L'opinione di Giovanni Saracco

19 feb 2018

Come i Dieci Comandamenti.

Dieci punti, come i Dieci Comandamenti, per educarci e collaborare ad educare, individuati da Eraldo Affinati nel suo articolo su "la Repubblica" dell'8 gennaio scorso.

Eccoli in sintesi.

*È importante conoscere da dove veniamo per capire perché siamo così e cosa dobbiamo fare per migliorare. Si tratta di una conquista da parte di ciascuno, iniziando dai genitori verso i figli poi via via verso una sempre maggiore autonomia.

*Con l'adolescenza curare che l'apprendimento sia orientato tenendo particolarmente conto delle caratteristiche personali del destinatario, cioè con quanto sa ed è già.

*Contano molto i risultati che si ottengono applicando gli insegnamenti che si ricevono. Con l'informatica imperante è necessaria una buona capacità di discernimento per continuare ad apprendere bene.

*Indispensabile relazionare ambiente in cui si vive, famiglia e scuola, affinché queste realtà interagiscano al meglio per conseguire l'obiettivo educativo che ci si propone.

*Già in famiglia, poi nell'ambiente che si frequenta e nella scuola ci devono essere esempi autorevoli cui sia possibile rifarsi per dimostrare la validità del lavoro educativo che si sta compiendo.

*Gli sviluppi educativi che si ottengono devono essere colti e testimoniati dall'insieme di quanti se ne occupano, compresi coloro che se ne giovano.

*L'individuazione, conoscenza ed accettazione dei limiti personali da parte di ciascuno, consente di rispettare la libertà di tutti e di promuoverla

*Il processo educativo è vita vera a tutti gli effetti, quindi nel suo svolgersi non richiede pause particolari di ricreazione.

*Vigilare nel rispetto dell'autonomia e del libero dispiegarsi della personalità degli educandi significa accettare che essi compiano errori non esiziali da rimediare come parte del processo educativo.

*Processo educativo che non termina mai. Nel senso che quando il giovane diventa adulto il rapporto diventa paritario, di fratellanza e come tale suscettibile di durare nel tempo.

 

14 feb 2018

Non si deve fare di ogni erba un fascio.

Dei programmi presentati da coalizioni e partiti in campagna elettorale non si deve fare di ogni erba un fascio.

Meglio discernere in vista di chiedere subito conto della loro effettiva realizzabilità bocciando quelli palesemente impossibili, considerando la forza politica proponente ed i suoi candidati inaffidabili, quindi da non votare.

Tra quelli realizzabili scegliere in più prossimo alle proprie aspirazioni ed aspettative, votare la forza politica proponente ed i suoi candidati che dovranno realizzarlo.

Tra gli eletti i chiamati a responsabilità di governo dovranno dimostrare via via l'attuazione del programma presentato. Ricordando che a ricoprire ruoli di governo possono essere chiamate anche persone non elette e nemmeno candidate.

Un conto sono quindi le promesse a chiacchiere fatte per carpire voti, altro quelle formalizzate in programma politicamente impegnativo, checché se ne dica.

Siccome poi la politica è l'arte delle cose possibili nel momento in cui si decide, occorre riconoscere agli eletti una certa discrezionalità, con il dovere politico di spiegare il perché di eventuali significativi scostamenti rispetto al programma.

Inoltre occorre stabilire un rapporto fiduciario tra eletti ed elettori con dialettica relativa nel corso della legislatura, direttamente e/o tramite il partito, senza patire timori reverenziali od altro.

Questi scarni cenni come pillole di buon senso comune che possono aiutare a superare incertezze ed ansie da elezioni, che si presentano problematiche nel loro esito finale: Superabile se si attiva una pratica di democrazia dei comportamenti concreti, base indispensabile anche per quanto di buono si potrà realizzare strada facendo.

