L'opinione di Giovanni Saracco

19 set 2018

Forse un simulacro.

I cento giorni della luna di miele del governo M5S-Lega sono terminati e se ne può trarre il succo.

A quanti compete per ruolo farlo: dal Presidente della Repubblica al sindaco del comune più modesto, passando per il Presidente della BCE a quello dell'Inps, al Ministro dell'Economia ed altri, in qualche modo si sono già espressi. I cittadini che lo desiderano un'idea se la sono fatta, anche se gli elementi disponibili non abbondano.

Vediamone alcuni.

Dopo un avvio tranquillo e rassicurante lo spread ha preso quota ed oscilla tra i 200 ed i 300 punti, che significa qualche miliardo di interessi in più all'anno da pagare sul debito pubblico.

S'è chiuso il capitolo Ilva acciaierie con "l'accordo possibile" che conferma il posto di lavoro per oltre 10 mila dipendenti la perdita di circa 3mila e miglioramenti di salubrità ambientale al di sotto delle attese e delle promesse.

Il "reddito di cittadinanza" non arriverà nella consistenza ed estensione promesse; forse un primo tentativo per dire che si parte.

La legge Fornero sulle pensioni resta sostanzialmente com'è con aggiornamenti dettati dall'esperienza maturata.

TAV in corso di realizzazione. Nel governo i sì ed i no si contendono la scena, ma chi lavora ha bisogno di chiarezza che non c'è.

La promessa riduzione delle tasse non è all'ordine del giorno e non lo sarà per un  po’: forse un simulacro.

Migranti. Il problema c'è, ci sarà, durerà perché le cause che lo determinano non sono state affrontate. L'Europa può e deve fare di più e meglio ed occorre lavorare insieme per questo. Dal governo solo contraddittorie, truci prese di posizione senza sbocchi concreti.

Ministro dell'Interno esorbita e deborda ma tira dritto perché i sondaggi lo danno vincente.

In politica estera assunti e coltivati rapporti coi leader più retrivi e contrari a che l'Unione Europea evolva come realtà continentale sovrana che aiuti e dia forza ad ogni singolo Stato di cui è costituita.

La politica di questi leader è stata recentemente sanzionata dall'Assemblea dell'Unione che ne ha stigmatizzata la pericolosità

Nel Mondo analoga ambigua frequentazione di leader ai quali l'Europa unita va di traverso: uno per tutti Donald Trump; ma negli Stati Uniti la democrazia s'è dotata di strumenti per rimediare a questi eccessi.

In Italia c'è la Costituzione da applicare e tanto basterebbe.

Speriamo di farcela.

 

14 set 2018

Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare.

Con chi ha bisogno è perentorio inflessibile "capitano", con quanti hanno è acquiescente mellifluo; dice con noncuranza tutto e il suo contrario un giorno sì e l'altro pure. E di ciò mena vanto, come stile di governo dall'alto dello scanno di vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'Interno, che sommati contengono poteri e responsabilità di cui solo persone assennate possono farsi carico.

Egli invece diseduca chi lo sente e si diseduca perché come capo della Lega gli basta aumentare comunque i consensi.

Un po’ come Donald Trump che in campagna elettorale si vantò: anche se mi mettessi a sparare nel centro di New York gli americani mi voterebbero. Come purtroppo avvenne con i tristi noti esiti.

E noi dovremmo accettare di finire così od anche peggio con Matteo Salvini?

Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 4  marzo scorso il M5S promise a Taranto che con le acciaierie Ilva avrebbero ottenuto di mantenere i posti di lavoro e il risanamento ambientale: premiato sulla fiducia con il 47% dei voti.

Recentemente alla conclusione delle trattative il ministro Luigi Di Maio dovette accontentarsi di molto meno; e lo spiegò affermando che era il massimo possibile nella situazione data. Gli elettori hanno manifestato il loro dissenso ritenendo di essere stati turlupinati.

"Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare" recita il buon senso popolare che Di Maio ha compreso solo toccando con mano come San Tommaso.

Comunque un passo avanti suo e del ministero di cui è a capo.

Anche dal crollo del viadotto Morandi a Genova si può imparare l'importanza di stabilire le priorità giuste tra molteplici cose da fare.

Era oramai evidente e noto non solo a quanti se ne occupavano che l'opera necessitava di interventi per garantire la sua stabilità e sicurezza, che per una serie di ragioni si protraevano o rinviavano nel tempo.

Tra queste ragioni il mancato inserimento della priorità sicurezza delle persone che utilizzavano l'autostrada e degli abitanti delle case sottostanti il viadotto e nelle immediate vicinanze.

Si  optò quindi per interventi di rattoppo la cui esecuzione poteva avere luogo senza chiudere l'autostrada e continuando a riscuotere il pedaggio.

Concausa dei luttuosi e drammatici eventi che se compresi nell'essenza che li ha determinati può evitare il loro ripetersi anche in fattispecie diverse.

 

6 set 2018

Chi vuol esser lieto sia di diman non v'è certezza.

Con una delle mie nipoti in quarta elementare (o già quinta?) mi sono impegnato a scriverle una lettera ogni mese per tutto il 2018 su argomenti più disparati che presumo di suo interesse.
Per quella di settembre conto di inviarle la presente paginetta.
Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia, di doman non c'è certezza.
Verso di Lorenzo il Magnifico se ben ricordo.
Quando il grand'uomo lo espresse le persone vivevano in media meno di quarant'anni. Ora gli uomini superano gli ottanta, qualcuno in più per le donne.
Quindi si ha la certezza di restare giovani più a lungo.
È un bel disporre che dipende, checché se ne dica, da ognuno.
Per goderne appieno questa opportunità deve essere gestita, occorre quindi avere testa, più testa, migliore testa. Assecondando l'arcobaleno dei propri desideri, aspirazioni, voglie per esprimere prima possibile quanto si sente dentro e realizzarlo in divenire nel tempo Dandosi una base culturale generale ben fondata, solida, duttile e aggiornandola in continuazione per attingervi quanto serve nel proseguire il percorso intrapreso.
Galvanizzato dai successi ed assumendo come stimoli a fare meglio: difficoltà, traversie, errori, sconfitte.
"Chi fa da sé fa per tre" è un proverbio tuttora valido nel contesto decisionale che vede partecipi tutti gli interessati, ripartendo poi personalmente compiti e responsabilità afferenti la realizzazione di quanto deciso.
L'elisir della giovinezza ad ogni età suggerisce inoltre di camminare un po’ tutti i giorni, dormire di gusto la notte, mangiare con appetito mai completamente saziato, sorridere, amare senza limiti.
Di mio aggiungerei: stare bene con le persone con cui si ha a che fare, compiacersi dell'altrui realizzarsi, prestarsi se richiesto od avvertendo che occorre, esprimere naturale gaia vitalità.
In estrema sintesi: provare un inesprimibile intimo piacere a fare bene le cose per sé e per gli altri viventi qui ed ora.

3 set 2018

Caino verso Abele.

In generale si dicono troppe parole, numerose quelle inutili, qualcuna dannosa. Proviamo quindi a sintetizzare con l'intento di giovare.
In un condominio le plafoniere luci scale devono essere adattate per ospitare lampade a led al posto di quelle ad incandescenza, per risparmiare energia elettrica, lampadine e lavoro per la sostituzione di quelle bruciate.
L'operazione decisa dall'Assemblea condominiale stenta a decollare non si sa bene perché: magari non è stata annoverata tra le priorità rispetto alle cose da fare.
Facendo le dovute proporzioni forse anche per avere temporeggiato troppo il viadotto Morandi a Genova non ha più retto.
In democrazia la differenza tra governare e comandare è notoria e si coglie a buon senso, a partire dalla famiglia i cui membri, specie giovani, vengono coinvolto nelle decisioni mentre crescono in età e consapevolezza. Eventuali carenze o peggio si riflettono negativamente anche nella società.
Tanto i parlamentari eletti quanto i ministri nominati devono operare come dispone la Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti ed altre norme cogenti, e fare sì che i cittadini riescano a vivere dignitosamente con il frutto del loro lavoro, sereni ed in pace; sapendo che è loro compito e dovere affrontare e risolvere i problemi dello Stato.
Così significa governare.
Questo vale per tutti gli altri livelli istituzionali: Province, Comuni, Enti e realtà varie in cui il bene comune e l'interesse generale sono obiettivi imprescindibili.
Ricordando sempre che la politica è l'arte delle cose possibili nelle realtà e nei tempi in cui concretamente si è; con donne, bambini, uomini, giovani, anziani. Ben sette miliardi circa di persone del mondo globale cui s'aggiungono un'infinità di altri viventi animali e vegetali.
La politica è quindi un'attività, un lavoro impegnativo e faticoso per i preposti che vanno seguiti, controllati, aiutati dagli elettori affinché producano buoni frutti.
Considerando i sette miliardi come membri della grande famiglia globale che aspirano a vivere nel miglior modo possibile facendo ciascuno la loro parte secondo le capacità di cui dispongono.
Consapevoli che per andare d'accordo col Mondo bisogna iniziare ad andarci almeno tra due; e non fare come Caino verso Abele.
Convincendoci che tutto ciò è possibile solo stando insieme operosi e vitali, rispettando condizioni e ritmi naturali di Madre Terra unica nel cosmo infinito.

