L'opinione di Giovanni Saracco

12 ott 2012

Provincia di Asti

L’on. Maria Teresa Armosino si è dimessa dalla carica di Presidente della Provincia di Asti, perché impossibilitata – afferma lei – a svolgere i suoi compiti, per lo stato di dissesto che il decreto “Salva Enti” del governo provocherebbe nel bilancio provinciale, ed anche perché le recenti disposizioni normative porterebbero alla soppressione dell’Ente.

Un gesto forse influenzato dal dolore per la recente prematura scomparsa di persona cara, e dalla più prosaica esigenza di riposizionarsi in vista delle elezioni politiche della primavera prossima.

La conseguenza è il venir meno di un ruolo chiave di cui c’è penuria, non solo nell’Astigiano. Quello attraverso il quale – se si riscuotono credibilità e autorevolezza – è possibile esercitare responsabilità che rassicurino, e orientino quanti operano nella realtà data a svolgere i loro compiti con intraprendente determinazione.

Con l’Ente in stasi, proprio in una fase particolarmente delicata, nella quale si decidono le sorti del suo Personale e dei 118 Comuni che lo costituiscono.

Infatti gli scenari che si prospettano sono il commissariamento della Provincia per il disbrigo dell’ordinaria amministrazione e l’indizione delle elezioni anticipate, ovvero l’accelerazione della procedura per la sua soppressione. Senza poter disporre di interlocutori essenziali quali la Presidente, la Giunta, il Consiglio.

Sarà quindi necessario un maggiore impegno dei Comuni, in primis quello di Asti capoluogo.

Per la definizione degli obiettivi che ci si dà, l’instaurazione e l’intrattenimento di rapporti con partner adatti per la costruzione di soluzioni condivise e confacenti alle caratteristiche ed agli interessi di quanti si troveranno a lavorare insieme in realtà istituzionali rinnovate, certamente da rodare ma rese più rispondenti alle esigenze di un mondo in continua evoluzione.

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