Giovandosene intanto per andare a votare e dare peso al proprio voto; continuando anche dopo perché esso concorra a produrre gli esiti per i quali è stato espresso.

13 feb 2018

A ruota libera.

Il pensiero politico di Luigi Di Maio è difficilmente traducibile in inglese. Trovare il modo di comunicarlo in questa lingua è essenziale per consentire agli investitori internazionali di capire con chi hanno a che fare.

Concorrenti a posti in Magistratura sottoposte a spogliarello per accertare se nascondessero materiale non ammesso. Indignazione delle interessate risultate immacolate.

In medio oriente un gesto che può costare caro alle donne è sciogliersi i capelli al vento in pubblico.

Nel corso della 2^ guerra mondiale 1940-45 nella Polonia occupata i nazisti costruirono, attivarono e mantennero campi di sterminio per ebrei, nomadi, avversari politici, gay e diversi in genere. In piccolo qualcosa di simile si verificò anche in Italia. Ora la destra al governo in Polonia ha approvato una legge che vieta di dire che le cose sono andate così; affermando che i polacchi non c'entrarono per nulla.

La differenza tra molestia ed approccio per conoscersi è evidente a tutte le persone dotate di comune buon senso. Sarebbe quindi eccessivo stabilirla per legge.

Il lavoro cambia e quello nuovo sarà molto diverso per qualità e quantità. Dividerlo fra tutti e ricavarci il necessario per vivere dignitosamente, è uno dei primi obiettivi da porsi e da realizzare.

Di tutta l'acqua esistente sulla Terra solo l'1% è potabile ed è sempre la stessa. Ricordarlo dove c'è in abbondanza aiuta a utilizzarla con rispettosa parsimonia.

 

9 feb 2018

Il bicchiere metà pieno.

Dare all'Italia un nuovo parlamento ed un governo che funzionino bene è un compito democratico da prendere molto sul serio

Sul che fare con il diritto-dovere del voto le opzioni sono: andare o non andare ai seggi il 4 marzo prossimo; andarci per votare o deporre la scheda bianca.

Se si va e si depone la scheda bianca significa che nessuna formazione politica e nessuno dei candidati in lista soddisfa. Un ulteriore passo sarebbe votare chi si reputa più vicino alle proprie aspettative.

La cosa migliore sarebbe trovare identità di vedute con una lista ed i candidati della medesima, così da esprimere il voto nella pienezza della sua espressione, come la nuova legge elettorale consente di fare.

Di seguito sintetici ragionamenti su quanto viene sostanzialmente proposto agli elettori.

Coalizione di centrodestra. Si tratta di un coacervo con di tutto un po’ ed il suo contrario, il cui collante è la logica ferrea di: "intanto arriviamo nella stanza dei bottoni poi si vedrà". Due delle tre principali formazioni di cui è costituita: Forza Italia e Lega sono già state insieme al governo per non poco negli ultimi vent'anni con gli esiti a tutti noti, con il tracollo finale e le dimissioni del governo Berlusconi per evitare il peggio al Paese nel pieno della crisi. Certo, c'è stato un rinnovamento delle persone nei due partiti e nelle liste ma l'ultima parola continua a dirla Berlusconi ormai logoro, immemore, ripetitivo. Per avere un centrodestra affidabilmente di governo come l'Italia avrebbe bisogno non pare ancora giunto il tempo.

M5S. Si può sintetizzare da quanto espresso dal suo leader Di Maio alla tv da Lilly Gruber (La 7, "8 e mezzo" 29 gennaio 2018). Cioè che presenterà la sua proposta di governo rappresentativo dell'Italia prima delle elezioni con il programma. Se l'esito delle elezioni lo consentirà governerà da solo. Se non lo consentirà ma otterrà l'incarico di formarlo dal Capo dello Stato, non farà alleanze ma proporrà alle altre forze politiche di aderire al proprio programma migliorandolo all'occorrenza e votando la fiducia al suo governo in parlamento. Un misto di ingenuità e supponenza che lascia sconcertati.

