L'opinione di Giovanni Saracco

10 feb 2014

Viviamo un tempo.

Viviamo un tempo nel quale si abusa e spreca parecchio di quanto disponiamo; parole e comportamenti compresi.

Non condivido questo andazzo, non voglio alimentarlo e ritengo si possa e debba fare qualcosa perché diminuisca e cessi.

Sarò quindi più accorto nell’uso delle cose di cui mi avvalgo nel corso della giornata: dall’acqua potabile, alla carta, all’energia elettrica, gas, telefono e internet.

Col riscaldamento rispetterò la temperatura media di 20 gradi, non aprendo la finestra ma regolando il termostato se fa troppo caldo.

Per spostarmi utilizzerò l’auto solo se necessario.

Farò del mio meglio per non sprecare alimenti e medicinali.

Persevererò nella raccolta differenziata dei rifiuti, curando in particolare il corretto smaltimento delle pile esauste e dei contenitori di inchiostro per stampanti.

Nello svolgimento del mio lavoro punterò a fornire prestazioni al meglio di quanto so fare.

Nei rapporti con le persone curerò di essere attento, educato, onesto.

Con gli animali mi regolerò secondo il principio affermato da Nicolas Venier, regista del film “Belle e Sebastien”, che “ognuno deve stare al suo posto”.

Discutendo di problemi comuni accompagnerò eventuali mie proposte con la disponibilità a collaborare comunque per la buona riuscita delle decisioni che saranno assunte.

Ce la metterò tutta per mantenere la parola data, e utilizzerò solo le parole necessarie, più giuste e corrette che conosco, per esprimere il mio pensiero ed  interloquire col prossimo.

Nel tempo di vita che continuo a ricevere in dono, m’impongo di continuare ad osservare le regole vigenti, applicando il principio di responsabilità e di coscienza personale insito in ciascuno, ma da attivare.

 

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