L'opinione di Giovanni Saracco

18 apr 2018

Pestar l'acqua nel mortaio.

Le difficoltà del M5S e della coalizione di centrodestra per formare il nuovo governo dopo avere ricevuto dagli elettori i maggiori consensi  nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso, sono state confermate anche nella tornata di incontri voluta dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Cosa ci si può attendere ora è l'interrogativo che sorge spontaneo.

Intanto una necessaria ulteriore attività di Mattarella per indurre i protagonisti a fare meglio, fino all'affidamento di incarico esplorativo ad uno dei Presidenti dei due rami del Parlamento.

Poi l'uscita dal riserbo del Centrosinistra col Partito Democratico e l'esplicitarsi di posizioni che pongano al primo posto gli interessi dell'Italia ad avere un governo nella pienezza dei suoi poteri-doveri.

Consapevoli che per esprimersi al meglio il Partito Democratico avrebbe bisogno di completare senza ulteriori assilli il lavoro in corso, per trarre dalla contesa elettorale e dai suoi insoddisfacenti esiti quanto serve per emendarsi dalle manchevolezze e ridefinire il proprio fare per un protagonismo socialmente evoluto e coinvolgente.

Convenendo che il ricorso alle urne è un atto estremo cui ricorrere solo dopo avere esperito invano ogni tentativo di dare vita ad una maggioranza che esprima un governo di legislatura, con programma e capacità realizzative e di mobilitazione del Paese per bandire la povertà ed il lavoro precario; produca e distribuisca equamente le risorse occorrenti.

Intervenendo comunque ed a priori sulla legge elettorale per evitare di ritrovarci a "pestar l'acqua nel mortaio".

Ricordandoci che lo stallo attuale è dovuto anche a miopia e scarsa "generosità" politica, da parte delle forze premiate dagli elettori, che pensano con priorità a sé invece che all'interesse generale ed al bene comune. Ed alla avara testardaggine, anche personale, di non volere rinunciare con sano realismo a qualcosa per sé per conseguire un risultato qualitativamente migliore per tutti.

Siccome a tutto ciò si potrà rimediare solo strada facendo, fin da subito contiamo sul Presidente Mattarella che, esperto nocchiere, terrà la barra dritta con bonaria e saggia fermezza.

 

17 apr 2018

Novemila miliardi.

Prima della crisi da cui stiamo uscendo il risparmio privato in Italia ammontava a circa 9mila miliardi di euro; ora si è dimezzato ma resta sempre quasi il doppio del debito pubblico del nostro Paese.

Una risorsa importante da tutelare e valorizzare per aiutare la ripresa e per generare  sviluppo nuovo.

Le banche che fanno bene il loro mestiere offrano ai risparmiatori investimenti affidabili per il loro gruzzolo messo insieme con rinunce e sacrifici.

Ci sono già prodotti finanziari con queste caratteristiche; tra questi i Pir, Piani individuali di risparmio ed altri sono allo studio.

Ci sono però anche casi di investimenti rischiosi proposti dalle banche ai propri clienti da cui esse traggono sostanziose provvigioni, come l'acquisto di diamanti: un salasso per i risparmiatori che hanno avviato serrati contenziosi rivendicando che siano le banche a farsi carico delle perdite subite. Buone ragioni ad essi riconosciute con rimborsi che si stanno effettuando

Anche l'offerta di titoli derivati con a base le quotazioni del petrolio, non però quelle del mercato ma calcolate con astruse modalità note soltanto agli specialisti, stanno provocando danni: come la perdita del 15% del capitale investito e zero interessi per la durata triennale dei titoli.

Analogamente a quanto sopra le banche che hanno promosso l'acquisto di questi titoli utilizzando il rapporto fiduciario con i loro clienti, dovranno farsi carico delle conseguenze negative che si stanno verificando.

Si conferma quindi l'assunto che il risparmio privato può essere virtuosamente orientato al perseguimento di obiettivi costituzionalmente rilevanti (articoli 41 e 47: “L'iniziativa privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale […]”; “La Repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme […]”) solo se le banche tutelano i risparmiatori che vi si affidano.

16 apr 2018

Comportamenti naturali.

Qualche settimana fa accennai a principi dettati dalla Costituzione cui la sinistra potrebbe rifarsi per ricuperare il ruolo che le si addice nei confronti di cittadini di ogni età, famiglie, aziende che chiedono cose di cui hanno bisogno per riuscire a fare meglio per sé e per la società di cui sono parte.

Successivamente ho letto l'illuminante articolo di  Nadia Urbinati su "la Repubblica" del 1° aprile 2018 come questi principi possono essere declinati, applicati stando al governo oppure all'opposizione.

E mi sono tornati in mente tre fatti che hanno a vedere, nel loro piccolo, con l'esercizio della responsabilità nel perseguire l'interesse generale ed il bene comune.

*Comune del Monferrato Astigiano verso la fine del secolo scorso, minoranza in consiglio comunale. La popolazione lamenta ritardi nella ricostruzione di un ponte sul torrente Triversa. La minoranza se ne fa interprete e presenta una proposta con allegato il progetto di massima dell'opera che il consiglio comunale è chiamato a discutere; numerosa la presenza del pubblico che assiste. Schermaglie, tira e molla; alla fine la proposta passa votata anche dalla maggioranza L'opera viene poi realizzata nel corso della legislatura.

Legislatura successiva: l'opposizione vince le elezioni.

*Un consigliere della nuova opposizione la combina grossa: si finge assessore e ne assume il nome presentandosi in un comune del Torinese per assumere informazioni sul conto del nuovo sindaco del suo comune, decenni prima tecnico comunale lì. Successivamente individuato nel corso di un consiglio comunale con la sala gremita di pubblico, il consigliere mendace si riconosce colpevole e si dimette seduta stante. Stigmatizzato dai  colleghi viene però invitato a ripensarci; lo farà e non si dimetterà, né smetterà di fare le pulci all'operato della maggioranza com'era suo dovere.

*Per pagare la pulizia di una ripa a bosco ceduo, con un percorso di cippi dei caduti in guerra, il comune anticipò le poche migliaia di lire agli esecutori del lavoro, anziché attendere i fondi della Regione che tardavano. Il consigliere di cui al precedente fatto rilevò la circostanza e presentò denuncia. Il Magistrato accertò che nessun danno ne venne al comune dalla "disinvolta" decisione del Sindaco. E la cosa finì lì.

Comportamenti  naturali suggeriti innanzitutto dal buon senso che hanno precorso i tempi?

 

6 apr 2018

Da uomo della strada.

Un'occhiata al mondo da uomo della strada.

Definire altalenante, umorale, forse un po’ miope-egoista la politica estera degli USA non servirà a farsene un'idea approfondita, ma consente di non crucciarsi eccessivamente dei riflessi che essa può riverberare sulla nostra vita di alleati atlantici e non solo.

Adesso sembra esserci attesa di chissà cosa dall'incontro che si sta preparando del presidente Donald Trump con il leader nordcoreano Kim Jong-un, dopo essersene dette di tutti i colori e mostrando anche i muscoli di esercitazioni militari USA in prossimità insieme alla Corea del sud.

Comunque iniziare a ragionarci è un benvenuto passo nella giusta direzione.