Coalizione di centrosinistra. Ha governato con Letta, Renzi e Gentiloni i due terzi della recente legislatura ponendo mano e attuando provvedimenti attesi da tempo ed altri più discutibili, ma uscendo dalla crisi ed avviando la ripresa con una impronta socialmente più equa nella ripartizione della ricchezza prodotta da lavoratori e sistema delle imprese. Con particolare attenzione verso lavoro, giovani, donne, famiglie, pensionati; parità salariale tra i generi, equo salario minimo. Suscitando condizioni favorevoli per la riduzione del debito pubblico sotto 100 punti del Pil entro un decennio. Ed altro ancora.

Il riconoscimento elettorale di quanto fatto può giovarsi di esplicite dichiarazioni che confermino Gentiloni e la diffusa credibilità che il suo operato riscuote, nella eventuale formazione del nuovo governo; con Renzi a fare la sua parte a sostegno guidando il partito.

Coalizione con "Liberi e Uguali". Il 7% pare la quota di consensi cui può ambire per rappresentare idee, esperienze, saperi, esigenze, bisogni per sé ed a servizio dell'Italia. Prefiggendosi obiettivi su cui sia possibile convergere strada facendo.

Se gli scarni cenni di questa paginetta aiuteranno a intravvedere il bicchiere metà pieno in virtù dell'ottimismo della volontà cui s'attinge ebbene, continuando a lavorare alacremente, concreti possibili risultati positivi non mancheranno.

 

6 feb 2018

Un avversario rispettato.

Prendo spunto dall'intervista e dal colloquio rispettivamente a Ciriaco De Mita e con Romano Prodi ("la Repubblica" 31.1.2018) per riflettere sull'attualità tenendo conto di quanto è stato.

De Mita, novant'anni, tesse l'elogio della Democrazia Cristiana di cui è stato uno degli esponenti di spicco sia nel partito che per le cariche istituzionali ricoperte; tendendo a "nasconderne" le debolezze attribuendole agli uomini che se ne occuparono.

Cogliendo con efficacia i tratti eccellenti di alcuni, Alcide De Gasperi e Aldo Moro tra essi, nonché Enrico Berlinguer del Pci come riconoscimento per un avversario rispettato. A Giulio Andreotti attribuisce la camaleontica capacità di adattarsi alle circostanze senza patirne, ed a fare prevalere il meglio o il meno peggio dalle contingenze.

Una sorta di testamento politico ovvero una sintesi del suo vissuto, il cui sigillo istituzionale è rappresentato dalla elezione a sindaco di qualche anno fa del comune di Nusco ov'è nato.

Romano Prodi, ovvero la ricerca costante e la pratica dello stare insieme, della collegialità, della "convivialità" politica, della condivisione del possibile storico, della capacità di scegliere e di assumersi le conseguenti responsabilità.

Cimentandosi con l'attualità senza tergiversare, con dubbi prefiggendosi di fugarli strada facendo lavorando con chi ci sta.

Lo conobbi così quando capo del governo nella XIII^ legislatura gradiva il primo tartufo della stagione frutto della ricerca notturna in siti vocati dell'Astigiano.

Ha deciso di stare con la coalizione del Partito Democratico, nonostante ritenga Renzi non l'ideale per unire e con forzature nella formazione delle liste elettorali, perché reputa più divisiva la posizione di "Liberi e Uguali".

Suscitando commenti dai più disparati punti di vista, utili per meglio orientarsi nella non agevole scelta cui gli elettori saranno chiamati il 4 marzo prossimo. Ma più in generale per avere una visione di un futuro politico migliore, purché le contrarietà anziché disamorare stimolino, sollecitino a capire di più e ad operare di conseguenza.

Una sorta di missione cui votarsi perché si ritiene che la situazione richieda questo impegno qui ed ora.

