L'opinione di Giovanni Saracco

18 apr 2018

Pestar l'acqua nel mortaio.

Le difficoltà del M5S e della coalizione di centrodestra per formare il nuovo governo dopo avere ricevuto dagli elettori i maggiori consensi  nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso, sono state confermate anche nella tornata di incontri voluta dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Cosa ci si può attendere ora è l'interrogativo che sorge spontaneo.

Intanto una necessaria ulteriore attività di Mattarella per indurre i protagonisti a fare meglio, fino all'affidamento di incarico esplorativo ad uno dei Presidenti dei due rami del Parlamento.

Poi l'uscita dal riserbo del Centrosinistra col Partito Democratico e l'esplicitarsi di posizioni che pongano al primo posto gli interessi dell'Italia ad avere un governo nella pienezza dei suoi poteri-doveri.

Consapevoli che per esprimersi al meglio il Partito Democratico avrebbe bisogno di completare senza ulteriori assilli il lavoro in corso, per trarre dalla contesa elettorale e dai suoi insoddisfacenti esiti quanto serve per emendarsi dalle manchevolezze e ridefinire il proprio fare per un protagonismo socialmente evoluto e coinvolgente.

Convenendo che il ricorso alle urne è un atto estremo cui ricorrere solo dopo avere esperito invano ogni tentativo di dare vita ad una maggioranza che esprima un governo di legislatura, con programma e capacità realizzative e di mobilitazione del Paese per bandire la povertà ed il lavoro precario; produca e distribuisca equamente le risorse occorrenti.

Intervenendo comunque ed a priori sulla legge elettorale per evitare di ritrovarci a "pestar l'acqua nel mortaio".

Ricordandoci che lo stallo attuale è dovuto anche a miopia e scarsa "generosità" politica, da parte delle forze premiate dagli elettori, che pensano con priorità a sé invece che all'interesse generale ed al bene comune. Ed alla avara testardaggine, anche personale, di non volere rinunciare con sano realismo a qualcosa per sé per conseguire un risultato qualitativamente migliore per tutti.

Siccome a tutto ciò si potrà rimediare solo strada facendo, fin da subito contiamo sul Presidente Mattarella che, esperto nocchiere, terrà la barra dritta con bonaria e saggia fermezza.

 

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