L'opinione di Giovanni Saracco

2 mag 2016

Infinito e struggente amore per la libertà.

25 Aprile, 1° Maggio. Ricorrenze essenziali per la storia nazionale e quella del Mondo.

Infinito e struggente amore per la libertà inscindibilmente connesso con l'esercizio della responsabilità le connota entrambe.

Nella Costituzione madre di tutte le leggi ed in parte ancora incompiuta le mirabili sintesi: "L'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro"; "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."; "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto."; "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale; o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali." (artt. 1, 3, 4, 41).

Nel Mondo si sono affermati diritti e doveri dei lavoratori e del lavoro. La lotta di Liberazione dal nazifascismo li ha praticati nella quotidianità, in particolare libertà, solidarietà, capacità di assumersi e gestire la responsabilità. Questo è il messaggio che attraversa i tempi e si corrobora nel suo divenire.

Da qui Resistenza ora e sempre come esempio concreto, che si può fare.

A Genova l'ufficiale nazista più alto in grado firmò la resa del suo reparto ai Partigiani comandati da un operaio. In molte parti Repubbliche Partigiane o simili sperimentarono forme nuove di governo.

Si può fare. Certo costa impegno, fatica ed anche di più. Duccio Galimberti, a Cuneo, il 26 luglio del 1943 con un discorso dal balcone della sua casa diede avvio alla Resistenza. Pagò questo con le torture e la vita. I nazifascismi infierirono dove questi principi trovarono concreta effettiva espressione. Nello "armadio della vergogna" ci sono le prove di ciò. Alcuni di questi misfatti sono ancora impuniti.

Nel lavoro per tutti sta la soluzione reale dei problemi che ci angustiano. Infatti il lavoro è esercizio quotidiano della responsabilità e la gratificazione che se ne ricava – un tutt'uno con il giusto ed equo corrispettivo che consente di vivere dignitosamente – è la scommessa vera e concreta che abbiamo di fronte. Che possiamo vincere tutti i giorni un po’, se ognuno ci mette del suo con i piedi per terra ma lo sguardo lungo al mondo globale, la cui organizzazione è in discussione:

Dovendo fare i conti con la finitezza delle risorse di Madre Terra cioè della quantità, e confrontarsi con la qualità che non ha limiti potendovi attingere già qui ed ora ed in futuro.

Senza limiti, all'infinito.

 

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