22 ago 2018

Comune buon senso e responsabilità.


Proviamo a riassumere la situazione del crollo del viadotto Morandi a Genova ed il futuro che si prepara.

Si tratta di una avveniristica importante struttura autostradale che scavalca il torrente Polcevera e sovrasta l’abitato, con l’impalcato, in cemento armato precompresso dove transitano gi autoveicoli appeso agli stralli, grossi cavi di metallo “inscatolati” in elementi di cemento armato incernierati a torri sempre in cemento armato alte parecchie decine di metri. Età del tutto circa 60 anni. Oggetto di controlli ed interventi vari nel tempo ed ancora recentemente.

La gestione è affidata ad una società concessionaria disciplinata da un contratto con diritti e doveri dei contraenti.

Alla vigilia di Ferragosto di quest’anno verso le 11,30 del mattino un temporale con tuoni e fulmini infuria sul territorio dove si trova il viadotto; normale il transito di veicoli nei due sensi di marcia; visibilità ridotta dalla pioggia sferzante.

Improvvisamente senza apparenti segnali premonitori 100 metri di impalcato con relativa torre cedono e crollano, trascinando con sé i veicoli in transito e quanti sopravvengono e non si accorgono di quanto sta accadendo.

Persone generose e coraggiose che per prime si rendono conto di quanto succede e si salvano frenando in tempo, segnalano sbracciandosi e correndo a ritroso verso chi sopravviene.

L’immagine di un camion, il cui autista è riuscito a fermarlo pochi metri prima del vuoto, rende l’idea di quanto sia a volte esiguo il confine tra la vita e la morte.

Cause e concause del crollo sono tutte da accertare, ma gli indizi disponibili suggeriscono: caratteristiche peculiari dell’opera e sua età, logorio degli elementi sia in cemento armato che metallici, la manutenzione e sostituzione di parti essenziali per la stabilità, caratteristiche ambientali e loro azione sulle strutture, forza del vento e turbinio durante il temporale ed eventuali fulmini che possono avere colpito le strutture, in particolare gli stralli in metallo.

Ricordando che le opere in cemento armato associate o meno a parti in metallo possono avere mezzo secolo di vita media ed anche meno.

Con ogni probabilità la parte di viadotto rimasta dovrà essere sollecitamente demolita e l’intera opera dovrà essere ricostruita perché la viabilità di Genova e l’attività del suo porto non possono farne a meno.

P.S. Nel corso del tempo fino al tragico epilogo in cui 43 persone sono morte e numerose sono quelle ferite e sofferenti, non è stato richiamato l’utilizzo del comune buon senso né il sano esercizio della responsabilità. Due principi etico-comportamentali da cui non si può prescindere.


28 lug 2018

14 anni di Sergio Marchionne alla Fiat.

Per valutare se e quanto siano serviti all'Italia, al lavoro ed ai lavoratori i 14 anni di Sergio Marchionne alla Fiat occorre partire dalla situazione fallimentare per porre rimedio alla quale egli era stato chiamato.

Allo stato e  di massima si  può affermare che il peggio è alle spalle, si sono fatti passi avanti ed altri sono possibili sempreché i chiamati a sostituirlo ed il capitale nel suo insieme non demordano dall'impegno, competenza e dedizione da egli concretamente profusi, e poi richiesti ai collaboratori più direttamente coinvolti ed alle parti in causa.

Alla giusta obiezione di quanti fanno notare che i posti di lavoro in Italia nella galassia Fiat sono diminuiti perché i componenti delle varie vetture, automezzi ed altro in produzione sono realizzati fuori Italia, occorre rispondere con la realizzazione di diversi e più avanzati equilibri per il conseguimento dei quali prevalgano investimenti per le novità, la qualità e la programmazione nel tempo da effettuarsi prioritariamente nel nostro Paese.

L'auto a guida informatica e quella a propulsione con energie rinnovabili, con le innovazioni relative, devono utilizzare l'Italia come realtà già predisposta per svilupparne al meglio le potenzialità con il valore aggiunto di saperi, competenze ed esperienze affermate.

Insieme all'importanza che egli attribuiva nel suo fare al guizzo d'ingegno, alla pensata che risolve ed ai naturali suoi limiti, vizi e virtù, va riconosciuta a Sergio Marchionne la pratica concreta che è l'insieme del lavoro umano a migliorare le condizioni di vita di tutti e per tutti.

 

26 lug 2018

Amnesie.

M'ero ripromesso di ricorrere al "bis" solo in caso di comprovata necessità che adesso mi pare questa: il venire meno del rapporto fiduciario tra eletti ed elettori, di cui non si può fare a meno perché riguarda le decisioni da assumere lì per lì e solo dopo si  può spiegare all'elettore perché e per come.

Il venire pericolosamente meno della fiducia è avvertibile nelle due seguenti  particolari  circostanze.

Donald Trump incontra Putin ad Helsinki e per due ore parlano da soli senza altre persone presenti: un fatto almeno inconsueto. Nella conferenza stampa che seguì i due capi di Stato dicono ogni bene di loro stessi e dei rispettivi Paesi che rappresentano.

Donald Trump torna a casa negli Stati Uniti e lì racconta com'è andata dando una versione quasi opposta a quella di Helsinki!

In Italia è in corso un importante provvedimento di legge di iniziativa del Governo che ha nel titolo la parola "dignità". Si tratta di un documento complesso alla formazione del quale pongono mano una molteplicità di persone e competenze per cui è comprensibile che il testo in divenire contenga via via qualche novità o parti che necessitino di ulteriori messe a punto.

Invece un cenno contenuto nella relazione che pone in guardia dal rischio di perdere posti di lavoro ha sollevato un  vespaio perché ritenuto lesivo del lavoro svolto dal governo. Due ministri hanno chiesto addirittura al Presidente dell'INPS  Boeri di dimettersi perché supposto coinvolto!

In seguito anche  Confindustria ha condiviso il rischio accennato suggerendo modifiche al testo.

In Italia il principio di responsabilità fondato sulla fiducia è nell'art. 54 della Costituzione: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”.

Per quanto concerne gli Stati Uniti i cittadini elettori sanno certamente come regolarsi nei confronti delle amnesie del loro Presidente.

 

23 lug 2018

Sergio Marchionne.

Dicono che Sergio Marchionne stia morendo. Mia moglie ed io preghiamo perché non sia così.

Me se sarà così andrà sicuramente nel posto che si merita, da dove potrà spiegare il molto che ha ancora in serbo.

E di avere fatto del suo meglio per giovare al lavoro, ai lavoratori, agli azionisti del mondo globale a partire dalle singole specifiche realtà nazionali e perfino locali.

Capire come e perché toccherà a ciascuno di noi per potere fare la nostra parte al meglio.

 

18 lug 2018

Cristiano Ronaldo.

Cristiano Ronaldo è un bravo calciatore e ci farà divertire più da vicino giocando nella Juventus. La conquista dell'ambita Champions League è però il risultato che si ottiene per merito di tutta una squadra.

