L'opinione di Giovanni Saracco

12 lug 2017

Solo grazie al digitale.

Dicono gli esperti che "viviamo in ambienti sempre più complessi che funzionano solo grazie al digitale". Una opportunità di cui stiamo scoprendo via via  potenziale, limiti, pericoli di utilizzo improprio o addirittura arbitrario, soperchievole, piratesco; cioè tutta la gamma del verosimile umano ed oltre che in rete diventa immediato e globale.

Quindi di una rilevanza imponente da comprendere e finalizzare a vantaggio dell'interesse generale e del benessere di quanto vive sul Pianeta.

Soprattutto se si avvererà l'ipotesi che entro il 2025, cioè prestissimo, il 50% delle persone vivrà in città cablate, cioè sempre più connesse e, diciamo, digital-dipendenti.

Una situazione da immaginare ed acquisire fisiologicamente da parte di tutti, specie dalla generazione anziana con meno dimestichezza per questo genere di novità, per evitare di rimanere indietro e contare poco nelle decisioni da assumere.

Un rischio che si corre già ora è di lasciar fare fiduciariamente ai competenti. Infatti con le risorse finora accumulate è possibile appropriarsi di molto potere e fare il bello e cattivo tempo, senza che i più nemmeno se ne accorgano subito.

Qualche segnale in questo senso c'è già stato, rintuzzato con efficacia dai più accorti tra gli utenti della rete cui stanno giustamente a cuore le impareggiabili conquiste che essa consente in termini di libertà e diritti.

È quindi essenziale che anche in questo caso si estenda ed acuisca la consapevolezza che per fare andare bene le cose che riguardano tutti ognuno di noi deve fare la propria parte.

 

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