L'opinione di Giovanni Saracco

17 giu 2013

117 su 119.

Cinquecentosessantaquattro Comuni alle urne: piccoli, medi, grandi; distribuiti su tutto il territorio nazionale. Sette milioni di elettori, un “test” significativo in un momento di transizione tra quanto c’era di certo e s’è esaurito, e quanto si deve costruire insieme tenendo conto che il mondo cammina.

Le cose sono andate all’incirca così.

Calo significativo dei votanti: in alcune rare situazioni anche al di sotto del 50% (es. Montefusco – prov. di Avellino – ha votato il 32,36%, mentre il record negativo spetta a Roccaforte del Greco – prov. di Reggio Calabria – con l’11,68%); Roma di poco sopra il 50%; media in Italia 62,30%.

Buon risultato del centrosinistra.

Flessione significativa del centrodestra.

Tenuta del centro.

Imprevisto forte calo del M5S.

Calo della Lega.

Tutto questo confrontando i risultati con quelli delle precedenti amministrative (eccetto che per M5S), e con le ultime politiche.

Fatti salvi i risultati dei numerosi ballottaggi che si terranno il 9-10 giugno prossimo – che non dovrebbero comunque sovvertire le valutazioni espresse – si deduce quanto segue.

Permane tra i cittadini la scarsa fiducia che le elezioni possano migliorare la difficile situazione esistente.

I votanti si sono espressi implicitamente a favore delle forze politiche che sostengono il governo Letta.

Alla politica, cioè agli eletti a cariche pubbliche, si chiede di non stare con le mani in mano, anche se si è all’opposizione, ma di darsi da fare, di “rischiare in proprio” per trovare soluzione ai problemi.

Nel caso dei sindaci è stata premiata la capacità di fare bene dimostrata o supposta, al di là dell’appartenenza politica. In Piemonte esperienze significative in tale senso a Ivrea e Orbassano.

Analogamente per quanto riguarda Montiglio, Monastero Bormida e Tonengo nell’Astigiano.

Curiosità a Tonengo, dov’è stato eletto sindaco Raffaele Audino con il pieno dei voti: 117 su 119 votanti. I restanti due sono andati al secondo candidato, mentre il terzo e il quarto sono rimasti a bocca asciutta.

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