L'opinione di Giovanni Saracco

10 lug 2018

Se i buoni non si fanno sentire.

Se i buoni non si fanno sentire il male si propaga e degenera. È quanto m'ha fatto ricordare "L'Amaca" di Michele Serra su "la Repubblica" di qualche settimana fa, in cui l'autore si proponeva di evidenziare delle cose che non vanno anche quanto di buono può esserci o può essere fatto.

Spostare, come riportano i giornali, dal capitolo accoglienza al capitolo rimpatri risorse consistenti destinate ai migranti significa che il ministro dell'Interno ha messo  in pratica di sua iniziativa la  minacciata politica dei respingimenti fin da subito nei confronti di bambini, donne, uomini che fuggono da condizioni di vita così gravi che non vale a dissuaderli l'alto rischio di morire nell'attraversare il deserto o annegati nel Mediterraneo.

Mi sono messo nei loro panni, con il poco che so di essi, ed ho concluso che fuggirei anch'io così; lo affermo ritenendo di rispettare anche spirito e lettera della nostra Costituzione. Certo disciplinando il flusso da Paese civile e valorizzando gli ospiti.

Mentre con mia moglie abbiamo adottato a distanza due ragazzine-ragazzini africani aiutandoli a casa loro come desiderano.

Mi hanno raccontato del calvario per ottenere dal Servizio Sanitario Nazionale la prenotazione di una visita dermatologica in tempi ragionevoli per anziano soggetto a neoformazioni maligne. Due ospedali adìti prenotano soltanto da settembre-ottobre per fine anno inizio 2019; uno di essi ha suggerito di avvalersi della possibilità di prenotare entro 30 giorni pagando 70 euro.

L'ospedale Cottolengo di Torino ha prenotato invece senza problemi per la fine di agosto di quest'anno

La manutenzione ordinaria di beni di proprietà pubblica o pubblici per destinazione è tra i problemi del nostro tempo. Si tratti della pulizia di caditoie stradali con griglia per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche, o di rimediare a dissesti del manto bituminoso di strade urbane, oppure di interventi su edifici – scolastici in particolare – ed anche di viadotti stradali le cui strutture sono particolarmente sollecitate ed esposte al degrado.

Manutenzione per mantenere integri e sicuri nel tempo i beni di cui si tratta, prevenendo incidenti e disgrazie, risparmiando risorse ed utilizzando mano d'opera altrimenti inoperosa.

Se si allargasse il discorso alla stabilità dei terreni si può affermare fin d'ora che i benefici sarebbero tali da indurci a dolerci per non averci pensato prima. Parchi, alberate, aree boscate e brulle trascurate o abbandonate del tutto. Interi versanti degradati ed a rischio scoscendimenti, smottamenti o peggio.

Di certo non si parte da zero, ma possiamo fare tutti un po’ meglio; occupandoci dal bene in cui abitiamo e del suo intorno prossimo. E poi via via mettendoci ciascuno del proprio dove si ha titolo a fare, o chiedendo a chi di dovere di farlo.

Ricordando, sollecitando ed all'occorrenza pretendendo sia fatto.

 

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