In Turchia il presidente Erdoğan non perde occasione di trattare a pesci in faccia il popolo curdo, considerandolo addirittura un potenziale eversore dell'ordine costituito.

Salvo poi prendere atto insieme a tutti del determinante contributo da esso fornito per debellare militarmente il califfato e l'Isis terrorista e suo braccio armato, nei luoghi simbolo in cui si era insediato. 

Possibile che non si possa trovare un accettabile grado di indipendenza all'interno di una convivenza civile statuale unitaria?

I drammatici fatti di alcuni giorni fa durante i quali una manifestazione palestinese è degenerata in scontro armato con 16 morti ed oltre 1400 feriti palestinesi confermano che due Stati per due Popoli resta l'obiettivo cui traguardare, facendo passi tra i più avveduti di ciascuna parte per una convivenza che intanto bandisca la violenza ed il sopruso, come premessa che esistono le condizioni per proseguire nel virtuoso percorso fino alla soluzione ambita.

In Spagna la Catalogna ritiene di potere fare meglio per sé e come contributo alla comune unitaria convivenza, se le fossero riconosciuti gradi di autonomia maggiori, senza ergersi come entità statualmente autonoma.

Se queste premesse sono reali una politica saggia dovrebbe passare dagli attuali atti di polizia, con conseguenze giudiziarie che limitano le libertà personali, a riflessioni comuni che raccolgano quanto di positivo esiste, dando loro la concretezza già possibile adesso e suscettibile di sviluppi a venire.

5 apr 2018

E si potrebbe proseguire.

Sento e leggo che per quanto sa e può la sinistra dovrebbe ridefinire il proprio ruolo nel mondo che cambia.

Dico la mia senza pensarci tanto su per quanto riguarda l'Italia, rifacendomi semplicemente ai principi dettati dalla Costituzione.

Il primo dei quali è di operare tenacemente e senza tregua per attuare il diritto-dovere di lavorare tutti. Poi dare concretezza pratica ai diritti-doveri inderogabili di ognuno di praticare la solidarietà politica, economica, sociale.

Rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica, sociale.

Attuare praticamente le condizioni perché tutti possano contribuire al progresso materiale e spirituale della società.

Promuovere e sviluppare cultura, ricerca scientifica e tecnica e valorizzare il patrimonio storico-artistico.

Dare asilo allo straniero al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla nostra Costituzione.

Lavorare in ambiti e istituzioni sovranazionali, ad iniziare dall'Unione Europea, affinché siano assicurate pace e giustizia tra le Nazioni.

Garantire il diritto a professare liberamente la propria fede religiosa ed esercitarne il culto in privato o in pubblico.

Realizzare per gli stessi lavori la parità di retribuzione tra donne e uomini.

E si potrebbe proseguire.

Aggiungo soltanto: realizzare uno Stato snello ed efficiente nei servizi erogati e testimone nell'avvicendarsi democratico al governo del Paese che la priorità di realizzare il dettato costituzionale è impegno comune.

Senza se e senza ma.

I modi ed i tempi saranno quelli espressi dalle forze politiche che di volta in volta vi porranno mano. Innovando l'innovabile alla luce del nuovo che si proporrà.

Così la sinistra.

La destra restando nell'imprescindibile alveo costituzionale sarà più portata a conservare.

Consapevoli che si può essere sereni, contenti, felici solo se si opera per esserlo tutti.

 

29 mar 2018

Comandare e governare.

Le difficoltà a fare partire la nuova legislatura dopo i risultati delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 sono numerose e importanti soprattutto perché non si hanno precedenti cui rifarsi e stanno cambiando molte cose nel modo di fare politica, sulla spinta di problemi ritenuti vitali da un rilevante numero di cittadini.

Il tutto si può riassumere nel fatto che gli elettori hanno chiesto direttamente e con insistente consapevolezza che la politica risolva i loro problemi; ed i partiti a questo devono rispondere in relazioni ai ruoli e poteri scaturiti dai risultati delle elezioni.

Un potere che va utilizzato tenendo presente la differenza tra comandare e governare in democrazia.

Comandare significa in sostanza proporre un programma ed una squadra che lo porti avanti da protagonista, con dei comprimari non indispensabili che accettano questo ruolo in cambio di qualche contentino.

Governare significa accordarsi con altri co-protagonisti indispensabili per costruire una maggioranza con un programma auspicabilmente di legislatura e si organizzi per attuarlo.

Va da sé che questa seconda modalità si addice alla situazione in cui ci troviamo, dove anche le opposizioni sono chiamate a svolgere un ruolo nuovo, certo sempre di controllo dell'attività della maggioranza, ma non con l'intento di dimostrarne a tutti i costi l'insufficienza e l'incapacità, quanto piuttosto sollecitarla, pungolarla con il meglio di sé a dare a sua volta il meglio. Cosicché siano gli elettori e non solo i partiti a orientare la politica affinché risolva i problemi dei più: persone, famiglie, aziende in difficoltà a causa di ingiusti trattamenti cui porre rimedio.

Ricordando sempre che trattare in modo uguale soggetti in partenza disuguali significa perpetuare le disuguaglianze, che invece vanno risolte per consentire a tutti di esprimere il meglio di sé.

E non mitizzare l'importanza delle tecnologie informatiche certamente utili e giovevoli per aiutare la politica, ma non sostituirla.

Se vogliamo, come dovremmo volere, che la politica continui ad essere parte essenziale della vita di ciascuno di noi.

 

28 mar 2018

Odissea di una famigliola.

L'Odissea di una famigliola che le vicissitudini della vita l'hanno costretta ad inventarsi un lavoro.

Geometra eclettico lui, ben diplomata lei, la primogenita sui vent'anni, diciassette il fratello.

Per anni fittavoli agricoli, gran lavoro con impegno anche in iniziative a latere: agriturismo, cascina didattica. Va tutto bene ma non hanno il pelo occorrente né il comando imperioso. Alla fine ce la fanno a chiudere in pareggio.

Ed ora che fare?

Dissodano a forza di braccia un terreno a bosco spontaneo ed impiantano un'aziendina di ortofrutta biologica. La primogenita si mette alla prova nel lavoro che gradisce: diventare brava pasticcera; il fratello aiuta i genitori nell'intrapresa: lavoro in serra, soprattutto di spalla al papà; la mamma vende i prodotti sui mercati con un banco essenziale.

Per trovare i posti va alla "spunta", cioè si presenta di buon mattino sui mercati e aspetta che i vigili urbani le diano un posto; alcune volte va a vuoto e rientra a casa senza potersi guadagnare la giornata. Con fatica riesce a farsi riconoscere la priorità che una legge della Regione Piemonte attribuisce alla vendita dei prodotti biologici.

Il plateatico, cioè quanto si paga per occupare il suolo pubblico sui mercati, è diverso da Comune a Comune: da pochi euro per ogni giorno di mercato fino a 25 euro nel capoluogo regionale. Un "pizzo" che nel loro caso supera spesso il 10% dell'incasso.

Con certosina pazienza e tenace determinazione riescono a tenere botta ed assicurarsi un posto certo sui mercati per tutti i giorni della settimana, non disdegnando di frequentare quelli distanti anche parecchie decine di chilometri dall'azienda.