Nel rispetto e col tacito auspicio di incontrare quanti perseguono l'obiettivo del bene comune e dell'interesse generale con altre modalità.

 

31 gen 2018

Senza giri di parole.

Diciamocela tutta senza giri di parole: non c'è stato un fascismo che ha fatto cose buone, e ne ha sbagliate altre nemmeno tutte per colpa sua.

C'è stata la dittatura fascista per oltre un ventennio durante la quale ha combinato disastri. Così tanti e gravi che è difficile tenere il conto. Per ricordarci e ricordarlo perché non si ripetano, la Costituzione ne fa memoria nelle "Disposizioni transitorie e finali" con la seguente didascalica perentoria espressione: "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista".

Chiunque covi insani propositi o vellichi chi li coltiva già, per trarvi vantaggi elettorali pratica il populismo, indebolisce la democrazia e viola il Patto su cui si regge la nostra vita sociale.

Numerose persone si chiedono e chiedono perché il Partito Democratico sia in difficoltà nei sondaggi.

Ritengo che due cose debbono essere dette in modo chiaro ed esplicito

La prima; che il candidato a presiedere un eventuale nuovo governo espresso dalla coalizione di centrosinistra è Paolo Gentiloni, che ha fin d'ora il pieno appoggio del Partito Democratico.

La seconda; se per fare il governo occorrerà trovare l'intesa con altre forze politiche la priorità sarà di guardare alla coalizione promossa da "Liberi e Uguali".

Ricordando che nella vittoria dell'Ulivo di Romano Prodi nel 1996 incise l'accordo con Rifondazione per la "desistenza".

29 gen 2018

Ci si parla invece poco.

Il recente tragico episodio dell'agente penitenziario che si è suicidato mi ha indotto a riflettere su come e perché un  padre possa comportarsi così male nei confronti della figlia quattordicenne, da essere allontanato da essa e dagli altri familiari con un provvedimento dell'autorità che si occupava del caso; emerso da un tema in classe svolto dall'adolescente.

Quindi non soltanto il mancato aiuto per affrontare autonomamente la vita, ma addirittura l'utilizzo perverso della paternità con le gravi conseguenze cui esso dà luogo.

La morte dell'indagato fa venire meno ogni ulteriore azione, mentre alla famiglia mancherà la risposta al perché degli abusi di cui è stato accusato e quanto di esperienza si può trarre dalla più precisa conoscenza dei dolorosi fatti.

Esprimo il mio punto di vista in merito che mi auguro di qualche  utilità, non certo come esperto ma in veste di genitore che ha sotto gli occhi gli esiti non solo della vita dei propri figli ma anche dei nipoti.

Attualmente tra genitori e figli c'è una concezione della vita di entità e qualità molto diversa rispetto al passato, cui s'aggiungono contributi nuovi a ritmo serrato e stimoli relativi che non è agevole disciplinare senza una continua interlocuzione critico-costruttiva e gli apporti degli interessati, con disponibilità reciproca a riconoscere inadeguatezze ma anche l'autorevolezza dei propri coerenti vissuti.

Ci si parla invece poco e non sempre in modo soddisfacente, talché i giovani si scelgono referenti fuori dalla famiglia e non infrequentemente impersonali come internet e simili. Quindi diminuisce e non si aggiorna la conoscenza dell'altro, delle sue esigenze e bisogni; cresce l'estraneità tra genitori e figli fino a diventare patologica con le ambiguità che la caratterizzano e le incomprensioni.

Se la cultura  delle parti è modesta può manifestarsi l'esercizio predatorio da parte di chi dispone di più potere. Se invece il livello culturale è adeguato può comparire la maligna malizia di chi vuole mettersi e mettere alla prova senza considerare, oppure considerandola ammissibile ed egoisticamente vantaggiosa per sé, l'esperienza di cui dispone comunque il genitore rispetto ai figli, fino a violarne la sacralità più intima con imperdonabile impudicizia etica e comportamentale.

