19 mar 2019

Un modo rivoluzionario che non ha precedenti.

Tre donne alla ribalta del Mondo che deve cambiare perché la Terra non perisca per l'inquinamento dell'acqua, dell'aria, dell'aumento insostenibile della temperatura ambientale, per gli stili di vita ed i rapporti inadeguati tra le persone ed i popoli.

Greta Thunberg. Ragazzina che testimonia personalmente quanto ha capito si deve fare e senza perdere tempo per salvarci. E viene assunta come riferimento ineludibile, considerando che non si parte da zero.

Jacinta Ardern, la premier neozelandese che testimonia il suo dolore alla comunità islamica indossando il velo e chiedendo perdono per la strage ordita da persone cui l'odio ha obnubilato ogni facoltà umana, uccidendo decine di persone in preghiera e ferendone di più, vantandosene.

Aleksandra Dulkiewicz nuova sindaca di Danzica (Polonia) dopo che il suo predecessore Pawel Adamowicz è stato ucciso durante una campagna a dire poco ostile da parte di media asserviti al potere centrale in deficit di democrazia, parlando con i giornalisti per la prima volta da sindaca ha detto: “Dobbiamo essere buoni e gentili, dobbiamo sorridere, cedere la precedenza quando guidiamo l'automobile, perché gli abitanti di Danzica sono portatori di Bene intrinseco a ogni persona e sono quindi in grado di comportarsi di conseguenza”.

Quanto sopra e successo quasi in contemporanea e va ascritto a livelli di consapevolezza collettiva e diffusa con un salto di qualità ed in estensione ancora tutto da capire.

Ora tocca alle istituzioni a tutti i livelli farsi carico dei problemi denunciati ed operare per la loro soluzione

Con la mobilitazione inedita come coraggio, forza d'animo, disponibilità all'impegno perseverante e consapevole, bandendo ogni violenza, privilegiando sapere e sapere fare, con senso di responsabilità, in modo educato, tanto da indurre gli interlocutori riottosi ad emulare per non essere da meno.

Un modo rivoluzionario che non ha precedenti nella storia dell'umanità, quindi stimolante ed intrigante oltre ogni aspettativa. Da vivere da protagonisti mentre si fanno le cose normali di tutti i giorni.

Parte di un tutto che contribuisce a cambiare il Mondo in meglio, mettendoci il meglio di ciascuno, valorizzandolo.

Con una naturalezza che ha dell'incredibile.

Mettiamo pure in conto avversità.

Ci sono le condizioni per considerarle addirittura un ulteriore stimolo a fare bene.

 

15 mar 2019

Archeologia.

È successa una cosa importante che merita di tornarci su con un (bis): si è laureato con lode in Ateneo un po’ lontano per le mie gambe e gola un nipote.

Così ho atteso la notizia da casa.

Intanto in archeologia, cose da “Machu Picchu” se fossimo in Perù; ma nessuna invidia, semmai invidiati noi a disporre di alternative una migliore dell'altra.

Per l'interessato una sorta di scelta di vita che non ammette repliche.

Andandoci a mettere mani e testa prima possibile; non disdegnando di procurarsi le risorse occorrenti facendo il cameriere di sera in coppia con la fidanzata, ed altri lavoretti così.

Convincendosi strada facendo sulla utilità di rendere accattivante la sua esperienza per giovani che non s'accontentano di quanto propone il mercato.

Quindi disposti  a tentare, provare, investire, raccontando, raccontandosi.

Una tesi così inconsueta più da Gianni Rodari che da scopritore di chissà quali novità nella disciplina scelta. Suscitare curiosità, interesse partendo da inconfutabili traguardi già raggiunti: il Museo Egizio di Torino già alla pari con quello del Cairo.

Immagino con Relatore ambito che aiuta e lascia fare, interviene per stimolare qualità dove c'è interesse. Ed il Museo che si presta al divenire della Tesi, al suo farsi, definirsi.

Con la voglia così grande di fare bene ciò che piace, cui s'aggiungono consapevolezze, autostima che convincono si stia facendo la cosa giusta.

Fino al punto da attendersi addirittura la lode? Si! Lode meritatamente ricevuta.

Come dote da cui ripartire per una vita lieta, piena, gratificante e soddisfacente per sé e quant'altre persone potranno giovarsene nel tempo.

14 mar 2019

Albatro di Laysan.

La più matura femmina di albatro di Laysan, a rischio estinzione, ha prodotto, covato e fatto schiudere a settant'anni suonati un pulcino considerato raro, forse unico evento del genere. Segnale vitale dello strapazzato pianeta Terra cui riferirsi per continuare a fare la propria parte con fiducia.

Per il governo M5S-Lega si tratta dell'ineludibile decisione sì o no alla TAV, che quando si leggerà questa paginetta sarà già stata presa.

In proposito si dispone delle necessarie occorrenti informazioni perché sia sempre ben presente l'interesse generale ed il bene comune, faro che deve guidare  ogni decisione.

Manuel Bortuzzo è la giovane promessa del nuoto italiano ferito poco più di un  mese fa da un colpo di pistola che gli ha paralizzato le gambe. Ha ripreso a nuotare in convalescenza.

Volontà ferrea, impegno, determinazione, autostima sono qualità che giovano non poco a ricuperare quanto possibile della funzionalità della parte del corpo che ha patito la violenza.

Lasciare nulla di intentato è giusto, meritorio, doveroso.

Nicola Zingaretti neosegretario Nazionale del Partito Democratico ha iniziato a lavorarci affinché diventi strumento per l'emancipazione di quanti non hanno altre possibilità per manifestare i propri bisogni, esigenze, necessità e far sì che trovino soddisfazione.

Realizzando convergenze che aiutino le cose buone e utili a camminare spedite. Guadagnandosi in questo modo fiducia e stima diffuse e una partecipazione come scuola di vita.

Preoccupa infine il pervicace ancoraggio del centrodestra parlamentare ad una concettualità e pratica retrive e superate. Che individuano la sicurezza nella disponibilità di armi personali e di leggi che ne facilitino l'uso, anziché rifarsi a moderni buoni rapporti tra le persone e le genti ed alla prevenzione.

 

8 mar 2019

In possesso di regolare biglietto.

Il mattino di qualche settimana fa in possesso di regolare biglietto di viaggio frequento, dopo parecchio tempo, la stazione ferroviaria di Asti

Sottopasso di accesso ai binari interamente rimesso a nuovo con ascensori; tutto in ordine e perfettamente funzionante. Un plauso.

Servizi igienici. Sulla porta un  addetto con sgargiante pettorale: l'entrata costa un euro, legga è anche scritto lì.

Se penso però che in Africa con un euro si sopravvive un giorno ...

Ma qui non siamo in Africa.

Certo, certo però mi pare esagerato: pipì, rinfrescarsi il viso, un sorso d'acqua, per chi ha poco è tanto. Vedrò di aggiustarmi in altro modo.

Arrivederci.