Un'attenzione particolare viene prestata alle modalità con le quali si produce sui due ettari del fondo, innanzitutto migliorando le caratteristiche del terreno con prodotti naturali concimi compresi ed utilizzando sementi e piante di qualità. Poi il severo rispetto delle norme vigenti per prodotti biologici per quanto concerne parassiti e simili.

L'entusiasmo, la dedizione, la voglia, e la soddisfazione di riuscire stanno compiendo il miracolo, consentendo di guardare al domani con l'ottimismo della volontà.

 

22 mar 2018

Costi quel che costi.

Sono passati quarant'anni dal rapimento ed assassinio di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana ed in predicato per diventarlo anche della Repubblica, per mano delle Brigate Rosse.

Un gruppo di forsennati che tenne sotto scacco lo Stato negli anni settanta del secolo scorso.

Chi ne orientò effettivamente l'azione, o le manipolò o interferì, non è tutt'ora certo; la tragica vicenda dello statista si inquadra in questo contesto.

L'intervista al figlio Giovanni ("la Repubblica" 13 marzo 2018) dà conto di come stanno le cose e termina così: "Ma oggi lei è più interessato alla verità o alla giustizia? La verità è l'unica forma di giustizia possibile. È la verità che fa giustizia" risponde Giovanni.

La verità con la "v" minuscola, perché quella con la "V" maiuscola non è di questo mondo.

Quindi è questa verità che dobbiamo continuare a cercare, soprattutto tenendo conto del lavoro istituzionale che Aldo Moro stava compiendo: quello di portare a responsabilità di governo il Partito Comunista di Enrico Berlinguer, che ad una delle assise del comunismo mondiale affermò l'esaurirsi della spinta al cambiamento espressa da tale forza.

Quindi due precursori di politiche che oggi diamo per scontate ma che allora mettevano in discussione equilibri e interessi enormi.

Che non impedirono ad entrambi di fare quello che ritenevano necessario e giusto fare, consapevoli delle fatiche e dei rischi anche personali cui andavano incontro. Mettendo al primo posto i vantaggi che ne derivavano in termini di equità e giustizia sociale e di applicazione e realizzazione della Costituzione.

Idealità forti e menti eticamente motivate e determinate, così da annoverare Aldo Moro ed Enrico Berlinguer tra quanti ne onorarono il dettato di svolgere le funzioni loro affidate" con disciplina ed onore".

Costi quel che costi.

15 mar 2018

Amiamo.

Un insegnamento del Papa, un fatterello di vita quotidiana, parole di Ciriaco De Mita a "Che tempo che fa" RAI 1 dell'11 marzo scorso confermano che i sentimenti con la capacità di amare al primo posto, la fiducia nei rapporti tra le persone e la qualità dei pensieri sono elementi importanti su cui puntare per risolvere i problemi che ci angustiano.

Papa Francesco ha perentoriamente affermato: "Non lamentiamoci, amiamo: gli abbracci aprono il cuore". La fotografia a corredo lo ritrae abbracciato ad una persona di spalle che mi piace pensare donna di mezz'età.

L'amore come dono di sé per sé e verso gli altri apre il proprio cuore e sollecita l'altrui: un sentimento che da personale diventa stile di vita coinvolgente.

Alla portata di chiunque purché lo si desideri e pratichi negli atti normali, comuni, quotidiani, induce virtuosa emulazione.

Un collaudato rapporto fiduciario tra due persone è venuto meno per un atto affermato da una e negato dall'altra

Le implicanze di ciò hanno coinvolto altre persone chiamate poi a decidere che fare. Gli elementi a disposizione non consentivano di provare come effettivamente stessero le cose.

Nel dubbio queste persone hanno proposto alle due direttamente interessate di confermarsi fidenti l'una dell'altra, di migliorare alcune procedure e puntare sulla irreprensibilità dei rispettivi comportamenti; irreprensibilità considerata un valore da praticare e salvaguardare e capace di dimostrare nel tempo che quanto avvenuto tra loro è stato un imponderabile.

Ciriaco De Mita democristiano di lungo corso con importanti ruoli ricoperti nel partito e nelle istituzioni, ha attribuito alla penuria di pensieri di adeguata qualità le attuali difficoltà della politica e dei partiti che ne sono l'espressione. Ha poi raccontato di un suo cordiale conversare con Gorbaciov e sua moglie, durante il quale l'allora Presidente dell'Unione Sovietica a proposito di valori, si domandò: ma cos'è una persona senza spiritualità?

 

8 mar 2018

Per quanto ne capisco.

Provo a dire per quanto ne capisco.

Domenica 3 marzo scorso gli elettori hanno scelto di mettere alla prova di governo la coalizione di centrodestra a trazione Matteo Salvini ed il M5S con leader Luigi Di Maio.

Affidando alla coalizione di centrosinistra col Partito Democratico – insieme con quanto sta alla sua sinistra a partire da Liberi e Uguali – il ruolo di oppositori.

La prova inizierà con l'elezione da parte del Senato del suo Presidente; analogamente per quanto concerne la Camera dei Deputati.

E proseguirà con l'incarico del Presidente della Repubblica ad una persona – verosimilmente di una delle due forze politiche menzionate oppure di uno dei presidenti dei due rami del Parlamento – di esplorare la possibilità di mettere insieme una maggioranza capace di esprimere un governo da sottoporre al voto di fiducia del Parlamento unitamente al programma che intende realizzare.

Programma magari ambizioso, una sorta di miracolo, oppure più modesto ma essenziale, consistente nella messa a punto della legge elettorale vigente ov'essa non ha portato al risultato di eleggere una maggioranza ed una opposizione di legislatura.

Dopodiché si andrà a nuove elezioni auspicando di ottenere questo risultato. Da utilizzare anche nel tempo a venire, cioè maggioranza e opposizione che si alternano alla guida del Paese con naturalezza, considerando le differenze uno stimolo positivo e la diversità dei programmi come capacità di esprimere il meglio nel momento dato, dal punto di vista degli interessi generali e del bene comune.

Accorti nel fare tesoro soprattutto degli errori per non ripeterli; senza privarsi del contributo degli erranti che se ne fanno carico.

Con la Costituzione come stella polare per tutti, indigeni e migranti.

E la presenza da protagonisti nell'Unione Europea in divenire; a sua volta protagonista continentale nel mondo globale.

 

5 mar 2018

A votare un'altra volta ?

Si accennano gli esiti di massima delle elezioni politiche tenutesi domenica 4 marzo 2018.

Ha votato quasi il 73% degli elettori.

Il M5S ha conseguito un risultato poco oltre il 32% dei voti.

La coalizione di centrodestra ha ottenuto circa il 37% dei voti.

La coalizione di centrosinistra ha ricevuto circa il 22,9% dei voti.

A Liberi e Uguali è andato il 3,3% dei consensi.

Buona la percentuale dei votanti.

In linea con le previsioni il risultato del M5S.

Nel centrodestra la Lega di Salvini ha ottenuto più voti di FI con Berlusconi: Sotto le attese Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

Meno voti di quanti attesi, previsti, auspicati, sperati e forse meritati per il centrosinistra, con una flessione più accentuata del Partito Democratico votato da poco meno del 20% degli elettori.

Modesto il risultato di Liberi e Uguali.

Nessuna forza politica ha ottenuto la maggioranza in Parlamento. Occorreranno quindi intese tra forze politiche da cercare con modalità costituzionali che fanno capo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Queste intese dovranno essere confermate dal voto di fiducia del Parlamento sul governo che ne scaturirà.

