L'opinione di Giovanni Saracco

16 gen 2018

Andare pancia a terra.

Tra gli obiettivi delle coalizioni di centrosinistra e centrodestra e del M5S c'è quello di ottenere più voti per ricevere  dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'incarico di formare il nuovo governo. Ritenendo improbabile che qualcuno di loro riesca a raggiungere il 40% dei consensi necessario per ottenere in premio la maggioranza dei seggi sia alla Camera dei Deputati che in Senato. L'incarico consentirebbe di trattare da posizione privilegiata un accordo di governo con il merito di avere evitato all'Italia un ulteriore incerto ricorso alle urne.

Stando a recenti dichiarazioni il M5S si sarebbe espresso così. Il centrodestra da parte sua millanta di potercela fare da solo ma i sondaggi non sono di questo avviso.

Il centrosinistra pare voler contare sulla resipiscenza degli elettori, che però bisogna meritarsi incominciando ad applicarla a sé. Con una campagna elettorale che non partecipi al vaniloquio delle promesse impossibili, ma dica schietto come stanno le cose in Italia e quanto occorre per migliorarle, partendo da chi sta peggio; quanto costa nel tempo, dove e come si recuperano le risorse occorrenti.

Esemplificando: lavoro per tutti, da iniqua ad equa ripartizione della ricchezza prodotta dal comune operare, realizzazione di uno Stato snello ed efficiente che offra servizi di qualità alla laboriosa moltitudine intenta a produrre beni e servizi per migliorare le condizioni di vita, portare tutti a pagare le tasse col criterio costituzionale della progressività premiando chi vi adempie, incalzando la criminalità organizzata  fino a batterla.

Sapendo che  continuare per questa strada bisogna andare pancia a terra avendo come stella polare sempre l'interesse generale ed il bene comune ed essere gratificati dal realizzarli.

Ecco, se  il centrosinistra s'impegna così di fronte agli elettori ed inizia a praticarlo già in campagna elettorale allora anche l'inimmaginabile può diventare possibile.

 

12 gen 2018

Fare cose di sinistra.

Ezio Mauro, Claudio Tito e Paul Krugman ("la Repubblica" 3.1.18) stimolano riflessioni utili per un centrosinistra che si propone al governo del Paese.
Eccone alcune.
Considerare fisiologici gli spostamenti di persone sulla Terra specie da dove si vive male verso lidi migliori. Evitare disciplinandoli esodi di massa. (Vedere in proposito la nostra Costituzione e la "Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo" adottata e proclamata dall'Assemblea dell'ONU il 10 dicembre 1948).
L'Unione Europea è la realtà necessaria nella quale esprimere e sviluppare politiche economiche, sociali, culturali qualitativamente espansive.
Queste politiche devono ridurre la disoccupazione, specie giovanile, ed il debito pubblico.
Presupposto essenziale è la coesione sociale da realizzarsi in continua dialettica perché persone, famiglie, imprese possano esprimere il meglio di sé.
Non attendere proposte strutturate "per fare cose di sinistra". Facciamole dove ognuno vive ed opera, con chi ci sta ed il potere che si ha, o lo si conquista democraticamente. Trovando anche le parole ed il modo giusto per comunicare queste nuove modalità.
Ad esempio va considerato di sinistra l'operato dell'imprenditore piemontese che ha pagato ai suoi dipendenti una "tredicesima" doppia, per il determinante contributo da essi fornito per i complessivi buoni risultati dell'azienda.
Gli interessi ed i diritti con corrispondenti doveri che accomunano le persone oggi sono molto più compositi di quando moltitudini di esse avevano la fabbrica come riferimento. Alcuni sono rimasti tali, altri si sono aggiunti, numerosi servono da memoria storica: diritto al lavoro, alla salute, alla libertà, all'abitazione, all'istruzione;  ma ora anche diritto al fine vita, matrimonio con divorzio, unioni civili, procreazione responsabile, stessi stipendi per donne e uomini e molti ancora, ed altri s'aggiungeranno.
Già oggi si pone il problema dell'acqua da bere per tutti (solo l'1% di quella esistente è potabile); della salubrità dell'aria che respiriamo (una pellicola di appena 20-25 chilometri di spessore intorno alla Terra). I recenti accordi di Parigi tra tutti gli Stati del Mondo dicono molto in proposito. Tutto questo va assunto, approfondito e fatto proprio dalla sinistra e diventare obiettivo permanente del suo operare.
Quanto precede induce a riguardare le cose anche solo di ieri con occhi diversi, fino ad aggregare maggioranze specifiche di volta in volta sia in ambito parlamentare che referendario.
La proposta strutturale di metodo e di merito potrebbe arrivare a posteriori, cioè come continua raccolta sistematica e ragionata delle innumerevoli esperienze compiute ed in corso, selezionando il meglio ed adattandolo alle situazioni che via via si manifesteranno.

9 gen 2018

Niente frottole.

C'è un antidoto alle promesse elettorali fasulle, esagerate, improbabili, impossibili da mantenere, formulate al solo scopo di ottenere voti: guardare a quanto ha fatto il promittente nel corso della sua vita e desumere da lì la sua affidabilità e idoneità a mantenere le promesse ed a svolgere i compiti propri del ruolo cui è candidato.

La valutazione che se ne trae coinvolge anche la formazione politica che lo propone.

Se si tratta di persona nota se ne conoscono le caratteristiche. Se meno nota o per nulla sia il partito proponente a fornire un curriculum adeguato.

Cercare per quanto possibile di vedere e ascoltare anche di persona il candidato per farsi di lui un' idea più precisa, valutandone disponibilità, tratto e quant'altro utile in proposito.

Esprimere il voto senza conoscere almeno così la persona cui è destinato significa non utilizzarlo appieno per cambiare in meglio l'esistente.

Il bene pubblico e l'interesse generale se ne giovano meno di quanto sarebbe possibile.

