L'opinione di Giovanni Saracco

20 giu 2018

Ciula.

Nel panorama odierno esortare all'onestà rischia di diventare una malinconica litania. Forse è ora di dire e praticare l'onestà come stile di vita che diverte, gratifica e giova per l'autostima.
Senza insistere troppo però. Altrimenti si rischia di passare per “ciula”, dal piemontese schietto che sta per minchione o giù di lì.

Essere consapevolmente in pace con sé stessi e la propria coscienza consente serenità non disgiunta da intima felicità giovevole all'equilibrio ed alla salute, intesa non solo come assenza di patologie ma come migliore espressione di sé per sé.
Prendendo atto che non è più un deterrente il peccato grave in cui s'incorre violando il settimo comandamento, né le maldicenze che s'innescano e si alimentano e neppure la prigione.
Riscoprire l'anatema sa di ultima spiaggia.

Sembra provato che si rischiano nuove ed anche gravi patologie se si vive in uno stato d'animo conflittuale, contraddittorio rispetto al proprio intimo sentire e stile di vita.
Rubare in particolare mentre si ricoprono ruoli pubblici per la bramosia di avere per prevalere, confligge oggettivamente con l'essere che è qualità per eccellenza e senza limiti.

C'è poi un intreccio perverso tra la problematica disonestà in atto e la diffusa disponibilità a credere alle fanfaluche più strabilianti se ritenute di convenienza per sé. E si è disposti a sperare di più in un eclatante improbabile evento a proprio favore, che curarsi di opportunità concrete ed attuali insite nel normale vivere quotidiano.

Eppure nonostante tutto c'è ancora una stragrande maggioranza di persone oneste su cui contare.
Urge occuparsene operando a sostegno.
Magari anche istituendo il Nobel dell'onestà.

14 giu 2018

Misero ed effimero vantaggio per sé.

I recenti avvenimenti dei profughi in mare alla ricerca di un porto confermano che il problema è vissuto dai cittadini italiani ov'essi attraccano come una realtà per la quale i preposti devono trovare giuste soluzioni; e non affidarsi all'improvvisazione o, peggio, farne un uso strumentale.

Ecco una sintesi di numeri inconfutabili da utilizzare in Italia per decidere con cognizione di causa, desunta da "la Repubblica" del 12.6.18.

Omicidi volontari nell’anno 1991: 1916, scesi a 600 nel 2000, ancora scesi a 343 nel 2017.

Morti per mano della criminalità organizzata nel 2016: 0,65 ogni centomila abitanti, una vittima ogni due anni circa in una città come Asti. La media europea è quasi il doppio: 1,1. Nel nord America le vittime sono moltiplicate per 8: 4,88 ogni centomila abitanti.

E tutto ciò mentre gli stranieri in  Italia sono aumentati da 3 milioni a circa 6 nello stesso periodo.

La strada giusta è quindi quella politica praticata dal governo di centrosinistra, degli accordi con gli Stati coinvolti e con l'Unione Europea. Strada che per diventare coscienza condivisa ha bisogno di essere praticata per qualche tempo per valutare i risultati già raggiunti con la drastica riduzione degli arrivi.

Guardarsi quindi da chi invece alimenta la paura per ricavare qualche misero ed effimero vantaggio per sé.

Le  elezioni amministrative del 10 giugno scorso per il rinnovo dei Sindaci e dei Consigli comunali hanno interessato circa 7 milioni di elettori che hanno  votato al 60% circa.

Da esse si può sinteticamente ricavare che rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo scorso- senza volere fare  impropri paragoni – la Lega si conferma trainante; il M5S perde un po’ dappertutto dove si è presentato; il Partito Democratico soffre ma mantiene i consensi.

C'è quindi una divaricazione tra chi beneficia e chi perde voti dal comune lavoro in atto nel nuovo Governo tra Lega e M5S.

Al Partito Democratico si chiede di dichiarare e  praticare un ruolo anche inedito sia dove governa che dall'opposizione. Più pragmatico, efficiente, efficace, partendo con umanità dai problemi dei più con priorità da chi sta peggio; confermando e ribadendo con i fatti il suo agire per l'interesse generale ed il bene comune, la solidarietà, con  l'Unione Europea da protagonista e con essa nel Mondo.

 

13 giu 2018

Bella Ciao.

A lasciare i saluti per il papà dei fratelli Cervi anni dopo la sua morte ci aveva già pensato Berlusconi da capo del governo.

A dimenticare il nome di Piersanti Mattarella ucciso dalla mafia da  presidente della Giunta Regione Sicilia ha provveduto il prof. Giuseppe Conte presidente del Consiglio dei ministri nel suo intervento in Parlamento in occasione del voto di fiducia al nuovo governo.

A ricordare "Bella Ciao" a Matteo Salvini ministro dell'Interno sono stati i passeggeri del pulmino che fa la spola tra Roma e l'aeroporto di Fiumicino, cantandogliela lui presente.

Adesso non si può che migliorare, facendo come Partito Democratico anche una opposizione nuova in Parlamento.

Intanto essere memoria storica. Poi operando come maggioranza "ombra", cioè votando i provvedimenti che si condividono, respingendo motivatamente quelli che di reputano lesivi dell'interesse generale e del bene comune, proponendone di propri e sostenendoli vigorosamente utilizzando la centralità del Parlamento e le opportunità relative.

Cioè imparando ed insegnando; ricevendo dal Paese stimoli, osservazioni, proposte ed offrendo il frutto del comune lavoro.

Prefigurandosi già come alternativa e confermandosi tale strada facendo.

Su questo nuovo modo di intendere e praticare l'opposizione  possono confluire quanti lo condividono presenti in Parlamento.

Ma anche singole cittadine e cittadini che decidano responsabilmente di occuparsi di politica, apportando l'irripetibile personale bagaglio di credibilità, competenza, capacità, autorevolezza, etica e quant'altro maturato nel corso della propria vita.

5 giu 2018

Hanno giurato fedeltà alla Repubblica.

