L'opinione di Giovanni Saracco

31 ago 2015

Basilico.

Tornando dal mare in Liguria dal finestrino dell’auto sfila una vegetazione rigogliosa tra cui spiccano coltivazioni di basilico in pieno campo che mi fanno pensare.

L'anidride carbonica (CO2 ) nell'atmosfera è nutrimento per le piante di ogni genere, anche se in eccesso.

Imponenti quantità di resinose ed altre varietà offrono copertura e consolidamento ai pendii, altrimenti suscettibili di scoscendere e franare per le piogge sempre più violente e copiose in tempi ristretti.

Produzioni di eccellenti oli d'oliva, verdure, erbe officinali, gusti vari, distese di basilico per spaghetti al pesto: leccornie per noi e il Mondo.

Ossigeno buono ed utile che si libera dalla scissione della molecola CO2.

La natura risponde anche qui in modo vitale assumendo un inquinante e restituendoci beni.

Le esagerazioni che mettono in pericolo questo miracolo continuo sono solo colpa nostra – produrre quantitativamente sempre di più, il guadagno finanziario soprattutto – di cui dobbiamo emendarci prima possibile.

Miracolo che rimanda il pensiero a Marina che ha collaborato con competenza e generosa disponibilità alla ricerca di una presenza femminile italiana di qualità per un importante impegnativo intervento ad un Forum internazionale sulla condizione delle donne nel mondo.

Nonostante la calura, l'afa e le vacanze.

 

Marina.

Marina: giovane, etica, altruista, vitale s'è battuta con fiducia, impegno e coraggio contro un male insidioso e perfido: tumore alla mammella con metastasi.

Crescita incontrollata di cellule impazzite, prodotte dal suo organismo, che volevano a tutti i costi riprodursi e vivere. Ingannando il sistema immunitario che altrimenti le avrebbe eliminate in un batter di ciglia. Il più saggio tra i medici che l’hanno avuta in cura ha sussurrato: “un dolore allo spirito, che non riesce a farsi lacrime o parole, può fare questo al corpo”.

Al funerale nella sua cittadina contornata di monti un raggio di sole s'è fatto strada tra  le cime incappucciate di nubi e l'ha baciata invitta e degna.

 

 

3 ago 2015

Discrasie e inconvenienti.

È evidente e dichiarato il disegno di Matteo Renzi di volere realizzare un rapporto sinergico tra il Partito Democratico  ed  i suoi Gruppi parlamentari su cui si regge l'attuale maggioranza di governo, nel rispetto delle rispettive autonome prerogative.

Mantenendo nella sua persona il ruolo di presidente del consiglio dei Ministri e di segretario nazionale del Partito Democratico.

Con lo scopo di ottimizzare i rapporti ed il lavoro per realizzare le riforme necessarie al razionale ed efficiente funzionamento del sistema-Paese nel mondo globale.

È sotto gli occhi di tutti la gravosità di questo compito sulle spalle di una sola persona, aiutata da collaboratrici/tori di indubbia capacità e disponibilità ed affinatisi nel corso del non grande lasso di tempo di comune lavoro istituzionale.

Va da sé che si tratta di un dichiarato straordinario impegno limitato alla legislatura in corso per produrre l'intelaiatura nuova da sviluppare nel tempo con l'avvicendarsi democratico di governi e maggioranze.

Pare sensato mettere in conto discrasie e inconvenienti che si sono già in parte verificati, si verificano e continueranno, auspicabilmente in misura minore col progredire dei miglioramenti e vantaggi che sopravverranno.

La sfida è di riuscire a tenere in equilibrio il tutto in modo che i vantaggi per il Paese prevalgano rispetto ai disagi, da contenere ma non interamente eliminabili.

Il Partito Democratico è chiamato a dimostrare di avere compreso quanto succintamente accennato e di sapersi attivare a tutti i livelli – il lavoro è nazionalmente impostato e deve essere fatto proprio e sviluppato dai circoli sul territorio – per rispondere efficacemente all'impegnativo compito che gli si richiede.

Non di semplice cinghia di trasmissione ma di interlocutore intraprendente che si confronta coi cittadini e le  altre forze politiche e che, all'occasione, non si perita di disturbare il manovratore se questo giova per ottenere migliori risultati dal lavoro comune, nell'interesse e per il bene dei cittadini e dell'Italia tutta.

 

Comportamenti, pensieri, ricordi.

Fare colazione come un re, pranzo come un principe e cena come un povero.

Camminare un po’ tutti i giorni.

Dormire almeno 7 – 8 ore ogni 24.

Tenere in esercizio mente e cervello.

Utilizzare il corpo avendone cura.

Circa il suo peso puntare a quello che si aveva a 30 anni.

Intrattenere rapporti interpersonali e sociali; preziose le amicizie.

Riservare del tempo per sé.

Fare bene ciò che si fa e provare piacere.

Sapere ragionare; essere sempre in condizione di farlo.

Affrontare le avversità come vita e non come accidenti.

Sono nato quando l'età media dei maschi era di 47 anni, adesso è di 80.

Comportarsi con gli altri come vorremmo che gli altri si comportassero con noi.

Fare cose "strane" quando se ne avverte l'uzzolo.

Condividere gioie e dolori.

Anziani: possono fare cose da giovani, tenendo conto che non lo sono più.

Con l'età s'apprezzano meglio gesti semplici, istintivi, spontanei, generosi.

In ricordo di due amici astigiani di oltre novant'anni che ci hanno lasciato:

Dino leale, dedito, probo, tutto d'un pezzo. Con i suoi commilitoni resistette ai tedeschi che invasero l'Italia dopo l'8 settembre 1943 a sostegno della nascente repubblica fascista di Salò.

Pino attento al suo tempo, colto, di laboriosa famiglia; si formò nella buona società dell'epoca svolgendo poi incarichi di responsabilità nel mondo del lavoro.

Esempi di vite ben vissute.