L'opinione di Giovanni Saracco

25 mag 2018

Non è la palingenesi.

Costituire un nuovo governo democratico dopo le elezioni del 4 marzo 2018 è un atto ordinario e costituzionale.

Non è la palingenesi.

Alla bisogna provvedono di norma la o le forze politiche che hanno ottenuto il maggior numero di suffragi, e comunque sufficienti per avere la maggioranza nei due rami del Parlamento, ed hanno in comune principi, obiettivi politici, modalità operative e quant'altro necessario per operare insieme.

Nel nostro caso vi stanno provvedendo il M5S e la Lega, quest'ultima già nella coalizione di centrodestra dalla quale si è sfilata. All'opposizione andrebbero la coalizione di centrosinistra col Partito Democratico, la formazione di sinistra Liberi e Uguali, Forza Italia, Fratelli d'Italia ed altri.

Il Presidente della Repubblica ha incaricato il prof. Giuseppe Conte candidato alla Presidenza del Consiglio di trovare i Ministri cui affidare i vari Dicasteri, ed egli sta operando in tale senso.

In campagna elettorale il M5S e la Lega hanno promesso di realizzare interventi per centinaia di miliardi di euro di spesa, non possibili nel corso della legislatura. Quanto prima dovranno spiegare cosa e come ritengono di potere fare concretamente adesso.

Cittadini, famiglie, imprese si aspettano interventi che li aiutino a migliorare la loro vita con il lavoro, che non lascino alcuno solo nelle difficoltà, che modernizzino e migliorino il funzionamento dello Stato, delle Istituzioni ed Enti pubblici, perseverando nell'opera di forte contrasto alla criminalità ed a quella organizzata - mafia, 'ndrangheta, camorra - in particolare, si facciano pagare le imposte a tutti quanti le devono applicando il criterio costituzionale della progressività, e quant'altro emerga nel quotidiano nostro operare in Italia, nell'Unione Europea e con essa nel Mondo.

Quando il governo funzionerà unitamente alla maggioranza che lo sostiene in Parlamento, andrà valutato per quanto fa e come lo fa concretamente, senza pregiudizi di sorta ma anche senza soggezioni.

Affidando alla dialettica democratica il compito di contribuire alla soluzione dei problemi esprimendo la migliore qualità possibile, con l'irrinunciabile contributo critico-propositivo delle opposizioni e dei cittadini singoli ed organizzati che vorranno occuparsene.

 

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