Al binario 1 un altro addetto, analogo pettorale, motorino a mo’ di zaino che aziona un soffione. Puntiglioso percorre il marciapiede rimuovendo foglie secche e pattume che indirizza sul binario.

Respirando lui per primo poi altri nei pressi il pulviscolo sollevato in quantità.

Non sarebbe meglio aspirare anziché soffiare, depositando il tutto negli appositi contenitori  per lo smaltimento?

Leggo che sono aumentate le bollette di servizi essenziali: luce, gas, acqua, senza che gli utenti riescano a comprendere i motivi di questi rincari, sia nel merito che per l'astrusità del linguaggio ricorrente, tipo: “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”.

Il libero mercato significa che i deboli sono alla mercè di chi fa e disfà a suo piacimento?

 

6 mar 2019

Intrigante quindi ragionarci.

Nella storia della giovane Repubblica democratica Italiana non si era mai verificato che nel breve volgere di un anno – marzo2018, febbraio 2019 – una formazione politica perdesse fino al 60% dei consensi, pari a 500mila voti circa.

È capitato al M5S nelle elezioni regionali in Abruzzo e Sardegna tenutesi nel mese di febbraio scorso a distanza di 15 giorni l'una dall'altra, rispetto alle politiche del 4.3.2018.

Una marea di elettori: donne, uomini, giovani e anziani che prima premiano poi stigmatizzano in modo eclatante un esperimento politico che tante aspettative ha suscitato, anche per le inconsuete modalità dell'annunciarsi, farsi e divenire.

Intrigante quindi ragionarci per capire perché è successo.

Intanto si tratta di un lavoro positivo che ha portato tante persone ad occuparsi di politica, con immancabili inconvenienti dei neofiti di fronte a problemi più grandi di loro, affrontati escludendo finora ogni contributo esterno.

Proiettati nella dimensione nazionale con preparazione ed esperienza inadeguate.

“Costretti” dal risultato elettorale ad assumersi responsabilità di governo.

Indotti dalle circostanze ad accontentarsi di un partner, la Lega, con un vincolo contrattuale, anziché alleato con il quale condividere gioie e dolori,  con motivazioni accettabili e paritarie. Subendo poi il cinismo di vederlo lavorare più per sé che per il successo della comune impresa di giovare all'Italia ed agli italiani.

Fino al visibile deteriorarsi dei rapporti ed agli scontri sulle cose da fare, quando ed in che modo. Finendo di decidere male o non decidere. Denotando così volontà debole che mal s'addice con ruoli di governo, specie di alto livello.

Invischiati nella vecchia logica del “do ut des”, venendo meno a principi basilari del Movimento.

Promettere senza potere mantenere per ricuperare consensi.

Ritenere erroneamente che il potere sia un valore in sé da mantenere comunque se lo si ha.

Considerare i migranti come accidenti anziché come fenomeno perdurante da governare con l'Europa Unita, lavorandoci

Intrapreso rapporti con governi retrivi con deficit democratici, anziché sviluppare quelli storici coi quali s'è dato vita all'Unione Europea.

Conseguentemente è venuta repentinamente meno la fiducia degli elettori verso gli eletti ed il Movimento.

Rimediarvi è la prova di maturità cui assoggettarsi di buon grado.

 

5 mar 2019

Già trovare la coda m'ha fatto piacere.

Domenica mattina 3 marzo scorso ho votato alle primarie del Partito Democratico per l'elezione del Segretario Nazionale.

Già trovare la coda m'ha fatto piacere, cui s'aggiunge che a dare una mano al seggio c'era il giusto mix di genere e di età: efficienti, competenti, di buon senso.

Dopo di che sono passato in edicola per il giornale, rispondendo sì all'amico edicolante che mi chiede se avevo già votato; al quale domando a mia volta se lui voterà: i tre candidati sono uguali, uno vale l'altro quindi è inutile che io voti perché cambierà nulla, la sua risposta.

Invece cambia e come le cose, obietto, perché ognuno di noi è unico e irripetibile, votare è importante sia a queste primarie che in generale a tutte le competizioni elettorali.

Infatti se non si vota la scelta sarà irrimediabilmente monca, priva della partecipazione degli assenti, anche se di ciò non si avrà immediata percezione.

Come sono andate le cose è ben sintetizzato nella vignetta di Giannelli nella prima pagina del “Corriere della Sera” di lunedì 4 marzo intitolata “La piattaforma del PD”: un podio in acque agitate con Zingaretti n. 1 (con circa il 70% dei voti del milione e mezzo di elettori ) che si tiene alle spalle di Martina n. 2 e Giachetti n. 3 (che si dividono il restante 30%). Si suppone che per entrambi ci saranno ruoli che consentiranno di avvalersi della loro esperienza, capacità e disponibilità.

Anticipando gli auguri per la Festa delle Donne cui m'associo, il Torino Calcio ha consentito il loro ingresso alla partita Toro-Chievo pagando simbolicamente un euro.

Irriducibile e mai domo il Chievo anche dopo il gol di Belotti.

Costanza, tenacia, impegno senza risparmio da parte dei giocatori; capacità dell'allenatore di impiegarli  con compiti che si addicono alle caratteristiche di ognuno, di impostare il gioco tenendo conto di come operano gli avversari e scoprendone i punti deboli. Praticando sempre un gioco accettabile, spesso divertente.

Meritevole perché se la gioca in campo, dimostrando di avere compreso e metabolizzato la penalizzazione di alcuni punti con decorrenza dall'inizio del campionato.

 

27 feb 2019

Boutade ?

Il nostro governo fa la politica del giorno per giorno a tamponare, senza un occhio al domani come prospettiva di riferimento e per capire dove s'intende andare. Ministri con la felpa che fa comodo al momento, o in doppiopetto che non si sa se parlino come tali o come capi di partito in permanente campagna elettorale. Che dicono, disdicono, si contraddicono, imperturbabili.

Non si riesce nemmeno più a distinguere la “boutade”, l'esagerazione della propaganda elettorale dal serio lavoro politico che significa risolvere i problemi dell'Italia e degli Italiani con l'Europa, lavorando insieme agli altri Stati che ne fanno parte: in particolare Germania, Francia, Spagna, che con l'Italia dell'Europa Unita sono stati i precursori.

Per avere un quadro di come stanno le cose si può leggere l'editoriale del direttore uscente de “la Repubblica” Mario Calabresi e del direttore che gli subentra Carlo Verdelli sul giornale del 19 e 20 febbraio scorso.

Tre le priorità a livello planetario vi è ormai quella di una più equa ripartizione della ricchezza prodotta, tra quanti  hanno contribuito a realizzarla ed i meno favoriti; si tratti di pecunia e/o di opportunità che attraverso il lavoro consentono di migliorare la propria condizione personale e familiare di vita.

Dalla buona riuscita di questa operazione dipenderebbe addirittura la pace sociale nei singoli Stati e la pace tra gli Stati stessi.