Scusate l'insistenza, ma per mettere in pratica il suo nuovo corso il Partito Democratico può formare ed attivare fin da subito un governo ombra che "governi dall'opposizione" dandosi priorità che caratterizzano la sinistra moderna, come: lavoro per tutti, opportunità ed equa distribuzione della ricchezza prodotta dal lavoro di tutti, giustizia solerte, diritti-doveri, etica, solidarietà, previdenza e assistenza, migranti come disciplinata ordinarietà planetaria in cui tutti facciamo la nostra  parte.

Calcio Mondiale in Russia: una importante passerella di come va il Mondo oggi, come si sta in campo, rapporti tra le persone, grandi masse estremamente composite, in sicurezza anche con il contributo di ognuno. Indicazioni insieme a tante altre da non trascurare. Ha vinto la Francia che rappresenta al meglio tutto questo.

Villafranca d'Asti nel suo piccolo non è stata da meno, vincendo il campionato di calcio cui ha partecipato ed ottenendo la promozione a quello superiore. Per quanto si sa già con ingredienti espressi dal Mondiale. Complimenti a tutti e auguri a bene proseguire.

Donald Trump partecipando recentemente a  iniziative ed incontri in Europa ha definito questo Continente nemico degli Stati Uniti. Forse perché ha incrociato manifestazioni di disappunto, sconcerto, apprensione e dissenso per la sua politica gretta ed egoista, che dal Paese più ricco del Pianeta attribuisce all'ignavia la povertà di un terzo della popolazione mondiale!

L'America è saggia, paziente, operosa, solidale e saprà rimediare ai pochi errori imparando ad esserlo sempre di più.

Ed ora l'auspicio che tutti possiamo godere presto della vacanza desiderata.

 

13 lug 2018

Mai amplesso riuscì così coinvolgente.

Due  donne  ultraottuagenarie - entrambe vedove - conosciutesi da poco, dopo avere parlato un po’ del più e del meno entrano in confidenza.

  • Sai, avevo trent'anni sposata con un uomo che mi piaceva, si andava d’accordo in tutto … però ...;
  • Però … ripeté l'altra incuriosita;
  • A me sarebbe piaciuto avere almeno un figlio o una figlia ma lui non voleva perché allevarli costano fatica e fastidi. A questo penso io, gli avevo già detto più volte, per te non cambia nulla; anzi non dovrai più prestare tutte le attenzioni come adesso per non mettermi incinta;
  • Lui come reagì ? ... insistette l'amica;
  • Non se ne dette per inteso; tenero come sempre, pieno di premure, giocherellone, ma di tenerlo dentro il tempo necessario nemmeno un  tentativo! Qualche malizia la imparai anch'io …: lo strinsi a me nel momento topico ma la gravidanza non arrivava;
  • Ma che diamine, incalza l'amica; potevi farlo ingelosire magari negandoti qualche volta.
  • Ricorrere a sotterfugi non mi piaceva; dire pane al pane e vino al vino come ci eravamo sempre comportati reciprocamente mi pareva la strada giusta.
  • Quindi insistesti ancora con lui o cos'altro ti inventasti ?
  • Quando mi desiderava me lo faceva capire più che con le parole con un rituale tutto nostro da cui traspariva anche l'intensità del desiderio. Attesi con pazienza che si verificasse una di queste circostanze e, per quanto ne sapessi, non solo l'assecondai ma lo indussi ad abbandonarsi al piacere bisbigliandogli: mettimi incinta, mettimi incinta.
  • Perbacco che intuizione hai avuto !
  • Mai amplesso riuscì così coinvolgente ed all'unisono ed il prodotto fu la nostra meravigliosa figlia cui egli dedicò il meglio di sé contraccambiato.
  • Sospiro dell'amica che mormorò quasi parlando tra sé e sé: bei tempi certo e bell'età la nostra allora. E fa ancora piacere adesso sentirlo raccontare.

 

10 lug 2018

Se i buoni non si fanno sentire.

Se i buoni non si fanno sentire il male si propaga e degenera. È quanto m'ha fatto ricordare "L'Amaca" di Michele Serra su "la Repubblica" di qualche settimana fa, in cui l'autore si proponeva di evidenziare delle cose che non vanno anche quanto di buono può esserci o può essere fatto.

Spostare, come riportano i giornali, dal capitolo accoglienza al capitolo rimpatri risorse consistenti destinate ai migranti significa che il ministro dell'Interno ha messo  in pratica di sua iniziativa la  minacciata politica dei respingimenti fin da subito nei confronti di bambini, donne, uomini che fuggono da condizioni di vita così gravi che non vale a dissuaderli l'alto rischio di morire nell'attraversare il deserto o annegati nel Mediterraneo.

Mi sono messo nei loro panni, con il poco che so di essi, ed ho concluso che fuggirei anch'io così; lo affermo ritenendo di rispettare anche spirito e lettera della nostra Costituzione. Certo disciplinando il flusso da Paese civile e valorizzando gli ospiti.

Mentre con mia moglie abbiamo adottato a distanza due ragazzine-ragazzini africani aiutandoli a casa loro come desiderano.

Mi hanno raccontato del calvario per ottenere dal Servizio Sanitario Nazionale la prenotazione di una visita dermatologica in tempi ragionevoli per anziano soggetto a neoformazioni maligne. Due ospedali adìti prenotano soltanto da settembre-ottobre per fine anno inizio 2019; uno di essi ha suggerito di avvalersi della possibilità di prenotare entro 30 giorni pagando 70 euro.

L'ospedale Cottolengo di Torino ha prenotato invece senza problemi per la fine di agosto di quest'anno

La manutenzione ordinaria di beni di proprietà pubblica o pubblici per destinazione è tra i problemi del nostro tempo. Si tratti della pulizia di caditoie stradali con griglia per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche, o di rimediare a dissesti del manto bituminoso di strade urbane, oppure di interventi su edifici – scolastici in particolare – ed anche di viadotti stradali le cui strutture sono particolarmente sollecitate ed esposte al degrado.

Manutenzione per mantenere integri e sicuri nel tempo i beni di cui si tratta, prevenendo incidenti e disgrazie, risparmiando risorse ed utilizzando mano d'opera altrimenti inoperosa.

Se si allargasse il discorso alla stabilità dei terreni si può affermare fin d'ora che i benefici sarebbero tali da indurci a dolerci per non averci pensato prima. Parchi, alberate, aree boscate e brulle trascurate o abbandonate del tutto. Interi versanti degradati ed a rischio scoscendimenti, smottamenti o peggio.

Di certo non si parte da zero, ma possiamo fare tutti un po’ meglio; occupandoci dal bene in cui abitiamo e del suo intorno prossimo. E poi via via mettendoci ciascuno del proprio dove si ha titolo a fare, o chiedendo a chi di dovere di farlo.

Ricordando, sollecitando ed all'occorrenza pretendendo sia fatto.

 

3 lug 2018

Dalle stelle alle stalle.

Il leader della Lega anziché dire come intende contribuire a risolvere come tale i principali problemi degli italiani: lavoro che non c'è, debito pubblico che aumenta, economia che stenta, poveri che crescono, giustizia che soffre, parla d'altro e rilancia dicendo che vuole stare al governo per trent'anni e per riuscirci spara  la "superlega" a livello europeo dopo avere stentato a riempire il pratone di Pontida.

Chi se ne intende racconta che un ego così sfrenato caratterizza i geni oppure persone che nell'infanzia hanno ricevuto affetto al disotto dei desideri e/o dalle aspettative e ne hanno patito.

Tutto questo proprio nei giorni in cui le stelle del calcio: Ronaldo e Messi escono di scena dal Mondiale in Russia perché non basta essere eccelsi se il contesto non accompagna.

E perché il contesto accompagni occorre che l'eccellenza sia manifesta e contenga il necessario di propedeuticità per avvalersene; e di fare scuola dando tempo al tempo.

Solo pur risonanti ed immediati risultati favorevoli accrescono incentivate aspettative difficili da soddisfare, alimentando il malcontento personale e sociale ed anche qualcosa di più, innescando una spirale perversa di cui si ignorano le conseguenze.

Tra le possibili quella che gli elevati dalle esagerazioni stellari si trovino a fare i conti nell'oblio delle stalle.

Ovvero: "Dalle stelle alle stalle".

 

2 lug 2018

Ha diritto di asilo.