La Lega col M5S hanno avuto più di quanto ormai speravano dopo circa tre mesi in cui non erano riusciti a cavare il ragno dal buco, ovvero formare il nuovo governo.
Il miracolo si è verificato per intercessione di Sergio Mattarella davvero stoico e di Carlo Cottarelli economista, saggio, capace e leale e con alto senso dello Stato.
La Lega ed il M5S si sono spartiti i Ministri col manuale Cencelli rivisto ed aggiornato per l'occasione, trascurando una egualitaria presenza femminile.
A Giuseppe Conte Presidente del Consiglio incaricato è stata data una seconda opportunità colta al volo.
Tutti i Ministri ed il Presidente del Consiglio hanno giurato fedeltà alla Repubblica e presto il nuovo governo si presenterà nei due rami del Parlamento per ottenere la fiducia.
Cosa c'è da attendersi dal nuovo governo e dalla maggioranza che lo sostiene in Parlamento? Non certo l'integrale realizzazione delle promesse elettorali non compatibili con le disponibilità del bilancio, né ora né in una ragionevole prospettiva di medio periodo o di legislatura.
Si inizierà verosimilmente a realizzare quanto non costa o comporta spese con risorse già disponibili o ricuperabili, come la riorganizzazione, aggiornamento e modernizzazione della burocrazia dello Stato e degli Enti e servizi relativi; la lotta all'evasione fiscale ed alla criminalità organizzata che da sole darebbero un gettito sufficiente per finanziare interventi prioritari di promozione di lavoro nuovo rivolto specialmente ai giovani. Miglioramenti delle pensioni al minimo ed accesso alla pensione a condizioni migliorative rispetto alle attuali.
Per quanto riguarda il “reddito di cittadinanza” dovrebbe trattarsi di uno stimolo a trovarsi un lavoro con durata relazionata al raggiungimento di questo obiettivo.
Su quanto si riuscirà a fare rispetto a quanto accennato e ad altro possibile contenuto nel "contratto di governo" o programma che dire si voglia, si vedrà se siamo di fronte ad una impresa di miglioramento della qualità della nostra Repubblica con l'Unione Europea nel Mondo, o semplicemente ad iniziative di ordinaria buona volontà; di meno sarebbe inaccettabile.
Escludendo a priori che possa trattarsi di millantato seducente impegno da strascico di propaganda elettorale di basso conio. 

31 mag 2018

Dico, non dico, disdico.

Dopo tre mesi senza riuscire a mettere insieme un governo accettabile con una maggioranza che lo sostenga in Parlamento costituita dalle forze politiche premiate dagli elettori il 4 marzo scorso: Centrodestra e M5S, può essere utile riassumere per sommi capi come sono andate le cose e cosa ci può riservare il futuro.

A provarci con il M5S è rimasta solo la Lega, essendosi sfilati Forza Italia e Fratelli d'Italia alleati con essa alle elezioni

Dopo piroette, tira e molla, dico non dico disdico, e chi più ne ha più ne metta la Lega e il M5S stipulano un patto che ha una gestazione da elefantessa; ne vanno in giro versioni diverse. Quella definitiva viene consegnata per la formazione del governo al prof. Giuseppe Conte Presidente del Consiglio incaricato, il quale la propone insieme all'elenco dei dicasteri e relativi Ministri al Presidente della Repubblica, cui compete la nomina ai sensi art. 92 della Costituzione. Su un dicastero – quello dell'Economia – Sergio Mattarella esprime motivate perplessità.

In questi casi è prassi normale che ragionando si trova una soluzione diversa e appropriata; invece il leader della Lega si irrigidisce e pone l'aut aut: o resta così o il governo non si fa. Uno sberleffo alle prerogative del Capo dello Stato, un inedito conflitto politico-istituzionale, una indebita intromissione nell'esercizio dei compiti del Garante della Costituzione.

Lavoro di mesi vanificato, si riparte da capo.

Intanto mercati e spread incalzano e gli interessi passivi che paghiamo per il nostro rilevante debito pubblico salgono; chi non sta già tanto bene: pensionati, disoccupati, lavoratori a tempo determinato, salariati in generale, sta peggio. Solo chi sta già bene sta meglio o addirittura ne approfitta per avvantaggiarsene ulteriormente.

Sergio Mattarella è sollecito nel correre ai ripari incaricando subito il dr. Cottarelli, esperto di amministrazione dello Stato ed altre Istituzioni ed Enti pubblici, accorto analista per l'adozione di migliorie che razionalizzano e ottimizzano la spesa in funzione degli obiettivi che s'intendono perseguire; non digiuno di procedure, modalità e rapporti politici, di costituire un governo capace e che rassicuri.

Questo atto ha indotto prima il M5S poi la Lega a riconsiderare la situazione, rendendosi disponibili a rimuovere l'aut aut che ha impedito la nascita del precedente nuovo governo.

Se tutto ciò porterà alla formazione di un governo come Dio insegna ben venga; a giovamento per l'Italia e gli Italiani ormai convinti che ci sarà sempre più bisogno del contributo di tutte le forze politiche, e dei cittadini che decidono di occuparsi di politica. Tanto stando al governo quanto all'opposizione. Con responsabilità naturalmente diverse ma con l'obiettivo prevalente del bene pubblico e dell'interesse generale all'interno dei quali trovano posto tutti gli altri interessi legittimi, come sollecita l'etica politica e prescrive la Costituzione.

 

28 mag 2018

Didascalica.

In settant'anni di vita della nostra Costituzione l'Italia ha avuto Presidenti della Repubblica tra l'immenso e l'accettabile; nessuno però è venuto meno a quanto dispone la nostra Carta Costituzionale.

Sergio Mattarella ha tenuto ferma la barra sul suo ruolo nella formazione del nuovo governo dopo le elezioni del 4 marzo scorso, non accettando di ridursi a passacarte nominando Ministro chiunque gli venisse sottoposto.

Operando con alto senso di responsabilità, disciplina ed onore nell'interesse dell'Italia e degli Italiani nell'Unione Europea e con essa nel Mondo.

Circa i cambiamenti di quanto non va in Italia ed in Europa, essi hanno luogo con modalità e l'osservanza della nostra Costituzione e delle norme vigenti nell'Unione Europea, della quale siamo tra i Paesi fondatori.

 

25 mag 2018

Non è la palingenesi.

Costituire un nuovo governo democratico dopo le elezioni del 4 marzo 2018 è un atto ordinario e costituzionale.

Non è la palingenesi.

Alla bisogna provvedono di norma la o le forze politiche che hanno ottenuto il maggior numero di suffragi, e comunque sufficienti per avere la maggioranza nei due rami del Parlamento, ed hanno in comune principi, obiettivi politici, modalità operative e quant'altro necessario per operare insieme.

Nel nostro caso vi stanno provvedendo il M5S e la Lega, quest'ultima già nella coalizione di centrodestra dalla quale si è sfilata. All'opposizione andrebbero la coalizione di centrosinistra col Partito Democratico, la formazione di sinistra Liberi e Uguali, Forza Italia, Fratelli d'Italia ed altri.