Ed è inutile e frustrante lamentarsene dopo a cose fatte.

La presenza del 50% di donne in lista è garanzia di equilibrio affinché sensibilità, modi di pensare e di vivere ed esigenze concrete siano tenute in debito conto. Ed aiuta anche a contenere le esagerazioni.

L'interesse pubblico ed il bene comune devono essere sempre al primo posto rispetto ai pur legittimi interessi di partito.

L'art. 67 della Costituzione afferma: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". E l'art.54 vi aggiunge: "Il dovere di adempierle con disciplina ed onore".

Questo comportamento deve essere tenuto dai candidati fin dal momento della loro messa in lista.

Quindi massimo senso di responsabilità e niente frottole.

2 gen 2018

Al primo posto il lavoro.

Nel messaggio di fine d'anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo pensiero con la sobrietà che contraddistingue il settennato in corso, auspicando che la campagna elettorale, ufficialmente aperta con l'indizione delle elezioni del 4 marzo prossimo del nuovo Parlamento, sia condotta con senso della misura su programmi concretamente praticabili per la soluzione dei problemi in atto e l'indicazione delle prospettive  di sviluppo soprattutto qualitativo, con al primo posto il lavoro.

Ha ricordato l'importanza del voto invitando gli elettori ad esercitare questo diritto-dovere, facendo leva sulla volontà di fare bene insieme presente nella nostra società.

Già solo questo è sufficiente per ragionevolmente ritenere che ci sono le condizioni perché i cittadini si facciano sentire dai partiti utilizzando il voto in modo sorprendentemente determinante per la formazione di una capace maggioranza parlamentare  e di un buon governo stabile e duraturo.

Dando novella spinta alle riforme per uno Stato moderno snello ed efficiente, una società civile più giusta e solidale nella quale tutti possano vivere dignitosamente con il frutto del proprio lavoro.

Rendendo palesemente possibili e convenienti comportamenti probi diffusi tra le categorie  e verso le istituzioni e lo Stato, fondati sulla fiducia e sul rispetto reciproco.

Operando a livello continentale per una Unione Europea sempre più casa comune, in relazione intercontinentale col Mondo delle circa duecento singole realtà statuali, accessibili e praticabili direttamente in tempo reale e/o attraverso gli organismi di cui già disponiamo, l'ONU in primis.

Sviluppando e rafforzando convinzioni già presenti e diffuse che delle guerre si può fare a meno accordandosi.

Con incommensurabili vantaggi da ogni punto di vista per l' Umanità ed il Pianeta.

 

Tre notizie tra le tante.

Tre notizie tra le tante: due buone, una no.  Cominciamo dalle buone.
Vito Mancuso nel suo recente libro "Questa vita" (Garzanti) si cimenta sul senso della vita e sostiene in modo convincente che esiste un'intrinseca armonia dell'agire umano, purché ci si rifaccia all'unicum che ognuno di noi rappresenta, per costruire con gli altri un mondo a misura di tutti i viventi: vegetali, animali, umani in sempre più consapevolmente conquistata comunità d'intenti.
Rimettendo in discussione la selezione dei migliori a scapito dei meno dotati e dimostrando l'indispensabilità del contributo di tutti per il benessere comune fonte di gioia nel suo continuo divenire.
Ne consegue che anche da questo punto di vista è necessario rivedere i principi dell'economia capitalistica, nella quale il prevalere di sempre più pochi sulle moltitudini rappresenta un grave ostacolo al riconoscimento concreto del diritto di tutti i viventi a condurre una vita dignitosa, cui corrisponde il dovere di fornire il proprio personale contributo.
Quasi a conferma di quanto sopra un imprenditore piemontese, la cui azienda medio-grande produce beni di ultima generazione nel settore della meccatronica con un organico preparato e partecipe, ha corrisposto ai dipendenti una "tredicesima" doppia come "doverosa partecipazione agli utili che il comune lavoro ha prodotto".
Contribuendo così ad inverare la nostra lungimirante Costituzione che all'art. 41 recita: "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi ed i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali".
Al conduttore di pub nel centrale corso Vittorio Emanuele II a Torino invece le cose non vanno economicamente bene costringendolo a cessare l'attività che svolgeva da lustri con competente dedizione.
Antesignano nel disciplinare con paziente autorevolezza opposte tifoserie anche straniere lì per  contese del cuore da vivere in  diretta televisiva.
Compito arduo come Torino sa per recente dolorosa esperienza diretta.
È quindi un vero peccato che chi ha bene operato si trovi suo malgrado nell'impossibilità di proseguire il proprio lavoro.
Soggiacendo magari a concorrenze più attente ai vantaggi per sé che alla qualità complessiva del servizio prestato.

20 dic 2017

Salomonici sempre.

Raccogliamo l'appello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e proviamoci a ritornare donne e uomini come si deve per intanto in occasione delle prossime Festività.

Ciascuno confrontandosi con se stesso.

Confermandoci nelle cose che ci convincono, correggendoci dove riteniamo sia giusto, necessario.

Soprattutto guardando agli altri come a tanti se stessi alla ricerca del meglio di sé.

Per vivere meglio personalmente, in armonia con l'universo umano ed ambientale, cioè se stessi, contenti di esserlo sempre di più.

Facendo quanto si reputa giusto dove si vive ed opera, in libertà, con il solo limite del rispetto di quella altrui.

Critici se lo riteniamo giusto ma costruttivi sempre, cioè mettendoci dentro il meglio di sé. Anche tignosi all'occorrenza ma sempre per fare o suscitare il meglio di sé e degli altri.

Ricordando che la condizione preliminare è di operare sempre e subito perché tutti vivano in dignitose condizioni.

Ricordandosi che tutto è vita sia quanto piace, quando meno o per nulla.

Salomonici sempre, e di più quando si è investiti di responsabilità elevate.

