L'opinione di Giovanni Saracco

17 dic 2016

Scienza del vivere.

Massaia, sostantivo femminile che definisce la donna dedita alla cura e amministrazione di casa e famiglia, attività o meglio professione del tutto priva di riconoscimenti di qualsiasi tipo; ricordo l'abbozzo di misera pensione solo nel caso di indigenza di qualche decina di anni fa.

Eppure sono ancora numerose – e non solo di risulta – le donne che la svolgono con insospettabili competenze, consentendo di sfangare la vita anche con redditi modesti.

La presenza di prole ne esalta sensibilità, tatto, delicatezza di cui beneficia certo la famiglia ma anche scuola e società, che se ne avvalgono come tacita ed efficace intermediaria.

Tonnellate, sì tonnellate, di alimenti passano dalle sue mani: dall'acquisto al mercato delle materie prime al consumo sul desco.

Depositaria di nozioni ed esperienze enciclopediche maturate facendo, spesso con scolarizzazione limitata all'obbligo.

Eccelle nell'assistenza infermieristica e nei rapporti relativi, scolasticamente aggiornata, sa di pedagogia, nozioni di idraulica pratica, a suo agio in sartoria, ancora un po’ misterioso il funzionamento dell'auto ma in panne non ci resta, informata su mercuriali e pratiche burocratiche più correnti, conosce gli sport più diffusi, capace nei rapporti umani, attenta sulle circostanze della vita altrui, memoria per tutti: compleanni, onomastici ed altre utili ricorrenze, cura con equilibrio la vita sentimentale ed emotiva.

Quanto valga tutto questo lo si comprende soprattutto quando viene meno ed altri debbono sopperirvi..

Se ha ancora senso l'adagio "esperienza vale titolo" alla massaia va certamente riconosciuto quello di livello magistrale in "Scienza del vivere", da attribuirsi a semplice richiesta presentando la fotografia di famiglia sottoscritta da tutti i componenti effigiati.

 

10 dic 2016

Il vero esame.

Non c'è dubbio che il vero esame sulla statura  politico-istituzionale di Matteo Renzi scaturirà dal comportamento che egli terrà per la buona soluzione della crisi di governo a seguito delle sue dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri.

Perché la crisi contiene l'essenziale dei problemi che abbiamo, iniziando dalle difficoltà che l'esito del referendum ha fatto inopinatamente emergere in termini generali e da come si affronteranno quelli ritenuti prioritari.

E dal ruolo che svolgeranno il Partito Democratico ed il suo segretario, con le altre forze politiche che decideranno di impegnarsi.

Pare infatti chiaro che avere contribuito al manifestarsi del malessere sia stata una confortante prova di democrazia cui deve però fare seguito un impegno altrettanto proficuo per trovare le relative soluzioni: Rendendo così credibile la volontà di quanti si  candidano a governare.

Certi che il Capo dello Stato Sergio Mattarella conferirà l'incarico per la formazione del nuovo governo a persona capace di guidarlo per raggiungere gli obiettivi che si darà.

Va da sé che interesse generale e bene comune devono stare al primo posto ed i partiti che saranno coinvolti dovranno guadagnarsi i riconoscimenti cui ambiscono dimostrando concretamente di volerci e saperci fare in questo senso.

Affinché dall'esperienza referendaria di democrazia diretta esca rafforzata anche la nostra democrazia parlamentare.

Con i partiti pro-tempore all'opposizione che non si limitino al pure importante compito di controllare l'operato della maggioranza rilevando le cose che non vanno, ma formulino anche proposte migliori dimostrando di disporre delle qualità per diventare maggioranza a loro volta.

La maggioranza dei votanti utilizzando il referendum ha dimostrato l'inadeguatezza delle risposte politiche ai loro problemi. Porvi rimedio producendo quanto serve per una vita migliore per quanti stentano, fa carico  non solo alle istituzioni ma anche a tutte le componenti della società che dispongono di  potere che incide sulle decisioni, nel rispetto dei ruoli che il sistema democratico assegna ad ognuno.

 

5 dic 2016

Tanto tuonò che piovve.

In democrazia l'espressione del popolo sovrano ha prodotto i suoi esiti legittimi con il "No" ridondante alla riforma del Senato ed altro che il Parlamento aveva approvato dopo mesi di serrato, impegnativo lavoro.
Alla riforma si era pervenuti dopo che Giorgio Napolitano aveva accettato "obtorto collo" un supplemento di mandato a patto che si facesse.
Adesso occorrerà riflettere sugli esiti cui porterà il voto al referendum e come fare per avvalercene, consapevoli che non sarà agevole.
Probabilmente il Presidente del Consiglio dei ministri si dimetterà ed il Capo dello Stato avrà il suo da fare per trovare una persona in grado di formare un governo capace di coagulare una maggioranza diversa da quella in atto che gli esprima la fiducia.
Archiviando gli epiteti "scrofa ferita", "pericolo per la democrazia", "accozzaglia" più recenti tra i molti lanciati nel corso della campagna elettorale.
Ed il vero e proprio astio nei confronti di Matteo Renzi e del suo governo che hanno svolto con generosa dedizione istituzionale i compiti loro affidati al servizio del Paese con risultati concreti non da poco.
Scrivo di getto, a caldo, proponendomi di offrire implicitamente anche risposte ai suggerimenti, obiezioni, consensi giuntimi, di cui ho tenuto per quanto sono capace conto.
Tutto questo sarà meno problematico se conveniamo che con il referendum  italiane e italiani hanno scritto una bella pagina di democrazia diretta e partecipata, che si porta appresso l'obbligo di assumersi le responsabilità che ne derivano.
Nessun paragone quindi con la recente elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d'America, anche se il disagio che l'ha espresso può avere non poco in comune.
Cancellato quindi dalla volontà popolare il motivo del contendere rappresentato dalla riforma ora tocca a tutti – in primis al "No" che ha prevalso – cercare e trovare soluzioni alternative più consone e condivise.

29 nov 2016

Zona Cesarini.

Molte persone decideranno in “zona Cesarini” – calciatore che segnava spesso negli ultimi minuti della partita – se andare alle urne per il referendum di domenica prossima 4 dicembre.

Sarà decisiva la comprensione almeno per sommi capi per cosa si vota.

Il Parlamento dopo avere discusso molto ha deciso delle modifiche alla seconda parte della  Costituzione riguardante “L'ordinamento della Repubblica” cioè il funzionamento dello Stato come già fatto alcune volte in passato, senza toccare la prima parte che detta i “Principi fondamentali”.

Vediamole insieme.

Si tratta della riforma del Senato riducendo i suoi membri dai 315 attuali a 100. Con compiti nuovi volti soprattutto a supportare lo sviluppo dei territori regionali, piuttosto che di “controllo” legislativo come ora

Saranno eletti tra i consiglieri regionali in carica e non percepiranno emolumenti.

Abolizione del CNEL ( Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) diventato obsoleto.

Meno burocrazia e più impegno del Parlamento per le istanze espresse direttamente dai cittadini con disegni di legge ed in altre forme.

Snellimento delle procedure, efficienza e considerevoli risparmi di spesa.

Se prevarranno i “Sì” le modifiche entreranno in vigore.

Diversamente tutto resterà com'è adesso con lungaggini, tira e molla cui s'era già cercato di rimediare in passato senza riuscirci.

Qualunque sia il risultato del referendum il governo in carica potrà proseguire il corso della legislatura.

Se decidesse altrimenti sarà il Presidente della Repubblica ad occuparsene.

Buon referendum a tutti!

 

22 nov 2016

Facciamola corta.

Qui giunti facciamola corta: ci sono sufficienti elementi per confermare che l'impazienza caratterizza da sempre le nuove generazioni e che l'attuale non fa eccezione, salvo la velocità e l'intensità inedite e l'estensione globale con la quale si manifesta.

E che l'esercizio della pazienza compete invece a quanti giovani non lo sono più.

Da qui comportamenti anche estremi di giovani che non vanno per il sottile per rendere più confacente a sé la realtà in cui vivono; e la riluttanza degli anziani alle novità e cambiamenti che ciò comporta.

Mettendo in conto entrambi che l'impellenza esistenziale avrà comunque il sopravvento e che in discussione rimarranno modalità e tempi del suo esprimersi.

