L'opinione di Giovanni Saracco

16 mag 2013

A muso duro.

Attuare la Costituzione. Un esempio, l’art. 53: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

Per realizzare questo disposto bisogna conoscere tutti gli italiani che producono reddito, cioè dotarsi di una efficiente anagrafe tributaria ed aggiornarla. Operazione non difficile con gli strumenti informatici di cui si dispone.

Così operando si ridurrà il fenomeno degli sconosciuti al fisco e dell’evasione fiscale, ed emergeranno il sommerso e le attività illegali e criminali.

Con tutto alla luce del sole si potranno migliorare l’equità e la giustizia contributiva: pagare tutti per pagare meno.

Per progressività s’intende applicare percentuali crescenti sugli scaglioni in cui è suddiviso il reddito.

Tra Stato e cittadini vanno stabiliti rapporti di reciproca fiducia, risolvendo il contenzioso in modo serio e sollecito.

La malafede, ovunque s’annidi, va sanzionata, e premiate fedeltà e correttezza.

Migliorando così la qualità dei servizi resi dalla burocrazia ai cittadini, e la sua capacità di conseguire gli obiettivi posti.

Un gettito fiscale alla cui formazione contribuiscono tutte le attività lecite da chiunque svolte, consente di programmare meglio politiche per creare lavoro e sviluppo nuovo, con l’occhio lungo perché si può contare su entrate certe.

Ed inoltre ridurre la pressione fiscale in generale, quando il buon andamento dell’economia ed altre circostanze lo permetteranno; comunque e presto per lavoratori in difficoltà, aziende che assumono, pensioni modeste.

Accogliendo il ravvedimento convinto di reprobi, e quello anche “obtorto collo” di chiunque.

A muso duro nei confronti di bari inveterati e di perseveranti trasgressori dei loro doveri fiscali.

 

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