L'opinione di Giovanni Saracco

3 dic 2013

Amarcord

Amarcord, o il tentativo di tirare le fila per cogliere il senso del proprio percorso esistenziale. Testimoniando quanto segue.

L’andare del Messo per le borgate del Comune a leggere le disposizioni del Podestà, attirando l’attenzione con il rullare del tamburo a tracolla.

La luce elettrica al posto del lume a petrolio: una festa, avevo 6 anni.

La presenza dell’organetto a manovella spinto a mano nei cortili, con musichette d’epoca e l’omino che raccontava ad alta voce fatti tremendi di cronaca nera o spassose vicende d’amore, raccogliendo le monetine che l’uditorio gettava di sotto.

Il primo pudico bacio con la coetanea di 11 anni; la scoperta del lago a 16 e del mare durante il servizio militare di leva.

Il parto della mucca con il vitello di razza, tratto dal ventre da uomini alacri nella stalla.

Tante conchiglie larghe una mano in un dirupo accessibile a tutti.

Gli scoppi come di petardi, nelle notti d’inverno per il gelo che gonfia gli umori vitali degli alberi fino allo schianto. Arabeschi di ghiaccio alla finestra.

Il depositare dell’uovo di gallina nel nido tra il fieno nella “trava’”.

La pigiatura dell’uva coi piedi nell’“arbri”, col mosto che gorgoglia odoroso e svelto attraverso il foro all’estremità.

La sfogliatura del granoturco la sera, canticchiando, raccontando, ascoltando.

Il gallo a farla da padrone nel pollaio, con le galline in attesa.

La picchiata repentina del falchetto su un gruppo di pollastre in pastura.

Ragazzotto al lavoro per 0,20 lire all’ora, con il latte che costava 0,80 lire al litro.

L’apprendimento di rudimenti di latino facendo il chierichetto in chiesa.

La trasformazione di bossoli di mitraglia da aeroplano raccolti nei prati dopo le incursioni, in verderame per le viti.

La produzione di olio alimentare durante il razionamento bellico del cibo, spremendo nocciole con torchietto rudimentale.

Un’incursione aerea, l’impiccagione del partigiano Luigi Capriolo per mano nazifascista e l’uccisione del partigiano Domenico Tamietti in uno scontro a fuoco.

Il baratto di un bottiglione di acqua di mare per ricavarci sale, con una salciccia del maiale macellato da poco.

La posizione della locomotiva in mezzo al treno mascherata da vettura, per difenderla dagli attacchi aerei.

La consuetudine del canto in famiglia con genitori e figli.

Il viaggio di pendolari in treno su carri bestiame al buio, seduti sul pavimento, per anni a guerra finita.

Il bagno in casa solo dopo il matrimonio.

Una giornata di lavoro piena cui seguiva la scuola, per migliorare le condizioni di vita.

Ancora a scuola per imparare l’uso del computer.

 

 

 

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