25 gen 2018

Ringraziando chi aiuta.

Ritorno su un aspetto già trattato delle elezioni politiche del 4 marzo prossimo, intanto per correggere un'imprecisione: se qualche coalizione o partito raggiunge il 40% dei consensi non scatta un premio di maggioranza ma, di fatto, si ottiene anche la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, Camera dei deputati e Senato.

Per evitare una situazione di stallo senza vincitori, come si prospetta tra quanti corrono per farcela: coalizioni di centrodestra, centrosinistra, M5S, oppure accordicchi in attesa di rimettere mano alla legge elettorale, pare più saggio ed opportuno puntare sulla vittoria di uno dei tre.

Ad oggi stando ai sondaggi il centrodestra supererebbe di poco il 35% dei consensi, seguono con qualche punto di distacco il centrosinistra e il M5S.

Mentre però il centrodestra avrebbe già espresso il massimo ed il M5S si attesti sul valore raggiunto, al centrosinistra si riconosce un potenziale inespresso che è dato dal fare concreto e dai risultati ottenuti dai tre governi di centrosinistra: Letta, Renzi, Gentiloni, dopo che Monti aveva evitato il baratro (Spread a 540 punti !) sull'orlo del quale l'aveva portato il centrodestra con Berlusconi presidente del Consiglio dei ministri.

Tradurre questo potenziale in consensi aggiuntivi dipende innanzitutto dal centrosinistra stesso, ovvero dal Partito Democratico, dimostrando praticamente di avere imparato dagli errori commessi e di farne tesoro correggendoli; ricuperando nel programma esigenze e bisogni di quanti faticano a farcela tanto lavoratori e privi di lavoro che imprese specie medio-piccole di cui è costituito il nostro sistema produttivo. Dedicandovi il meglio delle energie  e reperendo le risorse occorrenti.

Migliorando tra l'altro i già buoni risultati ottenuti con la lotta alla evasione-elusione fiscale ed alla criminalità organizzata: Con un'attenzione particolare alla qualità delle produzioni ed esportazioni, alla salubrità ambientale, alle energie alternative rinnovabili.

Un forte e costante impegno a ridurre il debito pubblico in un decennio al disotto del 100% del Pil.

Pervenendo con le riforme ad uno Stato moderno, agile, efficiente, di servizio a cittadini famiglie, imprese.

Coprotagonisti della realizzazione dell'Unione Europea come famiglia più grande per gli Stati di cui è costituita.

Solidali all'interno e verso l'esterno come dispone la nostra Costituzione.

Verificando spesso che si stia facendo quanto promesso; dando atto e ringraziando chi aiuta.

Certi che gli elettori faranno la loro parte al meglio.

24 gen 2018

Lavoro per tutti.

Il lavoro e la sua remunerazione è argomento importante per la vita di ciascuno. Su di esso è fondata addirittura la nostra Repubblica democratica.

La Costituzione ne tratta diffusamente, in particolare al Titolo III°- Rapporti economici.

Tra i vari modi di lavorare quello dipendente è ancora di gran lunga il più diffuso.

Sintetizzando si può dire che il lavoro dipendente racchiude in sé il dicibile, perché frutto di una dialettica che coinvolge lo scibile umano.

Da qui occorre quindi partire per fare bene le cose.

Considerando che in democrazia è l'argomento più avanzato su come ragionare per affrontare e risolvere i problemi che la vita associata pone.

In Italia siamo su questa strada e possiamo migliorare.

Utilizzare la democrazia significa coinvolgere di volta in volta gli interessati a risolvere i problemi posti. Nel rispetto reciproco, educatamente, con il vigore di cui ognuno irripetibilmente dispone, e le  capacità necessarie. Definendoli, ragionando, decidendo. Tenendo presente quanto già eventualmente prodotto, specialmente se da fonti autorevoli per le loro riconosciute capacità.

