L'opinione di Giovanni Saracco

29 mar 2013

Santità, ma da qui io li vedo.

Fiducia è termine in auge perché il nuovo governo che si sta tentando di formare dovrà ottenerla dal Parlamento per avviare la propria attività.

Più in generale operare con fiducia significa fidarsi l’un dell’altro, migliorando così i rapporti, compresi quelli con le articolazioni dello Stato a tutti i livelli. Con benefici rilevanti per la qualità della vita e il risparmio economico che si realizza.

In assenza o carenza di fiducia prevale infatti l’“io” rispetto al “noi”, l’esasperata disciplina normativa di ogni atto umano, con adempimenti formali, limitazioni dell’espressione di sé e costi difficilmente accettabili e sostenibili dai singoli cittadini e come comunità.

Sono asserzioni che trovano agevole riscontro nella vita quotidiana in cui ciascuno è spesso inconsapevole attore e beneficiario.

Che ne sarebbe infatti di noi se nell’attuale traffico veicolare non potessimo fidarci dell’altrui prudenza, attenzione e abilità?

Oppure del medico cui ci siamo affidati per recuperare la salute?

Ed ancora del pane prodotto dal fornaio mentre i più dormono?

O del meccanico sull’efficacia della riparazione al manubrio della bici, mentre lui propendeva per la sostituzione?

Si dirà che questo e molt’altro ha luogo perché ci sono e sono osservate alcune regole essenziali. Ma senza il senso di responsabilità delle singole persone chiamate in causa, esse da sole non basterebbero.

In proposito si racconta che Michelangelo stesse dipingendo supino il soffitto della Cappella Sistina in Vaticano, quando il Papa osservandolo da sotto lo invitò a non indugiare su alcuni particolari: “tanto non si vedono nemmeno”.

“Santità, ma da qui io li vedo”.

Nell’asciutta risposta del Maestro è racchiuso il concetto che per senso di responsabilità si intende la migliore espressione di sé attraverso il lavoro ed il modo con il quale lo si compie. Assumendone appieno la paternità a garanzia.

Chiedere quindi fiducia e prestarla, giovandosene e giovando, è un atto ad elevata valenza interpersonale e sociale, valorizzato dalla scienza la quale ha dimostrato che è nella natura umana comportarsi così.

 

25 mar 2013

Senza farle fretta.

Matrimonio a ventitré anni sia lei che lui, nel millenovecentotrentuno, tre figli maschi in sequenza nei quattro anni successivi. Il padre si vergognava un po’ di questa esuberanza virile: “tucà, brusà”, rimarcava maliziosamente il vicinato. Lei no, andava fiera dei suoi figli, così tutta la vita.

Cresciuti a zuppa di pane e latte, latte con riso o castagne bianche, semolino, polenta e merluzzo. Di festa il bollito, con l’osso per il brodo. A merenda pane con la crosta sfregata da spicchi d’aglio e aspersa d’olio; qualche volta imburrato o con sbarretta di surrogato di cioccolato. All’asilo e poi insieme nei giochi inventati con stracci e vecchie sedie sul terrazzo coperto di casa nei giorni di pioggia.

In libertà fuori casa ma a portata di voce: la mamma li chiamava a rientrare scandendo forte i nomi di ciascuno dalla finestra: non erano ammessi ritardi.

Litigate e zuffe memorabili senza strascichi.

Capelli tagliati all’umberta o rasati dal papà secondo la stagione.

Bagno nella tinozza con acqua scaldata al sole o attinta dalla vaschetta sulla stufa di ghisa nella stagione fredda.

Adolescenti con gli amici a tuffarsi di pomeriggio contro l’afa nelle “bialere”.

Volersi bene tra loro e con gli altri ed aiutarsi sono gli insegnamenti materni, e pregare Dio.

Ancora alle elementari e già a fare cose per aiutare in casa, con la seconda guerra mondiale in corso.

Giovani, divertendosi con poco e cercando ognuno la propria strada.

La mamma se ne va prima dei settantuno, pianta anche da sette nipoti; il papà qualche anno dopo.

Da poco è toccato al più giovane: tanta tristezza.