Migrano i migliori perché hanno più possibilità di farcela e diventano di esempio e di riferimento per altri che decidano di tentare a loro volta.

L'abbiamo capito da un po’ ed è confermato dall'esperienza maturata in  questi anni.

Costellata da eventi drammatici nei quali hanno perso la vita decine di migliaia di donne, uomini, bambini.

Nei deserti da attraversare, lungo le coste in attesa dell'imbarco, tra le onde del Mediterraneo solcate da natanti a perdere forniti e gestiti da organizzazioni malavitose e lasciati in balia degli eventi alle prime difficoltà.

Per gli approdati sul suolo italiano scattano le verifiche per accertare il diritto ad avvalersi di quanto dispone l'art. 10 della nostra Costituzione: "Lo straniero al quale sia impedito nel suo Paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge".

Ad oggi meno del 10% della popolazione italiana è costituita da migranti che hanno goduto di questa possibilità; non pochi hanno successivamente ottenuto la cittadinanza.

Il senso di ospitalità che caratterizza da sempre gli italiani ha aiutato ed aiuta tuttora la loro integrazione, puntando sulla diversità come risorsa aggiunta.

Nel frattempo è cresciuta la consapevolezza che le modalità di cui ci sa avvale ancora per raggiungere l'Italia, per rimanervi o da utilizzare come ponte verso altri Stati dell'Unione Europea, non siano più sostenibili e che altro vada pensato e fatto in aggiunta ai pure notevoli passi avanti già compiuti.

Accordi intercontinentali tra Europa e Africa è l'obiettivo su cui puntare, magari anticipandoli con intese tra Stati, come già verificatosi nell'attuale fase di transizione.

Tenendo conto che la libera circolazione delle persone nel Mondo globale non è un accidente cui rimediare in qualche modo, ma condizione storica permanente ed irreversibile.

Dipende dagli interessati farla diventare un'ulteriore occasione di sviluppo e progresso fra tutti e per tutti.

Non snaturando certo costumi, stili di vita, storia, tradizioni di ospitanti e ospitati ma arricchendoci liberamente tutti del meglio di ciascuno.

In un reciproco paziente e perdurante confronto che ha nel quotidiano lavoro che ci accomuna l'occasione migliore per dare concretezza al buono possibile.

28 giu 2018

Un abbraccio, una carezza.

Un abbraccio, una carezza scambiati con umana naturalezza tra Papa Francesco ed il Presidente francese Macron hanno rincuorato milioni di persone che hanno colto in questi gesti significati impliciti che confermano l'importanza dei rapporti tra persone per vivere meglio possibile sul pianeta Terra, il solo che finora si conosca adatto ad ospitarci.

Tutti i sette miliardi che già siamo ed anche i dieci che si prevede saranno tra qualche decennio.

Purché riusciamo a fare tesoro del potenziale di cui ogni persona dispone.

Un compito certo impegnativo che si può riassumere in un dato elementare che ricorre sui media: ridurre del 40% il consumo di energia senza farci mancare nulla di quanto serve per vivere dignitosamente tutti.

Buoni auspici sulla possibilità di farcela si possono trarre anche dallo svolgimento dei Mondiali di calcio che si stanno giocando in Russia, circa la buona qualità diffusa che essi esprimono, non solo nel gioco ma anche comportamentale sia in campo che tra gli spettatori.

 

26 giu 2018

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.

Qualcuno dica al leader della Lega che la campagna elettorale è finita e che deve iniziare a fare il Ministro dell'Interno nell'interesse del Paese.

Ed a parlare ed operare in conformità per il bene di tutti indistintamente.

Quanto a fare cose presso l'Unione Europea, all'essere Ministro Italiano aggiunga i diritti-doveri di Cittadino Continentale.

Quando va per il Mondo deve ulteriormente sommare il ruolo di parte dell'Umanità che egli rappresenta per realizzare un futuro armonico di pace e prosperità.

Quindi particolare e globale non solo non confliggono ma concorrono a realizzare gli obiettivi comuni che ci si dà ai vari livelli; un impegno che trascende riassumendoli i livelli che precedono.

Siccome s'impara molto dagli errori, propri soprattutto, anziché ambire alla "claque" ed aborrire osservazioni e critiche, il signor Ministro s'acconci al mix virtuoso che l'aiuti a raggiungere e mantenere la sufficienza in ciò che riuscirà a fare.

Attenendosi alla lettera ed all'afflato della nostra Costituzione.

Se riuscirà a portare di suo migliorie all'esistente stato di cose glie ne sia dato atto.

Circa i compagni di strada che deciderà di scegliersi per la bisogna, ricordi il vecchio adagio: "chi va con lo zoppo impara a zoppicare".

E tutto ne patirebbe.

Per sé signor Ministro e, purtroppo, anche per tutti noi.

20 giu 2018

Ciula.

Nel panorama odierno esortare all'onestà rischia di diventare una malinconica litania. Forse è ora di dire e praticare l'onestà come stile di vita che diverte, gratifica e giova per l'autostima.
Senza insistere troppo però. Altrimenti si rischia di passare per “ciula”, dal piemontese schietto che sta per minchione o giù di lì.

Essere consapevolmente in pace con sé stessi e la propria coscienza consente serenità non disgiunta da intima felicità giovevole all'equilibrio ed alla salute, intesa non solo come assenza di patologie ma come migliore espressione di sé per sé.
Prendendo atto che non è più un deterrente il peccato grave in cui s'incorre violando il settimo comandamento, né le maldicenze che s'innescano e si alimentano e neppure la prigione.
Riscoprire l'anatema sa di ultima spiaggia.

Sembra provato che si rischiano nuove ed anche gravi patologie se si vive in uno stato d'animo conflittuale, contraddittorio rispetto al proprio intimo sentire e stile di vita.
Rubare in particolare mentre si ricoprono ruoli pubblici per la bramosia di avere per prevalere, confligge oggettivamente con l'essere che è qualità per eccellenza e senza limiti.

C'è poi un intreccio perverso tra la problematica disonestà in atto e la diffusa disponibilità a credere alle fanfaluche più strabilianti se ritenute di convenienza per sé. E si è disposti a sperare di più in un eclatante improbabile evento a proprio favore, che curarsi di opportunità concrete ed attuali insite nel normale vivere quotidiano.

Eppure nonostante tutto c'è ancora una stragrande maggioranza di persone oneste su cui contare.
Urge occuparsene operando a sostegno.
Magari anche istituendo il Nobel dell'onestà.

14 giu 2018

Misero ed effimero vantaggio per sé.

I recenti avvenimenti dei profughi in mare alla ricerca di un porto confermano che il problema è vissuto dai cittadini italiani ov'essi attraccano come una realtà per la quale i preposti devono trovare giuste soluzioni; e non affidarsi all'improvvisazione o, peggio, farne un uso strumentale.

Ecco una sintesi di numeri inconfutabili da utilizzare in Italia per decidere con cognizione di causa, desunta da "la Repubblica" del 12.6.18.

Omicidi volontari nell’anno 1991: 1916, scesi a 600 nel 2000, ancora scesi a 343 nel 2017.

Morti per mano della criminalità organizzata nel 2016: 0,65 ogni centomila abitanti, una vittima ogni due anni circa in una città come Asti. La media europea è quasi il doppio: 1,1. Nel nord America le vittime sono moltiplicate per 8: 4,88 ogni centomila abitanti.

E tutto ciò mentre gli stranieri in  Italia sono aumentati da 3 milioni a circa 6 nello stesso periodo.

La strada giusta è quindi quella politica praticata dal governo di centrosinistra, degli accordi con gli Stati coinvolti e con l'Unione Europea. Strada che per diventare coscienza condivisa ha bisogno di essere praticata per qualche tempo per valutare i risultati già raggiunti con la drastica riduzione degli arrivi.

Guardarsi quindi da chi invece alimenta la paura per ricavare qualche misero ed effimero vantaggio per sé.

Le  elezioni amministrative del 10 giugno scorso per il rinnovo dei Sindaci e dei Consigli comunali hanno interessato circa 7 milioni di elettori che hanno  votato al 60% circa.

Da esse si può sinteticamente ricavare che rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo scorso- senza volere fare  impropri paragoni – la Lega si conferma trainante; il M5S perde un po’ dappertutto dove si è presentato; il Partito Democratico soffre ma mantiene i consensi.