Applicando interamente la Costituzione e la propria coscienza con coerenza in sfida continua con se stessi.

Con un unico immenso obiettivo: il massimo possibile di felicità per sé e per tutti, gustandone tutti i giorni come artefici consapevoli.

19 dic 2017

Questa è la posta in gioco.

In vista delle elezioni politiche della prossima primavera si stanno delineando le coalizioni che si contenderanno i seggi nei due rami del Parlamento: Camera dei deputati, Senato della Repubblica.

Perché questa è la posta in gioco.

Verosimilmente si tratterà del centrodestra con la Lega di Matteo Salvini; Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni e Forza Italia di Silvio Berlusconi specchietto per le allodole, perché incandidabile con sentenza passata in giudicato.

Del centrosinistra con il Partito Democratico di Matteo Renzi, gli  Europeisti di Emma Bonino, i Socialisti della "Rosa nel pugno", i Nuovi verdi, i Centristi per l'Europa di Pierferdinando Casini, una parte di AP che si divide dopo che il suo leader Angelino Alfano ha deciso di non ricandidarsi.

Del M5S che fa coalizione a sé.

Dalla recente formazione "Liberi e Uguali" che coalizza la sinistra.

I sondaggi sulle intenzioni di voto evidenziano che centrodestra, centrosinistra e M5S si dividerebbero sostanzialmente la maggioranza dei voti, ma nessuno otterrebbe la maggioranza dei seggi in Parlamento; né si possono ipotizzare alleanze tra loro dopo il voto per formarla.

Nemmeno "Liberi e Uguali", data al 7% circa dai sondaggi, potrebbe risultare determinante nella non attuale ipotesi di un'alleanza col centrosinistra dopo le elezioni.

Una situazione di stallo.

Che potrebbe indurre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a prorogare la durata del governo Gentiloni per l'ordinaria amministrazione per dare il tempo di trovare una soluzione.

Handicap analogo nel quale è già incorsa la Spagna qualche tempo fa uscendone senza subire danni.

Una scossa positiva potrebbe comunque darla la candidatura di persone volitive, capaci, competenti, probe, eticamente motivate a servizio dell'interesse generale e del bene comune.

Tali da fare tornare la voglia di ritornare a votare a milioni di italiani che non ci vanno più.

Rimescolando così democraticamente il tutto e distillando il meglio, per raggiungere direttamente  o attraverso alleanze serie, programmatiche e di legislatura  la maggioranza occorrente.

 

 

 

7 dic 2017

Ora né carne né pesce.

Proviamo a fare il punto su alcune leggi ritenute particolarmente importanti che il Parlamento avrebbe dovuto approvare prima della scadenza naturale della legislatura nella primavera prossima.

Esse sono: 1. Biotestamento, cioè il diritto delle persone di rifiutare l'accanimento terapeutico. 2. Jus soli, cittadinanza italiana a figli di immigrati nati o cresciuti in Italia. 3. Codice antimafia, che estende il sequestro dei beni anche agli inquisiti per reati di corruzione. 4. Processo penale, allungamento dei tempi di prescrizione per sanzionare reati particolarmente gravi. 5. Tortura, istituzione del reato per salvaguardare l'integrità psico-fisica delle persone  finora prive di tutela giuridica da questo punto di vista..

Tre di queste leggi sono già state approvate e vigenti; per il Biotestamento è prossima l'approvazione: Resta lo Jus soli per il quale serve ancora un po’ di tempo.

Dall'approvazione di quest'ultima legge pare dipendere il perfezionamento della coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni, di cui il Partito Democratico è riferimento essenziale.

Ad essa stanno lavorando in particolare Giuliano Pisapia già sindaco di Milano e Piero Fassino suo omologo a Torino.

L'auspicio è che anche quest'ultima legge vada in porto, soprattutto per l'importanza che essa riveste per poco meno di un milione di giovani ora né carne né pesce; pur disponendo di tutti i requisiti: lingua, integrazione, cultura, per essere considerati italiani a tutti gli effetti.

Quindi il governo Gentiloni e la maggioranza che lo sostiene in Parlamento non demordano, confermando impegno e concretezza nel corrispondere alle attese  del Paese in ripresa.

5 dic 2017

Mi sono pizzicato alcune volte.

Mi sono pizzicato alcune volte per accertarmi di essere desto. È successo domenica 26 novembre scorso vedendo su rai 1 "Che tempo che fa".

Silvio Berlusconi stava ripetendo quasi alla lettera quanto detto ventitrè anni fa quando scese in campo "per difendere l'Italia dal comunismo", riducendo in brache di tela gli italiani con lo "spread" a 540 punti, lui dimissionario da capo del governo, e un nuovo governo d'emergenza per tamponare la drammatica situazione in cui aveva precipitato il Paese.

Come se non bastasse vi aggiunse condanne che lo privarono, tra l'altro, del cavalierato e dalla possibilità di ricoprire qualsiasi carica istituzionale.

Con il recente ricorso all'Alta Corte Europea di Strasburgo si ripromette di ricuperare soprattutto la possibilità di candidarsi alle prossime elezioni politiche, sperando di vincerle e di ricevere dal Presidente della Repubblica l'incarico di formare il nuovo governo

Riprendendo, come se nulla fosse, l'andazzo che portò l'Italia sull'orlo del baratro.

Aiutato ora dalla Lega di Salvini e da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, con i quali Forza Italia è in coalizione.

Rivendicando il valore aggiunto di consensi personali che i sondaggi paradossalmente gli attribuiscono nonostante tutto.

Il personaggio ha  perso dunque un po’ di pelo ma non il vizio.

Contendergli i consensi diventa quindi il primario dovere politico del Partito Democratico e della coalizione di cui sarà parte, dopo l'impegnativo lavoro di costruzione in corso.

