L'opinione di Giovanni Saracco

3 dic 2013

Primarie PD.

Come immagino le primarie ed i suoi esiti dopo l’elezione del segretario nazionale del Partito Democratico l’8 dicembre prossimo, cui possono partecipare tutti gli elettori e le elettrici che ”dichiarano di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo nelle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori”.

Intanto con molte donne e uomini di ogni età, che si recano ai seggi per decidere chi dei tre candidati: Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Pippo Civati, sarà il segretario nazionale.

Che chiunque vinca associ al suo lavoro gli altri due, dando vita ad una squadra tosta la cui sfida quotidiana sia distillare il meglio di ciascuno, farne la sintesi e porla al servizio dell’Italia.

Non portarsi appresso posizioni che hanno fornito stimoli, vivacità e contributi ai dibattiti congressuali, con l’elezione degli organi del Partito a tutti i livelli, nonché la scelta dei candidati alle primarie stesse per la segreteria nazionale; ma che diventerebbero remore o peggio, se cristallizzate e contrapposte a sé e per sé all’interno del Partito.

Che la pluralità di pensiero e di voci sia considerata una ricchezza, da cui il Partito fa scaturire migliori e più eque soluzioni per i problemi da affrontare. Attribuendo la priorità a quelli di chi sta peggio, e ponendo al primo posto onestà, probità, competenza, testimoniate dal vissuto personale e compendiate nelle parole ”disciplina e onore” contenute nell’art. 54 della Costituzione.

Operare affinché il governo Letta completi il programma sul quale ha ottenuto la fiducia del Parlamento, ed in particolare crei lavoro, riduca l’evasione fiscale, abbassi il debito pubblico dello Stato, avvii le riforme istituzionali, pervenga alla nuova legge elettorale.

Insistere affinché l’Europa adotti politiche di sviluppo che consentano agli Stati membri in difficoltà di superarle. E si dia istituzioni continentali per operare da protagonista in politica estera, economia e finanza, difesa, immigrazione.

Che il Partito Democratico sia d’esempio nell’affermare, promuovere e praticare i diritti-doveri civili, la solidarietà, l’equità, la giustizia sociale, che caratterizzano i rapporti nelle società e democrazie evolute. E si colleghi in Europa con le organizzazioni che già operano in questo senso.

 

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