Ne tratta Thomas Piketty su “la Repubblica” del 19 febbraio scorso rifacendosi alla proposta della senatrice democratica statunitense Elizabeth Warren che insegna diritto all'università di Harvard, di introdurre nell'ordinamento una imposta patrimoniale progressiva del 3-4% sulle grandi ricchezze. Tenendo conto che negli Stati Uniti c'è già una tassa di successione che incide per il 70% sui  patrimoni ingenti.

La totalità del gettito che consegue sarebbe destinato a ridurre le disuguaglianze che sono cresciute negli ultimi 40 anni negli Stati Uniti come in altri Stati democratici con economie di mercato, avendone beneficiato un'alta percentuale di già benestanti a scapito della maggioranza della popolazione rimasta a stecchetto o quasi.

La senatrice proponente e gli esperti con cui sta collaborando ritengono che a beneficiarne indirettamente sarà l'intera società perchè l'aumento del denaro in circolazione è di stimolo per l'economia.

Si lavora perché la proposta assuma il centro del dibattito non solo negli Stati Uniti.

 

Basterà il "contratto di governo" ?

Per le elezioni regionali in Sardegna del 24 febbraio scorso si potrebbe ripetere quanto scritto a proposito di quelle in Abruzzo di due settimane fa, con qualche differenza non da poco: il M5S ha perso ancora più voti; la Lega ne ha guadagnati assai meno di quelli ipotizzati e sperati.

Ma veniamo ai numeri.

Ha votato solo il 53,7% degli aventi diritto.

I candidati alla presidenza della Giunta in base ai risultati di 1731 sezioni su 1840, (possono ancora cambiare di poco le percentuali senza incidere sulla sostanza) hanno ottenuto i seguenti risultati:

-         Solinas, centrodestra, ha vinto con il 47,8% dei voti;

-         Zedda, centrosinistra, secondo con il 32,9%;

-         Desogus M5S, terzo con l'11,2%;

-         Maninchedda, quarto con il 3,4%

-         Pili, quinto con il 2,3%;

-         Murgia, sesto con l'1,8%;

-         Legis, ha ottenuto lo 0,6%.

Il M5S ha perso circa 300mila voti rispetto alle elezioni politiche del 4.3.2018.

Il Partito Democratico è il primo partito dell'Isola con il 13,5%.

La Lega è il secondo con l'11,5%;

Il M5S è il terzo con il 9,7%;

Forza Italia è quarta con l'8,2%.

Penalizzato ormai senza freni il M5S, premiate le coalizioni (formata da ben 11 formazioni quella di centrodestra).

Zedda sindaco di Cagliari ha retto bene il confronto consentendo al Partito Democratico di ricuperare e di essere il più votato.

A differenza delle elezioni in Abruzzo la Lega ha dato un normale apporto di voti alla coalizione di centrodestra ma non così determinante: là il 27,5%, qui l'11,5%.

Solo Dio sa come la Lega potrà continuare a stare al governo dell'Italia contribuendo a deprimere il M5S che, ricordiamolo, ha in Parlamento oltre il 30% mentre la Lega solo il 18% circa.

Basterà il “contratto di governo”?

Per certo l'Italia trarrebbe giovamento da un fisiologico ricambio dei governi a tutti i livelli istituzionali a partire da quello nazionale, interpretando al meglio problemi ed esigenze e traducendoli in progetti di sviluppo armonico in cui maggioranze ed opposizioni diano il meglio di sé per il bene comune e l'interesse generale.

Disciplinandosi e subordinandosi come forze politiche con coraggio e generosità per fare cose buone e giuste con “disciplina ed onore”. (art 54 Costituzione).

 

20 feb 2019

Medico, antifascista, Partigiano.

Di fronte alla montagna di notizie importanti già scegliere quelle più interessanti, utili, meritevoli è un'impresa.

Dopodiché si procede.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha graziato tre uomini in carcere per avere ucciso: due la propria moglie, uno un figlio.

I primi due perché le loro mogli molto amate erano ammalate e sofferenti da tempo, ormai sul crinale “vita non più vita”, penosi, inumani calvari.

Per il figlio oggetto di amorevoli attenzioni e cure straordinarie, ciò nonostante drammaticamente e irrimediabilmente dipendente dalle droghe insopportabilmente a scapito della vita dei suoi dediti congiunti.

Alle persone graziate il carcere aggiungeva al tormentone detentivo quello coscienziale di avere portato la morte alle persone amate.

Da parte del Capo dello Stato un atto di grande umanità che consente agli interessati di affrontare serenamente il rapporto tra se stessi e le persone amate; intatto, inviolabile e non interrotto dalla morte il legame intimo e unico da sempre in atto tra loro.

È morto Adriano Ossicini, aveva 99 anni. Medico, antifascista, Partigiano.

Durante la Resistenza nascose e salvò numerosi ebrei  all'ospedale Fatebenefratelli di Roma presso cui esercitava.

Senatore della Sinistra Indipendente eletto nelle liste del PCI, con Gruppi autonomi sia in Senato che alla Camera dei Deputati.

Ministro del governo Dini sul finire del '900.

Uomo di fede e di elevata spiritualità, applicate nelle scelte quotidiane di vita. Costruttore di intese e di accordi volti a realizzare il possibile storico di bene comune e interesse generale.

Prodigo nell'utilizzare  credibilità e autorevolezza di cui godeva  per aiutare i bisognosi.

Insegnò e testimoniò con coerenti scelte di vita i valori: libertà, solidarietà, fede religiosa; precorse i tempi fino ad assumere posizioni “da sovversivo”.

Con la Chiesa del Concilio Vaticano II.

Operò sintesi politiche d'avanguardia fondandole sulla fiducia, preparazione e capacità di assumere responsabilità.

14 feb 2019

Pettorali gialli.

Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati, terza carica alto istituzionale dello Stato, non poteva essere più chiaro e netto qualche settimana fa a “Che tempo che fa” intervistato da Fabio Fazio.

Ha detto sostanzialmente che il M5S è trasversale ai riferimenti ideologici sinistra, centro, destra; pragmatico e fa le cose che reputa lo caratterizzino, con chi ci sta, inventando se occorre un “contratto di governo” come l'attuale in corso con la Lega. Nel quale non c'è la TAV – galleria con linea ferroviaria ad alta velocità per persone e merci da Torino a Lione – perché il M5S è da sempre contrario e tale resta.

Quindi aspettiamoci che il Ministro competente, che dispone dello studio costi-benefici nel quale risulterebbe non conveniente l'esecuzione dell'opera, emani il provvedimento di sospensione dei lavori in corso sul versante italiano; mentre su quello francese e più in generale sul resto non si sa cosa succederà.

Non si conosce in quale veste e per fare cosa il vicepresidente del Consiglio Di Maio insieme al signor Di Battista abbiano recentemente incontrato un leader estremista dei “pettorali gialli” in Francia suscitando un vespaio politico-diplomatico. Sembra che ci si muova a tentoni senza sapere se e cosa di buono e utile ne ricavi l'Italia.