Il Presidente della Repubblica ha incaricato il prof. Giuseppe Conte candidato alla Presidenza del Consiglio di trovare i Ministri cui affidare i vari Dicasteri, ed egli sta operando in tale senso.

In campagna elettorale il M5S e la Lega hanno promesso di realizzare interventi per centinaia di miliardi di euro di spesa, non possibili nel corso della legislatura. Quanto prima dovranno spiegare cosa e come ritengono di potere fare concretamente adesso.

Cittadini, famiglie, imprese si aspettano interventi che li aiutino a migliorare la loro vita con il lavoro, che non lascino alcuno solo nelle difficoltà, che modernizzino e migliorino il funzionamento dello Stato, delle Istituzioni ed Enti pubblici, perseverando nell'opera di forte contrasto alla criminalità ed a quella organizzata - mafia, 'ndrangheta, camorra - in particolare, si facciano pagare le imposte a tutti quanti le devono applicando il criterio costituzionale della progressività, e quant'altro emerga nel quotidiano nostro operare in Italia, nell'Unione Europea e con essa nel Mondo.

Quando il governo funzionerà unitamente alla maggioranza che lo sostiene in Parlamento, andrà valutato per quanto fa e come lo fa concretamente, senza pregiudizi di sorta ma anche senza soggezioni.

Affidando alla dialettica democratica il compito di contribuire alla soluzione dei problemi esprimendo la migliore qualità possibile, con l'irrinunciabile contributo critico-propositivo delle opposizioni e dei cittadini singoli ed organizzati che vorranno occuparsene.

 

23 mag 2018

Chi semina vento raccoglie tempesta.

Le elezioni regionali in Valle d'Aosta hanno portato la Lega di Salvini sulla cresta dell'onda dal niente degli ultimi vent'anni; alcuni partiti sono rimasti senza nemmeno la presenza in Consiglio, il Partito Democratico tra questi. Una sorta di plebiscito per il Carroccio che ha stupito perfino il suo leader!

Per il nuovo governo Salvini e Di Maio hanno trovato il prof. Giuseppe Conte che si presta ad essere il candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; circa i candidati ministri si sta ancora cercando.

L'ultima parola spetterà comunque al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, perché così dispone la nostra Costituzione all'art. 92: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri, e su proposta di questo, i ministri".

Qualche giorno fa mentre la signora Ivanka moglie del Presidente Trump inaugurava la nuova ambasciata USA a Gerusalemme, sui confini tra Gaza e Israele si contavano centinaia di morti e migliaia di feriti a seguito del tiro a segno che l'esercito israeliano faceva contro i manifestanti palestinesi lì ormai da settimane perché spinti da esigenze di sopravvivenza cinicamente utilizzate da Hamas con l'Autorità Palestinese praticamente esautorata.

Una vera e propria guerra non dichiarata per "difendere i confini di Israele" dice il governo Netanyahu al Mondo.

Censurata dall'ONU ma senza produrre finora alcunché di concreto che ponga fine alla sanguinosa rappresaglia e riapra la porta alla ricerca di una soluzione fondata su due Stati per due Popoli.

A praticare la quale occorrono doti di volontà lungimirante, capacità, coraggio, abnegazione e rispetto, specie da parte di chi dispone di tutto verso chi non sono rimasti che gli occhi per piangere.

D'altro canto "chi semina vento raccoglie tempesta" come insegnavano un tempo in famiglia già da piccoli.

Solo armonizzando antico collaudato umanesimo con scienza e tecnica avremo persone a tutti i livelli cui possiamo affidare con fiducia la gestione democratica del bene comune e degli interessi generali, aiutati in questo percorso da cittadini sempre più consapevoli, preparati, motivati.

17 mag 2018

Un mare di chiacchiere al vento.

Consentite di ricordare che dopo le elezioni del 4 marzo scorso ed in vista di un probabile governo M5S - coalizione di centrodestra premiati dagli elettori, scrivemmo che il Partito Democratico uscito malconcio avrebbe dovuto fare una opposizione critico-costruttiva volta a cavare il buono possibile nell'interesse dell'Italia che lavora e per aiutare la ripresa economica in corso ed uno sviluppo nuovo che punti sulla qualità, con un'attenzione particolare per quanti - persone, famiglie, attività - sono in difficoltà.

In effetti il M5S e la coalizione di centrodestra si occuparono della formazione del nuovo governo con i rispettivi leader Di Maio e Salvini; quest'ultimo rimasto recentemente solo essendosi sfilati Forza Italia e Fratelli d'Italia.

Purtroppo però da allora ad oggi s'è visto nulla: solo un mare di chiacchiere al vento.

Nonostante il competente stimolo, l'impegno e la perseverante saggia pazienza del Presidente Sergio Mattarella.

Protrarre ulteriormente questa telenovela non è più ammissibile: ci sono indilazionabili scadenze da rispettare che fanno carico al nuovo governo. Né si può trattare di un governicchio perchè sarebbe lo stesso Capo dello Stato a negargli il suo imprimatur.

Quindi o il duo Salvini-Di Maio dimostra di saperci fare generando un governo adeguato, oppure dichiari che non ce la fa e passi la mano.

In quest'ultimo caso sarà verosimilmente Sergio Mattarella a farsene carico ponendo rimedio a manifeste pochezze e insufficienze.

Di cui fare tutti tesoro per evitare ricadute nel prosieguo.

11 mag 2018

Ingeneroso, ingordo, ingiusto, inadeguato, superato.

Proviamo a sintetizzare.

*Donald Trump è fatto a suo modo ma tenuto a bada dai suoi rischia addirittura il Nobel e non è di impedimento ai buoni accadimenti, vedasi riappacificazione tra le due Coree con la rinuncia al nucleare da parte di quella del nord.

*Il libero mercato non ha ancora fatto il suo tempo ed è tuttora valido per la libera circolazione di beni e servizi utili all'umanità nel mondo globale.

*Il capitalismo mostra invece la corda: ingeneroso, ingordo, ingiusto, inadeguato, superato. Prendiamone atto e, nel caso dell'Italia, applichiamo la Costituzione specie quanto dispone ai Titoli III e IV Rapporti economici e politici. E lavoriamo con l'Europa e il Mondo affinché si affermi intanto quanto possiamo fare noi fin da subito.

*Almeno un miliardo di persone non dispone di cibo sufficiente; più di tre miliardi mangia troppo e per di più ne sciupa quanto servirebbe per sfamarle. Facciamo in modo di fare arrivare quanto serve a chi ne ha bisogno.

