L'opinione di Giovanni Saracco

30 nov 2012

Pronto soccorso lavoro

Nella riduzione e ridefinizione in corso delle province si ripropone il ruolo dei servizi per il lavoro da esse svolto con i Centri per l’impiego (pubblici) e le Agenzie per il lavoro (soggetti privati). Diventati di importanza nevralgica anche a motivo della crisi, con valutazioni contrastanti sui risultati finora ottenuti.

Ai servizi per il lavoro fa capo una gamma estesa di prestazioni per quanti non hanno il primo lavoro, o rischiano di perderlo, o rimasti senza ne cercano un altro o intendono cambiarlo.

Della materia si occupa la recente legge n. 92 del 2012.

Con un esempio un po’ ardito si può paragonare i servizi resi ad una sorta di “pronto soccorso”, nel quale intessere il rapporto tra chi offre lavoro e chi lo cerca rappresenta solo una parte dell’intera e complessa problematica che essi gestiscono.

Adesso ci limitiamo ad accennare al ruolo di intermediazione che nell’immaginario degli utenti, ma non solo, rappresenta forse l’aspetto che più caratterizza i servizi.

Significando che le regioni rivendicano la loro competenza legislativa concorrente con lo Stato circa la regolazione e l’organizzazione del mercato del lavoro, e quella esclusiva in materia di formazione professionale. Mentre l’erogazione dei servizi dovrebbe effettuarsi in prossimità dell’utenza.

Misurando la loro efficacia con i risultati che concretamente si ottengono nel collocamento, piuttosto che dalla quantità delle azioni che si compiono per giungervi o da altro.

Temperando la tendenza ad intervenire alla “garibaldina” nelle situazioni, con una pianificazione essenziale.

Puntando sulla capacità, imprenditività ed acume dei dirigenti e degli operatori, all’interno di un modello che consenta l’espressione concreta di queste qualità.

Realizzando un’efficiente collaborazione tra operatori pubblici e i soggetti privati.

Istituendo un coordinamento realmente operativo per l’erogazione dei sussidi (politiche passive) e dei servizi per il lavoro (politiche attive) con procedure semplificate.

Guadagnando la leadership del collocamento, adesso espressa dall’occasionalità.

In altri Paesi europei il lavoratore alla ricerca di lavoro o di nuovo lavoro accede ai servizi relativi, rappresenta la sua situazione, è preso in carico e accompagnato al raggiungimento del risultato più avanzato possibile.

Sono in atto esperienze analoghe in Piemonte ed in altre Regioni, che considerano questi servizi un investimento con ritorni importanti cui destinare le occorrenti risorse finanziare, saperi e professionalità.

 

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