L'opinione di Giovanni Saracco

14 feb 2018

Non si deve fare di ogni erba un fascio.

Dei programmi presentati da coalizioni e partiti in campagna elettorale non si deve fare di ogni erba un fascio.

Meglio discernere in vista di chiedere subito conto della loro effettiva realizzabilità bocciando quelli palesemente impossibili, considerando la forza politica proponente ed i suoi candidati inaffidabili, quindi da non votare.

Tra quelli realizzabili scegliere in più prossimo alle proprie aspirazioni ed aspettative, votare la forza politica proponente ed i suoi candidati che dovranno realizzarlo.

Tra gli eletti i chiamati a responsabilità di governo dovranno dimostrare via via l'attuazione del programma presentato. Ricordando che a ricoprire ruoli di governo possono essere chiamate anche persone non elette e nemmeno candidate.

Un conto sono quindi le promesse a chiacchiere fatte per carpire voti, altro quelle formalizzate in programma politicamente impegnativo, checché se ne dica.

Siccome poi la politica è l'arte delle cose possibili nel momento in cui si decide, occorre riconoscere agli eletti una certa discrezionalità, con il dovere politico di spiegare il perché di eventuali significativi scostamenti rispetto al programma.

Inoltre occorre stabilire un rapporto fiduciario tra eletti ed elettori con dialettica relativa nel corso della legislatura, direttamente e/o tramite il partito, senza patire timori reverenziali od altro.

Questi scarni cenni come pillole di buon senso comune che possono aiutare a superare incertezze ed ansie da elezioni, che si presentano problematiche nel loro esito finale: Superabile se si attiva una pratica di democrazia dei comportamenti concreti, base indispensabile anche per quanto di buono si potrà realizzare strada facendo.

Giovandosene intanto per andare a votare e dare peso al proprio voto; continuando anche dopo perché esso concorra a produrre gli esiti per i quali è stato espresso.

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