Allo Stato compete promuovere le condizioni affinché ci sia lavoro per tutti e che sia pagato in modo da consentire una vita libera e dignitosa per il dipendente e la sua famiglia; godere di una pensione con le stesse caratteristiche, e con provvidenze analoghe ed aiuti se si resta temporaneamente disoccupati.

Attualmente non è così e bisogna impegnarci tutti affinché ci si avvicini sempre più a quanto prescrive la Costituzione.

Siamo in campagna elettorale, partiti e candidati promettono miglioramenti anche impraticabili. Occorre discernere tra chi le spara grosse e chi lavora seriamente per realizzare vantaggi possibili.

Preferire candidati che hanno già dimostrato di saperci fare, con competenza, impegno, probità e risultati positivi concreti.

Si tratta di criteri utili per decidere chi votare, ma utilizzabili più in generale per la scelta di persone che meritano di occuparsi dell'interesse generale e del bene comune a qualsiasi livello istituzionale "con disciplina ed onore".

16 gen 2018

Andare pancia a terra.

Tra gli obiettivi delle coalizioni di centrosinistra e centrodestra e del M5S c'è quello di ottenere più voti per ricevere  dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'incarico di formare il nuovo governo. Ritenendo improbabile che qualcuno di loro riesca a raggiungere il 40% dei consensi necessario per ottenere in premio la maggioranza dei seggi sia alla Camera dei Deputati che in Senato. L'incarico consentirebbe di trattare da posizione privilegiata un accordo di governo con il merito di avere evitato all'Italia un ulteriore incerto ricorso alle urne.

Stando a recenti dichiarazioni il M5S si sarebbe espresso così. Il centrodestra da parte sua millanta di potercela fare da solo ma i sondaggi non sono di questo avviso.

Il centrosinistra pare voler contare sulla resipiscenza degli elettori, che però bisogna meritarsi incominciando ad applicarla a sé. Con una campagna elettorale che non partecipi al vaniloquio delle promesse impossibili, ma dica schietto come stanno le cose in Italia e quanto occorre per migliorarle, partendo da chi sta peggio; quanto costa nel tempo, dove e come si recuperano le risorse occorrenti.

Esemplificando: lavoro per tutti, da iniqua ad equa ripartizione della ricchezza prodotta dal comune operare, realizzazione di uno Stato snello ed efficiente che offra servizi di qualità alla laboriosa moltitudine intenta a produrre beni e servizi per migliorare le condizioni di vita, portare tutti a pagare le tasse col criterio costituzionale della progressività premiando chi vi adempie, incalzando la criminalità organizzata  fino a batterla.

Sapendo che  continuare per questa strada bisogna andare pancia a terra avendo come stella polare sempre l'interesse generale ed il bene comune ed essere gratificati dal realizzarli.

Ecco, se  il centrosinistra s'impegna così di fronte agli elettori ed inizia a praticarlo già in campagna elettorale allora anche l'inimmaginabile può diventare possibile.

 

12 gen 2018

Fare cose di sinistra.

