L'opinione di Giovanni Saracco

17 giu 2016

Democrazia, Stato, Partiti: vademecum.

La nostra è una democrazia rappresentativa perché gli elettori votano Parlamento, Consigli regionali, Consigli comunali che li rappresentano ai rispettivi livelli. Sono previsti strumenti di partecipazione diretta (es. referendum).

Il nostro numeroso parlamento con 630 deputati e 315 senatori è anche dovuto al basso tasso di scolarizzazione dei cittadini ai quali i parlamentari spiegavano le cose tornando nei collegi di appartenenza agli albori della Repubblica.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri (che può essere un cittadino qualsiasi ) e su proposta di questo i ministri, che dovrebbero durare in carica l'intera legislatura. Nella pratica in Italia i governi durano assai meno.

Lo Stato è comunemente inteso come il complesso delle istituzioni in cui è articolato il sistema democratico, dal  Parlamento fino al più minuto Comune, gli Enti di servizio pubblico compresi quelli previdenziali ed  assistenziali; cioè quanto serve ai cittadini per una vita dignitosa e ordinata secondo le leggi e la Costituzione madre di tutte.

I Partiti sono libere associazioni di cittadini per concorrere col metodo democratico a determinare la politica nazionale. Storicamente si distinguono di centro, destra e sinistra a seconda della ideologia cui si ispirano iscritti e militanti.

La Democrazia vive e si rinnova se i cittadini apportano idee, proposte ed attività che contribuiscono a risolvere problemi che nascono dalla vita concreta. Oggi in particolare quello del lavoro per tutti per mezzo del quale condurre una vita dignitosa.

La maggioranza governa, amministra, decide; l'opposizione controlla, sollecita, chiede conto e propone: accreditandosi come capace e meritevole di avvicendare chi gestisce il potere al termine del mandato.

Riconoscendo ai partiti una funzione di interesse generale, quanti vi operano con ruoli di responsabilità devono comportarsi "con disciplina ed onore" (art. 54 Costituzione).

Ogni utilizzo strumentale, estraneo o contrario all'interesse generale ed al bene comune è disonorevole e riprovevole, anche quando non rappresenti violazione di leggi.

Condannare la politica in generale a causa di comportamenti di singoli cittadini che hanno violato questi principi non è giusto: come buttare il bambino con l'acqua sporca.

L'invito è di praticare la politica con rispetto, la necessaria fermezza, competenza e probità; qualità da migliorare nel corso del fare.

 

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