Indotto a riflettere su questi argomenti dal racconto di una giovane donna cui è morto prematuramente ed improvvisamente l'amato compagno; e come tra gli atti per l'elaborazione del lutto lei abbia voluto pranzare da sola in un ristorante esclusivo presso cui avevano già deciso di recarsi. Modalità almeno inusuale rispetto alle consuetudini; per lei invece intimo atto d'amore nell'intangibile convinzione che a lui sarebbe piaciuto così.

A relazionare i due punti di vista non può che provvedervi l'accorta mediazione della generazione cui compete affinché da entrambi emerga il buono per lenire sofferenza e ricuperare serenità e – perché no – perfino felicità.

Estendere alla società civile un ragionamento analogo significa superare il timore del nuovo scalpitante e spazientito, da parte della componente tradizionalmente paziente; giungendo alla mirabile sintesi della complementarietà, ovvero quanto manca a te lo metto io.

Con risultati inediti, magari sorprendentemente moderni, soddisfacenti, gratificanti.

 

16 nov 2016

Non ti vogliamo.

Tentiamo di fare sommariamente il punto sull'avventura degli Stati Uniti d'America e del loro neopresidente repubblicano il miliardario almeno bizzarro Donald Trump, che i lavoratori hanno eletto alla Casa Bianca per  quattro anni non trovando altri cui affidare la tutela del loro legittimi interessi.

Lavoratori cioè ceto medio, stufi e arrabbiati di produrre ricchezza per tutti ridistribuita in modo iniquo a loro danno. 

Le prime reazioni sono state: continuato come se nulla fosse le Borse quindi per i ricchi va bene così, mentre il comparto tecnologie avanzate ha manifestato preoccupazione.

L'America che non l'ha votato è scesa in strada al grido: "Non ti vogliamo" e la forza pubblica ne ha arrestati un po’.

.Il Presidente della Commissione Europea lo ha considerato uno sprovveduto.

Lui non se n'è curato tirando dritto nella formazione della squadra che lo affiancherà nell'impervio compito di accontentare (o scontentare?) tutti o almeno i più senza che la democrazia patisca troppo.

Facciamocene una ragione aiutandoci con l'esperienza domestica ultraventennale di un fatto analogo seppure di importanza e con influenza minore ma con strascichi perduranti.

Tenendo conto che il mondo di adesso è più problematico.

Certo, se "il buon giorno si vede dal mattino" ovvero "chi ben inizia è a metà dell'opera", mi pare ci sia poco da stare allegri.

 

9 nov 2016

Proviamo a dire.

Cosa fare e come per dare una mano a superare perduranti difficoltà in Italia cui il terremoto in Umbria-Marche ha aggiunto di suo rilevanti danni materiali e sofferenze per gli abitanti.

Continuando a fare le proprie cose ma con la consapevolezza che occorra una concorde convergenza di intenti per: dare vita ad una economia ecocompatibile che punti sulla qualità; mettere in sicurezza gli abitati in zone sismiche e idrogeologicamente dissestate; continuare le riforme per snellire e rendere efficiente lo Stato e le altre istituzioni; creare lavoro e distribuire equamente la ricchezza prodotta; disciplinare e valorizzare la libera circolazione di persone e beni tra continenti della Terra e così via.

Proviamo a dire.

Ricercare e costruire sinergie tra il fare concreto di ciascuno e le realtà di cui si decide di occuparsi.

Coinvolgere nelle iniziative quanti si reputano interessati spendendo a garanzia la credibilità personale e dimostrando coi fatti di meritarla.

Convincendosi e convincendo che nell'interesse generale e nel bene comune ci stanno le legittime aspettative di ognuno.

Considerando positivamente la diversità dei punti di vista, le competenze, la disponibilità al dialogo ed alla ricerca.

Nutrire la propensione a dare e ricevere fiducia e coltivare un sano ottimismo nei rapporti che  s'intrattengono; lasciando che siano i fatti cui si perverrà nel comune operare a dire se ne sia valsa la pena.

Paghi dell'occuparsi efficacemente da semplici cittadini di problemi importanti, con lo sguardo lungo dalla persona al mondo globale.

L'esperienza suggerisce che è il momento buono e che volontà e perseveranza fanno spesso la differenza con risultati interessanti.

 

3 nov 2016

In morte di Tina Anselmi.

Staffetta Partigiana dopo essere stata costretta a vedere l'impiccagione di combattenti per la Libertà ad opera dei nazifascisti durante la Lotta di Liberazione.

Sindacalista della Cgil e della Cisl; parlamentare per diverse legislature con la Democrazia Cristiana, prima donna ministro:

Istituzionalmente impegnata nell'accertare e perseguire finalità reazionarie contro la democrazia di logge massoniche segrete a partire dalla P2 di Licio Gelli, con dentro personaggi inimmaginabili: generali, ministri, altri ruoli importanti dello Stato ed altre miserie altolocate alla mercè di un bandito-azzeccagarbugli quale fu Gelli.

Giusta, equa, rigorosa, perseverante, etica. Alto senso dello Stato come servizio soprattutto a difesa e promozione dei deboli.

Grande lavoratrice, squisita persona, attiva nel promuovere ed affermare pari opportunità tra i generi.

Cristiana praticante testimoniandolo nella vita di tutti i giorni.

Annoverabile tra quanti hanno vissuto al meglio di sé faticando e gratificandosi dal piacere di farlo.

Riconoscente imperituro esempio e ricordo.

 

2 nov 2016

Ridere.

Ridere, sorridere fa bene e Dio lo desidera per noi.

Sembra che vi siano dei muscoli dedicati capaci di sollecitare la produzione di sostanze naturalmente dopanti da cui attingere all'occorrenza. Muscoli che se non utilizzati rischiano di atrofizzarsi con conseguenze nefaste.

Così i media recenti riportano e commentano una dichiarazione di Papa Francesco sull'argomento, fotografato con Roberto Benigni a rimarcarne l'importanza.

Riandando al Medioevo in cui si riteneva che il riso fosse blasfemo o, come minimo, "abbondare sulla bocca degli stolti".

Da qui all'auspicio che la pratica del riso e del sorriso trovi sempre più adepti il passo è breve; non appesantisce il bilancio dello Stato anzi lo aiuta con iniezioni di fiducia, un ingrediente di cui c'è penuria.

Abbiamo però bisogno di esempi concreti che ne promuovano la pratica a partire dalla testa del pesce, dimostrando i vantaggi che ne vengono alla qualità della vita di tutti i giorni.

Per esempio mai mentendo; proponendosi e svolgendo sempre al meglio il proprio lavoro e tenendo conto delle ricadute positive sul maggior numero di persone possibili tra le quali ci si pone: fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te.

Certo col sorriso; ridendo in modo più pieno e confidenziale senza ostentazione né reticenze o soggezioni quando le circostanze sono appropriate, perché esso manifesti  appieno le proprie taumaturgiche qualità: Dario Fo ineguagliabile in questo senso.

Accettando anche la risata non del tutto appropriata espressa da persone che traggono da essa incoraggiamento ed energia per superare patemi che le angustiano.

Sorriso di rispetto e condivisione di sofferenze che sul momento non si sa lenire in altro modo

Sorriso autoironico per attenuare sofferte dichiarazioni di inadeguatezze.

Scoppio irrefrenabile di risa istintive per divertente barzelletta ben raccontata.

Sganasciarsi dalle risa al racconto di persona informata che Donald Trump millanta le sue capacità amatorie per dissimulare una timidezza congenita nei confronti delle donne.

Sollecitando sorridendo quanti ridono raramente a farlo più spesso nell'interesse proprio e dell'intorno umano e non in cui vivono.

 

25 ott 2016

Frigorifero e lavatrice.

L'intrusione nei sistemi informatici altrui è motivo di recenti diatribe  Stati Uniti - Russia che si rimpallano l'accusa di avere innescato la sottrazione di informazioni per spenderle a proprio vantaggio.
Paradossalmente accosto questo fatto al continuo "smanettare" di una moltitudine di persone, specie giovani, sulle mirabili diavolerie che stanno in una mano e consentono di girare il mondo a piacimento.
L'attenzione verte su come difendersi nelle due situazioni.
Nel primo caso ho poco da dire essendo un principiante della disciplina cibernetica e nell'uso degli strumenti relativi; anche se si tratta di ingerenze gravide di conseguenze negative tra Stati; che sono comunque meno peggio dei conflitti armati che continuano a mietere vittime umane ed a causare distruzioni ed atrocità inaudite.
Circa l'utilizzo anche inappropriato di quanto offre il mercato con insistenze e cadenze sospette riguardo la loro utilità a soddisfare bisogni veri, conviene educarci a capire se e quanto benessere se ne ricava; ricordando la migliore qualità di vita che s'ottenne – per dirne una - con l'invenzione  dell’essenziale frigorifero e della lavatrice.
Quindi difesa contro la pirateria cibernetica consistente però in qualcosa di più intelligente ed evoluto di una semplicistica ritorsione con la stessa logica dell'offesa subita provocatoria ed eticamente riprovevole.
Nei confronti dello "smanettare" inteso come utilizzo più seducente che proprio, evitare come la peste di diventarne succubi fino ad assumere lo strumento come fine e non come mezzo per la migliore realizzazione di sé nella società umana composita, solidale, giusta ed in  pace.
P.S. I sistemi informatici nel mondo globale sono a rischio anche perché alla loro complessità non corrispondono necessarie diffuse competenze ed etica Cioè siamo un po’ tutti alla loro mercè.