Ezio Mauro, Claudio Tito e Paul Krugman ("la Repubblica" 3.1.18) stimolano riflessioni utili per un centrosinistra che si propone al governo del Paese.
Eccone alcune.
Considerare fisiologici gli spostamenti di persone sulla Terra specie da dove si vive male verso lidi migliori. Evitare disciplinandoli esodi di massa. (Vedere in proposito la nostra Costituzione e la "Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo" adottata e proclamata dall'Assemblea dell'ONU il 10 dicembre 1948).
L'Unione Europea è la realtà necessaria nella quale esprimere e sviluppare politiche economiche, sociali, culturali qualitativamente espansive.
Queste politiche devono ridurre la disoccupazione, specie giovanile, ed il debito pubblico.
Presupposto essenziale è la coesione sociale da realizzarsi in continua dialettica perché persone, famiglie, imprese possano esprimere il meglio di sé.
Non attendere proposte strutturate "per fare cose di sinistra". Facciamole dove ognuno vive ed opera, con chi ci sta ed il potere che si ha, o lo si conquista democraticamente. Trovando anche le parole ed il modo giusto per comunicare queste nuove modalità.
Ad esempio va considerato di sinistra l'operato dell'imprenditore piemontese che ha pagato ai suoi dipendenti una "tredicesima" doppia, per il determinante contributo da essi fornito per i complessivi buoni risultati dell'azienda.
Gli interessi ed i diritti con corrispondenti doveri che accomunano le persone oggi sono molto più compositi di quando moltitudini di esse avevano la fabbrica come riferimento. Alcuni sono rimasti tali, altri si sono aggiunti, numerosi servono da memoria storica: diritto al lavoro, alla salute, alla libertà, all'abitazione, all'istruzione;  ma ora anche diritto al fine vita, matrimonio con divorzio, unioni civili, procreazione responsabile, stessi stipendi per donne e uomini e molti ancora, ed altri s'aggiungeranno.
Già oggi si pone il problema dell'acqua da bere per tutti (solo l'1% di quella esistente è potabile); della salubrità dell'aria che respiriamo (una pellicola di appena 20-25 chilometri di spessore intorno alla Terra). I recenti accordi di Parigi tra tutti gli Stati del Mondo dicono molto in proposito. Tutto questo va assunto, approfondito e fatto proprio dalla sinistra e diventare obiettivo permanente del suo operare.
Quanto precede induce a riguardare le cose anche solo di ieri con occhi diversi, fino ad aggregare maggioranze specifiche di volta in volta sia in ambito parlamentare che referendario.
La proposta strutturale di metodo e di merito potrebbe arrivare a posteriori, cioè come continua raccolta sistematica e ragionata delle innumerevoli esperienze compiute ed in corso, selezionando il meglio ed adattandolo alle situazioni che via via si manifesteranno.

9 gen 2018

Niente frottole.

C'è un antidoto alle promesse elettorali fasulle, esagerate, improbabili, impossibili da mantenere, formulate al solo scopo di ottenere voti: guardare a quanto ha fatto il promittente nel corso della sua vita e desumere da lì la sua affidabilità e idoneità a mantenere le promesse ed a svolgere i compiti propri del ruolo cui è candidato.

La valutazione che se ne trae coinvolge anche la formazione politica che lo propone.

Se si tratta di persona nota se ne conoscono le caratteristiche. Se meno nota o per nulla sia il partito proponente a fornire un curriculum adeguato.

Cercare per quanto possibile di vedere e ascoltare anche di persona il candidato per farsi di lui un' idea più precisa, valutandone disponibilità, tratto e quant'altro utile in proposito.

Esprimere il voto senza conoscere almeno così la persona cui è destinato significa non utilizzarlo appieno per cambiare in meglio l'esistente.

Il bene pubblico e l'interesse generale se ne giovano meno di quanto sarebbe possibile.

Ed è inutile e frustrante lamentarsene dopo a cose fatte.

La presenza del 50% di donne in lista è garanzia di equilibrio affinché sensibilità, modi di pensare e di vivere ed esigenze concrete siano tenute in debito conto. Ed aiuta anche a contenere le esagerazioni.

L'interesse pubblico ed il bene comune devono essere sempre al primo posto rispetto ai pur legittimi interessi di partito.

L'art. 67 della Costituzione afferma: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". E l'art.54 vi aggiunge: "Il dovere di adempierle con disciplina ed onore".

Questo comportamento deve essere tenuto dai candidati fin dal momento della loro messa in lista.

Quindi massimo senso di responsabilità e niente frottole.

2 gen 2018

Al primo posto il lavoro.