*Gli armamenti e le guerre costano da matti; e muoiono i combattenti ma soprattutto civili: bambini, donne, anziani; l'accordo peggiore è meglio di una guerra vinta. Lavoriamo per accordi, intese, patti e quant'altro purché intelligente per risolvere i problemi che abbiamo ed avremo.

*La Terra è stressata perché chiediamo all'insieme di cui è costituita: suolo, acqua, aria più di quanto è in grado produrre e riprodurre. Dobbiamo contenere la quantità che è limitata e sviluppare la qualità che è infinita.

*Il pericolo di essere in troppi su questa Terra già in questo secolo e le paure che ciò già comporta e comporterebbe. Niente paure se si migliora per tutti la qualità della vita con priorità per chi sta peggio. Infatti il controllo delle nascite sarà naturale perché affidato a persone con livelli di consapevolezza, stimoli, sensazioni, emozioni, stili di vita idonei e sufficienti a mantenere in equilibrio il sistema naturale vitale nel suo complesso.

Anzi la competitività avrà luogo e si svilupperà tra quanti fanno e faranno il meglio per tutti.

 

10 mag 2018

Sapere dire le cose giuste.

Tra le cose da praticare con indefettibile priorità scelgo queste due: lavorare perché tutti possano lavorare; sapere dire le cose giuste, al momento e nel luogo giusto.

Lavoro, lavoro vero sempre, lavoro conforme alle proprie aspirazioni, capacità, esigenze; lavoro retribuito il giusto, lavoro già presente o da inventare seriamente all'occorrenza; lavoro che rappresenti e venga vissuto come dignità personale e sociale. Innestato su una buona preparazione di base da affinare strada facendo.

Sindacalmente valorizzato e difeso intanto come tale e poi negli specifici in cui si declina.

Inserito in una filiera virtuosa che concorra a realizzare la personalità umana e la società nella quale viene svolto.

Quindi il lavoro come vita.

 

Nella vita di relazione, quindi in politica che lo è per eccellenza, è essenziale sapere dire la cosa giusta al momento e nel luogo giusto; se si nutrono dubbi è meglio tardare a dire o tacere.

Dire la cosa giusta nel momento sbagliato come minimo si spreca un'opportunità, ma spesso il danno è maggiore.

Ne abbiamo la riprova nel lavoro ancora in corso per la formazione del nuovo governo.

Esemplare il comportamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Non altrettanto si può dire di altri.

Ci sono cascati protagonisti sia nuovi che navigati.

Dimentichi che sapere disciplinare il proprio ego può fare la differenza.

 

3 mag 2018

Vox populi.

Idee maturate leggendo "L'amaca" di Michele Serra, "La disuguaglianza ha mille facce" di Nadia Urbinati, l'intervista alla cestista Mabel Bocchi ("la Repubblica" 27.4.18).

A proposito di quanto dicono i cittadini, vox populi, cui sembrano rifarsi i politici che hanno mano nei tentativi di formazione del nuovo governo dopo i risultati delle elezioni del 4 marzo scorso.

È per certo importante sentire quanto dice la gente ma distillarne il meglio compete a quanti sono chiamati a decidere democraticamente con gli strumenti di cui dispongono, sia personalmente che come istituzioni o altre realtà di cui portano la responsabilità.

Mi pare che questo sia tanto più vero oggi in cui l'espressione del punto di vista personale fa il giro del mondo in tempo reale.

Circa le disuguaglianze sociali, che si sostanziano nel non disporre tutti delle opportunità per conquistarsi ciò che si ritiene utile per vivere meglio, sono certamente fonte di ingiustizie cui rimediare con priorità, affinché con il concorso dei più in condizioni di esprimere il meglio di sé gli obiettivi di interesse generale e del bene comune, possono essere più efficacemente individuati, perseguiti e raggiunti.

Dopo avere letto l'intervista ho appuntato d'istinto: il meglio di due generi fuso in una sola persona. Non soltanto per l'eccellenza cui è pervenuta come atleta, ma per l'utilizzo della propria capacità di pensiero senza fronzoli e l'ottimismo del suo porsi nella vita di tutti i giorni avendo sempre presenti con naturalezza i principi di equità e giustizia cui s'ispira.

Declinando quanto sopra nelle situazioni politiche concrete significa avere sì a cuore le sorti del partito di appartenenza, ma in subordine rispetto a quanto è giovevole per l'Italia e gli Italiani.

In conformità della Costituzione la quale dispone che conoscenza, sapere e sapere fare devono concorrere sia allo sviluppo personale che a quello della società nel suo complesso.

28 apr 2018

Emozioni nella misura giusta.

Il 25 Aprile è stato ricordato come si deve in tutta l'Italia, continuando ad attingere da questo essenziale pezzo di storia elementi utili per orientarsi e scegliere oggi.

Accennerò alle emozioni perché ritengo che esse abbiano avuto un ruolo importante nell'avviare la Resistenza e nel suo prosieguo fino alla sconfitta del nazifascismo.

Sconfitto non una volta per sempre ma tutte le volte che si presenta, anche sotto mentite spoglie, in modo subdolo com'è già successo e come capiterà ancora.

È partita dal basso la Resistenza, come risposta al desiderio di vivere di giovani, condiviso anche da chi aveva qualche anno in più.

E dall'esigenza di un nuovo ancora ignoto cui s'opponeva comunque una dittatura opprimente, che offriva sì emozioni ma col sopruso, la volontà di potenza, la guerra.

Apparentemente una lotta impari in cui vinse la vita che mette in conto anche il dono di sé.

Con il 1° maggio si passa dall'Italia al Mondo con lo straordinario messaggio del lavoro, sempre giovane ma che per mantenere efficace la spinta che rappresenta necessita di una comprensione più accurata e diffusa della realtà entro la quale esso si colloca.

Rammentando che è lavoro tutta l'attività umana volta a realizzare una vita migliore per ciascuno dei sette miliardi di persone che popolano la Terra e dei dieci che ci saranno tra qualche decennio.

E che si lavora per essere contenti e soddisfatti, se si dispone di quanto occorre per esserlo.

Comprese le emozioni nella misura giusta, e sempre migliori sviluppando la consapevolezza.

Ci sono fatti quotidiani a dimostrare l'assunto; scelgo i seguenti.

Muoiono per eccesso di emozioni giovani di successo: cantanti, artisti, calciatori, ciclisti e non solo.

Muoiono dei meno giovani costretti ad una sub-vita sulla strada, senza futuro né "buone" emozioni.

Mentre il rampollo di una nota famiglia può cavare emozioni "buone" perfino dimenticando il freno di stazionamento con danni ingenti alla sua nuova Ferrari.