Quanto sia importante sapere le cose per avere chiaro il che fare quando tocca a ciascuno di noi, è ribadito da una inedita iniziativa del quotidiano Washington Post che ha speso qualche milione di dollari per sponsorizzarsi nel corso della finalissima di football americano. Ritenendosi parte integrante del sistema informativo libero da salvaguardare per una democrazia sempre più consapevole e sviluppata negli Stati Uniti.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha invitato il governo italiano a schierarsi per la democrazia in Venezuela, superando incertezze e titubanze che hanno caratterizzato le prime dichiarazioni dopo l'auto proclamazione di Guaidó capo dell'opposizione parlamentare a presidente “ad interim”. Per indire le elezioni anticipate del nuovo presidente al posto di Maduro che ha portato il Paese alla penuria del pane e di altri generi alimentari di prima necessità, e ad un'inflazione così alta da renderne ulteriormente problematico l'acquisto.

13 feb 2019

Abruzzo.

Ogni elezione è un importante fatto a sé; assumerlo a paragone fuori dal suo contesto può risultare arbitrario. Non fanno eccezione le recenti elezioni regionali in Abruzzo. Elementi utili che aiutino a capire orientamenti di carattere generale se ne possono comunque trarre.
Mi atterrò quindi a questo schema.
Ha votato solo il 53,7% degli aventi diritto, nonostante si tratti di una realtà relativamente piccola ben nota agli elettori.
I candidati a presiedere la Giunta ed i relativi risultati:
  • Marco Marsilio, centrodestra, ha vinto con il 48% dei voti;
  • Giovanni Legnini, centrosinistra, secondo con il 31,3%;
  • Sara Marcozzi, M5S, terza con il 20.2%;
  • Stefano Flajani, CasaPound, ha ottenuto lo 0,47%.
Il centrodestra ha guadagnato circa 30mila voti rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Il centrosinistra ne ha guadagnati circa 45mila. Il M5S ne ha persi circa 200mila, cioè quasi la metà.
Sintetiche considerazioni.
Le coalizioni tra forze politiche omogenee hanno giovato elettoralmente. Presentarsi da soli ha penalizzato; per il M5S s'aggiunge lo scontento per i risultati ottenuti stando al governo rispetto alle promesse fatte in campagna elettorale. Nonché inadeguatezze politiche, avventurose decisioni, alcune sbandate.
Nella coalizione di centrosinistra il Partito Democratico ha interrotto il calo di consensi; per certo hanno giovato anche le buone qualità del candidato presidente.
Non altrettanto si può dire per Forza Italia che col 9% di consensi ottenuti continua il declino, nonostante il ritorno di Berlusconi.
L'apporto più consistente alla vittoria del centrodestra è stato fornito dalla Lega che ha raccolto il 27,5% dei consensi; pur restando al disotto dei sondaggi che le attribuivano oltre il 30%. I motivi di questo successo, cui non s'accompagna altro di particolarmente positivo fatto stando al governo, vanno forse ricercati nella forte personalità del suo leader politico, unita ad una sfrontatezza capace di ricavare  dalle situazioni  istituzionali e non il meglio elettorale per sé ed il suo partito.
Nel complesso gli elettori hanno premiato le coalizioni cioè il lavoro di mettere insieme realtà diverse ma omogenee su valori e principi di fondo, indicando il positivo superamento del partito bastevole a sé ed all'Italia.
Riconoscendo il pluralismo delle idee, voci, volontà per una democrazia costituzionale moderna, attiva, progressista, sociale, solidale ed in divenire.
Da tradurre in conseguente buona politica con atti reali e concreti di giustizia distributiva di risorse, opportunità e potere, attuata con perseverante, generosa, fattiva, ininterrotta dedizione
Alternandosi fisiologicamente al governo del Paese, con l'Europa casa comune nel Mondo globale.

8 feb 2019

Donne e uomini.

Gli uomini perseguitano, angariano, uccidono donne; non so se più o meno di un tempo. M'auguro sia meno; nel qual caso sarebbe comunque ancora male, malissimo, drammaticamente inaccettabile.

Azzerare questi comportamenti dev'essere l'obiettivo; che dobbiamo porci tutti iniziando dagli uomini.

Ne tratto da tempo, avendo incontrato ed incontrando nel corso della mia esistenza perlopiù persone di qualità, in particolare donne. A partire da mia mamma poi mia moglie.

Amata la prima perché m'amava con attenzioni e sensibilità proprie e particolari, anticipando addirittura i miei desideri. Mia moglie perché dovevo dimostrarle di meritarla; ed è ancora così.

Le altre donne con reciproci ruoli meno impegnativi: amiche, colleghe, conoscenze nei confronti delle quali ho provato e provo riconoscenza, affetto e desiderio di corrispondere a quanto s'attendono da me, lieto di esserne corrisposto.

Donne e uomini: “flirt” d'assaggio da proseguire con approcci sempre commendevoli e condivisi e relazionati agli scopi per cui si è incontrati.

Quando ci sono sviluppi ulteriori che sfociano in una comune scelta di vita di coppia e familiare con tutte le implicanze che ciò comporta, scattano reciproci e più impegnativi ruoli cui mantenere fede senza se e senza ma.

Fedeltà alla parola data, monogamia, rispetto e fiducia reciproca e tutto quanto s'aggiunge di buono, di bello, stimolante e piacevole che solo il miracolo dell'amore può generare nel corpo e nell'anima di quanti amano.

Se poi arrivano figli l'occuparsene significa operare perché sviluppino al meglio se stessi in divenire sempre, unicum interagenti giovevoli a sé, altruisti e solidali.

Se ad un certo punto di questo percorso uno dei due si ritrova meno contento di quanto gli necessita per continuare, ne parla con l'altro/a (parlarsi spesso è sempre necessario, farlo in circostanze problematiche è essenziale) chiedendo aiuto per capire ed eventualmente correggersi e/o aiutando l'altro a farlo.

Va da sé che se ci si parla è sempre possibile trovare soluzioni condivise ai problemi che si presentano, rinvigorendo addirittura l'intesa e l'amore che sostengono l'unione.

Se però mettendocela tutta la soluzione non si trova occorre prepararsi con umano e civile senso di responsabilità alla separazione, avendo cura di privilegiare le esigenze della prole, specie se non ancora dotata della capacità e maturità di badare a sé stessa.

Così operando e difficile accumulare così tanto malanimo fino a coltivare propositi omicidi e portarli a compimento con lucida follia e crudeltà.

Alle istituzioni infine il compito di prevenire qualsiasi atto che pregiudichi, leda la normale vita altrui; la violenza in “primis” impedendo che produca esiti gravi o addirittura letali.

 

6 feb 2019

Dal netturbino al sommo scienziato.

Dalla rottura di tubi in alloggio sovrastante che per la terza volta hanno impregnato e danneggiato soffitti, muri ed altro sottostante, ho tratto ulteriore conferma che ciascuno deve sapere fare bene il proprio mestiere e risponderne.

Questo deve valere dal mestiere più umile e materiale al più impegnativo ed immateriale: dal netturbino al sommo scienziato.