Nel messaggio di fine d'anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo pensiero con la sobrietà che contraddistingue il settennato in corso, auspicando che la campagna elettorale, ufficialmente aperta con l'indizione delle elezioni del 4 marzo prossimo del nuovo Parlamento, sia condotta con senso della misura su programmi concretamente praticabili per la soluzione dei problemi in atto e l'indicazione delle prospettive  di sviluppo soprattutto qualitativo, con al primo posto il lavoro.

Ha ricordato l'importanza del voto invitando gli elettori ad esercitare questo diritto-dovere, facendo leva sulla volontà di fare bene insieme presente nella nostra società.

Già solo questo è sufficiente per ragionevolmente ritenere che ci sono le condizioni perché i cittadini si facciano sentire dai partiti utilizzando il voto in modo sorprendentemente determinante per la formazione di una capace maggioranza parlamentare  e di un buon governo stabile e duraturo.

Dando novella spinta alle riforme per uno Stato moderno snello ed efficiente, una società civile più giusta e solidale nella quale tutti possano vivere dignitosamente con il frutto del proprio lavoro.

Rendendo palesemente possibili e convenienti comportamenti probi diffusi tra le categorie  e verso le istituzioni e lo Stato, fondati sulla fiducia e sul rispetto reciproco.

Operando a livello continentale per una Unione Europea sempre più casa comune, in relazione intercontinentale col Mondo delle circa duecento singole realtà statuali, accessibili e praticabili direttamente in tempo reale e/o attraverso gli organismi di cui già disponiamo, l'ONU in primis.

Sviluppando e rafforzando convinzioni già presenti e diffuse che delle guerre si può fare a meno accordandosi.

Con incommensurabili vantaggi da ogni punto di vista per l' Umanità ed il Pianeta.

 

Tre notizie tra le tante.

Tre notizie tra le tante: due buone, una no.  Cominciamo dalle buone.
Vito Mancuso nel suo recente libro "Questa vita" (Garzanti) si cimenta sul senso della vita e sostiene in modo convincente che esiste un'intrinseca armonia dell'agire umano, purché ci si rifaccia all'unicum che ognuno di noi rappresenta, per costruire con gli altri un mondo a misura di tutti i viventi: vegetali, animali, umani in sempre più consapevolmente conquistata comunità d'intenti.
Rimettendo in discussione la selezione dei migliori a scapito dei meno dotati e dimostrando l'indispensabilità del contributo di tutti per il benessere comune fonte di gioia nel suo continuo divenire.
Ne consegue che anche da questo punto di vista è necessario rivedere i principi dell'economia capitalistica, nella quale il prevalere di sempre più pochi sulle moltitudini rappresenta un grave ostacolo al riconoscimento concreto del diritto di tutti i viventi a condurre una vita dignitosa, cui corrisponde il dovere di fornire il proprio personale contributo.
Quasi a conferma di quanto sopra un imprenditore piemontese, la cui azienda medio-grande produce beni di ultima generazione nel settore della meccatronica con un organico preparato e partecipe, ha corrisposto ai dipendenti una "tredicesima" doppia come "doverosa partecipazione agli utili che il comune lavoro ha prodotto".
Contribuendo così ad inverare la nostra lungimirante Costituzione che all'art. 41 recita: "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi ed i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali".
Al conduttore di pub nel centrale corso Vittorio Emanuele II a Torino invece le cose non vanno economicamente bene costringendolo a cessare l'attività che svolgeva da lustri con competente dedizione.
Antesignano nel disciplinare con paziente autorevolezza opposte tifoserie anche straniere lì per  contese del cuore da vivere in  diretta televisiva.
Compito arduo come Torino sa per recente dolorosa esperienza diretta.
È quindi un vero peccato che chi ha bene operato si trovi suo malgrado nell'impossibilità di proseguire il proprio lavoro.
Soggiacendo magari a concorrenze più attente ai vantaggi per sé che alla qualità complessiva del servizio prestato.