19 ott 2016

Amo il Senato.

Amo il Senato e considero un privilegio il laticlavio di cui gli elettori astigiani ed acquesi (collegio uninominale con meno di 200.000 elettori) hanno idealmente bordato il mio vestito nella stagione dell'Ulivo 1996-2001, XIII^ legislatura della Repubblica.

Il tema ormai ineludibile è la riforma del Senato ed altro oggetto del referendum del 4 dicembre prossimo.

Si andrà a votare "Sì" o "No" ai quesiti scritti sulla scheda elettorale; se vincerà il "Sì" la riforma si attuerà se prevarrà il "No" le cose resteranno come sono.

In cosa consista la riforma è oggetto di ampio ed anche aspro dibattito in corso che ne chiarisce gli aspetti più reconditi. Che si sentisse la necessità di farla è documentato da numerosi tentativi nel tempo non andati a buon fine.

Se è la quintessenza di quanto s'attendeva non so; sappiamo però che il suo percorso parlamentare è stato lungo ed impegnativo, consentendo di ricuperare ogni contributo utile per migliorare il testo sul quale gli elettori sono chiamati ad esprimersi.

Per certo il Senato rimane seppure ridotto da 315 a 100 membri, non viene più votato dai cittadini ma rappresenterà il territorio con sindaci e consiglieri regionali. I senatori non percepiranno l'indennità parlamentare, niente più "navetta" cioè doppia approvazione delle leggi, procedure più sobrie e svelte nei rapporti anche con l'Unione Europea ed altre realtà sovranazionali per la cura di problemi, rapporti e provvidenze.

Costituzionalmente il risultato del referendum non avrà alcun effetto sul governo che potrà proseguire nella sua attività di legislatura: Politicamente invece se prevarranno i "Sì" ne uscirà bene, con i "No" vincenti si potrebbe arrivare alla crisi con dimissioni. Nel qual caso sarà il Presidente della Repubblica a decidere cosa fare secondo la Costituzione.

Pare improprio e forviante fare di ogni erba un fascio utilizzando strumentalmente il referendum per confermare o mandare a case il governo, al di là dei suoi meriti od errori riferiti alla riforma approvata dal Parlamento o al suo operato più in generale.

Per quanto mi concerne voterò "Sì" perché ritengo che la riforma ben attuata contribuirà a migliorare il funzionamento dello Stato con vantaggi per tutti.

 

16 ott 2016

Grazie Dario.

Dario Fo premio Nobel 1997 per la letteratura è morto lo scorso 13 ottobre a novant'anni.

Attivo e vivace fino all'ultimo viveva come se l'amata moglie Franca Rame prematuramente scomparsa gli fosse ancora accanto continuando a condividere tutto della vita

Negli anni 70' del secolo scorso in Liguria, un pratone fuori mano, al sole attorniato da centinaia di giovani recitava il suo repertorio lasciando tutti noi indelebilmente impressionati dalla qualità dell'eloquio, dalla maestria con la quale aiutava a capire la vita e dal modo di comunicare con tutto se stesso.

Irriverente teneva a bada il potere con lo sberleffo di classe e la risata dissacrante e contagiosa. E indicava strade per giustizia, equità e solidarietà nuove al passo coi tempi.

Lascia un originale patrimonio di conoscenze insito nei suoi lavori e nelle coscienze di generazioni cui attingere per continuarne l'opera

Grazie Dario, ciao.

 

 

11 ott 2016

Finalmente lo si dice fuori dai denti.

Finalmente lo si dice fuori dai denti ed è il "Corriere Economia" del 3 ottobre scorso a scriverlo: il lavoro per tutti con le modalità che conosciamo sta scomparendo e qualcosa che lo sostituisca degnamente non è alle viste Eppure bisogna farcene carico fin d'ora perché questa è la sfida del nostro tempo.

Come se non bastasse ed in modo assai stimolante, la rivista "Internazionale" ha titolato la prima di copertina del 23 agosto scorso: "Come minimo una rendita per tutti. Se ognuno ricevesse dei soldi anche senza lavorare il mondo sarebbe migliore". E riporta un articolo di Rutger Bregman, De Correspondent, Paesi Bassi nel quale si da conto di come vanno le cose e di come potrebbero andare se si adottasse il "Reddito di uguaglianza".

Tutto questo m'ha ricordato uno slogan di Alberto Tridente stimato sindacalista Cisl di alcuni decenni fa; cito a memoria: "Lavorare meno lavorare tutti":

Lavorare cioè svolgere un'attività, manifestarsi col fare; indispensabile per ogni persona, non solo perché la nostra Repubblica democratica è fondata sul lavoro ma in quanto il fare consapevole è il tratto distintivo della nostra specie, della nostra personale unicità tanto più marcata ed esplicita quanto più è congeniale al fare di ognuno

Quindi svolgere lavori che ci piacciono aiuta l'autostima, gratifica, consente di partecipare a pieno titolo alla società degli umani definendosi e contribuendo all'altrui definizione.

L'insieme ordinato delle attività umane consente di produrre beni e servizi, cioè quanto serve per vivere bene tutti. Nel sistema capitalistico di mercato al lavoro viene riconosciuto un corrispettivo per accedervi; spesso ciò non avviene in modo equo e la povertà alligna nelle realtà interessate.

Da quanto sopra si deduce che la povertà è una ingiustizia non più tollerabile  sia umanamente che socialmente e per l'esistenza stessa del sistema che la causa.

Quindi ci si deve riorientare verso nuovi modi di intendere, considerare e svolgere il lavoro, da suddividere tra tutti remunerandolo in proporzione alle capacità ed apporti di ognuno; con un minimo comunque non inferiore a quanto occorre per condurre un'esistenza dignitosa.

 

 

4 ott 2016

Piano per l'Industria.

Viviamo tempi politici ed economici parsimoniosi con notizie positive seppure non eclatanti.

L'Istat ha messo ulteriormente a punto alcuni dati da cui emerge che la crisi, statisticamente parlando, è finita perché al nostro Pil è tornato il segno più.

Per dare corpo, vitalità, continuità a questo dato occorrono però investimenti privati e pubblici.

Quelli privati mobilitando le ancora considerevoli risorse disponibili e fruendo di prestiti a tassi convenienti.

Quelli pubblici ricorrendo a finanziamenti mirati dell'Unione Europea e convenendo con la medesima un utilizzo più flessibile del bilancio dello Stato; e intervenendo in modo significativo sul cuneo fiscale con i proventi di una più equa solidarietà sociale come suggerisce Eugenio Scalfari su "la Repubblica" del 25 settembre scorso.

In proposito è stato preparato un Piano per l'Industria che contiene tra l'altro incentivi fiscali per modernizzare gli impianti e migliorare la qualità dei prodotti con giovamento per la competitività e lavoro nuovo.

L'Italia ribadisce la propria disponibilità ad operare come Unione Europea sui problemi più impellenti: migranti, lavoro, pace, sicurezza, assumendo anche ruoli più incisivi in vista dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione a seguito del recente referendum.

Il debito pubblico che ci appesantisce e condiziona nelle scelte di politica economica, s'avvantaggia degli attuali bassi tassi di interesse da pagare ai creditori. Si utilizzino i risparmi per creare lavoro e opportunità di qualità per i giovani in particolare.

Poiché dobbiamo dare per assodato che solo con lo Stato funzionante, l'equità fiscale ed il lavoro buono si può fare ripartire su basi nuove l'Italia nel suo insieme.

 

26 set 2016

Tutti abbiamo vinto qualcosa.

