L'opinione di Giovanni Saracco

27 set 2013

Per resistere alla temperie attuale.

Per resistere alla temperie attuale, bisogna rifarsi anche a storie ed esempi un po’ lontani nel tempo.
Il destro in questo senso l’ha fornito rai3 il 26 settembre scorso, proponendo in prima serata il film del 1945-46 “Roma città aperta” di Roberto Rossellini, con le superlative interpretazioni di Anna Magnani e Aldo Fabrizi.
Nella Roma occupata dai nazisti l’esempio di dedizione estrema fino al sacrificio di sé, è offerto da persone normali che contrastano lo sfacelo mantenendo intatta la dignità personale e la fedeltà agli ideali di libertà e giustizia nelle file della Resistenza.
Opponendosi agli invasori ed ai fascisti di Salò loro marionette, con azioni di lotta sostenute da valori etici incarnati nei comportamenti quotidiani, che sfidano il mito nazista della razza superiore, evidenziandone la condotta infame con la tortura e l’assassinio degli oppositori che non cedono a lusinghe e minacce.
Il film evidenzia la corruzione delle coscienze alternando sequenze di tortura, con bagordi e intrallazzi di varia natura che si svolgono in concomitanza nei pressi.
La drammaticità degli eventi è simboleggiata dalla morte dei due protagonisti per mano del potere: proditoriamente di fronte ad una folla impotente tenuta a bada dai soldati, nel caso della popolana Anna Magnani; con un gruppo di ragazzi che nella scena finale assiste nascosto alla fucilazione del loro parroco Aldo Fabrizi.



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