La responsabilità di chi opera è di natura etica e funzionale ed aumenta con la complessità. Quella etica è massima se il lavoro è intenzionalmente trascurato per avvantaggiarsene in qualche modo.

Qualche esempio.

Il ponte Morandi a Genova è crollato perché le strutture in cemento armato e metallo hanno ceduto logorate dall'uso, e chi di dovere non è intervenuto per tempo.

La diga di detriti, scorie, scarti recentemente spazzata via dalle acque in Brasile era stata costruita così per risparmiare; non mettendo in conto i pericoli immanenti per persone e beni poi perite e travolti.

L'autoproclamazione di Guaidó, già capo dell'opposizione parlamentare, a presidente “ad interim” del Venezuela tende ad evitare che la situazione sociale già grave non degeneri e si giunga sollecitamente a libere elezioni.

Negare l'ormai conclamata relazione tra riscaldamento della Terra e consumo abnorme di combustibili fossili con conseguente grave turbamento di delicati equilibri naturali vitali, da parte di Donald Trump, segnala che egli non sa fare bene il lavoro di Presidente degli Stati Uniti.

La recrudescenza in Italia di episodi riconducibili alle ideologie fasciste e naziste lasciano intendere una noncurante sottovalutazione dal punto di vista della sicurezza dello Stato e dei cittadini da parte del Ministro degli Interni.

Trascurare gli interessi generali ed il bene comune per perseguire vantaggi elettorali da parte di responsabili alto istituzionali, anche nei riflessi diseducativi che si offrono dalla carica pubblica rivestita, induce a considerare inadeguata la loro capacità rispetto ai ruoli ricoperti.

Mantenere vigile il senso critico-propositivo aiuta a valorizzare il lavoro fatto bene; in particolare quello politico immateriale per natura.

Stigmatizzando quanto serve quello malfatto fino a farlo cessare.

27 gen 2019

Marisa Amato.

È morta Marisa Amato.

La sera del 3 giugno 2017 passava per caso con suo marito in piazza San Carlo a Torino quando la folla che seguiva su grandi schermi la partita di calcio Juventus-Real Madrid improvvisamente fuggì travolgendoli e causando a lei gravissimi danni che la lasciarono paralizzata.

Il suo calvario durò diciannove mesi durante i quali si dedicò alle persone nelle sue condizioni.

Con un sorriso amorevole perfino nei confronti di Torino che, seppure inconsapevole, la calpestò.

Persona bella di una bellezza cui Vito Mancuso nel suo recente libro attribuisce il merito inestimabile di suscitare, indurre, esprimere felicità.

Mentre Zygmunt Bauman ritiene salvifico per sé stessi e gli altri  amare senza riserve.

Un pensiero riverente e grato a Marisa ed ai suoi cari dolorosamente provati, e l'impegno a proseguire nel cammino tracciato da lei con l'esempio.

 

Non rivendicazioni né elemosine.

Il Mondo globale è attraversato dall'indilazionabile necessità di ridistribuire in modo più equo la ricchezza tra tutti gli abitanti che in qualche misura hanno concorso alla sua realizzazione.

Ricchezza intesa come disponibilità di risorse per una vita dignitosa lavorando, ma anche di opportunità per realizzare sé stessi.

Ridistribuzione ritenuta indispensabile per ottenere pace sociale ed il suo sviluppo nel tempo.

Da praticarsi tenendo conto delle realtà con cui si ha a che fare : già avviata e da proseguire e consolidare negli Stati avanzati, ancora embrionale od anche meno dove più problematiche sono le condizioni di vita.

Ponendo la solidarietà umana al primo posto per le decisioni politiche da assumere e la loro attuazione.

In Italia con i governi di centrosinistra qualche iniziativa seppure modesta è già stata realizzata.

Non rivendicazioni né elemosine dunque ma chi può aiuti quanti penano, con senso di giustizia ed attuando la Costituzione.

Questo vale anche per i migranti, umanità che fugge da guerre ed ataviche miserie, con tribolazioni, angherie e peggio prima di approdare in Europa. Evitando che a migliaia muoiano strada facendo.

Queste sono le priorità del nostro tempo, soprattutto per quanti hanno ruoli e responsabilità istituzionali e politiche ai vari livelli.

Questi devono essere  gli obiettivi prioritari del Partito Democratico rimesso a nuovo, escogitando soluzioni originali e coinvolgendo tutti i soggetti interessati.

Facendo concorrere ogni energia disponibile capace di produrre sviluppo solidale, bene e pace tra le persone, le famiglie, nella società, negli Stati e tra di essi.

Connotando con  questo modo di fare, la globalizzazione come luogo.dei problemi e delle opportunità per risolverli.

Non lasciando sola ed in angustie nemmeno una dei sette miliardi di persone che costituiscono l'intera odierna umanità.

21 gen 2019

Lei e lui al bar.

Lei e lui al bar, convenevoli, s'intuiscono amici che non si vedono da un po’; entrambi verso i cinquanta, una cioccolata calda lei qualcosa al rum lui. Nessuna vera al dito anche se oggi non significa più granché.

-       Qualche capello bianco in più,

-       Anche tu, e non li tingi,

-       Qualche acciacco, certo ma nulla che mi metta in difficoltà col lavoro e con altre cose che mi va di fare,

-       In particolare?

-       Aiuto chi è interessato a capire come vanno le cose oggi, perché se ne giovi la qualità della vita compresa la mia … una virtuosa catena di sant'Antonio senza pretese,

-       Già …,

-       Si arriva presto come ben sai ai temi politici: il bene comune e l'interesse generale e se e cosa si può fare per aiutare la buona politica, anche senza avere un impegno diretto con un partito o formazione politica,

-       Avverto che sei aggiornato e continui ad avere un concetto alto della politica: cioè mettere le mani nelle cose della vita, lavorando perché prevalgano quelle buone e così di continuo, perchè il bene ed il male competeranno sempre e nessuno dei due prevarrà definitivamente, almeno su questa terra,

-       Dici bene …,

-       Ne approfitto per chiederti cosa pensi della scelta di Silvio B. di presentarsi capolista di Forza Italia alle prossime elezioni europee, e del fatto che Matteo S. suo alleato nelle elezioni politiche del 4 marzo 2018 in Italia ne cannibalizzi l'elettorato e lo coinvolga in un progetto di destra in cui si riconoscono gruppi estremisti. E del ruolo del Partito Democratico nell'attuale contingenza politica,

-       Per Silvio B. si tratta di ricuperare un po’ di autostima dopo i disastri in  cui è incorso sia personalmente che come leader politico e istituzionale. Inoltre, anche la modesta percentuale di voti che i sondaggi  attribuiscono a F.I. contano perché confluiscono nel Gruppo dei Popolari contribuendo alla sua maggiore consistenza. Circa l'erosione di voti da F.I. verso la Lega mastica amaro ma per ora non è in condizione di impedirlo. Del resto, Matteo S. sta tentando di costruire una Lega di livello nazionale ed europeo su fondamenta inadeguate, nonostante spenda anche il lustro delle due cariche istituzionali di cui è titolare: ministro dell'Interno e vice presidente del Consiglio dei Ministri. Senza queste cariche e/o un risultato alle elezioni europee al disotto delle aspettative potrebbe aprire gli occhi a molti.

