L'opinione di Giovanni Saracco

16 apr 2018

Comportamenti naturali.

Qualche settimana fa accennai a principi dettati dalla Costituzione cui la sinistra potrebbe rifarsi per ricuperare il ruolo che le si addice nei confronti di cittadini di ogni età, famiglie, aziende che chiedono cose di cui hanno bisogno per riuscire a fare meglio per sé e per la società di cui sono parte.

Successivamente ho letto l'illuminante articolo di  Nadia Urbinati su "la Repubblica" del 1° aprile 2018 come questi principi possono essere declinati, applicati stando al governo oppure all'opposizione.

E mi sono tornati in mente tre fatti che hanno a vedere, nel loro piccolo, con l'esercizio della responsabilità nel perseguire l'interesse generale ed il bene comune.

*Comune del Monferrato Astigiano verso la fine del secolo scorso, minoranza in consiglio comunale. La popolazione lamenta ritardi nella ricostruzione di un ponte sul torrente Triversa. La minoranza se ne fa interprete e presenta una proposta con allegato il progetto di massima dell'opera che il consiglio comunale è chiamato a discutere; numerosa la presenza del pubblico che assiste. Schermaglie, tira e molla; alla fine la proposta passa votata anche dalla maggioranza L'opera viene poi realizzata nel corso della legislatura.

Legislatura successiva: l'opposizione vince le elezioni.

*Un consigliere della nuova opposizione la combina grossa: si finge assessore e ne assume il nome presentandosi in un comune del Torinese per assumere informazioni sul conto del nuovo sindaco del suo comune, decenni prima tecnico comunale lì. Successivamente individuato nel corso di un consiglio comunale con la sala gremita di pubblico, il consigliere mendace si riconosce colpevole e si dimette seduta stante. Stigmatizzato dai  colleghi viene però invitato a ripensarci; lo farà e non si dimetterà, né smetterà di fare le pulci all'operato della maggioranza com'era suo dovere.

*Per pagare la pulizia di una ripa a bosco ceduo, con un percorso di cippi dei caduti in guerra, il comune anticipò le poche migliaia di lire agli esecutori del lavoro, anziché attendere i fondi della Regione che tardavano. Il consigliere di cui al precedente fatto rilevò la circostanza e presentò denuncia. Il Magistrato accertò che nessun danno ne venne al comune dalla "disinvolta" decisione del Sindaco. E la cosa finì lì.

Comportamenti  naturali suggeriti innanzitutto dal buon senso che hanno precorso i tempi?

 

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