L'opinione di Giovanni Saracco

24 gen 2018

Lavoro per tutti.

Il lavoro e la sua remunerazione è argomento importante per la vita di ciascuno. Su di esso è fondata addirittura la nostra Repubblica democratica.

La Costituzione ne tratta diffusamente, in particolare al Titolo III°- Rapporti economici.

Tra i vari modi di lavorare quello dipendente è ancora di gran lunga il più diffuso.

Sintetizzando si può dire che il lavoro dipendente racchiude in sé il dicibile, perché frutto di una dialettica che coinvolge lo scibile umano.

Da qui occorre quindi partire per fare bene le cose.

Considerando che in democrazia è l'argomento più avanzato su come ragionare per affrontare e risolvere i problemi che la vita associata pone.

In Italia siamo su questa strada e possiamo migliorare.

Utilizzare la democrazia significa coinvolgere di volta in volta gli interessati a risolvere i problemi posti. Nel rispetto reciproco, educatamente, con il vigore di cui ognuno irripetibilmente dispone, e le  capacità necessarie. Definendoli, ragionando, decidendo. Tenendo presente quanto già eventualmente prodotto, specialmente se da fonti autorevoli per le loro riconosciute capacità.

Allo Stato compete promuovere le condizioni affinché ci sia lavoro per tutti e che sia pagato in modo da consentire una vita libera e dignitosa per il dipendente e la sua famiglia; godere di una pensione con le stesse caratteristiche, e con provvidenze analoghe ed aiuti se si resta temporaneamente disoccupati.

Attualmente non è così e bisogna impegnarci tutti affinché ci si avvicini sempre più a quanto prescrive la Costituzione.

Siamo in campagna elettorale, partiti e candidati promettono miglioramenti anche impraticabili. Occorre discernere tra chi le spara grosse e chi lavora seriamente per realizzare vantaggi possibili.

Preferire candidati che hanno già dimostrato di saperci fare, con competenza, impegno, probità e risultati positivi concreti.

Si tratta di criteri utili per decidere chi votare, ma utilizzabili più in generale per la scelta di persone che meritano di occuparsi dell'interesse generale e del bene comune a qualsiasi livello istituzionale "con disciplina ed onore".

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