L'opinione di Giovanni Saracco

17 gen 2014

Palla lunga e pedalare.

Arrigo Sacchi sosteneva che i 4 minuti durante i quali, mediamente, ogni giocatore di calcio tratta il pallone nel corso della partita (90:22=4,09), hanno a che fare con le capacità personali di ogni atleta e da queste dipendono; mentre nei restanti 86 minuti è compito dell’allenatore impartire le opportune disposizioni su come muoversi e cosa fare, cioè come stare in campo.

Si tratta di ragionamento condivisibile e confermato dalle innovazioni tecnico-tattiche che continuano ad essere adottate in questo gioco collettivo tra i più belli, capace di divertire i protagonisti e far divertire gli spettatori.

Sulla loro importanza ed efficacia non ci sono dubbi, se si raffrontano le disposizioni impartite da trainer del passato – palla lunga e pedalare, di Sperone – con gli arzigogoli posti in atto dai più preparati tra quelli attuali.

Trovare il giusto equilibrio, armonizzare la disciplina di come muoversi in campo senza pallone, con la personalità, il carattere e le doti dei singoli, e fare discendere il risultato favorevole alla propria squadra dalla qualità complessiva del gioco che si esprime, è l’esito cui tutti ambiscono.

Per realizzare il quale ormai concorrono più professionalità, insieme e quelle strettamente attinenti la pratica sportiva; tra cui nutrizionisti, psicologi, psicoterapeuti, oltre agli assistenti religiosi presenti da sempre.

Competenze e doti che se compresenti in giusta misura nella stessa persona – è il caso di Nereo Rocco e, forse, di Helenio Herrera tra i primi a disporne – contribuiscono certamente a collocarla ad alto livello nel mestiere.

Tra queste persone non pare esagerato annoverare oggi Giampiero Ventura del Torino, che con capacità, umanità, acume e pazienza sta dando ai singoli ed alla squadra un’impostazione originale, capace di suscitare il meglio di ognuno, stimolando l’espressione di qualità e potenzialità sopite, oppure sopperendo alla penuria di doti naturali valorizzando l’impegno perseverante.

Un lavoro che avvantaggia il gioco, lo spettacolo e la classifica; contribuendo inoltre alla formazione di persone che sanno stare al mondo come si deve.

 

 

 

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