-       Abbi pazienza se la sto facendo un po’ lunga….

-       Ma dai …

-       Il Partito Democratico lavora per darsi un gruppo dirigente all'altezza della sfida ed un progetto per l'Italia che assuma il meglio da tutti quelli che vi partecipano. Le condizioni per farcela paiono esserci. Gli sviluppi dipendono dalla capacità di mobilitare i giovani sull'efficacia per loro di quanto si propone e si dimostra concretamente di sapere fare.

-       Grazie, condivido…. E non ti stupire: anch'io sto lavorando sulla stessa lunghezza d'onda!

 

16 gen 2019

Powel Adamowicz.

Powel Adamowicz sindaco di Danzica (Polonia) è stato ucciso a coltellate mentre  partecipava ad una iniziativa pubblica di beneficenza.

L'assassino è un giovane che urlava ossessivamente di vendicarsi di soprusi patiti.

Uccidendo un suo simile che proprio della difesa dei diritti umani aveva fatto la ragione della sua vita, iniziando con Solidarność di Lech Walesa.

Sindaco stimato dalla popolazione per la visione di città aperta, democratica, del dialogo, solidale anche nei confronti dei profughi in fuga da guerre e  ataviche povertà, contribuendo col proprio lavoro a realizzare obiettivi di sviluppo esemplari sul piano economico, culturale e dei rapporti tra i protagonisti della vita civile e dell'attività politica.

Di contrario avviso quindi rispetto al governo nazionale che pratica politiche che dividono e isolano rispetto ai migranti e ai diversi in generale, fomentando incertezza, sfiducia, paure, instabilità.

Fino all'odio che arma la mano assassina aggiungendo male al male in una spirale perversa di "chi semina vento raccoglie tempesta".

Che bisogna contrastare continuando l'opera di Powel Adamowicz, alimentando la spirale virtuosa che coinvolge quanti lo desiderano nella costruzione del "Bene Comune", riconoscendo ad ogni persona il diritto ad una vita dignitosa, cui s'accompagna il dovere di fare la propria parte al meglio con il lavoro, l'impegno e quant'altro occorre per raggiungere gli obiettivi, privilegiando il miglioramento della qualità della vita

Dimostrando coi fatti che comportamenti virtuosi inducono atti emulativi capaci di circoscrivere il male e vincerlo col bene, prodotto e veicolato svolgendo ognuno le ordinarie cose di tutti i giorni.

E che ciò si verifica a tutti i livelli dall'attività più umile a quella eccelsa; con modalità giovevoli a sé e ad altri con cui ci si relaziona.

Estensibili in tempo reale al mondo globale, perché frutto di una quotidianità che ha già cose in comune e sempre di più ne avrà.

Con la naturalezza con cui respiriamo l'aria nella quale siamo immersi.

 

14 gen 2019

Fréjus.

La galleria ferroviaria del Fréjus è stata fortemente voluta da Cavour circa 150 anni fa quando il traffico di merci e persone certamente non la motivavano,  invece la lungimiranza di Camillo Benso ebbe il sopravvento e l'opera si realizzò. In quel tempo l'ingegnere Sommeiller inventò addirittura il martello pneumatico per fare più in fretta e con meno fatica e pericoli.

Ora in questa galleria per ragioni di sicurezza si ridurranno ancora le già centellinate corse dei treni e la si chiuderà senza avere alternative adatte ai tempi.

Oppure l'alternativa è la Tav Torino-Lione ma allora smettiamo di litigare, troviamo l'intesa e pancia a terra per realizzarla senza  indugiare oltre.

Recentemente  Torino ha  ospitato una manifestazione pro-Tav alla quale hanno partecipato trentamila persone gremendo piazza Castello.

Per la sua realizzazione sono già in corso da tempo lavori sul versante francese e su quello italiano.

Raduni no-Tav si susseguono in Valle Susa con scaramucce che tengono impegnate la Forza Pubblica, ed il Tribunale di Torino per giudicare gli autori di reati vari.

Energie umane e denari spesi senza che giovino a risolvere il problema

Ed è un vero peccato perché gli elementi per decidere se proseguire o fermarsi paiono essercene a sufficienza

A breve dovrebbero ancora arrivare le conclusioni di uno studio sui costi e benefici dell'opera, sulla cui base il governo deciderà se fermarsi, con possibili contenziosi che avranno corso nel tempo, o proseguire e terminare secondo intese e contratti stipulati, portando anche un po’ di lavoro in una fase in cui se ne avverte la mancanza.

Si sente anche parlare di referendum cui sarebbero chiamate le popolazioni interessate dai lavori per eseguire l'opera, o quelle dell'intero Piemonte o altro ancora.

Consapevoli dell'immane lavoro fin qui svolto nel corso di lustri e rispettosi delle diverse opzioni che si confrontano, si reputa necessario ora un atto di generosità e senso di responsabilità da parte di chi lo può (deve?) compiere senza pensare ad altro che al bene pubblico ed all'interesse generale.

Dopo di che tornare Cincinnato, con la serena tranquillità di avere compiuto il proprio dovere.

10 gen 2019

La via della bellezza.

"I nuovi eroi" su Rai3 alle 20,25 propone persone normali che hanno fatto cose importanti circa il bene comune e l'interesse generale, forse dando retta più al sentimento che alla ragione. Merito loro certo, ma anche un po' di chi adesso le cerca e propone affinché raccontino e siano d'esempio.

Nella rubrica "Lettere di Corrado Augias" ("la Repubblica" 8.1.19) una donna ricorda il suo impegno nella sinistra a partire dal 1967 ed ancora perdurante, nonostante  i risultati siano stati inferiori alle attese. Ora però essa pretende dal Partito Democratico "un sacrificio minimo": che costituisca cioè un gruppo dirigente "capace di elaborare una visione del Paese giusta, progressiva  e creativa". Suggerirei l'aggiunta di "aggregando il meglio delle capacità assortite disponibili affinché il progetto si affermi e sviluppi vincente".

Ne "L'Amaca" Michele Serra ("la Repubblica" citata) si duole delle modalità inconsuete e sciatte adottate dalla Rai per conoscere,  avvicendare persone incaricate e personale di ruolo, fino ad immaginarsi spiritosamente una di loro disponibile ad immolarsi, se autorizzata però ad occuparsene personalmente affinché si salvino dignità delle persone e  lingua italiana strapazzate.

Nelle Feste appena trascorse al parrucchiere di cui m'avvalgo sono morte la mamma avanti negli anni ed una cara parente di trentatrè anni, nel fiore della vita, mamma di tre figlioletti.

Ragionando ci siamo chiesti se quest'ultima non fosse vittima di un destino  avverso o di un dio incomprensibilmente iniquo.

Convenendo infine che a tutti la vita è offerta per esprimere e manifestare se stessi e la propria unicità. Varierebbe invece il tempo dato per ottenere questo risultato; con il perché ancora da scoprire.