Siate misericordiosi esorta Papa Francesco rivolto ai religiosi; e si ferma a salutare e consolare persone dietro le transenne in piazza San Pietro, tra cui Gianni Morandi e Francesco Guccini: forti emozioni "buone".

Siccome toccano l'intimo della personalità, del 25 aprile e del 1° maggio ho evidenziato anche l'inconsueta importanza delle emozioni e dell'equo accesso alle medesime.

24 apr 2018

Fa male ricordare. Fa più paura dimenticare.

David Grossman scrittore israeliano ha tenuto recentemente a Tel Aviv un discorso in occasione del settantesimo anno dalla fondazione dello stato ebraico, riportato integralmente da "la Repubblica" del 19 aprile scorso.

Un contributo essenziale lungo il travagliato drammatico percorso due stati per due popoli in pace nella libertà.

Ne riporto brani salienti.

Io e la mi famiglia abbiamo perso nostro figlio Uri in guerra, un ragazzo simpatico, intelligente, pieno di humour. Anche adesso, quasi dodici anni dopo la sua morte, faccio fatica a parlare di lui in pubblico.

La morte di una persona cara è anche la morte di una intera cultura personale e unica, con un suo linguaggio, un suo segreto. Una cultura che non ci sarà più, e non ce ne saranno altre uguali.

È indescrivibilmente penoso trovarsi di fronte a questo “no” assoluto. Ci sono momenti in cui questo “no” risucchia dentro di sé quasi tutti i “si” e tutto ciò che c'è. È difficile ed estenuante combattere continuamente contro la forza di gravità della perdita. Ed è difficile separare la memoria dal dolore.

Fa male ricordare. Fa più paura dimenticare.

E com'è facile, in una situazione del genere, arrendersi all'odio, alla rabbia, alla voglia di vendetta.

Ho scoperto, però, che ogni volta che sono tentato dalla rabbia o dall'odio perdo contatto con mio figlio. Qualcosa del mio legame con lui si chiude in maniera ermetica.

Ho preso quindi una decisione, ho fatto la mia scelta. E ho l'impressione che chi si trova qui stasera abbia fatto questa stessa mia scelta. [….]

Noi israeliani e palestinesi, che nelle nostre guerre intestine abbiamo perso chi ci era caro forse ancor più della nostra stessa vita, siamo condannati a toccare la realtà attraverso una ferita aperta. E chi è rimasto ferito in questo modo non può farsi illusioni. Chi è rimasto ferito in questo modo sa quanto la vita sia fatta di grandi rinunce, di compromessi infiniti. […]

Mi auguro che numerose generazioni di figli, di nipoti e bisnipoti che vivranno qui in sicurezza, in pace, in operosità […] a fianco di uno stato palestinese indipendente, celebreranno la sua esistenza ancora per tanti anni. E mi auguro che qui si sentano “a casa”. […]

Potremmo riassumere in una breve frase la soluzione per le complesse relazioni israelo-palestinesi: se i palestinesi non avranno una casa, non l'avranno nemmeno gli israeliani. […] Una casa in cui la vita sia a misura d'uomo. Un uomo che deve sentire di vivere in un posto che non è corrotto, aggressivo e avido ma pragmatico ed egualitario. In uno stato che si preoccupa semplicemente del benessere dei suoi residenti, con indulgenza e tolleranza verso tutti i modi di essere israeliano. […]

È lecito sognare. È lecito anche rimanere sbalorditi dai risultati ottenuti. Israele merita che si lotti per esso. E auguro le stesse cose ai nostri amici palestinesi: una vita indipendente, libera, pacifica. E la costruzione di una nazione civile.

Spero che tra settant'anni i nostri nipoti e bisnipoti, israeliani e palestinesi, si ritrovino qui a cantare il loro inno nazionale. Ognuno il proprio. C'è una strofa, però, che potranno cantare insieme, in ebraico e in arabo: “… essere un popolo libero nella propria terra”. Forse, allora, questo augurio sarà finalmente realtà per entrambi i popoli.

 

18 apr 2018

Pestar l'acqua nel mortaio.

Le difficoltà del M5S e della coalizione di centrodestra per formare il nuovo governo dopo avere ricevuto dagli elettori i maggiori consensi  nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso, sono state confermate anche nella tornata di incontri voluta dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Cosa ci si può attendere ora è l'interrogativo che sorge spontaneo.

Intanto una necessaria ulteriore attività di Mattarella per indurre i protagonisti a fare meglio, fino all'affidamento di incarico esplorativo ad uno dei Presidenti dei due rami del Parlamento.

Poi l'uscita dal riserbo del Centrosinistra col Partito Democratico e l'esplicitarsi di posizioni che pongano al primo posto gli interessi dell'Italia ad avere un governo nella pienezza dei suoi poteri-doveri.

Consapevoli che per esprimersi al meglio il Partito Democratico avrebbe bisogno di completare senza ulteriori assilli il lavoro in corso, per trarre dalla contesa elettorale e dai suoi insoddisfacenti esiti quanto serve per emendarsi dalle manchevolezze e ridefinire il proprio fare per un protagonismo socialmente evoluto e coinvolgente.

Convenendo che il ricorso alle urne è un atto estremo cui ricorrere solo dopo avere esperito invano ogni tentativo di dare vita ad una maggioranza che esprima un governo di legislatura, con programma e capacità realizzative e di mobilitazione del Paese per bandire la povertà ed il lavoro precario; produca e distribuisca equamente le risorse occorrenti.

Intervenendo comunque ed a priori sulla legge elettorale per evitare di ritrovarci a "pestar l'acqua nel mortaio".

Ricordandoci che lo stallo attuale è dovuto anche a miopia e scarsa "generosità" politica, da parte delle forze premiate dagli elettori, che pensano con priorità a sé invece che all'interesse generale ed al bene comune. Ed alla avara testardaggine, anche personale, di non volere rinunciare con sano realismo a qualcosa per sé per conseguire un risultato qualitativamente migliore per tutti.

Siccome a tutto ciò si potrà rimediare solo strada facendo, fin da subito contiamo sul Presidente Mattarella che, esperto nocchiere, terrà la barra dritta con bonaria e saggia fermezza.

 

17 apr 2018

Novemila miliardi.

Prima della crisi da cui stiamo uscendo il risparmio privato in Italia ammontava a circa 9mila miliardi di euro; ora si è dimezzato ma resta sempre quasi il doppio del debito pubblico del nostro Paese.

Una risorsa importante da tutelare e valorizzare per aiutare la ripresa e per generare  sviluppo nuovo.