Nel frattempo il governo Gentiloni continuerà a lavorare per gli affari correnti.

Qualora non si pervenisse ad intese tra le forze politiche e non si riuscisse a formare il nuovo governo si andrebbe a votare un'altra volta.

In tale eventualità sarebbe utile mettere prima a punto l'attuale legge elettorale in quelle parti dove ha manifestato squilibri e inadeguatezze.

 

28 feb 2018

Con neve in quantità.

Una normale nevicata, le Ferrovie italiane in tilt per un giorno con i passeggeri abbandonati dai vari gestori (Frecce varie, ecc.).

In un caso analogo, però con neve in quantità, tra fine ottocento e inizio novecento, ci raccontano questa.

L'allora presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Saracco di Acqui ricevette dai suoi concittadini la sollecitazione ad occuparsi dello sgombero della neve effettuato in modo insoddisfacente dagli addetti a questo servizio. A quanto consta egli rispose all'incirca così: parliamone un po’ più in là quando verrò lì.

Lui arrivò a primavera inoltrata con tutto ormai a posto.

Nel nostro caso l'amministratore delegato delle Ferrovie Renato Mazzoncini il giorno dopo ha chiesto pubbliche scuse a quanti hanno patito disagi e di più perché "sono stati commessi errori che non si ripeteranno".

Apprezzabile lo humour del Presidente del Consiglio che allora poteva permetterselo. Di buon auspicio la tempestiva ammissione di dovere migliorare cose che non hanno dato buona prova all'atto pratico, cui seguiranno per certo azioni concrete e coerenti da parte dell'amministratore delegato delle Ferrovie.

Saltando di palo in frasca. La mente del M5S ha invece avuto un probabile cedimento che ha indotto a compiere un atto inedito e sconcertante: l'invio di una e-mail al Quirinale con l'elenco dei ministri addirittura prima delle elezioni!

Tirare per la giacca il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non solo non s'addice al galateo o prassi istituzionale, ma è anche un atto politicamente deplorevole.

Hanno sentito il Presidente della Giunta di centrosinistra del Piemonte Sergio Chiamparino esortare di andare a votare domenica 4 marzo prossimo.

Se ha ritenuto di dirlo anche lui allora bisogna proprio correre ai seggi!

27 feb 2018

Pifferai e illusionisti.

Sulla Terra il bene, il male e il così così sono intimamente mescolati in ciascuna persona e nei rapporti tra persone. Da quando l'umanità ha maturato questa consapevolezza si è cercato, si cerca tutt'ora e si cercherà sempre di fare prevalere il bene o almeno il così così, sul male.

Vivendo e operando con le persone che ci sono, così come sono cercando di fare leva sul buono di ognuna, utilizzando le capacità della mente il cui potenziale per l'85% è ancora latente.

Progredendo "Dal mondo del pressappoco all'universo della precisione" come raccontato da Alexandre Koyré nel suo libro che porta questo titolo, ristampato più volte ed ancora recentemente.

A partire dalla Nazione nella quale si è, con lo sguardo lungo al mondo globale ormai connesso e sempre più interdipendente.

Lasciando nessuno indietro nelle singole Nazioni e nel mondo intero.

Procedendo gradualmente senza pretendere di avere la bacchetta magica, ma facendo tutti i giorni un pezzo di strada in questa direzione.

Diffidando di pifferai e illusionisti che millantano il bengodi per tutti con la Flat Tax, che invece favorisce solo i ricchi.

Ed anche di quanti vorrebbero selezionare i duri e puri e con questi riportare alla ragione i reprobi e quanti non convengono con il loro modo di operare.

Contrastando i nostalgici dell'uomo o del gruppo forte al comando di ispirazione neo fascinazista di infausta e tragica memoria.

Utilizzando al meglio la democrazia di cui disponiamo per scegliere persone che hanno dato prova di capacità, competenza, impegno, etica, probità per svolgere incarichi pubblici nell'interesse generale e del bene comune.

Applicando ed attuando la Costituzione in cui ci riconosciamo, nell'Unione Europea da protagonisti e con essa nei rapporti intercontinentali.

Consapevoli che ci si affina e migliora nel cimento quotidiano della vita.

Affrontato potendo contare su livelli di comprensione e solidarietà propri di una civiltà evoluta. 

22 feb 2018

Vigilanti sempre perché così sia.

Il 4 marzo 2018 è una delle feste della democrazia perché si vota per rinnovare il Parlamento della Repubblica Italiana.

Partecipiamo da protagonisti andando a votare.

Consapevoli che votare non significa risolvere ipso facto i problemi ma compiere un passo importante in questa direzione.

Scegliendo la forza politica col programma più consono alla propria concezione della vita, aspettative, desideri, esigenze concrete; ed i candidati che dovranno realizzarlo.

Ricordando che destra, centro e sinistra possono avere fatto ideologicamente il loro tempo, ma differenze significative permangono nelle priorità e modi per realizzare l'unificante e condiviso dettato costituzionale

La legge elettorale favorisce la formazione di coalizioni al cui interno siano rappresentate idealità affini, complementari e pratiche concrete che le caratterizzano. E tra queste deve svilupparsi la competizione per trovare migliori soluzioni ai problemi e ricuperare la fiducia dei delusi dalla politica.

La coalizione più preparata per agire così è quella di centrosinistra: plurale, complementare, per l'Italia in Europa, la qualità, socialità e solidarietà nella sicurezza, salubrità ambientale, economia ecocompatibile, esercizio della responsabilità nella libertà, il lavoro come dignità di vita ed espressione di sé, nessuna discriminazione di genere; e tant'altre cose con i contributi di quanti vorranno.

Fatti propri dalla coalizione che li promuove ed utilizza.

Vigilanti sempre perché così sia.

 

19 feb 2018

Come i Dieci Comandamenti.

Dieci punti, come i Dieci Comandamenti, per educarci e collaborare ad educare, individuati da Eraldo Affinati nel suo articolo su "la Repubblica" dell'8 gennaio scorso.

Eccoli in sintesi.

*È importante conoscere da dove veniamo per capire perché siamo così e cosa dobbiamo fare per migliorare. Si tratta di una conquista da parte di ciascuno, iniziando dai genitori verso i figli poi via via verso una sempre maggiore autonomia.

*Con l'adolescenza curare che l'apprendimento sia orientato tenendo particolarmente conto delle caratteristiche personali del destinatario, cioè con quanto sa ed è già.

*Contano molto i risultati che si ottengono applicando gli insegnamenti che si ricevono. Con l'informatica imperante è necessaria una buona capacità di discernimento per continuare ad apprendere bene.

*Indispensabile relazionare ambiente in cui si vive, famiglia e scuola, affinché queste realtà interagiscano al meglio per conseguire l'obiettivo educativo che ci si propone.

*Già in famiglia, poi nell'ambiente che si frequenta e nella scuola ci devono essere esempi autorevoli cui sia possibile rifarsi per dimostrare la validità del lavoro educativo che si sta compiendo.

*Gli sviluppi educativi che si ottengono devono essere colti e testimoniati dall'insieme di quanti se ne occupano, compresi coloro che se ne giovano.

