L'opinione di Giovanni Saracco

17 dic 2012

Memoria e vitalità della società civile.

La ricorrenza annuale durante la quale si ricordano a Torino i ferrovieri caduti sul lavoro è stata celebrata domenica 25 novembre scorso con un programma particolare cui hanno collaborato: il Comitato spontaneo ferrovieri; “Nessun uomo è un’isola”; Le Nuove - Museo del Carcere; il Coro polifonico “Ora e tempo di gioia”. Riferimento organizzativo dott. Giuseppe Mola, Responsabile Impianto Primario, Trazione-Condotta Torino, di Trenitalia.

La visita guidata alle celle dei condannati a morte durante la Resistenza nell’interrato dell’ex carcere Le Nuove ora museo, di C.so Vittorio Emanuele II (ingresso da via Paolo Borsellino n. 3) e le testimonianze di persone coinvolte e di superstiti delle persecuzioni nazifasciste e dei campi di sterminio (8 settembre 1943 – 25 Aprile 1945), hanno fatto rivivere il clima cupo, torbido, drammatico, di efferata crudeltà che ha prevalso in Europa e fino a Leningrado dov’è stato fermato l’invasore nazista.

Buia parentesi che ha riportato alla mente il profondo significato del dipinto di Francisco Goya dal titolo “Il sonno della ragione genera mostri”.

Risaliti alla luce del sole abbiamo partecipato alla S. Messa celebrata nella cappella dell’ex carcere, con appropriate musiche e canti dal vivo.

Ha concluso la mattinata il concerto polifonico “Ora è tempo di gioia” di Torino composto da una quarantina di donne e uomini di talento diretti da un brillante maestro. Una carrellata di motivi da tutto il mondo magistralmente interpretati, che hanno avvinto ed emozionato la vasta platea di persone – numerosi i giovani – e onorato il motto di cui il Coro si fregia.

P.S. Cordiali auguri di Buon Natale e migliore Anno 2013.

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