Paralimpiadi ovvero ricavare opportunità dalle disgrazie riguardandole da prospettive per ciascuno inedite, divertendosi ed entusiasmando.

Rifiutandosi di soggiacere all'ineluttabile destino cinico e baro e scoprendo che anche solo con la metà – sì, proprio fisica – del nostro corpo si è capaci di realizzazioni impensabili.

Donando e ricevendo stimoli vitali.

Un inno alla qualità infinita cui attingere, purchè lo si voglia con determinazione.

Un continuo godere a scoprirsi e scoprire.

Capendo che non è velleitario, che osare si può si deve.

Se la vita è , com'è, emozioni su questa strada occorre addirittura disciplinarle per evitare che straripino.

Un profluvio di medaglie perché le motivazioni fanno la differenza rispetto ai normodotati.

Positività, energia, fiducia, speranza con risultati conseguenti: ottimo viatico per tutti.

Gli ingredienti essenziali di cui la globalizzazione ha bisogno per sviluppi umani e vivere meglio.

Rio de Janeiro gaiamente estroversa, contradditoria e fiera chiude questa edizione dei Giochi come meglio non poteva.

C'è gloria per tutti, tutti abbiamo vinto qualcosa.

 

 

16 set 2016

La pena deve tendere al recupero del reo.

Due note attività mi hanno raccontato episodi che reputo di interesse generale.

Casa di riposo in Asti. Ispezione periodica dei NAS, nel corso della quale il Personale sta cambiando la mutanda-pannolone di un ospite incontinente intrisa di pipì e popò. Sul verbale si segnala il cattivo odore proveniente dal locale in cui si svolge l'operazione effettuata nel rispetto delle norme e del buon senso compreso il ricambio dell'aria.

Agriturismo nel torinese. L'Inps si fa vivo durante il pranzo in un giorno festivo con i commensali ospiti in un dignitoso locale realizzato ricuperando quello inidoneo già  destinato al deficitario allevamento di conigli.

Dalla conta risulterebbero più coperti di quanti consenta l'attività agrituristica svolta per integrare il magro reddito agricolo. I solerti ispettori deducono che di ristorazione si tratti andando anche indietro nel tempo. Ne viene fuori una zuppa di oltre settantamila euro da pagare che il gracile contadino fittavolo non sa come mettere insieme, ritenendosi per di più ingiustamente sanzionato. Ricorre quindi contro il provvedimento ed è in attesa di conoscere l'esito.

In ambedue i casi la morale è che i servizi dello Stato dovrebbero aiutare a lavorare nella sostanziale osservanza della congerie di norme in vigore, piuttosto che sanzionare  anche ogni minimo scostamento con inaudita e non sempre giusta severità, come se il loro lavoro e professionalità non sapesse come esprimersi diversamente.

Cinquantenne o poco più sveglio e ligio alle regole m'ha raccontato questa.

Comune della cintura di Torino, albeggia nessuno all'incrocio tranne lui in auto, semaforo in funzione, il verde tarda e lui deve svoltare subito a destra senza impegnare l'incrocio, s'avvia lentamente e va. Sempre nessun'altro nell'intorno visuale.

Euro 184 di sanzione e meno 6 punti sulla patente dice la comunicazione ricevuta qualche tempo dopo.

La  pena deve tendere al recupero del reo, cioè al rispetto sostanziale delle regole violate: s'è mosso col rosso, foto, targa, giorno e ora; tutto ineccepibilmente oggettivo. C'è però un modo giusto, rispettoso ed efficace per farlo nei confronti di un buon cittadino. Basta conoscerlo ed applicarlo. E  non è mai troppo tardi. 

 

Burkini.

Dove non ce l'hanno fatta le piazze né le guerre a modernizzare il Medioriente potrebbe riuscirci il burkini – assemblando burka e bikini – cioè l'esigenza vitale delle donne di godersi il mare!

E magari l'Italia potrà avere il ruolo importante di testare questa esperienza.

Infatti da noi si dice che "il meglio non nuoccia al bene", in questo caso rappresentato comunque da un passo avanti nell'accogliere le esigenze delle donne musulmane finora inascoltate e assumendo dell'Islam le posizioni più evolute facendole diventare modo diffuso, stile di vita stando all'interno della religione praticata che nella fattispecie dette anche le linee guida del vivere civile.

D'altro canto la mia generazione ricorda bene i lunghi vestiti neri delle  nostre nonne, il loro andare a seguito del marito per strada a piedi o al massimo al fianco; il velo rigorosamente sul capo in chiesa e durante processioni e funerali.

La più parte di loro non vide mai il mare!

Eppure furono essenziali per l'economia specie agricola e per le famiglie, fungendo gli uomini al fronte nelle due asprissime guerre mondiali della prima metà del secolo scorso (1915-18; 1940-45). Parteciparono alla Resistenza ed ai Movimenti per la loro emancipazione e conquistarono il diritto al voto solo con la Costituzione repubblicana.

È quindi possibile che nell'odierno mondo globale sia il burkini l'avvisaglia di altre importanti conquiste da parte delle donne che ne sono ancora prive e del loro irrompere sulla scena con esigenze il cui soddisfacimento porta con sé  cambiamenti generali di portata storica.

 

5 set 2016

Antonio Gramsci.

Antonio Gramsci è sempre più conosciuto e letto nel mondo. L'attualità e l'interesse per il suo pensiero m'inducono a brevi riflessioni sul periodo di condannato e incarcerato dal fascismo, con in seguito la scrittura dei "Quaderni" e la sua morte prematura

Sul modo di essere partito, il suo ruolo e gli obiettivi nella particolare drammatica contingenza politica, la discussione tra Gramsci ed i compagni del Partito Comunista in clandestinità non s'interruppe in carcere, ed è nota l'asprezza e le divisioni cui essa giunse anche per le difficoltà di comunicazione per pervenire ad una compiuta sintesi collettiva.

Mussolini capo del fascismo al corrente di tutto ci mise cinicamente del suo per tenere Gramsci in carcere nonostante fosse malato, perché aveva ben colto il valore delle sue elaborazioni ed il pericolo che esse rappresentavano per evidenziare quanto di sordido e pericoloso il fascismo rappresentasse per l'Italia.

Quando le condizioni di salute peggiorarono il duce forse considerò addirittura la possibilità di un salvacondotto verso l'URSS (Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche) che però non andò a buon fine, si disse, perché il Partito Comunista non convenne con la necessaria decisione.

La morte di Gramsci indomito oppositore diventò ingombrante per il fascismo ormai a pieno regime. Tanto che Mussolini potrebbe essersi adoperato ad alimentare artatamente il sospetto che il Partito Comunista   ritenesse utile politicamente dimostrare con la morte di Gramsci l'essenza nefasta del regime fascista.

Emerge comunque che il pensiero di Antonio Gramsci portato a compimento avrebbe potuto imprimere al Partito Comunista una accelerazione in senso democratico che si ravviserà nella formazione del governo in esilio dopo la caduta del fascismo il 25 luglio 1943, nella Resistenza, nel governo Parri primo del dopoguerra e nella formazione della Costituzione.

 

4 set 2016

Non tutto il male viene per nuocere.

Che politica e vita siano obiettivamente intrecciate mi pare un dato di fatto di cui prendere atto.

Dopodiché si può decidere di non occuparsi di politica, convenendo però che così si lascia a quanti se ne occupano il compito di assumere decisioni che riguardano tutti senza metterci del proprio.

Torno su questo tema che mi sta a cuore a seguito di personale ricominciamento esistenziale indotto da implicanti fatti nuovi che sollecitano a ripensare un po’ tutto. Dalle modalità di pensiero alle priorità e perfino a nuovi valori di riferimento che aiutino a tenere meglio conto delle nuove esigenze e protagonisti in gioco.

Ed anche perché m'accorgo che situazioni simili alla mia si sono significativamente diffuse assumendo quindi anche rilevanza politica.

M'accorgo inoltre che la maggiore consapevolezza che si matura su temi vitali migliora le risposte che ciascuno è in grado di elaborare per meglio rispondere alle nuove esigenze.

Ritengo quindi si possa ribadire il concetto che occuparsi di politica è atto normale, sano ed equilibrato che fa bene alla salute e può fornire aiuto non da poco se qualcosa vi attenta, ricuperando addirittura qualità giovandosi della nuova impegnativa esperienza maturata, per sé ed altri che lo desiderino.