C'è quindi una divaricazione tra chi beneficia e chi perde voti dal comune lavoro in atto nel nuovo Governo tra Lega e M5S.

Al Partito Democratico si chiede di dichiarare e  praticare un ruolo anche inedito sia dove governa che dall'opposizione. Più pragmatico, efficiente, efficace, partendo con umanità dai problemi dei più con priorità da chi sta peggio; confermando e ribadendo con i fatti il suo agire per l'interesse generale ed il bene comune, la solidarietà, con  l'Unione Europea da protagonista e con essa nel Mondo.

 

13 giu 2018

Bella Ciao.

A lasciare i saluti per il papà dei fratelli Cervi anni dopo la sua morte ci aveva già pensato Berlusconi da capo del governo.

A dimenticare il nome di Piersanti Mattarella ucciso dalla mafia da  presidente della Giunta Regione Sicilia ha provveduto il prof. Giuseppe Conte presidente del Consiglio dei ministri nel suo intervento in Parlamento in occasione del voto di fiducia al nuovo governo.

A ricordare "Bella Ciao" a Matteo Salvini ministro dell'Interno sono stati i passeggeri del pulmino che fa la spola tra Roma e l'aeroporto di Fiumicino, cantandogliela lui presente.

Adesso non si può che migliorare, facendo come Partito Democratico anche una opposizione nuova in Parlamento.

Intanto essere memoria storica. Poi operando come maggioranza "ombra", cioè votando i provvedimenti che si condividono, respingendo motivatamente quelli che di reputano lesivi dell'interesse generale e del bene comune, proponendone di propri e sostenendoli vigorosamente utilizzando la centralità del Parlamento e le opportunità relative.

Cioè imparando ed insegnando; ricevendo dal Paese stimoli, osservazioni, proposte ed offrendo il frutto del comune lavoro.

Prefigurandosi già come alternativa e confermandosi tale strada facendo.

Su questo nuovo modo di intendere e praticare l'opposizione  possono confluire quanti lo condividono presenti in Parlamento.

Ma anche singole cittadine e cittadini che decidano responsabilmente di occuparsi di politica, apportando l'irripetibile personale bagaglio di credibilità, competenza, capacità, autorevolezza, etica e quant'altro maturato nel corso della propria vita.

5 giu 2018

Hanno giurato fedeltà alla Repubblica.

La Lega col M5S hanno avuto più di quanto ormai speravano dopo circa tre mesi in cui non erano riusciti a cavare il ragno dal buco, ovvero formare il nuovo governo.
Il miracolo si è verificato per intercessione di Sergio Mattarella davvero stoico e di Carlo Cottarelli economista, saggio, capace e leale e con alto senso dello Stato.
La Lega ed il M5S si sono spartiti i Ministri col manuale Cencelli rivisto ed aggiornato per l'occasione, trascurando una egualitaria presenza femminile.
A Giuseppe Conte Presidente del Consiglio incaricato è stata data una seconda opportunità colta al volo.
Tutti i Ministri ed il Presidente del Consiglio hanno giurato fedeltà alla Repubblica e presto il nuovo governo si presenterà nei due rami del Parlamento per ottenere la fiducia.
Cosa c'è da attendersi dal nuovo governo e dalla maggioranza che lo sostiene in Parlamento? Non certo l'integrale realizzazione delle promesse elettorali non compatibili con le disponibilità del bilancio, né ora né in una ragionevole prospettiva di medio periodo o di legislatura.
Si inizierà verosimilmente a realizzare quanto non costa o comporta spese con risorse già disponibili o ricuperabili, come la riorganizzazione, aggiornamento e modernizzazione della burocrazia dello Stato e degli Enti e servizi relativi; la lotta all'evasione fiscale ed alla criminalità organizzata che da sole darebbero un gettito sufficiente per finanziare interventi prioritari di promozione di lavoro nuovo rivolto specialmente ai giovani. Miglioramenti delle pensioni al minimo ed accesso alla pensione a condizioni migliorative rispetto alle attuali.
Per quanto riguarda il “reddito di cittadinanza” dovrebbe trattarsi di uno stimolo a trovarsi un lavoro con durata relazionata al raggiungimento di questo obiettivo.
Su quanto si riuscirà a fare rispetto a quanto accennato e ad altro possibile contenuto nel "contratto di governo" o programma che dire si voglia, si vedrà se siamo di fronte ad una impresa di miglioramento della qualità della nostra Repubblica con l'Unione Europea nel Mondo, o semplicemente ad iniziative di ordinaria buona volontà; di meno sarebbe inaccettabile.
Escludendo a priori che possa trattarsi di millantato seducente impegno da strascico di propaganda elettorale di basso conio. 

31 mag 2018

Dico, non dico, disdico.

Dopo tre mesi senza riuscire a mettere insieme un governo accettabile con una maggioranza che lo sostenga in Parlamento costituita dalle forze politiche premiate dagli elettori il 4 marzo scorso: Centrodestra e M5S, può essere utile riassumere per sommi capi come sono andate le cose e cosa ci può riservare il futuro.

A provarci con il M5S è rimasta solo la Lega, essendosi sfilati Forza Italia e Fratelli d'Italia alleati con essa alle elezioni

Dopo piroette, tira e molla, dico non dico disdico, e chi più ne ha più ne metta la Lega e il M5S stipulano un patto che ha una gestazione da elefantessa; ne vanno in giro versioni diverse. Quella definitiva viene consegnata per la formazione del governo al prof. Giuseppe Conte Presidente del Consiglio incaricato, il quale la propone insieme all'elenco dei dicasteri e relativi Ministri al Presidente della Repubblica, cui compete la nomina ai sensi art. 92 della Costituzione. Su un dicastero – quello dell'Economia – Sergio Mattarella esprime motivate perplessità.

In questi casi è prassi normale che ragionando si trova una soluzione diversa e appropriata; invece il leader della Lega si irrigidisce e pone l'aut aut: o resta così o il governo non si fa. Uno sberleffo alle prerogative del Capo dello Stato, un inedito conflitto politico-istituzionale, una indebita intromissione nell'esercizio dei compiti del Garante della Costituzione.

Lavoro di mesi vanificato, si riparte da capo.

Intanto mercati e spread incalzano e gli interessi passivi che paghiamo per il nostro rilevante debito pubblico salgono; chi non sta già tanto bene: pensionati, disoccupati, lavoratori a tempo determinato, salariati in generale, sta peggio. Solo chi sta già bene sta meglio o addirittura ne approfitta per avvantaggiarsene ulteriormente.

Sergio Mattarella è sollecito nel correre ai ripari incaricando subito il dr. Cottarelli, esperto di amministrazione dello Stato ed altre Istituzioni ed Enti pubblici, accorto analista per l'adozione di migliorie che razionalizzano e ottimizzano la spesa in funzione degli obiettivi che s'intendono perseguire; non digiuno di procedure, modalità e rapporti politici, di costituire un governo capace e che rassicuri.

Questo atto ha indotto prima il M5S poi la Lega a riconsiderare la situazione, rendendosi disponibili a rimuovere l'aut aut che ha impedito la nascita del precedente nuovo governo.

Se tutto ciò porterà alla formazione di un governo come Dio insegna ben venga; a giovamento per l'Italia e gli Italiani ormai convinti che ci sarà sempre più bisogno del contributo di tutte le forze politiche, e dei cittadini che decidono di occuparsi di politica. Tanto stando al governo quanto all'opposizione. Con responsabilità naturalmente diverse ma con l'obiettivo prevalente del bene pubblico e dell'interesse generale all'interno dei quali trovano posto tutti gli altri interessi legittimi, come sollecita l'etica politica e prescrive la Costituzione.

 

28 mag 2018

Didascalica.

In settant'anni di vita della nostra Costituzione l'Italia ha avuto Presidenti della Repubblica tra l'immenso e l'accettabile; nessuno però è venuto meno a quanto dispone la nostra Carta Costituzionale.

Sergio Mattarella ha tenuto ferma la barra sul suo ruolo nella formazione del nuovo governo dopo le elezioni del 4 marzo scorso, non accettando di ridursi a passacarte nominando Ministro chiunque gli venisse sottoposto.

