28 ago 2014

Langhe, Roero e Monferrato.

L’intervento di Giovanni Vassallo su “La Stampa” del 26 agosto scorso entra con disincantata, competente proprietà nel vivo del problema di come far fruttare al meglio il riconoscimento Unesco di Patrimonio dell’Umanità di importanti porzioni di territorio vitato di Langhe, Roero e Monferrato con strutture ed attività connesse.

Proponendo di fare squadra, mettendoci il meglio di quanto già disponiamo e facendolo interagire, affinché l’offerta che ne scaturirà soddisfi un ventaglio di aspettative più ampio possibile, da mettere alla prova già con l’Expo 2015 ormai alle porte.

Sul presupposto già collaudato che le differenze esistenti possono e devono diventare pungolo, stimolo all’integrazione tra specifici che lavorano insieme per migliorarsi senza omologarsi, ma rimanendo tali per continuare a svolgere il loro ruolo nel tempo.

Mettendo via via a punto quanto la pratica suggerirà, progredendo nella collaborazione con gli indubitabili, tangibili vantaggi cui si perverrà e dei quali tutti potranno godere in proporzione dell’impegno profuso.

 

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