Utilizzando la forza che verrà dal voto di donne e uomini per continuare le riforme volte ad ammodernare lo Stato al servizio del lavoro di cittadini, famiglie, imprese e per estenderne l'accesso a quanti lo desiderano.

Utilizzando la ricchezza che si produce per migliorare le condizioni di vita a partire dalle persone che più ne hanno bisogno.

Rammentando che lo scopo principale della buona politica è di fare in modo che ad ogni persona sia data la possibilità di sviluppare le proprie capacità, perché possa esprimere il meglio di sé per sé e giovando in modo unico ed irripetibile al progresso del Mondo globale.

1 dic 2017

Compagno, fratello, amico.

È morto Luciano Nattino.

Straordinariamente lui fino al commiato.

Autore, attore regista. Fondatore del Collettivo teatrale "Mago Povero" ora "Casa degli Alfieri".

Lui e sua moglie Alba: musa, collaboratrice, sostenitrice.

Con radici profonde e vitali nel Monferrato in simbiosi creativa e generosa: un dono.

Compagno, fratello, amico  ispirava e dava fiducia, generoso, specchiato.

S'era fatto vivo lui negli anni ottanta del secolo scorso in un momento delicato sostenendo una iniziativa popolare a tutela dell'ambiente.

Poi s'infittirono le occasioni del nostro impegno al servizio del bene comune e dell'interesse generale, da lui già praticato nella pubblica amministrazione con competenza e talento comunicativo, ed attraverso il teatro.

Lungimirante, vicino ai meno favoriti insieme ad altri artisti precursori dei tempi.

Gli sono stato compagno in Consiglio Provinciale di Asti nei banchi dell'opposizione; una scuola di vita con simpatia: rigorosi, rispettosi, rispettati.

Poi ci si rivedeva ai suoi  spettacoli, alle iniziative di partito o da lui a Castagnole Monferrato.

In seguito meno frequentemente ma con immutato piacere.

Le prime avvisaglie del male, la diagnosi, le cure; sempre lui nonostante il radicale cambiamento delle condizioni di vita cui si adattò.

Alba si superò facendo della sua assidua vicinanza lo scopo della vita.

Ora ci sprona in spirito a non darci mai per vinti.

Ti vogliamo bene Luciano.

Buon viaggio.

Ciao.

 

29 nov 2017

Il cinismo del mercato.

È di attualità il tema del lavoro perché continua a non essercene per tutti, nonostante la ripresa dell'economia dopo la crisi tra le più difficili a livello mondiale nei Paesi sviluppati..

La percezione è che la piena occupazione come storicamente ricordiamo non ci sarà più, perché il cinismo del mercato lasciato a sé non solo non si pone questo problema ma addirittura lo accentua adottando tecnologie e soluzioni avanzate che fanno a meno delle persone.

Occorre quindi una buona, coraggiosa e lungimirante politica per attuare senza danni la transizione verso altri e più avanzati equilibri da studiare e trovare; forse provando e riprovando, a partire da dove il problema è maggiormente sentito.

Sono quindi utili riflessioni critiche sui provvedimenti finora adottati dai governi Renzi prima e Gentiloni poi – Jobs Act tra questi – che hanno tamponato l'emorragia di posti di lavoro dovuta alla crisi, riuscendo poi a ricuperarne circa un milione di cui una parte ancora insoddisfacente a tempo indeterminato.

Con provvedimenti diversi tra cui rendere convenienti gli investimenti per modernizzare processi, prodotti e qualità favorendoli fiscalmente.

In base all'esperienza acquisita si può migliorare dotandosi degli strumenti necessari; il primo dei quali è essere parte di una maggioranza coesa sul da farsi e che si impegni a realizzarne quanto più possibile nel corso del mandato.

Attuando la Costituzione nelle sue parti più innovative che riguardano l'economia, l'equa distribuzione della ricchezza prodotta dal lavoro di tutti, la giustizia sociale, lo sviluppo della democrazia, la solidarietà interna ed internazionale ed i pacifici rapporti tra i popoli.

Cui s'aggiunge la cura della comune Madre Terra e quant'altro aiuti ad esprimere e sviluppare i sentimenti e le capacità di ogni persona che lo desideri, ricavandone gioia e soddisfazione da condividere.

20 nov 2017

Al servizio del Paese.

L'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. (art. 1).

Eleggendo i propri rappresentanti dai Comuni fino allo Stato ( Camera dei deputati e Senato).

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. (art: 49).

I partiti nel loro insieme costituiscono il coro polifonico mediante il quale essi parlano al Paese confrontandosi dialetticamente ed operando per la soluzione dei problemi di interesse generale e per il bene comune.

La nuova recente legge elettorale premia le coalizioni, che si vanno formando in vista delle elezioni politiche della prossima primavera

Il centrosinistra non senza difficoltà sta cercando la sua strada in questo senso, che gli consenta di competere alla pari con il già formato coacervo di centrodestra; mentre il M5S correrà da solo anche se consapevole di non ottenere i voti necessari per governare.

Da sondaggi recenti sulle intenzioni di voto – che possono mutare con l'approssimarsi delle elezioni – nessuna coalizione e nemmeno il M5S otterrebbe la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, determinando una situazione di stallo nociva per l'Italia e da prevenire per quanto possibile.

Tocca ai partiti  farsene carico dimostrando concretamente l'utilità del loro ruolo al servizio del Paese.

 

15 nov 2017

La perla che si cerca può essere in un letamaio.

Attingendo dall'esperienza si tratteggia un profilo essenziale di politico necessario oggi in Italia.

Convenga che fare politica significa operare per realizzare l'interesse generale ed il bene comune concorrendo alla soluzione dei problemi che si presentano nella vita concreta delle persone e della società.

Abbia come stella polare la Costituzione ed operi con probità, onestà, coerenza, fiducia, capacità, equilibrio, consapevolezza, senso di responsabilità, dedizione; in una sorta di missione per fare quanto occorre.