Operando con alto senso di responsabilità, disciplina ed onore nell'interesse dell'Italia e degli Italiani nell'Unione Europea e con essa nel Mondo.

Circa i cambiamenti di quanto non va in Italia ed in Europa, essi hanno luogo con modalità e l'osservanza della nostra Costituzione e delle norme vigenti nell'Unione Europea, della quale siamo tra i Paesi fondatori.

 

25 mag 2018

Non è la palingenesi.

Costituire un nuovo governo democratico dopo le elezioni del 4 marzo 2018 è un atto ordinario e costituzionale.

Non è la palingenesi.

Alla bisogna provvedono di norma la o le forze politiche che hanno ottenuto il maggior numero di suffragi, e comunque sufficienti per avere la maggioranza nei due rami del Parlamento, ed hanno in comune principi, obiettivi politici, modalità operative e quant'altro necessario per operare insieme.

Nel nostro caso vi stanno provvedendo il M5S e la Lega, quest'ultima già nella coalizione di centrodestra dalla quale si è sfilata. All'opposizione andrebbero la coalizione di centrosinistra col Partito Democratico, la formazione di sinistra Liberi e Uguali, Forza Italia, Fratelli d'Italia ed altri.

Il Presidente della Repubblica ha incaricato il prof. Giuseppe Conte candidato alla Presidenza del Consiglio di trovare i Ministri cui affidare i vari Dicasteri, ed egli sta operando in tale senso.

In campagna elettorale il M5S e la Lega hanno promesso di realizzare interventi per centinaia di miliardi di euro di spesa, non possibili nel corso della legislatura. Quanto prima dovranno spiegare cosa e come ritengono di potere fare concretamente adesso.

Cittadini, famiglie, imprese si aspettano interventi che li aiutino a migliorare la loro vita con il lavoro, che non lascino alcuno solo nelle difficoltà, che modernizzino e migliorino il funzionamento dello Stato, delle Istituzioni ed Enti pubblici, perseverando nell'opera di forte contrasto alla criminalità ed a quella organizzata - mafia, 'ndrangheta, camorra - in particolare, si facciano pagare le imposte a tutti quanti le devono applicando il criterio costituzionale della progressività, e quant'altro emerga nel quotidiano nostro operare in Italia, nell'Unione Europea e con essa nel Mondo.

Quando il governo funzionerà unitamente alla maggioranza che lo sostiene in Parlamento, andrà valutato per quanto fa e come lo fa concretamente, senza pregiudizi di sorta ma anche senza soggezioni.

Affidando alla dialettica democratica il compito di contribuire alla soluzione dei problemi esprimendo la migliore qualità possibile, con l'irrinunciabile contributo critico-propositivo delle opposizioni e dei cittadini singoli ed organizzati che vorranno occuparsene.

 

23 mag 2018

Chi semina vento raccoglie tempesta.

Le elezioni regionali in Valle d'Aosta hanno portato la Lega di Salvini sulla cresta dell'onda dal niente degli ultimi vent'anni; alcuni partiti sono rimasti senza nemmeno la presenza in Consiglio, il Partito Democratico tra questi. Una sorta di plebiscito per il Carroccio che ha stupito perfino il suo leader!

Per il nuovo governo Salvini e Di Maio hanno trovato il prof. Giuseppe Conte che si presta ad essere il candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; circa i candidati ministri si sta ancora cercando.

L'ultima parola spetterà comunque al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, perché così dispone la nostra Costituzione all'art. 92: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri, e su proposta di questo, i ministri".

Qualche giorno fa mentre la signora Ivanka moglie del Presidente Trump inaugurava la nuova ambasciata USA a Gerusalemme, sui confini tra Gaza e Israele si contavano centinaia di morti e migliaia di feriti a seguito del tiro a segno che l'esercito israeliano faceva contro i manifestanti palestinesi lì ormai da settimane perché spinti da esigenze di sopravvivenza cinicamente utilizzate da Hamas con l'Autorità Palestinese praticamente esautorata.

Una vera e propria guerra non dichiarata per "difendere i confini di Israele" dice il governo Netanyahu al Mondo.

Censurata dall'ONU ma senza produrre finora alcunché di concreto che ponga fine alla sanguinosa rappresaglia e riapra la porta alla ricerca di una soluzione fondata su due Stati per due Popoli.

A praticare la quale occorrono doti di volontà lungimirante, capacità, coraggio, abnegazione e rispetto, specie da parte di chi dispone di tutto verso chi non sono rimasti che gli occhi per piangere.

D'altro canto "chi semina vento raccoglie tempesta" come insegnavano un tempo in famiglia già da piccoli.

Solo armonizzando antico collaudato umanesimo con scienza e tecnica avremo persone a tutti i livelli cui possiamo affidare con fiducia la gestione democratica del bene comune e degli interessi generali, aiutati in questo percorso da cittadini sempre più consapevoli, preparati, motivati.

17 mag 2018

Un mare di chiacchiere al vento.

Consentite di ricordare che dopo le elezioni del 4 marzo scorso ed in vista di un probabile governo M5S - coalizione di centrodestra premiati dagli elettori, scrivemmo che il Partito Democratico uscito malconcio avrebbe dovuto fare una opposizione critico-costruttiva volta a cavare il buono possibile nell'interesse dell'Italia che lavora e per aiutare la ripresa economica in corso ed uno sviluppo nuovo che punti sulla qualità, con un'attenzione particolare per quanti - persone, famiglie, attività - sono in difficoltà.

In effetti il M5S e la coalizione di centrodestra si occuparono della formazione del nuovo governo con i rispettivi leader Di Maio e Salvini; quest'ultimo rimasto recentemente solo essendosi sfilati Forza Italia e Fratelli d'Italia.

Purtroppo però da allora ad oggi s'è visto nulla: solo un mare di chiacchiere al vento.

Nonostante il competente stimolo, l'impegno e la perseverante saggia pazienza del Presidente Sergio Mattarella.

Protrarre ulteriormente questa telenovela non è più ammissibile: ci sono indilazionabili scadenze da rispettare che fanno carico al nuovo governo. Né si può trattare di un governicchio perchè sarebbe lo stesso Capo dello Stato a negargli il suo imprimatur.

Quindi o il duo Salvini-Di Maio dimostra di saperci fare generando un governo adeguato, oppure dichiari che non ce la fa e passi la mano.

In quest'ultimo caso sarà verosimilmente Sergio Mattarella a farsene carico ponendo rimedio a manifeste pochezze e insufficienze.

Di cui fare tutti tesoro per evitare ricadute nel prosieguo.

11 mag 2018

Ingeneroso, ingordo, ingiusto, inadeguato, superato.

Proviamo a sintetizzare.

*Donald Trump è fatto a suo modo ma tenuto a bada dai suoi rischia addirittura il Nobel e non è di impedimento ai buoni accadimenti, vedasi riappacificazione tra le due Coree con la rinuncia al nucleare da parte di quella del nord.

*Il libero mercato non ha ancora fatto il suo tempo ed è tuttora valido per la libera circolazione di beni e servizi utili all'umanità nel mondo globale.

*Il capitalismo mostra invece la corda: ingeneroso, ingordo, ingiusto, inadeguato, superato. Prendiamone atto e, nel caso dell'Italia, applichiamo la Costituzione specie quanto dispone ai Titoli III e IV Rapporti economici e politici. E lavoriamo con l'Europa e il Mondo affinché si affermi intanto quanto possiamo fare noi fin da subito.

*Almeno un miliardo di persone non dispone di cibo sufficiente; più di tre miliardi mangia troppo e per di più ne sciupa quanto servirebbe per sfamarle. Facciamo in modo di fare arrivare quanto serve a chi ne ha bisogno.

*Gli armamenti e le guerre costano da matti; e muoiono i combattenti ma soprattutto civili: bambini, donne, anziani; l'accordo peggiore è meglio di una guerra vinta. Lavoriamo per accordi, intese, patti e quant'altro purché intelligente per risolvere i problemi che abbiamo ed avremo.

*La Terra è stressata perché chiediamo all'insieme di cui è costituita: suolo, acqua, aria più di quanto è in grado produrre e riprodurre. Dobbiamo contenere la quantità che è limitata e sviluppare la qualità che è infinita.