*L'individuazione, conoscenza ed accettazione dei limiti personali da parte di ciascuno, consente di rispettare la libertà di tutti e di promuoverla

*Il processo educativo è vita vera a tutti gli effetti, quindi nel suo svolgersi non richiede pause particolari di ricreazione.

*Vigilare nel rispetto dell'autonomia e del libero dispiegarsi della personalità degli educandi significa accettare che essi compiano errori non esiziali da rimediare come parte del processo educativo.

*Processo educativo che non termina mai. Nel senso che quando il giovane diventa adulto il rapporto diventa paritario, di fratellanza e come tale suscettibile di durare nel tempo.

 

14 feb 2018

Non si deve fare di ogni erba un fascio.

Dei programmi presentati da coalizioni e partiti in campagna elettorale non si deve fare di ogni erba un fascio.

Meglio discernere in vista di chiedere subito conto della loro effettiva realizzabilità bocciando quelli palesemente impossibili, considerando la forza politica proponente ed i suoi candidati inaffidabili, quindi da non votare.

Tra quelli realizzabili scegliere in più prossimo alle proprie aspirazioni ed aspettative, votare la forza politica proponente ed i suoi candidati che dovranno realizzarlo.

Tra gli eletti i chiamati a responsabilità di governo dovranno dimostrare via via l'attuazione del programma presentato. Ricordando che a ricoprire ruoli di governo possono essere chiamate anche persone non elette e nemmeno candidate.

Un conto sono quindi le promesse a chiacchiere fatte per carpire voti, altro quelle formalizzate in programma politicamente impegnativo, checché se ne dica.

Siccome poi la politica è l'arte delle cose possibili nel momento in cui si decide, occorre riconoscere agli eletti una certa discrezionalità, con il dovere politico di spiegare il perché di eventuali significativi scostamenti rispetto al programma.

Inoltre occorre stabilire un rapporto fiduciario tra eletti ed elettori con dialettica relativa nel corso della legislatura, direttamente e/o tramite il partito, senza patire timori reverenziali od altro.

Questi scarni cenni come pillole di buon senso comune che possono aiutare a superare incertezze ed ansie da elezioni, che si presentano problematiche nel loro esito finale: Superabile se si attiva una pratica di democrazia dei comportamenti concreti, base indispensabile anche per quanto di buono si potrà realizzare strada facendo.

Giovandosene intanto per andare a votare e dare peso al proprio voto; continuando anche dopo perché esso concorra a produrre gli esiti per i quali è stato espresso.

13 feb 2018

A ruota libera.

Il pensiero politico di Luigi Di Maio è difficilmente traducibile in inglese. Trovare il modo di comunicarlo in questa lingua è essenziale per consentire agli investitori internazionali di capire con chi hanno a che fare.

Concorrenti a posti in Magistratura sottoposte a spogliarello per accertare se nascondessero materiale non ammesso. Indignazione delle interessate risultate immacolate.

In medio oriente un gesto che può costare caro alle donne è sciogliersi i capelli al vento in pubblico.

Nel corso della 2^ guerra mondiale 1940-45 nella Polonia occupata i nazisti costruirono, attivarono e mantennero campi di sterminio per ebrei, nomadi, avversari politici, gay e diversi in genere. In piccolo qualcosa di simile si verificò anche in Italia. Ora la destra al governo in Polonia ha approvato una legge che vieta di dire che le cose sono andate così; affermando che i polacchi non c'entrarono per nulla.

La differenza tra molestia ed approccio per conoscersi è evidente a tutte le persone dotate di comune buon senso. Sarebbe quindi eccessivo stabilirla per legge.

Il lavoro cambia e quello nuovo sarà molto diverso per qualità e quantità. Dividerlo fra tutti e ricavarci il necessario per vivere dignitosamente, è uno dei primi obiettivi da porsi e da realizzare.

Di tutta l'acqua esistente sulla Terra solo l'1% è potabile ed è sempre la stessa. Ricordarlo dove c'è in abbondanza aiuta a utilizzarla con rispettosa parsimonia.

 

9 feb 2018

Il bicchiere metà pieno.

Dare all'Italia un nuovo parlamento ed un governo che funzionino bene è un compito democratico da prendere molto sul serio

Sul che fare con il diritto-dovere del voto le opzioni sono: andare o non andare ai seggi il 4 marzo prossimo; andarci per votare o deporre la scheda bianca.

Se si va e si depone la scheda bianca significa che nessuna formazione politica e nessuno dei candidati in lista soddisfa. Un ulteriore passo sarebbe votare chi si reputa più vicino alle proprie aspettative.

La cosa migliore sarebbe trovare identità di vedute con una lista ed i candidati della medesima, così da esprimere il voto nella pienezza della sua espressione, come la nuova legge elettorale consente di fare.

Di seguito sintetici ragionamenti su quanto viene sostanzialmente proposto agli elettori.

Coalizione di centrodestra. Si tratta di un coacervo con di tutto un po’ ed il suo contrario, il cui collante è la logica ferrea di: "intanto arriviamo nella stanza dei bottoni poi si vedrà". Due delle tre principali formazioni di cui è costituita: Forza Italia e Lega sono già state insieme al governo per non poco negli ultimi vent'anni con gli esiti a tutti noti, con il tracollo finale e le dimissioni del governo Berlusconi per evitare il peggio al Paese nel pieno della crisi. Certo, c'è stato un rinnovamento delle persone nei due partiti e nelle liste ma l'ultima parola continua a dirla Berlusconi ormai logoro, immemore, ripetitivo. Per avere un centrodestra affidabilmente di governo come l'Italia avrebbe bisogno non pare ancora giunto il tempo.

M5S. Si può sintetizzare da quanto espresso dal suo leader Di Maio alla tv da Lilly Gruber (La 7, "8 e mezzo" 29 gennaio 2018). Cioè che presenterà la sua proposta di governo rappresentativo dell'Italia prima delle elezioni con il programma. Se l'esito delle elezioni lo consentirà governerà da solo. Se non lo consentirà ma otterrà l'incarico di formarlo dal Capo dello Stato, non farà alleanze ma proporrà alle altre forze politiche di aderire al proprio programma migliorandolo all'occorrenza e votando la fiducia al suo governo in parlamento. Un misto di ingenuità e supponenza che lascia sconcertati.

Coalizione di centrosinistra. Ha governato con Letta, Renzi e Gentiloni i due terzi della recente legislatura ponendo mano e attuando provvedimenti attesi da tempo ed altri più discutibili, ma uscendo dalla crisi ed avviando la ripresa con una impronta socialmente più equa nella ripartizione della ricchezza prodotta da lavoratori e sistema delle imprese. Con particolare attenzione verso lavoro, giovani, donne, famiglie, pensionati; parità salariale tra i generi, equo salario minimo. Suscitando condizioni favorevoli per la riduzione del debito pubblico sotto 100 punti del Pil entro un decennio. Ed altro ancora.

Il riconoscimento elettorale di quanto fatto può giovarsi di esplicite dichiarazioni che confermino Gentiloni e la diffusa credibilità che il suo operato riscuote, nella eventuale formazione del nuovo governo; con Renzi a fare la sua parte a sostegno guidando il partito.