Sappia andare anche controcorrente per fare prevalere l'interesse generale ed il bene comune nel quale ci sta quello di ciascuno.

Sia consapevole che la perla che si cerca può essere in un letamaio.

Non conti su riconoscimenti per avere fatto il proprio dovere, ma sappia intimamente gioirne se pervengono.

Non patisca ma auspichi la critica sana e costruttiva e sappia farne tesoro.

Giunga alle sintesi assumendo il meglio dei contributi espressi dandone atto.

Sia intransigente con se stesso, salomonicamente giusto nei confronti altrui.

Nella ricerca delle soluzioni coinvolga il meglio delle competenze e della sapienza.

Consideri tempo ben speso quello per chiarire i problemi da risolvere e gli obiettivi da raggiungere a quanti vi sono coinvolti.

Sappia suscitare il meglio dai collaboratori e dalle persone con cui  intrattiene rapporti.

Dia buon esempio e mantenga la parola data.

Sorrida e goda delle cose buone della vita e ne renda partecipe il maggior numero possibile di persone.

13 nov 2017

Praterie di possibilità.

Da "la Repubblica" del 12 novembre 2017 perché più modernamente conforme alla Costituzione di così sull'argomento non ho letto finora altro.


8 nov 2017

Le quattro Libertà.

Pensionati che amano la vita, in salute, persone normali nella quotidianità e nei viaggi per il mondo che intraprendono quando scatta l'uzzolo, Alda e Claudio prediligono gli Stati Uniti di cui conoscono vita e miracoli.

Capaci di vivere in simbiosi con le persone dei luoghi visitati, padroneggiano la lingua; tutto di loro denota che sono persone perbene e glielo riconoscono.

Ideali ambasciatori del Made in Italy senza darlo ad intendere, quindi particolarmente efficace. E si divertono ad esserlo come la loro natura li ispira.

Visitano e documentano il meglio delle grandi città ma non disdegnano realtà minori, lande disabitate e luoghi impervi. Con la passione dei neofiti ed il sorprendente livello tecnico ed organizzativo che nulla lascia al caso.

Rientrati a casa organizzano e mettono a punto il materiale raccolto e girato e ne escono documentari straordinariamente efficaci per fare rivivere quanto da essi praticato e divulgarlo.

Da impenitente "bogianen" ho il privilegio di accedere a questo bene di dio comodamente in poltrona con loro a disposizione per aiutarmi a capire con le immagini, le colonne sonore ed i commenti appropriati i temi trattati. Con tutti i sensi che concorrono a gustare quanto viene proposto.

Nella circostanza emergono sensazioni nuove anche per loro, gratificati per averli resi godibili come se  fossi stato della partita.

Consapevoli insieme che tutto ciò è possibile perché la democrazia e la società statunitense si rifanno a principi di alto profilo che ne caratterizzano la vita, indirizzandola, non senza contraddizioni, verso condizioni e rapporti più equi ed evoluti.

Come emerge dalla dichiarazione del Presidente Franklin Delano Roosevelt proclamata al Congresso degli Stati Uniti il 6 gennaio 1941, nota come "Le quattro Libertà".

"Nei giorni a venire che noi cerchiamo di rendere sicuri, noi desideriamo intensamente un Mondo fondato su quattro essenziali libertà umane.

La prima è la libertà di parola e di espressione – ovunque nel Mondo.

La seconda è la libertà di ogni persona di venerare Dio a modo proprio - ovunque nel Mondo.

La terza è la libertà dal bisogno….ovunque nel Mondo.

La quarta è la libertà dalla paura….  in qualsiasi luogo del Mondo."

(Testo tradotto da Alda e Claudio.)

7 nov 2017

Ha votato meno della metà degli aventi diritto.

In Sicilia le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale  hanno dato in estrema sintesi questi risultati:

Ha vinto il centrodestra con  Nello Musumeci al 40%;

Secondo è arrivato il M5S con Giancarlo Cancelleri al 34,6 %;

Terzo il centrosinistra con Fabrizio Micari al 18,5%;

Quarto la sinistra con Claudio Fava al 6,2%.

All'interno delle coalizioni le principali forze politiche hanno ottenuto questi voti:

Forza Italia 16,4%;

M5S 26,7%;

Partito Democratico 13,2%;

Mdp, SI, altri 5,3%.

Il centrodestra è andato meglio di quanto sperava;

Il M5S riteneva di vincere e non  ce l'ha fatta;

Il Partito Democratico: meno peggio di quanto temeva, meno di quanto sperava.

Ha votato meno della metà degli aventi diritto.

La coalizione vincente non ha i numeri per governare da sola.

Interessanti gli sviluppi che ci saranno per formare una maggioranza stabile con un programma che dia risposte concrete ai bisogni, necessità, esigenze delle persone, del lavoro,dell'economia, della legalità.

I precedenti consentono di affermare che il voto delle regionali ha una sua specificità, da non prendersi quindi a misura o anticipazione di quanto potrà verificarsi alle elezioni politiche della primavera prossima.

Le singole forze politiche non potranno non tenere conto di quanto è avvenuto per cercare  di migliorare comunque il proprio fare.

2 nov 2017

4.0

I giornali riportano spesso qualcuno di questa serie di numeri: 1.0, 2.0, 3.0, 4.0 dando per scontato che chi legge sappia di che si tratta. Io non lo sapevo, ho chiesto lumi e mi è stato spiegato - spero di avere bene inteso - che lo sviluppo produttivo ed economico è stato suddiviso in quattro fasi.

La prima 1.0 relativa al passaggio dal telaio a domicilio azionato manualmente a quello mosso dall'energia del vapore ed ospitato in uno stanzone con altri. In Inghilterra furono decine di migliaia gli artigiani che si dettero alla macchia – molti furono uccisi – piuttosto di lavorare in questo modo.

