L'opinione di Giovanni Saracco

5 set 2016

Antonio Gramsci.

Antonio Gramsci è sempre più conosciuto e letto nel mondo. L'attualità e l'interesse per il suo pensiero m'inducono a brevi riflessioni sul periodo di condannato e incarcerato dal fascismo, con in seguito la scrittura dei "Quaderni" e la sua morte prematura

Sul modo di essere partito, il suo ruolo e gli obiettivi nella particolare drammatica contingenza politica, la discussione tra Gramsci ed i compagni del Partito Comunista in clandestinità non s'interruppe in carcere, ed è nota l'asprezza e le divisioni cui essa giunse anche per le difficoltà di comunicazione per pervenire ad una compiuta sintesi collettiva.

Mussolini capo del fascismo al corrente di tutto ci mise cinicamente del suo per tenere Gramsci in carcere nonostante fosse malato, perché aveva ben colto il valore delle sue elaborazioni ed il pericolo che esse rappresentavano per evidenziare quanto di sordido e pericoloso il fascismo rappresentasse per l'Italia.

Quando le condizioni di salute peggiorarono il duce forse considerò addirittura la possibilità di un salvacondotto verso l'URSS (Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche) che però non andò a buon fine, si disse, perché il Partito Comunista non convenne con la necessaria decisione.

La morte di Gramsci indomito oppositore diventò ingombrante per il fascismo ormai a pieno regime. Tanto che Mussolini potrebbe essersi adoperato ad alimentare artatamente il sospetto che il Partito Comunista   ritenesse utile politicamente dimostrare con la morte di Gramsci l'essenza nefasta del regime fascista.

Emerge comunque che il pensiero di Antonio Gramsci portato a compimento avrebbe potuto imprimere al Partito Comunista una accelerazione in senso democratico che si ravviserà nella formazione del governo in esilio dopo la caduta del fascismo il 25 luglio 1943, nella Resistenza, nel governo Parri primo del dopoguerra e nella formazione della Costituzione.

 

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per il tuo commento. A presto.