Coalizione con "Liberi e Uguali". Il 7% pare la quota di consensi cui può ambire per rappresentare idee, esperienze, saperi, esigenze, bisogni per sé ed a servizio dell'Italia. Prefiggendosi obiettivi su cui sia possibile convergere strada facendo.

Se gli scarni cenni di questa paginetta aiuteranno a intravvedere il bicchiere metà pieno in virtù dell'ottimismo della volontà cui s'attinge ebbene, continuando a lavorare alacremente, concreti possibili risultati positivi non mancheranno.

 

6 feb 2018

Un avversario rispettato.

Prendo spunto dall'intervista e dal colloquio rispettivamente a Ciriaco De Mita e con Romano Prodi ("la Repubblica" 31.1.2018) per riflettere sull'attualità tenendo conto di quanto è stato.

De Mita, novant'anni, tesse l'elogio della Democrazia Cristiana di cui è stato uno degli esponenti di spicco sia nel partito che per le cariche istituzionali ricoperte; tendendo a "nasconderne" le debolezze attribuendole agli uomini che se ne occuparono.

Cogliendo con efficacia i tratti eccellenti di alcuni, Alcide De Gasperi e Aldo Moro tra essi, nonché Enrico Berlinguer del Pci come riconoscimento per un avversario rispettato. A Giulio Andreotti attribuisce la camaleontica capacità di adattarsi alle circostanze senza patirne, ed a fare prevalere il meglio o il meno peggio dalle contingenze.

Una sorta di testamento politico ovvero una sintesi del suo vissuto, il cui sigillo istituzionale è rappresentato dalla elezione a sindaco di qualche anno fa del comune di Nusco ov'è nato.

Romano Prodi, ovvero la ricerca costante e la pratica dello stare insieme, della collegialità, della "convivialità" politica, della condivisione del possibile storico, della capacità di scegliere e di assumersi le conseguenti responsabilità.

Cimentandosi con l'attualità senza tergiversare, con dubbi prefiggendosi di fugarli strada facendo lavorando con chi ci sta.

Lo conobbi così quando capo del governo nella XIII^ legislatura gradiva il primo tartufo della stagione frutto della ricerca notturna in siti vocati dell'Astigiano.

Ha deciso di stare con la coalizione del Partito Democratico, nonostante ritenga Renzi non l'ideale per unire e con forzature nella formazione delle liste elettorali, perché reputa più divisiva la posizione di "Liberi e Uguali".

Suscitando commenti dai più disparati punti di vista, utili per meglio orientarsi nella non agevole scelta cui gli elettori saranno chiamati il 4 marzo prossimo. Ma più in generale per avere una visione di un futuro politico migliore, purché le contrarietà anziché disamorare stimolino, sollecitino a capire di più e ad operare di conseguenza.

Una sorta di missione cui votarsi perché si ritiene che la situazione richieda questo impegno qui ed ora.

Nel rispetto e col tacito auspicio di incontrare quanti perseguono l'obiettivo del bene comune e dell'interesse generale con altre modalità.

 

31 gen 2018

Senza giri di parole.

Diciamocela tutta senza giri di parole: non c'è stato un fascismo che ha fatto cose buone, e ne ha sbagliate altre nemmeno tutte per colpa sua.

C'è stata la dittatura fascista per oltre un ventennio durante la quale ha combinato disastri. Così tanti e gravi che è difficile tenere il conto. Per ricordarci e ricordarlo perché non si ripetano, la Costituzione ne fa memoria nelle "Disposizioni transitorie e finali" con la seguente didascalica perentoria espressione: "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista".

Chiunque covi insani propositi o vellichi chi li coltiva già, per trarvi vantaggi elettorali pratica il populismo, indebolisce la democrazia e viola il Patto su cui si regge la nostra vita sociale.

Numerose persone si chiedono e chiedono perché il Partito Democratico sia in difficoltà nei sondaggi.

Ritengo che due cose debbono essere dette in modo chiaro ed esplicito

La prima; che il candidato a presiedere un eventuale nuovo governo espresso dalla coalizione di centrosinistra è Paolo Gentiloni, che ha fin d'ora il pieno appoggio del Partito Democratico.

La seconda; se per fare il governo occorrerà trovare l'intesa con altre forze politiche la priorità sarà di guardare alla coalizione promossa da "Liberi e Uguali".

Ricordando che nella vittoria dell'Ulivo di Romano Prodi nel 1996 incise l'accordo con Rifondazione per la "desistenza".

29 gen 2018

Ci si parla invece poco.

Il recente tragico episodio dell'agente penitenziario che si è suicidato mi ha indotto a riflettere su come e perché un  padre possa comportarsi così male nei confronti della figlia quattordicenne, da essere allontanato da essa e dagli altri familiari con un provvedimento dell'autorità che si occupava del caso; emerso da un tema in classe svolto dall'adolescente.

Quindi non soltanto il mancato aiuto per affrontare autonomamente la vita, ma addirittura l'utilizzo perverso della paternità con le gravi conseguenze cui esso dà luogo.

La morte dell'indagato fa venire meno ogni ulteriore azione, mentre alla famiglia mancherà la risposta al perché degli abusi di cui è stato accusato e quanto di esperienza si può trarre dalla più precisa conoscenza dei dolorosi fatti.

Esprimo il mio punto di vista in merito che mi auguro di qualche  utilità, non certo come esperto ma in veste di genitore che ha sotto gli occhi gli esiti non solo della vita dei propri figli ma anche dei nipoti.

Attualmente tra genitori e figli c'è una concezione della vita di entità e qualità molto diversa rispetto al passato, cui s'aggiungono contributi nuovi a ritmo serrato e stimoli relativi che non è agevole disciplinare senza una continua interlocuzione critico-costruttiva e gli apporti degli interessati, con disponibilità reciproca a riconoscere inadeguatezze ma anche l'autorevolezza dei propri coerenti vissuti.

Ci si parla invece poco e non sempre in modo soddisfacente, talché i giovani si scelgono referenti fuori dalla famiglia e non infrequentemente impersonali come internet e simili. Quindi diminuisce e non si aggiorna la conoscenza dell'altro, delle sue esigenze e bisogni; cresce l'estraneità tra genitori e figli fino a diventare patologica con le ambiguità che la caratterizzano e le incomprensioni.

Se la cultura  delle parti è modesta può manifestarsi l'esercizio predatorio da parte di chi dispone di più potere. Se invece il livello culturale è adeguato può comparire la maligna malizia di chi vuole mettersi e mettere alla prova senza considerare, oppure considerandola ammissibile ed egoisticamente vantaggiosa per sé, l'esperienza di cui dispone comunque il genitore rispetto ai figli, fino a violarne la sacralità più intima con imperdonabile impudicizia etica e comportamentale.

25 gen 2018

Ringraziando chi aiuta.

Ritorno su un aspetto già trattato delle elezioni politiche del 4 marzo prossimo, intanto per correggere un'imprecisione: se qualche coalizione o partito raggiunge il 40% dei consensi non scatta un premio di maggioranza ma, di fatto, si ottiene anche la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, Camera dei deputati e Senato.

Per evitare una situazione di stallo senza vincitori, come si prospetta tra quanti corrono per farcela: coalizioni di centrodestra, centrosinistra, M5S, oppure accordicchi in attesa di rimettere mano alla legge elettorale, pare più saggio ed opportuno puntare sulla vittoria di uno dei tre.