La seconda 2.0 connotata dall'utilizzo generalizzato dell'energia elettrica. Avevo 6 anni quando in casa nostra mio papà sostituì il lume a petrolio alla luce del quale facevo i compiti di seconda elementare con una lampadina elettrica in ogni stanza.

La terza 3.0 si riferisce all'introduzione dell'elettronica e dei robot. Per quanto conosco l'ho fatta coincidere con la DEA fabbrica degli anni '70 del secolo scorso situata nel comune di Moncalieri alle porte di Torino.

La quarta 4.0 quella in cui ci troviamo attualmente caratterizzata da quanto scoperto e inventato finora, compresi gli "occhiali" che consentono di vedere all'interno di apparecchiature senza accedervi, capire cosa non va e intervenire. Anche facendosi aiutare da un collega distante migliaia di chilometri col quali ci si relaziona tramite internet; ed a cui basta inforcare gli accennati "occhiali" per vedere quanto vede l'altro e ragionarci all'occorrenza.

Le prime due fasi si sono realizzate tra la seconda metà del 1700 a poco prima della seconda guerra mondiale (1940-45), durando circa 2 secoli.

La terza fase durò meno di mezzo secolo.

La quarta fase che stiamo vivendo giungerà a compimento entro un decennio, durando quindi un quarto di secolo.

Un'accelerazione straordinaria dei cambiamenti dovuta a intelligenza e preparazione che si sono affinate, coinvolgendo però finora meno di metà della popolazione del Pianeta.

L'altra metà insegue faticando; serviranno politiche globali che consentano di recuperare.

Non mancherà certo il da fare e si tratterà perlopiù di cose nuove ora appena ipotizzabili e intravedibili.

Un mondo nuovo da vivere, curioso, interessante, stimolante, intrigante di cui ciascuno deve poterne godere contribuendovi, affinché divenga miscelando desideri e aspettative di tutti.

Pattuendo col Pianeta modi di vita globalmente compatibili e sostenibili con i ritmi naturali che lo caratterizzano fin dai suoi albori.

31 ott 2017

Non abbiamo più alibi.

Staino il papà di Bobo disegna le sue vignette per "L'Avvenire" quotidiano della CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Perché rimanga tutto chiaro e senza equivoci ribadisce sereno che resterà ateo.

Quest'anno il Nobel per la medicina è andato a tre arzilli anziani: Jeffrey Hall, Michael Rosbash e Michael Young i quali hanno scoperto scientificamente perché andando a letto quando fa notte ed alzandosi ai primi albori si vive nei ritmi naturali bene, sani, allegri ed a lungo. Adesso lo sappiamo anche noi e non abbiamo più alibi.

Matteo Renzi ha capito che lavorare insieme ad altri con cui ci s'intende si fatica meno per portare a casa riforme che fanno bene all'Italia ed aiutano ad utilizzare l'intelligenza di oltre 60 milioni di italiani nativi ed altri legittimamente presenti sul territorio nazionale, in attesa di essere messi alla prova da cittadini responsabili; piuttosto di restare nel limbo del "vorrei ma non posso".

Si tratta di tre fatti inauditi che denotano cambiamenti al passo coi tempi nelle gerarchie ecclesiastiche e nelle realtà governate democraticamente,  facendo concorrere nella ricerca delle soluzioni dei problemi che si presentano quante più intelligenze possibili; cioè quante lo desiderano.

Considerando le diversità dei punti di vista una ricchezza, che consente di pervenire a risultati impensati e trovare soluzioni migliori in tempi più brevi. Con i più che remano nella stessa direzione per attuarle, perché ciascuno trova che c'è qualcosa di suo nel fare comune.

Infatti l'antidoto per le nostre difficoltà potrebbe essere la sostituzione dell'acefala osservanza dell'impossibile moltitudine di norme vigenti con quanto serve qui ed ora, senza contrastare con la sostanza delle medesime.

Colmando il gap con una promossa e riconosciuta capacità di assumersi responsabilità, tutelando i coraggiosi che vi pongono mano  e ringraziando i non pochi che già la praticano.

Con risultati ottimi nelle realtà che la buona sorte unitamente ad un  tessuto sociale propenso ne hanno già consentita l'espressione.

17 ott 2017

Chiunque ci lavori è benemerito.

È diffusa l'esigenza di una legge elettorale che consenta a chi vince le prossime elezioni politiche di governare con una maggioranza che duri l'intera legislatura nell'interesse dell'Italia e della democrazia; chiunque ci lavori è benemerito.

Per i partiti politici è un dovere proporsi questo obiettivo e perseguirlo al meglio. Ciò vale per tutti, in particolari per quelli con percentuali di consenso diciamo dal 10% in su.

Ricordandosi che i partiti sono al servizio del Paese e dei cittadini e se c'è da fare qualche sacrificio per bene di tutti lo devono fare con generosità, contando sull'intelligenza e memoria degli elettori nel saperli riconoscere ed apprezzare.

Circa le diversità di vedute all'interno di ogni singolo partito esse sono come il sale senza il quale anche gli argomenti più interessanti sono privi di gusto. Ed anche la garanzia che le conclusioni cui si perviene contengano il meglio dei contributi di quanti vi hanno concorso, informandosi, ragionando, discutendo con le capacità e modalità che  caratterizzano ogni persona.

Operando comunque perché donne e uomini dispongano delle opportunità più adatte per la migliore espressione di sé.

Cambiare partito poi o fondandone di nuovi per vedersi riconosciute queste possibilità deve essere la decisione estrema cui si ricorre, dopo averle provate tutte dove si è.

È sempre doveroso fare prevalere l'interesse generale ed il bene comune rispetto a qualsivoglia pur lecito vantaggio per il partito di appartenenza.

