L'opinione di Giovanni Saracco

22 nov 2013

Fatti del giorno.

Settemila circoli e 300.000 votanti del Partito Democratico hanno deciso che a contendersi l’elezione a segretario nazionale del Partito saranno Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati, mentre Gianni Pittella, buon ultimo, rimane fuori.
Il gran giorno delle primarie aperte a tutti, cioè muniti o meno della tessera del Pd, sarà l’8 dicembre prossimo. Si prospetta una numerosa partecipazione al voto che, nei fatti, costituisce il passaggio generazionale delle consegne, al quale potranno intervenire da protagonisti elettrici/tori che lo desiderano.
È il nuovo, con le relative speranze e incertezze che lo contraddistinguono.

In Sardegna nel corso di un solo giorno sono caduti 400 millimetri di pioggia per metro quadrato, cioè quanti ne cadono mediamente in 6 mesi.
Ed è successo il disastro che conosciamo, con la morte di sedici persone. Analoghe precipitazioni s’erano già avute in passato a memoria d’uomo con conseguenze non così nefaste.
Ad aggravare gli effetti di un concomitante sommarsi di condizioni meteoriche avverse sono state le modifiche peggiorative dei luoghi e relative aree di esondazione dei corsi d’acqua, il rarefarsi di ordinari interventi manutentivi , specie dei bacini imbriferi e l’inadeguato rimboschimento dei pendii atto a rinsaldare la tenuta dello strato di terreno superficiale per il trattenimento in situ della maggiore quantità possibile di pioggia.
A tutto questo dobbiamo e possiamo provvedere con costante continuità nel tempo.

Sono 32 miliardi in 3 anni i risparmi che il commissario ad hoc Carlo Cottarelli e il ministro Fabrizio Saccomanni si prefiggono di realizzare sui circa 800 miliardi di spesa pubblica dello Stato. Una piccola importante rivoluzione che può essere espressa in 2 punti di Pil, ovvero in circa mezzo milione di posti di lavoro diretti, e molti di più per la virtuosa emulazione indotta.
Una significativa inversione di tendenza rispetto ai 4 milioni di posti di lavoro persi negli ultimi 5-6anni.

I giovani sono i protagonisti dell’ottimo risultato (47% circa) ottenuto dalla candidata del centrosinistra alla presidenza del Cile Michelle Bachelet nei confronti dell’avversaria la conservatrice Evelyn Matthei. L’ultima parola spetta al ballottaggio che si terrà il 15 dicembre prossimo nel quale la Bachelet ha ottime possibilità di farcela.

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