I due rimasti sanno che la ruota gira com’è giusto e mettono in conto la chiamata. Senza farle fretta.

 

22 mar 2013

Brevi riflessioni su alcuni argomenti all'ordine del giorno.

Lavoro. Posto che il costo medio di un posto di lavoro sia 75 mila euro, che un punto di Pil (Prodotto interno lordo) valga 15 miliardi e che i disoccupati siano 3,5 milioni, per ottenere la piena occupazione occorrerebbero 260 miliardi circa (cioè 3,5 milioni per 75 mila). Supponendo di voler ottenere questo risultato in 10 anni occorrerebbe investire 26 miliardi l’anno. Somma importante ma non impossibile da recuperare; guardando anche all’Europa e oltre e dimostrandoci Paese affidabile. In particolare per gli esborsi iniziali atti a fare ripartire l’economia nei settori in cui siamo particolarmente versati, per uno sviluppo nuovo, di qualità, sobrio, ecocompatibile, durevole. A seguire sarà la stessa ripresa a produrre quanto occorre.

Economia. Si leggono messaggi che a prima vista paiono contraddirsi: “Made in Italy, il 2013 parte col turbo. A gennaio esportazioni più 8,7% e import meno 1.8%. Agroalimentare record con un più 21%” (pag. 24, “La Stampa” 19.03.2013). “Cala il fatturato e la cassa vola. Ordinativi meno 12,8% in 3 mesi, e boom delle ore in cassa integrazione guadagni straordinaria” (pag. 47 di Asti e provincia “La Stampa” citata).

Si dovrebbe dedurre che a livello nazionale la situazione tende a migliorare, mentre nell’Astigiano stagna? Propendo per questa ipotesi, da indagare però per capire meglio.

Un aiuto temporaneo sta arrivando dallo sblocco di 70 miliardi che le imprese attendono dalla Pubblica amministrazione per lavori e prestazioni già effettuate da tempo. In attesa di decisioni nazionali che aiutino il Paese ad orientare energie e risorse in direzione univoca.

Finanziamento dei partiti, equità. Quello pubblico è già stato dimezzato nella scorsa legislatura. Ci sono proposte (tra cui quella del Partito Democratico) per rivedere modalità e fonti e dare una più compiuta disciplina all’attività dei partiti e organizzazioni analoghe. Nel frattempo sospendere ogni erogazione.

Un’accelerazione verso l’equità viene dalla Svizzera e dal Parlamento italiano.

La Svizzera sta riducendo i compensi ai manager nei limiti di una accettabile proporzione con gli altri lavoratori e tenendo conto dei risultati concretamente ottenuti dalle realtà cui sono preposti.

In Italia i nuovi presidenti della Camera dei deputati e del Senato si sono autoridotti i proprii emolumenti di un terzo, e lavorano per ottenere altrettanto da tutti i parlamentari, utilizzando l’autonomia gestionale di cui godono ambedue i rami del Parlamento.

Non v’è dubbio che disporre presto di un governo operativo, capace e autorevole sarebbe di sicuro giovamento per le molte cose che bollono in pentola.

 

11 mar 2013

E che Dio ce la mandi buona.

In attesa che Bersani riceva dal Capo dello Stato l’incarico di formare il nuovo governo, il centrosinistra si è portato avanti con il lavoro ed ha riassunto in 8 punti una proposta di programma su cui ragionare con quanti dovranno farsi carico di dare un governo all’Italia. Nell’ipotesi che esso faccia come minimo una nuova legge elettorale che consenta a chi vince di governare, realizzi alcuni punti del programma – primo il lavoro! – cui si perverrà. Poi, grasso che cola se proseguirà.

Per giungere a tanto le forze che se la giocano: centrosinistra con Bersani, centrodestra di Berlusconi, M5S portavoce Grillo, Scelta Civica guidata da Monti, devono dimenticare la campagna elettorale e farsi carico delle responsabilità istituzionali derivanti dalla loro presenza e peso in Parlamento.

Ad oggi le combinazioni possibili parrebbero essenzialmente due: centrosinistra e M5S con centrodestra all’opposizione; centrosinistra e centrodestra con M5S all’opposizione. Con “Scelta Civica” che dovrà decidere da che parte stare.