Il tutto riecheggia la massima che "non tutto il male viene per nuocere", ovvero che le contraddizioni vanno intese come  motore della storia, cioè dei cambiamenti per soddisfare le esigenze delle generazioni che si avvicendano.

 

30 ago 2016

Terremoto

Il terremoto del 24 agosto scorso che ha colpito alcuni comuni delle province di Rieti e di Ascoli Piceno causando un rilevante numero di morti e feriti e ingenti danni materiali e migliaia di sfollati, ha mobilitato la generosità degli italiani fin dal primo momento, coinvolgendo anche molti cittadini di altri Paesi.

Dopo avere apprestato con abnegazione ed efficacia i soccorsi necessari si tenta di capire se ad un fatto così drammatico possono avere concorso negligenze, trascuratezze o inosservanza delle norme antisismiche negli interventi effettuati sugli edifici e manufatti in genere specie pubblici o di uso pubblico e/o fruenti di contributi pubblici, e come operare nella ricostruzione sulla quale si sta già ragionando.

In altre parti del mondo su cui incombe il rischio sismico – si cita spesso la California negli Usa e il Giappone –  scosse di intensità 6,5 dell'apposita scala avrebbero causato vittime e danni in misura imparagonabilmente inferiore rispetto a quanto è successo.

Quindi si sa come fare per aumentare la sicurezza delle nuove costruzioni e di quelle esistenti con costi inferiori a quanto si spende per rimediare al disastro che abbiamo sotto gli occhi.

Si sa anche che in circostanze abbastanza simili il Friuli nel maggio del 1976 fece in fretta e bene la ricostruzione, mantenendo l'identità dei luoghi colpiti dal sisma, frutto dell'intelligenza e  dell'acume di generazioni di persone che hanno realizzato opere consone ed atte a soddisfare le loro esigenze con pochi mezzi e per quanto possibile in  armonia con l'ambiente certamente esigente.

Ed è con questo spirito che occorre lavorare coinvolgendo passo passo persone Enti e realtà istituzionalmente interessate e/o disponibili a collaborare, ricordando sempre che i destinatari del tutto sono i cittadini che hanno perso tutto oltre alla irrimediabile scomparsa di persone care.

Per evitare che a loro restino "solo gli occhi per piangere" ma prefiggendosi che quanto si fa diventi esempio e anticipazione di quanto si dovrà fare in  situazioni analoghe non necessariamente causate dal terremoto, come ad esempio le pessime periferie di molte città del nostro tempo, luoghi di scadente qualità in cui alligna malessere e rifiuto per quanti vi abitano senza intravedere possibilità di redenzione.

 

25 lug 2016

Non trascurate mai le vostre famiglie.

Dai giornali apprendo della morte di Letizia Leviti giovane moglie e madre di tre figli, giornalista e scrittrice. Il particolare che colpisce è la piena colpevolezza della sua prematura fine a seguito malattia manifestatasi nel 2014.

Ha lottato, ce  l'ha messa tutta, ha pregato; la sua vita intensa, dolorosa e amata è stata da lei centellinata racchiudendo probabilmente in due anni quanto possibile del futuro desiderato.

Letizia s'accomiata a viva voce registrata con uno struggente messaggio ai suoi colleghi giornalisti. nel quale c'è il gusto delle cose buone e fatte bene.  Venato certo di malinconia, ma dolce, forte, vitale, fiduciosa di sé e verso gli altri, in primis famiglia e lavoro. “Non sono contenta che sia finita così. Però ringrazio Dio perché dalla vita ho avuto tutto, anche di più di quello che potevo desiderare [...]. Non trascurate mai le vostre famiglie neanche per il lavoro.[...] Il lavoro per me è stato fonte di vita. Non dobbiamo accontentare, il giornalismo è verità”.

Un insieme di pensieri, stimolanti, emozionanti che toccano il profondo di ciascuno. “Quando succede una cosa come quella successa a me, è bello sentirsi in pace con il mondo, sentire di avere fatto quello che si voleva fare con sincerità”.

Se c'è del vero nell'assunto che ciascuno vive il tempo necessario per manifestare se stesso per sé e per il mondo in cui è, tutto di Letizia sollecita a considerare la morte non come la perdita di una persona cara ma come il segnale che la medesima ha compiutamente manifestato se stessa, cioè la sua irripetibile eccellente unicità.

21 lug 2016

Prevarrà il sapere.

Alcune considerazioni a seguito dei drammatici fatti di Nizza (Francia) e del tentato golpe militare in Turchia.

Entrambi sollecitano la necessità di fare progredire le società civili dell'occidente  per stare al passo coi tempi e le esigenze delle persone di cui sono costituite: vivere liberi ed in pace con il frutto del proprio lavoro.

Per fare ciò è essenziale il contributo di tutte le intelligenze disponibili.

Fare chiarezza sul fatto che i libri di fede delle religioni monoteiste non sono le Costituzioni sulle quali si basano gli ordinamenti degli Stati democratici.

La violenza come strumento di governo appartiene ai primordi del vivere civile; quanti la propugnano e praticano oggi sono fuori dal tempo e come tali vanno considerati.

Più e meglio della democrazia non siamo stati finora in grado di escogitare; facciamo funzionare e miglioriamo quelle esistenti, guardando con rispetto e tolleranza ad altre forme organizzate del vivere civile, sempre con lo scopo di soddisfare le aspirazioni di una vita godibile e condivisa

Le democrazie che utilizzano metodi autoritari con imposizioni, restrizioni della libertà e la pena di morte non sono tali ma simulacri.

La felicità presuppone il libero esercizio della libertà senza la quale c'è solo ingiustizia, turbamento, pena.

Il pieno esercizio dell'intelligenza personale e collettiva è garanzia del buono stato di salute della democrazia, nonché alimento, tutela e sviluppo della medesima.

Il confronto anche aspro sulle decisioni da assumere è ad un tempo motore e sale della vita. Volere e dare la morte a quanti la pensano diversamente è il virus senza rimedio dell'infelicità e perdizione.

È in atto una cruenta contesa senza esclusione di colpi tra sapere e ignoranza.

Prevarrà il sapere.

A quanti di noi lo vorranno il compito di contribuire a contenere gli eccessi con operosa perseverante umiltà e determinazione.

 

16 lug 2016

Attonito il Mondo.

Tir infila zizagando la Passeggiata degli Inglesi a Nizza in Francia, nottetempo dopo la celebrazione del 14 luglio; c'è molta gente, percorre oltre un chilometro e investe le persone che gli si parano davanti; probabilmente dal mezzo si spara anche.

Oltre ottanta i morti, di più i feriti, parecchi molto gravi.

L'autista è ucciso dalla polizia, i probabili complici fuggono. Di lui si sa solo che frequentava l'islamismo estremo ed aveva già commesso reati.

La Francia è tragicamente sconvolta dall'inaudito ed inedito gesto criminalmente ed umanamente.

Attonito il Mondo.

Tanta perversione e ferocia non s'era mai vista e forse minimamente immaginata nemmeno dai servizi addetti alla prevenzione. Cosa può averla suscitata, coltivata e posta in essere?

Due notti dopo in Turchia membro dell'Alleanza atlantica, golpe militare contro il presidente Erdogan che invita i cittadini ad opporsi scendendo in strada.

Truppe e mezzi corazzati presidiano luoghi strategici; si spara e si muore tra Corpi dello Stato fedeli e golpisti. Vittime civili

Garanzie costituzionali sospese. Legge marziale.

Atti terroristici di poco precedenti di matrice incerta, minacce e qualcosa di più contro la libertà d'opinione, unici segni premonitori di un così cruento ed estremo evento in un Paese democratico?

Comunque stiano le cose tanto in Francia che in Turchia, esiste il problema di migliorare le rispettive democrazie – certo rimarcando l'enorme differenza in atto– dotandole di quanto utile per difenderle, prima di tutto con gli anticorpi personali e sociali capaci di opporsi autonomamente a patologie che vi attentino o addirittura a prevenirle.

Intanto e fin da subito rimuovere le cause che determinano per molti condizioni di vita infime, tali da indurli ad offrirsi operatori del male che più offende il Dio di tutti i monoteismi: ammazzare.

 

9 lug 2016

Teneri vecchietti.

Lei e lui noti teneri vecchietti che pubblicizzavano prodotti per la salute nel tempo andato, incarnati oggi da due fanciulli di allora.

Ormai giunti entrambi all'età media della vita nella parte del mondo in cui abitano, in condizioni di salute accettabili seppure non manchino bubù anche impegnativi.

