L'opinione di Giovanni Saracco

3 mag 2017

Una assise senza eguali.

Elezioni primarie del Partito Democratico di domenica scorsa 30 aprile: una assise senza eguali in Europa. Con preliminari che hanno portato i candidati nei circoli della penisola coinvolgendo gli iscritti nelle  proposte di Michele Emiliano, Andrea Orlando e Matteo Renzi; seguite da rituali essenziali che hanno preparato ed accompagnato alla giornata conclusiva del voto per eleggere il segretario nazionale del partito cui hanno partecipato anche non iscritti, per un totale che sfiora i 2 milioni.

È stato eletto Matteo Renzi con il 70% dei voti, ad Andrea Orlando il 19,5%, segue Michele Emiliano con poco meno del 10,5%.

Adesso ci si rimbocchi le maniche e si lavori nel merito per risolvere i problemi dei cittadini, imprese e realtà che costituiscono l'ossatura economico-sociale dell'Italia che s'ingegna, lavora, produce sempre più beni buoni ed utili per rendere migliore la vita, solidale la convivenza, con sviluppo che punti sulla qualità in sicurezza e pace, distribuendo con equità il frutto del lavoro di tutti: da ciascuno secondo le proprie capacità a ciascuno secondo le proprie necessità, per una vita dignitosa il più vicino possibile alle aspirazioni personali.

Come Partito Democratico facendo tesoro dell'esperienza maturata senza ripetere gli errori. Con perseveranti costruite intese per la continua messa a punto di ciò che c'è fino a sostituirlo laddove necessario per rispondere alle  esigenze di cui sono portatrici le nuove generazioni e le donne in particolare.

Coinvolgendo sempre le disponibilità che si manifestano, ricuperando il buono con l'impegnativa  ma insostituibile procedura tesi-antitesi-sintesi cui giungere in tempi programmati e democraticamente decisi; e tutti siano chiamati a concorrere nei ruoli rispettivamente svolti.

A livello istituzionale operare perché maggioranze ed opposizioni escano con certezza dalle urne e siano entrambe operative fin dal giorno dopo e durino in carica l'intera legislatura. Dando modo alle maggioranze di realizzare il programma su cui sono state elette, ed alle opposizioni di accreditarsi con il riconosciuto buon lavoro svolto nel controllarne l'operato e avanzando proposte vantaggiose per il bene comune e l'interesse generale; quindi valide pretendenti ad avvicendare le maggioranze nelle elezioni successive.

1° Maggio. Festa del lavoro in tutto il Mondo. Gioia manifesta nel sacro ricordo di quante lacrime e sangue sia costato arrivare sin qui dalla giornata di lavoro "dal levare al calar del sole". E quanto competa a noi oggi ed a quanti sopravverranno nel tempo fornire l'indispensabile contributo perché dignità, giustizia ed equità connotino sempre più e meglio i rapporti di e col lavoro, su cui si fonda la Costituzione e si compendia l'essenziale del vivere civile.

 

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