Vito Mancuso con "La via della bellezza" (Garzanti, 2018, € 16.00), sottopone inedite, stimolanti riflessioni su come la Bellezza aiuti a vivere meglio, se colta nelle sue molteplici espressioni e con questa finalità.

Scoprendo la Bellezza nelle azioni, cose, luoghi e situazioni più impensate.

 

7 gen 2019

Aveva 48 anni.

Il 15 gennaio prossimo ricorre il centenario della morte di Rosa Luxemburg assassinata nei dintorni di Berlino da paramilitari del governo controrivoluzionario tedesco.

Aveva 48 anni.

Attiva da sempre per l'emancipazione umana e politica dei lavoratori. Intellettuale fiera e combattiva, marxiana innovativa e capace organizzatrice.

Votata alla causa in una fase storica tra le più turbolenti in Europa, in cui lo scontro di classe raggiunse l'acme.

Antesignana testimoniò con la vita la possibilità di praticare la politica con umanità apportandovi qualità.

Onore al merito e imperitura riconoscenza.

I sindaci d'Italia sono preoccupati di cosa può capitare applicando alla lettera il decreto sulla sicurezza voluto e difeso ad oltranza dal ministro dell'Interno. E chiedono di rimetterci mano per espungere quanto non giova o addirittura potrebbe nuocere.

Il ministro anziché apprezzare questo contributo critico – costruttivo li ha definiti “traditori”.

Meglio atei che ipocriti avrebbe detto recentemente  Papa Francesco, forse per la semplice ragione che professarsi tali comporta l'assunzione delle relative responsabilità.

Mentre essere ipocriti significa fare i propri comodi senza curarsi d'altro.

Sergio Mattarella Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno agli Italiani ha ottenuto ascolti elevati e consensi diffusi. In particolare per il suo richiamo ad adottare comportamenti educati e rispettosi nel fare politica da parte di chiunque rivesta cariche pubbliche e istituzionali ai vari livelli.

E per l'affermazione che il potere di cui si dispone va utilizzato non per prevalere ma per affermare e realizzare con competenza, pazienza e determinazione il bene comune e l'interesse generale.

Tra cui si può annoverare il dare lustro alla carica arricchendola di buoni esempi concreti e di autorevolezza.

28 dic 2018

L'ultima lezione.

Quando vidi la recensione del recente libricino di Zygmunt Bauman, “L'ultima lezione”, Laterza editore, euro 9, m'incuriosì. Ora l'ho letto e ritengo sia di grande aiuto per quanti desiderano contribuire al miglioramento delle proprie condizioni di vita e delle altrui, con priorità per chi sta peggio, continuando a svolgere le  normali quotidiane attività.

I presupposti sono semplici.

L'attuale società globale che l'autore definisce "liquida" è posta di fronte a cambiamenti epocali  in tempi brevi senza poterci capire quanto sarebbe necessario. Questi cambiamenti sono indotti dai possessori di grandi ricchezze mentre il loro numero si contrae: sempre meno e sempre più ricchi.

Attualmente nel Mondo sono in corso 138 guerre per cui i militari hanno ruoli e poteri esorbitanti.

La politica non ce la fa a contenere questi strapoteri e le gravi ingiustizie che ne derivano.

Dominano incertezze e paure per il presente che non si comprende e per il futuro che non si progetta. Incertezze e paure le cui cause vengono di volta in volta attribuite, a comodo del potere di turno, ad etnie, avversari politici, diversi in generale, l'immigrazione. Come già per l'olocausto ad opera di Hitler e del nazismo, e come continua a succedere ancora oggi se chi è al potere lo utilizza in modo distorto e perverso a proprio vantaggio.

In attesa di crescere come umanità in capacità e comprensione, in consapevolezza e senso di responsabilità, culturalmente, cioè in tutto quanto di buono e di moderno è possibile, si possono (devono?) fare due cose.

La prima pretendere il buon funzionamento dello Stato di diritto, con buone leggi, indipendente e imparziale, che in Italia significa applicare ed attuare  la Costituzione  senza se e senza ma.

La seconda occorre perdonare ed amare “costringendo” i destinatari a prenderne atto e comportarsi di conseguenza, fin da subito ed a livello globale, perché è lì che l'azione del perdono e dell'amore esercitano la loro incoercibile efficacia.

Perché conclude l'autore “la storia dell'omicidio categoriale (cioè dell'olocausto, N.d.R.) ha insegnato al di là di ogni ragionevole dubbio che amare il prossimo e indurre il prossimo ad amare te è (al di là delle altre sue virtù, per esempio quelle morali ) il solo servizio ragionevole, efficace e duraturo che singoli individui e gruppi possono rendere al proprio amore per sé”.

 

17 dic 2018

Birra bionda piccola.

Pregustavo una serata al pub da immersione nell'umanità in occasione di Toro- Juve.

Arrivo per tempo ma è già tutto prenotato; gentile la ragazza lì che mi trova uno sgabello di fronte al bancone nell'ingresso: birra bionda piccola 3 euro, ne lascio 4.

Un incessante andirivieni di donne, uomini prevalentemente giovani ma anche anziani, coppie, single.

Gli addetti fanno del loro meglio per accogliere, accontentare; davanti a me in piedi lei e lui cui la partita interessa poco o punto.

La Juve è meno di quanto s'aspetti, il Toro senza timori reverenziali.

Respinta di Sirigu che salta mani protese in alto, bianconero che gli si appoggia pesante senza curarsi del pallone: urtato il granata cade male e dovrà essere sostituito poco dopo una paratona il cui sforzo gli dà il colpo di grazia.

Ronaldo dà pestone a difensore Toro: punizione a suo favore nonostante rimostranze granata.

Gioco rude in cui eccelle difesa della Zebra; ne sa qualcosa Belotti generoso: un suo colpo di testa fuori di poco dopo essere svettato sugli avversari  che lo circondavano per imbrigliarlo in qualche modo.

Perin portiere Juve sbriga fortunosamente occasione Toro da gol.

La ragazza davanti rimasta sola si arrotola sigaretta – tabacco o altro- piccola, esile, ne cura i particolari; ripone avanzi in apposita borsetta ed esce dal locale. Rientra con lui dopo un po’; gesti carini tra loro, niente smancerie.

Gioco non granché, difese prevalgono: la bianconera strattona da laureato con Chiellini e senza andare per il sottile con gli altri. Ronaldo contenuto da quella granata, l'arbitro po’ permissivo.

Finisce primo tempo; commenti così così nell'intervallo e pubblicità a gogò.

Ripresa sulla falsariga del primo tempo.

La coppia davanti mangia patatine: c'è confidenza in ogni loro gesto.

Continua ininterrotto passaggio di umanità che si sofferma, sosta, riprende. Osservati con attenzione e rispetto i visi dicono molto ed anche le parole pronunciate qua e là che prevalgono sulla ciacola di fondo.