*Il pericolo di essere in troppi su questa Terra già in questo secolo e le paure che ciò già comporta e comporterebbe. Niente paure se si migliora per tutti la qualità della vita con priorità per chi sta peggio. Infatti il controllo delle nascite sarà naturale perché affidato a persone con livelli di consapevolezza, stimoli, sensazioni, emozioni, stili di vita idonei e sufficienti a mantenere in equilibrio il sistema naturale vitale nel suo complesso.

Anzi la competitività avrà luogo e si svilupperà tra quanti fanno e faranno il meglio per tutti.

 

10 mag 2018

Sapere dire le cose giuste.

Tra le cose da praticare con indefettibile priorità scelgo queste due: lavorare perché tutti possano lavorare; sapere dire le cose giuste, al momento e nel luogo giusto.

Lavoro, lavoro vero sempre, lavoro conforme alle proprie aspirazioni, capacità, esigenze; lavoro retribuito il giusto, lavoro già presente o da inventare seriamente all'occorrenza; lavoro che rappresenti e venga vissuto come dignità personale e sociale. Innestato su una buona preparazione di base da affinare strada facendo.

Sindacalmente valorizzato e difeso intanto come tale e poi negli specifici in cui si declina.

Inserito in una filiera virtuosa che concorra a realizzare la personalità umana e la società nella quale viene svolto.

Quindi il lavoro come vita.

 

Nella vita di relazione, quindi in politica che lo è per eccellenza, è essenziale sapere dire la cosa giusta al momento e nel luogo giusto; se si nutrono dubbi è meglio tardare a dire o tacere.

Dire la cosa giusta nel momento sbagliato come minimo si spreca un'opportunità, ma spesso il danno è maggiore.

Ne abbiamo la riprova nel lavoro ancora in corso per la formazione del nuovo governo.

Esemplare il comportamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Non altrettanto si può dire di altri.

Ci sono cascati protagonisti sia nuovi che navigati.

Dimentichi che sapere disciplinare il proprio ego può fare la differenza.

 

3 mag 2018

Vox populi.

Idee maturate leggendo "L'amaca" di Michele Serra, "La disuguaglianza ha mille facce" di Nadia Urbinati, l'intervista alla cestista Mabel Bocchi ("la Repubblica" 27.4.18).

A proposito di quanto dicono i cittadini, vox populi, cui sembrano rifarsi i politici che hanno mano nei tentativi di formazione del nuovo governo dopo i risultati delle elezioni del 4 marzo scorso.

È per certo importante sentire quanto dice la gente ma distillarne il meglio compete a quanti sono chiamati a decidere democraticamente con gli strumenti di cui dispongono, sia personalmente che come istituzioni o altre realtà di cui portano la responsabilità.

Mi pare che questo sia tanto più vero oggi in cui l'espressione del punto di vista personale fa il giro del mondo in tempo reale.

Circa le disuguaglianze sociali, che si sostanziano nel non disporre tutti delle opportunità per conquistarsi ciò che si ritiene utile per vivere meglio, sono certamente fonte di ingiustizie cui rimediare con priorità, affinché con il concorso dei più in condizioni di esprimere il meglio di sé gli obiettivi di interesse generale e del bene comune, possono essere più efficacemente individuati, perseguiti e raggiunti.

Dopo avere letto l'intervista ho appuntato d'istinto: il meglio di due generi fuso in una sola persona. Non soltanto per l'eccellenza cui è pervenuta come atleta, ma per l'utilizzo della propria capacità di pensiero senza fronzoli e l'ottimismo del suo porsi nella vita di tutti i giorni avendo sempre presenti con naturalezza i principi di equità e giustizia cui s'ispira.

Declinando quanto sopra nelle situazioni politiche concrete significa avere sì a cuore le sorti del partito di appartenenza, ma in subordine rispetto a quanto è giovevole per l'Italia e gli Italiani.

In conformità della Costituzione la quale dispone che conoscenza, sapere e sapere fare devono concorrere sia allo sviluppo personale che a quello della società nel suo complesso.

28 apr 2018

Emozioni nella misura giusta.

Il 25 Aprile è stato ricordato come si deve in tutta l'Italia, continuando ad attingere da questo essenziale pezzo di storia elementi utili per orientarsi e scegliere oggi.

Accennerò alle emozioni perché ritengo che esse abbiano avuto un ruolo importante nell'avviare la Resistenza e nel suo prosieguo fino alla sconfitta del nazifascismo.

Sconfitto non una volta per sempre ma tutte le volte che si presenta, anche sotto mentite spoglie, in modo subdolo com'è già successo e come capiterà ancora.

È partita dal basso la Resistenza, come risposta al desiderio di vivere di giovani, condiviso anche da chi aveva qualche anno in più.

E dall'esigenza di un nuovo ancora ignoto cui s'opponeva comunque una dittatura opprimente, che offriva sì emozioni ma col sopruso, la volontà di potenza, la guerra.

Apparentemente una lotta impari in cui vinse la vita che mette in conto anche il dono di sé.

Con il 1° maggio si passa dall'Italia al Mondo con lo straordinario messaggio del lavoro, sempre giovane ma che per mantenere efficace la spinta che rappresenta necessita di una comprensione più accurata e diffusa della realtà entro la quale esso si colloca.

Rammentando che è lavoro tutta l'attività umana volta a realizzare una vita migliore per ciascuno dei sette miliardi di persone che popolano la Terra e dei dieci che ci saranno tra qualche decennio.

E che si lavora per essere contenti e soddisfatti, se si dispone di quanto occorre per esserlo.

Comprese le emozioni nella misura giusta, e sempre migliori sviluppando la consapevolezza.

Ci sono fatti quotidiani a dimostrare l'assunto; scelgo i seguenti.

Muoiono per eccesso di emozioni giovani di successo: cantanti, artisti, calciatori, ciclisti e non solo.

Muoiono dei meno giovani costretti ad una sub-vita sulla strada, senza futuro né "buone" emozioni.

Mentre il rampollo di una nota famiglia può cavare emozioni "buone" perfino dimenticando il freno di stazionamento con danni ingenti alla sua nuova Ferrari.

Siate misericordiosi esorta Papa Francesco rivolto ai religiosi; e si ferma a salutare e consolare persone dietro le transenne in piazza San Pietro, tra cui Gianni Morandi e Francesco Guccini: forti emozioni "buone".

Siccome toccano l'intimo della personalità, del 25 aprile e del 1° maggio ho evidenziato anche l'inconsueta importanza delle emozioni e dell'equo accesso alle medesime.

24 apr 2018

Fa male ricordare. Fa più paura dimenticare.

David Grossman scrittore israeliano ha tenuto recentemente a Tel Aviv un discorso in occasione del settantesimo anno dalla fondazione dello stato ebraico, riportato integralmente da "la Repubblica" del 19 aprile scorso.

Un contributo essenziale lungo il travagliato drammatico percorso due stati per due popoli in pace nella libertà.

Ne riporto brani salienti.

Io e la mi famiglia abbiamo perso nostro figlio Uri in guerra, un ragazzo simpatico, intelligente, pieno di humour. Anche adesso, quasi dodici anni dopo la sua morte, faccio fatica a parlare di lui in pubblico.

La morte di una persona cara è anche la morte di una intera cultura personale e unica, con un suo linguaggio, un suo segreto. Una cultura che non ci sarà più, e non ce ne saranno altre uguali.

È indescrivibilmente penoso trovarsi di fronte a questo “no” assoluto. Ci sono momenti in cui questo “no” risucchia dentro di sé quasi tutti i “si” e tutto ciò che c'è. È difficile ed estenuante combattere continuamente contro la forza di gravità della perdita. Ed è difficile separare la memoria dal dolore.

Fa male ricordare. Fa più paura dimenticare.

E com'è facile, in una situazione del genere, arrendersi all'odio, alla rabbia, alla voglia di vendetta.

Ho scoperto, però, che ogni volta che sono tentato dalla rabbia o dall'odio perdo contatto con mio figlio. Qualcosa del mio legame con lui si chiude in maniera ermetica.

Ho preso quindi una decisione, ho fatto la mia scelta. E ho l'impressione che chi si trova qui stasera abbia fatto questa stessa mia scelta. [….]