Fare, non fare o farne una piuttosto che un'altra di legge elettorale, tenendo presenti i criteri sopra accennati, qualifica quindi i partiti che vorranno cimentarsi.

E consente agli elettori di disporre di ulteriori elementi per indirizzare il proprio voto.

PS. Il Coro Moro, nato nelle Valli di Lanzo e formato da giovani africani, con in repertorio canzoni piemontesi è tornato a Carmagnola ridente cittadina in provincia di Torino il 6 ottobre scorso, si è esibito ed ha concluso con "Bella Ciao" coinvolgendo il pubblico soddisfatto e plaudente. A conferma che musica e parole di "Bella Ciao" mantengono intatto l'afflato universale per la libertà.

9 ott 2017

Mugugno.

Sabino Cassese fine ed acuto osservatore di come vanno le cose in Italia ne ha scritto su "L'Economia del Corriere della sera" dell'11 settembre scorso.

Se ne riassumono le parti sostanziali citandole tali e quali all'occorrenza.

Siamo lenti nel produrre sviluppo perché le procedure della nostra democrazia sono farraginose e gli operatori che se ne occupano lasciano a desiderare circa l'aggiornamento e la disponibilità ad assumersi responsabilità. "Le nostre politiche pubbliche ( le grandi decisioni, le leggi, gli indirizzi di governo) sono preparate, decise, eseguite male". Manca un metodo che consenta di procedere in modo razionale; "non si misurano i consensi, si negozia alla cieca". Ci sono poi due passaggi Camera e Senato, praticamente un doppione. Dal 1990 ogni nuova legge doveva rispettare un iter con tempi fissati, ma la norma è stata disattesa.

Manca una snella ed efficiente struttura che monitori di cosa ci si occupa, a che punto di attuazione si trovano le cose decise ed i tempi per portarle a compimento.

Il Personale è selezionato in modo inappropriato, "non c'è nessuno che si curi di spiegare come funzioni la macchina, quali sono i compiti, come si lavora". Ognuno cerca di arrangiarsi come sa e può. (N.d.R. In base alla mia esperienza professionale ed istituzionale quanto precede non riguarda il Personale di Camera e Senato né i Comuni di piccole e medie dimensioni, dove prevalgono capacità, qualità, dedizione e disponibilità diffuse).

C'è infine un'opinione pubblica più incline al mugugno ed al lamento che non a svolgere un ruolo "naturale" di segnalazione delle cose che non vanno controllando che chi deve provveda. In questo senso i giornali e gli altri media hanno il compito di conoscere, informare e formare facendosi apprezzare per questo. Così come l'accademia e l'università alle "eleganti riflessioni teoriche" dovrebbero preferire "le analisi empiriche, lo studio dei tempi e le analisi sul campo".

Quanto sopra conferma la necessità di proseguire nella realizzazione delle riforme per fornire strumenti utili a risolvere problemi ed esigenze di oggi e del tempo a venire con le priorità: lavoro ed equa distribuzione delle risorse prodotte; sicurezza personale, sociale, previdenziale; servizi sanitari e sociali; regolamentazione dei flussi migratori e della cittadinanza.

5 ott 2017

Con la sua testa.

A proposito dell'uso della ragione ho letto non ricordo dove, che Papa Francesco verso i quarant'anni si rivolse ad una psicoterapeuta che gli fu di grande giovamento.

Quindi la fiducia dei credenti in Dio non è inficiata dal ricorso alla ragione, in questo caso scientifica e professionale, per risolvere i problemi che ci toccano nel corso  della vita.

Perché è la pratica del bene in sé, il retto atteggiamento esistenziale, con tutto noi stessi: preghiera, ragione e quant'altro si possa escogitare, che non solo non confligge ma nobilita i comportamenti ed apre scenari ed opportunità nuove ed imprevedibili.

Se con questo spirito si pratica la politica ci si fida più dell'empatia di Romano Prodi che dei sondaggi, secondo cui sostenere  lo "jus soli" cioè la legge sulla cittadinanza italiana ai figli dei migranti che posseggono i requisiti di cittadini a pieno titolo, farebbe perdere voti. ("la Repubblica" 15 settembre scorso).

Infatti il Professore sa bene che l'empirica conta dei voti necessari per approvarla in Senato non raggiunge ora il numero sufficiente. Quindi suggerisce che la buona politica spieghi pazientemente e bene la sostanza del provvedimento con i pro ed i contro utilizzando il meglio della ragione; fidente nelle capacità di cittadine e cittadini di fare prevalere l'utilizzo della testa rispetto alla pancia su cui puntano i profeti di paure e sventure finora prevalenti nei sondaggi.

Rintuzzabili e superabili se la politica ritorna ad essere un servizio alla comunità perché ognuno possa meglio comprendere come stanno le cose e decidere di conseguenza.

Con la sua testa.

 

 

 

2 ott 2017

Evitare che una palla di neve diventi slavina.

Ci sarebbe da sorridere e invece è pianto. Centinaia di persone ferite negli scontri con la polizia in Catalogna perché le cose sono andate degenerando a causa di malintesi plurimi imputabili all'imprevedibile: la Catalogna chiede l'autonomia, qualcuno che conta ha inteso l'indipendenza, incostituzionale e quindi da vietare.

Contrastando ai sensi di legge il referendum; dove a pagare sono i più deboli cioè le persone in fila per votare (una marea!).

Se si usa anche solo il buon senso ed il rispetto umano e democratico non si fa così.

Il referendum , cioè la libera espressione dei cittadini, si tiene comunque ed il risultato lo si utilizza "a bocce ferme" e per quanto consente la Costituzione vigente. Se si conviene di andare oltre si può modificare anche la Costituzione con le canoniche modalità.

Siccome si tratta di questione importante non soltanto per la Catalogna ma per tutta la Spagna si può ragionare il tempo necessario per fare le cose per bene.

