L'opinione di Giovanni Saracco

5 lug 2017

Il sindaco di Moncenisio.

Nella attuale situazione di effervescenza politica e dei partiti rifacciamoci alla Costituzione e in particolare: art.. 49 "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale"; art. 54 "… I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge."; art. 67 "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Applicando questi tre articoli secondo l'insegnamento e l'esempio dei "migliori" – Stefano Rodotà tra questi ma anche il sindaco di Moncenisio –  si è sulla strada giusta per fare bene le cose.

Curando la conoscenza della politica e della democrazia iniziando dai maestri antichi fino ai contemporanei. Consapevoli quanto entrambe siano impegnative, faticose, impervie ma anche stimolanti, gratificanti e capaci di liberare endorfine fisiologiche.

Anche per contenere le distanze tra enunciazione di principi e valori condivisi e gli atti quotidiani che ciascuno è chiamato a svolgere, senza che abbiano a patirne l'equilibrio e la salute personale.

Utilizzando i partiti che posseggono quanto occorre per svolgere i compiti oggi immani loro attribuiti.

Non conventicole quindi nella disponibilità di chi se le inventa per ragioni e/o interessi che nulla hanno a che vedere col dettato costituzionale.

Convenendo che alle migliori intenzioni devono fare seguito fatti concreti e coerenti con esse.

Con il consenso e la legittimazione dell'operato dei governanti da parte dei cittadini con  tempi e  modalità relazionate alla complessità di quanto si tratta, aiutandosi a capire e migliorare

Curiosi per l'eclatante risultato ottenuto dal centrodestra nei ballottaggi del 25 giugno scorso per l'elezione dei sindaci, cui hanno concorso circa un terzo dei voti che al primo turno avevano votato M5S!

Sapendo che non basta disporre del potere di decidere per farlo al meglio; né si può pretendere che le scelte giuste ottengano lì per lì il consenso che si meritano.

Mentre può essere coraggioso e meritorio assumere decisioni nell'interesse generale e del bene comune non rinviabili, per le quali si intuisce che il consenso dei cittadini non potrà che pervenire  postumo.

Essere aperti e ricettivi, disponibili al confronto critico-costruttivo può trasformare la gestione pro-tempore del potere in una positiva esperienza di vita senza uguali per tutti.

 

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