Le banche che fanno bene il loro mestiere offrano ai risparmiatori investimenti affidabili per il loro gruzzolo messo insieme con rinunce e sacrifici.

Ci sono già prodotti finanziari con queste caratteristiche; tra questi i Pir, Piani individuali di risparmio ed altri sono allo studio.

Ci sono però anche casi di investimenti rischiosi proposti dalle banche ai propri clienti da cui esse traggono sostanziose provvigioni, come l'acquisto di diamanti: un salasso per i risparmiatori che hanno avviato serrati contenziosi rivendicando che siano le banche a farsi carico delle perdite subite. Buone ragioni ad essi riconosciute con rimborsi che si stanno effettuando

Anche l'offerta di titoli derivati con a base le quotazioni del petrolio, non però quelle del mercato ma calcolate con astruse modalità note soltanto agli specialisti, stanno provocando danni: come la perdita del 15% del capitale investito e zero interessi per la durata triennale dei titoli.

Analogamente a quanto sopra le banche che hanno promosso l'acquisto di questi titoli utilizzando il rapporto fiduciario con i loro clienti, dovranno farsi carico delle conseguenze negative che si stanno verificando.

Si conferma quindi l'assunto che il risparmio privato può essere virtuosamente orientato al perseguimento di obiettivi costituzionalmente rilevanti (articoli 41 e 47: “L'iniziativa privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale […]”; “La Repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme […]”) solo se le banche tutelano i risparmiatori che vi si affidano.

16 apr 2018

Comportamenti naturali.

Qualche settimana fa accennai a principi dettati dalla Costituzione cui la sinistra potrebbe rifarsi per ricuperare il ruolo che le si addice nei confronti di cittadini di ogni età, famiglie, aziende che chiedono cose di cui hanno bisogno per riuscire a fare meglio per sé e per la società di cui sono parte.

Successivamente ho letto l'illuminante articolo di  Nadia Urbinati su "la Repubblica" del 1° aprile 2018 come questi principi possono essere declinati, applicati stando al governo oppure all'opposizione.

E mi sono tornati in mente tre fatti che hanno a vedere, nel loro piccolo, con l'esercizio della responsabilità nel perseguire l'interesse generale ed il bene comune.

*Comune del Monferrato Astigiano verso la fine del secolo scorso, minoranza in consiglio comunale. La popolazione lamenta ritardi nella ricostruzione di un ponte sul torrente Triversa. La minoranza se ne fa interprete e presenta una proposta con allegato il progetto di massima dell'opera che il consiglio comunale è chiamato a discutere; numerosa la presenza del pubblico che assiste. Schermaglie, tira e molla; alla fine la proposta passa votata anche dalla maggioranza L'opera viene poi realizzata nel corso della legislatura.

Legislatura successiva: l'opposizione vince le elezioni.

*Un consigliere della nuova opposizione la combina grossa: si finge assessore e ne assume il nome presentandosi in un comune del Torinese per assumere informazioni sul conto del nuovo sindaco del suo comune, decenni prima tecnico comunale lì. Successivamente individuato nel corso di un consiglio comunale con la sala gremita di pubblico, il consigliere mendace si riconosce colpevole e si dimette seduta stante. Stigmatizzato dai  colleghi viene però invitato a ripensarci; lo farà e non si dimetterà, né smetterà di fare le pulci all'operato della maggioranza com'era suo dovere.

*Per pagare la pulizia di una ripa a bosco ceduo, con un percorso di cippi dei caduti in guerra, il comune anticipò le poche migliaia di lire agli esecutori del lavoro, anziché attendere i fondi della Regione che tardavano. Il consigliere di cui al precedente fatto rilevò la circostanza e presentò denuncia. Il Magistrato accertò che nessun danno ne venne al comune dalla "disinvolta" decisione del Sindaco. E la cosa finì lì.

Comportamenti  naturali suggeriti innanzitutto dal buon senso che hanno precorso i tempi?

 

6 apr 2018

Da uomo della strada.

Un'occhiata al mondo da uomo della strada.

Definire altalenante, umorale, forse un po’ miope-egoista la politica estera degli USA non servirà a farsene un'idea approfondita, ma consente di non crucciarsi eccessivamente dei riflessi che essa può riverberare sulla nostra vita di alleati atlantici e non solo.

Adesso sembra esserci attesa di chissà cosa dall'incontro che si sta preparando del presidente Donald Trump con il leader nordcoreano Kim Jong-un, dopo essersene dette di tutti i colori e mostrando anche i muscoli di esercitazioni militari USA in prossimità insieme alla Corea del sud.

Comunque iniziare a ragionarci è un benvenuto passo nella giusta direzione.

In Turchia il presidente Erdoğan non perde occasione di trattare a pesci in faccia il popolo curdo, considerandolo addirittura un potenziale eversore dell'ordine costituito.

Salvo poi prendere atto insieme a tutti del determinante contributo da esso fornito per debellare militarmente il califfato e l'Isis terrorista e suo braccio armato, nei luoghi simbolo in cui si era insediato. 

Possibile che non si possa trovare un accettabile grado di indipendenza all'interno di una convivenza civile statuale unitaria?

I drammatici fatti di alcuni giorni fa durante i quali una manifestazione palestinese è degenerata in scontro armato con 16 morti ed oltre 1400 feriti palestinesi confermano che due Stati per due Popoli resta l'obiettivo cui traguardare, facendo passi tra i più avveduti di ciascuna parte per una convivenza che intanto bandisca la violenza ed il sopruso, come premessa che esistono le condizioni per proseguire nel virtuoso percorso fino alla soluzione ambita.

In Spagna la Catalogna ritiene di potere fare meglio per sé e come contributo alla comune unitaria convivenza, se le fossero riconosciuti gradi di autonomia maggiori, senza ergersi come entità statualmente autonoma.

Se queste premesse sono reali una politica saggia dovrebbe passare dagli attuali atti di polizia, con conseguenze giudiziarie che limitano le libertà personali, a riflessioni comuni che raccolgano quanto di positivo esiste, dando loro la concretezza già possibile adesso e suscettibile di sviluppi a venire.

5 apr 2018

E si potrebbe proseguire.

Sento e leggo che per quanto sa e può la sinistra dovrebbe ridefinire il proprio ruolo nel mondo che cambia.

Dico la mia senza pensarci tanto su per quanto riguarda l'Italia, rifacendomi semplicemente ai principi dettati dalla Costituzione.

Il primo dei quali è di operare tenacemente e senza tregua per attuare il diritto-dovere di lavorare tutti. Poi dare concretezza pratica ai diritti-doveri inderogabili di ognuno di praticare la solidarietà politica, economica, sociale.

Rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica, sociale.

Attuare praticamente le condizioni perché tutti possano contribuire al progresso materiale e spirituale della società.

Promuovere e sviluppare cultura, ricerca scientifica e tecnica e valorizzare il patrimonio storico-artistico.

Dare asilo allo straniero al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla nostra Costituzione.

Lavorare in ambiti e istituzioni sovranazionali, ad iniziare dall'Unione Europea, affinché siano assicurate pace e giustizia tra le Nazioni.

Garantire il diritto a professare liberamente la propria fede religiosa ed esercitarne il culto in privato o in pubblico.

Realizzare per gli stessi lavori la parità di retribuzione tra donne e uomini.

E si potrebbe proseguire.

Aggiungo soltanto: realizzare uno Stato snello ed efficiente nei servizi erogati e testimone nell'avvicendarsi democratico al governo del Paese che la priorità di realizzare il dettato costituzionale è impegno comune.

Senza se e senza ma.

I modi ed i tempi saranno quelli espressi dalle forze politiche che di volta in volta vi porranno mano. Innovando l'innovabile alla luce del nuovo che si proporrà.

Così la sinistra.

La destra restando nell'imprescindibile alveo costituzionale sarà più portata a conservare.

Consapevoli che si può essere sereni, contenti, felici solo se si opera per esserlo tutti.

 

29 mar 2018

Comandare e governare.

Le difficoltà a fare partire la nuova legislatura dopo i risultati delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 sono numerose e importanti soprattutto perché non si hanno precedenti cui rifarsi e stanno cambiando molte cose nel modo di fare politica, sulla spinta di problemi ritenuti vitali da un rilevante numero di cittadini.

Il tutto si può riassumere nel fatto che gli elettori hanno chiesto direttamente e con insistente consapevolezza che la politica risolva i loro problemi; ed i partiti a questo devono rispondere in relazioni ai ruoli e poteri scaturiti dai risultati delle elezioni.

Un potere che va utilizzato tenendo presente la differenza tra comandare e governare in democrazia.

Comandare significa in sostanza proporre un programma ed una squadra che lo porti avanti da protagonista, con dei comprimari non indispensabili che accettano questo ruolo in cambio di qualche contentino.

Governare significa accordarsi con altri co-protagonisti indispensabili per costruire una maggioranza con un programma auspicabilmente di legislatura e si organizzi per attuarlo.

Va da sé che questa seconda modalità si addice alla situazione in cui ci troviamo, dove anche le opposizioni sono chiamate a svolgere un ruolo nuovo, certo sempre di controllo dell'attività della maggioranza, ma non con l'intento di dimostrarne a tutti i costi l'insufficienza e l'incapacità, quanto piuttosto sollecitarla, pungolarla con il meglio di sé a dare a sua volta il meglio. Cosicché siano gli elettori e non solo i partiti a orientare la politica affinché risolva i problemi dei più: persone, famiglie, aziende in difficoltà a causa di ingiusti trattamenti cui porre rimedio.

Ricordando sempre che trattare in modo uguale soggetti in partenza disuguali significa perpetuare le disuguaglianze, che invece vanno risolte per consentire a tutti di esprimere il meglio di sé.

E non mitizzare l'importanza delle tecnologie informatiche certamente utili e giovevoli per aiutare la politica, ma non sostituirla.

Se vogliamo, come dovremmo volere, che la politica continui ad essere parte essenziale della vita di ciascuno di noi.

 

28 mar 2018

Odissea di una famigliola.

L'Odissea di una famigliola che le vicissitudini della vita l'hanno costretta ad inventarsi un lavoro.

Geometra eclettico lui, ben diplomata lei, la primogenita sui vent'anni, diciassette il fratello.

Per anni fittavoli agricoli, gran lavoro con impegno anche in iniziative a latere: agriturismo, cascina didattica. Va tutto bene ma non hanno il pelo occorrente né il comando imperioso. Alla fine ce la fanno a chiudere in pareggio.

Ed ora che fare?

Dissodano a forza di braccia un terreno a bosco spontaneo ed impiantano un'aziendina di ortofrutta biologica. La primogenita si mette alla prova nel lavoro che gradisce: diventare brava pasticcera; il fratello aiuta i genitori nell'intrapresa: lavoro in serra, soprattutto di spalla al papà; la mamma vende i prodotti sui mercati con un banco essenziale.

Per trovare i posti va alla "spunta", cioè si presenta di buon mattino sui mercati e aspetta che i vigili urbani le diano un posto; alcune volte va a vuoto e rientra a casa senza potersi guadagnare la giornata. Con fatica riesce a farsi riconoscere la priorità che una legge della Regione Piemonte attribuisce alla vendita dei prodotti biologici.

Il plateatico, cioè quanto si paga per occupare il suolo pubblico sui mercati, è diverso da Comune a Comune: da pochi euro per ogni giorno di mercato fino a 25 euro nel capoluogo regionale. Un "pizzo" che nel loro caso supera spesso il 10% dell'incasso.

Con certosina pazienza e tenace determinazione riescono a tenere botta ed assicurarsi un posto certo sui mercati per tutti i giorni della settimana, non disdegnando di frequentare quelli distanti anche parecchie decine di chilometri dall'azienda.

Un'attenzione particolare viene prestata alle modalità con le quali si produce sui due ettari del fondo, innanzitutto migliorando le caratteristiche del terreno con prodotti naturali concimi compresi ed utilizzando sementi e piante di qualità. Poi il severo rispetto delle norme vigenti per prodotti biologici per quanto concerne parassiti e simili.

L'entusiasmo, la dedizione, la voglia, e la soddisfazione di riuscire stanno compiendo il miracolo, consentendo di guardare al domani con l'ottimismo della volontà.

 

22 mar 2018

Costi quel che costi.

Sono passati quarant'anni dal rapimento ed assassinio di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana ed in predicato per diventarlo anche della Repubblica, per mano delle Brigate Rosse.

Un gruppo di forsennati che tenne sotto scacco lo Stato negli anni settanta del secolo scorso.

Chi ne orientò effettivamente l'azione, o le manipolò o interferì, non è tutt'ora certo; la tragica vicenda dello statista si inquadra in questo contesto.

L'intervista al figlio Giovanni ("la Repubblica" 13 marzo 2018) dà conto di come stanno le cose e termina così: "Ma oggi lei è più interessato alla verità o alla giustizia? La verità è l'unica forma di giustizia possibile. È la verità che fa giustizia" risponde Giovanni.

La verità con la "v" minuscola, perché quella con la "V" maiuscola non è di questo mondo.