Noi israeliani e palestinesi, che nelle nostre guerre intestine abbiamo perso chi ci era caro forse ancor più della nostra stessa vita, siamo condannati a toccare la realtà attraverso una ferita aperta. E chi è rimasto ferito in questo modo non può farsi illusioni. Chi è rimasto ferito in questo modo sa quanto la vita sia fatta di grandi rinunce, di compromessi infiniti. […]

Mi auguro che numerose generazioni di figli, di nipoti e bisnipoti che vivranno qui in sicurezza, in pace, in operosità […] a fianco di uno stato palestinese indipendente, celebreranno la sua esistenza ancora per tanti anni. E mi auguro che qui si sentano “a casa”. […]

Potremmo riassumere in una breve frase la soluzione per le complesse relazioni israelo-palestinesi: se i palestinesi non avranno una casa, non l'avranno nemmeno gli israeliani. […] Una casa in cui la vita sia a misura d'uomo. Un uomo che deve sentire di vivere in un posto che non è corrotto, aggressivo e avido ma pragmatico ed egualitario. In uno stato che si preoccupa semplicemente del benessere dei suoi residenti, con indulgenza e tolleranza verso tutti i modi di essere israeliano. […]

È lecito sognare. È lecito anche rimanere sbalorditi dai risultati ottenuti. Israele merita che si lotti per esso. E auguro le stesse cose ai nostri amici palestinesi: una vita indipendente, libera, pacifica. E la costruzione di una nazione civile.

Spero che tra settant'anni i nostri nipoti e bisnipoti, israeliani e palestinesi, si ritrovino qui a cantare il loro inno nazionale. Ognuno il proprio. C'è una strofa, però, che potranno cantare insieme, in ebraico e in arabo: “… essere un popolo libero nella propria terra”. Forse, allora, questo augurio sarà finalmente realtà per entrambi i popoli.

 

18 apr 2018

Pestar l'acqua nel mortaio.

Le difficoltà del M5S e della coalizione di centrodestra per formare il nuovo governo dopo avere ricevuto dagli elettori i maggiori consensi  nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso, sono state confermate anche nella tornata di incontri voluta dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Cosa ci si può attendere ora è l'interrogativo che sorge spontaneo.

Intanto una necessaria ulteriore attività di Mattarella per indurre i protagonisti a fare meglio, fino all'affidamento di incarico esplorativo ad uno dei Presidenti dei due rami del Parlamento.

Poi l'uscita dal riserbo del Centrosinistra col Partito Democratico e l'esplicitarsi di posizioni che pongano al primo posto gli interessi dell'Italia ad avere un governo nella pienezza dei suoi poteri-doveri.

Consapevoli che per esprimersi al meglio il Partito Democratico avrebbe bisogno di completare senza ulteriori assilli il lavoro in corso, per trarre dalla contesa elettorale e dai suoi insoddisfacenti esiti quanto serve per emendarsi dalle manchevolezze e ridefinire il proprio fare per un protagonismo socialmente evoluto e coinvolgente.

Convenendo che il ricorso alle urne è un atto estremo cui ricorrere solo dopo avere esperito invano ogni tentativo di dare vita ad una maggioranza che esprima un governo di legislatura, con programma e capacità realizzative e di mobilitazione del Paese per bandire la povertà ed il lavoro precario; produca e distribuisca equamente le risorse occorrenti.

Intervenendo comunque ed a priori sulla legge elettorale per evitare di ritrovarci a "pestar l'acqua nel mortaio".

Ricordandoci che lo stallo attuale è dovuto anche a miopia e scarsa "generosità" politica, da parte delle forze premiate dagli elettori, che pensano con priorità a sé invece che all'interesse generale ed al bene comune. Ed alla avara testardaggine, anche personale, di non volere rinunciare con sano realismo a qualcosa per sé per conseguire un risultato qualitativamente migliore per tutti.

Siccome a tutto ciò si potrà rimediare solo strada facendo, fin da subito contiamo sul Presidente Mattarella che, esperto nocchiere, terrà la barra dritta con bonaria e saggia fermezza.

 

17 apr 2018

Novemila miliardi.

Prima della crisi da cui stiamo uscendo il risparmio privato in Italia ammontava a circa 9mila miliardi di euro; ora si è dimezzato ma resta sempre quasi il doppio del debito pubblico del nostro Paese.

Una risorsa importante da tutelare e valorizzare per aiutare la ripresa e per generare  sviluppo nuovo.

Le banche che fanno bene il loro mestiere offrano ai risparmiatori investimenti affidabili per il loro gruzzolo messo insieme con rinunce e sacrifici.

Ci sono già prodotti finanziari con queste caratteristiche; tra questi i Pir, Piani individuali di risparmio ed altri sono allo studio.

Ci sono però anche casi di investimenti rischiosi proposti dalle banche ai propri clienti da cui esse traggono sostanziose provvigioni, come l'acquisto di diamanti: un salasso per i risparmiatori che hanno avviato serrati contenziosi rivendicando che siano le banche a farsi carico delle perdite subite. Buone ragioni ad essi riconosciute con rimborsi che si stanno effettuando

Anche l'offerta di titoli derivati con a base le quotazioni del petrolio, non però quelle del mercato ma calcolate con astruse modalità note soltanto agli specialisti, stanno provocando danni: come la perdita del 15% del capitale investito e zero interessi per la durata triennale dei titoli.

Analogamente a quanto sopra le banche che hanno promosso l'acquisto di questi titoli utilizzando il rapporto fiduciario con i loro clienti, dovranno farsi carico delle conseguenze negative che si stanno verificando.

Si conferma quindi l'assunto che il risparmio privato può essere virtuosamente orientato al perseguimento di obiettivi costituzionalmente rilevanti (articoli 41 e 47: “L'iniziativa privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale […]”; “La Repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme […]”) solo se le banche tutelano i risparmiatori che vi si affidano.

16 apr 2018

Comportamenti naturali.

Qualche settimana fa accennai a principi dettati dalla Costituzione cui la sinistra potrebbe rifarsi per ricuperare il ruolo che le si addice nei confronti di cittadini di ogni età, famiglie, aziende che chiedono cose di cui hanno bisogno per riuscire a fare meglio per sé e per la società di cui sono parte.

Successivamente ho letto l'illuminante articolo di  Nadia Urbinati su "la Repubblica" del 1° aprile 2018 come questi principi possono essere declinati, applicati stando al governo oppure all'opposizione.

E mi sono tornati in mente tre fatti che hanno a vedere, nel loro piccolo, con l'esercizio della responsabilità nel perseguire l'interesse generale ed il bene comune.

*Comune del Monferrato Astigiano verso la fine del secolo scorso, minoranza in consiglio comunale. La popolazione lamenta ritardi nella ricostruzione di un ponte sul torrente Triversa. La minoranza se ne fa interprete e presenta una proposta con allegato il progetto di massima dell'opera che il consiglio comunale è chiamato a discutere; numerosa la presenza del pubblico che assiste. Schermaglie, tira e molla; alla fine la proposta passa votata anche dalla maggioranza L'opera viene poi realizzata nel corso della legislatura.

Legislatura successiva: l'opposizione vince le elezioni.

*Un consigliere della nuova opposizione la combina grossa: si finge assessore e ne assume il nome presentandosi in un comune del Torinese per assumere informazioni sul conto del nuovo sindaco del suo comune, decenni prima tecnico comunale lì. Successivamente individuato nel corso di un consiglio comunale con la sala gremita di pubblico, il consigliere mendace si riconosce colpevole e si dimette seduta stante. Stigmatizzato dai  colleghi viene però invitato a ripensarci; lo farà e non si dimetterà, né smetterà di fare le pulci all'operato della maggioranza com'era suo dovere.

*Per pagare la pulizia di una ripa a bosco ceduo, con un percorso di cippi dei caduti in guerra, il comune anticipò le poche migliaia di lire agli esecutori del lavoro, anziché attendere i fondi della Regione che tardavano. Il consigliere di cui al precedente fatto rilevò la circostanza e presentò denuncia. Il Magistrato accertò che nessun danno ne venne al comune dalla "disinvolta" decisione del Sindaco. E la cosa finì lì.

Comportamenti  naturali suggeriti innanzitutto dal buon senso che hanno precorso i tempi?