Qualche stanchezza di memoria cui prestare attenzione per lei, esuberanza accentuata da parte di lui per incoraggiarsi e incoraggiare.

Rassicurati che dopo gli ottanta è riconosciuto loro di essere come sono, anche se non del tutto ortodossi. E dalla possibilità di abitare insieme a casa  loro fino a quando Dio vorrà, non negandosi a priori alcunché di quanto può insaporire la quotidianità.

Avviati a capire che supporti di varia natura: medico-farmacologica, psicologica, economica giovano, ma sono indispensabili amore, affetto, simpatia, attenzione, comprensione con vita vera cioè senza mediazioni "data l'età".

Lasciati liberi di coltivare qualche velleitario desiderio a fare cose che vengono in mente lì per lì, anche oggettivamente non praticabili ma suscettibili di diventarlo fantasticando.

Forti del buon cemento utilizzato per costruire la loro storia e per i buoni prodotti che ne sono scaturiti di cui andare fieri.

Lieti se si tollerano loro incoerenze e qualche bizzosità e impuntatura.

La fede non come ingrediente ereditato, ma come entità trascendente leggera e limpida come da fanciulli che attraversano la vita restando tali.

Complementarietà oggettiva di genere cui s'è aggiunto quella desiderata e costruita; complicità nell'intesa di vita, soddisfazioni anche la più esigua, attimi di gioia unici ed irripetibili, fiducia reciproca e condivisione dialettica non hanno esaurito aspettative per il  soddisfacimento delle quali ritengono valga tuttora la pena di continuare ad esserci.

 

22 giu 2016

Refolo.

Nei ballottaggi per le elezione dei sindaci a Roma è andata com'era prevedibile.

A Torino la novità vera con Piero Fassino sindaco uscente che aveva fatto bene battuto dai consensi di elettori variamente motivati, perlopiù su problemi riferibili alla quotidianità delle periferie ed alle condizioni di vita delle persone più disagiate.

A Milano Giuseppe Sala ha prevalso su Stefano Parisi contendente coetaneo non del tutto dissimile. Dichiarandosi in continuità con l'ottimo lavoro di Giuliano Pisapia sindaco che non s'è riproposto.

A Napoli e Bologna rieletti i sindaci in carica Luigi de Magistris e Virginio Merola.

Complessivamente e senza alcun dubbio il nuovo giovane interpretato dal Movimento cinque stelle ha prevalso nelle realtà in cui si è presentato. Ora dovrà confermarsi alla prova dei fatti.

Se l'impegno andrà nella direzione degli interessi generali e del bene comune dovrà essere riconosciuto con un lavoro dall'opposizione serio, propositivo, competente.

Proprio lì si misurerà se il vento che spira è di cambiamento in meglio o refolo che lascerà il tempo che trova.

Personalmente m'auguro che prevalga lo sviluppo di qualità nelle realtà amministrative interessate, per il quale tutti siamo chiamati a fare la nostra parte.

Nei ruoli assegnati dagli elettori o comunque rispecchianti la loro volontà.

 

17 giu 2016

Democrazia, Stato, Partiti: vademecum.

La nostra è una democrazia rappresentativa perché gli elettori votano Parlamento, Consigli regionali, Consigli comunali che li rappresentano ai rispettivi livelli. Sono previsti strumenti di partecipazione diretta (es. referendum).

Il nostro numeroso parlamento con 630 deputati e 315 senatori è anche dovuto al basso tasso di scolarizzazione dei cittadini ai quali i parlamentari spiegavano le cose tornando nei collegi di appartenenza agli albori della Repubblica.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri (che può essere un cittadino qualsiasi ) e su proposta di questo i ministri, che dovrebbero durare in carica l'intera legislatura. Nella pratica in Italia i governi durano assai meno.

Lo Stato è comunemente inteso come il complesso delle istituzioni in cui è articolato il sistema democratico, dal  Parlamento fino al più minuto Comune, gli Enti di servizio pubblico compresi quelli previdenziali ed  assistenziali; cioè quanto serve ai cittadini per una vita dignitosa e ordinata secondo le leggi e la Costituzione madre di tutte.

I Partiti sono libere associazioni di cittadini per concorrere col metodo democratico a determinare la politica nazionale. Storicamente si distinguono di centro, destra e sinistra a seconda della ideologia cui si ispirano iscritti e militanti.

La Democrazia vive e si rinnova se i cittadini apportano idee, proposte ed attività che contribuiscono a risolvere problemi che nascono dalla vita concreta. Oggi in particolare quello del lavoro per tutti per mezzo del quale condurre una vita dignitosa.

La maggioranza governa, amministra, decide; l'opposizione controlla, sollecita, chiede conto e propone: accreditandosi come capace e meritevole di avvicendare chi gestisce il potere al termine del mandato.

Riconoscendo ai partiti una funzione di interesse generale, quanti vi operano con ruoli di responsabilità devono comportarsi "con disciplina ed onore" (art. 54 Costituzione).

Ogni utilizzo strumentale, estraneo o contrario all'interesse generale ed al bene comune è disonorevole e riprovevole, anche quando non rappresenti violazione di leggi.

Condannare la politica in generale a causa di comportamenti di singoli cittadini che hanno violato questi principi non è giusto: come buttare il bambino con l'acqua sporca.

L'invito è di praticare la politica con rispetto, la necessaria fermezza, competenza e probità; qualità da migliorare nel corso del fare.

 

14 giu 2016

Per queste ragioni al ballottaggio domenica 19 giugno voterò Piero Fassino.

Ai ballottaggi per le elezioni dei sindaci domenica 19 giugno sono interessato anche come elettore a Torino.

Si contendono la carica di sindaco Chiara Appendino (M5S) e Piero Fassino (PD) che al primo turno ha ricevuto circa il 10% di voti in più.

Lei dice che può vincere perché è giovane, sveglia, con temperamento. Ha lavorato molto in campagna elettorale. Il suo programma elettorale in sintesi come da suoi "santini". Lavoro: dare i soldi che la politica spreca alle piccole imprese per assumere giovani. Sicurezza: più vigili, videosorveglianza in città e sui mezzi pubblici. Solidarietà: rimborsare gli anziani vittime di furti, lottare per il reddito di cittadinanza. Periferie: un centro in ogni quartiere, negozi di vicinato anziché centri commerciali. Trasporti: nuove linee e più veloci per arrivare dalle periferie in centro in poco più di un quarto d'ora.

Piero Fassino. Attuale sindaco, già parlamentare e ministro dopo la gavetta in consiglio comunale e provinciale a Torino. Nell'attuale legislatura ha migliorato la qualità della vita in città con servizi efficienti, sostenendo immagine, economia, turismo, cultura, solidarietà; collaborando col mondo del lavoro e il tessuto culturale economico e sociale che sta facendo la sua parte, dal politecnico e università comprese le organizzazioni non governative ed il volontariato in generale.

Ha età giusta, autorevolezza, esperienza, voglia, entusiasmo e determinazione per un altro mandato che completi l'opera. Nel frattempo Chiara Appendino potrà affinare e sviluppare le sue qualità e dimostrare concretamente di possedere quant'è necessario per il posto cui ambisce.

Per queste ragioni  al ballottaggio domenica 19 giugno voterò Piero Fassino, invitando a fare altrettanto quanti hanno a cuore lo sviluppo delle condizioni di vita e di lavoro di Torino.

Analoghi ragionamenti ritengo valgano per la Raggi (M5S) e Giachetti (PD) a Roma per quanto riguarda l'esperienza ed il sapere fare.

Perché è importante e bello essere giovani e vogliosi di affermarsi per rendersi utili. Ma per amministrare grandi città occorrono anche altre doti che non s'improvvisano ma si conquistano e sviluppano con perseverante impegno, dimostrando coi fatti di possederne a sufficienza per ricoprire ruoli pubblici così rilevanti.

 

5 giu 2016

Vita del nostro tempo.