Quindi è questa verità che dobbiamo continuare a cercare, soprattutto tenendo conto del lavoro istituzionale che Aldo Moro stava compiendo: quello di portare a responsabilità di governo il Partito Comunista di Enrico Berlinguer, che ad una delle assise del comunismo mondiale affermò l'esaurirsi della spinta al cambiamento espressa da tale forza.

Quindi due precursori di politiche che oggi diamo per scontate ma che allora mettevano in discussione equilibri e interessi enormi.

Che non impedirono ad entrambi di fare quello che ritenevano necessario e giusto fare, consapevoli delle fatiche e dei rischi anche personali cui andavano incontro. Mettendo al primo posto i vantaggi che ne derivavano in termini di equità e giustizia sociale e di applicazione e realizzazione della Costituzione.

Idealità forti e menti eticamente motivate e determinate, così da annoverare Aldo Moro ed Enrico Berlinguer tra quanti ne onorarono il dettato di svolgere le funzioni loro affidate" con disciplina ed onore".

Costi quel che costi.

15 mar 2018

Amiamo.

Un insegnamento del Papa, un fatterello di vita quotidiana, parole di Ciriaco De Mita a "Che tempo che fa" RAI 1 dell'11 marzo scorso confermano che i sentimenti con la capacità di amare al primo posto, la fiducia nei rapporti tra le persone e la qualità dei pensieri sono elementi importanti su cui puntare per risolvere i problemi che ci angustiano.

Papa Francesco ha perentoriamente affermato: "Non lamentiamoci, amiamo: gli abbracci aprono il cuore". La fotografia a corredo lo ritrae abbracciato ad una persona di spalle che mi piace pensare donna di mezz'età.

L'amore come dono di sé per sé e verso gli altri apre il proprio cuore e sollecita l'altrui: un sentimento che da personale diventa stile di vita coinvolgente.

Alla portata di chiunque purché lo si desideri e pratichi negli atti normali, comuni, quotidiani, induce virtuosa emulazione.

Un collaudato rapporto fiduciario tra due persone è venuto meno per un atto affermato da una e negato dall'altra

Le implicanze di ciò hanno coinvolto altre persone chiamate poi a decidere che fare. Gli elementi a disposizione non consentivano di provare come effettivamente stessero le cose.

Nel dubbio queste persone hanno proposto alle due direttamente interessate di confermarsi fidenti l'una dell'altra, di migliorare alcune procedure e puntare sulla irreprensibilità dei rispettivi comportamenti; irreprensibilità considerata un valore da praticare e salvaguardare e capace di dimostrare nel tempo che quanto avvenuto tra loro è stato un imponderabile.

Ciriaco De Mita democristiano di lungo corso con importanti ruoli ricoperti nel partito e nelle istituzioni, ha attribuito alla penuria di pensieri di adeguata qualità le attuali difficoltà della politica e dei partiti che ne sono l'espressione. Ha poi raccontato di un suo cordiale conversare con Gorbaciov e sua moglie, durante il quale l'allora Presidente dell'Unione Sovietica a proposito di valori, si domandò: ma cos'è una persona senza spiritualità?

 

8 mar 2018

Per quanto ne capisco.

Provo a dire per quanto ne capisco.

Domenica 3 marzo scorso gli elettori hanno scelto di mettere alla prova di governo la coalizione di centrodestra a trazione Matteo Salvini ed il M5S con leader Luigi Di Maio.

Affidando alla coalizione di centrosinistra col Partito Democratico – insieme con quanto sta alla sua sinistra a partire da Liberi e Uguali – il ruolo di oppositori.

La prova inizierà con l'elezione da parte del Senato del suo Presidente; analogamente per quanto concerne la Camera dei Deputati.

E proseguirà con l'incarico del Presidente della Repubblica ad una persona – verosimilmente di una delle due forze politiche menzionate oppure di uno dei presidenti dei due rami del Parlamento – di esplorare la possibilità di mettere insieme una maggioranza capace di esprimere un governo da sottoporre al voto di fiducia del Parlamento unitamente al programma che intende realizzare.

Programma magari ambizioso, una sorta di miracolo, oppure più modesto ma essenziale, consistente nella messa a punto della legge elettorale vigente ov'essa non ha portato al risultato di eleggere una maggioranza ed una opposizione di legislatura.

Dopodiché si andrà a nuove elezioni auspicando di ottenere questo risultato. Da utilizzare anche nel tempo a venire, cioè maggioranza e opposizione che si alternano alla guida del Paese con naturalezza, considerando le differenze uno stimolo positivo e la diversità dei programmi come capacità di esprimere il meglio nel momento dato, dal punto di vista degli interessi generali e del bene comune.

Accorti nel fare tesoro soprattutto degli errori per non ripeterli; senza privarsi del contributo degli erranti che se ne fanno carico.

Con la Costituzione come stella polare per tutti, indigeni e migranti.

E la presenza da protagonisti nell'Unione Europea in divenire; a sua volta protagonista continentale nel mondo globale.

 

5 mar 2018

A votare un'altra volta ?

Si accennano gli esiti di massima delle elezioni politiche tenutesi domenica 4 marzo 2018.

Ha votato quasi il 73% degli elettori.

Il M5S ha conseguito un risultato poco oltre il 32% dei voti.

La coalizione di centrodestra ha ottenuto circa il 37% dei voti.

La coalizione di centrosinistra ha ricevuto circa il 22,9% dei voti.

A Liberi e Uguali è andato il 3,3% dei consensi.

Buona la percentuale dei votanti.

In linea con le previsioni il risultato del M5S.

Nel centrodestra la Lega di Salvini ha ottenuto più voti di FI con Berlusconi: Sotto le attese Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

Meno voti di quanti attesi, previsti, auspicati, sperati e forse meritati per il centrosinistra, con una flessione più accentuata del Partito Democratico votato da poco meno del 20% degli elettori.

Modesto il risultato di Liberi e Uguali.

Nessuna forza politica ha ottenuto la maggioranza in Parlamento. Occorreranno quindi intese tra forze politiche da cercare con modalità costituzionali che fanno capo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Queste intese dovranno essere confermate dal voto di fiducia del Parlamento sul governo che ne scaturirà.

Nel frattempo il governo Gentiloni continuerà a lavorare per gli affari correnti.

Qualora non si pervenisse ad intese tra le forze politiche e non si riuscisse a formare il nuovo governo si andrebbe a votare un'altra volta.

In tale eventualità sarebbe utile mettere prima a punto l'attuale legge elettorale in quelle parti dove ha manifestato squilibri e inadeguatezze.