Ad oggi stando ai sondaggi il centrodestra supererebbe di poco il 35% dei consensi, seguono con qualche punto di distacco il centrosinistra e il M5S.

Mentre però il centrodestra avrebbe già espresso il massimo ed il M5S si attesti sul valore raggiunto, al centrosinistra si riconosce un potenziale inespresso che è dato dal fare concreto e dai risultati ottenuti dai tre governi di centrosinistra: Letta, Renzi, Gentiloni, dopo che Monti aveva evitato il baratro (Spread a 540 punti !) sull'orlo del quale l'aveva portato il centrodestra con Berlusconi presidente del Consiglio dei ministri.

Tradurre questo potenziale in consensi aggiuntivi dipende innanzitutto dal centrosinistra stesso, ovvero dal Partito Democratico, dimostrando praticamente di avere imparato dagli errori commessi e di farne tesoro correggendoli; ricuperando nel programma esigenze e bisogni di quanti faticano a farcela tanto lavoratori e privi di lavoro che imprese specie medio-piccole di cui è costituito il nostro sistema produttivo. Dedicandovi il meglio delle energie  e reperendo le risorse occorrenti.

Migliorando tra l'altro i già buoni risultati ottenuti con la lotta alla evasione-elusione fiscale ed alla criminalità organizzata: Con un'attenzione particolare alla qualità delle produzioni ed esportazioni, alla salubrità ambientale, alle energie alternative rinnovabili.

Un forte e costante impegno a ridurre il debito pubblico in un decennio al disotto del 100% del Pil.

Pervenendo con le riforme ad uno Stato moderno, agile, efficiente, di servizio a cittadini famiglie, imprese.

Coprotagonisti della realizzazione dell'Unione Europea come famiglia più grande per gli Stati di cui è costituita.

Solidali all'interno e verso l'esterno come dispone la nostra Costituzione.

Verificando spesso che si stia facendo quanto promesso; dando atto e ringraziando chi aiuta.

Certi che gli elettori faranno la loro parte al meglio.

24 gen 2018

Lavoro per tutti.

Il lavoro e la sua remunerazione è argomento importante per la vita di ciascuno. Su di esso è fondata addirittura la nostra Repubblica democratica.

La Costituzione ne tratta diffusamente, in particolare al Titolo III°- Rapporti economici.

Tra i vari modi di lavorare quello dipendente è ancora di gran lunga il più diffuso.

Sintetizzando si può dire che il lavoro dipendente racchiude in sé il dicibile, perché frutto di una dialettica che coinvolge lo scibile umano.

Da qui occorre quindi partire per fare bene le cose.

Considerando che in democrazia è l'argomento più avanzato su come ragionare per affrontare e risolvere i problemi che la vita associata pone.

In Italia siamo su questa strada e possiamo migliorare.

Utilizzare la democrazia significa coinvolgere di volta in volta gli interessati a risolvere i problemi posti. Nel rispetto reciproco, educatamente, con il vigore di cui ognuno irripetibilmente dispone, e le  capacità necessarie. Definendoli, ragionando, decidendo. Tenendo presente quanto già eventualmente prodotto, specialmente se da fonti autorevoli per le loro riconosciute capacità.

Allo Stato compete promuovere le condizioni affinché ci sia lavoro per tutti e che sia pagato in modo da consentire una vita libera e dignitosa per il dipendente e la sua famiglia; godere di una pensione con le stesse caratteristiche, e con provvidenze analoghe ed aiuti se si resta temporaneamente disoccupati.

Attualmente non è così e bisogna impegnarci tutti affinché ci si avvicini sempre più a quanto prescrive la Costituzione.

Siamo in campagna elettorale, partiti e candidati promettono miglioramenti anche impraticabili. Occorre discernere tra chi le spara grosse e chi lavora seriamente per realizzare vantaggi possibili.

Preferire candidati che hanno già dimostrato di saperci fare, con competenza, impegno, probità e risultati positivi concreti.

Si tratta di criteri utili per decidere chi votare, ma utilizzabili più in generale per la scelta di persone che meritano di occuparsi dell'interesse generale e del bene comune a qualsiasi livello istituzionale "con disciplina ed onore".

16 gen 2018

Andare pancia a terra.

Tra gli obiettivi delle coalizioni di centrosinistra e centrodestra e del M5S c'è quello di ottenere più voti per ricevere  dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'incarico di formare il nuovo governo. Ritenendo improbabile che qualcuno di loro riesca a raggiungere il 40% dei consensi necessario per ottenere in premio la maggioranza dei seggi sia alla Camera dei Deputati che in Senato. L'incarico consentirebbe di trattare da posizione privilegiata un accordo di governo con il merito di avere evitato all'Italia un ulteriore incerto ricorso alle urne.

Stando a recenti dichiarazioni il M5S si sarebbe espresso così. Il centrodestra da parte sua millanta di potercela fare da solo ma i sondaggi non sono di questo avviso.

Il centrosinistra pare voler contare sulla resipiscenza degli elettori, che però bisogna meritarsi incominciando ad applicarla a sé. Con una campagna elettorale che non partecipi al vaniloquio delle promesse impossibili, ma dica schietto come stanno le cose in Italia e quanto occorre per migliorarle, partendo da chi sta peggio; quanto costa nel tempo, dove e come si recuperano le risorse occorrenti.

Esemplificando: lavoro per tutti, da iniqua ad equa ripartizione della ricchezza prodotta dal comune operare, realizzazione di uno Stato snello ed efficiente che offra servizi di qualità alla laboriosa moltitudine intenta a produrre beni e servizi per migliorare le condizioni di vita, portare tutti a pagare le tasse col criterio costituzionale della progressività premiando chi vi adempie, incalzando la criminalità organizzata  fino a batterla.

Sapendo che  continuare per questa strada bisogna andare pancia a terra avendo come stella polare sempre l'interesse generale ed il bene comune ed essere gratificati dal realizzarli.

Ecco, se  il centrosinistra s'impegna così di fronte agli elettori ed inizia a praticarlo già in campagna elettorale allora anche l'inimmaginabile può diventare possibile.

 

12 gen 2018

Fare cose di sinistra.