Prendo spunto dall'articolo di Mario Deaglio ( La Stampa 2.6.16 ) per dire la mia su alcuni aspetti della vita del nostro tempo.
La recente  inaugurazione della galleria ferroviaria del Gottardo la dice lunga su quanto sia possibile fare nonostante i tempi non facili. Se poi l'Europa si decidesse a darsi ordinamenti sovranazionali i risultati sarebbero probabilmente sorprendenti.
La pioggia ha flagellato Francia e Germania con persone morte e gravi danni materiali. In pochi giorni è caduta la pioggia di mesi. Siccome così sarà anche  nel futuro prossimo, è prioritario disciplinare quest'acqua meteorica in eccesso realizzando dappertutto gli interventi necessari.
In Francia scioperi enormi e scontri mettono a dura prova la convivenza civile. Tenere in equilibrio con saggezza ed equità i molteplici interessi delle società moderne è compito essenziale dei governanti a tutti i livelli; su questo essi vanno valutati.
La Spagna ha votato mesi fa ma l'esito non ha consentito di formare il governo. Quindi si rivoterà a breve sperando che forze nuove come  "Podemos" possano contribuire a risolvere il problema, mantenendo un saldo approccio con l'Europa.
Un'Europa consapevole del suo ruolo come realtà federale gioverebbe anche all'Inghilterra che tra poco voterà il referendum se restarci, seppure a condizioni particolari come le attuali, o uscirne del tutto con esiti imprevedibili.
Il governatore della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi tiene la barra dritta con iniziative che aiutano e salvaguardano gli interessi dell'insieme dell'Unione in quanto tale, com'è nei suoi compiti.
Non va lasciato solo.
È condivisibile quindi l'auspicio che l'Unione Europea costituisca presto un suo ministero per l'economia con il quale possa lavorare.

27 mag 2016

Pensieri in libertà.

Sogniamoci le 40 ore di lavoro la settimana per tutti. Per lavorare tutti bisogna lavorare meno e meglio.

Per ridurre il debito pubblico ci sono due possibilità: produrre più quantità o più qualità. Meglio più qualità.

Sarà mica che i migranti fanno paura perché possono diventare sindaco di Londra ? (ricordandoci che il sindaco di New York è figlio di migranti italiani).

Bravo Renzi che per il voto Sì o No al referendum di ottobre prossimo di conferma della riforma del Senato, dalla tesi "partigiani combattenti" e l'antitesi "giovani iscritti all'ANPI" ha tratto la sintesi: "facciano tutti come il cuor gli ispira".

Suggerisco che anziché usare il referendum per dare addosso a qualcuno discutiamo per capire meglio tutti.

Giorgio Napoletano presidente emerito della Repubblica ha affermato che il riscatto di Napoli è possibile e sarebbe un forte stimolo per tutto il meridione. Dipende però dai napoletani tenere in equilibrio cuore e ragione, fantasia e concretezza, tradizione e modernità. Istituzioni ed economia debbono aiutare soprattutto con il lavoro e facendo rispettare le regole.

Austria. Per un pelo – 31 mila voti – la destra peggiore non è arrivata alla presidenza di questo Paese. L'hanno evitato – pensate un po' – gli elettori per corrispondenza. In passato un caporale nato lì ci riuscì in Germania e fu un'ecatombe mondiale. Un grazie dunque alle Poste ed ai mittenti.

Una via per ricordare Giorgio Almirante? Cosa ci scriverebbero sulla targa toponomastica nello spazio per definire con due parole il suo ruolo per questo riconoscimento ?

Califfato e terrorismo. Si contrastano e battono dimostrando concretamente che tutti possono vivere meglio dove non ci sono.

Bar lungo l'autostrada nel cuneese. Entro: «Buongiorno, mi dà un gelato?». «Non ce l'ho». «Qualcosa che gli assomigli?». «Una crema-caffè». «Vada per quella». La laconicità della gestrice nascondeva una leccornia da due euro, quasi estorta.

 

18 mag 2016

Trent'anni.

Internet ha compiuto trent’anni. L’hanno ricordato Walter Veltroni e Gianni Riotta riandando ad una loro conversazione dei primordi, pubblicata da l’Unità il 1° Maggio scorso. Nella quale ne adombravano le potenzialità per lo sviluppo del mondo nel quale c’è dato di vivere e l’esigenza di conoscerlo per farne un uso appropriato.

In proposito riassumo la storia di un quindicenne che gioca usando internet di cui è esperto, con amici europei che non ha mai visto di persona.

Dopo il primo trimestre di scuola superiore frequentata con buon profitto, rifiuta di andarci lamentando disturbi vari che non glielo consentirebbero.

Sta in casa e dorme fino a tardi, mangia l’indispensabile per sopravvivere, bighellona per fare sera e poter giocare su internet con i suoi competitori: tre ore tutti i giorni, impegno serrato, agonismo. Richiamato risponde a male parole, irascibile, intrattabile. Da giovane promettente a problema. Medici e psicologi se ne occupano invano.

Poi la luce in fondo al tunnel. L’ultimo psicologo che lo prende in cura gli va a genio: ne segue i consigli, vanno insieme a parlare con gli insegnanti e convengono un rientro graduale a scuola. Di sera continua a giocare senza mancarne una; psicologo d’accordo.

Non si sottrae alla verifica periodica in classe già programmata. Ed ecco il miracolo: buoni risultati nelle discipline trattate; senza mai aver aperto testi scolastici da quando interruppe la frequenza.

Resta internet, evidentemente non utilizzata solo per giocare ma con la stessa abilità e competenza anche per altro.

I suoi ritrovati compagni di classe hanno considerato “normale” quanto accaduto; sorpresi gli insegnanti ma non più di tanto.

Riotta e Veltroni allora si dissero che internet è bella se realizza intelligenze collettive, valori e coraggio per immaginare e costruire un mondo che riteniamo valga la pena.

2 mag 2016

Infinito e struggente amore per la libertà.

25 Aprile, 1° Maggio. Ricorrenze essenziali per la storia nazionale e quella del Mondo.

Infinito e struggente amore per la libertà inscindibilmente connesso con l'esercizio della responsabilità le connota entrambe.

Nella Costituzione madre di tutte le leggi ed in parte ancora incompiuta le mirabili sintesi: "L'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro"; "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."; "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto."; "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale; o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali." (artt. 1, 3, 4, 41).

Nel Mondo si sono affermati diritti e doveri dei lavoratori e del lavoro. La lotta di Liberazione dal nazifascismo li ha praticati nella quotidianità, in particolare libertà, solidarietà, capacità di assumersi e gestire la responsabilità. Questo è il messaggio che attraversa i tempi e si corrobora nel suo divenire.

Da qui Resistenza ora e sempre come esempio concreto, che si può fare.

A Genova l'ufficiale nazista più alto in grado firmò la resa del suo reparto ai Partigiani comandati da un operaio. In molte parti Repubbliche Partigiane o simili sperimentarono forme nuove di governo.

Si può fare. Certo costa impegno, fatica ed anche di più. Duccio Galimberti, a Cuneo, il 26 luglio del 1943 con un discorso dal balcone della sua casa diede avvio alla Resistenza. Pagò questo con le torture e la vita. I nazifascismi infierirono dove questi principi trovarono concreta effettiva espressione. Nello "armadio della vergogna" ci sono le prove di ciò. Alcuni di questi misfatti sono ancora impuniti.

Nel lavoro per tutti sta la soluzione reale dei problemi che ci angustiano. Infatti il lavoro è esercizio quotidiano della responsabilità e la gratificazione che se ne ricava – un tutt'uno con il giusto ed equo corrispettivo che consente di vivere dignitosamente – è la scommessa vera e concreta che abbiamo di fronte. Che possiamo vincere tutti i giorni un po’, se ognuno ci mette del suo con i piedi per terra ma lo sguardo lungo al mondo globale, la cui organizzazione è in discussione:

Dovendo fare i conti con la finitezza delle risorse di Madre Terra cioè della quantità, e confrontarsi con la qualità che non ha limiti potendovi attingere già qui ed ora ed in futuro.

Senza limiti, all'infinito.

 

25 apr 2016

Di vette e di paludi.

L'editoriale di Eugenio Scalfari su "la Repubblica" del 10 aprile scorso titolava: "Le vette di Francesco e la palude dove Renzi annaspa".

Pochi meglio di Scalfari conoscono le difficoltà della normalità politica nel mondo globale e in particolare dell'Italia, dove tutto si sta riassestando su posizioni che richiederanno tempo per stabilizzarsi con aggiustamenti più frequenti strada facendo.

Tenendo conto che questo farsi per quantità e qualità non ha esperienze cui rifarsi nella storia dell'umanità.

Quindi un conto è fare il Papa che si occupa di trascendenza e del modo migliore per accedervi, non più attraverso la valle di lacrime di questa vita ma vivendovi felici per quanto possibile, utilizzando alla bisogna – udite, udite – anche il sesso senza necessariamente finalizzarlo alla procreazione, ma per concorrere all'armonia delle persone che si sono promesse il meglio di sé per sé e per e con l'altra, finché morte non le separi.

