L'opinione di Giovanni Saracco

11 lug 2013

Mettendo mano ai cordoni della borsa.

Il botta e risposta sui giornali circa il ruolo di chi tiene i cordoni della borsa ad Asti e nell’Astigiano - a partire dalla Cassa di Risparmio e relative articolazioni - e di come si possa e debba far funzionare meglio le cose a beneficio dei cittadini, mi pare ben sintetizzato da Laurana Lajolo nella sua rubrica “La piazza del sabato”, La Stampa, 6 luglio scorso.

In particolare ov’ella rileva “un’impostazione conservatrice in una fase in cui è necessaria una profonda trasformazione di obiettivi, e priva di una regia tra gli attori pubblici e privati della politica, del sindacato e dell’economia”. Mentre coloro “che gestiscono il potere appaiono più consapevoli dell’esigenza di nuove indicazioni per la città e il suo territorio, ma le proposte in campo sono tutt’altro che univoche”. E prosegue affermando che in questo momento la regia non può che far carico “ai detentori delle risorse pubbliche e private che devono scegliere in che direzione investire”.

 

Tirando le fila ne consegue che per i “detentori delle risorse pubbliche e private” è giunta l’ora di dimostrare concretamente la capacità di dare risposte alla priorità che abbiamo di fronte: creare lavoro perché tutti possano guadagnarsi da vivere, formarsi una famiglia, costruirsi un futuro, garantirsi una vecchiaia accettabile e dignitosa. Per superare le gravi difficoltà in cui troviamo, ed attuare la Costituzione che così espressamente dispone agli articoli 1,4 e seguenti.

Mettendo mano ai cordoni della borsa.

Tenendo conto che il tempo stringe.

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