imprese che investono per stare al passo con i tempi e mantenere i posti di lavoro. Ricordando che la Costituzione prescrive che le tasse devono essere progressive, cioè con aumenti percentualmente maggiori sugli scaglioni oltre un certo reddito.

La criminalità organizzata: mafia, camorra, ‘ndrangheta le principali, approfittano del governo debole e discorde per entrare nei gangli vitali del sistema, corrompendo e fomentando ogni male pur di trarre vantaggi per sé. Non essendo sufficiente l’impegno delle Forze dell’ordine e della Magistratura in una società alla quale arrivano messaggi sconcertanti e contradditori circa le cose da fare da parte del governo con scadimento della credibilità e della fiducia.

Ben più efficace sarebbe il lavoro di quanti pensano che l’unità di intenti volta al bene possa svilupparsi e migliorare tutti i giorni un po' e prevalere, se civilmente virtuosa, solidale, perseverante, coltivando gli anticorpi della prevenzione sempre.

Mettere astio e divisione su questi temi per trarvi infimi ed effimeri vantaggi per sé è indice di vista corta, diciamo alla mira del proprio naso, soprattutto se riferita a quanti ricoprono cariche pubbliche ad ogni livello, per realizzare l’interesse generale ed il bene comune.

In tutto il Mondo si celebra il 1° Maggio, festa del lavoro.

Sul Lavoro la nostra Repubblica Democratica è addirittura fondata!

Siano queste circostanze di incitamento a pretendere che chi di dovere se ne occupi concretamente e dimostri strada facendo di migliorare lo stato di cose preesistente, con l’apporto critico-propositivo della dialettica democratica, la cui sintesi consente di pervenire alle migliori soluzioni, non raggiungibili finora con modalità diverse.           

A patto che quanti vi sono coinvolti si comportino “con disciplina ed onore” (art. 54 Costituzione).

 

 

 

19 apr 2019

Imparammo a nostre spese.

Il 25 aprile 1945 giorno della Liberazione dell'Italia dall'occupante nazista e dal fascismo nella sua ultima espressione della Repubblica di Salò.

Entrambi i più torvi, violenti, inumani che la storia ricordi.

La liberazione avvenne per opera dei Partigiani e della Resistenza nati dopo l'8 settembre 1943, dopo che il generale Badoglio comunicò a nome del Re Vittorio Emanuele III che l'Italia aveva firmato l'armistizio con gli Anglo-americani e la Russia senza indicare chiaramente il da farsi alle nostre Forze Armate; che in parte resistettero eroicamente ai tedeschi, altre finirono prigioniere degli inglesi, non poche di stanza in Italia sbandarono in una sorta di “si salvi chi può” aiutate dalla popolazione.

Scrivo fidando della memoria di undicenne qual ero allora, che visse dal di dentro quei tempi drammatici e crudeli di guerra e delle sue dolorose conseguenze e ne porta l'indelebile ricordo.

Nel referendum gli Italiani scelsero poi la Repubblica e si dettero la Costituzione tra le più belle del  mondo democratico.

La ricostruzione post-bellica contrassegnò un periodo di unità d'intenti nella diversità degli apporti, con risultati socialmente buoni ed eccellenti sul piano economico e della qualità della vita: non sapevamo ancora bene cosa fosse la democrazia e ci comportammo come un suo modello!

Nel tempo la democrazia conquistata a duro prezzo fu sottoposta a ripetute importanti prove e resse.

Imparammo a nostre spese quanto impegno, fatica, dolore costi mantenerla e quanto sia imprescindibile se si desidera migliorare le proprie condizioni di vita.

E quanto valga la pena esserci e fare la propria parte.

Ora tutti dobbiamo fermamente convincersi o riconvincersi che pretendere il rispetto e l'applicazione della Costituzione è un dovere che compete e conviene a tutti.

Garantito questo risultato sul resto abbiamo le capacità, specie le giovani generazioni, di costruire democraticamente le intese  necessarie per un sano, giusto e duraturo sviluppo.

Coinvolgendo le diversità che lungi dal rappresentare un ostacolo sono invece la nuova ricchezza che arriva giusta proprio per superare in avanti le prove inedite cui si è sottoposti nel Mondo globale.

 

18 apr 2019

Letti da rifare.

Frammenti tratti da “Letti da rifare” di Alessandro D'Avenia (Corriere della Sera 15.4.19) che a ben guardare trovano riscontro nella vita di molti senza che gli interessati ne abbiano sufficiente consapevolezza. D'Avenia si rivolge in particolare ai giovani, ma anche a chi giovane lo è già stato e un po’ vorrebbe continuare ad esserlo per quanto possibile per onorare la vita e produrvi e trarvi sempre il meglio insieme a quanti lo desiderano.

  • Come ben racconta Edith Hall nel recente “Il metodo Aristotele” la felicità per il filosofo greco è nelle nostre mani: basta realizzare il proprio potenziale e diventare la migliore versione di se stessi.
  • I Greci imboccarono questa via e della sofferenza fecero un cammino. Non la rimossero, ma la trasformarono in occasione: non fuggirono in un mondo in cui morte e dolore non esistono, anzi ne fecero la scuola dell'arte di vivere. Il pathei mathos, “conoscere attraverso il dolore”, è il fiero realismo di chi accetta la sofferenza come sfida creativa […].
  • Questo è anche il metodo di Aristotele, la via aperta dall'etica del bene: per essere felici la strada è impegnarsi a fare la cosa giusta ed evitare di fare il male.
  • Le più grandi scoperte e opere umane sono il frutto di un'eroica fiducia nel desiderio, nella mancanza, nella sconfitta: Dante scrisse la Commedia dopo avere perso tutto, Dostoevskij scrisse i suoi grandi romanzi dopo i lavori forzati in Siberia.
  • […] è veramente felice solo una vita che non ignora il dolore, la sconfitta, la morte, ma che li attraversa e supera, mostrandone, appunto le credenziali.
  • Per un’arte di vivere integrale […] la sconfitta diventa un prezioso luogo di verità, ricerca, iniziativa. Prendere la croce di ogni giorno non significa desiderare il dolore, ma riuscire a trasformare in bellezza il limite di quel giorno […].
  • L'uomo più evoluto non è né il faber né il sapiens, ma il patiens: l'uomo che sa dare un significato anche alla sofferenza, che poi è solo l'uomo che sa amare.
  • […] solo un'arte di vivere che abbracci ferite e limiti, può darci la capacità non solo di sopportare il male ma di renderlo vita. E' vera felicità quella che trasforma ogni materia, anche la più resistente, in bellezza.

Auguri di Buona Pasqua, e di “trovare la felicità nascosta in ogni cosa, anche la più oscura”.