Stacchi della ripresa tv su visi dirigenti Zebra e Toro in tribuna: pensosi, quasi ingrugniti, nessun sorriso o gesto di serenità o godimento dello spettacolo; c'è anche a sé Ventura già allenatore Toro: ha sorriso.

Verso metà ripresa esco lasciando il posto a ragazzo lì.

Via Mazzini auto della Polizia a passo d'uomo.

A casa torno alle mie cose: aerosol gola, minuta di questa paginetta, nanna.

Stare dentro all'umanità che vive normalmente la quotidianità è uno stimolo vitale e ne vale sempre la pena.

Qualunque sia il motivo che si assume, anche inconsciamente, a pretesto.

 

13 dic 2018

La quadra.

In democrazia la politica è operare per migliorare le condizioni di vita dei cittadini affinché tutti abbiano di che vivere dignitosamente con il frutto del proprio lavoro.

Se ci si comporta così l'insieme funziona in modo accettabile a tutti i livelli istituzionali dal Parlamento al più piccolo degli oltre 8000 Comuni d'Italia.

Nel  Mondo globale l'Unione Europea diventerà sempre più la casa comune di tutti gli Stati che ne fanno parte perché la dimensione nazionale, pur importante, non consente più di esprimere al meglio le capacità di ciascuno.

Litigare come Italia con l'Europa è quindi sbagliato e costoso e lo “spread” intorno ai 300 punti da settimane è un indicatore inoppugnabile. Se ne vanno miliardi di euro per pagare maggiori interessi sul nostro debito pubblico ed il sistema-Paese soffre e stagna con cittadini e imprese.

Il governo M5S-Lega s'è finalmente convinto che con l'Europa bisogna ragionare e trattare rispettando le regole che ci siamo date.

Il documento di economia e finanza (Def) per l'anno 2019 deve però fare i conti con la penuria di risorse; occorre quindi stabilire delle priorità, cioè tra le numerose cose da fare decidere cosa fare prima.

È iniziato un tira e molla nel governo tra  M5S e Lega, poi tra governo e l'Europa, senza giungere finora ad alcuna conclusione.

Mentre il tempo stringe e si rischia la procedura d'infrazione, cioè anziché decidere insieme deciderà l'Europa per noi.

Dunque il governo deve trovare presto “la quadra” dimostrando di sapersi togliere d'impiccio, facendo prevalere le scelte buone che aiutino il lavoro, l'attività economica, l'equo utilizzo di quanto c'è, lo sviluppo come stimolo, dando un  orientamento credibile e fiduciario su cui il Paese possa contare per fare la sua parte.

Diversamente sarà la resa con conseguenze difficilmente prevedibili.

Scenario certamente da non auspicare.

Intanto facciamo in modo che tutti possano vivere un buon Natale e  Capodanno 2019. Auguri!

 

4 dic 2018

Gilet gialli.

In Francia la protesta dei “gilet gialli”, dal colore dell'indumento che indossano, è iniziata contro l'aumento dei prezzi dei carburanti. Poi s'è estesa territorialmente e nelle richieste diventate 42, tra cui: aumento dei salari minimi, riduzione delle tasse, ripristino della patrimoniale, rispetto di chi governa verso i cittadini a partire dei ceti medio-bassi della società.

Tra i manifestanti si sono infiltrati i “casseurs” che rompono, distruggono, incendiano. Centinaia di feriti, purtroppo alcune vittime, centinaia i fermati dalla polizia, i più indiziati di reati vari; rilevanti i danni materiali.

Ora iniziano le trattative con il governo per capire quanto è possibile raccogliere delle richieste avanzate.

Una cosa è certa: l'ingiusta distribuzione della ricchezza prodotta dal lavoro comune non è più tollerabile né tollerata. Da qui bisogna ripartire per realizzare una più attuale e duratura convivenza civile tra persone di diversa provenienza, abitudini, cultura che si muovono nel Mondo e sempre di più si muoveranno.

Il Parlamento italiano ha approvato il decreto sicurezza che disciplina il fenomeno migratorio, voluto dal ministro dell'Interno e leader della Lega attualmente al governo col M5S.

A giudizio della maggioranza di quanti si occupano di migranti esso peggiora le loro condizioni.

Possibile che quanto succede nella civile Francia, ma non solo, non ci  suggerisca di pensare alle diversità come una risorsa anziché evocarle come un pericolo da cui difenderci ? Tenendo anche conto che la nostra denatalità - solo 1,32 nati per donna - ci porterebbe già ora scompensi notevoli se mancasse l'apporto del lavoro dei migranti ( stimati in centomila quelli addetti  nell'agricoltura in tutta Italia e in numero irrinunciabile per il suo funzionamento quelli nell'industria). Certo preparati ed integrati con le  famiglie, vivono del loro lavoro e consentono all'Inps di incassare i contributi per pagare le pensioni.

Il Partito Democratico all'opera in vista delle primarie per eleggere il Segretario nazionale che si terranno il 3 marzo 2019, è attraversato dalla problematica immigrazione. I candidati non faranno certo mancare il loro contributo critico-propositivo per rimediare alle pecche più gravi del discutibile recente provvedimento.

In particolare Marco Minniti, sia per l'esperienza maturata come ministro dell'Interno che per la concretezza che caratterizza da sempre il suo operato.

 

Colpisce quando meno te l'aspetti.

L'intervista a Luca Vialli (Corriere della Sera 26.11.18) m'ha suggerito di fare dialogare con lui un immaginario ammalato di cancro sopravvissuto anch'esso al male comune.

Sintetizzo quanto ritengo condiviso da entrambi.

Colpisce quando meno te l'aspetti, ed una parte di te che reputavi meno esposta ad essere violata.

In realtà se ci pensi un po’ si capisce che si tratta di quella che utilizzi di più o più intensamente di te, quasi senza accorgertene quando stai bene. Oppure è il contesto generale o il modo con cui vivi ad avere in sé qualcosa di patologico.

Mettere nero sul bianco, scrivere qualcosa aiuta a riflettere, a farsene una ragione. Come accettare di convivere con un ospite indesiderato che è stato posto sì in condizione di non nuocere, ma non è uscito dalla nostra persona una volta per sempre.

Una cosa è certa. Per farcela non bisogna demordere e  mettere in campo il meglio di sé per prevalere e fors'anche prevenire per quanto possibile, modificando il proprio stile di vita specialmente laddove si capisce di avere forse ecceduto.

Giova irrobustire la fiducia che si nutre nei confronti di se stessi e delle altre persone in qualche modo implicate: familiari, parenti, amici, conoscenti, personale sanitario o comunque professionalmente coinvolto nella  vicenda.

Accettando tutti di giocare la partita della vita. Per la persona interessata fino a quasi soggiogare il male stesso, convincendolo mentalmente a restare latente piuttosto che combinare guai in cui ha tutto da perdere perché se prevale muore anch'esso.

Centellinando così ogni giorno, capendo molto di più e meglio quanto valga la vita e come meriti di essere vissuta e spesa.

E che ciò conti tanto quanto le pur importanti medicine e cure cui ci si assoggetta.