L'opinione di Giovanni Saracco

14 set 2018

Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare.

Con chi ha bisogno è perentorio inflessibile "capitano", con quanti hanno è acquiescente mellifluo; dice con noncuranza tutto e il suo contrario un giorno sì e l'altro pure. E di ciò mena vanto, come stile di governo dall'alto dello scanno di vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'Interno, che sommati contengono poteri e responsabilità di cui solo persone assennate possono farsi carico.

Egli invece diseduca chi lo sente e si diseduca perché come capo della Lega gli basta aumentare comunque i consensi.

Un po’ come Donald Trump che in campagna elettorale si vantò: anche se mi mettessi a sparare nel centro di New York gli americani mi voterebbero. Come purtroppo avvenne con i tristi noti esiti.

E noi dovremmo accettare di finire così od anche peggio con Matteo Salvini?

Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 4  marzo scorso il M5S promise a Taranto che con le acciaierie Ilva avrebbero ottenuto di mantenere i posti di lavoro e il risanamento ambientale: premiato sulla fiducia con il 47% dei voti.

Recentemente alla conclusione delle trattative il ministro Luigi Di Maio dovette accontentarsi di molto meno; e lo spiegò affermando che era il massimo possibile nella situazione data. Gli elettori hanno manifestato il loro dissenso ritenendo di essere stati turlupinati.

"Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare" recita il buon senso popolare che Di Maio ha compreso solo toccando con mano come San Tommaso.

Comunque un passo avanti suo e del ministero di cui è a capo.

Anche dal crollo del viadotto Morandi a Genova si può imparare l'importanza di stabilire le priorità giuste tra molteplici cose da fare.

Era oramai evidente e noto non solo a quanti se ne occupavano che l'opera necessitava di interventi per garantire la sua stabilità e sicurezza, che per una serie di ragioni si protraevano o rinviavano nel tempo.

Tra queste ragioni il mancato inserimento della priorità sicurezza delle persone che utilizzavano l'autostrada e degli abitanti delle case sottostanti il viadotto e nelle immediate vicinanze.

Si  optò quindi per interventi di rattoppo la cui esecuzione poteva avere luogo senza chiudere l'autostrada e continuando a riscuotere il pedaggio.

Concausa dei luttuosi e drammatici eventi che se compresi nell'essenza che li ha determinati può evitare il loro ripetersi anche in fattispecie diverse.

 

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