L'opinione di Giovanni Saracco

2 gen 2018

Al primo posto il lavoro.

Nel messaggio di fine d'anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo pensiero con la sobrietà che contraddistingue il settennato in corso, auspicando che la campagna elettorale, ufficialmente aperta con l'indizione delle elezioni del 4 marzo prossimo del nuovo Parlamento, sia condotta con senso della misura su programmi concretamente praticabili per la soluzione dei problemi in atto e l'indicazione delle prospettive  di sviluppo soprattutto qualitativo, con al primo posto il lavoro.

Ha ricordato l'importanza del voto invitando gli elettori ad esercitare questo diritto-dovere, facendo leva sulla volontà di fare bene insieme presente nella nostra società.

Già solo questo è sufficiente per ragionevolmente ritenere che ci sono le condizioni perché i cittadini si facciano sentire dai partiti utilizzando il voto in modo sorprendentemente determinante per la formazione di una capace maggioranza parlamentare  e di un buon governo stabile e duraturo.

Dando novella spinta alle riforme per uno Stato moderno snello ed efficiente, una società civile più giusta e solidale nella quale tutti possano vivere dignitosamente con il frutto del proprio lavoro.

Rendendo palesemente possibili e convenienti comportamenti probi diffusi tra le categorie  e verso le istituzioni e lo Stato, fondati sulla fiducia e sul rispetto reciproco.

Operando a livello continentale per una Unione Europea sempre più casa comune, in relazione intercontinentale col Mondo delle circa duecento singole realtà statuali, accessibili e praticabili direttamente in tempo reale e/o attraverso gli organismi di cui già disponiamo, l'ONU in primis.

Sviluppando e rafforzando convinzioni già presenti e diffuse che delle guerre si può fare a meno accordandosi.

Con incommensurabili vantaggi da ogni punto di vista per l' Umanità ed il Pianeta.

 

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