Una vetta non v'è dubbio.

Altro è dedicarsi a decidere per conto di una pluralità di cittadini giorno dopo giorno sui più variamente sfaccettati problemi, cercando di fare gli interessi di tutti, al cui interno ognuno possa ritrovare qualche risposta a quanto gli sta più direttamente a cuore. A partire dal sindaco di Olmo Gentile, al presidente del Consiglio Renzi, al presidente della Commissione dell'Unione Europea per accennare solo al nostro Continente.

Una palude o se preferite la vecchia valle di lacrime diventata globale con religioni, culture, ideologie, storie e quant'altro piaccia o no, da tenere costantemente presenti e farci i conti.

Preferisco pensare che in ogni tempo ci sono le persone adatte per fare quanto è necessario, specie in democrazia se si tratta di ruoli civili e politici. E tra i prelati del Conclave dove lo Spirito esalta l'umano per effettuare la scelta migliore tra loro, cui affidare il fardello delle decisioni ultime a beneficio di tutti: in stato di peccato o no, indifferenti, altrimenti credenti, atei.

Ebbene in Italia abbiamo un Papa da vette che non contraddice il Presidente in palude. Anzi i due realizzano una qualche complementarietà, nel senso che uno non disdegna temi politici, sociali, umani per la gioia di vivere lungo il percorso tendente all'eternità. Mentre l'altro affronta il contingente forte di un  credo laico con afflati religiosi.

E non mi pare male. Anzi.

 

8 apr 2016

Donna e mamma di due giovani uomini.

Donna e mamma di due giovani uomini. Racconta episodi della sua gioventù che ne tratteggiano il carattere ed evidenziano persone luoghi e circostanze, quasi trama di un romanzo di costume ambientato nel cuneese.

Infanzia e adolescenza piccolo borghese, mamma insegnante papà commerciante. Rendimento scolastico che induce a proseguire gli studi, Mondovì Piazza liceo "Beccaria".

Collegio di religiose con accompagnamento quotidiano in fila per due a scuola; cattedrale, seminario e caserma degli alpini, coi militari cui non pare vero il tripudio di tanta vitale inaccessibile giovinezza.

Via crucis con stazioni su percorso montano cui annualmente le convittrici vi si recavano nel tempo pasquale con le vigili suorine, qualche volta solidali con innocenti scappatelle.

Temuto preside del liceo per il suo fare imperioso, che prova malcelata tenerezza per la rappresentante di classe dedita al suo ruolo. Forse camicia nera volontario, ferito nella campagna di Russia.

Allampanato, ieratico e colto sacerdote insegnante di religione; pare stentare durante la lettura di un brano quando ci s'accorge che il testo era in greco che egli traduceva direttamente in italiano.

Con lo stesso sacerdote visita mensile alla Piccola Casa della Divina Provvidenza. Domenica di fatica in cucine e latrine. Poi panini nel refettorio. Altro sacerdote salesiano, astigiano, responsabile della struttura, colpito dall’impegno, offre Nebbiolo dalla sua cantina personale per accompagnare pane e salame. Che delizia!

Lo studente sorpreso dal bidello nell'antibagno delle ragazze in assoluto pudico atteggiamento, che rischiava una sanzione suscettibile di pregiudicargli l'anno scolastico. Vi ovviò la rappresentante di classe in una serrata trattativa col preside, in cui si convenne un maggiore impegno della classe un po’ rilassata con il riconoscimento di innocenza per l'ingenuo.

Di contorno c'è una copiosa continua nevicata di alcuni giorni con una coltre di quattro metri che seppellisce  il "Maggiolino" di due biondi giovani maestri di sci austriaci dei quali le ragazze sono perdutamente innamorate. Tanto da indurli a rinunciare al loro incarico ed ai cuori infranti che ciò causò.

Meglio andò ai passeggeri della "Littorina" ferroviaria bloccata dalla tormenta  al buio in piena campagna.

Solo dio sa come il papà della rappresentante di classe riuscì ad arrivare fin là con il suo camioncino opportunamente attrezzato ed a sottrarre alla morsa del gelo le spaventate ragazze che rientravano a casa per le Feste.

 

27 mar 2016

Discettare di trivelle.

Discettare di trivelle che perforano il fondo dei mari su cui s'affaccia l'Italia non è il mio forte. Comunque dirò ciò che so e penso.

Sono operative da tempo 47 piattaforme con oltre 300 pozzi che impiegano direttamente e con l'indotto circa 10.000 persone. Avvalendosi di 15 concessioni con durata anche di 50 anni. Lo Stato incassa un canone per ciascuna e le tasse per lo svolgimento delle attività estrattive.

Nove Regioni hanno promosso un referendum che si terrà domenica 17 aprile prossimo, preoccupate per le ripercussioni negative che queste estrazioni hanno e/o possono avere. sull'ecosistema,  sul turismo e la pesca.

Se prevarranno i "no" l'attività proseguirà fino all'esaurimento dei giacimenti; se vinceranno i "sì" alla scadenza delle concessioni l'attività cesserà.

Il referendum sarà valido se voterà almeno il 50% più uno degli aventi diritto.

La produzione dei combustibili che si estraggono copre il 4% circa del nostro fabbisogno.

I sostenitori del "sì" evidenziano il pericolo di eventi sismici e/o incidenti con sversamenti in mare del greggio. Richiamano inoltre gli accordi di Parigi di qualche mese fa tra tutti gli Stati della Terra per ridurre l'anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera a seguito dell'utilizzo di combustibili fossili,   incrementando la produzione di energia da fonti rinnovabili: sole, acqua, vento per non superare di 2°C l'aumento della temperatura media sulla Terra, causa principale delle alterazioni climatiche con conseguenze gravi per la vita sul nostro pianeta

I sostenitori del "no" obbiettano che le estrazioni sono effettuate in condizioni di sicurezza continuamente monitorate, confermate dall'assenza di incidenti. Essi temono la riduzione degli investimenti con contraccolpi sull'economia e occupazione se l'estrazione sarà limitata alla durata delle concessioni in atto.

Personalmente mi avvarrò del diritto-dovere di andare a votare, come si è espressa Laura Boldrini presidente della Camera dei deputati, e cercherò di farlo secondo scienza, conoscenza e coscienza.

Per saperne di più sul senso dell'economia e la cura di nostra Madre Terra ricordo la recente enciclica Laudato si' di Papa Francesco.

12 mar 2016

Intelligenza applicata.

Per stare attivamente nel mondo globale multipolare da Olmo Gentile nell'Astigiano a New York passando per Mosca, Pechino, Tokio, Nuova Delhi, Brasilia, ci sono sostanzialmente due modi: aggregarsi e diventare più grandi, oppure fare sistema e puntare sulla qualità per soddisfare con questa le esigenze delle persone e delle realtà odierne.
Per ovvie ragioni al nostro piccolo si addice fare sistema per produrre qualità, cioè valore aggiunto immateriale, intelligenza applicata.
In questa direzione sollecita anche il riconoscimento Unesco di Patrimonio dell'Umanità del territorio e paesaggio vitivinicolo antropizzato cioè realizzato del lavoro dell'uomo.
Fare sistema relazionando il meglio di ogni singola realtà per dare completezza all'offerta affinché i fruitori dispongano di un insieme in grado di soddisfare una pluralità di esigenze.
Asti capoluogo storico dà compiutezza al tutto con servizi di rango superiore per la salute, scientifici, culturali, economici, artistici.
Così operando si valorizzano perfino i sani egoismi delle singole realtà, facendoli concorrere virtuosamente mediante la complementarietà all'obbiettivo comune al quale singolarmente non potrebbero aspirare.
Singole realtà operative fin da subito perché già in grado di apportare quanto occorre; purché qualcuno si assuma responsabilità e meriti e spenda autorevolezza per garantire affidabilità, impegno e supporto con strumenti già nella sua disponibilità.
Penso all'Amministrazione comunale della città di  Asti  alla sua struttura ed al suo Organico, già naturali interlocutori di quanti si occupano di sviluppare le opportunità aperte dal riconoscimento Unesco, legittimamente per i territori inseriti a vario titolo, per libera scelta gli altri che concorrerebbero a latere.
Valorizzando ciò che c'è e diventando attori sulla scena mondiale, senza snaturare la propria identità, anzi assumendola come fulcro per azionare la leva della modernità.