L'opinione di Giovanni Saracco

1 dic 2017

Compagno, fratello, amico.

È morto Luciano Nattino.

Straordinariamente lui fino al commiato.

Autore, attore regista. Fondatore del Collettivo teatrale "Mago Povero" ora "Casa degli Alfieri".

Lui e sua moglie Alba: musa, collaboratrice, sostenitrice.

Con radici profonde e vitali nel Monferrato in simbiosi creativa e generosa: un dono.

Compagno, fratello, amico  ispirava e dava fiducia, generoso, specchiato.

S'era fatto vivo lui negli anni ottanta del secolo scorso in un momento delicato sostenendo una iniziativa popolare a tutela dell'ambiente.

Poi s'infittirono le occasioni del nostro impegno al servizio del bene comune e dell'interesse generale, da lui già praticato nella pubblica amministrazione con competenza e talento comunicativo, ed attraverso il teatro.

Lungimirante, vicino ai meno favoriti insieme ad altri artisti precursori dei tempi.

Gli sono stato compagno in Consiglio Provinciale di Asti nei banchi dell'opposizione; una scuola di vita con simpatia: rigorosi, rispettosi, rispettati.

Poi ci si rivedeva ai suoi  spettacoli, alle iniziative di partito o da lui a Castagnole Monferrato.

In seguito meno frequentemente ma con immutato piacere.

Le prime avvisaglie del male, la diagnosi, le cure; sempre lui nonostante il radicale cambiamento delle condizioni di vita cui si adattò.

Alba si superò facendo della sua assidua vicinanza lo scopo della vita.

Ora ci sprona in spirito a non darci mai per vinti.

Ti vogliamo bene Luciano.

Buon viaggio.

Ciao.

 

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