L'opinione di Giovanni Saracco

9 gen 2018

Niente frottole.

C'è un antidoto alle promesse elettorali fasulle, esagerate, improbabili, impossibili da mantenere, formulate al solo scopo di ottenere voti: guardare a quanto ha fatto il promittente nel corso della sua vita e desumere da lì la sua affidabilità e idoneità a mantenere le promesse ed a svolgere i compiti propri del ruolo cui è candidato.

La valutazione che se ne trae coinvolge anche la formazione politica che lo propone.

Se si tratta di persona nota se ne conoscono le caratteristiche. Se meno nota o per nulla sia il partito proponente a fornire un curriculum adeguato.

Cercare per quanto possibile di vedere e ascoltare anche di persona il candidato per farsi di lui un' idea più precisa, valutandone disponibilità, tratto e quant'altro utile in proposito.

Esprimere il voto senza conoscere almeno così la persona cui è destinato significa non utilizzarlo appieno per cambiare in meglio l'esistente.

Il bene pubblico e l'interesse generale se ne giovano meno di quanto sarebbe possibile.

Ed è inutile e frustrante lamentarsene dopo a cose fatte.

La presenza del 50% di donne in lista è garanzia di equilibrio affinché sensibilità, modi di pensare e di vivere ed esigenze concrete siano tenute in debito conto. Ed aiuta anche a contenere le esagerazioni.

L'interesse pubblico ed il bene comune devono essere sempre al primo posto rispetto ai pur legittimi interessi di partito.

L'art. 67 della Costituzione afferma: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". E l'art.54 vi aggiunge: "Il dovere di adempierle con disciplina ed onore".

Questo comportamento deve essere tenuto dai candidati fin dal momento della loro messa in lista.

Quindi massimo senso di responsabilità e niente frottole.

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