Ezio Mauro, Claudio Tito e Paul Krugman ("la Repubblica" 3.1.18) stimolano riflessioni utili per un centrosinistra che si propone al governo del Paese.
Eccone alcune.
Considerare fisiologici gli spostamenti di persone sulla Terra specie da dove si vive male verso lidi migliori. Evitare disciplinandoli esodi di massa. (Vedere in proposito la nostra Costituzione e la "Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo" adottata e proclamata dall'Assemblea dell'ONU il 10 dicembre 1948).
L'Unione Europea è la realtà necessaria nella quale esprimere e sviluppare politiche economiche, sociali, culturali qualitativamente espansive.
Queste politiche devono ridurre la disoccupazione, specie giovanile, ed il debito pubblico.
Presupposto essenziale è la coesione sociale da realizzarsi in continua dialettica perché persone, famiglie, imprese possano esprimere il meglio di sé.
Non attendere proposte strutturate "per fare cose di sinistra". Facciamole dove ognuno vive ed opera, con chi ci sta ed il potere che si ha, o lo si conquista democraticamente. Trovando anche le parole ed il modo giusto per comunicare queste nuove modalità.
Ad esempio va considerato di sinistra l'operato dell'imprenditore piemontese che ha pagato ai suoi dipendenti una "tredicesima" doppia, per il determinante contributo da essi fornito per i complessivi buoni risultati dell'azienda.
Gli interessi ed i diritti con corrispondenti doveri che accomunano le persone oggi sono molto più compositi di quando moltitudini di esse avevano la fabbrica come riferimento. Alcuni sono rimasti tali, altri si sono aggiunti, numerosi servono da memoria storica: diritto al lavoro, alla salute, alla libertà, all'abitazione, all'istruzione;  ma ora anche diritto al fine vita, matrimonio con divorzio, unioni civili, procreazione responsabile, stessi stipendi per donne e uomini e molti ancora, ed altri s'aggiungeranno.
Già oggi si pone il problema dell'acqua da bere per tutti (solo l'1% di quella esistente è potabile); della salubrità dell'aria che respiriamo (una pellicola di appena 20-25 chilometri di spessore intorno alla Terra). I recenti accordi di Parigi tra tutti gli Stati del Mondo dicono molto in proposito. Tutto questo va assunto, approfondito e fatto proprio dalla sinistra e diventare obiettivo permanente del suo operare.
Quanto precede induce a riguardare le cose anche solo di ieri con occhi diversi, fino ad aggregare maggioranze specifiche di volta in volta sia in ambito parlamentare che referendario.
La proposta strutturale di metodo e di merito potrebbe arrivare a posteriori, cioè come continua raccolta sistematica e ragionata delle innumerevoli esperienze compiute ed in corso, selezionando il meglio ed adattandolo alle situazioni che via via si manifesteranno.

9 gen 2018

Niente frottole.

C'è un antidoto alle promesse elettorali fasulle, esagerate, improbabili, impossibili da mantenere, formulate al solo scopo di ottenere voti: guardare a quanto ha fatto il promittente nel corso della sua vita e desumere da lì la sua affidabilità e idoneità a mantenere le promesse ed a svolgere i compiti propri del ruolo cui è candidato.

La valutazione che se ne trae coinvolge anche la formazione politica che lo propone.

Se si tratta di persona nota se ne conoscono le caratteristiche. Se meno nota o per nulla sia il partito proponente a fornire un curriculum adeguato.

Cercare per quanto possibile di vedere e ascoltare anche di persona il candidato per farsi di lui un' idea più precisa, valutandone disponibilità, tratto e quant'altro utile in proposito.

Esprimere il voto senza conoscere almeno così la persona cui è destinato significa non utilizzarlo appieno per cambiare in meglio l'esistente.

Il bene pubblico e l'interesse generale se ne giovano meno di quanto sarebbe possibile.

Ed è inutile e frustrante lamentarsene dopo a cose fatte.

La presenza del 50% di donne in lista è garanzia di equilibrio affinché sensibilità, modi di pensare e di vivere ed esigenze concrete siano tenute in debito conto. Ed aiuta anche a contenere le esagerazioni.

L'interesse pubblico ed il bene comune devono essere sempre al primo posto rispetto ai pur legittimi interessi di partito.

L'art. 67 della Costituzione afferma: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". E l'art.54 vi aggiunge: "Il dovere di adempierle con disciplina ed onore".

Questo comportamento deve essere tenuto dai candidati fin dal momento della loro messa in lista.

Quindi massimo senso di responsabilità e niente frottole.

2 gen 2018

Al primo posto il lavoro.

Nel messaggio di fine d'anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo pensiero con la sobrietà che contraddistingue il settennato in corso, auspicando che la campagna elettorale, ufficialmente aperta con l'indizione delle elezioni del 4 marzo prossimo del nuovo Parlamento, sia condotta con senso della misura su programmi concretamente praticabili per la soluzione dei problemi in atto e l'indicazione delle prospettive  di sviluppo soprattutto qualitativo, con al primo posto il lavoro.

Ha ricordato l'importanza del voto invitando gli elettori ad esercitare questo diritto-dovere, facendo leva sulla volontà di fare bene insieme presente nella nostra società.

Già solo questo è sufficiente per ragionevolmente ritenere che ci sono le condizioni perché i cittadini si facciano sentire dai partiti utilizzando il voto in modo sorprendentemente determinante per la formazione di una capace maggioranza parlamentare  e di un buon governo stabile e duraturo.

Dando novella spinta alle riforme per uno Stato moderno snello ed efficiente, una società civile più giusta e solidale nella quale tutti possano vivere dignitosamente con il frutto del proprio lavoro.

Rendendo palesemente possibili e convenienti comportamenti probi diffusi tra le categorie  e verso le istituzioni e lo Stato, fondati sulla fiducia e sul rispetto reciproco.

Operando a livello continentale per una Unione Europea sempre più casa comune, in relazione intercontinentale col Mondo delle circa duecento singole realtà statuali, accessibili e praticabili direttamente in tempo reale e/o attraverso gli organismi di cui già disponiamo, l'ONU in primis.

Sviluppando e rafforzando convinzioni già presenti e diffuse che delle guerre si può fare a meno accordandosi.

Con incommensurabili vantaggi da ogni punto di vista per l' Umanità ed il Pianeta.

 

Tre notizie tra le tante.

Tre notizie tra le tante: due buone, una no.  Cominciamo dalle buone.
Vito Mancuso nel suo recente libro "Questa vita" (Garzanti) si cimenta sul senso della vita e sostiene in modo convincente che esiste un'intrinseca armonia dell'agire umano, purché ci si rifaccia all'unicum che ognuno di noi rappresenta, per costruire con gli altri un mondo a misura di tutti i viventi: vegetali, animali, umani in sempre più consapevolmente conquistata comunità d'intenti.
Rimettendo in discussione la selezione dei migliori a scapito dei meno dotati e dimostrando l'indispensabilità del contributo di tutti per il benessere comune fonte di gioia nel suo continuo divenire.
Ne consegue che anche da questo punto di vista è necessario rivedere i principi dell'economia capitalistica, nella quale il prevalere di sempre più pochi sulle moltitudini rappresenta un grave ostacolo al riconoscimento concreto del diritto di tutti i viventi a condurre una vita dignitosa, cui corrisponde il dovere di fornire il proprio personale contributo.
Quasi a conferma di quanto sopra un imprenditore piemontese, la cui azienda medio-grande produce beni di ultima generazione nel settore della meccatronica con un organico preparato e partecipe, ha corrisposto ai dipendenti una "tredicesima" doppia come "doverosa partecipazione agli utili che il comune lavoro ha prodotto".
Contribuendo così ad inverare la nostra lungimirante Costituzione che all'art. 41 recita: "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi ed i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali".
Al conduttore di pub nel centrale corso Vittorio Emanuele II a Torino invece le cose non vanno economicamente bene costringendolo a cessare l'attività che svolgeva da lustri con competente dedizione.
Antesignano nel disciplinare con paziente autorevolezza opposte tifoserie anche straniere lì per  contese del cuore da vivere in  diretta televisiva.
Compito arduo come Torino sa per recente dolorosa esperienza diretta.
È quindi un vero peccato che chi ha bene operato si trovi suo malgrado nell'impossibilità di proseguire il proprio lavoro.
Soggiacendo magari a concorrenze più attente ai vantaggi per sé che alla qualità complessiva del servizio prestato.