Alla prima s’opporrebbe per ora Grillo con il no a qualsiasi intesa. Sulla seconda pesa la mina vagante Berlusconi che dissuade chiunque dall’averci a che fare.

Può darsi che la titolarità dell’incarico a Bersani schiuda possibilità fin’ora non emerse.

Di certo il tentativo di formare il nuovo governo va condotto a fondo con perseverante, paziente, vigorosa determinazione, non lasciando nulla di intentato per il bene dell’Italia, in Europa.

Se il tentativo non riuscisse, di serio ed accettabile rimarrebbe il “governo del Presidente”, cioè a tempo, suggerito da Giorgio Napolitano, formato da personalità che godano di incontestabile stima, autorevolezza, credibilità e capacità. Che si presenti in Parlamento, ottenga la fiducia e faccia le già accennate cose buone e necessarie.

Nel frattempo lo stesso Parlamento in seduta comune dovrà eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, il quale a tempo debito scioglierà le Camere e indirà nuove elezioni.

E che Dio ce la mandi buona.

9 mar 2013

Giardino del mondo.

Sintetizzo un recente scritto perché lo ritengo di buon piglio, stimolante e incoraggiante nel difficile momento che attraversiamo.

L’autore G. R. di Asti “vecchio socialista riformista (nel solco del pensiero di Bobbio)” analizza l’attuale drammatica questione sociale e l’impoverimento generale del nostro Paese e suggerisce “come rimedio urgente il ricorso all’antico mutuo soccorso”.

Partendo dall’idea W. Schäeuble ministro tedesco delle finanze di parcheggiare il debito pubblico eccedente il 60% del Pil in apposito fondo speciale, l’autore ipotizza di ricomprarcene nel tempo una parte, chiamando a farlo ogni singola consistente ricchezza mobiliare e immobiliare con criteri di progressività, ed indica le modalità concrete con cui operare per dimostrare la fattibilità della proposta. La sua idea è che il capitale abbia avuto in tutti questi anni la possibilità di crescere soprattutto “per la tenuta e la non ribellione della comunità nazionale nonostante l’enorme quantità di giravolte e insensatezze di operatori finanziari di governi e non”.

Riferendosi poi al libro di N. Penelope “Soldi rubati” ritiene che al recupero di ulteriori importanti risorse possa concorrervi la lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, alla contraffazione ed alla criminalità organizzata.

“Pensate che ritorno di immagine avrebbe questo scatto di orgoglio, che impatto positivo sui mercati di tutto il mondo! Un progetto innovativo capace di mobilitare le energie migliori del Paese, così come avvenuto in passato in momenti altrettanto difficili”. [….] Perché “tutte le persone di buon senso, che usano il proprio cervello per analizzare l’odierna società nel suo divenire, capiscono che il mondo sta irrimediabilmente cambiando”.

Dopo aver auspicato Barbara Spinelli come prossimo Presidente della Repubblica, l’autore così conclude: “Penso, nonostante tutto, alla grandissima fortuna di essere nati qui, perché qui abbiamo il più grande patrimonio artistico e culturale del mondo. Abbiamo luoghi, terre, vulcani e montagne spettacolari, isole da favola e siamo protesi al centro del mare, il nostro mare che considero il liquido amniotico della civiltà occidentale.

Ma di come dovremmo essere il giardino del mondo è un altro discorso”.

5 mar 2013

Feconda genitrice.

Dopo le recenti elezioni sulla scena istituzionale sono rimasti: il centrosinistra con Bersani, il centrodestra di Berlusconi, “Movimento 5 Stelle” portavoce Grillo, “Scelta Civica” capeggiata da Monti.

Alla Camera dei Deputati le elezioni hanno espresso una maggioranza di centrosinistra.

Al Senato invece nessuna maggioranza. Occorre dunque che due tra le prime tre realtà si accordino per formarla, perché solo così il Parlamento potrà funzionare e l’Italia disporre di un governo che duri, lavori sodo e bene.