Evitando quanto ha scritto Concita De Gregorio inviata speciale de "la Repubblica" sul posto, cioè "che una palla di neve diventi una slavina".

Farlo adesso si è ancora in tempo e la necessaria generosa cura deve mettercela chi ha il potere: intanto di arginare la slavina

Non conosco la Costituzione spagnola e mi viene in mente anche il Regnante.

19 set 2017

Bella Ciao!

A Carmagnola, ridente cittadina in provincia di Torino, non si può cantare "Bella Ciao" perché non piace al vice sindaco ed alla Giunta comunale. Era già successo con la Banda musicale in occasione del 25 Aprile Festa della Liberazione.

Domenica 10 settembre nell'ambito della Festa del Peperone di cui Carmagnola è produttrice regina era prevista l'esibizione del "CoroMoro" delle Valli di Lanzo, del quale fanno parte giovani profughi in un percorso di integrazione che prevede anche di esprimersi  in piemontese, con in repertorio "Bella Ciao". Il vice sindaco chiede di toglierla dalla serata ma il gruppo musicale  risponde che non è possibile.

Lo stallo si risolve con la rinuncia del CoroMoro ad esibirsi rendendo pubblica la vicenda.

Ho discreta seppure datata conoscenza della gente del posto e mi sento di escludere che alle cittadine e cittadini di Carmagnola andasse per storto "Bella Ciao".

Mi è tornato infatti in mente il contiguo comune di Carignano dove risiedetti per anni con la famiglia e svolsi un lavoro impegnativo nella pubblica amministrazione.

Alla stele di Pilone Virle era in corso la celebrazione di martiri partigiani lì barbaramente uccisi dai nazifascismi durante la Resistenza. Ad un certo punto prima sommessamente poi più sonora "Bella Ciao" divenne il sottofondo che coinvolse i numerosi presenti evocando l'irripetibile nascita e vita della lotta di Liberazione dalla tirannide.

Tirannide vissuta come imposizione autoritaria e violenta di modi di fare e di vivere estranei al comune concetto di libertà sul quale era impostata, insieme alla sobrietà, probità e laboriosità, la vita di quelle operose comunità.

Quanto al vice sindaco di Carmagnola veda se non sia il caso di avvicinarsi un po’ alla sensibilità media dei cittadini al cui servizio egli è.

14 set 2017

Un ragazzo di settant'anni fa.

Ad un ragazzo  di settant'anni fa riaffiorano episodi della sua adolescenza.

Scaduta la mezzadria alla "cascina del medic" la famiglia si trasferisce nel capoluogo del comune nell'astigiano: asilo infantile, scuole elementari, guerra 1940-45.

Aspirante nell'Azione cattolica e chierichetto in parrocchia; ragazzotto in campagna poi apprendista meccanico in piccola officina. Amicizie con coetanei e sfollati da Torino.

Gioco delle bocce su sterrato della piazza principale e acciottolato dell'adiacente via. Alle partite degli adulti la domenica con due file di spettatori ai lati. Gioco del biliardo nei 5 caffè e ristoranti che ne disponevano.

Calcio sull'acciottolato nella piazzetta della parrocchiale e nei  prati appena dopo la fienagione improvvisando le porte.

Uomo a undici anni sorpreso dal modo con cui si annuncia.

In gruppo con le biciclette da grandi fino alla fonte solforosa di Montafia lungo la provinciale solo inghiaiata; dissetandosi ai pozzi artesiani ai lati della strada azionando l'apposita saracinesca. Alla Scarassera un pozzo che pompava acqua sulla collina con un ingegnoso sistema che emetteva un ritmico "colpo d'ariete": bum….bum.

Lettura di tutti i libri della modesta biblioteca dell'Azione cattolica.

Ricupero petardi ferroviari inesplosi – usati come segnali acustici in caso di nebbia – e loro esplosione col botto centrandoli con una pietra.

Commissioni per conto terzi tra cui ritiro quotidiano dei giornali alla stazione ferroviaria con vendita lungo il percorso e consegna all' edicola nel capoluogo. Servizio remunerato con una copia dei settimanali "l'Intrepido" e "Il Vittorioso ".

Rincorsa in bicicletta dei rari camion alimentati dal gasogeno, cioè bruciando carbonella, per appendersi e farsi rimorchiare per un tratto.

Eiaculazione spontanea durante il sonno capita parlandone con gli amici o con la mamma.

25 luglio 1943. Assiste esterrefatto allo smantellamento di un grande fascio littorio sulla facciata delle scale che adducono all'edificio scolastico.

8 settembre 1943. La mamma aiuta militari che scappano fornendo loro abiti usati e ricevendo quelli militari.

Sotto bombardamento e mitragliamento aereo di treno di munizioni fermo alla stazione; un miracolo che nessuna delle centinaia di persone in fuga sia stata colpita.

Autunno 1944. Impiccagione del partigiano Luigi Capriolo da parte di militari nazifascisti al balcone di casa Marrone a Borgovecchio con minaccia di bruciare le case se il corpo fosse stato rimosso nella notte. La sera stessa la famiglia si trasferì nel granaio di uno zio in campagna e vi rimase per il resto della guerra.

Lezioni di francese a casa della maestra Borgnino con esercizi che simulavano risposte a domande poste da stranieri; chiese lumi  a papà che tranquillizza: ti serviranno tra un po’.

Aprile 1945. Dalla vigna dello zio in collina segue la parziale distruzione del ponte sul torrente Triversa ad opera dei partigiani. Dopo qualche giorno arrivano i soldati angloamericani con camion e carri armati: sigarette, gallette, benzina in cambio di non ricorda cosa. Per passare costruiscono in poche ore un ponte di ferro sovrastante quello danneggiato.

Dicembre 1946. Primo libretto di lavoro e assunzione alle Officine Meccaniche Cuffini ad  un chilometro da casa.