L'opinione di Giovanni Saracco

5 dic 2016

Tanto tuonò che piovve.

In democrazia l'espressione del popolo sovrano ha prodotto i suoi esiti legittimi con il "No" ridondante alla riforma del Senato ed altro che il Parlamento aveva approvato dopo mesi di serrato, impegnativo lavoro.
Alla riforma si era pervenuti dopo che Giorgio Napolitano aveva accettato "obtorto collo" un supplemento di mandato a patto che si facesse.
Adesso occorrerà riflettere sugli esiti cui porterà il voto al referendum e come fare per avvalercene, consapevoli che non sarà agevole.
Probabilmente il Presidente del Consiglio dei ministri si dimetterà ed il Capo dello Stato avrà il suo da fare per trovare una persona in grado di formare un governo capace di coagulare una maggioranza diversa da quella in atto che gli esprima la fiducia.
Archiviando gli epiteti "scrofa ferita", "pericolo per la democrazia", "accozzaglia" più recenti tra i molti lanciati nel corso della campagna elettorale.
Ed il vero e proprio astio nei confronti di Matteo Renzi e del suo governo che hanno svolto con generosa dedizione istituzionale i compiti loro affidati al servizio del Paese con risultati concreti non da poco.
Scrivo di getto, a caldo, proponendomi di offrire implicitamente anche risposte ai suggerimenti, obiezioni, consensi giuntimi, di cui ho tenuto per quanto sono capace conto.
Tutto questo sarà meno problematico se conveniamo che con il referendum  italiane e italiani hanno scritto una bella pagina di democrazia diretta e partecipata, che si porta appresso l'obbligo di assumersi le responsabilità che ne derivano.
Nessun paragone quindi con la recente elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d'America, anche se il disagio che l'ha espresso può avere non poco in comune.
Cancellato quindi dalla volontà popolare il motivo del contendere rappresentato dalla riforma ora tocca a tutti – in primis al "No" che ha prevalso – cercare e trovare soluzioni alternative più consone e condivise.

1 commento:

  1. Purtroppo il fronte del No era composto da persone che avevano come obiettivo far sparire Renzi. Privi di un progetto non stanno nemmeno provando a dare un senso al loro No. Noi che abbiamo votato Si ( ricordo la sua splendida lettera a La Stampa) siamo sconcertati e delusi. Certo hanno scelto i cittadini. Ma i cittadini hanno sempre ragione? Hanno sempre la preparazione tecnica per decidere?

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