Per fare ciò Bersani, in quanto leader del centrosinistra più votato, sarà incaricato dal Capo dello Stato di formare il nuovo governo, con le seguenti presumibili priorità: piano per il lavoro e uno sviluppo nuovo; pagamenti arretrati dello Stato alle imprese; riduzione pressione fiscale su lavoro e imprese; lotta mirata agli sprechi, all’evasione fiscale, alla corruzione, alla criminalità organizzata; legge elettorale; conflitto di interessi; riduzione dei parlamentari e dei rimborsi elettorali; abolizione delle Province, energie alternative; sicurezza e qualità ambientale; riqualificazione urbana; efficienza della giustizia e della pubblica amministrazione.

Impegni non da poco su cui ricercare e realizzare le necessarie convergenze, rispettando la volontà degli elettori. Ponendo l’accento su quanto unisce e sul dovere degli eletti di operare per il buon funzionamento delle istituzioni e dello Stato al servizio dei cittadini.

Specie nell’attuale momento di particolare difficoltà in cui versa il Paese. Assumendo la Costituzione come guida e feconda genitrice di un futuro da protagonisti.

 

1 mar 2013

Compete al Centrosinistra.

Racconto per sommi capi quest’ultimo anno e mezzo fino all’epilogo elettorale del 24-25 febbraio scorso.

Nell’autunno del 2011 si sfalda il governo di centrodestra che nelle elezioni del 2008 avevano ottenuto una maggioranza consistente sia alla Camera dei deputati che al Senato.

La lungimirante autorevolezza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consente la formazione del governo Monti in un momento cruciale per le sorti del nostro Paese. Questo governo – composto da persone esterne al Parlamento – ottiene l’appoggio e la fiducia del centrodestra, del centro e del centrosinistra, lavora e riporta sulla giusta rotta i conti e la credibilità dell’Italia.

Nell’autunno del 2012 il centrodestra, di punto in bianco, toglie l’appoggio al governo Monti. Privilegiando gli interessi del Paese rispetto agli evidenti vantaggi per sé, il Partito democratico consente uno sviluppo ordinato della crisi, evitando il rischio di sciupare i risultati raggiunti con grandi sacrifici, specialmente da parte del mondo del lavoro nel suo insieme,autonomi, artigiani, piccoli risparmiatori, disoccupati, cassa integrati, precari, percettori di stipendi, salari e pensioni.

La mancata riforma della legge elettorale da parte del Parlamento costringe a votare col “porcellum”, secondo cui sono i partiti a decidere candidature e posti in lista e senza la garanzia che chi vince possa governare. Il Partito democratico e il centrosinistra ovviano parzialmente a queste storture tenendo le elezioni primarie per il leader ed i candidati.

Nel corso della campagna elettorale il centrodestra abbonda in promesse e recupera consensi.

Il centrosinistra si sottrae a questa logica, ma stenta a comunicare la concretezza delle sue proposte.

I limiti del sistema dei partiti sono stigmatizzati con veemenza dal Movimento 5 stelle attraverso Beppe Grillo, con i cittadini che manifestano un interesse crescente, poi confermato col voto.

Per “Scelta Civica” di Monti, sia da sola che in coalizione, riconoscimenti inferiori alle attese.

Appena iniziato lo spoglio dei voti le agenzie specializzate danno il centrosinistra autosufficiente sia alla Camera dei deputati che al Senato, mentre lo spread apprezza e scende di parecchi punti; a seguire le proiezioni correggono questo dato e lo spread s’impenna.

Si giunge così al risultato finale di leggera prevalenza nazionale del centrosinistra sufficiente alla Camera per fare scattare il premio con la maggioranza dei seggi, ma non al Senato, per i diversi criteri e modalità di calcolo stabiliti dal “porcellum”.

Da qui la necessità di intese per dare vita a maggioranze stabili e coese in grado di attuare le riforme di cui l’Italia ha bisogno per uscire dalla crisi, avviare uno sviluppo nuovo dell’economia con il lavoro, e una vita migliore per tutti.

Compete al centrosinistra perché più votato, proporre e ricercare soluzioni che rispettino la volontà degli elettori e consentano la formazione di un governo che realizzi questi obiettivi.