L'opinione di Giovanni Saracco

21 lug 2016

Prevarrà il sapere.

Alcune considerazioni a seguito dei drammatici fatti di Nizza (Francia) e del tentato golpe militare in Turchia.

Entrambi sollecitano la necessità di fare progredire le società civili dell'occidente  per stare al passo coi tempi e le esigenze delle persone di cui sono costituite: vivere liberi ed in pace con il frutto del proprio lavoro.

Per fare ciò è essenziale il contributo di tutte le intelligenze disponibili.

Fare chiarezza sul fatto che i libri di fede delle religioni monoteiste non sono le Costituzioni sulle quali si basano gli ordinamenti degli Stati democratici.

La violenza come strumento di governo appartiene ai primordi del vivere civile; quanti la propugnano e praticano oggi sono fuori dal tempo e come tali vanno considerati.

Più e meglio della democrazia non siamo stati finora in grado di escogitare; facciamo funzionare e miglioriamo quelle esistenti, guardando con rispetto e tolleranza ad altre forme organizzate del vivere civile, sempre con lo scopo di soddisfare le aspirazioni di una vita godibile e condivisa

Le democrazie che utilizzano metodi autoritari con imposizioni, restrizioni della libertà e la pena di morte non sono tali ma simulacri.

La felicità presuppone il libero esercizio della libertà senza la quale c'è solo ingiustizia, turbamento, pena.

Il pieno esercizio dell'intelligenza personale e collettiva è garanzia del buono stato di salute della democrazia, nonché alimento, tutela e sviluppo della medesima.

Il confronto anche aspro sulle decisioni da assumere è ad un tempo motore e sale della vita. Volere e dare la morte a quanti la pensano diversamente è il virus senza rimedio dell'infelicità e perdizione.

È in atto una cruenta contesa senza esclusione di colpi tra sapere e ignoranza.

Prevarrà il sapere.

A quanti di noi lo vorranno il compito di contribuire a contenere gli eccessi con operosa perseverante umiltà e determinazione.

 

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