L'opinione di Giovanni Saracco

9 ott 2017

Mugugno.

Sabino Cassese fine ed acuto osservatore di come vanno le cose in Italia ne ha scritto su "L'Economia del Corriere della sera" dell'11 settembre scorso.

Se ne riassumono le parti sostanziali citandole tali e quali all'occorrenza.

Siamo lenti nel produrre sviluppo perché le procedure della nostra democrazia sono farraginose e gli operatori che se ne occupano lasciano a desiderare circa l'aggiornamento e la disponibilità ad assumersi responsabilità. "Le nostre politiche pubbliche ( le grandi decisioni, le leggi, gli indirizzi di governo) sono preparate, decise, eseguite male". Manca un metodo che consenta di procedere in modo razionale; "non si misurano i consensi, si negozia alla cieca". Ci sono poi due passaggi Camera e Senato, praticamente un doppione. Dal 1990 ogni nuova legge doveva rispettare un iter con tempi fissati, ma la norma è stata disattesa.

Manca una snella ed efficiente struttura che monitori di cosa ci si occupa, a che punto di attuazione si trovano le cose decise ed i tempi per portarle a compimento.

Il Personale è selezionato in modo inappropriato, "non c'è nessuno che si curi di spiegare come funzioni la macchina, quali sono i compiti, come si lavora". Ognuno cerca di arrangiarsi come sa e può. (N.d.R. In base alla mia esperienza professionale ed istituzionale quanto precede non riguarda il Personale di Camera e Senato né i Comuni di piccole e medie dimensioni, dove prevalgono capacità, qualità, dedizione e disponibilità diffuse).

C'è infine un'opinione pubblica più incline al mugugno ed al lamento che non a svolgere un ruolo "naturale" di segnalazione delle cose che non vanno controllando che chi deve provveda. In questo senso i giornali e gli altri media hanno il compito di conoscere, informare e formare facendosi apprezzare per questo. Così come l'accademia e l'università alle "eleganti riflessioni teoriche" dovrebbero preferire "le analisi empiriche, lo studio dei tempi e le analisi sul campo".

Quanto sopra conferma la necessità di proseguire nella realizzazione delle riforme per fornire strumenti utili a risolvere problemi ed esigenze di oggi e del tempo a venire con le priorità: lavoro ed equa distribuzione delle risorse prodotte; sicurezza personale, sociale, previdenziale; servizi sanitari e sociali; regolamentazione dei flussi migratori e della cittadinanza.

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