L'opinione di Giovanni Saracco

4 dic 2015

Molto del male del mondo.

Papa Francesco in Africa. Popolo in festa ad apprezzarne parole di pace, di umiltà e misericordia e comportamenti concreti coerenti: le scarpe nere un po’ sformate dall'uso che si vedono sotto l'abito bianco; anche l'Imam musulmano sulla papamobile.

Sui problemi dell'Africa ha detto: povertà, cibo, acqua potabile, scuola, sanità. A questo bisogna che chi può e deve ponga rimedio, perché molto del male del mondo deriva da queste condizioni.


Russia e Turchia. Entrambe necessarie per costruire nuovi e più avanzati equilibri europei e di buon vicinato. Anche la sicurezza del continente si giova del loro apporto. Nella consapevolezza che, specie in Turchia, lasciano a desiderare i diritti umani, i rapporti con le opposizioni e le minoranze e la stessa democrazia.

In casi come questo le decisioni di politica estera sono volte a fare prevalere almeno le cose buone, perché già contenere quelle che non vanno non è impresa da poco.


A Parigi le nazioni del mondo stanno lavorando sui rimedi da adottare perché si conservino i  ghiacciai e la calotta polare ed il livello dei mari e degli oceani (che coprono i due terzi della superficie terrestre) non superi quello attuale. Ben sapendo che le cause del riscaldamento derivano dall'uso smodato dei combustibili fossili (carbone, petrolio, gas) e dal cattivo utilizzo di boschi e foreste. Si troverà il modo di ridurre il loro consumo fino a sostituirli con fonti energetiche rinnovabili (eolico, fotovoltaico, idraulico, maree ed altre cui si sta lavorando). Contenendo così l'aumento della temperatura media sulla terra entro i 2 gradi centigradi rispetto a quella precedente l'industrializzazione per evitare il collasso dell'ecosistema.

Le decisioni per attuare tutto ciò sono ora alla nostra portata perché è aumentata e si è diffusa la consapevolezza che "tirare ancora la corda la si spezza", innescando fenomeni planetari che non siamo in grado nemmeno di ipotizzare nell'inedita ed enorme loro consistenza.


Sicurezza è sempre più sinonimo di capacità di convivere bandendo la sopraffazione cruenta variamente motivata.

Le devianze devono essere trattate come contravvenzioni o reati a seconda della gravità, assumendo a riferimento la "Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo" adottata e proclamata il 10 dicembre 1948 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU).

In questi casi operazioni di "Pubblica sicurezza planetaria" ripristineranno il diritto violato assicurando alla giustizia i responsabili.

In attesa di potere operare in siffatto modo si affrontino i problemi sul tappeto anticipando per quanto possibile l'adozione di queste modalità.

 

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